{"id":56890,"date":"2025-05-21T18:39:09","date_gmt":"2025-05-21T17:39:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56890"},"modified":"2025-05-21T18:39:10","modified_gmt":"2025-05-21T17:39:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-funerale-del-banchiere-maller-un-pastiche-sveviano-di-michele-sozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56890","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il funerale del banchiere Maller: un <i>pastiche <\/i>sveviano&#8221; di Michele Sozzi"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;&nbsp; Erano gi\u00e0 le dieci e non aveva fumato neanche una sigaretta. Di solito a quell\u2019ora ne aveva fumate almeno quattro. Il giorno prima, per\u00f2, aveva saputo del povero Maller e, dopo che il dottor Paoli, amico di famiglia, aveva dichiarato con gran convinzione che il decesso del banchiere era dovuto al suo vizio del fumo, si era ritirato nel proprio studio, si era messo allo scrittoio e con solennit\u00e0 aveva annotato sul suo diario \u201cu.s.\u201d, ultima sigaretta. Poi, sprofondato nella sua poltrona, se l\u2019era fumata in santa pace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; In galleria del Tergesteo, dov\u2019era seduto in quel momento al tavolino di un caff\u00e8, c\u2019era la consueta animazione: uomini d\u2019affari in abito <em>gilet<\/em> e bombetta, dame dai larghi cappelli ornati di piume e fiori e dalle lunghe gonne alte in vita e strette alle caviglie e anche modesti impiegati della adiacente Banca Union dove lui aveva lavorato fino a dodici anni prima. Quella mattina, prima di andare al funerale del Maller, aveva alcuni incontri d\u2019affari per conto della ditta Veneziani, la fabbrica di vernici sottomarine del suocero. Tra un incontro e l\u2019altro, tornava col pensiero al Maller, che era stato direttore della Banca Union ai tempi in cui vi lavorava lui. Che personaggio! Grande fumatore, s\u00ec, ma anche grande mangiatore e bevitore, senza parlare della sua passione per le donne. D\u2019 altra parte, era ricco e scapolo. Invecchiando poi si era calmato ed era diventato perfino sentimentale. Si mormorava che si fosse innamorato di una donna molto pi\u00f9 giovane di lui, alla quale avrebbe lasciato in testamento buona parte della sua eredit\u00e0. Gli pareva che si trattasse di una domestica o di una governante, o forse di una ballerina. Non ricordava.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; A fine mattinata, dopo aver trattato i suoi affari, usc\u00ec dal Tergesteo e si incammin\u00f2 verso la biblioteca civica. Appena uscito fu raggiunto da un cameriere che gli port\u00f2 il suo bastone da passeggio: \u00abLo ha dimenticato al tavolo, signor Schmitz\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abChe distratto!\u00bb esclam\u00f2 lui, \u00abgrazie\u00bb. Diede al ragazzo una generosa mancia e riprese il cammino. Si ricord\u00f2 con rimorso di quella volta a Villaco che aveva addirittura dimenticato sua figlia davanti a una vetrina.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Quando fu in prossimit\u00e0 della biblioteca tir\u00f2 fuori dal taschino l\u2019orologio e vide che erano gi\u00e0 le dodici e un quarto. Il funerale era previsto per le dodici. Cominci\u00f2 a correre, fermandosi solo per acquistare un mazzo di fiori. Quando fu all\u2019altezza dei volti di Chiozza vide in lontananza il convoglio funebre. Salt\u00f2 su una vettura di piazza e diede ordine al cocchiere di seguire il funerale. Era gi\u00e0 pronto a scendere sul piazzale del cimitero di Sant\u2019Anna, ma la vettura prosegu\u00ec per fermarsi davanti al cimitero greco-ortodosso. Fu sorpreso: non gli era mai passato per la mente che il Maller, con quel cognome, potesse essere di origine greca. Fu ancora pi\u00f9 sorpreso nel vedere che tra le persone davanti all\u2019ingresso c\u2019era Angiolina, il suo vecchio amore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCiao, Ettore,\u00bb disse la donna, andandogli incontro con un gran sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Lui aveva il cuore in tumulto. Riaffiorava il vecchio rancore per come lei lo aveva trattato e per come lo aveva lasciato: d\u2019improvviso, da un giorno all\u2019altro, senza una giustificazione. Quella volta lui aveva pensato a un altro uomo, a un commerciante di Fiume, ma poi aveva scoperto che nella vita di lei gli uomini erano stati tanti. Belli o brutti non importava, purch\u00e9 avessero i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abAnche tu qui?\u00bb chiese serio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCome potevo mancare? Tu piuttosto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abBeh, \u2026 anche se non lo vedevo da molti anni non potevo mancare neanch\u2019io\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Lei lo guard\u00f2 stupita e lui pens\u00f2 con stizza: \u201cNon si ricorda neppure che era il mio principale? Chiss\u00e0 con chi mi confonde\u201d. Quella volta lui lavorava in banca e le aveva parlato pi\u00f9 volte del Maller. Non capiva piuttosto perch\u00e9 gli aveva detto \u201cCome potevo mancare?\u201d. Che fosse stata una sua amante?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abPoveretto, che brutta fine\u00bb disse lei.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abIn questi casi non si pu\u00f2 sapere\u00bb rispose lui. \u00abForse non se n\u2019\u00e8 neanche accorto\u2026\u00bb e rifer\u00ec quello che gli aveva spiegato il dottor Paoli: che un ictus, se non ti lascia paralizzato o mezzo scemo, \u00e8 in fondo un buon modo per morire. Vai in coma e non ti accorgi di niente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Lei obbiett\u00f2, suscitando in lui un grande stupore, che non era andata cos\u00ec, che si era trattato di suicidio. Aveva ingoiato del Veronal. Da tempo era depresso e non usciva mai di casa. Era ossessionato dai soldi, dalla paura di non averne mai abbastanza o di poterli perdere da un momento all\u2019altro. Non spendeva niente e aveva sempre gli stessi abiti logori addosso. Nessuno si occupava di lui, n\u00e9 amici n\u00e9 parenti, eccetto lei, che era la sua governante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; La sua governante? Allora era lei la donna di cui si parlava, quella di cui lui si sarebbe invaghito e che sarebbe diventata sua erede. Incredibile! Suicidio, dunque, niente apoplessia. Chi lo poteva sapere meglio di lei? Gli balen\u00f2 un pensiero che lo sollev\u00f2: non c\u2019entrava allora niente il fumo. Fu preso da una voglia irresistibile di accendersi una sigaretta. A un funerale per\u00f2 non era educato. Salut\u00f2 Angiolina con un pretesto e con aria indifferente, seminascosto dalle carrozze, si diresse verso via Costalunga. Si meravigli\u00f2 che tra le persone radunate l\u00ec non ci fosse neanche un suo conoscente della Banca Union. Meglio cos\u00ec: poteva svignarsela pi\u00f9 facilmente. Quando fu abbastanza lontano butt\u00f2 via i fiori che aveva in mano e si accese una sigaretta. Non sarebbe tornato al funerale. Aveva bisogno di riflettere. Le \u201crane\u201d che gli gracidavano in testa &#8211; cos\u00ec chiamava i pensieri che lo tormentavano continuamente &#8211; avevano da dire la loro su quello che aveva appena scoperto. Gli dicevano che non era possibile che un buontempone estroverso e godereccio come Maller si fosse suicidato; che non era credibile che fosse rimasto solo, dal momento che aveva una sorella e dei nipoti molto affezionati (si ricordava di quando loro venivano in banca a trovarlo); che era impensabile che non avesse motivazioni per vivere se era vero che si era invaghito della sua governante, e cio\u00e8 di Angiolina, al punto da designarla sua erede. Gli dicevano anche, le rane, che se c\u2019era qualcuno che aveva tutta la convenienza che quell\u2019uomo morisse era proprio Angiolina. Si ricordava di quanto le piacessero i bei vestiti, i gioielli e la bella vita e gli venne in mente un\u2019osservazione che una volta lei aveva fatto a proposito di un\u2019amica che si era messa con un vecchio. \u00abCosa aspetta a farsi sposare?\u00bb aveva detto \u00abChe lui muoia?\u00bb Lo aveva detto ridendo e poi aveva aggiunto: \u00abPotr\u00e0 sempre dargli una spinta dopo. Con tutte le medicine che prende\u2026\u00bb Quella volta lui si era indignato e lei, prendendolo sottobraccio, aveva aggiunto: \u00abMa scherzo, dai, bacchettone\u00bb. Ora, per\u00f2, quelle parole gli sembrarono illuminanti ed ebbe la certezza che lei, cos\u00ec spregiudicata e venale, avesse avvelenato il povero Maller. Eccitato da quella conclusione acceler\u00f2 il passo. Voleva tornare presto a casa per parlarne con Livia, sua moglie. Trov\u00f2 una vettura e, quando fu seduto, si accese smaniosamente un\u2019altra sigaretta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abSuicidio? Avvelenamento?\u00bb chiese la moglie stupita. \u00abMa non si trattava di apoplessia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCos\u00ec ha detto il dottor Paoli\u00bb rispose lui. \u00abEvidentemente si \u00e8 sbagliato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abNon mi risulta poi che lui avesse una governante. Non abitava con la sorella?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abNe sei sicura? Ma io oggi\u2026\u00bb Fu colto da un dubbio. Si lisci\u00f2 i baffi con le dita e disse: \u00abSapevi che il Maller era ortodosso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abOrtodosso? Niente affatto. Era cattolico. L\u2019ho visto diverse volte in chiesa con la sorella\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abDavvero?\u00bb Si ferm\u00f2 a riflettere e poi, battendo la mano sulla fronte, esclam\u00f2: \u00abOddio, non \u00e8 possibile!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCosa?\u00bb chiese lei, \u00abcosa non \u00e8 possibile?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abNon ci crederai, ma\u2026 temo di essere andato al funerale sbagliato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abOh, Ettore\u00bb esclam\u00f2 lei, allargando le braccia, \u00absei davvero un caso disperato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Si guardarono e scoppiarono entrambi a ridere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56890\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56890\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp; Erano gi\u00e0 le dieci e non aveva fumato neanche una sigaretta. 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