{"id":56887,"date":"2025-05-21T18:21:48","date_gmt":"2025-05-21T17:21:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56887"},"modified":"2025-05-21T18:21:49","modified_gmt":"2025-05-21T17:21:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-campana-non-suona-piu-di-tess-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56887","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La campana non suona pi\u00f9&#8221; di Tess Romano"},"content":{"rendered":"\n<p>1<\/p>\n\n\n\n<p>Il bus si ferm\u00f2 nella piazza centrale con uno sbuffo. Saverio Mantovani scese con passo lento e regolare, il borsone a tracolla e lo sguardo fermo. Il paese sembrava uguale, ma pi\u00f9 invecchiato. Castelvecchio. Ci era nato. Ci era scappato. E ora ci tornava per una<em> firma dal geometra <\/em>e una cantina da svendere. Il resto era polvere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si avvicin\u00f2 al bar, not\u00f2 la serranda mezza abbassata. Il neon tremolava.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2. La campanella suon\u00f2, ma il barista non si volt\u00f2 subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn caff\u00e8,\u00bb disse Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo che la macchina inizi\u00f2 a borbottare, il barista parl\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 per Don Julio, vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio lo fiss\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl parroco. Quello nuovo. Lo hanno trovato morto ieri. Seduto alla scrivania. Giovane. Moderno. Un tempo stava nella moda, dicono. Poi\u2026 \u00e8 venuto qui a farsi prete.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio strinse la tazzina tra le dita. Il sapore del caff\u00e8 era lo stesso. Ma la campana\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa campana non ha suonato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il barista annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPrima volta. Neanche il giorno del terremoto manc\u00f2 un rintocco. Don Julio la faceva suonare lui stesso. Diceva che era il battito del paese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio usc\u00ec senza dire altro. Guard\u00f2 verso la chiesa. Il campanile era muto. Come se sapesse qualcosa che nessuno voleva raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>2<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, Saverio si present\u00f2 allo studio del geometra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abServe il certificato catastale originale del terreno in collina,\u00bbdisse l\u2019uomo sfogliando carte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE purtroppo\u2026 l\u2019unica copia \u00e8 quella della parrocchia. Risale al passaggio dalla Diocesi alla sua famiglia, negli anni \u201940.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abParrocchia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCanonica. Don Julio teneva tutto in perfetto ordine, anche i registri pi\u00f9 vecchi. Forse Rosanna le fa dare un\u2019occhiata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio annu\u00ec. And\u00f2 a piedi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La canonica era accanto alla chiesa, con le imposte chiuse e l\u2019intonaco screpolato.<\/p>\n\n\n\n<p>Buss\u00f2 una volta. Rosanna Bernardi apr\u00ec. Occhi piccoli, mani curate, abito nero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 per\u2026?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDocumenti catastali. Il geometra mi ha mandato. Mio padre acquist\u00f2 da Don Ferrando un podere nel \u201943. Pare che l\u2019unica copia del passaggio sia qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo squadr\u00f2 per un istante, poi fece un cenno asciutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDon Julio teneva tutto nello studio. In ordine. Ma sbrighi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La casa profumava di cera e pino. Nel corridoio, foto di santi, un crocifisso in legno scuro, e qualche quadro moderno. Nello studio: una scrivania lucida, scaffali alti, una sedia spostata. Sopra un cassetto semiaperto, un bicchiere e una boccetta di farmaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio cerc\u00f2 le cartelle segnate <em>\u201cPatrimoni \u2013 1930-1960\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Trov\u00f2 il documento. Lo mise da parte. Poi un dettaglio attir\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <em>foto incorniciata<\/em> \u2014 non appesa, ma appoggiata dietro i libri. Don Julio, pi\u00f9 giovane, elegante. Smoking nero. Accanto a lui, una donna affascinante. Sorridono. Lei ha lo sguardo tagliente. Sul retro: <em>\u201cMilano, 2007. R\\&amp;M \u2013 backstage.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saverio la infil\u00f2 nella tasca interna del cappotto. Quando usc\u00ec, Rosanna lo segu\u00ec con lo sguardo fino al cancello. E la campana, ancora una volta, non disse nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>3<\/p>\n\n\n\n<p>La casa dei Donati stava in fondo alla via del mulino, semi nascosta tra due pini.<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio sal\u00ec la scalinata con passo incerto, la foto ben piegata nella tasca. Letizia Donati apr\u00ec la porta prima ancora che bussasse. Era come nella foto: lo stesso taglio netto dello sguardo, ma ora ammorbidito da anni e silenzi. Indossava un maglione semplice, ma si vedeva che ogni dettaglio era scelto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei \u00e8 il maresciallo Mantovani,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon sapevo fosse tornato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNeanch\u2019io ne ero felice.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Letizia fece un mezzo sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEntriamo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La casa era calda, curata, con libri ovunque e una parete con polaroid sfocate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Offr\u00ec un t\u00e8. Saverio rifiut\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono stato in canonica. Ho trovato questo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le porse la foto. Lei la guard\u00f2 senza sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMe lo aspettavo. Julio non buttava mai nulla.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stata scattata nel backstage di\u2026?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRusso &amp; Marquez. Presentazione autunno 2007. Io disegnavo accessori. Lui\u2026 era il direttore generale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio rimase in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra il pi\u00f9 bravo, il pi\u00f9 lucido. Ma anche il pi\u00f9 solo. Croll\u00f2 all\u2019improvviso. Scomparve. Due anni dopo, seppi che si era fatto prete.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abCome lo ha presa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome una liberazione. Per lui, intendo. Per me fu uno schiaffo. Avevo pensato\u2026 che saremmo rimasti legati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Letizia si volt\u00f2 verso la finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa Julio era cos\u00ec. Sapeva togliersi dalla scena senza rumore. E quando \u00e8 tornato a Castelvecchio, mi ha scritto solo una volta. Poi, silenzio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio la osserv\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSecondo lei\u2026 qualcuno voleva quel silenzio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Letizia si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHa gi\u00e0 deciso che \u00e8 stato un omicidio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo imparato che i preti non muoiono mai per caso. Solo per segreti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Letizia torn\u00f2 al tavolo. Prese una cartellina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi lasci qualcosa in cambio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro, una foto pi\u00f9 recente. Don Julio \u2014 stavolta in tonaca \u2014 accanto a un ragazzo giovane, abbracciato a met\u00e0. La foto \u00e8 sfocata, ma lo sguardo \u00e8 intimo. Inquieto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8 il ragazzo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi chiamava Dorian. Modello. Scomparso nel 2012. Alcuni dicevano che Julio l\u2019avesse aiutato a uscire dal giro. Altri, che avesse fatto sparire qualcosa di troppo bello.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio prese la foto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo trover\u00f2?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMagari \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto pensi.\u00ab<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo accompagn\u00f2 alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn\u2019ultima cosa, maresciallo. Julio aveva un diario. Non cartaceo. Usava una vecchia macchina da scrivere. Olivetti. Diceva che solo il rumore meccanico lo aiutava a stare zitto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio la salut\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando torn\u00f2 verso il paese, si volt\u00f2 una volta sola. La casa era scomparsa dietro la nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il profumo \u2014 quel misto di lavanda e carta antica \u2014 lo seguiva ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>4<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019officina di Marcello Mura era al margine del paese, stretta tra una siepe di rovi e un distributore di benzina spento. Saverio ci arriv\u00f2 verso le sei. Il cielo cominciava a imbrunire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro si sentiva il rumore metallico di un martello. Un ritmo regolare, quasi ipnotico. Marcello spunt\u00f2 da sotto un cofano con la fronte sudata e le mani nere. Trentott\u2019anni, occhi quieti, viso scavato. Sembrava uno che aveva smesso di correre molto prima dell\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPosso aiutarla?\u00bb chiese, asciugandosi le mani con uno straccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio non si present\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei era vicino a Don Julio, giusto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello esit\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019ho conosciuto. Lo rispettavo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQualcuno dice che passava spesso da qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA volte veniva per parlare. Non di Dio. Di scelte. Di tempo perso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio indic\u00f2 il retro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPosso dare un\u2019occhiata?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello non rispose, ma fece un cenno con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il retrobottega era buio e profumato di olio e gomma. Ma c\u2019era qualcosa che stonava: un manichino a grandezza naturale, avvolto in una giacca da passerella, lucida, vistosa, cucita a mano. Sopra, l\u2019etichetta ormai sbiadita: <em>R\\&amp;M \u2013 Sfilata Tokyo 2011<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab<\/em>Un ricordo?\u00bb chiese Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello si avvicin\u00f2 lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn debito. Un\u2019eredit\u00e0. Era di un ragazzo. Julio cercava di togliergliela dalla pelle. Ma certi tessuti si cuciono troppo profondi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abParla di Dorian?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so niente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo ha mai visto qui, nel paese?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMai. Ma a volte Julio parlava di un \u2018angelo caduto\u2019. Uno che non voleva essere trovato. O che non sapeva pi\u00f9 chi era.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si avvicin\u00f2 al manichino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 lo tiene qui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer ricordarmi che la bellezza, da sola, non salva nessuno.\u00bbSaverio prese una foto dalla tasca. Gliela mostr\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello impallid\u00ec. Poi si sedette su uno sgabello e si mise una mano sulla bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon era solo bellezza. Era fame.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio gli lasci\u00f2 la foto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe qualcosa le torna in mente, mi cerchi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec in silenzio. Fuori, la nebbia si stava chiudendo come un sipario. E la campana, ancora una volta, restava zitta.<\/p>\n\n\n\n<p>5<\/p>\n\n\n\n<p>Il cimitero di Castelvecchio era appollaiato sul crinale nord, esposto al vento e agli sguardi. Saverio ci arriv\u00f2 al mattino, quando l\u2019aria era ancora tesa e il ghiaccio screpolava le aiuole. Aveva con s\u00e9 la foto del ragazzo e la mappa catastale che ancora doveva consegnare al geometra. Ma non era quello il motivo della visita. Aveva bisogno di vedere dove fosse sepolto Don Julio. E magari, chi gli riposava accanto. Il parroco era stato tumulato nella cappella laterale, accanto al vecchio Don Ferrando. La lastra era sobria, elegante, incisa con cura. Ma fu un\u2019altra lapide, qualche fila pi\u00f9 in l\u00e0, ad attirare l\u2019attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun nome. Solo una data: <em>18 aprile 2023.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Niente foto, nessun fiore. Nessun segno del passato, n\u00e9 del presente. Saverio si chin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Tocc\u00f2 il bordo della pietra. Era fredda, liscia, come appena posata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra volont\u00e0 del parroco.\u00bb La voce arriv\u00f2 da dietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna, in piedi, con un mazzo di crisantemi gialli tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8 sepolto l\u00ec?\u00bb chiese Saverio senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn\u2019anima sola. Julio ha detto che voleva dargli riposo. Ma senza memoria.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si chiamava?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo ha mai detto. Solo che aveva camminato troppo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe \u00e8 mai capitato di vedere un ragazzo alto, magro, straniero forse\u2026 girare per il paese?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna non rispose subito. Poi disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abJulio aveva una stanza chiusa. Al piano di sopra. Diceva che era per la meditazione. Ma io non ci sono mai salita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non ha detto nulla di quella tomba?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 era un segreto. E i segreti\u2026 quando vengono svelati, smettono di proteggere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio, Saverio torn\u00f2 in canonica. Rosanna lo lasci\u00f2 entrare con riluttanza. Sal\u00ec lentamente la scala interna. Al piano superiore trov\u00f2 la porta in fondo al corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p>Serratura forzata. La stanza era spoglia. Un materasso, una lampada, un libro aperto su una sedia. Il libro era \u201cIl ritratto di Dorian Gray\u201d, con una nota a matita:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon era il volto che invecchiava. Era la colpa.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saverio lo chiuse. Il ragazzo sepolto senza nome non era sparito. Era stato protetto, fino alla fine. O nascosto? E Don Julio aveva pagato per questo.<\/p>\n\n\n\n<p>6<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo, Saverio trov\u00f2 una busta infilata sotto la porta della pensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Carta spessa, nessun mittente. All\u2019interno, una lettera scritta a mano, calligrafia elegante:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDon Julio sapeva. Aveva scoperto che i fondi destinati alla canonica erano stati dirottati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chieda al sindaco. Lo aveva minacciato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non doveva suonare quella campana.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saverio rilesse il biglietto tre volte. Poi lo bruci\u00f2 nel lavandino, con la stessa lentezza con cui bruciava le sigarette ai tempi del servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il municipio era semivuoto. Saverio si annunci\u00f2 da solo. Gianni Della Rocca lo ricevette nel suo ufficio, con un sorriso finto e le maniche arrotolate.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe piacere rivederla, maresciallo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnche per lei?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni rise, ma non troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPosso offrirle un caff\u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPreferisco le risposte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il sindaco si irrigid\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi cosa si tratta?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio pos\u00f2 un foglietto sul tavolo. Una copia della voce di bilancio comunale 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondi per \u201cristrutturazione canonica\u201d: 37.000 euro<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDon Julio mi disse che aveva ricevuto solo 5.000 euro per sistemare il tetto. Il resto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni incroci\u00f2 le braccia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAbbiamo avuto emergenze. Priorit\u00e0. I fondi sono stati riassegnati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl parroco non sembrava d\u2019accordo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl parroco\u2026 era troppo curioso. Aveva idee sue su tutto. Anche su come si governa un paese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 vero che aveva minacciato di rendere pubblico il bilancio durante la prossima omelia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni sbuff\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPu\u00f2 darsi. Non glielo avrei permesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPeccato. Sarebbe stata una bella predica.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio, Riccardo lo aspettava all\u2019ufficio anagrafe con un foglio in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei aveva ragione,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo tengo copia delle lettere ricevute in archivio. Una settimana prima di morire, Don Julio ha depositato qui un documento siglato, non ufficiale. Dentro: copia del bilancio, note a margine, e la frase &#8216;da leggere domenica 23\u2019.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl giorno prima della sua morte,\u00bb mormor\u00f2 Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Riccardo annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE la campana\u2026 quel giorno non suon\u00f2.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera il paese sussurrava. Qualcuno diceva che il sindaco fosse stato convocato in procura. Altri, che fosse stato visto partire in auto, con lo sguardo basso. In piazza, la gente parlava del parroco con voce pi\u00f9 alta, come se un peso si fosse sciolto. Ma Saverio no.<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio era seduto sulla panchina accanto alla chiesa, a fissare il campanile immobile. Era tutto troppo ordinato. Un colpevole perfetto. Un movente preciso. Eppure\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo sepolto senza nome. La stanza chiusa. La macchina da scrivere. E una sagrestana troppo devota per ignorare il peccato.<\/p>\n\n\n\n<p>7<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio torn\u00f2 in chiesa la mattina presto, quando la luce filtrava ancora azzurra tra le vetrate. Sal\u00ec le scale del campanile senza farsi annunciare. Conosceva ancora il cigolio esatto dei gradini. In cima, lo trov\u00f2. Il meccanismo era stato disinnestato manualmente. Un cavo scollegato, avvolto con cura dietro la struttura in ferro. Non un guasto. Un gesto preciso. Scese con la calma di chi ha appena capito una cosa troppo grave per dirla a voce alta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna era in sacrestia, intenta a piegare tovaglie d\u2019altare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRosanna,\u00bb disse Saverio, \u00abchi ha scollegato la campana?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo so.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec che lo sa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra giusto cos\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si gir\u00f2, finalmente. Gli occhi rossi, ma non da pianto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDon Julio aveva lasciato che l\u2019impurit\u00e0 entrasse in casa. Un ragazzo\u2026 con un passato vergognoso. Lo proteggeva. Gli dava da mangiare. Pregavano insieme.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuel ragazzo si chiamava Dorian?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna annu\u00ec, appena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 morto una notte, in silenzio. Julio lo ha vegliato. Mi ha chiesto di aiutarlo a seppellirlo. Senza nome. &#8216;Un\u2019anima pulita che il mondo ha sporcato&#8217;, ha detto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio la fiss\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE lei ha staccato la campana, il giorno dopo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non si pu\u00f2 suonare a festa quando Dio tace.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio, Saverio and\u00f2 da Marcello. Il meccanico lo aspettava con le mani in tasca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRosanna ha parlato,\u00bb disse Saverio. \u00abOra tocca a te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello sedette sul gradino dell\u2019officina. Sembrava pi\u00f9 giovane, senza rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019ho conosciuto anni fa, a Milano. Io facevo da assistente luci. Dorian\u2026 era gi\u00e0 un corpo perfetto. Ma fragile. Julio lo ha strappato a quel mondo. Ma non del tutto. Era tornato da lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel silenzio. E qui\u2026 l\u2019hanno fatto morire senza toccarlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello scosse la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abForse solo la vergogna. Forse\u2026 qualcos\u2019altro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abJulio non \u00e8 morto per i fondi pubblici,\u00bb disse Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello alz\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 morto perch\u00e9 aveva scelto la misericordia, e qui dentro\u2026 nessuno gliel\u2019ha perdonata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, Saverio torn\u00f2 in cima al campanile. Ricolleg\u00f2 il cavo. Sistem\u00f2 la leva. Poi, lentamente, fece vibrare il battente. Un solo rintocco. Profondo. Lungo. Come una voce che torna dopo troppo silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>8<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna Bernardi non fugg\u00ec. Quando Saverio buss\u00f2 alla porta della sua casa, la apr\u00ec come se lo stesse aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 pronto a scrivere il rapporto?\u00bb chiese con voce ferma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo,\u00bb rispose lui. \u00abSono venuto per ascoltare la verit\u00e0. Quella vera.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedettero in cucina. La tovaglia aveva motivi floreali. Una teiera fumava in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo ha avvelenato,\u00bb disse Saverio. \u00abNon tutto in una volta. Ma a piccole dosi. I farmaci per l\u2019emicrania\u2026 erano alterati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna non rispose. Poi prese una bustina da una scatola. La poggi\u00f2 sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cBelladonna. Anticamente usata per allargare gli occhi delle nobildonne.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E per fermare i peccatori, quando era necessario.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 Julio non era pi\u00f9 lui. Aveva fatto entrare il male nella casa di Dio. E lo chiamava amore.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei non ha mai capito che Dorian era gi\u00e0 morto dentro,\u00bb disse Saverio. \u00abChe Julio lo aveva salvato, non contaminato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rosanna lo guard\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon toccavano i corpi. Ma si toccavano l\u2019anima.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei ha tolto la vita a un uomo che cercava solo perdono.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl perdono non si d\u00e0 a chi insulta l\u2019altare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si alz\u00f2. Guard\u00f2 la stanza. Ogni oggetto era al suo posto. Un ordine spietato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abJulio aveva una macchina da scrivere,\u00bb disse. \u00abDove sono le sue pagine?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBruciate. Nessuno legger\u00e0 quelle parole.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio usc\u00ec senza arrestarla. Ancora no. Prima pass\u00f2 da Riccardo. Il giovane genealogista aveva recuperato l\u2019atto di morte di Dorian, redatto a mano da Don Julio, non protocollato.<\/p>\n\n\n\n<p>Con una sola frase finale:&nbsp; <em>\u201cGli ho restituito un nome, anche se il mondo glielo ha tolto.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saverio lo prese con s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima mattina a Castelvecchio, si rec\u00f2 dal geometra per firmare la vendita del podere.<\/p>\n\n\n\n<p>La pratica fu rapida.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u00ec torna in citt\u00e0?\u00bb chiese l\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ancora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, Saverio rimase seduto in chiesa fino al tramonto. Aveva con s\u00e9 la pagina salvata dell\u2019atto di morte. Sal\u00ec per l\u2019ultima volta sul campanile. Tir\u00f2 la corda.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre rintocchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno per Don Julio.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno per Dorian.<\/p>\n\n\n\n<p>E uno per chi aveva ucciso nel nome di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi scese, lentamente. E lasci\u00f2 Castelvecchio, senza voltarsi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56887\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56887\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 Il bus si ferm\u00f2 nella piazza centrale con uno sbuffo. Saverio Mantovani scese con passo lento e regolare, il borsone a tracolla e lo sguardo fermo. Il paese sembrava uguale, ma pi\u00f9 invecchiato. Castelvecchio. Ci era nato. Ci era scappato. E ora ci tornava per una firma dal geometra e una cantina da svendere. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56887\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56887\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36378,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56887","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36378"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56887"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56919,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56887\/revisions\/56919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}