{"id":56882,"date":"2025-05-21T18:16:40","date_gmt":"2025-05-21T17:16:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56882"},"modified":"2025-05-21T18:16:41","modified_gmt":"2025-05-21T17:16:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-lombra-sul-colle-dei-lupi-di-tess-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56882","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;L&#8217;ombra sul colle dei lupi&#8221; di Tess Romano"},"content":{"rendered":"\n<p>1<\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 1, ore 18:32)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cRapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra in servizio.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi trovo in viaggio verso Colle dei Lupi, provincia di L\u2019Aquila.\u00a0Si tratta del decesso di Matteo Luciani, archeologo, rinvenuto ai piedi dell\u2019abbazia del borgo. La dinamica appare compatibile con una caduta accidentale, ma su richiesta del procuratore Caprini effettuer\u00f2 un sopralluogo.\u00a0<\/em> <em>Prevedo una permanenza breve.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il sole stava calando dietro la linea scura dei monti quando Andrea Serra imbocc\u00f2 la strada che saliva a Colle dei Lupi. L\u2019asfalto si sgretolava ai margini, divorato dalle radici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno, solo boschi di roverelle e il silenzio assoluto di un luogo dimenticato dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea guidava senza fretta, il finestrino abbassato per sentire l\u2019aria pungente della sera. Non si aspettava molto da quell\u2019incarico. Un paese di sessanta anime, un morto che non interessava a nessuno, una pratica da chiudere in fretta. Eppure, mentre il navigatore gracchiava l\u2019ultimo &#8220;arrivo a destinazione&#8221;, un disagio sottile gli si era insinuato tra le scapole. L\u2019abbazia apparve per prima, isolata su un cucuzzolo roccioso. Rovine annerite dal tempo, un campanile spezzato come un dito amputato. Ai suoi piedi, una manciata di case sbrecciate, tetti di tegole storte, vicoli stretti come budelli. Colle dei Lupi.<\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggi\u00f2 nella minuscola piazza, deserta. Nessuno ad accoglierlo. Nemmeno un cane.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse l\u2019auto e si aggiust\u00f2 la tracolla con il tablet e il fascicolo cartaceo del caso Luciani.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrebbe fatto il sopralluogo l\u2019indomani. Quella sera, gli bastava trovare la locanda dove avevano prenotato per lui. Due insegne sbiadite penzolavano nel vento. Una portava la scritta \u201cLocanda Bernardi\u201d. Andrea varc\u00f2 la soglia, annunciato dal cigolio del vecchio battente di legno. All\u2019interno, odore di legna bruciata e minestra. E una donna seduta dietro il bancone: capelli grigi raccolti in uno chignon disordinato, mani forti, sguardo attento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuonasera,\u00bb disse lei, senza alzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCamera prenotata per Serra?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna \u2014 Rosa Bernardi, intu\u00ec leggendo la targhetta storta sul bancone \u2014 gli consegn\u00f2 una chiave di ottone con un numero inciso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSecondo piano. Colazione dalle sette. Cena\u2026 se vuole. C&#8217;\u00e8 zuppa calda.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun sorriso. Nessuna curiosit\u00e0. Andrea sal\u00ec la scala di pietra consumata. La camera era spartana: letto singolo, tavolino, finestra che dava su un cortile invaso dalle erbacce. Pos\u00f2 il tablet e si sedette sul bordo del letto. Fuori, il crepuscolo spegneva lentamente il mondo. Infil\u00f2 le mani nelle tasche, trovando il registratore vocale. Ci pens\u00f2 un attimo. Poi, quasi senza volerlo, avvi\u00f2 una nuova registrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 1, ore 19:07)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cColle dei Lupi sembra pi\u00f9 abbandonato che abitato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019aria \u00e8 umida, ferma. Nessun segnale evidente di problemi. Eppure&#8230;C&#8217;\u00e8 qualcosa, Dottore, che non saprei definire. Magari \u00e8 solo suggestione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 2, ore 08:17)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi, secondo giorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa mattina effettuer\u00f2 un primo sopralluogo presso l\u2019abbazia dove \u00e8 stato trovato il corpo del Professor Luciani. Nel frattempo, rilevo un\u2019atmosfera di diffidenza da parte degli abitanti. Nessuno si avvicina. Nessuno saluta. Aggiornamenti a seguire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Andrea chiuse gli occhi un momento, ascoltando il silenzio. Solo il respiro lento del vento tra le rovine. Domani avrebbe iniziato sul serio. Per ora, Colle dei Lupi sembrava volerlo solo osservare da lontano. In attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino successivo, il borgo si presentava immobile sotto una coltre di nebbia leggera. Le pietre delle case sembravano sudare umidit\u00e0. Andrea chiuse la porta della locanda alle sue spalle e si avvi\u00f2 lungo la strada acciottolata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore del paese era poco pi\u00f9 di un crocevia di vicoli. Panni stesi gocciolavano acqua sulle teste dei passanti invisibili. Pochi negozi: una macelleria chiusa, una bottega di ferramenta dal vetro scheggiato, una farmacia deserta.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Serra camminava lentamente, osservando. Due donne lo fissarono da dietro una tendina, poi sparirono. Un vecchio seduto su una panchina abbass\u00f2 lo sguardo non appena Andrea incroci\u00f2 i suoi occhi. Persino un gatto randagio scivol\u00f2 via come un\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era solo diffidenza. Era paura. Ma paura di cosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiunse il sagrato dell\u2019abbazia. La struttura era imponente nonostante il degrado: muri scrostati, vetrate infrante, una croce sbilenca in cima al campanile. I nastri della polizia sventolavano al vento come stracci dimenticati. Andrea si chin\u00f2 a osservare i gradini, ancora umidi dalla pioggia della notte. Nessuna traccia visibile. Solo una chiazza pi\u00f9 scura, forse olio o muffa. Si guard\u00f2 intorno. Nessuno. Solo la sensazione insistente di essere osservato da occhi nascosti tra le finestre buie. Tornando verso la locanda, decise di fermarsi alla bottega di ferramenta, dove un&#8217;insegna storta recitava <em>Ferramenta e Casalinghi De Angelis<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro, scaffali impolverati e un vecchio che lucidava lentamente un barattolo di chiodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si schiar\u00ec la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuongiorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio alz\u00f2 lo sguardo. Occhi chiari, quasi liquidi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSerra. Investigatore.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSto indagando sulla morte del Professor Luciani. Lei sa qualcosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio abbass\u00f2 lo sguardo, ricominciando a strofinare il barattolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra uno straniero,\u00bb mormor\u00f2. \u00abQui, chi scava troppo trova cose che \u00e8 meglio lasciare stare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea inclin\u00f2 la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe intende dire?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio scosse piano la testa, come chi preferisce non vedere. Poi, senza aggiungere altro, scomparve nel retrobottega. Andrea rest\u00f2 un momento immobile. Non era solo superstizione. Era terrore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando torn\u00f2 alla locanda, Rosa Bernardi lo aspettava dietro il bancone. In mano, una tazza di caff\u00e8 bollente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abServir\u00e0,\u00bb disse semplicemente, porgendogliela.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea la ringrazi\u00f2 con un cenno. Per la prima volta da quando era arrivato, prov\u00f2 un brivido che non aveva niente a che fare con il freddo. Colle dei Lupi non voleva essere disturbato. E sembrava disposto a difendersi. Con ogni mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>3<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 2, ore 20:41)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oggi primo sopralluogo presso l\u2019abbazia.<\/em> <em>Nessun riscontro immediato. Tuttavia, registrata forte resistenza da parte della popolazione locale: silenzi, reticenze, allusioni a presunte &#8216;maledizioni&#8217;.<\/em> <em>Proseguo le indagini, pur rilevando un contesto sociale particolarmente ostile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sera calava sul Colle come una coperta di piombo. Il vento ululava tra le rovine, piegando gli arbusti secchi e facendo sbattere contro i muri scampoli di vecchie tende dimenticate.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea sedeva nella sala comune della locanda, davanti a un camino che lottava per restare acceso. Accanto a lui, Rosa Bernardi versava un mestolo di zuppa in una ciotola scheggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMangia finch\u00e9 \u00e8 caldo,\u00bb disse, senza guardarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea ringrazi\u00f2 con un cenno, sorseggiando il brodo bollente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che Rosa parl\u00f2, come se le parole le fossero scivolate fuori contro la sua volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sa, vero, cosa si dice di questo posto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea sollev\u00f2 gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe \u00e8 maledetto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sorrise, ma senza gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl Lupo Nero,\u00bb sussurr\u00f2. \u00abProtegge il Colle da chi vuole profanarlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea appoggi\u00f2 la ciotola sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLeggende,\u00bb disse, pi\u00f9 a se stesso che a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa scroll\u00f2 le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLeggende,\u00bb ripet\u00e9, ma il tremito nella sua voce raccontava altro. Raccontava paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si sporse leggermente in avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi dica, Rosa. Cos\u2019\u00e8 davvero il Lupo Nero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna rimase un momento in silenzio, scrutando il fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 un\u2019ombra,\u00bb disse infine. \u00abNon lo si vede mai del tutto. Solo occhi che brillano nel buio. Chi lo incontra&#8230; non torna pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si appoggi\u00f2 allo schienale, combattuto tra l&#8217;ironia e un vago disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHa mai visto qualcosa?\u00bb Rosa lo guard\u00f2 per la prima volta negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo no. Ma mio fratello&#8230; s\u00ec. Prima di sparire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Un colpo secco di vento fece sbattere le imposte. Andrea si volt\u00f2 d\u2019istinto, poi rise piano, senza convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa mente vede quello che vuole vedere,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOppure quello che \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec,\u00bb rispose Rosa, abbassando la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte, Andrea fatic\u00f2 a dormire. Ogni scricchiolio della vecchia casa sembrava amplificato, ogni ombra sulla parete si allungava fino a lambire il letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso le tre del mattino, fu svegliato da un suono sottile. Un ululato, forse. O forse solo il vento che si insinuava tra le pietre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2, and\u00f2 alla finestra. Fuori, nella piazza vuota, vide qualcosa. Un\u2019ombra. Nera. Immensa. Stava ferma, in mezzo al selciato, come se lo osservasse. Andrea sbatt\u00e9 le palpebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando riapr\u00ec gli occhi, l\u2019ombra era sparita. Solo il vento, solo la notte. Si strinse nella giacca, cercando di scacciare il gelo che gli si era infilato sotto la pelle. Non credere alle favole, si disse. Non credere mai.<\/p>\n\n\n\n<p><em>4<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 3, ore 10:06)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella notte rilevato episodio singolare: figura indistinta avvistata in piazza, successivamente scomparsa. Proseguo le verifiche nell\u2019area dell\u2019abbazia.<\/em> <em>Priorit\u00e0: confermare la presenza di accessi nascosti o attivit\u00e0 recenti non documentate.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo, il cielo sopra Colle dei Lupi era una lastra compatta di grigio.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea percorse il sentiero che portava all\u2019abbazia con passi cauti, il freddo che gli mordeva la faccia e la tracolla del tablet che gli pesava sulla spalla. Aveva bisogno di fatti, non di suggestioni. Super\u00f2 il cancello arrugginito, scavalcando un basso muretto coperto di edera.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro, l&#8217;abbazia era un deserto di pietra e polvere. I pilastri si alzavano come dita amputate verso il cielo aperto. La navata era ingombra di macerie e sterpaglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, tra le pietre, Andrea not\u00f2 qualcosa che non quadrava. Tracce. Segni freschi di scavo, mascherati alla meglio con pietre e detriti. Si inginocchi\u00f2, tastando il terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>La terra era stata smossa di recente, forse solo pochi giorni prima. Seguendo le tracce, trov\u00f2 una fessura nel pavimento della navata, nascosta dietro un altare spezzato. Un&#8217;apertura stretta, che sembrava precipitare nell&#8217;oscurit\u00e0 sotto la chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea accese la torcia. La luce rivel\u00f2 una scala di pietra, consumata, che scendeva in un abisso di umidit\u00e0. Esit\u00f2. Poi infil\u00f2 la torcia nella tasca del giubbotto, estrasse i guanti e si cal\u00f2 gi\u00f9. La cripta era angusta, i muri grondavano acqua. C&#8217;erano nicchie scavate nella roccia, alcune ancora chiuse da antichi mattoni, altre sfondate. E in fondo, quasi nascosta tra le ombre, una parete diversa. Non antica. Recentemente murata.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si avvicin\u00f2, illuminando le linee ancora fresche della malta. Sfior\u00f2 la superficie con la punta delle dita. La malta si sgretolava facilmente, troppo friabile per essere antica.<\/p>\n\n\n\n<p>Serr\u00f2 la mascella. Qualcuno aveva murato qualcosa l\u00ec sotto. Di recente. Un rumore secco lo fece voltare di scatto. La torcia illumin\u00f2 una figura a met\u00e0 scala. Un uomo, anziano, curvo, con una lanterna in mano. Oreste De Angelis.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio contadino della ferramenta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon deve stare qui,\u00bb mormor\u00f2, la voce tremante.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea sal\u00ec i gradini a grandi passi, puntando la torcia in faccia al vecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei sapeva,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Oreste abbass\u00f2 il capo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono cose&#8230; che devono restare sepolte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea lo fiss\u00f2 a lungo, cercando una risposta nei suoi occhi acquosi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa c&#8217;\u00e8 dietro quel muro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio si strinse nelle spalle ossute.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo so. E non voglio saperlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si volt\u00f2, scomparendo tra le rovine.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea rimase solo, il respiro che faceva nuvole nel freddo. Guard\u00f2 di nuovo la parete murata. Qualunque cosa si celasse l\u00ec dietro, Colle dei Lupi aveva deciso di difenderla.<\/p>\n\n\n\n<p>A ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>5<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 3, ore 19:12)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scoperta apertura sotto l\u2019abbazia, conduce a cripta secondaria. Rilevata parete murata recentemente.<\/em> <em>Richiesto intervento tecnico per apertura controllata.<\/em> <em>Persistono reticenze tra la popolazione locale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sera cal\u00f2 su Colle dei Lupi con la rapidit\u00e0 di una trappola.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea cen\u00f2 in silenzio nella sala comune della locanda, sotto lo sguardo silenzioso di Rosa Bernardi. La donna non fece domande. Non offr\u00ec spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, il vento aveva ricominciato a fischiare tra i vicoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cena, incapace di restare fermo, Andrea decise di camminare. Aveva bisogno di schiarirsi le idee, di allontanare la sensazione che qualcosa \u2014 o qualcuno \u2014 stesse lentamente stringendo un cappio invisibile attorno a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paese era deserto. Le finestre chiuse. Le strade vuote. Solo il rumore secco dei suoi passi sui ciottoli, e il frusciare dei rami nudi sopra la sua testa. Istintivamente, si diresse verso il sentiero che portava al bosco oltre l\u2019abbazia. Un sentiero stretto, appena tracciato, inghiottito dalla nebbia. Avanz\u00f2 lentamente, la torcia che tagliava con un fascio sottile l&#8217;oscurit\u00e0 liquida.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pochi metri, si ferm\u00f2. Davanti a lui, nel chiaroscuro della nebbia, qualcosa si muoveva.<\/p>\n\n\n\n<p>Una figura. Bassa, curva. Un movimento rapido, quasi furtivo. Andrea alz\u00f2 la torcia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi va l\u00e0?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna risposta. Solo il rumore di passi rapidi che si allontanavano tra i cespugli.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si lanci\u00f2 all\u2019inseguimento, il cuore che batteva forte nelle orecchie.<\/p>\n\n\n\n<p>La torcia sobbalzava con i suoi movimenti, illuminando tronchi contorti e pietre sporgenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Scivol\u00f2 su un tappeto di foglie umide, si rialz\u00f2 bestemmiando.<\/p>\n\n\n\n<p>Intravide ancora l&#8217;ombra davanti a s\u00e9, un guizzo scuro tra gli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFermati!\u00bb grid\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono della sua voce sembr\u00f2 rimbalzare senza effetto contro il muro della nebbia. Corse ancora qualche metro. Poi inciamp\u00f2. Cadde pesantemente su una radice sporgente, battendo il fianco e perdendo la torcia. Rimase a terra qualche secondo, il fiato corto, il dolore pulsante sulla costola. Quando si rialz\u00f2, la torcia era rotolata via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel buio, si accorse che il bosco era cambiato. Non era pi\u00f9 solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Respiri. Passi. Movimenti appena oltre il bordo della sua percezione. Serr\u00f2 i denti.<\/p>\n\n\n\n<p>Raccolse la torcia e la punt\u00f2 in cerchio attorno a s\u00e9. Niente. Solo alberi. Solo nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo la sensazione pungente di occhi che lo osservavano. Decise di tornare indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero sembrava pi\u00f9 lungo, pi\u00f9 contorto, come se il bosco stesso cercasse di trattenerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente raggiunse il paese, aveva la camicia sudata incollata alla schiena, e una sottile, inspiegabile paura stretta in gola. Non era solo. Non lo era mai stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte, dalla finestra della sua stanza, Andrea guard\u00f2 il buio oltre il cortile. E vide di nuovo. Un\u2019ombra. Fermarsi. Osservarlo. Poi sparire, inghiottita dalla notte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>6<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 4, ore 08:52)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Iniziata oggi procedura di apertura della parete murata rinvenuta sotto l\u2019abbazia.<\/em> <em>Presente personale tecnico da L\u2019Aquila. Attendo conferma dei rilievi.\u00a0<\/em> <em>Ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mattina si lev\u00f2 grigia e fredda. Andrea attese con pazienza che la squadra di tecnici terminasse di predisporre l\u2019attrezzatura. Due operai del comune e un esperto in archeologia preventiva, arrivato da L\u2019Aquila, armeggiavano con martelli e sonde.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa Bernardi gli aveva preparato un caff\u00e8 amaro prima della partenza, senza dire una parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno a Colle dei Lupi sembrava curioso di sapere cosa sarebbe emerso da sotto la vecchia abbazia. O forse lo sapevano gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea osserv\u00f2 mentre i primi colpi incrinavano la parete. La malta cedette facilmente, sbriciolandosi sotto la punta dei ferri. Dietro, non c\u2019era un tesoro. Non c\u2019erano antiche reliquie o corredi funebri. Solo un piccolo spazio angusto, irregolare, scavato nella roccia viva. E qualcosa disteso al centro. Qualcosa che un tempo era stato un corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si avvicin\u00f2, accovacciandosi sull\u2019apertura. Il respiro gli si blocc\u00f2 in gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Resti umani. Piccoli. Fragili. Il cranio ancora conservava parte della capigliatura. Le ossa, disarticolate, avevano proporzioni minute. Era il corpo di una giovane donna.<\/p>\n\n\n\n<p>La camicia strappata, le mani raccolte in una posa di difesa disperata.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si alz\u00f2 lentamente, il cuore che martellava. Il tecnico archeologo si avvicin\u00f2, scuotendo il capo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNiente di antico,\u00bb disse. \u00abSar\u00e0 morta da\u2026 venti, forse trent&#8217;anni al massimo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si costrinse a riprendere fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvvisiamo subito il procuratore,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tecnico annu\u00ec, preoccupato. Andrea torn\u00f2 all\u2019apertura. Chiunque fosse stata quella ragazza, era stata murata viva \u2014 o comunque abbandonata l\u00ec \u2014 sotto l\u2019abbazia. Seppellita non per onorarla, ma per cancellarla. Il pensiero gli diede la nausea. Si volt\u00f2 a guardare l\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal piazzale dell\u2019abbazia, si intravedevano le case basse del paese. Inerti, immobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Come testimoni muti. Come complici.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea cap\u00ec che il caso Luciani \u2014 l\u2019archeologo morto \u2014 era solo la superficie. Che il vero orrore di Colle dei Lupi non era la morte recente. Era il passato. E il paese intero aveva costruito la sua fragile pace su quel muro. Sul corpo nascosto di una ragazza senza nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea chiuse gli occhi per un istante. Quando li riapr\u00ec, si sent\u00ec pi\u00f9 solo di quanto fosse mai stato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>7<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 4, ore 16:25)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Durante operazioni di apertura della cripta, rinvenuto corpo di giovane donna, deceduta presumibilmente tra i venti e i trent\u2019anni fa.<\/em> <em>Disposta apertura fascicolo per omicidio a carico di ignoti.<\/em> <em>Proseguo accertamenti in loco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il paese era diventato ancora pi\u00f9 muto, come se avesse trattenuto il respiro. Andrea percorreva i vicoli come un estraneo in terra ostile. Le poche persone che incontrava abbassavano lo sguardo, affrettando il passo. Alla locanda, Rosa Bernardi lo attendeva dietro il bancone, il volto tirato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVolete ancora restare?\u00bb chiese, senza ironia.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea non rispose. Sal\u00ec direttamente in camera. La ragazza nella cripta era il vero fulcro. E il Professor Luciani era morto perch\u00e9 aveva deciso di rivelarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera stessa, Andrea si present\u00f2 alla ferramenta di Oreste De Angelis.<\/p>\n\n\n\n<p>Buss\u00f2 con decisione alla porta di legno, tre colpi secchi. Dopo un lungo silenzio, il vecchio apr\u00ec appena, mostrando solo un occhio inquieto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abLasciatemi in pace,\u00bb sussurr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea forz\u00f2 l\u2019ingresso con una spinta decisa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOreste,\u00bb disse, la voce bassa e tesa, \u00abchi era quella ragazza?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio si appoggi\u00f2 allo stipite, tremando leggermente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna di noi,\u00bb mormor\u00f2. \u00abSparita tanti anni fa. Nessuno voleva cercarla davvero.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea fece un passo avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi l&#8217;ha uccisa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Oreste scosse il capo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo so. E non voglio saperlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea strinse i pugni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutti sapevate. Tutti avete lasciato che venisse murata viva sotto la vostra chiesa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Oreste alz\u00f2 finalmente lo sguardo, occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon era il paese&#8230; era uno solo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea inspir\u00f2 piano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDonato Nardi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome sembr\u00f2 gelare l&#8217;aria tra loro. Il vecchio annu\u00ec lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCustode dell\u2019abbazia. Aveva la chiave. L\u2019ha murata. Poi ha raccontato che era fuggita, che l&#8217;avevano vista su un autobus.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea usc\u00ec senza aggiungere altro. Sapeva dove trovare Donato. Lo trov\u00f2 seduto su una panchina davanti alla chiesa, come se sapesse che sarebbe arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Donato era un uomo massiccio, la pelle del viso dura come cuoio. Non disse nulla quando Andrea si avvicin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb chiese Serra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il custode alz\u00f2 le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abProteggere il paese,\u00bb disse semplicemente. \u00abSe si fosse saputo&#8230; sarebbero arrivati i giornalisti, i carabinieri, la vergogna.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea lo fiss\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE Luciani?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra una minaccia. Voleva scavare, parlare. Non potevamo permetterlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun rimorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun pentimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo quella fede cieca nella protezione del borgo. Andrea cap\u00ec allora che Donato Nardi non era un mostro nel senso classico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era solo un uomo cresciuto in un mondo chiuso, dove la verit\u00e0 era un pericolo e il silenzio, una virt\u00f9. Fece un passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVerrete interrogato,\u00bb disse freddamente. \u00abE questa volta non ci saranno muri a proteggervi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Donato chin\u00f2 il capo, senza opporsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come chi ha gi\u00e0 deciso di accettare la condanna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si volt\u00f2, lasciandolo solo nella piazza deserta, sotto il cielo grigio che sembrava pesargli sulle spalle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Colle aveva tradito s\u00e9 stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E la vendetta pi\u00f9 grande era che, da quel momento in poi, avrebbe dovuto convivere con il proprio crimine alla luce del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>8<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(File audio \u2013 Giorno 4, ore 18:03)<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Rapporto conclusivo per il Dottor Malvini, Andrea Serra, Colle dei Lupi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Identificato responsabile dell&#8217;omicidio Luciani: Donato Nardi, custode dell\u2019abbazia.<\/em> <em>Aperta nuova indagine per rinvenimento di cadavere non identificato.<\/em> <em>Termine operazioni di sopralluogo.<\/em> <em>Rientro previsto entro ventiquattro ore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine registrazione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Andrea caric\u00f2 la valigia nel bagagliaio con gesti lenti. Il paese sembrava ancora pi\u00f9 vuoto, se possibile. Le finestre chiuse, i portoni sprangati. Nemmeno Rosa Bernardi era uscita a salutarlo. Forse, pens\u00f2, era meglio cos\u00ec. Avvi\u00f2 il motore. Lasciando la piazza, gett\u00f2 un ultimo sguardo all&#8217;abbazia in cima al colle. Le rovine emergevano dalla nebbia come un relitto sommerso, indecifrabile e minaccioso. Il Colle dei Lupi non aveva bisogno di vendette rumorose. Aveva il tempo dalla sua parte. E il tempo, pens\u00f2 Andrea, \u00e8 un carnefice pi\u00f9 paziente di qualunque uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada si snodava tra gli alberi nudi. Le ruote sollevavano piccole nuvole di polvere grigia.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena oltre l\u2019ultima curva, Andrea rallent\u00f2. Sul ciglio della strada, per un istante, vide qualcosa. Un\u2019ombra. Alta, immobile, con occhi che sembravano brillare nella penombra del bosco. Il Lupo Nero. O forse solo la sua paura che prendeva forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea rimase un momento fermo, il motore al minimo. Poi riprese a guidare, senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Colle dei Lupi si richiuse alle sue spalle, inghiottito dalla nebbia. E lui cap\u00ec che certi luoghi non dimenticano. Non perdonano. Non lasciano mai davvero andare chi osa svegliarli.<\/p>\n\n\n\n<p>FINE<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56882\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56882\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 (File audio \u2013 Giorno 1, ore 18:32) \u201cRapporto per il Dottor Malvini, Andrea Serra in servizio.&nbsp; Mi trovo in viaggio verso Colle dei Lupi, provincia di L\u2019Aquila.\u00a0Si tratta del decesso di Matteo Luciani, archeologo, rinvenuto ai piedi dell\u2019abbazia del borgo. 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