{"id":56857,"date":"2025-05-20T19:47:14","date_gmt":"2025-05-20T18:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56857"},"modified":"2025-05-20T19:47:16","modified_gmt":"2025-05-20T18:47:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-foto-nel-sussidiario-di-michele-sozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56857","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La foto nel sussidiario&#8221; di Michele Sozzi"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00ab<em>Tuo padre era un infelice<\/em>. Me lo hai sempre detto con una punta di disprezzo, come se essere infelici fosse una colpa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abNon \u00e8 vero, lo sai bene. Non era questo che gli rimproveravo. Quello che non sopportavo erano le sue indecisioni, le sue smanie, le sue improvvise fughe. Quante volte ci lasciava nel bel mezzo di una gita per andarsene in giro da solo! Due o tre ore in mezzo ai boschi o in riva al mare! Sempre l\u00ec a meditare, a rimuginare. Era incapace di rilassarsi, di essere spontaneo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abE io, mamma, cosa sto facendo? Cammino in riva al mare e medito, come ogni giorno, come faceva pap\u00e0. Forse \u00e8 anche questo un modo di rilassarsi, di essere spontanei. Non credi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abSi \u00e8 spontanei con gli altri, non con s\u00e9 stessi! Da soli non ha senso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abQuesto lo dici tu! Per me lo ha. Vivere persuasi, soprattutto in s\u00e9 stessi, non \u00e8 affare da poco. Fior di filosofi ci si sono rotti la testa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abAh, sei proprio come tuo padre!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abLo so, grazie. Detto da te, per\u00f2&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abE invece ti sbagli. Amavo tuo padre, a dispetto di tutto. Anche della sua infelicit\u00e0 e dei suoi perenni dubbi. Anzi, forse proprio in virt\u00f9 di questi. Era un uomo speciale, pieno di fascino, diverso dagli altri.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abBont\u00e0 tua&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abNon fare lo spiritoso. Sono cose che sai benissimo. Come sai che adoravo te, che sei la sua copia. Mi auguravo solo che non fossi condannato alla sua stessa infelicit\u00e0. E i presupposti c\u2019erano. Eri un bambino intelligente, curioso, aperto ad ogni nuova idea e avevi anche forza e cuore, doti che a tuo padre difettavano. Sembravi benedetto da Dio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abMa dai, mamma, come al solito esageri. Se lo fossi stato avrei combinato qualcosa nella vita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abSo io cosa ti ha rovinato! Volevi essere a tutti i costi originale e ti ostinavi a cercare l\u2019impossibile. Certi libri poi&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abI filosofi non hanno mai fatto del male a nessuno, mamma. Caso mai a s\u00e9 stessi, qualche volta, come quello a cui alludi. Il fatto che si sia sparato cos\u00ec giovane non toglie nulla alla validit\u00e0 delle sue idee. Mi piaceva, s\u00ec, ne ero quasi ossessionato, ma non sono stati i suoi libri a cambiarmi la vita. \u00c8 stato un libro molto pi\u00f9 comune: il sussidiario delle elementari.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abIl sussidiario?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abS\u00ec, mamma, proprio il sussidiario!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Per molti anni non aveva dato importanza a quella storia. Poi sua moglie, esasperata dalle sue manie, lo aveva lasciato e lui aveva cercato aiuto da uno psicologo. Dopo un po\u2019 anche lo psicologo lo aveva abbandonato, dichiarando che il suo era un caso disperato. Dovevano essere i filosofi a tirarlo fuori dai pasticci, gli stessi &#8211; e ridagli! &#8211; che ce lo avevano messo dentro. Ma i filosofi non c\u2019entravano niente, aveva ripetuto lui. Caso mai &#8211; e gli era tornata in mente quella storia &#8211; la colpa era di quella immagine nel sussidiario. Solo sua mamma, ammesso che lui gliela avesse mai raccontata, avrebbe potuto forse ricordarsene, ma ormai non lo poteva pi\u00f9 fare perch\u00e9 era morta da un pezzo. Continuava per\u00f2 a fargli compagnia nelle sue lunghe passeggiate in riva al mare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abTi ricordi, mamma, quanto mi piaceva l\u2019estate, il mare, i bagni?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abRicordo, s\u00ec. Pure in questo somigliavi a tuo padre, che in ufficio sfruttava la pausa pranzo per farsi una nuotata. Anche dopo il lavoro, nelle belle e lunghe serate di giugno e luglio, ci raggiungeva al mare per farsi un tuffo. Poi ci riportava a casa in macchina.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abChe bei momenti, mamma. Poi per\u00f2 c\u2019erano gli inverni, che non finivano mai. Ed \u00e8 stato in uno di quegli inverni \u2013 non ricordo quale \u2013 che un giorno a scuola (fuori era scuro e pioveva) ho aperto il sussidiario e mi \u00e8 venuto un tuffo al cuore. Era semplicemente l\u2019immagine di un uomo che nuotava in mare. Niente di pi\u00f9. Eppure, quell\u2019immagine mi sembr\u00f2 una finestra aperta sul paradiso. L\u2019estate irrompeva calda, luminosa e travolgente nella prigione buia in cui mi trovavo e mi inondava il cuore di nostalgia. Avevo voglia di abbracciare quel mare azzurro e di berlo con le mie mani come limpida acqua di rocca. Volevo inebriarmi della sua freschezza e perdermi nella schiuma bianca che si alzava dai piedi e dalle mani del nuotatore. Mi pareva che quell\u2019uomo, totalmente abbandonato alla potenza vivificante del mare e allo stesso tempo suo signore con le proprie energiche bracciate, fosse il pi\u00f9 felice della Terra. Pensai allora con struggimento che solo pochi mesi prima quella felicit\u00e0 era stata anche mia, ma che non me ne ero reso conto, che me l\u2019ero fatta scivolare addosso distrattamente. Quello stato di grazia, che ora mi appariva cos\u00ec prezioso, mi era sfuggito dalle mani senza che neanche avessi tentato di afferrarlo. Com\u2019era possibile? Essere felici e non accorgersi di esserlo? Avr\u00f2 avuto sei o sette anni e quella domanda, che si affacciava per la prima volta alla mia mente, mi sembrava fondamentale per capire i misteri della vita. Ne ero angosciato, ossessionato e me la ripetevo continuamente, guardando e riguardando quell\u2019immagine con il desiderio di ritrovare quel senso di beatitudine che mi aveva dato la prima volta, e ritrovando invece, dopo un primo, breve momento di gioia, soltanto l\u2019angoscia di quella domanda. Mi ripromisi allora che da quel momento in poi avrei vissuto con maggior consapevolezza i miei momenti di felicit\u00e0. Quell\u2019estate al mare avrei detto a me stesso: \u201cEcco, quest\u2019acqua fresca, questi tuffi, questo sole caldo, queste giornate infinite sono tutte gioie di cui in questo momento posso godere e che devo vivere fino in fondo. Ora sono io il nuotatore della figura del sussidiario e quando questo inverno guarder\u00f2 con nostalgia quell\u2019immagine potr\u00f2 dire che questi momenti li ho vissuti veramente, con pienezza, che non me li sono lasciati scappare.\u201d Insomma, mamma, prima ancora di essere stato \u201ctraviato\u201d, come dici tu, dai filosofi e dalle loro teorie, avevo intuito, che la persuasione nella vita si annidava nel presente e che l\u00ec andava cercata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abE l\u2019hai trovata? A me non pare. Per tutta la vita hai continuato a dimenarti come un cane alla catena.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abVolevo prevenire i rimpianti. Per questo annotavo tutto ci\u00f2 che vedevo, che sentivo, che provavo, che mi dava gioia o dolore. Niente doveva sfuggirmi. Non volevo pi\u00f9 ritrovarmi a dire \u201cMa come? Avevo davanti agli occhi tutto questo e non me ne sono accorto?\u201d Anche l\u2019amore per Rita, soprattutto quello, non doveva sfuggirmi. Ogni momento con lei doveva essere testimoniato. Ho riempito migliaia di taccuini parlando di lei. C\u2019\u00e8 scritta tutta la nostra storia, giorno per giorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abPeccato che per scriverla hai dimenticato di viverla. Rita me lo diceva che eri sempre assente o meglio che c\u2019eri fisicamente ma non mentalmente. Eri totalmente immerso nelle tue osservazioni, curvo sui tuoi taccuini, isolato nel tuo mondo. Esattamente come tuo padre, anche se lui non scriveva. Si limitava a pensare. Era questo per te vivere il presente?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abC\u2019\u00e8 tutto di me e di Rita in quello che ho scritto!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abPer\u00f2 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 Rita. Vivere insieme il presente \u00e8 ruzzolare gioiosi e inconsapevoli. Lo sguardo indagatore paralizza la vita. Casa tua era diventata un museo, alquanto caotico per la verit\u00e0. Mi \u00e8 venuto un colpo quando quelli del Centro di salute mentale mi hanno avvisata che ti avevano trovato delirante in mezzo ai tuoi taccuini. Ho detto loro che avevi sempre avuto la passione per la scrittura, ma non pensavo che ti fossi ridotto a quel modo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCon Rita ero felice. Mi \u00e8 mancata molto quando se n\u2019\u00e8 andata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abE saresti stato meno felice se non avessi annotato tutto? Avresti meno rimpianti ora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abCerto che no. Finalmente ho capito, mamma. Avevi ragione. Ora sto meglio, puoi stare tranquilla. Mi hanno spiegato che il mio problema da bambino non era quello di non aver saputo fissare i bei momenti, ma quello di essermi soffermato a rimpiangerli davanti al sussidiario. Ora non ho rimpianti e mi sento pi\u00f9 sereno. Quei farmaci che mi danno sono una gran bella cosa. Mi aiutano a non pensare, a vedere le cose con distacco, a dimenticare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Si ferm\u00f2 a guardare il mare. Sulla sua superficie, spazzata dal vento, si vedevano in lontananza piccole creste di spuma e in vicinanza chiazze scure e rugose che correvano veloci, si aprivano a ventaglio, per poi sovrapporsi ad altre e disperdersi come brividi. La sua attenzione fu attratta da un uccello diverso dai soliti gabbiani, piccioni e cormorani che vedeva ogni giorno. Era posato su di uno scoglio e aveva grandi ali nere spiegate, che sembravano stese al sole ad asciugare. Il becco era lungo e ricurvo e sul capo si alzava una cresta. Era un raro Marangone dal ciuffo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abHai visto che bello, mamma? Sembra anche lui in contemplazione.\u00bb Prese dalla tasca un taccuino e si mise a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abDai, andiamo\u00bb, disse l\u2019infermiere che l\u2019accompagnava. \u00abTorniamo al Centro che fa freddo. Potrai continuare l\u00e0 dentro con i tuoi scarabocchi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Era da un po\u2019 che veniva accompagnato nelle sue passeggiate perch\u00e9 una volta, in pieno inverno, aveva tentato di abbracciare il mare e ci era caduto dentro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56857\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56857\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp; \u00abTuo padre era un infelice. 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