{"id":56788,"date":"2025-05-20T18:45:52","date_gmt":"2025-05-20T17:45:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56788"},"modified":"2025-05-20T18:45:53","modified_gmt":"2025-05-20T17:45:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-risurrezione-di-irene-pianetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56788","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete &#8220;Risurrezione&#8221; di Irene Pianetti"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Come al solito, Stefano era l&#8217;ultimo rimasto in aula. Metteva quaderni, libri e penne nello zaino con<\/p>\n\n\n\n<p>ordine e calma, poi si mise la cuffia, chiuse le finestre e usc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corridoio del liceo era quasi vuoto. A quell&#8217;ora rimanevano soltanto i ritardatari, come lui, o chi<\/p>\n\n\n\n<p>avesse qualche colloquio particolare con un docente. Qua e l\u00e0 arrivavano gli addetti alle pulizie, che<\/p>\n\n\n\n<p>iniziavano il loro lavoro. A Stefano quei lunghi corridoi dai soffitti alti e dalle finestre maestose<\/p>\n\n\n\n<p>davano un senso di beatitudine. Non capiva la fretta degli altri, gi\u00e0 alla fermata dell&#8217;autopostale o<\/p>\n\n\n\n<p>sulle loro biciclette.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pochi passi, gir\u00f2 a sinistra per dirigersi verso l&#8217;uscita. Un sorriso apparve sul suo viso: sent\u00ec il<\/p>\n\n\n\n<p>canticchiare della donna che puliva il pavimento davanti al laboratorio. Rallent\u00f2 il passo per godersi<\/p>\n\n\n\n<p>la sua voce melodiosa e vellutata. Cantava, con un lieve accento straniero, i versi di <em>Alla fiera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dell&#8217;est,<\/em> ad infinitum. Si fermava sempre prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;angelo della morte per riprendere<\/p>\n\n\n\n<p>dall&#8217;inizio. Una sera, Stefano le aveva chiesto perch\u00e9 saltasse quell&#8217;ultimo pezzo, e lei aveva<\/p>\n\n\n\n<p>risposto che non avrebbe voluto chiamare l&#8217;angelo della morte. Non ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella era l&#8217;unica canzone in italiano che conosceva. A volte, se era sicura di essere sola, cantava<\/p>\n\n\n\n<p>anche nella sua lingua, e questo affascinava Stefano al punto che si nascondeva dietro un angolo per<\/p>\n\n\n\n<p>poterla ascoltare. Altrimenti, non appena lo avesse visto, lei sarebbe tornata a <em>Alla fiera dell&#8217;est<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il giovane si avvicin\u00f2, la donna si interruppe brevemente per dirgli:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Attento, scivola.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E poi riprese la melodia\u2026 <em>e venne il fuoco<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano pass\u00f2 con attenzione, sperando di non sporcare la parte gi\u00e0 pulita, e la osserv\u00f2. In realt\u00e0,<\/p>\n\n\n\n<p>doveva avere pochi anni pi\u00f9 di lui. Not\u00f2 il contrasto tra la sua pelle scura, scurissima, e il grembiule<\/p>\n\n\n\n<p>bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>Le disse gentilmente buona serata, poi se ne and\u00f2\u2026 sospirando. Ancora una volta, non aveva osato<\/p>\n\n\n\n<p>fermarsi per chiederle le informazioni che gli servivano, sul suo arrivo in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano frequentava la terza liceo, indirizzo economico. Suo padre era avvocato e, dal giorno in cui<\/p>\n\n\n\n<p>la figlia maggiore aveva dichiarato che sarebbe diventata veterinaria, era stato ovvio che sarebbe<\/p>\n\n\n\n<p>toccato a lui prendere in mano lo studio del padre. Non era euforico all&#8217;idea: trovava tutto quel<\/p>\n\n\n\n<p>mondo legale ed economico alquanto noioso. Ma, non avendo altri interessi se non disegnare e<\/p>\n\n\n\n<p>creare fumetti &#8211; che gi\u00e0 coprivano tutte le pareti della sua camera &#8211; si era detto che non sarebbe stata<\/p>\n\n\n\n<p>una cattiva scelta. Consapevole di avere uno studio legale pronto ad accoglierlo, era certo di avere<\/p>\n\n\n\n<p>gi\u00e0 met\u00e0 strada spianata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il suo lavoro di maturit\u00e0 aveva deciso di fare uno studio economico-sociale sul tema<\/p>\n\n\n\n<p>dell&#8217;immigrazione in Svizzera, in particolare in Ticino. Ci teneva a includere una testimonianza<\/p>\n\n\n\n<p>diretta per dare al suo scritto un punto di vista umano, oltre le cifre e statistiche. E sperava che fosse<\/p>\n\n\n\n<p>proprio quella donna della voce armoniosa a offrirgli la sua testimonianza.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano s&#8217;incammin\u00f2 a piedi verso casa, promettendosi che la prossima volta avrebbe parlato con<\/p>\n\n\n\n<p>lei.<\/p>\n\n\n\n<p>***E cos\u00ec fece. Il marted\u00ec seguente, alla fine delle lezioni, aspett\u00f2 in biblioteca. Verso le sei usc\u00ec nei<\/p>\n\n\n\n<p>corridoi, camminando a passi leggeri alla ricerca di una voce che cantasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccola. Questa volta non esit\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ciao,&#8221; disse, &#8220;scusa se la mia domanda \u00e8 un po&#8217; invadente\u2026 ma avresti la possibilit\u00e0 di fermarti un<\/p>\n\n\n\n<p>attimo dopo il lavoro? Vorrei chiederti alcune informazioni, ci metteremo solo una ventina di<\/p>\n\n\n\n<p>minuti. Mi servirebbero per il mio lavoro di maturit\u00e0.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guard\u00f2 perplessa, ma annu\u00ec. Gli rispose che alle sette meno un quarto lo avrebbe trovato nella<\/p>\n\n\n\n<p>hall d&#8217;ingresso. Stefano ringrazi\u00f2, entusiasta, e and\u00f2 a sedersi nella hall con il quaderno in mano per<\/p>\n\n\n\n<p>rileggere le domande che aveva preparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lei arriv\u00f2, vestita con un paio di jeans e un&#8217;ampia felpa verde, gli sembr\u00f2 ancora pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>giovane di prima. La ringrazi\u00f2 subito. Le avvicin\u00f2 una sedia di fronte a s\u00e9 e, nella penombra di<\/p>\n\n\n\n<p>quell&#8217;atrio ormai inanimato, Stefano le spieg\u00f2 cos&#8217;era il LaM e perch\u00e9 avesse bisogno del suo aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma prima di iniziare,&#8221; aggiunse, &#8220;vorrei conoscere il tuo nome e da dove vieni. Io mi chiamo<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano e sono ticinese. Tu?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi chiamo Tinsae. Vengo dall&#8217;Etiopia.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, con la penna pronta in mano, la preg\u00f2 di raccontargli com&#8217;era arrivata alla decisione di lasciare<\/p>\n\n\n\n<p>il suo Paese, come fosse riuscita ad arrivare in Ticino e quale fosse stata la procedura per immigrare<\/p>\n\n\n\n<p>legalmente in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae scoppi\u00f2 in una risata cristallina che risuon\u00f2 nell&#8217;atrio scuro, riempiendolo di ilarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Venti minuti, avevi detto?&#8221; esclam\u00f2 con la sua intonazione particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano scopr\u00ec che lei parlava un buon italiano, con solo un lieve accento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornata seria, Tinsae gli disse che, per rispondere alle sue domande, ci sarebbe voluto molto pi\u00f9 di<\/p>\n\n\n\n<p>venti miseri minuti. Vedendo la faccia delusa del ragazzo, gli propose di trovarsi due sere alla<\/p>\n\n\n\n<p>settimana, per venti minuti. Il tempo che lei doveva comunque aspettare l&#8217;autobus.<\/p>\n\n\n\n<p>Grato e contento, lui le offr\u00ec di pagarla per il tempo che avrebbe dedicato agli incontri. Lei rispose<\/p>\n\n\n\n<p>gaiamente:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie, ma no. Mi far\u00e0 bene parlare con qualcuno, almeno non dovr\u00f2 pagare una terapia, ha, ha!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, ogni marted\u00ec e gioved\u00ec sera, per diverse settimane, Stefano e Tinsae s&#8217;incontrarono e<\/p>\n\n\n\n<p>parlarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano trovarono un&#8217;organizzazione migliore: Stefano aveva scovato due comode poltroncine<\/p>\n\n\n\n<p>che sistemava nella hall. Lui portava un termos di caff\u00e8 e due croissant integrali, mentre lei, di tanto<\/p>\n\n\n\n<p>in tanto, lo sorprendeva con qualche specialit\u00e0 del suo Paese da stuzzicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo, nella sua ingenuit\u00e0, non aveva calcolato che il racconto di Tinsae l&#8217;avrebbe trascinato in<\/p>\n\n\n\n<p>percorsi inimmaginabili, tortuosi e spaventosi. Che si sarebbe immerso in un mondo buio, privo del<\/p>\n\n\n\n<p>minimo rispetto o della pi\u00f9 elementare integrit\u00e0.Spesso sconvolto, non riusciva ad aprire bocca durante i loro colloqui. Scriveva freneticamente nel<\/p>\n\n\n\n<p>suo quaderno. Le parole bruciavano\u2026 e anche le rare lacrime di Tinsae.<\/p>\n\n\n\n<p>La giovane donna aveva iniziato la sua narrazione spiegando perch\u00e9 aveva deciso di lasciare<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;Etiopia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi sognante, disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 un paese meraviglioso.. ma non \u00e8 una buona terra per una donna.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi genitori l&#8217;avevano costretta a sposarsi quando aveva quattordici anni. Aveva conosciuto suo<\/p>\n\n\n\n<p>marito il giorno del matrimonio. Quell&#8217;uomo si rivel\u00f2 di essere insensibile e dominante. Si aspettava<\/p>\n\n\n\n<p>da lei un&#8217;assoluta obbedienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae viveva nel terrore e sperava di non restare mai incinta. Ma ahim\u00e8, alla fine dei suoi sedici<\/p>\n\n\n\n<p>anni si rese conto che portava un bambino in grembo. Da quell&#8217;istante sent\u00ec un immenso amore per<\/p>\n\n\n\n<p>il piccolo essere dentro in lei. E scopr\u00ec una nuova fermezza crescere in s\u00e9: sapeva che avrebbe<\/p>\n\n\n\n<p>difeso il suo bambino da ogni male e da ogni pericolo, con tutta la sua forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la gravidanza impar\u00f2 a mettersi in una posizione fetale, per terra, braccia sul ventre,<\/p>\n\n\n\n<p>quando lui la picchiava. In quelle occasioni pregava in silenzio:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per favore, che sia un maschio, che sia un maschio\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Pensava che non avrebbe mai avuto il coraggio di far crescere una bambina in quel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae fece una pausa per sospirare e Stefano ne approfitt\u00f2 per dirle che poteva bastare per quella<\/p>\n\n\n\n<p>sera. Che avrebbero continuato nell&#8217;incontro successivo. Lei sussurr\u00f2 <em>s\u00ec<\/em>, gli sorrise brevemente e se<\/p>\n\n\n\n<p>ne and\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano rimase l\u00ec, seduto a lungo. Si sentiva stordito. Non era preparato per raccogliere tutto quel<\/p>\n\n\n\n<p>male e trascriverlo in parole su un foglio. Sospir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;incontro seguente, arrivando di corsa, Stefano si scus\u00f2 per il ritardo. Lei, sorridendo, gli disse<\/p>\n\n\n\n<p>che pensava di averlo spaventato l&#8217;ultima volta e che non sarebbe pi\u00f9 tornato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo le raccont\u00f2 di aver avuto sogni bizzarri ultimamente, abbastanza angoscianti, sebbene<\/p>\n\n\n\n<p>non riguardassero la storia di Tinsae. Lei fece un&#8217;alzata di spalle, commentando:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ho incubi tutte le notti, mi sveglio urlando.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi riprese a raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 il giorno del parto. Fu lungo e doloroso. Fortunatamente era riuscita ad avere sua madre<\/p>\n\n\n\n<p>accanto. Quando la levatrice annunci\u00f2, gioiosa, che era una bambina, Tinsae lanci\u00f2 un grido<\/p>\n\n\n\n<p>straziante:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nooooooooo!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nel momento in cui sua madre appoggi\u00f2 il minuscolo beb\u00e8 sul suo petto, quell&#8217;urlo divenne solo<\/p>\n\n\n\n<p>un ricordo. Tinsae accolse sua figlia con serenit\u00e0, inondata di amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano la fissava: mentre raccontava il momento in cui la piccola si attacc\u00f2 al seno, il suo viso era<\/p>\n\n\n\n<p>radioso, senza traccia di amarezza o paura.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;improvviso, la voce di Tinsae divenne pi\u00f9 sommessa.Era il giorno del primo compleanno della loro figlia. Suo marito le disse che, prima che compisse<\/p>\n\n\n\n<p>tre anni, avrebbero dovuto concretizzare il rituale della MGF.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedendo l&#8217;espressione interrogativa sul viso di Stefano, Tinsae gli chiese:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non hai idea di cosa sto parlando, vero?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano rispose che no, allora lei gli sugger\u00ec, con un sospiro:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Puoi indagare stasera, quando torni a casa.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae continu\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>Disse al marito che non avrebbe mai sottoposto la loro figlia a un&#8217;atrocit\u00e0 del genere. Era la prima<\/p>\n\n\n\n<p>volta che lo contraddiceva. Lui la colp\u00ec con un pugno in pieno viso e la fece svenire.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 stato in quel istante infinitesimale,&#8221; spieg\u00f2 lei, &#8220;mentre vedevo il pugno avvicinarsi al mio volto,<\/p>\n\n\n\n<p>che ho preso la decisione di fuggire.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano, all&#8217;improvviso, le chiese:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tinsae, dove trovi la forza e la volont\u00e0 di cantare le belle canzoni del tuo paese &#8211; s\u00ec, ti ho sentita &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>con il vissuto che ti porti addosso? Canti sempre.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae gli spieg\u00f2 che per lei il canto era come l&#8217;acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Senza, morirei,&#8221; continu\u00f2. &#8220;\u00c8 il canto che mi permette di andare avanti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con un sorriso, aggiunse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Anche mia figlia ama cantare, sai? Solo che la sua musicalit\u00e0 \u00e8 mille volte superiore alla mia. Ha<\/p>\n\n\n\n<p>nove anni e sogna di poter frequentare il Conservatorio per studiare canto. Costa troppo, per\u00f2. Ma<\/p>\n\n\n\n<p>forse ce la faremo: da qualche tempo, l&#8217;associazione <em>Il Tragitto <\/em>sta cercando qualcuno che<\/p>\n\n\n\n<p>sponsorizzi un corso di canto per lei. Mi hanno detto di pazientare, che qualcuno troveranno.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, sei qui da nove anni?<\/p>\n\n\n\n<p>No. Sei.<\/p>\n\n\n\n<p>accolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi aggiunse s\u00ec, ci sono voluti tre anni tra il pugno di mio marito e il giorno in cui il Ticino mi ha<\/p>\n\n\n\n<p>Tre anni turbolenti prima di trovare finalmente sicurezza e serenit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano scriveva a tutta velocit\u00e0, riempiendo pagina dopo pagina.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae lo osservava e gli sugger\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma perch\u00e9 non mi registri?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo non ci aveva pensato, ma colse il suggerimento al volo.<\/p>\n\n\n\n<p>La testimonianza della donna divenne cos\u00ec ancora pi\u00f9 coinvolgente, permettendogli di seguire ogni<\/p>\n\n\n\n<p>piccolo cambiamento nel suo volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo prima, nel suo villaggio, una cugina di Tinsae le aveva proposto di scappare con lei. Aveva<\/p>\n\n\n\n<p>una figlia di dodici anni e voleva portarla via da quell&#8217;ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae inizialmente aveva rifiutato. Aveva sentito parlare dei mille pericoli che comportava una<\/p>\n\n\n\n<p>fuga. E comunque non aveva abbastanza soldi. Teneva sempre, nascosto in una vecchia scarpa, un<\/p>\n\n\n\n<p>rotolo di banconote che sua madre le aveva dato il giorno del matrimonio, raccomandandole di non<\/p>\n\n\n\n<p>farlo mai vedere a suo marito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Forse un giorno ti sar\u00e0 utile&#8221;, le aveva detto, triste.Ma quel rotolo non sarebbe stato sufficiente per coprire il viaggio dall&#8217;Etiopia all&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quel pugno, per\u00f2, la giovane madre cambi\u00f2 idea. Annunci\u00f2 alla cugina che voleva partire con<\/p>\n\n\n\n<p>lei e che avrebbe portato con s\u00e9 la piccola.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguirono giorni disperati, durante i quali chiedeva &#8211; come per caso, per non fare insospettire<\/p>\n\n\n\n<p>nessuno &#8211; piccolissime somme di denaro a ogni persona che conosceva, assicurando che le avrebbe<\/p>\n\n\n\n<p>restituite presto. Sapeva di stare ingannando quella brava gente, ma era disperata.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 il giorno della partenza. La cugina si era occupata di tutto. Aveva contattato le persone che le<\/p>\n\n\n\n<p>avrebbero fatto uscire dall&#8217;Etiopia.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 dolorosa fu non aver potuto salutare la madre. Sapeva che non l&#8217;avrebbe lasciato partire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la nomin\u00f2, Stefano vide, per la prima volta, gli occhi della donna riempirsi di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un attimo di silenzio, Tinsae disse che desiderava fare una pausa di qualche giorno. Doveva<\/p>\n\n\n\n<p>ritrovare la forza prima di rivivere quei ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sera, a casa, Stefano lavorava intensamente sul suo lavoro di maturit\u00e0. Prese una direzione che<\/p>\n\n\n\n<p>non avrebbe mai immaginato, ma era convinto di essere sulla strada giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle settimane seguenti, Tinsae descrisse il viaggio dall&#8217;Etiopia a Lampedusa. Un incubo durato<\/p>\n\n\n\n<p>quattordici mesi e tre settimane, durante il quale, in almeno otto occasioni, credette di morire. O che<\/p>\n\n\n\n<p>sua figlia morisse. E, pi\u00f9 di una volta, sper\u00f2 di morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae teneva la tazza di caff\u00e8 forte tra le mani, quasi volesse riscaldare la sua anima. Sembrava<\/p>\n\n\n\n<p>avere sempre freddo. Un giorno, Stefano le port\u00f2 un suo grande maglione di lana, fatto dalla nonna,<\/p>\n\n\n\n<p>convinto che servisse pi\u00f9 a lei che a lui. Sapeva che la nonna sarebbe stata fiera del suo gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto proseguiva. Le due donne, con le rispettive figlie, si erano unite a un gruppo di dodici<\/p>\n\n\n\n<p>altri disperati, dirigendosi via terra verso il Sudan. Da l\u00ec iniziava l&#8217;attraversata del deserto del<\/p>\n\n\n\n<p>Sahara, per arrivare in Libia.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tratto fu agghiacciante. Tinsae non volle entrare nei dettagli, ma riassunse con poche parole:<\/p>\n\n\n\n<p>quei mesi aveva subito violenze, umiliazioni e sofferenze indescrivibili. Era stata grata solo di una<\/p>\n\n\n\n<p>cosa: che la sua piccola avesse solo un anno.<\/p>\n\n\n\n<p>La figlia di sua cugina, di dodici anni, non aveva avuto la stessa fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>A momenti, Stefano avrebbe voluto dirle:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Basta!&#8221;, e mandare tutto all&#8217;aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Non credeva di essere in grado di documentare in modo neutro e professionale la storia di Tinsae.<\/p>\n\n\n\n<p>Non gli importava pi\u00f9 se lei vedeva le lacrime scorrere sul suo volto da adolescente. Beveva il<\/p>\n\n\n\n<p>caff\u00e8\u2026 ma non riusciva a mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte non riusciva nemmeno ad assaggiare le prelibatezze che lei portava. In quei casi, quando si<\/p>\n\n\n\n<p>separavano, lei gliele dava avvolte in carta d&#8217;alluminio, da mangiare a casa.Con il tempo, avevano preso l&#8217;abitudine di lasciare il liceo insieme. Stefano la accompagnava fino<\/p>\n\n\n\n<p>alla fermata dell&#8217;autobus. Questi pochi minuti erano i loro preferiti, perch\u00e9 parlavano di argomenti<\/p>\n\n\n\n<p>leggeri, ridevano, discutevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivate a Tripoli, Tinsae e sua cugina dovettero trovare qualcuno disposto a farle attraversare il<\/p>\n\n\n\n<p>Mediterraneo. Sborsando gli ultimi soldi che avevano, salirono assieme alle loro bambine su un<\/p>\n\n\n\n<p>barcone che li avrebbe portati in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Era sovraffollato.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;attraversata fu terrificante. Una donna scivol\u00f2 fuori bordo e spar\u00ec in un istante. Suo figlio, piccolo,<\/p>\n\n\n\n<p>rimase solo sul barcone.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la seconda volta che Stefano vide Tinsae piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapeva, per\u00f2, che ogni notte, nel buio della sua stanza, lei piangeva in silenzio per ore. L&#8217;unico<\/p>\n\n\n\n<p>movente che le dava la forza di superare la notte era sentire il respiro innocente e calmo di sua figlia<\/p>\n\n\n\n<p>nel letto accanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, quasi riflettendoci per la prima volta, Tinsae disse che non tutto il brutto del suo passato<\/p>\n\n\n\n<p>era stato inutile. Essere stata abusata dal marito e il rischio che lui imponesse la MGF alla figlia<\/p>\n\n\n\n<p>erano stati i motivi che le avevano permesso di chiedere asilo politico in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta chiese a Stefano come stesse procedendo il suo lavoro di maturit\u00e0, e se un giorno avrebbe<\/p>\n\n\n\n<p>potuto leggerlo. Lui rispose un po&#8217; vagamente riguardo allo sviluppo del tema, ma le assicur\u00f2 che s\u00ec,<\/p>\n\n\n\n<p>gliene avrebbe fatto avere una copia.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;arrivo della primavera Stefano divent\u00f2 maggiorenne. Diciotto anni! Poteva bere alcolici,<\/p>\n\n\n\n<p>prendere la patente. Forse si sarebbe comprato anche una macchina usata. I suoi genitori gli<\/p>\n\n\n\n<p>avevano aperto un conto in banca il giorno della sua nascita, versandoci regolarmente una piccola<\/p>\n\n\n\n<p>somma. Il giorno del suo compleanno gli diedero la carta di credito.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa te ne farai, gli chiesero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo viso s&#8217;illumin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;So esattamente quale sar\u00e0 il mio primo investimento&#8221;, rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi aggiunse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ora devo fare una telefonata all&#8217;associazione <em>Il Tragitto<\/em>.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Restava poco a Tinsae per concludere il racconto della sua odissea.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello spazio di due settimane, narr\u00f2 a Stefano dell&#8217;arrivo a Lampedusa, della fuga dal centro di<\/p>\n\n\n\n<p>accoglienza, i primi mesi nascosta in Milano e, infine, il suo arrivo a Chiasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedere oggi sua figlia crescere in un ambiente sano, dove poteva godere della libert\u00e0 di formarsi a<\/p>\n\n\n\n<p>scuola e della possibilit\u00e0 di costruirsi una grande cerchia di amici &#8211; femmine e maschi &#8211; colmava<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae di una gioia tale che, poco a poco, il passato diventa sempre pi\u00f9 effimero.<\/p>\n\n\n\n<p>E i pianti nella notte diventavano sempre meno soffocanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che seguiva il viaggio di Tinsae, Stefano aveva perso ogni interesse per le materie che<\/p>\n\n\n\n<p>avrebbe dovuto studiare l&#8217;anno seguente. Si chiedeva se questa indifferenza sarebbe rimasta anche<\/p>\n\n\n\n<p>all&#8217;universit\u00e0. E poi, nella sua professione di avvocato.L&#8217;ultimo gioved\u00ec prima delle vacanze estive, Stefano fu sorpreso nel vedere Tinsae correre verso di<\/p>\n\n\n\n<p>lui, raggiante.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi hanno chiamato da <em>Il Tragitto<\/em>! Una persona si \u00e8 offerta di finanziare la formazione di canto di<\/p>\n\n\n\n<p>mia figlia, fino ai suoi diciotto anni!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con un nodo alla gola, aggiunse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Chiss\u00e0 chi sar\u00e0 stato questo bravo sponsor\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Fece un balzo e abbracci\u00f2 Stefano.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita l&#8217;estate, Stefano inizi\u00f2 la quarta liceo. Il suo lavoro di maturit\u00e0 era pronto. Stampato, rilegato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non restava che consegnarlo. Ma prima, voleva che Tinsae fosse la prima a leggerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un marted\u00ec, con la busta in mano, aspett\u00f2 in biblioteca fino alle sei e mezza. Sentiva un leggero<\/p>\n\n\n\n<p>solletico di nervosismo. Dopo usc\u00ec a girovagare nei corridoi, finch\u00e9 sent\u00ec cantare <em>Alla fiera dell&#8217;est<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si salutarono calorosamente e Stefano le consegn\u00f2 la busta.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza aspettare un secondo, Tinsae la apr\u00ec e si mise a sfogliare il contenuto. Nel suo viso si leggeva<\/p>\n\n\n\n<p>un misto di stupore e incanto. Guard\u00f2 incuriosita Stefano, che sorrideva felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti piace, le chiese. Aspetto il tuo consenso prima di consegnare questo lavoro al professore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae si sedette per terra per esaminare meglio pagina dopo pagina.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano aveva disegnato un magnifico fumetto che raccontava tutta la sua storia. Era un&#8217;opera<\/p>\n\n\n\n<p>colorata, intensa, straordinariamente espressiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 meraviglioso, Stefano. Ma.. come mai?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non riuscivo a raccontarti con le parole&#8221;, rispose lui. &#8220;Solo i disegni mi permettevano di esprimere<\/p>\n\n\n\n<p>il tuo vissuto.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi le annunci\u00f2 che aveva scartato l&#8217;idea di fare l&#8217;avvocato. Avrebbe invece seguito una scuola<\/p>\n\n\n\n<p>d&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Disegnare la storia di Tinsae gli fece rivedere la propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae teneva il fumetto stretto al petto. Stefano la salut\u00f2 con un semplice, ultimo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie&#8221;, e si diresse verso l&#8217;uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>A un tratto, si volt\u00f2 di nuovo verso la giovane donna e le chiese:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Vuol dire qualcosa, Tinsae?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sorrise, divertita.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si. Risurrezione.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano rise e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Gi\u00e0, che domanda.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Una domenica, poco prima di Natale, la figlia di Tinsae si preparava a cantare nel saggio del<\/p>\n\n\n\n<p>Conservatorio. Era un po&#8217; nervosa. Sapeva che il giovane che le finanziava gli studi sarebbe stato<\/p>\n\n\n\n<p>seduto accanto alla mamma, in prima fila.Quando fu il suo turno, fece tre profondi respiri, come le aveva consigliato il suo insegnante. Poi,<\/p>\n\n\n\n<p>camminando lentamente, prese posto al centro del palco. Vide subito la mamma che la salutava.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il ragazzo accanto a lei le fece un segno amichevole con la mano. Gli sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>Era emozionata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pianista inizi\u00f2 a suonare, e subito dopo la bambina lo raggiunse con il suo canto.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano sent\u00ec un brivido caldo attraversargli il petto. Una voce limpida e un&#8217;armonia perfetta<\/p>\n\n\n\n<p>riempivano la sala con le parole di <em>Nella Fantasia<\/em> di Ennio Morricone:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella fantasia io vedo un mondo giusto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u00ec tutti vivono in pace e in onest\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io sogno d&#8217;anime che sono sempre libere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come le nuvole che volano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piene d&#8217;umanit\u00e0 in fondo all&#8217;anima<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stefano si accorse di non essere l&#8217;unico ad avere gli occhi lucidi. C&#8217;era persino chi tirava fuori un<\/p>\n\n\n\n<p>fazzoletto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 verso Tinsae, certo di vederla piangere per la terza volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, no.<\/p>\n\n\n\n<p>Tinsae, sopraffatta dall&#8217;orgoglio e dalla gioia, guardava meravigliata sua figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Con occhi asciutti e scintillanti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56788\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56788\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come al solito, Stefano era l&#8217;ultimo rimasto in aula. Metteva quaderni, libri e penne nello zaino con ordine e calma, poi si mise la cuffia, chiuse le finestre e usc\u00ec. Il corridoio del liceo era quasi vuoto. A quell&#8217;ora rimanevano soltanto i ritardatari, come lui, o chi avesse qualche colloquio particolare con un docente. Qua [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56788\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56788\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6477,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56788","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56788"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6477"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56788"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56788\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56868,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56788\/revisions\/56868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}