{"id":56748,"date":"2025-05-16T15:55:45","date_gmt":"2025-05-16T14:55:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56748"},"modified":"2025-05-16T15:55:46","modified_gmt":"2025-05-16T14:55:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-rifornimento-di-luca-fornaini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56748","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il rifornimento&#8221; di Luca Fornaini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autunno \u00e8 una stagione ricca di colori sorprendenti anche quando si sale in quota dove per\u00f2 occorre essere sempre preparati agli improvvisi mutamenti delle condizioni meteo; l\u2019ambiente montano pu\u00f2 infatti variare nel breve. I colori autunnali del paesaggio avvolto dalla nebbia, a volte capita, spariscono e ci ritroviamo circondati dalla sorprendente monocromia del grigio, oppure\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>_____________________<\/p>\n\n\n\n<p>La stagione estiva, quell\u2019anno, argin\u00f2 egregiamente l\u2019ingresso di quella autunnale cos\u00ec ch\u00e9, alla fine del mese di ottobre, mi trovai con le amiche e gli amici di sempre a percorrere i sentieri delle Alpi Apuane con un inconsueto abbigliamento estivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il week end successivo, il primo del mese di novembre, avevo preso l\u2019impegno con altri soci del Club Alpino di salire al Rifugio Rossi alla Pania per il necessario rifornimento di legna e provviste in vista dell\u2019inizio della stagione invernale.<\/p>\n\n\n\n<p>I lavori di ristrutturazione ed ampliamento della struttura della Sezione di Lucca erano stati terminati l\u2019anno precedente ed in tutti noi, soci attivi e nei gestori, si era diffuso un nuovo entusiasmo ed uno spirito di squadra rivolti a mantenere efficiente il nostro bel rifugio, ora dotato pure di una teleferica di servizio con la quale far salire provviste e materiale di ogni genere.<\/p>\n\n\n\n<p>La partenza dalla citt\u00e0, programmata per il sabato mattina, avvenne da Porta San Pietro dove si erano radunate quattro o cinque auto e due furgoni carichi di materiale di vario genere ed un pacco di coperte di lana nuove.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni e Faliero partirono subito con la prima automobile in modo da raggiungere, in anticipo sugli altri, il rifugio e calare a valle il carrello della teleferica fino alla stazione di partenza dove saremmo giunti pi\u00f9 tardi noi con tutto il carico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le condizioni meteo erano buone ma le previsioni per il giorno successivo non erano un granch\u00e9 ed io mi ero portato nello zaino del vestiario di ricambio in previsione di prendermi il primo acquazzone autunnale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai raduni mattutini c\u2019era sempre qualcuno che giungeva in ritardo adducendo le scuse pi\u00f9 assurde; era una prerogativa dei ritrovi per le gite domenicali ed anche se quel giorno era di sabato non manc\u00f2 di verificarsi il caso. D\u2019altro canto non potevo certo protestare io che proprio due domeniche prima, in occasione di una gita sociale in Appennino organizzata da Giampiero, ero rimasto a letto e solo perch\u00e9 Romeo mi aveva suonato al citofono svegliandomi non vedendomi sotto casa per l\u2019ora stabilita, avevo potuto partecipare all\u2019escursione.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiunto il bivio dell\u2019Alpe di Sant\u2019Antonio la carovana di vetture aveva percorso la sterrata fino al Pigli\u00f2nico per poi salire lungo una vecchia carrareccia di cava e raggiungere il piccolo spiazzo da cui parte la teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni aveva delegato sua figlia Monica a caricare il carrello del primo viaggio con un determinato ordine e a tal proposito era stato stabilito fin dal mattino che le prime due auto che dovevano percorrere la ripida strada di cava dovevano essere le due Panda 4&#215;4 che trasportavano i viveri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra vettura e i due furgoni, data la ristrettezza degli spazi di manovra, dovevano tassativamente aspettare sul piazzale della piccola cava abbandonata posto poche centinaia di metri prima del punto di partenza della teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi giungemmo poco prima delle dieci, proprio mentre sentimmo mettere in funzione il motore dell\u2019impianto a fune situato 400 metri pi\u00f9 in alto. Dopo poco, assieme a Monica, vedemmo sbucare, tra il fogliame color giallo intenso della faggeta, il carrello rosso da riempire per il primo viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto era in grado di trasportare circa 150 chili di materiali e per regolarci sul primo carico ci fidammo delle indicazioni che Giovanni ci impart\u00ec via radio dalla stazione di arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridiscese le due vetture fu fatto salire il primo dei due furgoni che raggiunse a fatica lo spiazzo posto a fianco del cavo portante lungo il quale, da l\u00ec a poco, discese nuovamente il carrello. Effettuata la seconda carica indossai lo zaino e assieme ad altri del gruppo presi a salire lungo il \u201csentiero del pastore\u201d : servivano infatti nuove forze su al rifugio per trasportare il materiale scaricato a fatica da Faliero e Giovanni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla stazione di arrivo al rifugio Giovanni si serviva di una carriola motorizzata a cingoli, vi era quindi la necessit\u00e0 di sistemare quanto trasportato su con la teleferica sul piccolo cassone cingolato per raggiungere il rifugio, posto una ventina di metri pi\u00f9 in alto, lungo un sentiero adattato al passaggio del piccolo mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciati i nostri zaini all\u2019interno del rifugio, dove c\u2019era chi si era incaricato di preparare per il pranzo, discendemmo alla stazione di arrivo della teleferica e cominciammo a caricare la carriola a cingoli; qualcuno, tra i pi\u00f9 forzuti, prese invece in spalla i pacchi pi\u00f9 maneggevoli risalendo le poche decine di metri di sentiero fino al rifugio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andirivieni prosegu\u00ec per tutta la mattina, sia per i viaggi in teleferica dei materiali che per la carriola motorizzata e gli agili trasportatori a spalla; poco dopo le quattordici fu dato l\u2019ordine di salire tutti per il pranzo e, spento il motore a gasolio della teleferica, Giovanni si caric\u00f2 in spalla il pacco delle coperte per raggiungere gli altri a tavola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi mangia per primo finir\u00e0 per primo e quindi avr\u00e0 l\u2019onere di iniziare a far salire i materiali rimasti gi\u00f9 fuori dal locale motore mentre Monica e gli ultimi tre che stanno salendo pranzeranno in un secondo turno\u201d. Disse Faliero servendo in tavola la pasta fumante per noi pi\u00f9 fortunati del primo gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una mela e il caff\u00e8, mentre mi apprestavo assieme a Giovanni ad uscire fuori dal rifugio per riprendere il lavoro, giunsero gli altri soci che con Monica avevano completato l\u2019ultimo carico all\u2019interno del cassone rosso che poco dopo avremmo fatto salire: \u201cBuon appetito\u201d, dissi mentre indossavo la giacca. \u201cSar\u00e0 meglio accendere la stufa per stasera, fuori la temperatura \u00e8 gi\u00e0 scesa di tre gradi rispetto a stamani!\u201d Fece Giovanni rivolto ai nuovi arrivati e ci incamminammo verso il fabbricato in acciaio e legno che ospita il motore ed il carrello della teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che calasse la luce del pomeriggio dovevamo completare il trasferimento dei materiali su al rifugio. Iniziai quindi a caricare lattine, bottiglie e pacchi di pasta sul cassone del cingolato mentre Giovanni faceva rifornimento di miscela al piccolo mezzo: \u201cAncora due viaggi e potremo chiudere i materiali rimanenti dentro il casello della teleferica\u201d. Disse Giovanni mentre si accingeva a far risalire il cassone con l\u2019ultimo carico.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i motori accesi non fu pi\u00f9 possibile comunicare se non a gesti, il rumore assordante mi costrinse ad uscire dal locale mentre il motore faceva avvolgere attorno alla bobina il cavo traente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cavo portante rimase invece immobile fin tanto che il carrello non ebbe scavalcato l\u2019unico cavalletto intermedio dell\u2019impianto, posto cento metri pi\u00f9 in basso, poi prese ad oscillare; le sue vibrazioni diminuirono con l\u2019arrivo del carrello.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni ridusse progressivamente i giri del motore fino al lento ingresso del carico all\u2019interno della stazione di arrivo della teleferica; a quel punto innestai la marcia della carretta a cingoli e presi a salire con il suo passo verso il rifugio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercammo di stivare provvisoriamente i materiali trasportati con un certo ordine nella stanza d\u2019ingresso del rifugio, quella che noi chiamiamo in gergo \u201clocale invernale\u201d perch\u00e9 rimane sempre aperta a disposizione di ogni escursionista che si trovi a percorrere i sentieri di queste montagne anche nelle giornate in cui il rifugio \u00e8 chiuso senza alcun presidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato non fu granch\u00e9 in fatto di ordine, per\u00f2 fu importante che quando cal\u00f2 la luce e fu buio, tutte le provviste ed i materiali necessari alla gestione della struttura nell\u2019imminente periodo invernale, si trovassero al riparo, in buona parte su al rifugio ed in parte gi\u00f9 all\u2019interno della stazione di arrivo della teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo era coperto, il vento completamente assente e nonostante ci\u00f2 la temperatura era \u201cin picchiata\u201d; la potemmo rilevare illuminando con la torcia il termometro affisso sul muro esposto a nord del rifugio, la colonnina di mercurio segnava 4\u00b0.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensai allora di coprirmi utilizzando tutti gli indumenti che mi ero portato su nello zaino ma, entrato all\u2019interno del rifugio, mi resi conto che non sarebbe stato necessario. Faliero aveva acceso la stufa a legna e in cucina Monica si era gi\u00e0 messa al lavoro per preparare la cena. La temperatura interna sal\u00ec ben presto e nei locali cos\u00ec affollati iniziammo tutti ad alleggerirci delle giacche.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno si spost\u00f2 nella camerata preparando la propria cuccetta, altri, seduti al tavolo di fronte ad una tazza di the fumante , parlavano tra loro di imprese alpinistiche avvenute sulle Alpi e<\/p>\n\n\n\n<p>in Dolomiti; io mi aggregai in cucina, come manovalanza, per aprire scatole di fagioli e di pomodori pelati e rimestare ogni tanto con il mestolo di legno la polenta che cuoceva lentamente nel paiolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 19,30 iniziammo a preparare i tavoli apparecchiati: \u201cCi stiamo precisi!\u201d Disse Giovanni. \u201cAnzi no, avanza un posto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E raccontai allora come per il cenone dell\u2019ultimo dell\u2019anno fossimo stipati all\u2019inverosimile nella sala da pranzo: 34 commensali ospiti del rifugio, un vero gioco ad incastro, considerata la effettiva superficie calpestabile della struttura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo sopravvissuti come vedete, vero Luca?\u201d Intervenne Monica affacciandosi alla porta di cucina con un grosso tegame fumante tra le mani contenente salcicce al sugo con i fagioli.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto Giovanni aveva iniziato a sporzionare la polenta nei piatti e a deporli nel passavivande affinch\u00e9 qualcuno in sala li servisse in tavola.<\/p>\n\n\n\n<p>Faliero port\u00f2 le caraffe dell\u2019acqua e del vino rosso invitando gli ultimi della congrega, rimasti ancora in piedi, a prendere posto ai tavoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai che siamo un bel gruppetto stasera!\u201d Fece Monica sedendosi meritatamente al tavolo. \u201cE buon appetito a tutti!\u201d Concluse, mentre Giovanni prendeva posto seduto accanto a sua figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dato che a tavola non si invecchia, nemmeno in alta quota, terminata la cena rimanemmo seduti \u201ca chiacchera\u201d ancora a lungo, chi sorseggiando una tisana fumante e chi l\u2019immancabile bicchierino di \u201cgrappa del contadino\u201d distillata personalmente da uno dei soci nell\u2019occasione denominato da Faliero \u201cil re dell\u2019alambicco\u201d; poi iniziammo la lunga trafila dei preparativi per cambiarsi ed andare a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi arrampicai fino alla mia cuccetta, posta al 3\u00b0 livello, dove faceva ancora caldo e provai a prender sonno tra il sommesso parlottare degli ultimi che dovevano ancora coricarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni rientr\u00f2 dopo aver chiuso la porta: \u201cSono uscito ed \u00e8 ancora tutto coperto, il termometro segna 2\u00b0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte pass\u00f2 tranquilla, eravamo tutti sufficientemente stanchi per la lunga giornata di lavoro e ci sarebbe voluto davvero un buon motivo per restare svegli nel silenzio assoluto di quella \u201cnotte a sorpresa\u201d isolati a 1600 metri di quota.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di addormentarmi pensai a quante volte da bambino avevo desiderato dormire in un luogo sperduto, \u201cin cima a un monte\u201d e magari pure in condizioni estreme: con un temporale estivo in corso o una bufera di neve o in una gelida notte invernale in cui milioni di stelle sembrano stare l\u00ec, sopra la tua testa, ad ammirarti per la tua incredibile impresa compiuta di salire pi\u00f9 su, vicino a loro e alla luna che gioca a nascondino dietro una nuvoletta solitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Faliero chiuse l\u2019erogatore posto sopra la bombola del gas per spegnere le luci e con la torcia accesa si diresse verso la sua cuccetta, poi apr\u00ec lo sportello di ghisa ed allarg\u00f2 le braci nella stufa in modo che il fuoco \u201candasse a morire\u201d: \u201cBuonanotte, a domani!\u201d E fu il silenzio assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mattino aspettai che qualcun altro scendesse prima di me e magari caricasse pure la stufa in modo da scaldare un poco l\u2019ambiente e alla fine mi decisi a scendere prima che si formasse la fila per andare in bagno. Quando scesi nel locale di ingresso vidi un leggero biancore oltre la grande finestra e cap\u00ec cosa era successo durante la notte: era nevicato, non molto, tant\u2019\u00e8 che i ciuffi di paleo sbucavano fuori dal manto, per\u00f2 l\u2019accaduto mi riemp\u00ec di gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando rientrai Giovanni aveva aperto gli scuri della finestra della camerata e con grande stupore scorgemmo fuori una donnola, anche lei sorpresa e disorientata per la precoce nevicata, che si muoveva a scatti guardando qua e l\u00e0 per niente impaurita. Poi qualcuno di noi nell\u2019altra stanza, fece rumore e il piccolo animale spar\u00ec dalla nostra vista rintanandosi chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>Monica nel frattempo era entrata in cucina ed aveva acceso i fuochi per preparare le colazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Indossati il giaccone ed il berretto imbottito di piume, mi apprestai ad uscire per capire come le condizioni meteorologiche stessero evolvendo; la colonnina di mercurio era ferma sullo zero ed il rifugio era avvolto in una fitta nebbia che a stento consentiva di scorgere il tetto del casello della teleferica e gli ultimi faggi che lo circondano.<\/p>\n\n\n\n<p>Calpestai per pochi metri la neve immacolata, scambiai due parole con altri del gruppo pure essi usciti a vedere l\u2019inatteso spettacolo, poi tutti rientrammo per fare colazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fuoco, riattivato nella stufa con qualche ciocco di legna ed il caff\u00e8 con il latte fumanti, fecero destare gli ultimi pigroni rimasti nelle cuccette poi, ben coperti, uscimmo di nuovo per cercare di completare il trasferimento nel rifugio di quella parte di provviste lasciate gi\u00f9 alla teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Con tre viaggi del piccolo cingolato riuscimmo ad ultimare il trasporto mentre all\u2019interno del rifugio Faliero, Monica e Giovanni sistemavano in cucina le provviste e parte della legna per la stufa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima di mezzogiorno riprese a nevicare, la nebbia non consentiva di scorgere nemmeno la Pania Secca n\u00e9 il Naso dell\u2019Uomo Morto situato cento metri sopra di noi, cos\u00ec fu presa la decisione di anticipare l\u2019ora del pranzo e scendere a valle subito dopo, prima che il manto nevoso, caduto in abbondanza, impedisse alle nostre automobili di riportarci a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mangiammo un piatto caldo con la stufa scarica che andava velocemente raffreddandosi, poi i primi quattro del gruppo che con i furgoni potevano avere maggiori problemi a scendere, si avviarono lungo il sentiero imbiancato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Faliero e Monica mettevano in ordine la cucina fui incaricato da Giovanni di preparare due sacchi dell\u2019immondizia con i nostri residui da scendere a valle; ricomposti poi i miei oggetti nello zaino mi vestii per uscire a sganciare gli scuri delle finestre che man mano Faliero chiudeva dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni chiuse l\u2019erogatore del gas e con la torcia di Faliero uscimmo tutti alla poca luce di quel pomeriggio grigio: aveva smesso di nevicare e mentre infilavo guanti e berretto detti un\u2019occhiata alla colonnina di mercurio. Il termometro segnava 1\u00b0 sopra lo zero, ci\u00f2 voleva dire che, scendendo per 500 metri di quota ed in caso di precipitazioni, avremmo trovato pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi feci caricare sopra lo zaino uno dei due sacchi e presi a scendere insieme al gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorrendo il sentiero su quella poltiglia di neve e fango c\u2019era da prestare attenzione ad ogni passo, infatti non tard\u00f2 a verificarsi il primo scivolone, fortunatamente senza conseguenze per uno di noi; entrammo poi nella faggeta dove la quantit\u00e0 di neve a terra andava via via diminuendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFortuna che al Pigli\u00f2nico ha solamente piovuto!\u201d Disse Monica che si era accodata assieme a me al gruppo. \u201cTra poco dovremmo dividerci per recuperare la Panda lasciata ieri sotto la teleferica\u201d. Dissi percorrendo gli ultimi tornanti del sentiero poco sopra i ruderi in pietra di un antico edificio di pastori e carbonai.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati alle auto, parcheggiate subito dopo la cappella commemorativa dell\u2019eccidio di una Brigata Partigiana nel 1944, riprese a cadere una leggera pioggerellina e mentre caricavamo i nostri zaini nei portabagagli sentimmo scendere la Panda lungo la sterrata proveniente dalla teleferica.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di salire in auto guardai la faggeta attorno a noi: le ultime foglie autunnali presenti la mattina precedente erano cadute, la prima nevicata aveva dato gi\u00e0 l\u2019aspetto invernale al bosco e alla montagna ed il tanto decantato autunno, per quell\u2019anno, dovette soccombere in anticipo all\u2019arrivo di una nuova stagione.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019autunno \u00e8 una stagione ricca di colori sorprendenti anche quando si sale in quota dove per\u00f2 occorre essere sempre preparati agli improvvisi mutamenti delle condizioni meteo; l\u2019ambiente montano pu\u00f2 infatti variare nel breve. I colori autunnali del paesaggio avvolto dalla nebbia, a volte capita, spariscono e ci ritroviamo circondati dalla sorprendente monocromia del grigio, oppure\u2026 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36343,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56748","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56748"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36343"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56748"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56750,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56748\/revisions\/56750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}