{"id":56741,"date":"2025-05-16T09:32:10","date_gmt":"2025-05-16T08:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56741"},"modified":"2025-05-16T09:32:11","modified_gmt":"2025-05-16T08:32:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-rosso-ciliegia-di-cristiana-la-capria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56741","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Rosso ciliegia&#8221; di Cristiana La Capria"},"content":{"rendered":"\n<p>Tir\u00f2 un sospiro di sollievo: era appena finita l\u2019ultima ora di lezione di quel venerd\u00ec fermo e invaso dalla pioggia. Mentre stava sistemando i libri nella borsa diede un rapido sguardo al gruppo delle splendide che dovevano avere organizzato un altro dei loro &nbsp;party esclusivi; il gruppo di sportivi invece aveva gi\u00e0 pronto lo zaino per andare a giocare a calcetto. Loris di sicuro avrebbe raggiunto la fidanzata che lo aspettava fuori dalla scuola e Rosa era gi\u00e0 volata in biblioteca a leggere romanzi russi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dani, invece, non aveva fretta di uscire dall\u2019aula, non amava leggere e non aveva nessuno ad aspettarla. Appena usc\u00ec calc\u00f2 il cappuccio dell\u2019impermeabile sulla testa ma le goccioline continuavano imperterrite a fermarsi sugli occhiali, li tolse e li mise in tasca. A quel punto la strada le apparve appannata ma non importava, la conosceva a memoria. Si ferm\u00f2 dal pasticcere e prese una piccola torta alla panna e una candelina. Sal\u00ec le scale fino all\u2019ultimo &nbsp;piano, entr\u00f2 in casa. Si fece una doccia, and\u00f2 a prendere la foto dal comodino e la sistem\u00f2 sulla scrivania, accese la candelina infilandola al centro della piccola torta e fiss\u00f2 l\u2019uomo che appariva di fronte a s\u00e9&nbsp; \u2013 Un anno che non ci sei pi\u00f9 \u2013 sospir\u00f2 \u2013 Buon compleanno, nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Soffi\u00f2 sulla candelina, tagli\u00f2 una fetta di torta e la mangi\u00f2 a piccoli morsi girandosi intorno con lo sguardo: le pareti rosa, l\u2019armadio di legno chiaro, la poltroncina, il letto sotto la finestra che dava sui tetti. Era solo merito del nonno se aveva un posto dove stare; con la paga del ristorante dove lavorava ogni sera non si sarebbe potuta permettere nessun posto decente.<\/p>\n\n\n\n<p>Finito il festeggiamento, pens\u00f2 che sarebbe stato utile portarsi avanti con i compiti.<\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia si era fermata, usc\u00ec con i libri ordinati nella borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 nel campo vasto appena oltre la strada di casa, cammin\u00f2 a lunghe falcate, calpestando i fili d\u2019erba che trovava sul suo passaggio. In lontananza scorse un cane dal manto simile al fieno consumato; era accucciato sotto la panca&nbsp; vicino al faggio ma, non appena realizz\u00f2 che qualcuno stava andando nella sua direzione, sgusci\u00f2 dietro l\u2019albero.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si sedette sulla punta della panca sporgendosi in avanti per controllare se il cane si fosse mosso, riconobbe il profilo di un orecchio proprio dietro il tronco. Sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sistem\u00f2 meglio, sfil\u00f2 dalla borsa il libro di letteratura e si mise a leggere la vita di Italo Svevo su cui quasi sicuramente sarebbe stata interrogata il luned\u00ec successivo. Doveva essere promossa ad ogni costo, doveva chiudere l\u2019ultimo anno e trovarsi un lavoro a tempo pieno. Mentre era occupata a sottolineare il testo avvert\u00ec un frusc\u00eco, si sporse in avanti per controllare e sorprese il cane fissare verso di lei, immobile, gli occhi nocciola si intravedevano dietro la tendina pelosa. Avrebbe voluto avvicinarsi ma non volle spaventarlo. Finto il compito, rimise tutto in borsa e si avvi\u00f2 verso casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cane si accert\u00f2 che la ragazza fosse scomparsa dal suo orizzonte e poi riprese il suo posto sotto la panca. Stava per diventare buio, fece cinque giri intorno a se stesso e poi si sistem\u00f2 sul suo letto di erba ancora umida.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio successivo il sole era tornato, Dani, felice per il successo dell\u2019interrogazione, non volle chiudersi in casa e decise di ritornare nel campo, non prima di aver comprato una pallina rosso ciliegia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la panca riconobbe il cane che, appena la vide, sfrecci\u00f2 via facendo ondeggiare il pelo color fieno. Lei non si ferm\u00f2 a sedere sulla panca, questa volta, ma gli and\u00f2 incontro \u2013 Ciao, io sono Dani e tu?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il cane indietreggi\u00f2 abbassando le orecchie. Lei allora si inginocchi\u00f2 e tir\u00f2 fuori dalla borsa la pallina, allung\u00f2 il palmo della mano, il cane si spost\u00f2 ancora pi\u00f9 lontano. Dani lasci\u00f2 la pallina in mezzo all\u2019erba e and\u00f2 a sedersi sulla panca. Tir\u00f2 fuori il telefono e cerc\u00f2 <em>Fly me to the moon<\/em>, la preferita di suo nonno. Alz\u00f2 il volume con gli occhi &nbsp;verso il cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vide con la coda dell\u2019occhio che il cane si era spostato verso la pallina, la stava puntando. Gli and\u00f2 incontro a passi lenti, lui abbasso le orecchie e si mosse rapido nella direzione opposta. Dani aspett\u00f2 inginocchiata per qualche secondo \u2013 Pelo \u2013 lo chiam\u00f2 d\u2019istinto &#8211; vieni qui: voglio solo essere tua amica. Ma non riusc\u00ec a convincerlo. Si risollev\u00f2 e and\u00f2 a prendere posto sulla panca.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni minuti Pelo ritorn\u00f2 sui suoi passi e, protetto dall\u2019albero, spi\u00f2 Dani che si stava allontanando. Riprese&nbsp; possesso della panca, anche se quella sera non ebbe bisogno di usarla come tetto, il cielo era illuminato dalla luna e le stelle rallegravano l\u2019atmosfera. Si accucci\u00f2 sul prato aperto e si addorment\u00f2 con la pallina color ciliegia sotto il muso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio successivo Dani arriv\u00f2 puntuale, sotto la panca trov\u00f2 solo la pallina. Il cane era seduto all\u2019ombra dei rami, con sguardo attento \u2013 Ciao Pelo! \u2013&nbsp; disse e gli lanci\u00f2 la pallina che atter\u00f2 a pochi centimetri dal suo muso. Lui la addent\u00f2. \u2013 Vieni qui! \u2013 incoraggi\u00f2 lei inginocchiandosi in mezzo al prato. Ma lui si ritir\u00f2 dietro il tronco, la pallina tra i denti. Dani rimase ferma e allung\u00f2 il braccio con la mano aperta verso Pelo che si decise a spostarsi verso di lei fino a met\u00e0 strada, poi lasci\u00f2 cadere la pallina tornando dietro il suo nascondiglio. La pallina arriv\u00f2 di nuovo vicino al suo muso, il cane la afferr\u00f2 senza spostarsi, Dani incroci\u00f2 le gambe, non si spost\u00f2 neppure lei. Un metro di prato li separava. Mentre il sole scendeva oltre l\u2019orizzonte i due rimasero a guardarsi, gli occhi di lei protetti dalle lenti e quelli di lui da una manciata di peli.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena si fece avanti il crepuscolo, Dani si sollev\u00f2 \u2013 Allora io vado, ci vediamo domani? \u2013 Pelo la fiss\u00f2 conservando la pallina tra le zampe. Dani si immerse tra i lunghi fili d\u2019erba inspirando l\u2019aria profumata della primavera e and\u00f2 via.<\/p>\n\n\n\n<p>Pelo si sollev\u00f2 e, tenendo stretta la pallina, segu\u00ec Dani a distanza,&nbsp; come se un guinzaglio lungo due metri lo guidasse. Intanto le ombre dei lampioni accesi si riverberavano sul marciapiede e il cielo era diventato nero. Dani apr\u00ec il portone di casa che si chiuse alle sue spalle, lasciando fuori Pelo, seduto davanti all\u2019ingresso. La luce si accese illuminando la finestra dell\u2019ultimo piano, Pelo sollev\u00f2 lo sguardo e rimase cos\u00ec, seduto sul marciapiede, senza fare nulla tranne respirare.<\/p>\n\n\n\n<p>A un tratto una pioggia improvvisa lucid\u00f2 l\u2019asfalto, il cielo scuro coperto di nuvole non smetteva di far cadere acqua. Sotto la finestra ancora accesa Pelo era rimasto seduto stringendo tra i denti la pallina rosso ciliegia. Il colore del suo pelo inzuppato di acqua era diventato grigio come l\u2019asfalto. Lampi, fulmini, tuoni e secchiate d\u2019acqua scendevano dal cielo senza posa. Pelo si arrese, moll\u00f2 la pallina davanti al portone e si rintan\u00f2 sotto una scatola gettata tra i rifiuti, a pochi passi da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando un tuono prolungato fece tremare l\u2019aria e si trascin\u00f2 dietro altra acqua, era ormai notte fonda. Il portone si apr\u00ec e usc\u00ec fuori Dani che impugnava un piccolo ombrello con cui difendersi dal vento contrario, dalla cascata di acqua, dal furore dei tuoni. Davanti a s\u00e9 aveva un pensiero preciso che la port\u00f2 nel campo: cerc\u00f2 Pelo sotto la panca, arriv\u00f2 fin dietro l\u2019albero, si volt\u00f2 intorno, e si arrese. Ritorn\u00f2 verso casa con l\u2019umore floscio come i capelli e i vestiti appiccicati alla pelle. Davanti al portone apparve la pallina. Si pieg\u00f2 per recuperarla e si accorse della scatola, ci trov\u00f2 lui: il manto, perso il suo volume a causa dell\u2019acqua, rivel\u00f2 il corpo scheletrico. Non appena la vide, Pelo spalanc\u00f2 gli occhi e scivol\u00f2&nbsp; senza freni tra le sue braccia. Rimasero stretti sotto la pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A casa si scaldarono. &nbsp;Pelo mangi\u00f2 due ciotole di carne. Prima di andare a dormire Dani gli pass\u00f2 le mani tra il manto tornato vaporoso. Cap\u00ec che in quel momento aveva smesso di sentirsi sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sdrai\u00f2 e croll\u00f2 in un sonno profondo, lasciando Pelo acciambellato sul cuscino ai piedi del letto.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba il cuscino ai piedi del letto era vuoto. Dani apr\u00ec gli occhi e avvert\u00ec sulle gambe un peso: era lui, che aveva scelto un cuscino migliore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56741\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56741\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tir\u00f2 un sospiro di sollievo: era appena finita l\u2019ultima ora di lezione di quel venerd\u00ec fermo e invaso dalla pioggia. 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