{"id":56728,"date":"2025-05-14T19:18:18","date_gmt":"2025-05-14T18:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56728"},"modified":"2025-05-14T19:18:19","modified_gmt":"2025-05-14T18:18:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-lestate-piu-calda-degli-ultimi-quarantanni-di-alessandra-rampoldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56728","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;L&#8217;estate pi\u00f9 calda degli ultimi quarant&#8217;anni&#8221; di Alessandra Rampoldi"},"content":{"rendered":"\n<p>Ieri sera, quando sono rientrato dal lavoro, ho visto due valigie all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura era nella camera del bambino. \u00c8 l\u00ec che dorme ormai da tre mesi. Non riesce a starmi vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>La capisco. Nemmeno io ce la faccio a stare con me.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre mi ripete, ogni giorno, che insieme possiamo superare questo momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiete giovani\u00bb, mi dice, \u00abavete tutta la vita davanti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quale vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono tolto la giacca. Ho percorso il corridoio. Laura stava seduta sul bordo del letto. Dovevo fare un passo, uno soltanto. Ma poi ho notato che aveva le scarpe ai piedi. Quelle scarpe mi urlavano che il tempo era scaduto. Niente supplementari.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono andato in cucina. La tavola era apparecchiata, ma solo per me. Ho pensato di prendere un angolo della tovaglia e tirare. Far volare via tutto. Sentire il rumore cacofonico delle stoviglie e dei vetri che si frantumano. Qualcosa che riempisse il vuoto e a cui si potesse poi rimediare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto non c\u2019\u00e8 rimedio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 accaduto tre mesi fa.<\/p>\n\n\n\n<p>La sveglia \u00e8 suonata alla solita ora. Ho sentito i rumori che arrivavano dal bagno. Laura cantava una filastrocca mentre cambiava il bimbo sul fasciatoio. Lei \u00e8 cresciuta con queste canzoncine strambe che le cantava sua nonna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPin pin cavalin, sota al p\u00e8 del tavulin..\u00bb Matteo le faceva eco lanciando dei gridolini acuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono alzato dal letto. Li ho incrociati mentre andavano in cucina per il biberon del mattino. Lui mi ha allungato le braccia. Io gli ho fatto la faccia da deficiente che lo fa ridere forte e trattenere il respiro. Laura dice che queste apnee le mettono ansia. Le ritorna davanti agli occhi l\u2019immagine del pesce rosso che da bambina le era caduto nel lavatoio di marmo mentre cambiava l\u2019acqua alla sua boccia di vetro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho preso il caff\u00e8 al volo e poi Laura ha messo il bimbo fra le mie braccia. Lo porto io all\u2019asilo, ogni giorno. Il cappellino con la visiera gli era sceso sugli occhi e l\u2019ho sollevato con il mio naso. La gioia che ho letto nel suo sguardo mi ha fatto sentire come chi riceve un regalo e sa di non averlo meritato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Laura mi ha detto che era incinta non ho fatto salti di gioia. Sia lei che io avevamo appena avuto una promozione sul lavoro, il che significava meno tempo da dedicare al resto. Quando mi ha mostrato il risultato del test di gravidanza me ne sono uscito con una frase da idiota: non \u00e8 possibile. &nbsp;Ma \u00e8 quello che ho pensato: non ora, non possiamo permettercelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho capito che era delusa e allora ho cercato di rimediare con un\u2019altra frase, non meno sciocca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 possibile. Pensa a Giulia e Marco. Ci stanno provando da pi\u00f9 di un anno e ancora niente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Laura l\u2019ha presa male. Si \u00e8 chiusa nel bagno e l\u2019ho lasciata cos\u00ec. Non sono riuscito a trovare le parole giuste. O meglio, le avevo ma erano in fondo a un pozzo, legate a un macigno. Del resto \u00e8 cos\u00ec che mi hanno cresciuto. Quando ero piccolo e mi capitava di ammalarmi, mia madre mi faceva alzare dal letto prima che mio padre rientrasse dal lavoro, anche se avevo la febbre. Dovevo vestirmi e sedermi a tavola per la cena, come se niente fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei il nostro ometto e devi essere forte, come pap\u00e0\u00bb, mi diceva lei mentre mi rifaceva il letto perch\u00e9 lui non si accorgesse di nulla. La sua voce suonava dolce ma le mani erano nervose mentre liberava i bottoni del mio pigiama dagli occhielli.&nbsp; A tavola faticavo a stare seduto con la schiena dritta, come lui esigeva, gli occhi volevano chiudersi e mi sentivo lo stomaco in subbuglio ma poi incrociavo lo sguardo spaurito di mia madre e tenevo duro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quella mattina, sul pianerottolo, davanti agli occhi di mio figlio cos\u00ec pieni di fiducia, mi sono commosso. Ho pensato che insieme potevamo scrivere una storia tutta diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scendevamo le scale, ho aspirato il suo odore pulito. L\u2019ho sistemato nel seggiolino, poi ho avviato l\u2019auto. Alla radio trasmettevano il notiziario. Quattro missili russi avevano colpito il porto di Odessa. L\u2019estate in corso risultava essere una delle pi\u00f9 calde degli ultimi quarant\u2019anni. Ricordo di aver cambiato canale. Le voci di un tormentone estivo hanno riempito l\u2019abitacolo. Ho pensato alle migliaia di ragazzi che si sarebbero scatenati al ritmo di quella musica, nelle localit\u00e0 di vacanza. Finalmente tutti insieme dopo l\u2019isolamento della pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Battevo il tempo sul volante. &nbsp;Il mio ultimo pensiero, guardando il cruscotto, \u00e8 stato: sono appena le 8.30 e gi\u00e0 abbiamo 25\u00b0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono arrivato in ufficio, di sicuro in anticipo sulla solita tabella di marcia. Infatti ho incrociato Franca che stava vuotando i cestini della carta. Mi ha raccontato che, da qualche mese, fa le pulizie la mattina presto perch\u00e9 la sera deve aiutare la badante a mettere a letto sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho annuito, per tagliare corto. Io sono fatto cos\u00ec, non do confidenza alla gente n\u00e9 la ricevo. Se fossi stato come Luca, il mio vice, Franca forse mi avrebbe detto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDottore, oggi \u00e8 mattiniero.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E io le avrei replicato: \u00abPerch\u00e9, che ore sono?\u00bb&nbsp; E magari tutto sarebbe andato diversamente. Invece solo un cenno del capo e via. Con la testa gi\u00e0 dentro il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina se ne \u00e8 andata in un lampo. Una telefonata dietro l\u2019altra. Nemmeno una pausa per un caff\u00e8. Alle 13 il mio cellulare ha squillato. Quando ho letto sullo schermo il nome di mia suocera ho pensato di non risponderle.<\/p>\n\n\n\n<p>Di sicuro vuole rinnovare l\u2019invito per il pranzo della domenica. Ho pensato. Non mi andava di assecondarla. Non sopporto i pranzi di famiglia. Lo faccio solo per Laura perch\u00e9 lei ci tiene. Il cellulare continuava a squillare. Alla fine ho ceduto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusa Carlo, sono arrivata all\u2019asilo per prendere il bambino, come d\u2019accordo, ma Matteo non c\u2019\u00e8\u00bb. Mi ha subito investito con le domande.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl bambino \u00e8 malato? Laura \u00e8 rimasta a casa con lui? Perch\u00e9 non mi avete avvertito?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento il mio cervello era un contenitore vuoto e dentro c\u2019era una palla di gomma che rimbalzava in ogni direzione. Annaspavo cercando una risposta possibile a quelle domande, ma senza trovarla.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima cosa che ho pensato \u00e8 che qualcuno l\u2019avesse portato via. Dopo il pranzo, alcuni bambini lasciano l\u2019asilo mentre altri rimangono fino alla merenda. In quei momenti c\u2019\u00e8 sempre una certa confusione. E se un estraneo si fosse spacciato per uno di famiglia per rapirlo? Con quelle classi cos\u00ec numerose, una maestra deve avere cento occhi per controllare ogni cosa. Ma non si pu\u00f2 portare via un bambino cos\u00ec, senza nessun accordo. Per\u00f2, magari in un attimo di distrazione, poteva essere successo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ero nel panico. I pensieri mi si accatastavano nella testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIrene, passami la maestra! Subito\u00bb, ho urlato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ufficio intanto era sceso il silenzio. Le impiegate alle scrivanie mi fissavano. Il ronzio del condizionatore era diventato assordante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono la maestra Carla, mi dica\u00bb. Una voce tranquilla ha risposto all\u2019altro capo del cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo ho creduto che si aggiustasse ogni cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDov\u2019\u00e8 mio figlio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQui da noi non \u00e8 mai arrivato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa cosa sta dicendo? L\u2019ho accompagnato io\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo faccio ogni giorno. Tutti i giorni, tranne il sabato e la domenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercavo di ripassare le azioni della mattina. Riavvolgevo il nastro. Il percorso con l\u2019auto, quei dieci minuti di strada che collegano la mia abitazione all\u2019asilo. Sono uno dei pochi pap\u00e0 che portano i bimbi al nido prima di andare al lavoro. All\u2019arrivo trovo sempre le mamme che approfittano di quei momenti per scambiarsi informazioni. Ma io non ho l\u2019abitudine di trattenermi a chiacchierare. E non mi interessa fare il simpatico. Un bacio al bambino, qualche frase di circostanza con la maestra. Poi fuori a recuperare la macchina e via.<\/p>\n\n\n\n<p>La maestra Carla, al telefono, ha poi aggiunto qualcosa che, al momento, non ho capito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusi pu\u00f2 ripetere?\u00bb Le voci dei bambini, sullo sfondo, si sovrapponevano alla sua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHa controllato sull\u2019auto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe dicevo dell\u2019auto. Provi a controllare sull\u2019auto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo nemmeno come sono arrivato al parcheggio. Quando sono uscito dall\u2019edificio il caldo atroce mi ha investito come un tir. Ero l\u00ec, in mezzo a quella distesa di cemento, senza un albero, senza vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia auto era dove l\u2019avevo lasciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina io, all\u2019asilo, con il mio bambino, non sono mai arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ieri sera Laura mi ha lasciato. La porta d\u2019ingresso accostata piano, per non aggiungere altro male.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56728\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56728\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri sera, quando sono rientrato dal lavoro, ho visto due valigie all\u2019ingresso. 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