{"id":56708,"date":"2025-05-14T11:12:28","date_gmt":"2025-05-14T10:12:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56708"},"modified":"2025-05-14T11:12:29","modified_gmt":"2025-05-14T10:12:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-nome-che-mai-verra-ricordato-di-giada-marchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56708","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il nome che mai verr\u00e0 ricordato&#8221; di Giada Marchetti"},"content":{"rendered":"\n<p>La ragazza dagli occhi di pietra fissava il mare di cristallo, cullata dal suono delle onde e persa nei suoi pensieri. L\u2019acqua luccicava ai bagliori della stella Tegmine e il cielo era di un turchese pulito, nel quale brillavano altre piccole immense stelle lontane parecchi anni luce dalla costa. Una perseide sferz\u00f2 la volta celeste, morendo subito dopo. La fanciulla dai capelli di seta contemplava il panorama da uno scoglio ferroso, all\u2019interno della sua tuta: l\u2019aria era irrespirabile e, avesse voluto&nbsp;togliersi ci\u00f2 che in quel momento indossava, sarebbe congelata a causa dell\u2019atmosfera inverosimile.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua chioma era stata resa a un taglio corto arruffato, i ciuffi che si intrecciavano e si annodavano fra loro come i pensieri; le iridi custodivano la neve e il ghiaccio di un inverno rigido, in maniera tale da raggelare chiunque li ammirasse; il volto vestiva di rughe e pieghe, segni delle lunghe sessioni notturne di ansia e paura che quella vita ingiusta le offriva, ed era infecondo di sorrisi e risate; la pelle era candida e liscia, ma mostrava con dignit\u00e0 graffi e lividi di una guerra senza pace. Il suo nome era estraneo a chiunque l\u2019incontrasse: possedeva un nome, possedeva una voce, ma quel nome e quella voce erano destinate all\u2019indifferenza e alla distruzione. Rifletteva da ormai troppo tempo sull\u2019origine di quell\u2019ambiente cos\u00ec grottesco: una leggenda narrava che quegli scogli rappresentassero l\u2019esistenza di tutte le creature viventi dell\u2019universo, mentre il mare cristallino fosse il male, il patimento, la tribolazione che domina gli esseri viventi e le proprie emozioni, che affligge le medesime esistenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Come vetri rotti che tagliano la carne, come spine che pungono i cuori e lacerano le interiora. Come l\u2019acqua e la spuma che scolpiscono, logorano la pietra pi\u00f9 dura. Le stelle invece, soprattutto Tegmine, simboleggiavano gli spiriti delle creature vittime del dolore stesso, l\u2019anima di valorosi guerrieri che riposavano le proprie membra al riparo ombroso dopo tanta calura asfissiante. Quella bizzarra storia raccontava infine che, chicchessia si fosse immerso in quell\u2019oceano oscuro, avrebbe scoperto la verit\u00e0 di ogni suo dubbio opprimente. La donna, seduta su quella possente roccia, inspir\u00f2 a pieni polmoni l\u2019ossigeno puro. Nella sua testa regnava la confusione e la sua vista era annebbiata dalla collera: troppe domande le gironzolavano di fronte e Lei era stanca di non riuscire a darsi risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 Lei si sentiva esausta e arrabbiata, triste, pi\u00f9 il mare si agitava e s\u2019infrangeva sulla riviera. Si alz\u00f2 a fatica per colpa della gravit\u00e0 di quel pezzo di terra e vag\u00f2, non si sa dove: cercava di liberarsi dalla preoccupazione, dal panico, ma invano; tentava di sentirsi pi\u00f9 leggera e tranquilla, invece sovrastata dall\u2019angoscia dell\u2019universo. Giunse alla riva, gli stivali bianchi venivano bagnati dalla schiuma, e l\u00ec prese una decisione: superare la battigia. La valic\u00f2, un poco indecisa, e, passo dopo passo, si ritrov\u00f2 l\u2019oceano sopra il proprio casco. Sospir\u00f2. Percep\u00ec il freddo di quel liquido cos\u00ec insolito. Alz\u00f2 gli occhi e not\u00f2 rifrangere i fasci di luce degli svariati soli. Abbass\u00f2 poi le palpebre e vide i giochi dei bagliori rifratti esser sostituiti dalle tenebre. Guard\u00f2 meglio e, di colpo, si ritrov\u00f2 sulla stazione spaziale nominata \u201cLa Terra del Futuro\u201d, ovvero una nave spaziale costruita da antiche generazioni di ingegneri e scienziati, alla ricerca di un riparo sicuro e confortevole dall\u2019ormai vecchio e inquinato pianeta: era spaventata da ci\u00f2 che stava accadendo, non lo comprendeva, difatti non riusciva a gridare e non sapeva come agire. Si volt\u00f2, alla ricerca di conforto, ma not\u00f2 a primo impatto un calendario virtuale segnante orario e data, appeso a un cartello alle sue spalle: 24 Settembre dell\u2019anno 4782, ore 11 e\u00a0 30. Sgran\u00f2 gli occhi e non fece in tempo a proferire parola che un ragazzo, dai capelli corvini e neri come gli occhi e la pelle abbronzata, da un braccio e una gamba di metallo rilucente, si scontr\u00f2 con\u00a0 la giovane accidentalmente: si trattava di Blaze, un suo amico e compagno nella facolt\u00e0 di cybermedicina.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza, allora, squadr\u00f2 meglio ci\u00f2 che le stava d\u2019intorno: si accorse con grande interesse ma sproporzionata agitazione di esser finita nel cortile dell\u2019universit\u00e0 che frequent\u00f2 da ventenne, un edificio che stava sia dritto sul suolo che capovolto sul soffitto, dall\u2019aria sofisticata e futuristica. Alcuni edifici svolazzavano nell\u2019atmosfera terrestre digitale, oltre a possedere una moltitudine di viottoli i quali, oltre ad andare a destra e sinistra, ti permettevano di passeggiare a\u00a0testa in gi\u00f9 sulla volta o di scendere nelle viscere della navicella. Deglut\u00ec rumorosamente dallo stupore: si ritrov\u00f2 nell\u2019istante nel quale conobbe, soltanto di vista, quel taciturno compagno di studio. Il suo amico si scus\u00f2 timidamente, puntando lo sguardo verso il basso e facendola riscuotere dalle sue riflessioni, e corse lontano per l\u2019imbarazzo, in una direzione non definita. La sua immagine si fece sfocata insieme ai contorni, catapultando la fanciulla in un altro scenario: quella differente volta il calendario segnava la data del 7 Ottobre dell\u2019anno 4782, ore 20 e 30. Era sera, un sole artificiale assieme ai suoi satelliti moriva sull\u2019orizzonte della stazione spaziale, facendola scintillare dei riflessi e dei colori dell\u2019oro, e la giovane continuamente non si capacitava di cosa stesse succedendo. Per quale motivo stava subendo quella sorta di viaggio nel tempo? E perch\u00e9\u00a0 quest\u2019ultimo le stava mostrando certi istanti vissuti proprio con quella persona?<\/p>\n\n\n\n<p>Di punto in bianco, la figura di Blaze comparve in lontananza, sul ciglio di una lunga strada, le venne incontro e la salut\u00f2: quello fu il giorno del suo primo appuntamento con lui. Infatti il corvino vestiva di giacca e pantaloni eleganti, tirati a lucido. La ragazza si sforz\u00f2 di sorridergli e ricambi\u00f2 il saluto, nonostante provasse un forte ribrezzo verso il ragazzo. Purtroppo, Lei ricordava tutto di quella cena: di come si sporc\u00f2 il vestito di nera plastica riciclata raffinata con il condimento della pasta, di come il\u00a0 cameriere androide sbagli\u00f2 il conto aumentandolo sproporzionalmente, di come l\u2019uomo cercava di\u00a0 approcciarla in maniera ridicola e di come la s\u00e9 stessa del passato consider\u00f2 quell\u2019esperienza e quei modi di fare \u201cromantici\u201d. Pensava che quel ragazzo timido, quel fanciullo sempre imbarazzato e con la testa tra le nuvole potesse essere una persona piacevole e cara, romantica e splendida, gentile e buona. Pensava potesse essere la persona giusta. Pass\u00f2 nuovamente il tempo, pass\u00f2 di nuovo a un altro ricordo. 23 Maggio 4783, ore 4 e 34: la donna si ritrov\u00f2 nel suo comodo letto, con a fianco Blaze appisolato. Il volto dell\u2019uomo era appoggiato sul suo petto e questo russava, a tal punto da frastornarla. Che visione soave! Da poco erano diventati una coppia, da poco si abbracciavano e si baciavano, da poco si frequentavano e dormivano insieme, da poco si amavano. Si amavano con la\u00a0mente, e non solo: si amavano con il corpo, fortemente. Aggressivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le venne un conato di vomito, che trattenne ingoiando a fatica: ricordare tutti quei frangenti passati con lui la facevano star male, le facevano venire il mal di stomaco. Nel suo animo esisteva ancora una bambina dai riccioli d\u2019oro come il grano e gli occhi splendenti, dal sorriso caloroso e dal carattere ingenuo, la\u00a0bambina che Lei era durante la sua infanzia; quella bambina credeva nella bont\u00e0 e nella gentilezza della gente altrui, nel principe azzurro che avrebbe rischiato di morire per poter salvare la sua\u00a0 amata, nei piccoli gesti, nei cioccolatini condivisi in due e nelle strette al petto nelle quali proteggersi dal male dei cattivi, nell\u2019amore vero. Quella bambina desiderava da grande una mano da stringere con tenerezza e da accarezzare, due iridi buffe nelle quali incantarsi, un profumo da indossare con gioia, infinite coccole donate con tenerezza, due braccia che potessero difenderla, una persona buona da amare. Desiderava un amore puro. Tutto ci\u00f2 lo bramava, ma le venne invece\u00a0negato: i desideri di Lei bambina divennero polvere, presero parte al vuoto per colpa di quella persona che, per Lei, doveva essere il suo principe azzurro. Venne il 19 Novembre del 4783, era\u00a0mattina e la donna si ritrov\u00f2 nuovamente nel letto. Assieme c\u2019era Blaze: quella mattinata cercarono di amarsi, la ragazza sperava con dolcezza, ma il ragazzo graffi\u00f2 di pi\u00f9 la sua pelle, morse di pi\u00f9 la sua carne, pugnal\u00f2 di pi\u00f9 il suo cuore. Le si formarono le prime contusioni e i primi graffi sulla faccia, sulla braccia e sull\u2019animo di una lunga serie che sarebbe andata avanti in quella estenuante lotta. Nonostante le lacrime amare e il cuore spezzato continuava ad amarlo, convincendosi della frustrazione che doveva patire ultimamente il suo uomo. Lui l\u2019amava a modo suo, se questo si pu\u00f2 definire amore. I giorni passarono e vennero a infrangersi i sentimenti che Lei provava nei confronti di lui: quest\u2019ultimo l\u2019insultava, la picchiava, la violentava quasi tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli non potevano essere segni di ci\u00f2 che lui provava per la donna, quello non poteva essere amore. Cosa la\u00a0costringeva ad affrontare tale situazione? 14 Dicembre 4784, ore 16 e 38: corse dalla Space Justice,\u00a0 la polizia intergalattica, per cercare aiuto ma, non appena fu denunciato l\u2019accaduto, fu presa per\u00a0 pazza. La sua voce venne ignorata. Ore 23 e 37: sal\u00ec su uno dei palazzi pi\u00f9 alti della stazione spaziale, tent\u00f2 di ammazzarsi ma venne strascinata distante dal cornicione, venne riportata tra le mani ruvide e dure di Blaze. Da allora la ragazza cedette al flusso degli eventi, cedette alla sofferenza, cedette alla vita. Da allora, il suo corpo divenne solo carne insofferente. Subendo per la\u00a0 seconda volta quegli episodi, la fanciulla non fece a meno di vomitare: la sua relazione con quel ragazzo le procurava solo un vigoroso senso di disgusto. Assistere al suo passato senza fare niente per mutarlo, per migliorarlo le rappresentava uno scottante schiaffo sulla gota: avesse ragionato pi\u00f9 seriamente e a fondo, avesse avuto la spinta di implorare aiuto alle persone giuste, sarebbe stata fra le braccia di chi la meritava davvero. Un manrovescio sarebbe stato meno doloroso rispetto alla cruda realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dinanzi a lei, in quell\u2019istante, solo il buio; la ragazza venne sbalzata di colpo a un tavolo fluttuante e, disorientata, non riconobbe il momento. Comprese, solo leggendo l\u2019anno dal calendario posto in un angolo della stanza, che doveva ancora viverlo: il mare stava per confessarle i suoi segreti pi\u00f9 intimi. Anno 4785, un piccolo omino di ferro la raggiunse per versare del t\u00e8 sia\u00a0alla giovane che all\u2019uomo davanti, il suo venturo marito. Fra qualche mese si sarebbero sposati, per poi trasferirsi prontamente su Teegarden B, la nuova Terra organica: contrariamente a quanto si potesse pensare squadrandola, Lei aveva timore riguardo al suo futuro e il compagno lo sapeva, ma quest\u2019ultimo faceva finta di non vedere e non capire. Erano le tre del pomeriggio e uno dei loro androidi aveva appena portato la bevanda calda con biscotti appena sfornati, fin quando Blaze non rovesci\u00f2 il tutto al suolo per un impeto di rabbia. La ragazza scatt\u00f2 in piedi, allontanandosi da lui e\u00a0 provando a reagire, ma questo la prese per un polso e cominci\u00f2 a strattonarla. Si form\u00f2 un nuovo livido vicino a tutti quelli che la fanciulla collezionava amaramente sulle braccia, mentre il marito la beffeggi\u00f2 e le dette in pieno volto una sberla, rendendola tutta rossa. Cadde infine sul pavimento, i capelli poco pi\u00f9 lunghi scarmigliati e le guance rigate da lacrime taciturne. Una risata di scherno si\u00a0propag\u00f2 per quel salotto cos\u00ec gelido, la quale scatur\u00ec tanti brividi sulla sua schiena. La scena si spost\u00f2 al matrimonio: lui gioiva, contento di aver ottenuto ci\u00f2 che era di sua propriet\u00e0; Lei fingeva di esser felice. Vennero rapidamente i giorni seguenti sul nuovo pianeta: lui con le mani su di Lei, Lei con il rimpianto di aver scelto lui. <\/p>\n\n\n\n<p>No, non poteva sopportare tutto quello a cui aveva appena assistito: non avrebbe avuto l\u2019energia necessaria, il suo corpo e la sua anima avrebbero ceduto immediatamente. No, non avrebbe dato al suo futuro marito la soddisfazione di vederla agonizzante e supplicante. La scogliera, l\u2019oceano le avevano appena dato le risposte che lei stava cercando. Poteva ancora porre in lui la sua fede che, da un momento all\u2019altro, potesse cambiare nella persona che cercava realmente? Nella persona che la potesse volere veramente bene? Che la potesse trattare come un essere umano, e non come un oggetto? Come un\u2019insignificante bambola virtuale? Rumori di malfunzionamenti, avvisi di guasti, spie strepitanti invasero le orecchie della giovane; la sua visuale si colm\u00f2 di rosso, un rosso scarlatto, il rosso dei monitor accessoriati all\u2019uniforme e del sangue umano. La ragazza prese un gran respiro e inghiott\u00ec l\u2019acqua del mare, che alla fine si scopr\u00ec esser vero cristallo e vero vetro soffocante e tagliente. La donna decise di togliersi il casco per non subire quegl\u2019istanti venturi appena visti, per la verit\u00e0 appena palesata, per ogni suo interrogativo ormai messo a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p>Tegmine divenne pi\u00f9 luminosa e, alla fine, il suo nome venne pronunciato insieme ai nomi delle innumerevoli anime perse. Perse, ma poi ritrovatesi nell\u2019astro; perse e dimenticate ma le quali, nella loro vita, compierono gesta eroiche. Infatti, il sacrificio della ragazza non fu vano: dopo ricerche da parte della polizia spaziale, vennero a galla i vari motivi per i quali la giovane donna si suicid\u00f2. Fu creduta, ma solo grazie a quel suo gesto estremo. Blaze venne arrestato e nessun\u2019altra coetanea della vittima si ritrov\u00f2 fra quelle grinfie malvagie e disumane. Alla fine, la ragazza venne conosciuta da chiunque l\u2019avesse incrociata. Il nome di Lei era Angel. Angel, il nome che mai verr\u00e0 ricordato.<\/p>\n\n\n\n<p>In ricordo delle vittime di femminicidi, nella speranza che non accadano pi\u00f9 e che possano regnare, in futuro, unicamente l&#8217;amore e la serenit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56708\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56708\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ragazza dagli occhi di pietra fissava il mare di cristallo, cullata dal suono delle onde e persa nei suoi pensieri. 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