{"id":56630,"date":"2025-05-10T18:02:15","date_gmt":"2025-05-10T17:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56630"},"modified":"2025-05-10T18:02:16","modified_gmt":"2025-05-10T17:02:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-intrecci-di-anna-maria-grillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56630","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Intrecci&#8221; di Anna Maria Grillo"},"content":{"rendered":"\n<p>Alcuni incontri si trasformano in legami profondi. Intrecci che nessuno potr\u00e0 mai sciogliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanni e Claudio si sono incontrati a Milano quasi per caso. Due vite distanti, eppure, intrecciate tra loro nel caos cittadino. Vanni, 37 anni, anima di teatro e paladino di sogni. Claudio, 34 anni, autista di anime e sognatore. L\u2019asfalto \u00e8 l\u2019unico testimone del loro passaggio, un intreccio crudele che li legher\u00e0 per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Milano (La Sciura), a primo impatto, pu\u00f2 sembrare altezzosa e sempre \u201cin piega\u201d come le sue \u201csciure\u201d, quelle benestanti signore milanesi un po\u2019 patinate. Per\u00f2, se proviamo ad osservarla pi\u00f9 a fondo, come un\u2019immagine impressa sulla tela, La Sciura ha le sembianze di una grande ragnatela, che dal Duomo \u2013 suo cuore pulsante \u2013 si allunga fino alla periferia. Un groviglio di anime e strade, che diventa un intreccio grigio e indissolubile. Gli occhi di Vanni, oggi, osservano cos\u00ec La Sciura\u2026 dall\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanni, in sella alla sua bici, era partito dalla Toscana macinando sogni e chilometri. Aveva conosciuto La Sciura per amore del teatro e di Simona, sua compagna di vita. Da sempre, un vero paladino di sogni e loro voce narrante. I suoi occhi erano neri e profondi, forse, rubati ad uno dei quadri del Caravaggio: a loro nulla era mai sfuggito. Erano vere calamite di esseri viventi che, al momento giusto, diventavano riflettori per dare luce a chi non ne aveva o l\u2019aveva persa per strada&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno, Vanni percorreva infiniti chilometri con la sua bici, districandosi nell\u2019intreccio tagliente dei binari del tram. Sempre con il sorriso sugli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Claudio tagliava la citt\u00e0 con il suo tram, trasportando anime bizzarre e dannati sognatori come lui. Claudio conosceva ogni angolo della Sciura, ogni groviglio e suo capriccio. Poco pi\u00f9 che ventenne, aveva gi\u00e0 conseguito il \u201cmaster\u201d di tutte le patenti. Allo stesso tempo, era poco incline agli studi universitari, cos\u00ec decise di diventare tranviere. I suoi occhi scintillavano, quando, il primo giorno sal\u00ec in guida al \u201cGamba de Legn\u201d. Era il pi\u00f9 giovane tranviere di tutti depositi milanesi e lo stesso presidente dell\u2019azienda trasporti, aveva elogiato questa sua passione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati tanti anni da allora. I tram in legno, ormai, sono una rarit\u00e0: oggi, anche loro, sono diventati intelligenti. Il vecchio manettino in ferro ha lasciato il posto ad una moderna consolle, affollata di tasti luminosi e comandi digitali. Ogni luce ha il suo \u201center\u201d ed il suo \u201cexit\u201d. La cabina guida sfavilla di luce, quasi fosse sempre Natale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul tram succedeva di tutto e a tutte le ore. Claudio era il custode di vere leggende metropolitane, alcune gloriose, altre meno. Oltre a custodire leggende e viaggiatori leggendari, il viaggio era la sua vera sfida.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada e il traffico milanese non ammettono disattenzioni, nemmeno per un istante: cos\u00ec, ecco dietro l\u2019angolo, un massello del pav\u00e9 che fa lo sgambetto a qualcuno o qualcosa; un monopattino sfreccia come supereroe dell\u2019asfalto; per non parlare del pedone che attraversa senza guardare, concentrato, alla guida del suo cellulare perch\u00e9 tanto \u201cla precedenza su tutti e su tutto \u00e8 mia\u201d \u2013 questo \u00e8 il suo mantra.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio non solo era un tranviere, ma soprattutto era veggente. Prevedere il pericolo, era uno dei master che aveva conseguito insieme alle numerose patenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Vanni ogni giorno, in sella alla sua bici, sfidava il traffico. Ogni pedalata affondava nel cuore, energica e vigorosa. Aveva una missione troppo importante da realizzare, questa era la vera sfida! Era paladino di un sogno davvero grande: dare vita, insieme alla Sciura, ad una nuova forma di \u201cfare teatro\u201d. No, non era solo recitare in modo magistrale, lasciare tutti a bocca aperta. Era un progetto di vita. Cresciuto con lui passo dopo passo, sulla strada e per la strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanni aveva iniziato la gavetta di attore partendo dalla strada: prima come burattinaio e giocoliere, fino a diventare attore di teatro. Nella periferia sud di Milano, in un quartiere senza nome e senza tempo, perch\u00e9 abbandonato da tutti, aveva trovato \u201cil luogo\u201d per il Sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro sarebbe stato lo strumento di rinascita e di identit\u00e0. Cos\u00ec, aveva iniziato ad intrecciare sogni sull\u2019asfalto, quasi per gioco. Grazie alla complicit\u00e0 dei bambini della zona, aveva dipinto i primi fiori tra le crepe sulla strada e sul cemento: l\u00ec, nei punti dove erano pi\u00f9 aride al tatto e il malessere squarciava ogni speranza di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio era l\u2019autista di quelle anime dannate che, spesso, bazzicavano nel quartiere. Non conosceva i loro nomi, ma sapeva tutto di loro: abitudini, tic e fissazioni. Soprattutto conosceva i loro sguardi sfuggenti, taglienti, timorosi, sognanti. \u201cDel resto, sul tram, non si deve mai parlare al conducente.\u201d Come recita il regolamento. Cos\u00ec Claudio durante i suoi percorsi, da un capolinea all\u2019altro della citt\u00e0, aveva affinato il senso della vista; imparando a vedere oltre le parole. In fondo, il suo animo, era quello di un artista. Attento a tutto ci\u00f2 che agli altri \u00e8 invisibile. Sensibile osservatore: capace di scorgere la goccia che, in una pozzanghera, dipinge quadri di infinita maestria. Claudio aveva due grandi passioni, fotografare e viaggiare. Passioni che, spesso, facevano a cazzotti con la sua quotidianit\u00e0. Una realt\u00e0 che, troppo spesso, lo vedeva schiavo del suo tempo, o meglio, dei turni massacranti come tranviere. Per lui il giorno e la notte avevano lo stesso valore, come i giorni di festa, ormai, cancellati dal calendario.<\/p>\n\n\n\n<p>Per essere tranviere a milano, ci vuole innanzitutto coraggio. Addentrarsi nella ragnatela della Sciura, non \u00e8 facile. Seguire per ore senza sosta quel groviglio, e la sua fitta rete di strade, \u00e8 come offrirsi ad una mantide religiosa: la minima distrazione nel traffico, diventa fatale.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima settimana di giugno, La Sciura apre i battenti alla stagione estiva. Complici il ponte del due giugno e fiere di quartiere, Milano diventa un immenso specchio per le allodole e la ragnatela \u00e8 ancora pi\u00f9 intricata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella domenica Claudio aveva il primo turno. Avrebbe trascorso il pomeriggio a casa, insieme a Camilla, da qualche mese, suo prezioso rifugio. Non vedeva l\u2019ora di finire. Era l\u2019ultimo giro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ticchettio del semaforo scandiva gli ultimi momenti della sosta, prima di ripartire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ultimo sorso d\u2019acqua fresca, Claudio, allung\u00f2 lo sguardo verso il cielo, soffermandosi, sulla forma delle nuvole. Finalmente sent\u00ec gli occhi si alleggerirsi, insieme ai pensieri. Pian piano, anche la stanchezza scivolava via dalle spalle. La fine di quella giornata era vicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro capo della citt\u00e0, Vanni si era alzato pi\u00f9 frizzante che mai. Era un giorno speciale, da vivere insieme ai suoi bambini del quartiere. Finalmente si andava in scena!<\/p>\n\n\n\n<p>Con Simona avevano gi\u00e0 sistemato tutto la sera prima, costumi, copione e musiche. Solo gli ultimi ritocchi alla scenografia si erano prolungati fino a notte fonda. Le mani di Vanni erano consumate. Segnate da solchi profondi per completare il prato di fiori. Ma ogni ferita, sulle sue dita, sanguinava di gioia per ogni sorriso che avrebbe regalato a quei bambini. Le crepe sull\u2019asfalto erano scomparse. Un immenso prato di fiori riempiva ogni angolo del quartiere, con un arcobaleno di vita e di colore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBimba, allora vo\u2019\u201d Vanni non stava pi\u00f9 nella pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembri proprio un bambino, nel giorno di Natale\u201d aggiunse Simona, mentre con le mani gli scompigliava i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSimo sai che non mi garba stare cos\u00ec con le mani in mano\u2026 allora meglio che vo.\u2019\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVia, vai testone. Tanto so gi\u00e0 che stravolgerai qualcosa, come al solito\u201d Gli occhi di Vanni, si allargarono in un immenso sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bacio, prima di uscire in sella alla sua bici.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanni pedalava con il cuore leggero e sprizzante, quasi sgomitasse per uscire e urlare a tutti la sua gioia. Ancora poche ore e poi finalmente il primo spettacolo. Tutto era luminoso e brillante. Anche l\u2019asfalto rifletteva una luce nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio butt\u00f2 l\u2019occhio sull\u2019orologio, era ora di partire. Mentre si accingeva a salire, un tonfo assordante gli blocc\u00f2 le gambe. In equilibrio sul gradino, si gir\u00f2 di scatto. Un corpo inerme era solo sull\u2019asfalto. Alcune macchie rosse iniziarono a divorare ogni piccolo spazio sul cemento&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche secondo di sbandamento, con il cuore in gola, Claudio si fiond\u00f2 verso quel corpo. Quei pochi metri sembravano infiniti, mentre le tempie premevano per esplodere. In quell\u2019istante, d\u2019improvviso, il suo sguardo intrecci\u00f2 quegli occhi grigi adagiati sull\u2019asfalto. Occhi inermi e fissi. Claudio inizi\u00f2 ad urlare con voce stridula e tremante, afferrando il cellulare per chiedere aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanni, abbandonato a s\u00e9, non capiva cosa stesse succedendo. Sentiva un peso immenso che lo bloccava a terra. Tutto era ovattato e confuso. Pi\u00f9 cercava di ribellarsi e tirarsi su, pi\u00f9 sprofondava verso quella macchia rossa che lo attirava a s\u00e9. La bici, sua compagna di strada, era accanto a lui riversa per terra, vicino al suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019asfalto emanava un odore acre e ferruginoso. Era rovente e bruciava le guance, mentre nel corpo sentiva un gran freddo. Vanni non sentiva altro. Quel gelo, si allung\u00f2 vorace intrecciando i corpi di Vanni e Claudio in una morsa stretta e soffocante. Mentre, i loro sguardi, affondavano uno nell\u2019altro nell\u2019asfalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio urlava e senza rendersi conto. Sballottava il cellulare quasi per farsi sentire o vedere. Era solo e il vuoto, intorno a loro, li divorava. Alcune macchine continuavano a passare, incuranti della scena, quasi fosse la normalit\u00e0. Per Vanni e Claudio, invece, ogni secondo non era normale e pesava come macigni.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio sentiva la testa scoppiare e suoi occhi schizzare via. Vedeva i tendini delle gambe di Vanni penzolare fuori, senza senso, come un vecchio manichino senza vita. Butt\u00f2 dentro l\u2019aria, proprio quando un conato stava divorando la sua anima. Strinse forte a s\u00e9 i pugni, ormai violacei e anestetizzati. Si stropicci\u00f2 con violenza gli occhi, quasi volesse scacciare via ogni immagine. D\u2019istinto si inginocchi\u00f2 davanti a quella scena, cos\u00ec cruda eppure cos\u00ec reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora un lungo infinito respiro, prima di parlare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon muoverti, sono qui vicino a te\u201d rassicurava Vanni, quasi a voler rassicurare pi\u00f9 s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi chiamo Claudio. Ho chiamato i soccorsi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto pens\u00f2 che fosse meglio sdraiarsi, l\u00ec accanto a lui. Doveva far sentire la sua presenza. Nel mentre, dal tram, una voce da lontano insistente tuonava \u201cSe\u00f1or, se\u00f1or.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Claudio non aveva pi\u00f9 orecchie. Erano cancellate dal rimbombo del sangue, che ribolliva dentro il suo corpo come un cavallo impazzito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sdrai\u00f2 piatto e lungo l\u2019asfalto, cercando lo sguardo di Vanni. Doveva sentire. Doveva capire. Un altro respiro profondo e poi sussurr\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStanno per arrivare i soccorsi, ma \u00e8 meglio che stai fermo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec uno stritolio farsi largo tra pelle e tendini, ormai sommersi da una maleodorante coperta di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo ti prego non muoverti. Sono qui con te\u201d supplic\u00f2 Claudio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi neri e profondi di Vanni erano quasi un ricordo, mentre svanivano nella luce. Fissavano dritti gli occhi grandi e marroni di Claudio. Occhi vividi e pulsanti. Cos\u00ec vicini e cos\u00ec stranieri. Sentiva tutto il peso della strada e le ultime parole di Simona che, con leggerezza, scompigliavano i suoi pensieri. Sgran\u00f2 gli occhi, nell\u2019ultimo tentativo di afferrare Claudio. Era cosciente di tutto. Del sogno bloccato come il suo corpo. La bicicletta a terra era ferma, come pian piano il suo cuore. Sentiva bruciare dentro. Allo stesso tempo, aveva freddo. Le immagini davanti a lui si susseguivano troppo veloci per alzarsi e seguirle. Il ricordo della voce di Simona e i suoi baci avvolgenti come abbracci, sfiorarono il suo corpo, cos\u00ec stretti da perdere il fiato. Davanti a s\u00e9 i sorrisi dei bambini, che pian piano diventavano lontani, luminosi e immensi come i loro occhi. Percepiva l\u2019odore di trementina, come quando diluiva il giallo dei fiori dipinti sull\u2019asfalto, che ora stava divorando anche lui. Poi una fitta. Sgran\u00f2 gli occhi, ancora pi\u00f9 forte, per ricercare altri occhi caldi, ma stranieri. Solo uno come Claudio poteva capire quelle parole di sguardi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo so. Ho capito, le dir\u00f2 tutto. Ora cerca di stare tranquillo, le porter\u00f2 il tuo messaggio.\u201d Cerc\u00f2 di rassicurarlo nell\u2019ultimo intreccio, poi tutto divent\u00f2 buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, su quell\u2019asfalto sono tatuati i loro sguardi, le paure e i sogni di quell\u2019istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella piazza ha il nome di Vanni. \u00c8 luminosa come lui, sempre tappezzata da disegni e fiori. Simona e Claudio non si sono mai guardati negli occhi, ma il messaggio di Vanni \u00e8 stato consegnato. Il teatro \u00e8 realt\u00e0 e i bambini nel quartiere crescono in quei laboratori, sognando.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio si \u00e8 licenziato e non guida pi\u00f9 il tram. \u00c8 fotografo, ma solo per passione. Oggi \u00e8 l\u2019autista di altre anime, cuori fragili che hanno perso la luce. Ogni giorno si prende cura di loro, con travestimenti goliardici e musica. Anche i suoi occhi sono diventati delle calamite di esseri viventi che, al momento giusto, si trasformano in riflettori per dare luce a chi non ne ha o l\u2019ha persa per strada\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56630\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56630\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni incontri si trasformano in legami profondi. Intrecci che nessuno potr\u00e0 mai sciogliere. Vanni e Claudio si sono incontrati a Milano quasi per caso. Due vite distanti, eppure, intrecciate tra loro nel caos cittadino. Vanni, 37 anni, anima di teatro e paladino di sogni. Claudio, 34 anni, autista di anime e sognatore. L\u2019asfalto \u00e8 l\u2019unico [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56630\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56630\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36310,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56630","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56630"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36310"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56630"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56630\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56637,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56630\/revisions\/56637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}