{"id":56575,"date":"2025-05-07T18:36:02","date_gmt":"2025-05-07T17:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56575"},"modified":"2025-05-07T18:38:35","modified_gmt":"2025-05-07T17:38:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-felicita-non-e-una-ricetta-di-francesco-livrieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56575","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La felicit\u00e0 non \u00e8 una ricetta&#8221; di Francesco Livrieri"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 1 La vita che non \u00e8 la mia<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La mattina inizia con un abitudine che non mi sorprende pi\u00f9. La luce entra nella stanza come al solito, filtrando attraverso le persiane, tingendo i muri di arancione e la giornata si apre lentamente. Mi alzo, senza fretta, il caff\u00e8 \u00e8 pronto, ma lo zucchero \u00e8 finito. Mi fermo per un istante, ma non per pi\u00f9 di tanto, perch\u00e9 so esattamente dove trovare un pacco di scorta, l\u00e0, nella dispensa, anche se non ho idea di quando l&#8217;ho comprato. Una sensazione, quasi un\u2019intuizione che non ha bisogno di spiegazioni. Lo zucchero c&#8217;\u00e8, non pu\u00f2 mancare. La mattina scorre senza problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco per andare al lavoro in ritardo, ma non importa. Non c\u2019\u00e8 traffico sul mio tragitto, come se la citt\u00e0 stesse dormendo ancora, e i semafori, incredibilmente, si susseguono tutti verdi, uno dietro l\u2019altro, come se il mondo intero avesse deciso di lasciarmi passare senza ostacoli. Non mi sorprende questo. Mi sembra il normale corso degli eventi, qualcosa che accade tutti i giorni, che non merita di essere annotato. La giornata continua: il collega mi sorride, non abbiamo mai scambiato pi\u00f9 di qualche parola ma \u00e8 sempre gentile con me, qualcuno mi chiede un favore che posso concedere con facilit\u00e0 e la gratitudine che ricevo \u00e8 spropositata. Tutto scorre in una danza che mi \u00e8 familiare, come un movimento che mi \u00e8 stato insegnato a memoria. C\u2019\u00e8 una strana pacatezza in tutto questo, ma non mi fermo a pensarci troppo. Il mondo va come deve andare, e io ci sto dentro senza nemmeno sentire la necessit\u00e0 di dire che va bene. Mi \u00e8 naturale, cos\u00ec com\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caff\u00e8 arriva al momento giusto, anche se la stanchezza non bussa mai troppo insistentemente, e anche quando accade, un paio di respiri profondi sono pi\u00f9 che sufficienti per riprendermi. La perfezione di questa routine \u00e8 tale che non la vedo nemmeno come se non potesse che essere cos\u00ec. \u00c8 la normalit\u00e0. Nulla pi\u00f9. Ma nel profondo, quando mi fermo, sento qualcosa di indefinito. Un&#8217;eco leggero, quasi sfuggente, che mi accarezza la coscienza senza farmi tremare, ma che comincia a scuotermi appena un po\u2019. Qualcosa che non riesco a definire. Una sensazione che fa capolino nelle crepe di questa vita perfetta, ma che si dissolve immediatamente quando non la guardo abbastanza da riconoscerla. \u00c8 solo un pensiero, che si perde in un altro, senza che io lo afferri davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, a fine giornata, quando mi ritrovo a casa, mi accorgo di non essere stanco. Mi sento sveglio, come se la giornata non mi avesse chiesto nulla. Non ho fatica, non ho ansia. La cucina \u00e8 in ordine, il frigorifero rifornito. C&#8217;\u00e8 una sensazione di\u2026 equilibrio, ma non come se fosse il risultato di uno sforzo, bens\u00ec come se fosse il corso naturale delle cose. Non riesco a rifletterci sopra, ma quel pensiero di \u00abcome mai tutto va cos\u00ec bene?\u00bb aleggia nel mio animo, senza mai riuscire a trattenerlo a lungo. Mi domando, come per gioco, se forse qualcosa sta cambiando, ma so che non \u00e8 vero. Non posso fallire, non posso non riuscire. Cos&#8217;\u00e8 il fallimento? Non lo so, mai provato. Mi sembra solo una parola lontana, fuori dalla mia portata, come un&#8217;idea che non \u00e8 mai stata scritta sulla mia vita. Non so cosa significhi non farcela. Mentre cercavo lo zucchero questa mattina, c\u2019era quel piccolo barlume di dubbio che non riuscivo a ignorare. Non so nemmeno come descriverlo, ma so che mi \u00e8 gi\u00e0 capitato di avere questa sensazione. L&#8217;idea che qualcosa potesse andare storto. Forse una volta l&#8217;ho provata, forse mai. Non so se sia un ricordo o un pensiero che semplicemente mi sfiora.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 2 Il sogno che non sa di essere in sogno<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>I giorni passano con una serenit\u00e0 che non riesco nemmeno a cogliere. Questa routine \u00e8 diventata il mio respiro, un battito regolare che scandisce ogni parte della mia esistenza, senza eccezioni. Non ci sono alti e bassi, solo un piano perfetto, dove ogni cosa sembra seguire un ordine invisibile che non ho mai avuto bisogno di mettere in discussione. C&#8217;\u00e8 una parte di me che, ogni tanto, quando sono solo, si ferma per un istante e si chiede se qualcosa stia davvero accadendo. Ma \u00e8 solo un pensiero che sparisce subito, come il riflesso in una vetrina che non tocchi mai. Mi sono abituato a non chiedermi troppo, perch\u00e9 le risposte sembrano sempre arrivare da sole, senza sforzo. La vita \u00e8 semplicemente cos\u00ec. E io continuo a viverla con quella sensazione di avere tutto sotto controllo, che poi, alla fine, \u00e8 ci\u00f2 che mi fa sentire al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mattino, per\u00f2, succede qualcosa che non riesco a spiegare. Mentre mi preparo per uscire, noto che la porta di casa \u00e8 chiusa in modo diverso dal solito, come se fosse stata chiusa con pi\u00f9 attenzione, quasi con una cura che non mi \u00e8 familiare. Non ci faccio troppo caso, ma qualcosa mi disturba leggermente. Continuo a fare come sempre, mi infilo giacca e scarpe, esco e pronto ad affrontare la giornata. Il traffico, come sempre, non c\u2019\u00e8. Qualcosa mi dice che \u00e8 strano, perch\u00e9 non ricordo l&#8217;ultima volta di essere stato in coda per andare da qualche parte. Per\u00f2 la sensazione di disagio in mezzo al caos della citt\u00e0 mi sembra di conoscerla. Come mai? La strada \u00e8 deserta, e i semafori sono tutti verdi. C\u2019\u00e8 qualcosa di strano nella quiete della citt\u00e0, una tranquillit\u00e0 che non mi appartiene, come se la citt\u00e0 stesse aspettando qualcosa che non posso sentire. Un brivido, leggero, mi percorre la schiena, ma lo scaccio subito, convinto che sia solo una reazione del tutto personale, una qualche forma di stress per qualcosa che non conosco. Niente di cui preoccuparsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivo al lavoro, la giornata sembra seguire lo stesso percorso: il collega che mi sorride, un altro che mi offre un caff\u00e8, una scadenza che sembra passare senza la minima difficolt\u00e0. Ma io non mi sento il solito. C\u2019\u00e8 una leggera disconnessione, come se fossi un po\u2019 fuori dal flusso, ma non riesco a focalizzare bene la sensazione. Tutto sembra accadere al rallentatore, come se stessi guardando il mondo da una finestra, ma non riuscissi a toccarlo. Il vero scossone arriva pi\u00f9 tardi, quando scendo in pausa pranzo. Mentre cammino per la strada, mi viene in mente un luogo che conosco, ma che non ho mai visitato. Una piazza, con una fontana al centro, una panchina di legno, alberi alti e ombrosi. Ci passo davanti ogni giorno, ma non ricordo di esserci mai stato. Non ho mai visto quella piazza, eppure la vedo davanti agli occhi come se fosse un ricordo. Un dettaglio cos\u00ec vivido che mi lascia senza fiato per un attimo. Mi fermo, mi guardo attorno. Nulla sembra fuori posto, ma quella sensazione di d\u00e9j\u00e0 vu \u00e8 insopportabile. Come se fossi in un posto che non mi appartiene, ma che ho gi\u00e0 visto, in un sogno o in un\u2019altra vita. Non posso fare a meno di pensare che, forse, sono io a non riuscire a ricordare le cose come dovrei. Ma questa \u00e8 una conclusione che non riesco a accettare del tutto, perch\u00e9 la vita mi sembra sempre troppo chiara, troppo limpida, come se ogni cosa fosse al suo posto per una ragione che non ho mai dovuto chiedermi. La sensazione di non riuscire a ricordare qualcosa cresce, ma la scaccio via con un sorriso, come faccio sempre, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 bisogno di pensarci troppo. La mia vita \u00e8 cos\u00ec. Non ha bisogno di essere spiegata, \u00e8 sufficiente viverla, come faccio ogni giorno. Forse \u00e8 solo un po&#8217; di stanchezza, mi dico. Ma quella piazza, quella fontana che non avevo mai visto prima, \u00e8 gi\u00e0 nella mia memoria. Ma non so come.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 3 La rivelazione sfuggente<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Gli eventi continuano a scorrere senza che nulla sembri intaccarli. Ogni mattina \u00e8 simile alla precedente, eppure una lieve discordanza continua a insinuarsi, senza mai farsi notare con chiarezza. Oggi, quando mi sveglio, c\u2019\u00e8 qualcosa di diverso nel mio appartamento. Non riesco a capire cosa sia, ma c\u2019\u00e8 una sensazione di disordine impercettibile, come se un piccolo cambiamento fosse stato inserito nella trama della mia vita, senza che io me ne accorgessi. Mi guardo intorno, ma non trovo nulla che mi sembri fuori posto. Il caff\u00e8 \u00e8 come al solito, la cucina ordinata, la porta di casa chiusa come se avessi fatto attenzione a chiuderla in modo particolare. Nulla di pi\u00f9. Mi preparo, come sempre, per affrontare la giornata. Ma arrivato in bagno, un dettaglio mi colpisce: mentre mi faccio la barba, mi accorgo di avere un taglio che non ricordo di essermi fatto. Un piccolo graffio sul mento, che non so spiegare. Come se fosse il risultato di un movimento goffo, di qualcuno che non \u00e8 abituato a radersi. Mi passo la mano sulla pelle, ma non c&#8217;\u00e8 dolore, solo una sensazione di strano vuoto, come se il segno fosse comparso da solo, senza una causa, senza un ricordo preciso. Mi fermo un attimo, cercando di pensare. Ma \u00e8 come se la mia mente non riuscisse a recuperare nulla. Ogni pensiero sembra scivolare via prima che possa afferrarlo. Un attimo dopo, per\u00f2, continuo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di fermarsi. La vita continua, e la giornata anche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il traffico, anche oggi, \u00e8 stranamente leggero. La strada \u00e8 quasi deserta, e la citt\u00e0 sembra addormentata, come sospesa in un mondo che non ha bisogno di risvegliarsi. I semafori sono tutti verdi, la mia macchina corre senza problemi. Non c&#8217;\u00e8 mai un ostacolo, mai un rallentamento. Tutto fila liscio. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa di sbagliato, qualcosa che sento nel fondo della pancia. Non \u00e8 una sensazione che riconosco, ma \u00e8 l\u00ec, silenziosa, come un sussurro. Arrivo al lavoro senza pensarci troppo. Il mio collega mi saluta con un sorriso, e poi c\u2019\u00e8 il solito caff\u00e8 che mi viene offerto, come sempre. Non faccio domande, non mi soffermo a pensare se tutto questo \u00e8 strano o normale. Mi sento disconnesso, ma in qualche modo mi sembra di appartenere a questo mondo senza alcun dubbio. La mia mente vaga mentre il resto della giornata si svolge senza ostacoli. Tuttavia, ogni tanto, come una piccola onda che attraversa la superficie calma di uno stagno, una sensazione mi accarezza, come se fossi sospeso in una bolla.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando esco per la pausa pranzo, noto una cosa che non avevo mai visto prima. Una vecchia libreria, nascosta tra due edifici, a cui non avevo mai fatto caso. La vetrina \u00e8 polverosa, ma non c\u2019\u00e8 alcun segno di abbandono. Mi avvicino, e senza pensarci entro, attratto da una curiosit\u00e0 che non capisco. Dentro, l\u2019aria \u00e8 densa di un odore familiare: polvere di libri e legno antico. Mi fermo davanti a una scaffale, senza sapere bene cosa cerco, ma qualcosa mi chiama. \u00c8 solo un istante, ma mentre osservo quei libri, ho un forte senso di d\u00e9j\u00e0 vu. Ho gi\u00e0 visto questa libreria, sono certo di averla vista, eppure non posso ricordare quando o perch\u00e9. La sensazione \u00e8 cos\u00ec intensa che mi d\u00e0 vertigine. Forse l\u2019ho vista in un sogno, penso, ma non sono certo di voler approfondire. \u00c8 come se qualcosa stesse fuggendo da me, e io non riuscissi a seguirlo. Oppure sono io che fuggo e quella sensazione mi sta raggiungendo. Difficile distinguere. Esco velocemente dalla libreria, ma la sensazione rimane, e mentre torno alla mia auto, mi accorgo che non ricordo come sono arrivato fino a l\u00ec. Non riesco a ricordare esattamente il percorso che ho fatto. Un brivido mi percorre la schiena, ma per la prima volta, non so come affrontarlo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 4 La confusione della chiarezza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ogni giorno che passa, sento che qualcosa non va. Non so spiegare cosa, ma \u00e8 come se la mia vita fosse diventata un puzzle che non riesco pi\u00f9 a mettere insieme. Eppure, \u00e8 sempre cos\u00ec perfetta, e continuo a viverla senza fare domande, come se fosse un corso naturale degli eventi. Ma ormai l\u2019aria ha un sapore diverso, come se la routine avesse cominciato a scivolare via, lasciando un vuoto che non so come colmare e delle increspature che non so riempire.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro giorno, mentre passeggiavo nel parco, mi sono fermato a guardare una panchina sotto un albero. Non l&#8217;avevo mai notata prima, eppure mi sembrava che quella panchina fosse la stessa che avrei scelto se mi fossi trovato l\u00ec in un altro momento della mia vita in cui volessi stare da solo. Un d\u00e9j\u00e0 vu, s\u00ec, ma un d\u00e9j\u00e0 vu strano, come se fosse la mia mente a cercare di ricordarmi qualcosa che ho visto in un altro sogno, in un altro frammento di un\u2019altra esistenza. Sono sempre stato convinto che non avessi bisogno di domandarmi nulla, che la vita fosse fatta per essere vissuta senza domande, ma adesso mi sento come se ogni dettaglio fosse un eco di qualcosa che non posso pi\u00f9 riconoscere. La citt\u00e0 in cui cammino, il cielo che guardo, la gente che incontro. Tutto sembra gi\u00e0 essere stato vissuto, ma non sono mai riuscito a viverlo come dovrei. Mi sembra di camminare su una linea sottile, tra il qui e l&#8217;altrove. I semicolli della mia esistenza si fanno pi\u00f9 pesanti, e io non so pi\u00f9 quale sia la mia direzione. Incontriamo tutti qualcuno che, per un attimo, ci fa pensare a una versione migliore di noi stessi, una versione che non abbiamo mai avuto il coraggio di vivere, o che non siamo riusciti a realizzare. Eppure lui, quel qualcuno, non \u00e8 altro che me. Sono io, la versione che avrei voluto essere se avessi avuto la forza di affrontare le difficolt\u00e0, se avessi avuto la voglia di cambiare le cose. Il passato, la mia memoria, ora diventa sempre pi\u00f9 sfocato, come un quadro che non riesco a riconoscere. Non so dove sono, ma non so nemmeno dove dovrei essere. Ogni passo che faccio mi sembra di camminare su un terreno incerto, come se stessi attraversando un paesaggio che non ho mai visto, ma che non posso lasciare indietro per andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro giorno, un altro incontro. Questa volta \u00e8 con un vecchio amico. Ma qualcosa in lui mi \u00e8 familiare, troppo familiare. S\u00ec, lo conosco, ma non cos\u00ec. Non mi ricordo il suo viso, eppure mi sembra di averlo visto tante volte. Sembra che io non abbia mai dimenticato nulla, ma so che \u00e8 tutto confuso. Cos\u00ec mi fermo a guardarlo, come se cercassi di ricordare un sogno. Ci sediamo a parlare, e lui mi guarda, quasi sorpreso dalla mia esitazione. Mi chiede cosa c&#8217;\u00e8 che non va, ma io non rispondo. Non so cosa dire. Come posso spiegargli che la mia vita sembra non appartenermi pi\u00f9? Come posso dirgli che mi sento come se fossi un estraneo in un mondo che mi \u00e8 troppo familiare? Le sue parole sono fluide, ma io le percepisco come se provenissero da un altro tempo, da un\u2019altra versione della mia vita. Mi fermo, e per un momento tutto tace. E mentre il mio amico continua a parlare, la sensazione di essere intrappolato in un sogno cresce in me come una marea che sale lentamente, fino a sommergermi. Mi alzo, chiedendo scusa. Non riesco a restare l\u00ec. Non riesco a restare pi\u00f9 a lungo in un posto che mi fa sentire come se avessi vissuto tutto prima. Forse \u00e8 davvero un sogno, mi dico. Ma la risposta non arriva mai, nemmeno quando provo a svegliarmi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 5 Il baratro della consapevolezza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Nonostante ogni cosa sembri filare senza intoppi, una sensazione inquietante continua a tormentarmi. Ogni mattina mi sveglio, e ogni mattina mi ritrovo a pensare che ci sia qualcosa di strano. \u00c8 una sensazione che cresce giorno dopo giorno, ma a cui non ho mai voluto dare ascolto. Non ne parlo con nessuno, perch\u00e9 non so nemmeno come spiegarla. I giorni passano, sono sempre uguali. La stessa inesorabile solfa, le stesse azioni, gli stessi incontri. \u00c8 come se la mia vita fosse una copia perfetta di se stessa, un circolo che non sembra mai spezzarsi. Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa che mi sfugge.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, ad esempio, mentre passo davanti alla pizzeria sotto casa, mi fermo un momento. L\u2019odore del pane appena sfornato mi avvolge, come una promessa che non ricordo di aver fatto. Mi guardo intorno, e in un attimo, mi sembra di aver gi\u00e0 visto tutto questo. Le persone che camminano lungo il marciapiede, i volti che incrocio, persino la luce che filtra attraverso le foglie degli alberi. Mi sento come se fossi in un posto che gi\u00e0 conosco, ma in cui non ho mai messo piede prima. Il respiro si ferma e un brivido mi percorre la schiena. Un altro d\u00e9j\u00e0 vu sta arrivando. Ma non \u00e8 uno di quelli normali. Non \u00e8 come quando ti svegli da un sogno e ti rendi conto che qualcosa ti sembra familiare. No. Questo \u00e8 diverso. \u00c8 come se, da qualche parte dentro di me, sapessi che quella scena che vedr\u00f2 l\u2019ho gi\u00e0 vissuta. Cerco di ignorarlo, di continuare a camminare, ma \u00e8 come se un velo sottile si stesse alzando tra me e la realt\u00e0. E poi, mentre giro l\u2019angolo, vedo qualcosa che non dovrei vedere. Un riflesso. Mi fermo di colpo. \u00c8 il mio viso, ma non \u00e8 il mio. I contorni sono sfocati, come se il mondo intorno a me fosse diventato un quadro che non riesco a mettere a fuoco. Ma quella figura che mi guarda\u2026 \u00e8 davvero me? Non lo so. Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa di strano. La barba leggermente incolta, le occhiaie scure che segnano il viso, come segni di una fatica che non avevo mai provato prima. La pelle, che doveva essere liscia, appareva grinzita, come se il tempo fosse passato su di me senza che me ne accorgessi. Il mio sguardo \u00e8 pi\u00f9 stanco di quanto ricordassi, e i lineamenti sembrano pi\u00f9 duri, pi\u00f9 segnati. Quel volto, pi\u00f9 vecchio, pi\u00f9 segnato, mi osserva senza dire una parola, con un\u2019espressione che non riconosco. \u00c8 come se mi stesse dicendo qualcosa, ma non voglio ascoltarlo. Non ora. Non posso. Non voglio. La luce intorno si fa pi\u00f9 sfocata, come se il mondo intero volesse ritirarsi in se stesso, lasciandomi solo con quel volto che sembra parlarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo, sbatto contro una vetrina, e il riflesso svanisce, lasciando spazio alla mia faccia conosciuta. Quando sono caduto? Mi guardo intorno, come se fossi appena uscito da un sogno, e la realt\u00e0 sembra troppo fluida, troppo insicura. Rientro a casa nel pomeriggio, ma la stessa sensazione mi assale di nuovo. Quando entro, trovo che le tende sono state mosse, come se qualcuno le avesse mosse per oscurare la luce. Ma sono certo di non averle toccate. Sono certo che quando sono uscito non erano cos\u00ec. Un altro piccolo indizio. Una piccola discrepanza, che non dovrebbe esserci, ma c\u2019\u00e8. Non riesco a credere a ci\u00f2 che sento dentro di me. In quel momento, la voce che mi ha sempre parlato dentro la mia testa inizia a farsi pi\u00f9 forte, come un eco che si amplifica fino a sopraffarmi. \u00c8 come se quella voce stesse cercando di dirmi qualcosa che mi rifiuto di ascoltare. Non voglio sapere. Non voglio affrontare la realt\u00e0, perch\u00e9 se davvero tutto questo non \u00e8 vero, se sono io ad essere dentro un sogno, cosa succeder\u00e0 quando mi sveglier\u00f2? Dove sar\u00f2? Chi sar\u00f2? Mi fermo, sento il battito del mio cuore accelerare. Una strana consapevolezza comincia a farsi strada nel mio cuore. Non \u00e8 chiara, non \u00e8 definita, ma la sento come una piccola fessura che si sta aprendo dentro di me. Ho paura. Paura che quella fessura diventi un baratro, un baratro che mi inghiottir\u00e0. Ma, allo stesso tempo, non posso ignorarlo. Non posso pi\u00f9 far finta di non sentire questa verit\u00e0 che mi sta tormentando. Eppure, la domanda continua a girare nella mia testa, come un pesante pendolo che non riesco a fermare. Se \u00e8 un sogno, che cosa accadr\u00e0 quando mi sveglier\u00f2?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 6 Il risveglio<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, passo i giorni seguenti con la mente avvolta da un\u2019inquietudine crescente. Ogni piccolo dettaglio sembra sfuggirmi, come se il filo che tiene tutto insieme si stesse lentamente spezzando. Continuo a fingere che nulla sia cambiato. Ogni mattina mi sveglio, ogni mattina mi guardo allo specchio, e per un attimo, tutto sembra essere come prima. Ma quella sensazione di estraneit\u00e0 cresce dentro di me come un cancro che si diffonde, distruggendo lentamente ogni certezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 un giorno come tanti altri. Mi alzo, mi vesto, faccio il caff\u00e8, eppure c\u2019\u00e8 qualcosa di diverso. Non so cosa. Forse \u00e8 il silenzio in casa, un silenzio che non avevo mai notato prima, o forse \u00e8 il fatto che non riesco a smettere di pensare a quella figura, al mio riflesso. C\u2019\u00e8 una parte di me che non vuole fare i conti con ci\u00f2 che \u00e8 successo, che non vuole accettare che la mia vita non \u00e8 come la vedo, che tutto ci\u00f2 che credo di sapere su di me potrebbe essere una menzogna. Mentre mi preparo per uscire, vedo una foto sul mobile all&#8217;ingresso. \u00c8 una vecchia foto di famiglia, scattata molti anni fa. Mi avvicino, e noto qualcosa che non avevo mai visto prima: c\u2019\u00e8 una persona che non riconosco, una figura dietro di me, appena visibile. Non \u00e8 una persona che faccia parte dei miei ricordi, eppure quella foto sembra essere parte di me, di una storia che non ricordo. Qualcosa mi si spezza dentro. Mi sento sopraffatto. Non voglio pensare a questa cosa, non voglio aprire quel vaso di Pandora che sembra voler scivolare fuori da me. Mi siedo, chiudo gli occhi per qualche istante ma dentro di me c\u2019\u00e8 un\u2019urgenza. Una necessit\u00e0 di comprendere, anche se non so se voglio davvero saperlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno continua come sempre, ma il peso di quella sensazione mi segue, mi ossessiona. Alla fine, non posso pi\u00f9 ignorarlo. Mi ritrovo davanti allo specchio, come tante volte prima, ma questa volta, mentre guardo il mio volto riflesso, non vedo pi\u00f9 la stessa persona. Non vedo pi\u00f9 quello che credo di essere. La persona nello specchio \u00e8 una versione di me stesso che non conosco, eppure mi sembra di averla vista mille volte. Le sue mani sono pi\u00f9 grandi, pi\u00f9 dure. I suoi occhi sono pi\u00f9 scuri, come se avessero vissuto un dolore che non mi appartiene. Il suo volto \u00e8 pi\u00f9 segnato, pi\u00f9 vecchio. E la barba, quella barba che non ho mai lasciato crescere, \u00e8 l\u00ec, di un colore diverso, come se fosse cresciuta in una vita che non \u00e8 la mia. Mi sento come se fossi dentro un sogno da cui non posso pi\u00f9 svegliarmi. Ma, come tutte le cose, il sogno prima o poi finisce. E io ho paura di quello che trover\u00f2 quando mi sveglier\u00f2. Perch\u00e9 se questo non \u00e8 reale, cosa mi aspetta dall&#8217;altra parte del velo? Un pensiero insidioso inizia a farsi largo nella mia mente. Forse questo non \u00e8 il mio corpo. Forse questa non \u00e8 la mia vita. Ma allora, se non \u00e8 cos\u00ec, che cosa sono io davvero? E soprattutto, cosa vorr\u00f2 essere? Il pensiero mi strangola, mi opprime, eppure non posso fermarlo. Una strana consapevolezza comincia a sussurrarmi dentro, pi\u00f9 forte di ogni altra voce. Mi sta dicendo che tutto ci\u00f2 che ho vissuto, tutto ci\u00f2 che credo di conoscere, potrebbe essere una proiezione di una vita che non \u00e8 mai stata la mia, un sogno che ho vissuto per troppo tempo. Improvvisamente l\u2019inquietudine mi sorprende, mi sovrasta, e quasi non riesco a respirare. Non riesco pi\u00f9 a sopportare l\u2019idea che tutto ci\u00f2 che ho visto, tutto ci\u00f2 che ho toccato, sia solo un\u2019illusione. Ma il pensiero di svegliarmi, di affrontare la verit\u00e0 che non voglio conoscere, mi paralizza. Ho paura di svegliarmi. La paura di ci\u00f2 che potrebbe accadere quando finalmente mi render\u00f2 conto che questa vita non \u00e8 mia, che non \u00e8 mai stata mia. Paura di perdere ogni ricordo, ogni certezza, ogni pezzo di ci\u00f2 che pensavo di essere. E mentre la paura mi travolge, la stessa domanda mi scivola fuori dalle labbra, come un sussurro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 7 La realt\u00e0<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Mi sveglio e la luce che entra dalla finestra non \u00e8 pi\u00f9 dorata. C&#8217;\u00e8 un angolo di oscurit\u00e0 nella stanza che mi avvolge, il silenzio \u00e8 pesante. Non c\u2019\u00e8 il profumo del caff\u00e8 che mi aspetta nella cucina luminosa, come nei sogni, ma un odore stantio che non so spiegare. La stanza \u00e8 fredda, ma il letto \u00e8 caldo e umido, come se il corpo non volesse abbandonarlo, come se sapesse che quando esco di qui, tutto cambier\u00e0. Mi alzo, ma i piedi non toccano immediatamente il pavimento. Non c&#8217;\u00e8 nulla di morbido, di accogliente. \u00c8 tutto grezzo, l\u2019odore di polvere che mi fa accapponare la pelle. Il terreno \u00e8 freddo, e la sensazione mi risveglia del tutto, ma non mi basta. Le mani tremano leggermente mentre cerco le pantofole che non sono l\u00ec, ma nell\u2019armadio disordinato. Disordine. Non c&#8217;\u00e8 ordine in questa casa, in questa vita. Mi guardo allo specchio e vedo un volto che non riconosco. I capelli, scompigliati, hanno bisogno di essere sistemati, ma non lo faccio. Ho la barba leggermente incolta, il viso segnato da giorni in cui non sono riuscito a fermare il tempo. Le occhiaie sono marcate, come se avessi corso troppo a lungo e fossi arrivato al limite. Il viso che vedo non \u00e8 quello che avrei mai voluto, eppure \u00e8 la mia realt\u00e0, la realt\u00e0 che non ho mai voluto vedere. Le mani sono spesse, callose, eppure le guardo con una sorta di inquietante distacco, come se non mi appartenessero davvero. Esco dalla stanza. Non mi interessa pi\u00f9 di tanto dove vado, ma devo. Devo uscire. Non so perch\u00e9, ma lo faccio. Il mio passo \u00e8 pesante, il corpo pi\u00f9 stanco di quanto ricordi. La porta sbatte dietro di me e mi assicuro che sia chiusa bene, come sempre. La mia vita \u00e8 un groviglio di errori, di mancanze, di opportunit\u00e0 perdute.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada \u00e8 uguale a quella che ho sempre percorso, ma lo scenario non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso. Il traffico \u00e8 intenso. Il freddo mi morde la pelle, provo ad accendere i riscaldamenti ma non funzionano. Arrivo in ritardo a lavoro, ma non \u00e8 il solito posto fisso. Non sono mai riuscito ad avere un lavoro stabile, come quello che credevo di fare nei sogni. E la mia vita sociale, ormai inesistente, \u00e8 una collezione di conversazioni che non sono mai state vere. Non ho amici. Non ho nessuno. O forse ce l&#8217;avevo, ma \u00e8 come se il tempo se li fosse portati via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio, il medico mi aspetta. L\u2019uomo con cui parlo ogni mese, che mi ascolta e mi prescrive le pillole, quelle stesse pillole che mi avevano regalato il sogno di quella vita che sembrava perfetta. Ma la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 brutale, pi\u00f9 cruda. Il farmaco, che dovrebbe farmi stare meglio, sembra avermi spinto a sognare la vita che non ho mai avuto, quella che non potr\u00f2 mai vivere. Mi d\u00e0 la ricetta e mi dice che devo continuare, che \u00e8 l\u2019unico modo per affrontare il buio che ho dentro. Quando esco dal suo ufficio, mi chiedo se questa sia davvero la mia vita. Se quello che ho vissuto finora sia stato reale. E mentre percorro la strada, una sensazione che non posso ignorare mi scava dentro. Forse tutto ci\u00f2 che ho vissuto finora \u00e8 stato una proiezione, una fuga da un mondo che non posso cambiare. E io non so pi\u00f9 quale sia la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parte 8 La decisione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Le giornate continuano a scorrere, ma ogni momento sembra essere pi\u00f9 pesante del precedente. Il rumore della pioggia che batte contro la finestra, la monotonia che avvolge ogni passo, ogni movimento. Ogni respiro \u00e8 come un peso che si aggiunge alla mia esistenza, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che non riesco a scacciare, un pensiero che mi ossessiona. Un pensiero che non posso ignorare pi\u00f9. Cammino per la strada, i passi che rimbombano nel silenzio. Ogni angolo che giro sembra un passo pi\u00f9 lontano dalla vita che credevo di conoscere, quella in cui tutto sembra essere perfetto, senza difficolt\u00e0. Nel sogno, tutto andava come doveva, senza ostacoli, senza dolore. Ma non \u00e8 la realt\u00e0, non \u00e8 mai stata la realt\u00e0. La vita vera \u00e8 tutt&#8217;altra cosa, eppure, ogni volta che ci penso, c\u2019\u00e8 una parte di me che vorrebbe sprofondare in quella perfezione, in quel rifugio lontano dai fallimenti e dalle delusioni. Ma la vita che vivo ora \u00e8 la mia. Brutta, disordinata, imperfetta. Ma \u00e8 la mia. Sento il peso della realt\u00e0 addosso come una camicia troppo stretta, che non riesco a togliere, che non riesco a ignorare. Ogni volta che mi guardo allo specchio, vedo un corpo che non mi appartiene completamente, un volto che non riconosco pi\u00f9. I miei occhi sono spenti, segnati da un\u2019apatia che non avevo mai visto prima, o che forse era sempre stata li. Lontano da me, c\u2019\u00e8 quella vita perfetta che ho visto nei sogni, ma ora non riesco nemmeno a toccarla. Il medico mi ha dato la ricetta, come sempre. Le pillole che mi fanno sognare la vita che non ho, la vita che mi \u00e8 stata tolta. La vita che non ho mai avuto il coraggio di vivere. Ma sono solo pillole. La verit\u00e0, per quanto dolorosa, \u00e8 l\u2019unica via. Non posso continuare a fuggire, non posso rimanere a vivere in un sogno. Torno a casa, ma questa volta non \u00e8 pi\u00f9 un ritorno. Ogni passo che faccio mi sembra pi\u00f9 pesante, come se stessi camminando nel mio stesso passato. Non \u00e8 un passato che posso cambiare, non \u00e8 una vita che posso rivivere. La casa che mi accoglie non \u00e8 la stessa che avevo immaginato nei sogni. Ogni cosa \u00e8 fuori posto, ogni angolo \u00e8 un vuoto che non riesco a colmare. Il tempo sembra essersi fermato qui, proprio dove io non sono riuscito ad andare. Mi siedo sul divano, gli occhi fissi nel vuoto. Il mio corpo \u00e8 stanco, la mia mente confusa. Mi sento pi\u00f9 solo di quanto mi sia mai sentito, eppure, in questo silenzio, una domanda cresce dentro di me, sempre pi\u00f9 forte. Una domanda che mi prende, mi stringe come un cappio attorno al collo. Che cosa voglio veramente? Quella vita perfetta, che ho vissuto nel sogno, sembra cos\u00ec lontana, ma la sua ombra mi segue ogni passo che faccio. Ma i sogni non durano per sempre. La vita vera, quella che ho vissuto finora, \u00e8 fatta di difficolt\u00e0, di sogni infranti e di scelte sbagliate, ma \u00e8 l\u2019unica che ho. E forse, \u00e8 l\u2019unica che mi permetter\u00e0 di crescere e di andare avanti. Non c\u2019\u00e8 un&#8217;altra via. Nel soggiorno la foto di famiglia sul mobile mi guarda, quell&#8217;uomo dietro di me non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. E solo ora capisco. Avevo visto quella parte di me che ho perso nel corso degli anni a furia di errori. La domanda ora stringe il suo nodo: torno nel mondo dei sogni o resto alla realt\u00e0?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56575\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56575\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte 1 La vita che non \u00e8 la mia La mattina inizia con un abitudine che non mi sorprende pi\u00f9. La luce entra nella stanza come al solito, filtrando attraverso le persiane, tingendo i muri di arancione e la giornata si apre lentamente. Mi alzo, senza fretta, il caff\u00e8 \u00e8 pronto, ma lo zucchero \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56575\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56575\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36266,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56575","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56575"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36266"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56575"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56598,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56575\/revisions\/56598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}