{"id":56570,"date":"2025-05-07T18:22:14","date_gmt":"2025-05-07T17:22:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56570"},"modified":"2025-05-07T18:22:16","modified_gmt":"2025-05-07T17:22:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-mondo-di-avli-il-cavaliere-e-la-clessidra-di-giovanna-congiu-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56570","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il mondo di Avli. Il cavaliere e la clessidra&#8221; di Giovanna Congiu (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>Il \u00a0carro avanzava lentamente guidato da zio Domenico; entre proseguiva schizzi di terra argillosa si sollevavano al suo passaggio. Ininterrottamente aveva piovuto tutta la notte, allorch\u00e9 grosse buche e pozzanghere si erano formate sulla strada bianca. Affannosamente proseguivano il cammino i vecchi buoi, l pesante carro lungo il percorso lasciava grosse e profonde orme sul morbido terreno. Finalmente aveva smesso di piovere e il cielo appariva pulito senza pi\u00f9 nubi, il sole tiepido di marzo gi\u00e0 odorava di primavera. L\u00ec stava\u00a0 l&#8217;isola di Avli. <\/p>\n\n\n\n<p>Un pugno di case\u00a0 raccolte su un pezzo di terra circondata da un azzurro mare,grossi graniti si ergevano maestosi tra cielo e terra,come guardiani silenziosi. Canticchiando lo zio Domenico guidava il vecchio carro; da un sentiero sbucarono dai cespugli tre bambini che allegramente calciavano le pigne cadute sul terreno in quella verdeggiante pineta, due erano fratelli , Giovanni e Francesco che spesso giocavano assieme al cugino Matteo. Lo zio Domenico amava la loro compagnia, li invit\u00f2 a salire sul carro, cosa che ai ragazzi piaceva molto e infatti non se lo fecero dire due volte, e prendendo la rincorsa con un balzo saltarono su di esso divertiti. Poco dopo con voce sommessa\u00a0\u00a0 lo zio Domenico confid\u00f2 loro un grande segreto e cio\u00e8 l&#8217;esistenza di un personaggio fantastico che fin da piccolo gli aveva aperto le porte della fantasia .Il pi\u00f9 piccolo Francesco impressionato da tale rivelazione intervenne e disse: \u201cDai su! Rraccontaci zio!\u201d Lo zio accoratamente prosegu\u00ec nel racconto: \u201cAlla vostra et\u00e0\u00a0\u00a0 io e il mio amico\u00a0\u00a0 Semplice siamo stati testimoni dell&#8217;esistenza di un cavaliere, il quale possiede una magica clessidra che proietta i bambini in un mondo fantastico.\u201d Visto il grande interesse da parte dei ragazzi, lo zio decise di portarli \u00a0a conoscere Semplice e il cavaliere. Molto felici i ragazzi acconsentirono, e presero appuntamento per il giorno\u00a0 seguente dopo la scuola. Il giorno seguente come d&#8217;accordo si presentarono all&#8217;appuntamento,e saliti sul carro di zio Domenico si avviarono . La casa di Semplice era un tafone; ossia\u00a0 una grotta granitica, che lui usava come abitazione. Mentre raccontava osservava divertito gli sguardi stupiti dei ragazzi e sorrise. Semplice per lo zio era un vecchio amico\u00a0 buono, affidabile. Lo zio seduto a cassetta\u00a0 con delicatezza spronava i suoi amati buoi ed era sempre allegro e contagiava tutti col suo buon umore. Durante il tragitto i ragazzi tempestarono lo zio di domande su Semplice. Egli raccont\u00f2 che il suo amico viveva in solitudine, pi\u00f9 in l\u00e0 verso la campagna.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Era un caro amico d&#8217;infanzia, la sua smisurata fiducia fu mal ripagata, poich\u00e9 credendo fermamente , nell&#8217;amicizia\u00a0 dei suoi amici fu ferito dalle loro azioni malvagie. Un giorno Alessio e Luca invitarono Semplice\u00a0 a fare un&#8217; escursione\u00a0 lui fu molto felice e accett\u00f2. I tre allegramente s&#8217;inoltrarono verso la campagna saltando tra siepi e canali che costeggiavano i sentieri, euforici e spensierati. Ma a un certo punto i due malandrini si lanciarono uno sguardo d&#8217;intesa: si fermarono su un precipizio fortunatamente non\u00a0 molto alto e l\u00e0 spinsero il malcapitato Semplice; egli si trov\u00f2 intrappolato trai rovi, mentre i due sghignazzando se la dettero a gambe. Povero Semplice,.Dolorosamente tent\u00f2 di uscire,ma nel tentativo urt\u00f2 un alveare di vespe che lo punsero per tutto il corpo, purtroppo la sua indole buona e un po\u2019 goffa aveva spinto i due a deriderlo e umiliarlo. Egli dopo questa esperienza cos\u00ec infelice decise di allontanarsi da tutti\u00a0 tranne che dal suo grande amico Domenico. I ragazzi ascoltarono senza commentare, certo era triste pensare che degli amici potessero comportarsi cosi, e ognuno di loro rifletteva con tristezza sull&#8217;accaduto. Intanto il carro proseguiva lentamente sulla strada bianca,erano curiosi ed ansiosi di arrivare a destinazione; l&#8217;attesa fin\u00ec e presto raggiunsero la dimora di Semplice.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati in prossimit\u00e0 del &nbsp;tafone, lo zio lanci\u00f2 tre acuti fischi , apparve sull&#8217;uscio Semplice . Alla vista dei tre ragazzi si blocc\u00f2, l&#8217;amico Domenico cap\u00ec&nbsp; il suo turbamento, e dandogli una vigorosa manata sulle spalle disse: \u201cQuesti sono amici miei e ti puoi fidare.\u201d Quando i ragazzi lo videro impallidirono; era lui l&#8217;uomo che&nbsp; s&#8217;inoltrava nella campagna e poi spariva; tornarono indietro nel ricordo, mentre si trovavano presso la spiaggia del&nbsp; Relitto, lo notarono, il viso cupo che li osservava in lontananza, e loro presi da timore fuggirono. Ora erano l\u00e0 all&#8217; ingresso&nbsp; del tafone, la sua dimora. Essa era in parte coperta da una pianta di lentischio, con piccole palline rosse, ed anche altri piccoli cespugli, affinch\u00e9&nbsp; impedissero ai curiosi di guardare dentro. Acciambellata su&nbsp; un piccolo zerbino riposava la gatta Dorina esausta,i suoi piccoli ingordi le giravano attorno, mai sazi e lei con delicatezza li spingeva lontano. Allora essi si catapultarono in direzione della ciottola del cane. Povero Gugio era costretto a vigilare, ma appena si allontanava essi si fiondavano sulla ciottola divorando tutto;ma non solo loro,anche la cornacchia&nbsp; Mariula, cos\u00ec&nbsp; chiamata da Semplice&nbsp; viveva l\u00e0; ogni tanto lanciandosi&nbsp; in volo in direzione della ciottola rubava qualcosa per poi fuggire nascondendosi tra le fronde degli alberi. Intanto Semplice fece strada ai ragazzi; e con fare impacciato invit\u00f2 quest&#8217;ultimi ad entrare, &nbsp;la sua dimora un semplice giaciglio, una vecchia branda per riposare, un fornello e &nbsp;pochi utensili da cucina. Su un piccolo tavolo una ciottola color smeraldo, e infine pochi indumenti sgualciti e scoloriti. Ma quello che attir\u00f2 maggiormente i ragazzi fu un grande numero di oggetti e animali scolpiti nel legno . Dinanzi a ci\u00f2 i ragazzi rimasero estasiati. E gi\u00e0! Semplice, vivendo costantemente a contatto&nbsp; con la natura circostante, aveva l&#8217;opportunit\u00e0 di osservare i piccoli animali ed insetti che vivevano l\u00e0; questo spingeva Semplice a riprodurli intagliandoli&nbsp; nel legno, che lui sapeva fare con maestria. I ragazzi alla vista di quelle piccole opere d&#8217;arte si guardarono l&#8217;un e l&#8217;altro emozionati. Questo piccolo uomo nel riprodurre tutto ci\u00f2 aveva una capacit\u00e0 che incantava. Nell&#8217;isola di Avli si ergevano maestose le montagne granitiche. Su quel luogo le forze della natura avevano&nbsp; operato figure meravigliose su quel le montagne granitiche, su di esse la pioggia, il vento avevano scolpito quelle rocce come per magia esse avevano assunto varie forme. La roccia dell&#8217; elefante, Pinocchio, &nbsp;la strega, il gufo, l&#8217;indiano ecc&#8230;ecc&#8230; Semplice attratto da tutto questo era stato spinto a riprodurre queste meraviglie intagliandole nel legno. I ragazzi fecero amicizia&nbsp;&nbsp; con lui che strano pi\u00f9 lo conoscevano e pi\u00f9 lo apprezzarono. Fu una sorpresa, per loro scoprire la sua bonaria indole. Intanto fremevano nell&#8217;attesa di conoscere il cavaliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo uno sguardo d&#8217;intesa lo zio Domenico e Semplice si misero uno di fronte all&#8217;altro e subito dopo dalle loro labbra\u00a0 ne usc\u00ec una dolce nenia che rap\u00ec i ragazzi i quali ascoltarono incantati di l\u00ec a poco da un punto indefinito della grotta si apr\u00ec un varco, avvolto da una nube biancastra ne usc\u00ec uno strano personaggio, un cavaliere d&#8217;altri tempi con un abito settecentesco. Il piccolo cavaliere\u00a0\u00a0uscendo da quella\u00a0 minuscola cavit\u00e0\u00a0 della grotta fluttuando si adagi\u00f2\u00a0 sul ruvido pavimento,toccando il suolo s&#8217;ingigant\u00ec, il suo capo sfiorava il soffitto. La sua presenza seria e severa scrutava i ragazzi! \u201cOh mamma mia!\u201d l&#8217;espressione dei ragazzi era di meraviglia e ammutoliti stavano\u00a0\u00a0 timorosi davanti a lui. Il cavaliere indossava un abito di colore verde muschio con maniche lunghe, ai polsi un cordoncino d&#8217;oro,non possedeva un cappello,ma la sua chioma\u00a0 castano dorato scendeva sulle spalle larghe e possenti,anche la barba scendeva folta sul suo petto ,non sandali ne stivali ma piedi nudi. La sua et\u00e0 era indefinita \u00a0poich\u00e9 il suo volto era liscio e abbronzato . Intanto all&#8217;ingresso .sull&#8217;uscio del tafone si materializz\u00f2 un grande cavallo bianco alato, le sue ali erano enormi , trasparenti\u00a0 come quelle delle crisope che hanno ali trasparenti c on venature color verde brillante. Il grande cavallo alato era di un candore quasi accecante. Tutti gli insetti ed animali del bosco si erano radunati attorno, in modo particolare le curiose caprette selvatiche. Si sa che le capre mangiano di tutto, ma non osavano avvicinarsi troppo a quel meraviglioso cavallo, erano intimorite dalla sua solenne e imponente sagoma, gli giravano attorno fiutandolo erano proprio curiose un po\u2019 instupidite. Peccato \u00a0per loro non era commestibile. Nel frattempo il cavaliere mostrando una grossa clessidra parl\u00f2 ai tre ragazzi,guardate questa \u00e8 una magica clessidra che salver\u00e0 il paese di \u00a0Avli\u00a0 da un&#8217;imminente pericolo. Dovete sapere dell&#8217;esistenza di una donna molto malvagia, Monia\u00a0 la quale odia\u00a0 coloro che vivono felicemente essa attira e si circonda di esseri malvagi che come lei cercheanno di distruggere il paese di Avli. I ragazzi ascoltarono attentamente, Matteo il pi\u00f9\u00a0 grande disse: \u201cCome possiamo aiutarti?\u201d ed anche Giovanni e Francesco chiesero la stessa cosa, poich\u00e9 avevano a cuore il loro paese. In quel luogo tutti si volevano bene e vivevano in armonia, ma Monia odiava i bambini e voleva distruggere il loro paese e i loro sogni. <\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi chiesero\u00a0 perch\u00e9 Monia era cos\u00ec malvagia e odiava tutti,il cavaliere disse: \u201cDovete sapere che lei quando era piccola era molto timida e di aspetto non gradevole e questo spingeva gli altri bambini a denigrarla e deriderla.\u201d \u201cUn giorno in particolare dopo essere stata ferita per l`ennesima volta, scapp\u00f2 via,e col volto coperto di lacrime\u00a0 scapp\u00f2 lontano nel bosco; sfinita, stanca si adagi\u00f2 sulla riva di un ruscello. L\u2019&#8217;acqua nel \u00a0letto di quel ruscello scarseggiava il terreno era a melmoso paludoso , brulicante di piccoli vermi e insetti. Ora non piangeva pi\u00f9, immobile osservava il movimento dei piccoli insetti che a pelo di quell&#8217;acqua scura si spostavano con piccoli saltelli; attorno tutto taceva e all`improvviso davanti ai suoi occhi increduli il terreno si apr\u00ec bruscamente ne usc\u00ec un piccolo gnomo che scrollandosi il fango e il marcio fogliame di dosso si present\u00f2 come Gnu .\u201d \u201cNon fece in tempo a presentarsi che con irruenza soffi\u00f2 tra le ciglia di Monia, ella trasal\u00ec, un vento freddo l&#8217;investi , quello\u00a0 gnomo malvagio\u00a0 aveva operato in lei un&#8217; incantesimo. Aveva scelto lei\u00a0 per distruggere il paese di Avli, poich\u00e9 ella aveva tanto odio e rancore verso tutti.\u201d\u201d Solo Il cavaliere avrebbe potuto salvare il paese di Avli e annientare la malvagia Monia.\u201d Mentre il cavaliere esponeva preoccupato i suoi timori fuori scalpitando attendeva il bianco cavallo alato. Il cavaliere prese la decisione di mostrare\u00a0 ai\u00a0 ragazzi un posto particolare, con voce forte e autoritaria grid\u00f2: \u201dFreccia!\u201d a quel comando il cavallo ebbe un sussulto, emise un forte nitrito che echeggi\u00f2 all&#8217;interno del tafone, ubito dopo il cavaliere aiut\u00f2 i ragazzi a salire sul cavallo,essi si strinsero tra di loro emozionati e il cavallo punt\u00f2 dritto. Quello scatto fulminio sollev\u00f2 Francesco, ma Giovanni e Matteo lo presero al volo; che paura aveva preso, \u00a0s&#8217;aggrapp\u00f2 saldamente alla criniera del cavallo\u00a0 Freccia che nitr\u00ec mostrando i candidi denti. \u00a0Francesco disse: \u201cMa il cavallo ride!\u201d aveva avuto l&#8217;impressione che ridesse di lui della sua disavventura. Matteo e Giovanni\u00a0 scoppiarono in una fragorosa risata. \u00a0Un gabbiano si accost\u00f2 al cavallo, vol\u00f2 fianco a fianco, guard\u00f2 con tenerezza il\u00a0 piccolo Francesco , tocc\u00f2 il suo viso delicatamente col suo capo , e con un grido come fosse un saluto si allontan\u00f2. Intanto il cavallo comincio a scendere verso il basso e con delicatezza si poso sul vecchio faro rosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cavaliere, indicando coll&#8217;indice un punto all&#8217;orizzonte , richiam\u00f2 attenzione dei ragazzi, poi servendosi di un vecchio cannocchiale pirata a turno lo pass\u00f2\u00a0 ai ragazzi\u00a0 affinch\u00e9 guardassero verso l&#8217;orizzonte. Quattro sirene danzavano a pelo dell&#8217;acqua,i loro nomi,Olga, Nice, Petunia, e Azzurra ; mentre danzavano intonavano\u00a0 con dolcezza una nenia quasi celestiale; essa era intervallata da un&#8217;insistente suono\u00a0 di campanellini. Da parte dei ragazzi ci furono dell&#8217;esclamazioni di meraviglia, c&#8217;era un interrogativo nella loro espressione, allorche&#8217; il cavaliere esord\u00ec dicendo: ecco queste sono le sirene che sono state scelte ad intervenire a difesa, del paese di Avli poich\u00e9 era costantemente minacciato dalla perfida Monia. \u201cMa come?\u201d chiesero i ragazzi. Dovete sapere\u00a0 che nella notte di san Lorenzo esse sono state scelte affinch\u00e9 possano incanalare la pioggia di polvere di stelle nella clessidra. \u201cA cosa serve la polvere di stelle?\u201d chiesero i ragazzi; il cavaliere disse che quella polvere poteva annientare le forze malvagie capeggiate da Monia. E aggiunse che\u00a0 non dovevano svelare quel segreto a nessuno. Arriv\u00f2 il momento di fare rientro alle loro case, erano emozionati e tenevano quel segreto gelosamente dentro di loro. Matteo e Giovanni , tenevano d&#8217;occhio Francesco perch\u00e9 avevano timore che potesse svelare quel segreto a qualcuno e non lo lasciavano mai solo. Intanto i giorni si susseguivano, la scuola gli amici le corse nei prati. Umile aveva legato molto con loro, per cui volle insegnare loro l&#8217;arte d&#8217;intagliare il legno. <\/p>\n\n\n\n<p>Con i ragazzi Semplice aveva ritrovato la gioia di vivere e lo zio Domenico fu molto felice per il suo caro amico. Arriv\u00f2\u00a0 la notte\u00a0 magica di san Lorenzo e le sirene riempirono la clessidra di polvere di stelle; poich\u00e9 magica\u00a0 non si sarebbe esaurita mai . Semplice aveva il compito di custodire\u00a0 la clessidra nel suo tafone. Quella sera del 23 dicembre un brivido percorse la schiena dei ragazzi, il cielo si oscur\u00f2, le stelle furono come spazzate\u00a0 da\u00a0 quell&#8217;oscuri\u00e0 tetra che avvolse il paese di Avli. Affinche&#8217; tutto questo fu risparmiato agli abitanti del paese, il cavaliere percependo il grave pericolo lanci\u00f2 nell&#8217;aria la clessidra; questa roteando a velocit sostenuta lasci\u00f2 cadere la magica polvere di stelle; fu fatto affinch\u00e8 gli abitanti si addormentassero e gli fu risparmiato tutto ci\u00f2. Ne furono esentati zio Domenico, Semplice e i tre ragazzi ; questo perch\u00e9 loro dovevano\u00a0 combattere le forze oscure. Sul cielo fulmini e saette e cavallo di esse la malvagia Monia che gi\u00e0 pregustava la sua vittoria. Sul mare burrascoso un vortice si sollev\u00f2 paurosamente, dalle profondit\u00e0 marine emersero galeoni\u00a0 e oscuri pirati con espressioni tetre e minacciose. Tra i flutti un&#8217;enorme piovra agitava i suoi lunghi tentacoli mentre tratteneva relitti di vecchie imbarcazioni che avevano solcato quel mare. La\u00a0 battaglia si presentava ardua; ma il cavaliere confort\u00f2&#8217; i ragazzi e disse: \u201cIl male non puo&#8217; vincere sul bene.\u201d Anche le rocce per magia si mossero per difendere il paese di Avli; esse pesantemente raggiunsero la riva, si allinearono attorno all&#8217;isola, affinch\u00e9 le forze malvagie non potessero oltre passare quella linea. <\/p>\n\n\n\n<p>Potenti urla\u00a0 squarciarono l&#8217;aria. Ecco era arrivato il momento. Il cavallo alato maestosamente si alz\u00f2 nell&#8217;aria,il cavaliere , Semplice\u00a0 ,zio Domenico e i ragazzi si prepararono a combattere Monia e i suoi malvagi amici. Sarebbe bastato gettare sugli occhi di Monia la polvere magica e questa avrebbe annullato il maleficio operato dallo gnomo\u00a0 Gnu. Mentre i ragazzi volavano sul cielo, paurosamente ,tra le saette volteggiava e spaziava Monia che con riso beffardo intimoriva i ragazzi. La clessidra era tra le mani dei ragazzi, a loro il compito di colpire il volto\u00a0 di Monia ,era difficile avvicinarsi a lei,volava ad una velocit\u00e0 pazzesca e intanto gridava alle profondita marine invitando le forze malvagie, vortici fangosi e densi s&#8217;alzavano da quelle profondit\u00e0, esse erano compatte come un muro . Il cavaliere ordin\u00f2 a Francesco\u00a0 di puntare\u00a0 verso il basso, egli tenendo saldamente la clessidra punt\u00f2\u00a0 in quella direzione, poi ordin\u00f2 aiutaci a distruggere le forze malvagie. I ragazzi tenendo saldamente la clessidra la fecero roteare affinch\u00e9 gettasse la polvere magica che avrebbe dissolto quel muro, infatti toccato dalla polvere di stelle fu dissolto. Monia rabbiosa infier\u00ec con malvagit verso i ragazzi. Essi non s&#8217;intimorirono la rincorsero,tenendosi per mano formarono un triangolo imprigionando la perfida Monia. Disperatamente ella cerc\u00f2 di fuggire da loro, la circondarono, poi Francesco la colp\u00ec sugli occhi con la polvere magica, ma lei fulminea\u00a0 chiuse gli occhi e da essi uscirono lunghi aculei e lei dribblando agilmente sfugg\u00ec ai ragazzi. La lotta fu estenuante, era quasi l&#8217;alba e presto gli abitanti di Avli si sarebbero destati da quel sonno. Con un gesto fulmineo il piede di Giovanni\u00a0 colpi il volto di Monia, ella presa alla sprovvista apr\u00ec gli occhi, allora Matteo e Francesco\u00a0 tenendo la Clessidra sul capo\u00a0 gettarono la polvere di stelle; ecco ella trasali il volto cambi\u00f2 espressione, era quasi bella \u00a0,il tremendo maleficio si era spezzato .Il mare divenne piatto, le rocce\u00a0 ritornarono al loro posto\u00a0 miriadi di stelle apparvero nel cielo scese la pace il silenzio. Poi il canto di un gallo annunciava un nuovo giorno, il paese di Avli era salvo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56570\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56570\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u00a0carro avanzava lentamente guidato da zio Domenico; entre proseguiva schizzi di terra argillosa si sollevavano al suo passaggio. Ininterrottamente aveva piovuto tutta la notte, allorch\u00e9 grosse buche e pozzanghere si erano formate sulla strada bianca. Affannosamente proseguivano il cammino i vecchi buoi, l pesante carro lungo il percorso lasciava grosse e profonde orme sul [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56570\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56570\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28151,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56570","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28151"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56570"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56588,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56570\/revisions\/56588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}