{"id":56565,"date":"2025-05-07T17:46:34","date_gmt":"2025-05-07T16:46:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56565"},"modified":"2025-05-07T17:46:35","modified_gmt":"2025-05-07T16:46:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-una-mora-per-i-tuoi-pensieri-di-nina-lucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56565","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 \u201cUna mora per i tuoi pensieri\u201d di Nina Lucchi"},"content":{"rendered":"\n<p>Un vortice di neve si infrangeva sul parabrezza dalla macchina, a guardarlo faceva girare la testa, come fissare la lavatrice in funzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNe vuoi una?\u201d Sandra allung\u00f2 una mano verso i sedili posteriori, mentre l\u2019altra era ben ancorata al volante; quando la mano rimase vuota la svincol\u00f2 di nuovo appoggiandola affianco all\u2019altra. Di solito Sandra guidava con la mano destra appena appoggiata alla lunetta inferiore del volante, mentre la sinistra reggeva una sigaretta vicino all\u2019apertura del finestrino, girava sempre la testa e con un bacio espirava il fumo, illudendosi che cos\u00ec non avrebbe raggiunto Myria. Ma quel giorno era buio e la neve aveva invaso tutta l\u2019aria, rendendo impossibile vedere oltre a un metro e obbligatorio stringere il volante come il cappello quando si alza il vento. La macchina procedeva piano, avvolta in un tornado di neve che sembrava avvolgere solo lei, accompagnandola passo passo. Sandra alz\u00f2 gli occhi nello specchietto retrovisore, Myria aveva diligentemente estratto le prime tre caramelle dall\u2019involucro cilindrico, tutte rosse, senza strappare nemmeno un millimetro di carta; aveva poi preso quella viola, l\u2019aveva appoggiata sulla lingua morbida.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8?\u201d le aveva chiesto Sandra sorridendole nello specchietto; Myria aveva fatto tintinnare la testa. \u201cChe c\u2019\u00e8 che non va?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Myria guard\u00f2 fuori dal finestrino, sporgendo un po&#8217; il collo oltre la protezione del seggiolino, la neve che cadeva vorticosa; sembrava che qualcuno stesse sbriciolando dei coriandoli bianchi sopra la loro auto. Gli occhi di Sandra si piegarono leggermente, continuando ad alternarsi fra la strada e il riflesso della bambina, il viso le si contrasse un po&#8217; nell\u2019unica ruga tra le sopracciglia: \u201cLo sai che poi ti diverti, il pap\u00e0 fa i tortellini migliori del mondo, te lo sei scordata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Myria guardava fuori, i fiocchi che sbattevano da tutte le parti le facevano girare la testa, non aveva mai visto tanta neve in vita sua; con la lingua rigirava la caramella gommosa da una guancia al palato all\u2019altra guancia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhil\u00e0? C\u2019\u00e8 nessuno?\u201d Sandra cercava il suo sguardo nello specchietto, le sorrideva e nelle parole ci incastrava tutta il buonumore che riusciva a trovare. Myria aveva gli angoli della bocca tirati gi\u00f9 gi\u00f9 verso il basso, con gli occhi tratteneva strette le lacrime. Fece di s\u00ec con la testa tante volte, velocemente. Dalla radio uscirono le prime note di <em>Walk on the wild side, <\/em>Sandra alz\u00f2 il volume e si mise a ballare e a ridere sul sedile \u201cShe says, hey baby take a walk on the wild side\u201d cant\u00f2 forte e stonata, guardando Myria nello specchietto, quando la vide sorridere allent\u00f2 la presa sul volante.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la canzone gli occhi di Myria si fecero di nuovo tristi, non guardava sua madre ma di nuovo la neve colare oltre i finestrini, le venne in mente la prima volta che l\u2019aveva vista. Si era appena svegliata, era scesa di sotto e aveva scostato la tenda della finestra per vedere se Duccio era sdraiato al sole, o rosicchiava il suo osso. Aveva trovato il suo solito giardino tutto bianco e diverso, il suo triciclo con la neve che ne copriva tutte le ruote; aveva spalancato gli occhi ed era corsa in cortile a farsi coprire i ricci dai fiocchi freschi, con la testa rivolta all\u2019ins\u00f9 e la lingua di fuori era la prima sensazione che ora, pi\u00f9 grande, poteva ricondurre alla felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Myria sent\u00ec il clic dell\u2019accendino e una folata di vento freddo, l\u2019odore di fumo inond\u00f2 la macchina in un secondo. Sandra aveva abbassato appena il finestrino ma la neve era tanta da intrufolarsi anche in quei pochi centimetri, Myria fiss\u00f2 i fiocchi che si scioglievano toccando la portiera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMe lo dici a cosa pensi?\u201d Sandra teneva gli occhi fissi sul riflesso della bambina, quando espirava storceva un po&#8217; la bocca verso il finestrino. Myria guardava fuori, staccando con la lingua la caramella che le si attaccava alle guance come una ventosa, attenta a non masticarla n\u00e9 a consumarla troppo. Si erano fermate al solito passaggio a livello, Myria fissava la luce rossa che lampeggiava e pensava che mancava poco all\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi piace di pi\u00f9 stare con te\u201d sussurr\u00f2 alla fine, il cuore le batteva fortissimo e la luce divenne sfuocata come un fuoco d\u2019artificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandra strinse forte le mani, quando le unghie le fecero male nei palmi si ferm\u00f2 un attimo a guardare le lunette rosse che vi erano appena comparse, chiuse un istante gli occhi e sospir\u00f2 profondamente. \u201cMa se io non chiuder\u00f2 occhio da quanto miagola Olmo! Mi toccher\u00e0 alzarmi in continuazione, andargli a fare le coccole, rassicurarlo che la sua bimba torna presto.\u201d Disse poi cercando di sorridere anche con gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Myria rise, \u201cDigli che tra poco torno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh io glielo dico, ma lo sai che scene che fa, tutta una tragedia anche se non ti vede per un\u2019ora.\u201d Myria fece di s\u00ec con la testa, la bocca intorpidita dallo zucchero; si guardavano nello specchietto e ridevano. La luce del semaforo divent\u00f2 verde e Sandra ingran\u00f2 la marcia, la sigaretta che teneva tra le dita smaltate di rosso era ormai tutta cenere, la fece brillare per l\u2019ultima volta e la butt\u00f2 nello spiraglio del finestrino. La caramella si era ridotta a uno strato sottilissimo di gelatina, Myria la teneva in un angolo della guancia, resistendo all\u2019impulso di cercarla con la lingua o si sarebbe dissolta in un ultimo baleno dolciastro.<\/p>\n\n\n\n<p>La macchina rallent\u00f2 fino a fermarsi, la luce accesa al secondo piano della casa, quella della cucina, Myria la guard\u00f2 aggrottando la fronte: nemmeno sotto la neve sembrava pi\u00f9 bella. Sandra scese dalla macchina e apr\u00ec la portiera di Myria, le slacci\u00f2 la cintura e le calc\u00f2 il cappuccio in testa, chiudendo la zip fin sopra al mento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamo\u201d le disse prendendole una mano. Scendendo dalla macchina Myria affond\u00f2 nella neve soffice che si compatt\u00f2 sotto il suo peso. Al trillo del citofono segu\u00ec un silenzio che a Myria parve lunghissimo, col cuore che batteva forte sperava non rispondesse nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cancello si apr\u00ec con uno scatto, una scossa attravers\u00f2 Myria per tutto il corpo, si arrest\u00f2 solo quando raggiunse la mano destra, tenuta calda da quella di Sandra che l\u2019avvolgeva. Sandra le diede un bacio sul cappello e le disse che sarebbe tornata a prenderla domenica sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre saliva le scale Myria sent\u00ec la caramella dissolversi del tutto.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56565\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56565\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un vortice di neve si infrangeva sul parabrezza dalla macchina, a guardarlo faceva girare la testa, come fissare la lavatrice in funzione. \u201cNe vuoi una?\u201d Sandra allung\u00f2 una mano verso i sedili posteriori, mentre l\u2019altra era ben ancorata al volante; quando la mano rimase vuota la svincol\u00f2 di nuovo appoggiandola affianco all\u2019altra. 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