{"id":56537,"date":"2025-05-06T16:25:03","date_gmt":"2025-05-06T15:25:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56537"},"modified":"2025-05-06T16:25:05","modified_gmt":"2025-05-06T15:25:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-pescespada-di-lucia-paolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56537","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Pescespada&#8221; di Lucia Paolini"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00abIl treno regionale 7248 \u00e8 in partenza dal binario 5. Eventuali accompagnatori sono pregati di scendere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019annuncio arriv\u00f2 mentre stava attraversando il sottopasso e rimbomb\u00f2, metallico e antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Un neon mezzo rotto fotograf\u00f2 pi\u00f9 volte il suo passaggio. El\u00e8na non aument\u00f2 il passo, ma continu\u00f2 spedita, ascoltando i suoi tacchi echeggiare a ritmo con le parole elettroniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Binario 5.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria fredda di una primavera che non si voleva decidere ad arrivare la fece stringere nel cappotto troppo leggero. <em>&#8220;Avrei dovuto aspettare ancora qualche giorno prima di fare il cambio dell\u2019armadio&#8221;<\/em>, pens\u00f2, salendo la scalinata che portava al binario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno era l\u00ec, come ogni sera, ad attenderla.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal\u00ec sull\u2019ultima carrozza e si sedette poco lontano da una coppia di turisti che sonnecchiava, alcuni sedili pi\u00f9 avanti. Nel giro di qualche settimana quel piccolo treno si sarebbe riempito di lingue e idiomi diversi, come una moderna Babele. L\u2019aria cupa e abbandonata avrebbe lasciato spazio a gruppi festanti di stranieri in visita. La pioggia che rigava i finestrini faceva apparire quella possibilit\u00e0 ancora lontana.<\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na lo sapeva bene: erano ormai sei anni che ogni giorno prendeva quell\u2019ultimo treno per tornare a casa dopo il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u201cMa non hai paura a prendere l\u2019ultimo treno a quell\u2019ora? Non \u00e8 pericoloso?\u201d<\/em> \u2014<br>Una domanda che aveva sentito cos\u00ec tante volte da aver smesso di provare a rispondere.<br>A dire il vero, non se l\u2019era mai posta davvero.<br>Avrebbe potuto usare la macchina, certo, ma la verit\u00e0 era che quell\u2019ora di treno le piaceva. Si rilassava, ascoltava musica, rimetteva in ordine i pensieri, qualche volta disegnava. Era un tempo solo suo. La solitudine e il silenzio di quel treno lo rendevano speciale.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, a volte aveva incontrato persone poco raccomandabili, ma in generale, ricordava solo una grande solitudine e un silenzio piacevole, interrotto solo dall\u2019annuncio della prossima stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena si fu seduta, sent\u00ec la porta alle sue spalle aprirsi di nuovo e la voce di un uomo, probabilmente al telefono, entr\u00f2 nel suo piccolo silenzio. .<\/p>\n\n\n\n<p>La prima reazione fu di fastidio. Era capitato che, non vedendola, qualcuno si fosse perso in telefonate ad alta voce, rendendola spettatrice involontaria. Spesso bastava un colpo di tosse o alzarsi a sistemarsi il cappotto e il silenzio tornava a riempire il vagone. Altre volte non restava che fare buon viso a cattiva sorte : ascoltare o cambiare carrozza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abCerto, pap\u00e0. L\u2019ho comprato il pesce spada. Te lo ricordi come lo faceva la mamma?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na prese il telefono per controllare gli ultimi messaggi. Non si era voltata, ma sent\u00ec l\u2019uomo sedersi pochi posti dietro di lei. Sper\u00f2 che l\u2019avesse vista e che chiudesse in fretta la chiamata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abProprio quella. La ricetta speciale di mamma. Eh s\u00ec, mamma era una gran cuoca, altroch\u00e9! Mi manca, sai? A me non viene cos\u00ec buono, ma l\u2019ho comprato comunque, il pesce spada, per farlo proprio come lo faceva lei.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A quelle parole, El\u00e8na prov\u00f2 un moto improvviso di dolore e vergogna, mescolati come una medicina da mandare gi\u00f9 in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era tanto il rumore a infastidirla, quanto l\u2019entrare, suo malgrado, nella vita di uno sconosciuto. Non voleva sapere niente di lui, n\u00e9 della madre, n\u00e9 del pesce spada. Eppure, con poche frasi, aveva gi\u00e0 immaginato che quella madre non ci fosse pi\u00f9. Abbass\u00f2 gli occhi, come in un saluto discreto e dignitoso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abNo, i pomodorini vanno prima, pap\u00e0, non insieme. Mamma faceva prima il sughetto: olio, aglio, sale, peperoncino, capperi e olive. Lo faceva cuocere un pochino, poi aggiungeva i pomodorini, e solo alla fine il pesce spada. Io lo faccio uguale, ma non mi viene come veniva a lei.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na si ritrov\u00f2 a sorridere: il giorno dopo avrebbe potuto rubare quella ricetta e provarla, per il pranzo che aveva organizzato con alcune amiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno fece una curva brusca e la porta del bagno si apr\u00ec con un tonfo. Un odore acre di urina e vomito invase il vagone. El\u00e8na arricci\u00f2 il naso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Devo smetterla di prendere l\u2019ultima carrozza. I bagni sono sempre nauseabondi.&#8221;<\/em><br>Lo pensava ogni volta. Ma ogni volta si ritrovava l\u00ec e se ne ricordava solo quando era ormai troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce dell\u2019uomo continuava a evocare ricette lontane. El\u00e8na smise di ascoltarlo, lasciandosi assorbire dal buio oltre il finestrino. Senza nemmeno accorgersene, l\u2019oscurit\u00e0 avvolse tutto il vagone. Il silenzio riprese le redini del viaggio. La telefonata doveva essere finita.<\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na sospir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni viaggiatori le restavano dentro. Bastava poco: un sorriso, una frase, un dettaglio nel vestire, uno sguardo riflesso. O, come in quel caso, una ricetta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abS\u00ec&#8230; dimmi, pap\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio fu di nuovo rotto. Questa volta El\u00e8na non prov\u00f2 fastidio, solo una malinconia dolce e profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a lei era successo. Suo padre era rimasto vedovo molto presto e con la vecchiaia non sopportava pi\u00f9 la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abChi, pap\u00e0? Arnold Schwarzenegger? S\u00ec, \u00e8 stato un grande attore. Ma non \u00e8 mica morto&#8230; no, pap\u00e0, non ancora&#8230; s\u00ec, lui invece s\u00ec. \u00c8 vero, era bravo anche lui&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na ricord\u00f2 le lunghe telefonate con suo padre. Riscopr\u00ec lo stesso colore in quelle parole, in quella voce. Lei per\u00f2, in treno, evitava di chiamarlo \u2014 <em>per non disturbare gli altri \u2014<\/em> diceva. Ma la verit\u00e0 era che quell\u2019ora le apparteneva e non voleva condividerla.<\/p>\n\n\n\n<p>Un lampo di vergogna le attravers\u00f2 la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche loro parlavano di niente: lui le raccontava i telefilm visti durante il giorno, le chiedeva cosa avesse mangiato a pranzo. A volte ridevano e le telefonate erano allegre, come una giornata di sole, altre volte avevano nuvole scure piene di silenzi e domande che tornavano sempre:<br>\u2014 <em>&#8220;Quando arrivi?&#8221;<\/em><br>\u2014 <em>&#8220;Quando torni a casa?&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mente del padre era rimasta lucida fino alla fine. Non era stata quella a morire per prima, ma il cuore. La solitudine lo aveva consumato piano. Per quanto El\u00e8na lo sentisse ogni giorno e lo andasse a trovare ogni volta che ne aveva la possibilit\u00e0, quella malinconia era come una macchia lavata troppe volte e che non andava pi\u00f9 via. Alla fine, nessuno si era pi\u00f9 preso la briga di tentare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Ora non mi vergognerei pi\u00f9 di telefonarti, pap\u00e0&#8221;<\/em>, pens\u00f2. <em>&#8220;Ora ce l\u2019avrei la forza e parlerei con te per tutto il viaggio, raccontando al mondo la tua solitudine senza paura. Ora che non posso pi\u00f9 farlo, mi manca perfino la possibilit\u00e0 di provarci. Siamo dei codardi. O forse lo sono solo io.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole salirono dal cuore agli occhi, seguendo il ritmo del treno. Sul suo volto riflesso nel finestrino, immerso nel nero della notte, vide una lacrima.<\/p>\n\n\n\n<p>Si concentr\u00f2 sull\u2019uomo dietro di s\u00e9.<br>La sua voce era profonda, ben marcata. Doveva avere circa cinquant\u2019anni. Con quella voce, forse faceva l\u2019attore o lo speaker radiofonico. Aveva una grande cultura cinematografica&#8230; forse era un doppiatore? El\u00e8na cominci\u00f2 a immaginarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo distinto, con un tocco dandy, retr\u00f2. Gli mise addosso un gilet di cotone su una camicia a fantasia minimal, un pantalone chiaro in flanella leggera con un paio di pieghe memoria della giornata, mocassini beige ben tenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Al polso un delicato braccialetto d\u2019oro, un regalo forse, magari della madre per il giorno della laurea.<br>Accanto a s\u00e9 uno zaino: dentro, un tablet, un libro, un blocco notes. Un giornale oramai consumato dalla giornata e gi\u00e0 letto, spuntava dalla cerniera dello zaino nel tentativo consapevole di finire in un cestino dei rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na prov\u00f2 a immaginarne il volto. Doveva essere un bell\u2019uomo, con una barba ben curata, non troppo lunga. Un disegno nel disegno del suo volto. Decise che doveva avere degli occhi blu.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00ab<\/em><em>Come mai so tutte queste cose, pap\u00e0?<\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si mise a ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00ab<\/em><em>Non lo so, pap\u00e0&#8230; ho studiato molto? \u00c8 colpa tua, sei tu che mi hai fatto studiare tanto.<\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quella risata fece sorridere anche El\u00e8na, si, doveva essere proprio un bell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019odore del bagno non si era dissolto e El\u00e8na pens\u00f2 che si sarebbe potuta alzare per andare a chiudere meglio la porta e cos\u00ec avrebbe visto il volto dell\u2019uomo misterioso dalla voce profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProssima fermata Viareggio, stazione di Viareggio,\u201d recit\u00f2 diligente il treno.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era bisogno di fare niente, ancora una stazione e sarebbe scesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il treno inizi\u00f2 a rallentare, El\u00e8na si alz\u00f2, prese lo zaino e le sue cose e si avvicin\u00f2 lentamente all\u2019uscita.<br>Un ciuffo di capelli brizzolati spuntava da dietro un sedile poco lontano da lei in direzione della porta.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce proveniva proprio da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na percorse i pochi metri velocemente, quasi imbarazzata, come una ragazzina che \u00e8 andata a spiare il ragazzino che le piace dietro le finestre della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata alla porta, la apr\u00ec e si gir\u00f2 timida.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello scomparto che aveva appena lasciato c\u2019erano una coppia di turisti che sonnecchiava alcuni posti pi\u00f9 avanti a quello dove era seduta lei e un uomo sulla cinquantina, con i capelli sale e pepe e gli occhi azzurri.<br>La barba incolta, un gilet di lana bucata con una maglietta sporca di cibo stantio come una fantasia minimal e i piedi con croste antiche di sudicio dimenticato l\u00ec chiss\u00e0 da quante docce fa, appoggiati senza rispetto sopra il seggiolino davanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una busta della spesa con all\u2019interno un pezzo di pane mangiucchiato da un essere umano da un lato e dalla muffa dall\u2019altro e una testa di pesce arrotolata dentro a della pellicola.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni stracci, forse vestiti, in un altro sacco di plastica.<\/p>\n\n\n\n<p>Al polso l\u2019uomo aveva un braccialetto di carta bianca, memorie dell\u2019entrata in un pronto soccorso di qualche citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abSi, pap\u00e0&#8230; il pesce spada l\u2019ho comprato&#8230; lo facciamo come lo faceva la mamma&#8230; Proprio quella. La ricetta speciale di mamma del pesce spada. Eh s\u00ec, mamma era una gran cuoca, altroch\u00e9! Mi manca, sai, a me non viene cos\u00ec buono, ma l\u2019ho comprato comunque il pesce spada, per farlo proprio come lo faceva la mamma.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le mani dell\u2019uomo, con lunghe unghie dimenticate, si mossero a disegnare i gesti di un provetto cuoco che taglia e prepara un incredibile sugo di pesce.<\/p>\n\n\n\n<p>El\u00e8na scese il gradino e lasci\u00f2 che il treno partisse dietro di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo un ultimo sguardo verso quel finestrino dove l\u2019immagine riflessa dell\u2019uomo per un attimo si divise in due volti cos\u00ec distanti l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>\u00abMagari domani a pranzo lo cucino anche io il pesce spada per le mie amiche\u2026\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>pens\u00f2 El\u00e8na mentre scendeva il sottopasso per tornare a casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56537\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56537\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl treno regionale 7248 \u00e8 in partenza dal binario 5. 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