{"id":56524,"date":"2025-05-06T12:47:08","date_gmt":"2025-05-06T11:47:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56524"},"modified":"2025-05-06T12:47:09","modified_gmt":"2025-05-06T11:47:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-giornata-di-di-francesco-iezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56524","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La giornata di&#8230;&#8221; di Francesco Iezzi"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abNiente! Non va via\u00bb, pensa.<br>Scompostamente seduto su un divano logoro, ma pulito, si pu\u00f2 notare un uomo ben vestito,<br>trasandato nell\u2019aspetto, che maneggia una tazza di t\u00e8 fumante con l\u2019obiettivo di collocarla sulle<br>gambe nella giusta posizione affinch\u00e9 il calore della bevanda, oltrepassando il pantalone, crei un<br>tepore di benessere da distribuire attraverso tutto il corpo. Dopo sbadate alternative decide di<br>incastrarla nell\u2019interno coscia.<br>Si chiama Giovanni, ma per tutti Nanni &#8211; armonico diminutivo trionfato tra decine di dissonanti<br>cacofonie \u2013 ha quarant\u2019anni, alto, fisico asciutto da palestra, di aspetto piacente nonostante una<br>fastidiosa oleosit\u00e0 tricologica causata dagli shampoo antiforfora (ma che tutto sommato controlla<br>con frequenti lavaggi), e ha da poco rotto con la sua ragazza.<br>\u00abEppure a volte riesco\u2026\u00bb<br>Nanni \u00e8 preoccupato. Nell\u2019assestare la tazza di t\u00e8 affinch\u00e9 si regga da sola il suo occhio intravede il<br>ghirigoro finale del tatuaggio sul braccio destro e ha un attimo di distrazione dai suoi pensieri:<br>\u00abDevo decidere che farne\u2026\u00bb<br>Era stato durante l\u2019impulsivo decennio breve che, trovando le sue braccia naturalmente glabre,<br>inaspettata fortuna per l\u2019uomo del XXI secolo, aveva deciso di ornarle con qualcosa di brioso, di<br>originale, e non con i soliti scialbi motivi dei suoi amici. La ricerca, lunga e difficoltosa, si era<br>conclusa un sabato pomeriggio tra gli stand di un mercatino, dove un simpatico commerciante lo<br>aveva persuaso all\u2019acquisto di un noto romanzo dell\u2019ottocento con cui giocherellava; cos\u00ec, nel tratto<br>interno di entrambi gli avambracci e per tutta la loro lunghezza sono apparsi, a caratteri corsivi, i<br>nomi Henry J. sulla destra e Edward H. sulla sinistra: un omaggio all\u2019autore e una testimonianza<br>della dualit\u00e0 caratteriale di ognuno. Originale \u00e8 originale, non si discute.<br>Purtroppo per\u00f2, il tatuaggio si \u00e8 anche rivelato oscuro ai pi\u00f9 e continue sterili spiegazioni unite al<br>mancato stupore aspettato, hanno intaccato il culto della sua personalit\u00e0 a tal punto che, da mesi<br>ormai, sta valutando di cancellarlo o sovrascriverlo con qualcosa di pi\u00f9 abbordabile, di<br>comprensibile a tutti.<br>\u00abNe ho visto uno in tv veramente bello!\u00bb<br>Ma ecco un nuovo respiro, la distrazione sparisce in un batter d\u2019occhi e quel maledetto assillo lo<br>riporta alla realt\u00e0: non riesce a risolvere un problema di salute. Il suo organismo, che ha sempre<br>curato e vezzeggiato, lo sta tradendo senza alcun motivo.<br>Nel corso degli anni una fibra di ferro, minata qua e l\u00e0 solo da sciocchi acciacchi, ha cementificato<br>in lui la convinzione imperante che il corpo altro non sia che un agglomerato chimico fisico adibito<br>a sorreggere e trasportare i suoi desideri, a compiere le sue azioni, da decorare e addobbare a<br>piacere seguendo le mode e che basti osservare una vita sana per mantenere ogni congegno ben<br>rodato.<br>\u00abSono mesi ormai.\u00bb<br>Insomma, Nanni ha il fiato corto, un piccolo fastidio che non accenna a risolversi da solo, come di<br>solito accade per le fesserie: fatica a fare quei bei respiri ristoratori che gli riempiono i polmoni<br>allargando la cassa toracica al massimo per poi espellere con volutt\u00e0 tutto lo scarto gassoso del suo<br>organismo, a dimostrazione di come la macchina perfetta funzioni ottimamente e a pieno regime.<br>Proprio non riesce pi\u00f9.<br>E pensare che aveva sempre avuto un ottimo rapporto col suo corpo, tanto da averci instaurato un<br>vero e proprio legame privilegiato che personalmente lo inorgogliva: di notte, quando si creavano le<br>condizioni adeguate di silenzio, ascoltava con piacere il ritmico battito del suo cuore, il fluire del<br>sangue nelle vene simile ad un fruscio e di come alterando il respiro la testa iniziasse a girare in<br>preda ad un\u2019estasi peregrina.<br>Tempi andati, tempi di meravigliosa armonia.<br>\u00abE se facessi una colazione diversa?\u00bb<br>All\u2019inizio della fesseria aveva scrollato le spalle e, pi\u00f9 per parlare che per stemperare i dubbi, si era<br>accontentato di chiedere consiglio alla mamma &#8211; \u00abTu non mangi abbastanza!\u00bb -, ad un amico &#8211; \u00abTu<br>non scopi abbastanza!\u00bb -, ad una amica &#8211; \u00abTu non mediti abbastanza!\u00bb -, ad una attempata signora in fila al supermarket &#8211; \u00abForse non dorme abbastanza!\u00bb -, ma nulla: a parte una indefinita carenza<br>quantitativa non aveva ottenuto altro.<br>Intanto tutto scorreva e il respiro non migliorava.<br>Accantonate le diagnosi estemporanee, e dopo un imprecisato periodo di angoscioso<br>approfondimento su svariati blog medici (individuati accuratamente dalle interiora di Internet grazie<br>a famigerati e fumosi algoritmi, aruspici post moderni), non giungendo ad una soluzione si era<br>persuaso ad interpellare un noto luminare della medicina: il Professor Russo, indiscussa autorit\u00e0 in<br>campo pneumopatologico.<br>Lo aveva chiamato, aveva preso un appuntamento, aveva fatto una prima visita, aveva prenotato il<br>prelievo al CUP, aveva atteso il referto, aveva inviato i documenti al dottore, tutto seguendo la ben<br>determinata scaletta della burocrazia medica necessaria per ottenere la certificazione di malato<br>perch\u00e9 era evidente che di malattia si trattava; il passare dei giorni, delle settimane e il lento lavorio<br>dell\u2019inquietudine lo stavano sempre pi\u00f9 imprigionando.<br>L\u2019autorevole clinico, dopo aver ricevuto i risultati della dozzina di esami prescritti, lo aveva<br>convocato nel suo ambulatorio accuratamente addobbato con lampadari, luci e neon accesi alla<br>massima potenza.<br>Nanni, entrato con deferenza, era rimasto in piedi accecato dalle luminarie e dal luminare (che<br>vedeva concentrato a leggere le sue analisi) e dopo due minuti di eterno silenzio il Professor Russo<br>gli aveva mostrato i fogli dei risultati come fosse Mos\u00e8 con le tavole della Legge, lo aveva guardato<br>con severit\u00e0 e, dogmatico, disse:<br>\u00abLei \u00e8 sano come un pesce.\u00bb<br>\u00abE il fiato corto?\u00bb<br>\u00abNon \u00e8 niente. Non ci pensi pi\u00f9!\u00bb<br>\u00abTutto qua?\u00bb<br>\u00abMi ringrazi se \u00e8 tutto qua!\u00bb<br>Lapidario, ma, purtroppo, non risolutivo.<br>Eppure Nanni aveva provato a seguire il consiglio del Professor Russo. Per circa una settimana si<br>era sforzato: \u00abNon pensarci. Non ci devi pensare e basta!\u00bb, ma il fiato corto non ne voleva sapere di<br>essere ignorato e la sua persistente, ostinata presenza aveva acuito i suoi malumori tanto che si<br>erano affinati e affannati intorno al suo malanno che da semplice fastidio era stato innalzato a<br>preoccupazione cronica.<br>E torniamo al giorno odierno. La colazione, intanto, \u00e8 finita e Nanni si appresta ad uscire di casa per<br>andare al lavoro. Poggia la tazza nel lavello, prende lo zaino con tutto l\u2019occorrente ed esce per<br>dirigersi alla fermata del bus sotto un meraviglioso cielo limpido di fine aprile. Sono le otto del<br>mattino.<br>Sale sul 27, timbra il biglietto, si siede vicino al finestrino con l\u2019intento di guardare fuori lo scorrere<br>della citt\u00e0 e spera in una tregua da parte del suo fiato corto. Prima di volgere lo sguardo all\u2019esterno,<br>tra il caotico e inconcludente chiacchiericcio dei vicini, la sua attenzione viene catturata da un<br>bambino in piedi accanto al pap\u00e0 che gli stringe la mano in silenzio, immobile; e che lo fissa<br>serioso.<br>Sta per sorridere al piccolo, ma di colpo ha una vertigine, il cuore inizia a battere velocemente,<br>molto velocemente, il fiato corto si fa ancora pi\u00f9 corto, si sente soffocare e la sua mente, in un<br>vorticoso rimescolio di recenti conoscenze mediche, si \u00e0ncora ad un agglomerato di incontestabili<br>certezze: \u00abHo un calo di zuccheri: sto per svenire! Anzi no, sto per morire! Il mio cuore fra poco<br>crepa! Devo salvarmi!\u00bb.<br>In preda a queste indomabili sensazioni si alza di scatto e brama solo scendere immediatamente dal<br>pullman, lo opprime, lo asfissia, \u00e8 in trappola, vuole fuggire per mettersi in salvo, e si guarda<br>intorno non per cercare aiuto ma per evitare che una rovinosa caduta a terra (definitiva o meno poco<br>importa) venga saccheggiata dalle onnipresenti orde di Social Content Media Creator: le storie<br>prima di tutto.<br>Prenota la fermata, la testa gli gira, non fa che muoversi avanti e indietro cercando un sostegno:<br>\u00abNon ce la faccio e questo maledetto\u2026\u00bb autobus impiega un tempo irragionevole e del tutto fuorimisura per compiere poche decine di metri tanto che Nanni, inspiegabilmente, inizia ad avvertire<br>una intensa e incontrollabile minzione: \u00ab\u2026e devo pure pisciare\u2026urgentemente!\u00bb<br>Dopo 1 minuto e 140 battiti scende dal quel mezzo mefitico, si siede su una panchina, testa fra le<br>mani.<br>Sente di svenire ma non sviene sente di morire ma non muore sente la pip\u00ec ma non la fa: il caos, \u00e8 il<br>caos assoluto.<br>I suoi pensieri si accavallano uno sull\u2019altro cercando disperatamente una spiegazione, una<br>motivazione al suo stato, una narrazione che lo riporti all\u2019interno del mausoleo granitico della sua<br>quotidianit\u00e0, della sua abitudine, perch\u00e9 l\u00e0 fuori \u00e8 un brancolar nel buio calpestando cocci, cocci<br>dappertutto. Affranto volge lo sguardo in cielo ma vede solo un aereo che disegna ingegneristiche<br>scie diretto chiss\u00e0 dove.<br>\u00abMa che mi succede?\u00bb<br>Mentre sbircia intorno implorando una qualche rassicurazione emotiva, posa gli occhi sull\u2019insegna<br>di una farmacia non molto lontana, un barlume di speranza lo convince che non \u00e8 tutto perduto e<br>con uno sforzo erculeo si alza dalla panchina conquistando l\u2019ingresso a passi incerti.<br>\u00abMadonna questo. Guarda com\u2019\u00e8 messo!\u00bb (rivolta alla collega)<br>\u00abSenti un po\u2019 che vuole.\u00bb<br>\u00abBuongiorno. Mi dica.\u00bb<br>\u00abBuongiorno. (Reggendosi al bancone per il timore di svenire) Io stamattina ho fatto colazione<br>tutto bene poi ho il fiato corto da un po\u2019 pensavo niente pure il medico mi ha detto niente e invece<br>io lo sapevo che era qualcosa altro che niente e adesso sull\u2019autobus non respiravo pi\u00f9 poi pure la<br>pip\u00ec e c\u2019era il bambino che guardava\u2026\u00bb<br>\u00abAspetti aspetti. Mi scusi ma non ho capito niente. Che le succede?\u00bb<br>\u00ab\u00c8 che ho il cuore che batte forte e non respiro molto e forse potrei svenire o morire. Sono in preda<br>ad una fortissima ansia. Mi aiuti la prego.\u00bb<br>\u00abSenza prescrizione medica non le posso dare nulla.\u00bb<br>\u00abQualsiasi cosa.\u00bb<br>\u00abHo solo un estratto omeopatico all\u2019ambra grisea concentrata. Dicono che calmi.\u00bb<br>\u00abLo prendo!\u00bb<br>\u00abD\u2019accordo. Ne prenda ventitre gocce due volte al giorno. Sono 39,90\u20ac.\u00bb<br>\u00abPago con la carta.\u00bb<br>(La commessa inserisce la carta nel pos e aspetta. Silenzio)<br>\u00abLa connessione la mattina \u00e8 sempre lenta.\u00bb<br>\u00abPosso nel frattempo prendere le gocce?\u00bb<br>(Beep beep)<br>\u00abEcco ci siamo. Pin per favore.\u00bb<br>Nanni esce dalla farmacia certo d\u2019avere tra le mani un potente ritrovato della ricerca scientifica e<br>soprattutto di un\u2019arte medica innovativa, alternativa, l\u2019omeopatia, che sta rivoluzionando la cura nel<br>mondo; si siede su un muretto e prende le ventitre gocce prescritte convinto di calmarsi da un<br>momento all\u2019altro: un minuto\u2026 due minuti\u2026 tre minuti; non succede nulla. Altre ventidue<br>gocce\u2026.sopra la lingua, sotto la lingua\u2026.nulla di nulla. Guarda la confezione sperando che sia<br>scaduta: \u00ab\u2026no, non \u00e8 scaduta! Perch\u00e9? Perch\u00e9 non sei scaduta?\u00bb.<br>Intanto il cuore pompa, accidenti se pompa, sempre pi\u00f9 veloce in un misto di paura e necessit\u00e0. E<br>siccome la paura modella la necessit\u00e0 a proprio uso e consumo, Nanni si lascia trasportare da<br>inquieti pensieri lungo il baratro della ragione pi\u00f9 cupa: \u00abUn infarto. Sto avendo un infarto.\u00bb<br>Grazie a questa nuova diagnosi ottenuta con il garbo e la riflessione necessari, decide di dirigersi<br>verso il pronto soccorso, distante un paio di chilometri, a piedi, perch\u00e9 \u00abprima che arrivi<br>l\u2019ambulanza sono morto e camminare fa sempre bene al cuore come sostengono tutti\u00bb. Tutti, tutti<br>chi?<br>Comunque, nonostante un cuore in dismissione, passi claudicanti, paura e tombe demolite, Nanni<br>arriva all\u2019accettazione del pronto soccorso e subito nota che la fortuna trovata pocanzi in farmacia gli ha voltato le spalle nel momento pi\u00f9 necessario: ci sono quattro persone prima di lui e, in quel<br>luogo, tutte bisognose.<br>Da impavido guerriero, sfidando la morte, si mette in fila; altro non pu\u00f2 fare. Suda, guarda intorno<br>senza vedere nulla, attende, legge alcuni messaggi sul telefono, legge alcuni messaggi pubblicitari,<br>torna a guardare intorno, guarda le scarpe, il pianto di un bambino lo agita \u00abma perch\u00e9? Perch\u00e9 mi<br>spaventa pure il pianto di un bambino?\u00bb, suda, si toglie la giacca, trova un biglietto da visita a terra,<br>arriva un\u2019ambulanza a sirene spiegate, botta di terrore 142 battiti, ha le ascelle pezzate \u00abe non ho<br>mai sudato cos\u00ec in vita mia\u00bb, attende, conta il battito cardiaco: 120, lo riconta: 134 circa, chiama la<br>madre\u2026non risponde. Arriva il suo turno.<br>\u00abBuongiorno, io sto avendo un infarto. Credo di avere un infarto. Sto morendo. Mi aiuti!\u00bb<br>L\u2019infermiera lo guarda senza scomporsi, apatica, e con la flemma dell\u2019assuefazione alle urgenze di<br>vita e di morte degli impazienti risponde:<br>\u00abMi lasci un documento e vada in fondo a destra. Il dottore la visiter\u00e0.\u00bb<br>Rincuorato dalla solerzia dell\u2019intervento Nanni sta per fare un bel respiro ma in un attimo si trova<br>catapultato nella pi\u00f9 tragica convinzione di aver azzeccato la diagnosi e che sia bastato lo sguardo<br>fulmineo di un\u2019infermiera dell\u2019accettazione per capire la gravit\u00e0 della situazione da dirottarlo<br>immediatamente in fondo a destra: 158 battiti.<br>Entra nell\u2019ambulatorio, lo mettono a sedere e immediatamente gli misurano la pressione, gli<br>applicano un saturimetro all\u2019indice destro e un paio di elettrodi al petto per un rapido<br>elettrocardiogramma.<br>Esito negativo: non c\u2019\u00e8 infarto, non c\u2019\u00e8 pressione alta e il sangue ha una saturazione del 99%. A<br>livello circolatorio \u00e8 tutto perfetto e quindi il carattere d\u2019urgenza che si era manifestato<br>all\u2019accettazione decade rapidamente e altrettanto rapidamente Nanni viene fatto accomodare in sala<br>d\u2019attesa con il codice bianco sui quattro disponibili, il cui colore sta ad indicare che lui sar\u00e0 l\u2019ultimo<br>ad essere chiamato, quando non ci saranno tonalit\u00e0 pi\u00f9 intense e quando, a sala d\u2019aspetto quasi<br>deserta, ogni medico avr\u00e0 esaurito tutti i livelli di solitario che offre Windows.<br>Eppure, tra un affanno e un disordinato battito cardiaco, quel braccialetto bianco gli procura alcuni<br>secondi di inaspettata serenit\u00e0.<br>Adesso, pi\u00f9 che mai, entrato di prepotenza nel mondo placido e privo di responsabilit\u00e0 dei malati,<br>attende solo di essere incasellato in qualche categoria medica ben specifica con una dettagliata<br>terapia e delle vere (vere) medicine da ingurgitare.<br>Si siede vicino ad un signore anch\u2019egli col braccialetto bianco. Si guardano ma non si salutano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56524\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56524\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNiente! 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