{"id":56437,"date":"2025-04-27T11:01:35","date_gmt":"2025-04-27T10:01:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56437"},"modified":"2025-04-27T11:01:36","modified_gmt":"2025-04-27T10:01:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-terenzio-di-geltrude-agrestini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56437","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Terenzio&#8221; di Geltrude Agrestini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiamo Terenzio, anzi Terry: una scelta bizzarra di mia madre, appassionata di romanzi rosa, e di mio padre, fiero sostenitore della lingua inglese. La mia infanzia? Un copione sempre uguale: casa-scuola-casa. Nessuna deviazione, nessuna distrazione. &#8220;Sei in una botte di ferro&#8221;, ripeteva mamma, e io ci credevo.<br>La mia vita era un orologio preciso, scandito da rituali rassicuranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sono il ragionier Terry Cocozza: giacca grigia perfettamente stirata, cravatta a righe blu, scarpe che riflettono la luce come specchi. Lavoro da dieci anni nella stessa banca, nello stesso sportello. Sono l\u2019incarnazione dell&#8217;affidabilit\u00e0. Anche se il mio cognome \u2014 Cocozza \u2014 non \u00e8 esattamente d\u2019effetto, pazienza: \u00e8 la sostanza che conta, mi dicevo sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori non ci sono pi\u00f9. Nel giro di sei mesi, un brutto male se li \u00e8 portati via. E il vuoto che hanno lasciato, l\u2019ho riempito moltiplicando le mie abitudini: ogni mattina, prima di uscire, controllo che tutto sia in ordine, ripeto mentalmente la sequenza delle cose da fare, mi assicuro che ogni dettaglio sia perfetto. L&#8217;ansia si combatte a colpi di ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco sempre con il piede sinistro, salto solo sulle mattonelle bianche, sfioro i muri lisci, evito i sampietrini sconnessi come se potessero risucchiarmi nel caos.<\/p>\n\n\n\n<p>In banca mi chiamano &#8220;quello strano&#8221;. Sempre preciso, sempre distaccato. Lavarmi le mani ogni volta che tocco il denaro non \u00e8 mania, \u00e8 sopravvivenza: se avessero conosciuto zio Vincenzo, morto per una banale infezione, capirebbero.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, un giorno, accade.<br>Un urto. Una ragazza. Capelli neri come la notte, occhi vivi, un sorriso che rompe ogni barriera. Mi scuso, impacciato. Lei ride.<br>Non riesco a dire nulla di sensato. La vedo sparire tra la folla e rimango l\u00ec, come un imbecille, a fissare il punto dove prima c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Non passa molto che il destino mi offre un&#8217;altra possibilit\u00e0: la incontro in un bar.<br>Si chiama Fiorenza, studia biologia, sogna di salvare il mondo una pianta alla volta. \u00c8 piena di vita, di entusiasmo. Racconta del Sudafrica, dei progetti, delle spedizioni in terre lontane. Mentre parla, gli occhi le brillano di una luce che io non ho mai conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, all\u2019improvviso, mi invita a seguirla. S\u00ec, proprio a me, Terry Cocozza, il ragioniere delle mattonelle e delle cravatte stirate.<br>\u201cVieni con noi,\u201d dice. E io, stregato, annuisco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornato a casa, vengo travolto dai dubbi.<br>Partire significa lasciare tutto: la banca, la casa perfetta, l\u2019ordine rassicurante. Partire significa abbandonare me stesso, o forse, scoprire chi sono davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Passo notti insonni, torturandomi su ogni minimo dettaglio.<br>E se il volo cadesse? E se la banca mi licenziasse? E se il mondo fuori fosse troppo grande per uno come me?<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, ogni volta che chiudo gli occhi, vedo Fiorenza. Sento il suo sorriso che mi chiama.<br>Alla fine, decido: andr\u00f2. Costi quel che costi.<\/p>\n\n\n\n<p>Preparo la valigia con maniacale precisione: piego ogni camicia, sistemo ogni calzino, allineo ogni oggetto come a voler costruire una trincea contro l\u2019imprevedibile. Saluto ogni stanza come si saluta un vecchio amico che forse non si rivedr\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina della partenza arrivo alla stazione. Il binario 3 mi aspetta.<br>Vedo Fiorenza e il suo gruppo gi\u00e0 pronti, zaini in spalla, sorrisi larghi. Mi fermo.<br>Il cuore mi batte cos\u00ec forte che temo di crollare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi nascondo dietro una colonna, incapace di fare un passo avanti.<br>Il treno fischia. Parte. Vedo Fiorenza affacciarsi dal finestrino, cercarmi tra la folla.<br>Ma io sono una statua.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno si allontana, pi\u00f9 piccolo a ogni metro, fino a sparire all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimango l\u00ec, a fissare il vuoto.<br>Poi, lentamente, raccolgo la mia valigia.<\/p>\n\n\n\n<p>Con passo studiato, attento, centro di nuovo le mattonelle della stazione.<br>Non sono partito.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimasto fedele al mio piccolo universo ordinato.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, tornando a casa, sento il silenzio familiare abbracciarmi.<br>Accarezzo il paralume dell\u2019ingresso, sistemo i libri sullo scaffale.<br>Tutto \u00e8 come deve essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, mentre sfioro la foto di mamma sorridente, mi accorgo che qualcosa dentro di me \u00e8 cambiato.<br>Non so se sia tristezza o sollievo.<br>Forse entrambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, in fondo, anche restare \u00e8 una forma di coraggio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56437\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56437\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Terenzio, anzi Terry: una scelta bizzarra di mia madre, appassionata di romanzi rosa, e di mio padre, fiero sostenitore della lingua inglese. 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