{"id":56426,"date":"2025-04-26T18:03:56","date_gmt":"2025-04-26T17:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56426"},"modified":"2025-04-26T18:03:58","modified_gmt":"2025-04-26T17:03:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-non-si-scampa-alla-terra-di-daniele-cerruti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56426","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Non si scampa alla terra&#8221; di Daniele Cerruti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Ci sono sei, sette persone. Parlano fra loro a gruppi di due o tre. Qualcuno ha lo zaino sulle spalle. \u00c8 presto, non sono nemmeno le sette e mezza. Il bus navetta \u00e8 gi\u00e0 qui. L&#8217;autista segna i nomi dei presenti a mano a mano che arrivano: nome, cognome, tipo di corso. <em>Refresc<\/em> MAMS? S\u00ec, l&#8217;autobus \u00e8 quello giusto. Partiamo alle otto: fumatevi pure una sigaretta, \u00e8 <em>ampresso<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c9 settembre, eppure fa ancora caldo. La mattina, con il vento fresco che carezza la pelle e il collo, \u00e8 piacevole stare al sole. L\u2018odore di piscio, di spazzatura, di frutta irrancidita, di benzina irrita le narici. Qui, all&#8217;angolo della stazione, i barboni dormono in materassi sgualciti e sporchi che di mattina svaniscono chiss\u00e0 dove. Spariscono pure i senzatetto, con i borsoni pieni di calze di spugna da vendere a un euro al paio. \u00c8 rimasta una ragazza di colore, magra, minuta, gli occhi che sporgono da orbite incassate. Sta seduta sulla lastra di marmo sotto la vetrina del MacDonald. Guarda la gente e la segue con lo sguardo come se la vedesse per la prima volta. Uno sguardo cos\u00ec, con gli occhi ardenti come pietre laviche scagliate sul mondo, fa quasi paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Arrivano due militari. Sono gentili, ma fermi. La ragazza afferra il cartone e una coperta lurida e si sposta di pochi metri. Poi si alza; chiede una moneta. Due tipi con lo zaino si voltano, restituiscono volti inespressivi. La ragazza se ne va.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne abbiamo viste troppe. La terra non ci riguarda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si inizia a salire sul pullman torpidi come se fossimo sfibrati. La polvere pesa sulle nostre caviglie.\u00a0\u00a0 Abbiamo il riserbo dell\u2019animale selvatico, la cautela della preda nel fitto della boscaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole beccheggiano, sempre uguali, nel corridoio tra i sedili: con chi navighi? \u00a0Che tratte fate? Come si sta l\u00ec da voi? Quelli al primo imbarco si riconoscono dall\u2019entusiasmo; i vecchi, dalla rassegnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un uomo parla al telefono col figlio: \u201c<em>Genna hai a \u00ec a scola.<\/em> Hai fatto i compiti? Oh, non piangere\u2026 Che poi la direttrice, da sola\u2026. Poi te levano internet, eh! E a <em>Mario Bros<\/em> non puoi giocare pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fuori la ragazza di colore si \u00e8 stesa sul cartone e si \u00e8 avvolta nella coperta fino alla testa. Sembra un mucchio di spazzatura. La gente le passa accanto, la sfiora con gli occhi, irrigidisce il collo e lo sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cI compiti li hai fatti <em>a pap\u00e0<\/em>? E allora\u2026 dai, <em>a pap\u00e0<\/em>. \u2026 Vai l\u00e0: \u00e8 <em>\u2018na mattinata<\/em>. Hai fatto pure i compiti. Poi, come premio, ti rimandano a casa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno ha sbagliato autobus. L\u2019autista lo rimprovera:\u201d Con voi \u00e8 sempre un casino\u201d. \u00c8 che a terra, noi, si fa confusione. \u2018Ste cose dritte, qui, organizzate: gli autobus, le fermate, gli orari da rispettare; ci fanno sentire foresti e incongrui. Noi, si vive che gli orari sono pochi. La prima mensa \u00e8 alle undici; la seconda a mezzogiorno. Le sigarette ogni cinque giorni, ma il cambusiere, se lo sai prendere, alla fine te le d\u00e0 lo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gennaro si dev\u2018essere convinto. Ma s\u00ec, <em>Genn\u00e0<\/em>, alla fine \u00e8 giusto una mattinata, che vuoi che sia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autista ha acceso il motore. Mancano cinque minuti alle otto. Un tipo spegne una mezza sigaretta, la getta a terra e sale. Guardo la cicca e m\u2019imprimo nella mente la forma ritorta. Chiss\u00e0 se quando torniamo, tra due giorni, la sigaretta sar\u00e0 ancora l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autobus parte. Andiamo, va\u2019, andiamo a fare \u2018sti i compiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec poi, alla fine, ci rimandano a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tizio con la maglietta blu e bianca con la scritta istruttore ricamata a destra, da noi faceva il direttore di macchina. L\u2019ho navigato due o tre volte. \u00c8 un bravo cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lui si ricorda di me. Mi guarda per un po\u2019, strizza le palpebre e accenna un mezzo sorriso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Ma dove ci siamo navigati noi. \u2013 Non \u00e8 una domanda. Io faccio il nome di qualche nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Bei tempi \u2013 dice poi, e lo fa senza sorridere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; \u00a0Lasci stare, <em>Dirett\u00f2<\/em> &#8211; rispondo &#8211; Non \u00e8 pi\u00f9 come ai tempi vostri. &#8211; \u00c8 una risposta che ho imparato a dare in automatico. Nemmeno ci penso pi\u00f9 di tanto; vedo uno che non naviga da tempo e mi parte il \u201c<em>non\u00e8pi\u00f9comeaitempivostri<\/em>\u201d. L\u2019altro di solito sorride soddisfatto. Sa che il meglio se l\u2019\u00e8 preso, che pu\u00f2 starsene con la moglie, la sera, in poltrona a vedere il quiz del preserale senza troppi rimpianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il direttore stira gli angoli della bocca. D\u2019altra parte, lui, l\u2019aveva detto dieci anni prima. Che sarebbe diventato tutto \u2018na merda. Che a bordo gi\u00e0 non si poteva stare pi\u00f9 allora, figuriamoci adesso. Dicono tutti cos\u00ec. Il futuro, per un marittimo, \u00e8 un ombrinale dove cola tutto il liquame rancido che chiamiamo presente. Tornerebbe indietro? No, mai: mica \u00e8 fesso. Anche se le navi, dopotutto, un po\u2019gli mancano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">-Tu che devi fare? \u2013 domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;<em>U refresc du mams<\/em>&#8211; faccio io.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Bene: sei con me. Scrivi qui: corso n\u00b0 76. E poi sotto, vedi? \u201cMarittimo abilitato ai mezzi salvataggio\u201d Tutto quanto, per esteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrivo. La rotellina di acciaio della biro gratta il foglio ruvido del formulario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; <em>Dirett\u00f2<\/em>\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Eh, che \u00e8? Hai scritto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; No, \u00e8 che\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Ma non ti preoccupare. Passano tutti. Vuoi non passare tu?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si sta un paio di giorni per fare i <em>refresc<\/em>. I <em>refresc<\/em> sono corsi brevi di aggiornamento. Si fanno ogni cinque anni. Se imbarchi per la prima volta i corsi li fai per intero e durano dieci giorni. Dopo cinque anni, fai il <em>refresc<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mio dura due giorni. Anzi un giorno e mezzo. Stasera dormo <em>in struttura<\/em>, come dicono loro e mangio qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019indomani c\u2019\u00e8 l\u2019ultima lezione: fai il test finale, ti prendi l\u2019attestato e te ne vai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Domani, all\u2019una, hai finito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciro lo incontro al baretto sotto il porticato. Alle dieci c\u2019\u00e8 la pausa caff\u00e8 e siamo tutti l\u00ec. \u00c8 molto pi\u00f9 magro dall\u2019ultima volta che l\u2019ho navigato, il viso mi sembra pi\u00f9 smunto e scavato. Sta facendo l\u2019antincendio, dice. Parliamo del pi\u00f9 e del meno; mi racconta del suo ultimo imbarco; di un collega, con cui ha avuto discussioni. A pochi metri da noi c\u2019\u00e8 la piscina all\u2019aperto, proprio davanti al punto ristoro. Il sole del mattino copre di scaglie di luce la superficie dell\u2019acqua. Sembrano strisce di carta argentata che galleggiano a fatica sulla superficie appena increspata dal vento. Qualche bagliore inaspettato costringe a schiudere le palpebre e a reclinare il viso di traverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Quando vai via? Domani? \u2013 Mi chiede e va avanti senza sentire la risposta, come se parlasse fra s\u00e9: &#8211; Io no, ho ancora la sopravvivenza: ci vorr\u00e0 un\u2019altra giornata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tace, di colpo, e lascia che gli occhi si spostino sul bordo della piscina e poi pi\u00f9 avanti, sull\u2019acqua smorta. \u00a0Io sto zitto, aspetto. L\u2019odore del caff\u00e8, che proviene dal bar, si mescola ai vapori di cloro. A bordo vasca arriva un gruppo di corsisti. Devono fare le prove in acqua. Indossano il costume, il salvagente arancione con le strisce catarifrangenti. Si muovono svogliati, strascicando le ciabatte di plastica sulle piastrelle in vetroceramica dell\u2019impiantito. \u00a0Ciro mi guarda, abbassa di poco il mento e il tono della voce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Io qui manco ci dovrei stare.\u00a0 Con quello che ha mio cognato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019istruttore ha indicato un tipo tarchiato con i capelli corti. Quello china il capo, si volta e s\u2019incammina verso la pedana del tuffo. Vicino alla scala, scalcia via le ciabatte, e inizia a salire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Solo che ora \u00e8 in terapia. Ne avr\u00e0 per mesi. Non ci facciamo illusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ragazzo allinea i piedi sul bordo della pedana. Con la mano sinistra chiude le narici; con la destra afferra la spalla sinistra. Per un secondo che sembra dilatarsi all\u2019infinito, rimane cos\u00ec ritto in piedi sulla pedana. La sua figura si staglia contro il lucore del cielo. C\u2019\u00e8 un silenzio nuovo intorno, carico di attesa. Poi, con una brusca risoluzione, piega le ginocchia e si tuffa. Si sente lo scroscio d\u2019acqua. Riappare e inizia a nuotare. Qualcuno grida un \u201cbravo!\u201d. L\u2019istruttore si volta, torvo, per vedere chi \u00e8 stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Bisogna tentare capisci? Anche se sappiamo gi\u00e0. Mia moglie l\u2019ha presa male. Sai, lei ha perso il padre da piccola. Lui \u00e8 stato, insomma\u2026 capisci, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tipo tarchiato \u00e8 uscito dall\u2019acqua. Sorride, mentre si toglie il salvagente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Se riesco a fare tutto ora, imbarco a novembre. Chiedo il prolungamento, almeno fino a febbraio. S\u00ec a febbraio. Cos\u00ec sto a casa capisci? Non \u00e8 per me. \u00c8 per mia moglie, per i miei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisogna trovare tempo per tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche alla morte, dobbiamo trovare un tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il direttore passa tra i banchi e ci consegna gli attestati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Firmiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0All\u2019uscita, tutti rilassati e sorridenti. C\u2019\u00e8 tempo per prendere un caff\u00e8 al baretto, davanti alla piscina. Cerco Ciro con gli occhi. Non c\u2019\u00e8. Abbiamo l\u2019aria da ultimo giorno di scuola, con il sole alto che ci brucia la pelle, e il sorriso imbarazzato di circostanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sediamo appena fuori, all\u2019ingresso. Il sole picchia duro sull\u2019asfalto pieno di buchi e una brezza leggera alza vortici di polvere e sporcizia davanti a noi. Stiamo in silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriva l\u2019autobus bianco, con stampigliato, sulla fiancata, il logo dell\u2019Istituto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autista scende e ci viene incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Dovete andare a Napoli? Stazione o aeroporto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Napoli, andiamo. Stazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Allora mettetevi dietro. Davanti quello che vanno all\u2019aeroporto, che l\u00ec ci arriviamo prima. I bagagli in stiva, che sopra non c\u2019\u00e8 posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Posiamo le valigie nel bagagliaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; Anche questa \u00e8 andata, dai, si torna a casa. &#8211; faccio io tanto per dire qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; \u00a0Mi sono rotto \u2013 risponde qualcuno\u2013 \u2018sta vita non si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi a casa nemmeno ci vado. Vado a Ercolano a vedere gli scavi. \u00c8 un gioco che faccio tra me e me: provare a fingere una vita normale, cos\u00ec, per vedere l\u2019effetto che fa. Mi prendo l\u2019audioguida che costa dieci euro e giro per la citt\u00e0 riesumata dalla cenere. Hanno ricostruito la spiaggia del settantanove dopo Cristo. L\u2019audioguida dice che hanno trovato i resti di trecento persone ammassati sulla spiaggia e nelle rimesse delle barche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Scappavano, sotto il fuoco del vulcano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cercavano, in mare, una salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Immagino il fumo, i lapilli, il materiale piroclastico che si abbatte sulle case, sui porticati delle ville, che sfonda le mura di cinta dei giardini patrizi. Immagino la terra rossa di rabbia che viene fuori come un demone da pietre nere e ardenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dev\u2019essere stato un inferno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sera torno al Bed &amp; Breakfast. Per strada mi faccio un kebab, che non ho voglia di ristoranti. L\u2019indomani di mattina presto, colazione: alle sette e venti c\u2019\u00e8 il treno. Passo davanti al Mc Donald. \u00a0Accanto al marciapiede dirimpetto, c\u2019\u00e8 un bus bianco. Ci sono quattro o cinque persone con gli zaini e le cartellette di plastica che parlano a gruppi di due o tre. Mi ricordo della sigaretta, provo a cercarla con lo sguardo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Che idea stupida, come si fa a riconoscere un mozzicone buttato a terra due giorni prima? \u00c8 che ci si attacca a tutto, anche alle idee pi\u00f9 assurde. Tipo prendere una barca per sfuggire a un inferno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una ragazza dalla pelle scura e gli occhi di lava, seduta per terra sopra un cartone. Qualcuno fuma una sigaretta, butta la cicca sull\u2019asfalto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terra si manger\u00e0 anche quella.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56426\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56426\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono sei, sette persone. 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