{"id":56399,"date":"2025-04-18T10:54:44","date_gmt":"2025-04-18T09:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56399"},"modified":"2025-04-18T10:54:46","modified_gmt":"2025-04-18T09:54:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-aggiustare-le-ore-di-manuela-pomicino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56399","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Aggiustare le ore&#8221; di Manuela Pomicino"},"content":{"rendered":"\n<p><br>\u201cTempo disgraziato!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marina imprecava contro le ore delle sue giornate sempre troppo corte, mentre a passi rapidi raggiungeva il mercato. Ansimava. I sandali con la zeppa sbattevano di continuo contro i sanpietrini divelti della strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano le 10 di mattina e voleva fare in tempo a mettere in tavola un pranzo memorabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Delle recensioni non le importava. La sua pensione era sempre piena, le poche camere prenotate con mesi d\u2019anticipo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei voleva piacere, sorprendere, imprimersi nella memoria dei suoi ospiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cartolina d\u2019auguri a Natale o un messaggio sul telefono da chi avesse soggiornato anni prima nella Pensione \u201cda Marina\u201d valevano pi\u00f9 di mille stelline su internet.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI soldi finiscono\u201d diceva spesso. \u201cLa salute oggi c\u2019\u00e8, domani non si sa, gli uomini tradiscono\u2026&nbsp;il tempo \u00e8 infame, la memoria \u00e8 la sola ricchezza che teniamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla via di casa, con le buste piene di pesce fresco e, una foglia di scarola che sbucava dalla sporta, malediceva i tacchi di legno, gettando occhiate di disprezzo a quella&nbsp;<em>mala giovent\u00f9<\/em>&nbsp;che vedeva impigrirsi nella noia, seduta sui bordi della fontana della piazza, senza compiere altro sforzo che portare una sigaretta alla bocca, mandando in fumo quelle ore che sarebbero servite a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno Marina era ancora pi\u00f9 ansiosa del solito perch\u00e9 aspettava un ospite importante, un professore di Napoli che era stato mandato nientedimeno che dalla Soprintendenza; doveva fare non so che, aggiustare non so cosa, era esperto di chiss\u00e0 che. La ricciola doveva essere superba, la fama delle sue alici&nbsp;<em>mbuttunate<\/em>&nbsp;doveva arrivare fin dentro ai corridoi della soprintendenza, dell\u2019universit\u00e0, del Vaticano, dell\u2019universo intero.<\/p>\n\n\n\n<p>Mauro vide passare Marina, come ogni giorno, sudata, frettolosa. \u201cAvr\u00e0 20 anni pi\u00f9 di me, ma quanto mi fa sangue, non lo potete capire!\u201d disse agli amici. E intanto le fissava le natiche sporgenti sotto il vestito, indugiava sul polpaccio che guizzava ad ogni passo, sul tallone liscio che le sbucava dal sandalo alto; ne immaginava il sudore profumato, la pelle che assorbiva gli odori della cucina e del mare, in un misto inebriante di passione di vita. \u201cVai, portale la spesa\u201d lo incalzavano i compagni. \u201cNo, non \u00e8 cosa\u201d diceva lui. \u201cQuella \u00e8&nbsp;na\u2019 femmena \u2018e conseguenza, vuole fare tutto da sola, mi manda a quel paese!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si era fatto mezzogiorno. Lo capiva non soltanto dal ritocco del campanile ma anche da quel sole ancora non caldo di primavera, che ora sentiva cadergli a picco al centro della testa.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno, mi chiamo Lauro, e risolvo problemi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nuresh, il sagrestano, lo guard\u00f2 smarrito.<\/p>\n\n\n\n<p>Lauro non si scompose. \u201cNon ha visto Pulp Fiction, vero?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ridendo si fece strada all\u2019interno, con la valigetta in mano e l\u2019impermeabile ripiegato sul gomito. \u201cSono&nbsp;Lauro Soleri,&nbsp;lo gnomonista\u2026&nbsp;non le ha detto niente il parroco?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dinanzi alla faccia perplessa di&nbsp;Nuresh, la sua risata fragorosa fece tremare le fiammelle dei ceri davanti all\u2019immagine di San Gaetano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRestauro meridiane! Don Vito mi ha chiamato per restaurare quella della chiesa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiedo scusa, non parlo ancora la lingua, vengo dallo Sri Lanka\u201d.&nbsp;Il giovane appariva ancora disorientato.&nbsp;\u201cSiete venuto da Napoli? Posso offrire un caff\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, con l\u2019aliscafo. Una passeggiata sull\u2019isola si fa sempre volentieri! Niente caff\u00e8, procediamo con il sopralluogo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl problema \u00e8 che il parroco non c\u2019\u00e8&nbsp;e non mi ha detto niente\u201d si giustific\u00f2 il sagrestano. \u201cIo non sapevo che c\u2019era una meridiana in questa chiesa; a dire la verit\u00e0, non so nemmeno com\u2019\u00e8 fatta!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo so. I giovani stanno perdendo memoria di queste piccole meraviglie dell\u2019ingegno; dunque, le meridiane, o orologi solari, erano gli orologi quando non c\u2019erano gli orologi\u201d continu\u00f2 il professore. \u201cCome spiegarti? C\u2019\u00e8 un\u2019asticella, lo gnomone; la sua ombra si allunga su dei numeri segnati in una data posizione, che rappresentano l\u2019ora del giorno, o a volte le stagioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, ho capito, venga con me\u201d.&nbsp;Nuresh&nbsp;accompagn\u00f2 Lauro all\u2019esterno della chiesa, nella piazzetta. \u201cQuella?\u201d Indic\u00f2 un punto in altro sulla facciata laterale, sotto la cupola. I numeri erano sbiaditi e una crepa nel muro alla base dell\u2019asticella faceva s\u00ec ch\u2019essa pendesse obliqua. \u201cCi vorr\u00e0 un\u2019impalcatura; c\u2019\u00e8 un operaio qui in paese?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessore, dite la verit\u00e0, la ricciola\u2026&nbsp;ne avete mai mangiata una pi\u00f9 buona?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMai, signora Marina, dico sul serio. Era tutto ottimo, preparato con cura\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lauro si ripul\u00ec gli angoli della bocca col tovagliolo; prese il calice davanti a s\u00e9 e fece oscillare il vino bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa luce, che cosa potente!\u201d Butto gi\u00f9 l\u2019ultimo sorso e guard\u00f2 di nuovo Marina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon le dispiace mai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cosa profess\u00f2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFaticare, darsi tanto da fare\u2026&nbsp;e poi vedere scomparire tutto in pochissimo tempo sotto il palato di quelli come me, che si saziano, salutano e se ne vanno!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE vabb\u00e8\u201d sorrise lei. \u201cMa poi,&nbsp;per\u00f2, quando vi diranno Marina del porto, voi vi ricorderete di questo sapore, anche tra 20 anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE chi ce li ha vent\u2019anni? Cosa sono vent\u2019anni?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marina non seppe cosa dire; non aveva mai pensato al tempo in questi termini. Anche la memoria scompare. Di lei non sarebbe rimasto nulla, come la ricciola, come le alici, come il limoncello dell\u2019anno precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPranzer\u00f2 qui ancora domani, poi credo che avr\u00f2 finito il mio lavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer stasera gradite carne?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie, mangio una sola volta al giorno; far\u00f2 una passeggiata al tramonto sulla spiaggia e andr\u00f2 a dormire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Marina sparecchi\u00f2, lanciando uno sguardo al mare; da quanto tempo non passeggiava al tramonto?<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei un esperto di impalcature?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla terrazza in basso, il professore&nbsp;dava le istruzioni:&nbsp;pi\u00f9 in alto, pi\u00f9 a destra, ora a sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Mauro sembrava destreggiarsi bene tra assi di legno e tubi d\u2019acciaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono figlio di operaio, vado con mio padre da quando avevo 15 anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE pure tu fai l\u2019operaio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando capita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE nel resto del tempo che fai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNiente, mangio il gelato, guardo le ragazze, vado&nbsp;amare\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mauro martellava, saldava, trapanava.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine,&nbsp;diede la calce per otturare la crepa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 stato facile, no?\u201d Gli chiese Lauro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembra facile profess\u00f2, ma non per forze \u00e8\u201d. rispose Mauro allegramente. \u201cPer esempio,&nbsp;a voi vi&nbsp;pare facile stare tutto il giorno senza fare niente? E invece perdere tempo \u00e8 un\u2019arte! A volte non ti passa mai, ci vuole pazienza, bisogna aspettare il momento giusto ma poi, cos\u00ec,&nbsp;bellebbuono, arriva&nbsp;n\u00e0&nbsp;risata,&nbsp;n\u00e0&nbsp;battuta che non te l\u2019aspettavi, lo sguardo di una bella ragazza\u2026&nbsp;Le cose migliori succedono senza preavviso, e cos\u00ec&nbsp;come sono venute se ne vanno\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lauro pareva divertito. \u201cE allora a che serve sapere che ore sono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA niente! Il tempo lo hanno inventato le persone tristi!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl tempo non ha importanza quando sei giovane. Ma quando soffri s\u00ec. Il dolore si misura in ore; ti domandi quando finir\u00e0, ti dici che \u00e8 durato abbastanza\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lauro sembr\u00f2 incupirsi, ma Mauro, che ora scendeva dall\u2019impalcatura, sembr\u00f2 non farci caso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora io&nbsp;sono stato fortunato! Sono stato una meridiana pure io senza saperlo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Nuresh&nbsp;accompagn\u00f2 al porto il professore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie per avermi spiegato tutte quelle cose sul tempo; sa, nella cultura Tamil, che \u00e8 molto vicina all\u2019induismo, le cose non hanno un inizio e una fine ma si ripetono all\u2019infinito, cos\u00ec anche la vita si ripete dopo la morte, e il tempo ricomincia ogni volta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sei un prete cattolico?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, ma una parte del mio cuore crede che rinasceremo molte volte prima di andare in paradiso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che alla fine il tempo \u00e8 un\u2019illusione! Lo puoi misurare, calcolare, ingabbiare\u2026&nbsp;l\u2019unica certezza \u00e8 che abbiamo una scadenza e siamo destinati a sparire senza lasciare traccia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessore, ultima domanda. Se l\u2019ora del giorno si poteva capire solo dalla posizione del sole, come facevano di notte o quando era nuvoloso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi arrangiavano!\u201d rispose Lauro, sollevando le braccia e avviandosi sulla banchina.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo poco, dalla prua dell\u2019aliscafo, Lauro vide due sagome che si sbracciavano per salutarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Li riconobbe. Due ombre che si allungavano all\u2019infinito dai loro corpi, sotto gli ultimi raggi del sole al tramonto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56399\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56399\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTempo disgraziato!\u201d Marina imprecava contro le ore delle sue giornate sempre troppo corte, mentre a passi rapidi raggiungeva il mercato. 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