{"id":56374,"date":"2025-04-14T11:15:55","date_gmt":"2025-04-14T10:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56374"},"modified":"2025-04-14T11:15:56","modified_gmt":"2025-04-14T10:15:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-dove-comincia-il-sempre-di-nabila-cini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56374","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Dove comincia il Sempre&#8221; di Nabila Cini"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel piccolo borgo di Roccaluce, arroccato tra ulivi contorti e muretti a secco, il giorno si apre come un fiore timido. \u00c8 maggio, e l\u2019aria sa di tigli in fiore, di terra umida e pane appena sfornato. I tetti rossi brillano sotto un cielo ancora incerto, screziato di nuvole leggere che sembrano sospese in attesa. La chiesa di San Martino, antica e silenziosa, si erge con la sua facciata scrostata e dignitosa, accogliendo un giorno che sar\u00e0 ricordato: il matrimonio di Viola e Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Viola avanza lungo la navata, ogni passo un battito che risuona tra le colonne. Il vestito bianco ondeggia al ritmo del respiro, leggero e deciso, come lei. Ha gli occhi lucidi, le mani fredde ma ferme. Cammina verso Matteo, ma dentro di s\u00e9 percorre una strada molto pi\u00f9 lunga: fatta di ricordi, paure vinte, sogni cuciti con pazienza. Ogni passo dice: \u201cSono pronta, anche se tremo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno, il paese trattiene il fiato. I volti familiari si piegano in sorrisi, occhi che brillano, mani che si stringono. C\u2019\u00e8 chi ricorda quando Viola correva scalza per i vicoli, chi ha visto Matteo crescere tra i campi. Tutti sanno che questo amore \u00e8 nato piano, come le cose vere: tra silenzi condivisi, litigi sinceri, e ritorni che non avevano bisogno di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo la guarda arrivare. Il cuore batte forte, ma resta immobile. Ha le mani sudate, il respiro corto, e un sorriso che gli nasce piano, dagli occhi. Quando Viola gli \u00e8 vicina, il mondo sfuma. Restano loro due, e il suono quieto di una promessa che sta per prendere voce.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia \u00e8 semplice, ma densa come il profumo dell\u2019ulivo dopo la pioggia. Le parole del sacerdote sono lente, rotonde, e si poggiano sui presenti con la leggerezza delle cose autentiche. I voti, quando arrivano, escono piano, con la voce che trema e lo sguardo fisso. \u201cTi scelgo,\u201d dicono entrambi, \u201coggi e ogni giorno che verr\u00e0.\u201d Non \u00e8 solo un giuramento: \u00e8 un salto nel vuoto fatto insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019uscita, il cielo si \u00e8 aperto. Il sole irrompe come un applauso, e i petali lanciati nell\u2019aria danzano tra le risate. I bambini corrono tra le gambe degli invitati, le campane suonano come se volessero raccontare al mondo che qualcosa \u00e8 cominciato. Viola stringe forte la mano di Matteo. Il presente \u00e8 un lampo perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La festa li attende tra le colline, nella villa della zia di Viola, circondata da cipressi e vigne ordinate come preghiere. I tavoli, sotto un pergolato intrecciato di glicine, sono un tripudio di colori e ricordi: tovaglie ricamate a mano, piatti spaiati ma pieni di storie, bottiglie con etichette scritte a penna. Il vento muove le tende leggere, porta con s\u00e9 l\u2019odore del pane caldo e della terra viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pranzo scorre tra brindisi e racconti, tra il profumo del basilico e quello della torta al limone. Il cugino suona la fisarmonica, e la sua musica si intreccia al ronzio delle api e alle risate che scoppiano come fuochi d\u2019artificio. Viola e Matteo si sfiorano spesso, con gesti piccoli: una carezza sul polso, uno sguardo che dice \u201cci sono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto, Viola si alza. Cammina tra i filari di vite che scendono verso la valle. Il sole si abbassa, tingendo tutto d\u2019oro antico. L\u2019aria profuma di fieno e vento. Cammina per pensare, per sentire tutto quello che le pulsa dentro. Non \u00e8 solo felicit\u00e0: \u00e8 stupore, \u00e8 gratitudine, \u00e8 una leggera vertigine. Si ferma, chiude gli occhi, e ascolta il suo respiro mescolarsi a quello del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo la raggiunge in silenzio. Le si avvicina piano, come si fa con le cose sacre. Le prende la mano senza parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi sei?\u201d chiede, con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec,\u201d risponde lei, semplice e chiara come il cielo di fine giornata. \u201cE rester\u00f2.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando tornano alla festa, il cielo \u00e8 un manto di stelle timide. Le luci appese agli alberi sembrano lucciole immobili, i passi si fanno pi\u00f9 lenti, le voci pi\u00f9 basse. Ballano sotto le lanterne, stretti, inciampando e ridendo. Non importa l\u2019eleganza, importa la verit\u00e0: due corpi che si cercano, due cuori che battono insieme, senza bisogno di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>La torta ha una crepa, lo zio Alfredo canta stonato, qualcuno versa il vino sul vestito. Ma \u00e8 tutto perfetto, proprio perch\u00e9 imperfetto. Perch\u00e9 l\u2019amore vero non ha bisogno di scenografie: ha bisogno di mani che si stringono forte, anche quando tremano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la festa si spegne e il silenzio torna a riempire la campagna, restano solo loro due. Viola e Matteo, seduti su una panchina di legno, con le scarpe slacciate e il cuore pieno. La notte li avvolge con dolcezza. E in quel buio luminoso, qualcosa si accende dentro: non un fuoco d\u2019artificio, ma una brace che scalda piano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u00ec, in quel momento sospeso tra ci\u00f2 che \u00e8 stato e ci\u00f2 che sar\u00e0, che comincia il sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56374\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56374\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel piccolo borgo di Roccaluce, arroccato tra ulivi contorti e muretti a secco, il giorno si apre come un fiore timido. \u00c8 maggio, e l\u2019aria sa di tigli in fiore, di terra umida e pane appena sfornato. 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