{"id":56336,"date":"2025-04-14T11:33:03","date_gmt":"2025-04-14T10:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56336"},"modified":"2025-04-14T11:44:08","modified_gmt":"2025-04-14T10:44:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-quella-volta-che-infiocchettammo-una-lavagna-di-ada-rita-del-missier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56336","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Quella volta che infiocchettammo una lavagna&#8221; di Aida Rita del Missier"},"content":{"rendered":"\n<p>Quel pomeriggio erano usciti i tabelloni con i voti di fine anno scolastico: seconda media conclusa con ottimi risultati per il nostro inseparabile trio, Patrizia, Ugo e Rita.<\/p>\n\n\n\n<p>Decidemmo di festeggiare adeguatamente, lanciandoci in un\u2019impresa da ricordare. L\u2019euforia per l\u2019estate che avevamo davanti ci rendeva effervescenti, audaci. Direi perfino temerari.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019anno delle avventure di Gianburrasca in televisione. Sar\u00e0 che l\u2019interprete si chiamava Rita come me, sar\u00e0 che aveva pure le mie stesse lentiggini e statura, ma ero proprio affascinata dalla personalit\u00e0 e dalle imprese di quel ragazzino contestatore che lottava contro le ipocrisie del mondo degli adulti: il mio eroe.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aule delle elementari attigue a quelle delle nostre medie ci sembrarono il luogo adatto per esprimere tutta la nostra esuberante creativit\u00e0. Chiss\u00e0 quale spirito sabotatore anti-sistema pre-sessantottino si impossess\u00f2 di noi e ci spinse all\u2019impresa? Non mi pare avessimo chiara consapevolezza di alcuna particolare ingiustizia o falsit\u00e0 da combattere o contro cui manifestare. Ma certamente qualcosa di nuovo, per quanto confuso e disordinato, stava prendendo forma dentro di me, ragazzina per bene e apparentemente giudiziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ugo, piccolo e agile, physique du r\u00f4le perfetto, si offr\u00ec, da vero gentiluomo, di fare il lavoro sporco: scassinare la finestra. Patrizia ed io entrammo signorilmente, senza sporcarci le mani, dalla porta, aperta dall\u2019interno dal nostro intrepido ariete.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019aula della quinta incollammo puntine da disegno sulle sedie, ammucchiammo cataste di libri sulla cattedra, rovesciammo il cestino della carta spargendo il contenuto su tutto il pavimento. In quarta infiocchettammo graziosamente una lavagna con la carta igienica, oscurammo le finestre con i grembiuli appesi all\u2019attaccapanni di ferro, lanciammo in aria le cartoline delle regioni italiane, in un esaltato crescendo tra l\u2019eccitato e il demenziale, borderline con il vandalico-delinquenziale. Terminammo l\u2019opera attaccando tra di loro con lo scotch trasparente le gambe dei banchi della terza, trasformandoli in una specie di catafalco funebre con tanto di candeline di cera, trovate in un armadio, forse rimaste l\u00ec da un compleanno festeggiato in classe. Per fortuna qualche residuo di buonsenso ci consigli\u00f2 di non accenderle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce ne andammo uscendo trionfalmente dalla porta ormai aperta, soddisfatti del nostro lavoro, pregustando la reazione di maestri e alunni all\u2019entrata in classe la mattina dopo. Le lezioni delle elementari, infatti, sarebbero durate ancora fino a fine giugno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani nessun clamore per il nostro gesto apparve sulla cronaca locale. Neanche l\u2019ombra di una notizia sul Gazzettino.&nbsp; Delusa chiesi alla figlia del fotografo, che faceva la terza e abitava vicino a me, se a scuola andasse tutto bene e lei mi rispose in modo insignificante, senza dare alcuna soddisfazione alla mia curiosit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni dopo arriv\u00f2 una telefonata del maestro Francesco, il mio amato insegnante di quinta elementare, ex-alpino, che invece della preghiera la mattina faceva cantare Il testamento del capitano o il Va\u2019, pensiero. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, maestro, gliela passo\u00bb rispose mia madre, \u00abRita, vuole parlare con te.\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Capii immediatamente di essere nei guai.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi ha chiesto di andare a scuola per mettere a posto i libri della biblioteca\u00bb, fu la scusa che mi inventai, cercando di evitare lo sguardo perplesso di mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore mi batteva a mille e sentivo un gran caldo in faccia. Come un torero che si prepara ad affrontare l\u2019arena, indossai in silenzio il vestito verde pistacchio, con tanto di bolerino en pendant, e le ballerine arancioni che avevo sfoggiato a maggio alla prima comunione di mia cugina.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Percorsi la breve strada che mi separava dalla scuola in una specie di trance,&nbsp; con orribili visioni di ci\u00f2 che mi sarebbe accaduto. Arrivai davanti alla porta della quinta e bussai.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvanti!\u00bb mi ordin\u00f2 la voce profonda del maestro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Entrai in classe. Camminai con il cuore in tumulto e le guance infuocate, tra due file di banchi scuri e massicci e mi fermai a fianco della cattedra. Il maestro si alz\u00f2 in piedi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sai perch\u00e9 ti ho fatto venire qui, vero?\u00bb mi chiese severo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCredo per mettere a posto i libri della biblioteca\u00bb risposi, aggrappandomi alla scusa inventata per mia mamma e cercando di apparire disinvolta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvete fatto una cosa gravissima. Vergognosa. Da riformatorio.\u00bb&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa? Io non so niente, maestro.\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI bidelli vi hanno sentito. Hanno riconosciuto le voci.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembrava che il cuore mi volesse uscire dal petto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPensavano foste venuti a vedere i voti e non si sono preoccupati. E poi hanno scoperto quel disastro. Cosa hai da dirmi?\u00bb il tono del maestro diventava sempre pi\u00f9 inquisitorio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEro venuta a vedere i voti. La porta era aperta. Poi sono andata in bagno. Io non ho visto niente.\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE la finestra? Chi ha forzato la finestra? Tu non sai nulla, vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuale finestra? La porta era aperta\u00bb insistetti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il maestro prosegu\u00ec l\u2019interrogatorio davanti agli alunni che mi guardavano seri in un silenzio pieno di curiosit\u00e0 e rimprovero. Continuai a negare tutto, anche l\u2019evidenza. Non cedetti ad alcun tentativo di offerta di sconto di pena in cambio di una qualche ammissione di colpa. Non confessai nulla. Non feci i nomi dei miei complici, che, seppi poi, erano stati sottoposti allo stesso mortificante trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sai che rischiate una denuncia per atti vandalici? Sai cosa vuol dire?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Immagini di ragazzini in catene in squallide carceri minorili mi passarono davanti agli occhi: lo sceneggiato di David Copperfield mi aveva fatto scoprire che il mondo dell\u2019infanzia poteva essere tragico e doloroso. Mi sentii svenire, ma non mi arresi. Ormai ero pietrificata nella mia parte di vittima innocente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, so cosa vuol dire, ma io non c\u2019entro niente\u201d riuscii a dire con voce sempre pi\u00f9 esitante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCon te ho finito. Torna a casa adesso. Parler\u00f2 con i tuoi\u00bb mi conged\u00f2 brusco il maestro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrai a casa e mi chiusi subito a chiave in cameretta senza lasciare il tempo a mia madre di chiedermi nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo giunse la telefonata del maestro che informava i miei dell\u2019accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abApri questa porta! Ti ho detto di aprire! Si pu\u00f2 sapere cosa vi \u00e8 saltato in mente? Dio, che vergogna! Ma uscirai prima o poi! E faremo i conti.\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi resi conto che l\u2019assedio sarebbe stato lungo e duro.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedrai cosa ti succede quando arriva tuo padre! E con Patrizia hai chiuso! Lo sapevo io che era una brutta compagnia! Certo, con quella madre tedesca che la lascia sola a fare quello che vuole!\u00bb urlava mia madre, mescolando principi pedagogici pre-telefono azzurro e pregiudizi xenofobi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Restai chiusa nella mia camera un giorno e una notte per sopravvivere alla furia dei miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, affamata e anche un po\u2019 pentita, aprii la porta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56336\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56336\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel pomeriggio erano usciti i tabelloni con i voti di fine anno scolastico: seconda media conclusa con ottimi risultati per il nostro inseparabile trio, Patrizia, Ugo e Rita. 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