{"id":56215,"date":"2025-03-31T18:15:32","date_gmt":"2025-03-31T17:15:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56215"},"modified":"2025-03-31T18:20:00","modified_gmt":"2025-03-31T17:20:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-i-piedi-di-mia-madre-di-rita-anna-maria-stel-fantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56215","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;I piedi di mia madre&#8221; di Rita Anna Maria Stella Fantini"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>-Che traffico! Mi soffoca; avrei voluto fare tutto con calma e mi ritrovo a truccarmi qui dentro, ferma ad un semaforo, con quello della macchina a fianco che mi guarda e sorride\u2026 L\u00ec, all\u2019incrocio, quell\u2019altro sta telefonando mentre corre come un pazzo!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Odio questa vita che non ho scelto: uno stipendio che serve a pagare il mio diritto a vivere, una macchina scassata dove, ad un semaforo rosso, vi arredo una estemporanea toletta con tanto di specchio retrovisore atto a controllare che il rossetto non sbordi fuori le labbra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Ed io, anima incerta, intontita dal frastuono di regole che non ho scelto, che cerco la bellezza in ogni cosa, per non affondare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cara Mamma, ti vorrei tanto telefonare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi servirebbe sentire la tua voce che \u00e8 silenziosa da 7 anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Basterebbe uno stordimento illusorio: rendere reale e vibrante quello che non potr\u00e0 mai avverarsi, basterebbe un salto dentro la follia guaritrice di cui nessuno parla mai\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Squilla il cellulare e contemporaneamente scatta il semaforo verde; con un sobbalzo, butto il rossetto nel sedile del passeggero e riprendo a guidare, mentre rispondo come un giocoliere che sbaglia e lancia all\u2019aria i birilli e la sua abilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cPronto, ciao Cri, sto ancora in mezzo al traffico. Stasera andiamo a vederci quel filmetto al cinema? Ok, ci mettiamo d\u2019accordo pi\u00f9 tardi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; La telefonata finisce presto, la mattina parlo poco\u2026e poi stavo pensando a te, Cara Mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sai che mi \u00e8 successo poco fa?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ho sentito che mi sopraggiungeva un pensiero obliquo, che non sapevo bene da dove partisse, strampalato, che si mescolava alla visione veloce della macchina che passava ed il pedone con le scarpe da ginnastica gialle che stava attraversando la strada: mi sono apparsi i tuoi piedi in quella modalit\u00e0 bizzarra con cui li agganciavi l\u2019uno all\u2019altro, quando riposavi nel tuo letto, il pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>E ho sentito un dolore come se tu fossi morta mezz\u2019ora fa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il pomeriggio mi affacciavo nella tua stanza, e dall\u2019uscio intravedevo i tuoi piedi che navigavano in quella distesa di letto: si annunciavano conserti ed eleganti in quell\u2019aggancio dato dall\u2019incrocio delle tue caviglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Riposavi su quel letto, dando le spalle alla porta e piegavi le tue gambe magre, che l\u2019et\u00e0 aveva reso ossute ed angolose, mentre agganciavi la tua mano sotto il cuscino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi soffermavo, intenerita, ad osservare la tua schiena ricurva e morbida che scivolava, senza fretta, sul tuo sedere di donna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Giravo lentamente intorno al tuo corpo e mi fermavo sui tuoi occhi un po\u2019 strizzati da un sonno necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevi delle caviglie strane, che lievemente si allargavano verso il calcagno. Soltanto in te notai quella divertente anomalia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nicchiavo su quell\u2019uscio, non so perch\u00e9, ma mi piaceva guardarti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quando ti accorgevi che ero vicina, che frugavo nel tuo sonno, con gli occhi socchiusi, sbiascicavi frasi tipo:\u201d Vai di l\u00e0, adesso lasciami dormire\u2026fra un po\u2019 mi sveglier\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sorridevo lievemente mentre guardavo il tuo maglione di turno, con rifiniture argentee o dorate, deposto sulla poltrona rosa cipria, accanto al letto. Avevi questa strana esuberanza nel vestire che tendeva ad esprimersi, nel vestiario, con un brio un po\u2019 barocco.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi aggiravo per casa oziando felicemente e, nei pomeriggi sonnolenti e grigi dove quella dimora viveva in una penombra silenziosa, nel lungo corridoio che divideva la mia stanza dalla tua, galleggiavano ancora i sapori del pranzo consumato, mescolati ad i profumi immaginari di quello che avresti preparato per cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla mia camera ti sapevo l\u00ec, poco distante e che non mi saresti ancora sfuggita per le tue giornate di beneficenza che riprendevano intorno alle 5 pomeridiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ero giovane e tu mi apparivi eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sarebbe giunto, dopo un\u2019ora, un\u2019ora e mezzo, il tuo ciabattare che avanzava verso la cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quel ritmo confuso dei tuoi passi si mescolava allo scroscio dell\u2019acqua che fuoriusciva dal rubinetto, pronta a tramutarsi in t\u00e8 di l\u00ec a poco ed insieme annunciavano che ci avresti raggiunto per offrirci quel solito infuso su un vassoio lucente.<\/p>\n\n\n\n<p>Facevo il solito gioco: chiudevo la porta della mia stanza, aspettando che tu l\u2019aprissi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMi scusi se l\u2019ho urtata, non volevo\u201d: cos\u00ec mi rivolgo ad un barbone che mi sta venendo incontro sul marciapiede di via Venti Settembre. Lui neanche si accorge di me, mentre io continuo a mangiare un kebab avvolto di pane arabo che sapeva di piadina romagnola.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cammino frettolosamente lungo la strada principale, trascinandomi una sciarpa che, abbandonatasi per una estremit\u00e0, ripulisce ben bene il marciapiede.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;C\u2019incespico sopra e per poco riesco ad evitare una caduta, inventandomi un saltello da acrobata circense.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sudata sul collo, mi asciugo con l\u2019altro lembo lanoso che \u00e8 adagiato sulla spalla. Ho lasciato la macchina in un parcheggio tranquillo, ma corro, corro perch\u00e9, come al solito, sono in ritardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nevrotica e stanca, varco finalmente il \u201cPalazzo con i vetri tutti neri\u201d mentre, con un sincronismo da gara, inghiottisco l\u2019ultimo boccone di kebab.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Entro come una furia, ma vengo bloccata da uno dei custodi in tuta trasparente che espone le sue primizie anatomiche, senza reticenza e mi viene da pensare che li mettono l\u00ec per crearci il buon umore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignora, si fermi! Deve aspettare il visto prima di procedere, Poi dovr\u00e0 passare la prima doccia sasmostica, per poter entrare nel Palazzo. Non ricorda il procedimento?\u201d e con aria spocchiosetta, piroetta quello splendido corpo, reso argenteo dalla tuta trasparente, in direzione di una consolle di pulsanti luminosi e, con disinvoltura, ne preme uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo, arriva il tizio in tuta blue, con il viso coperto e gli occhi di ghiaccio e vengo affidata alle sue cure. Firma un foglio e mi prende in custodia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La mia cartella personale \u00e8 deposta sotto la sua ascella e con fare sbrigativo mi tratta come un\u2019appestata, conducendomi immediatamente nella zona per il trattamento sterilizzante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spoglio nella solita cabina che sa di sole abbagliante.<\/p>\n\n\n\n<p>Deposito, gli abiti e le scarpe, in una scatola dorata l\u00ec a fianco; poi salgo su una pedana leggermente riscaldata e, dalla base, si alza una gettata di vapore caldo cos\u00ec denso che i miei piedi cominciano a scomparire. Continua a salir fino a vestirmi completamente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dopo 5 minuti&nbsp; m\u2019incammino verso il corridoio di piastrelle bianche per raggiungere una ulteriore terapia purificatrice: entro dentro una grande sfera e vengo irradiata da una doccia di luce verde che pulisce meglio dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E che sar\u00e0 mai? Mi fanno sentire sempre una malata di peste bubbonica che, se non verr\u00e0 \u201ctrattata\u201d in tempo, arriver\u00e0 a contaminare tutto il mondo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come al solito sono esagerati. Tutte le volte che entro dentro quel Palazzo, mi depurano il corpo e mi riservano un approccio di \u201cripulitura\u201d al limite dell\u2019allarmante.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il trattamento sulla pedana riscaldata e la sfera con la doccia pulsante verde, entro nella cabina 7B ed il mio corpo passa attraverso due rulli che roteano avvolgendomi addosso una garza imbevuta di un liquido trasparente che sembra mi sbianchi un po\u2019 la pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi mi lasciano finalmente andare, mentre la garza si slega dal mio corpo, cadendo a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Devono cancellare tutte le tracce della nostra vita fuori di l\u00ec, per poi procedere con il \u201cvero trattamento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro, subito dopo, nell\u2019altra stanza, quella tutta metallica, dove sulla parete di sinistra ci sono tanti pulsanti illuminati di vari colori.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedo adagio, dopo che dietro di me si sono richiuse 4 porte a soffietto. Quel sibilo che accompagna la chiusura mi fa pensare che ormai sto in tenuta stagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Comincio a sentirmi un\u2019altra persona, mi sembra addirittura di pesare pochissimo, come se l\u2019aria intorno a me mi sollevasse un pochino.<\/p>\n\n\n\n<p>Strano, questa volta comincio a sudare e accuso delle vertigini strane.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente arrivo nella sala azzurrina, quella pi\u00f9 importante, ma, nel\u201d Palazzo dai vetri neri\u201d, ce ne sono disseminate un po\u2019 ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;In queste sale ci sono le piattaforme.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni stanza ce ne sono circa 30. &nbsp;Hanno la sagoma di un sarcofago e, appena ti ci poni frontalmente, si aprono dal centro perch\u00e9 il coperchio si ritrae magicamente fino a scomparire.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi accomodo all\u2019interno di una piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dovete sapere che, presa la posizione supina, abbiamo l\u2019urgenza di collegarci a svariati tubi che sono laterali alle pareti della piattaforma e dobbiamo sbrigarci a concludere l\u2019operazione perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una voce esterna, metallica ed impersonale, che ci sollecita a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La piattaforma, a tal punto, si richiude diventando trasparente e delle telecamere roteanti controllano tutte le nostre attivit\u00e0 biofisiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 un gran silenzio e poca luce, ci sono gi\u00e0 sei persone che dormono con i tubi collegati nella stanza che ho scelto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Ho il sospetto che ci sono cose che non ci dicono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Al fianco della mia postazione, vi \u00e8 un individuo che sta supino nella sua piattaforma e, attraverso il vetro trasparente, mi guarda: fa strani gesti con la testa, come se fosse attraversato da scosse elettriche, ma a tratti mi sorride\u2026forse per tranquillizzarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho preso l\u2019abitudine a rimuovere subito quello che non capisco: mi rende la vita pi\u00f9 semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri tubi sono rossi trasparenti e dentro ci passa quel rigenerante che serve per non invecchiare, per non morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimarremo eternamente giovani; saremo giovani insieme ad i nostri figli. I nostri genitori avranno la nostra et\u00e0, ed anche i nostri nonni, i nostri bisnonni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiesto loro se \u00e8 possibile tornare indietro, per prenderti nel programma, Cara Mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai questo trattamento \u00e8 collaudato: sono passati 2 anni e non abbiamo avuto effetti collaterali, solo un leggero bruciore alla testa che sopraggiunge la prima sera, dopo il trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro non so.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi hanno detto che la situazione pi\u00f9 difficile, nel tuo caso, \u00e8 andare a ritroso nel tempo e riprenderti nella vita, proprio nel momento in cui sei stata per trapassare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi hanno dato grandi speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno voluto tante informazioni su di te, addirittura anche se avevi le vene e le arterie in buono stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse riescono a riprenderti dalla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui dentro camminiamo senza scarpe, sono vietate. I capelli sono superflui, anche i peli: siamo tutti levigatissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci aspettano 24 ore in cui nessuno ci disturber\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finir\u00e0 il trattamento ci riapriranno quelle porte a soffietto e riusciremo a rivedere il cielo, le nuvole, il sole, la luna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ritorneremo ad essere fragili, umani, ma aspetteremo con ansia un\u2019atra settimana per poter ripetere il trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si, siamo diventati immortali.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi hanno detto che stanno lavorando per poter resettare i nostri pensieri quando diventano troppo ingombranti o dolorosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che ne approfitter\u00f2 presto, anche perch\u00e9 il corpo sta in ottima forma, ma la mente non migliora, anzi spesso piango e &nbsp;noto anche di pi\u00f9 la discrepanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa novit\u00e0, di volerci ripulire i pensieri, diminuir\u00e0 di molto il dolore della nostra esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>In cambio che vogliono? Non lo so, non abbiamo concordato ancora nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Certe giornate sarei disposta a dare in cambio anche l\u2019anima pur di allentare quella morsa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non mi \u00e8 tutto chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ci dicono di portar pazienza perch\u00e9 si stanno organizzando.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importante, comunque, \u00e8 che riescano a recuperarti, Cara Mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sarebbe proprio bello poterti riabbracciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho lasciato la tua stanza immutata, non ci vorrebbe molto per risistemarla. Manca solo il letto che ho tolto perch\u00e9 mi ricordava quanto avevi sofferto, ma ci vuole un pomeriggio per rimontarlo nella stessa posizione in cui stava. Anzi te ne comprer\u00f2 uno nuovo, \u00e8 meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti conoscerei giovane &nbsp;come ti ho visto solo nelle foto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Riavresti le gambe tornite dei tuoi 20 anni e con pap\u00e0 usciresti la sera per andare a ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Nessuno morir\u00e0 pi\u00f9, vuoi mettere che non soffrir\u00f2 pi\u00f9 nel pensare ai tuoi piedi?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56215\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56215\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 -Che traffico! 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