{"id":56184,"date":"2025-03-24T19:51:42","date_gmt":"2025-03-24T18:51:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56184"},"modified":"2025-03-31T18:12:25","modified_gmt":"2025-03-31T17:12:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-al-di-la-del-giardino-frammenti-di-generazione-x-di-laura-sabatini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56184","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Al di l\u00e0 del giardino, frammenti di generazione X&#8221; di Laura Sabatini"},"content":{"rendered":"\n<p>Il giardino era silente, all\u2019improvviso, una voce di bambina si diffuse nell\u2019aria\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiorgio passa la palla che faccio un tiro alla Van Basten!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Due bambini, nell\u2019immenso parco della villa di famiglia, si scambiavano passaggi tentando di emulare i loro idoli, quel Milan, che li faceva sognare ad occhi aperti. Era un po\u2019 un modo per sentirsi parte di qualcosa, in un giardino di antenati importanti, di cui non capivano l\u2019essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma di Elisa, sebbene sessantottina, non vedeva di buon occhio che la figlia giocasse a calcio coi maschi&#8230; \u201cElisa, ti rovini le gambe\u201d, \u201csei un maschiaccio, dedicati alla musica\u201d, diceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano gli anni \u201980 del 1900, Elisa non riusciva proprio a sopportare certi clich\u00e9, \u201cse le donne sono cos\u00ec scarse, voglio essere un maschio!\u201d ripeteva tra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini erano cugini, i genitori li lasciavano alla nonna vedova durante le vacanze estive; nella casa c\u2019era anche una vecchia prozia, Sara, che non si era mai sposata perch\u00e9 la sua vita era stata dedicata al mantenimento della propriet\u00e0. Suo padre, imprenditore tessile, era stato abbastanza illuminato da averla stimata a sufficienza da ad una donna delle responsabilit\u00e0: il mantenimento della sua propriet\u00e0 agricola, nonch\u00e9 residenza estiva.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 pomeriggio, ora della merenda, i bambini andavano dalla prozia a mangiare la \u201claciada\u201d, una specie di tortino soffritto con lo zucchero. La casa sapeva di antico, Sara, nostalgica dei suoi tempi, gli raccontava delle sue imprese da crocerossina in Africa, durante la Seconda guerra mondiale, i bambini, con gli occhi sgranati, la ascoltavano, immaginando un\u2019epoca per loro lontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Zia Sara era anche un\u2019ottima lettrice, teneva sulla credenza, vicino al tavolo della sala, il libro di fiabe dei fratelli Grimm, sempre pronto all\u2019uso nel caso si presentasse qualche nipotino.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, la nonna gli faceva recitare il padrenostro, che Giorgio sapeva bene, in quanto i suoi genitori erano cattolici praticanti, Elisa invece, non battezzata, lo imparava con gioia, ma poi pensava \u201cma se mi appare Ges\u00f9 cosa devo fare?\u201d. La cosa tutto sommato le faceva un po\u2019 paura, non le dava un senso di quiete.<\/p>\n\n\n\n<p>A settembre, gli zii spesso facevano delle feste in giardino con 300 invitati eleganti che a fine serata si mettevano a ballare nella vecchia serra\u2026 le luci, la musica creavano un\u2019atmosfera magica, i bambini sgattaiolavano qua e l\u00e0 tra gli invitati, giocavano a nascondino; il carretto dei gelati era fuori dalla serra, insieme ai cocktail per gli adulti, tutto per loro praticamente. Queste feste erano un\u2019occasione per gli zii di fare pubbliche relazioni in vista degli affari, la musica rock anni \u201980 vibrava nella vecchia serra di legno, illuminata dalle luci da discoteca, gli adulti ridevano e si lasciavano andare alle danze pi\u00f9 sfrenate, come se fossero degli adolescenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo clima allegro piaceva molto ai bambini che si sentivano molto fortunati.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di Elisa era abbastanza particolare, i genitori si definivano degli \u201cintellettuali\u201d, la seconda parte dell\u2019estate la portavano in giro, coi loro amici artisti e poeti in luoghi molto belli, c\u2019erano anche i figli degli amici!!<\/p>\n\n\n\n<p>Michele, era un bambino molto fantasioso, amava gli animali, e sapeva costruire con la carta dei super aeroplanini, viveva avventure immaginarie tutti i giorni: \u201cecco che arrivano i pirati\u201d,\u201d abbiamo conquistato la vetta\u201d . Ogni giorno si trasformava in un\u2019avventura entusiasmante, la loro fantasia era molto fertile, non si annoiavano mai, inventavano sempre un gioco nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni \u201980 erano caratterizzati dal boom economico, si viveva con grande ottimismo per il presente e il futuro, erano anche gli anni del consumismo, i bambini erano diventati dei consumatori, la tv, tra un cartone animato e l\u2019altro, trasmetteva tante pubblicit\u00e0 allettanti dei giochi pi\u00f9 strani.<\/p>\n\n\n\n<p>Le compagne di scuola di Elisa li avevano tutti, i suoi invece le compravano il minimo<\/p>\n\n\n\n<p>indispensabile, determinati a proteggerla da quella che chiamavano \u201cla mediocrit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A quei tempi esisteva gi\u00e0 il tempo pieno alle elementari, le maestre di Elisa erano molto brave, coinvolgevano i bambini nella lettura di libri contemporanei per ragazzi. Un giorno li portarono alla \u201clibreria dei ragazzi\u201d, in via dell\u2019Unione a Milano, a conoscere il direttore Roberto Denti, questi disse \u201ci bambini leggono con due occhi, gli adulti con uno solo\u201d. Quella frase rimase un punto fermo per tutta la vita di Elisa che tenter\u00e0 da allora di non perdere quel dono, la magia dello sguardo da bambina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo scorreva veloce e l\u2019infanzia volgeva al termine, le \u201cnotti magiche \u201cdei mitici mondiali di Italia \u201990, coincisero con la fine delle elementari.<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo anno delle medie, Michele si trasfer\u00ec in un\u2019altra citt\u00e0, Giorgio, che era pi\u00f9 piccolo, era ancora alle elementari. Elisa non voleva crescere, l\u2019infanzia le aveva regalato dei ricordi bellissimi, il suo stato di bambina le piaceva un sacco, viveva nel sottosuolo, vedeva il mondo adulto di nascosto, ma non voleva assolutamente appartenerci. I nuovi professori, il primo giorno di scuola, esordirono dicendo: \u201cOra non siete pi\u00f9 dei bambini, siete alle medie, dateci del lei e chiamateci Professore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova vita la stordiva, i nuovi compagni di scuola, tutto sembrava tinto di nero. Ascoltava i Beatles, a differenza degli altri compagni, che si dilettavano con radio dj e i miti del festival bar, si sentiva terribilmente inadeguata. Ad un certo punto, si accorse che altri due compagni di classe sembravano disorientati quanto lei: Elena che, come il suo amico d\u2019infanzia, amava gli animali tentava di salvarli e li portava a casa scatenando le urla di sua mamma, e Simone, un ragazzo sognatore con tanti interessi che faceva il boy-scout nel tempo libero.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre ragazzi divennero subito amici, passavano le loro giornate a inventare spot pubblicitari dissacranti, una satira del mondo commerciale in voga che tanto li deprimeva. Trovarono l\u2019uno nell\u2019altro un motivo per andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le angherie dei professori non fecero che rinforzare il loro legame, si divertirono a prendere in giro la professoressa di storia e geografia, che non sopportava che i banchi dei ragazzi fossero troppo vicini alla sua magnifica cattedra, o la professoressa di musica che si definiva una signora da Scala che perdeva tempo con dei mocciosi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio in stile fascista della scuola era mortificante, quanto le persone che ci lavoravano e i suoi alunni. I genitori di Elisa, Elena e Simone non si accorgevano del disagio dei figli, erano troppo impegnati a vivere la loro perfetta vita mondana. I figli erano ritenuti ormai svezzati e li lasciavano spesso soli tra di loro a farsi compagnia in quanto troppo grandi per avere la babysitter, loro, d\u2019altro canto, non erano avvezzi a confidarsi coi genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre ragazzi crescevano, si svilupparono gli ormoni, in terza media Elisa e Elena iniziarono ad interessarsi alla bellezza fisica degli attori del cinema e iniziarono ad allontanarsi da Simone, trovando pi\u00f9 dilettevole parlare tra \u201cdonne\u201d. Le compagne di classe, che tanto le avevano emarginate in passato, diventarono meno ostili se non \u201cquasi amiche\u201d. Pian piano le due ragazze iniziarono a trovarsi a proprio agio nel loro corpo, erano finalmente pronte per andare al liceo e iniziare una nuova avventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Elisa andare in campagna era diventato un piacere solo per trovare la vecchia nonna e la prozia, ma il giardino inizi\u00f2 a darle un senso di oppressione, di chiusura, non vedeva l\u2019orizzonte, si sentiva in gabbia in un mondo antico e ammuffito.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 ad amare solo le feste, che popolavano ogni tanto l\u2019immenso giardino in stile romantico dell\u2019800, e lo riportavano in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due amiche scelsero due licei diversi, Elisa lo scientifico, Elena l\u2019artistico, ma non si persero mai di vista, l\u2019esperienza dura delle medie aveva creato un legame molto profondo, una specie di sorellanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Al liceo la vita di Elisa torn\u00f2 colorata, frequentava il liceo scientifico statale Donatelli, i professori erano molto stimolanti. Abituata al clima rigido e crudele delle medie, sent\u00ec di poter tirare un sospiro di sollievo.<\/p>\n\n\n\n<p>I compagni erano vivaci, ognuno con la sua storia, le sue idee politiche, le sue passioni, amori e modo particolare di vestire. \u201cWow hai le Stansmith\u201d le disse un giorno Michela, una ragazza molto estroversa e arzilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa, che si era fatta prendere da sua mamma le prime scarpe da tennis che avevano trovato in negozio, la guard\u00f2 e rispose \u201csi ti piacciono?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Era totalmente ignara che quelle fossero le scarpe pi\u00f9 in voga allora nell\u2019ambiente \u201cbene\u201d giovanile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto che mi piacciono! Le abbiamo tutti, vuoi venire sabato pomeriggio al Madame Claude?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste famose Stansmith erano delle scarpe da tennis bianche con la linguetta verde, blu o rossa sul retro, vicino alla caviglia. Erano molto fini e in effetti le avevano quasi tutti i ragazzi di questa strana discoteca in San Babila, che apriva il pomeriggio per permettere ai ragazzi giovani di andare a ballare coi loro coetanei, senza correre il rischio di tornare a casa la sera coi mezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie Miky ti ringrazio verr\u00f2 sicuramente, posso portare un\u2019amica?\u201d esclam\u00f2 Elisa contenta\u201d \u201ccerto, io faccio la pr l\u00ec. Vi aspetto all\u2019ingresso alle 16!\u201d Rispose Michela.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa coinvolse subito Elena in questa nuova avventura, la quale accett\u00f2 volentieri l\u2019invito.<\/p>\n\n\n\n<p>Al madame suonavano canzoni come \u201cLemon tree\u201d dei Fools Garden e molte altre un<\/p>\n\n\n\n<p>po\u2019commerciali, ma andavano a ripescare anche vecchie canzoni dei Beach boys e altri. Gli alcolici erano permessi anche ai minori, erano proprio altri tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u00ec, dopo un bicchiere di Mojto, che Elisa ebbe una visione\u2026 incroci\u00f2 lo sguardo di un ragazzo molto carino, intento a parlare con due amici un po\u2019 debosciati, con l\u2019aria parecchio saccente.<\/p>\n\n\n\n<p>Michela, si accorse subito che Elisa si era persa nel vuoto, \u201csono amici del mio ragazzo,<\/p>\n\n\n\n<p>frequentano l\u2019Einstein\u201d le disse.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Einstein era un altro liceo scientifico, abbastanza vicino al Donatelli, famoso per la sua severit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa, che era parecchio timida, lasci\u00f2 cadere l\u2019argomento e si mise a ballare con Elena, le due, brille e scatenate attirarono diversi ragazzi intorno, ignorando completamente quel trio, mentre Michela si era appartata col suo ragazzo, in un divanetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni \u201990 non c\u2019erano i cellulari, i ragazzi si scambiavano dei bigliettini in classe, mentre il professore spiegava, facendo i numeri per non farsi scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il luned\u00ec Michela, tra un bigliettino e l\u2019altro, inizi\u00f2 ad indagare se Elisa provasse davvero interesse per il misterioso ragazzo, Mario, amico del suo fidanzato, senza ottenere grande soddisfazione, poich\u00e9 quell\u2019orso di Elisa non amava parlare dei suoi sentimenti in modo chiaro, a differenza di Michela, che era la trasparenza in persona.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenti organizziamo una festa?\u201d Scrisse Michela a Elisa in uno di quei \u201cpapiri\u201d. \u201cVolentieri, ma dove?\u201d Rispose con entusiasmo Elisa. \u201cChiediamo un po\u2019 in giro, vediamo chi ha casa libera, forse Francesco\u2026\u201d disse Michela.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco era un ragazzo molto sensibile, aveva perso un anno ed era finito in classe con Elisa e Michela, scriveva poesie, il suo sogno era di diventare uno scrittore. Era l\u2019ultimo figlio di tre, i due fratelli, molto maggiori, erano gi\u00e0 fuori casa e i genitori amano passare dei bei week end \u201cfuori porta\u201d lasciandolo da solo a casa poich\u00e9 si fidavano ciecamente di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva una casa molto bella, cos\u00ec fu contento di organizzare una festa coi suoi compagni di classe, \u201cDai che bello, venite da me per le 20? Abito vicino a Marinai d\u2019Italia, al sesto piano citofono De Angelis, vi aspetto!!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa prese la bici, e si diresse contenta verso casa di Francesco, non poteva immaginare che Michela a quella festa avesse invitato anche Mario, il quale, ovviamente si present\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>accompagnato dai suoi due brutti \u201cscagnozzi \u201cdi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando se lo trov\u00f2 davanti, Elisa arross\u00ec, lui che si era accorto di avere delle chances, la invit\u00f2 cavallerescamente a bere un po\u2019 di Sangria.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco, che nel tempo libero faceva il deejay, aveva sistemato la casa con delle luci da discoteca soffuse, la musica di sottofondo era molto romantica, un po\u2019 come Francesco. Elisa e Mario ballarono un lento finch\u00e9 non si baciarono appassionatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad una certa ora, gli amici di Mario, sbronzi, lo portarono via da Elisa che un po\u2019 attonita si stup\u00ec di questo gelido saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito, Mario e Elisa si rincontrano, ma lui era diverso, emulava i modi arroganti dei suoi amici. Ci\u00f2 urt\u00f2 non poco l\u2019orgoglio di Elisa, che da brava ex maschiaccia, non sopportava che le si mettessero i piedi in testa, cos\u00ec decise di non vederlo mai pi\u00f9. \u201cScusa, anche il mio ragazzo non si trova pi\u00f9 bene con quei tre\u201d scrisse il luned\u00ec successivo Michela sui soliti bigliettini, ma per Elisa non c\u2019era pi\u00f9 bisogno di aggiungere altro e si butt\u00f2 sui libri, in particolare sulla filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1994, era l\u2019anno della scesa in politica di Berlusconi, il che aveva creato le pi\u00f9 diverse reazioni tra la popolazione italiana, da quelli che lo idolatravano, a fiumi di proteste contro il suo impero economico di dubbie origini, senza contare che si dibatteva sul suo enorme conflitto di interessi, per cui gi\u00e0 si millantava potesse fare delle leggi ab personam, per salvare se stesso e il suo impero dalla giustizia italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>I genitori di Elisa erano in prima linea contro Berlusconi, anche sua nonna, il cui padre era stato un grande imprenditore, portando avanti l\u2019azienda tessile di famiglia dall\u2019800, non lo vedeva di buon occhio, anzi, aveva una visione apocalittica sulla mediocrit\u00e0 del mondo contemporaneo e i suoi esponenti di spicco, che, diceva, avrebbero rovinato il paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Presto a scuola iniziarono le prime occupazioni, Michela, di origine Svizzera, non si interessava della politica italiana, continu\u00f2 frequentare il Madame Claude e gli ambienti pi\u00f9 ricchi della citt\u00e0. Presto entr\u00f2 in contrasto con il suo fidanzato, Luca, che invece, si stava avvicinando agli ambienti punk.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa, curiosa dei movimenti giovanili si present\u00f2 in occupazione, li conobbe Martina, una ragazza in salopette, che la introdusse nei vari collettivi di protesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due divennero molto amiche, Martina non sopportava Michela e Michela Martina, troppo diverse per andare d\u2019accordo, ma questo non preoccupava Elisa, che si sentiva una ragazza eclettica, la sua curiosit\u00e0 la port\u00f2 a conoscere le persone pi\u00f9 disparate in quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSuonami Battisti\u201d disse allegramente Elisa a Pietro, il parco Sempione, divenne il luogo di raduno preferito dei ragazzi \u201calternativi\u201d della citt\u00e0. Si trovavano dopo la scuola a suonare la chitarra e chiacchierare del pi\u00f9 e del meno, a volte giravano delle canne, ma Elisa preferiva non stordirsi troppo, quello che amava, era stare in buona e allegra compagnia. Pietro era un chitarrista e giocoliere, la sua famiglia si era trasferita a Milano dalla Sardegna quando era alle medie. Dopo un brutto periodo di disorientamento, si era poi inserito al liceo, dove aveva trovato degli amici con cui coltivare le sue passioni. Ambiva a diventare un chitarrista, suonava in un gruppo punk ma gli piaceva suonare le canzoni pi\u00f9 disparate al parco in mezzo agli amici. Anche<\/p>\n\n\n\n<p>lui andava all\u2019Einstein ma era profondamente diverso da Mario, che nel suo snobismo,<\/p>\n\n\n\n<p>frequentava solo le ragazze pi\u00f9 belle della scuola e si divertiva a tradirle passando di palo in frasca.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa seguiva con grande interesse le lezioni di letteratura italiana, la sua professoressa di italiano era un\u2019anziana signora che parlava del Petrarca come se fosse il suo migliore amico, la crisi interiore del Petrarca, il suo dissidio interiore tra la sua volont\u00e0 di avvicinarsi a Dio e la sua attrazione per i beni terreni, ritenuti miseri e labili, risuon\u00f2 in Elisa, che, pur non essendo credente si riteneva tuttavia agnostica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai sentito la lezione di oggi sul Petrarca?\u201d Disse Elisa a Marco, il suo compagno di banco, \u201cMolto interessante\u201d rispose lui, \u201cla prof \u00e8 davvero brava\u201d. Marco era un ragazzo con gli occhiali, dall\u2019aria molto seria, ma in realt\u00e0 aveva uno spiccato senso dell\u2019umorismo, era di destra ma, nonostante ci\u00f2, divenne un carissimo amico di Elisa. Disegnava manga, in particolare gli piaceva la Mu, un fumetto di fantascienza giapponese che, tramite vicende comiche e demenziali, ritraeva la cultura giapponese, facendone una parodia della societ\u00e0, prestando una grande attenzione al folklore locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate al parco Sempione divennero sempre pi\u00f9 frequenti per Elisa, ragazzi di tutte le scuole di Milano si ritrovavano li, era diventato un luogo di scambio di idee e di esperienze. Anche Elena lo frequentava coi suoi amici artisti e presto formarono un enorme gruppo di amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi c\u2019era Davide, un ragazzo che era andato a lavorare a 13 anni, perch\u00e9 suo pap\u00e0, separato e caduto in rovina, non aveva i soldi per pagargli gli studi, o Ludovica, che aveva anche lei i genitori separati con una tenuta bellissima all\u2019Elba, dove il padre si era ritirato per cominciare una nuova vita. I genitori di Elisa erano in rotta, e presto si inizi\u00f2 a trovare molto bene con Ludovica e Davide, coi quali sentiva grandi affinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la vita di Elisa rimaneva abbastanza eclettica, ormai aveva 18 anni\u2026 iniziarono le feste per la maggiore et\u00e0, Elena e Michela, erano sempre rimaste ancorate ai pi\u00f9 ricchi della citt\u00e0, ben presto la invitarono ai famosissimi 18 esimi in Smoking.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa, nel frattempo si era fidanzata con Pietro, la loro vita era molto movimentata, passavano da un concerto punk, all\u2019altro, e quando a Pietro fu millantata l\u2019idea di andare a dei diciottesimi in smoking, fece molte scene, ma dato lo stretto legame con Elisa, che sarebbe rimasta molto male ad andare da sola, accett\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove troviamo lo smoking??\u201d Chiese Pietro. Elisa, che era solita passare la domenica a pranzo dalla nonna, le chiese consiglio, ed ecco che all\u2019anziana nonna, che aveva sempre rispettato le scelte di vita della nipotina e si era affezionata ai suoi amici, incluso Pietro, balen\u00f2 un\u2019idea\u2026 \u201cDovrei avere ancora da qualche parte lo smoking del nonno!!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Era tutto a posto, la mamma di Elisa le compr\u00f2 un bellissimo vestito lungo azzurro da<\/p>\n\n\n\n<p>principessa, che Elisa avrebbe riciclato a tutti i diciottesimi; in quanto a Pietro, era un figurino in Smoking.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro stava molto simpatico anche ad Elena e Michela, la loro coppia sembrava a tutti una coppia perfetta, erano molto affiatati e passavano con disinvoltura da uno stile di vita all\u2019altro, per un bel po\u2019 di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, Pietro venne bocciato alla maturit\u00e0, i suoi impegni con il gruppo punk non gli permettevano di concentrarsi sullo studio, mentre Elisa, che si limitava a raggiungerlo ai concerti, se la cav\u00f2 con il pi\u00f9 basso dei voti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Elisa era il momento di scegliere l\u2019universit\u00e0, si iscrisse alla facolt\u00e0 di lettere in Statale a Milano, pensando che fosse necessario avere una cultura umanistica, per trovare risposta a quei dubbi esistenziali che tanto l\u2019avevano attratta ascoltando la professoressa di italiano al liceo.<\/p>\n\n\n\n<p>La Statale presto si present\u00f2 a Elisa come un ambiente disorientante, troppa gente, ora tutto dipendeva da lei, gli orari, la gestione dello studio, il mantenimento dei suoi svaghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Trov\u00f2 dei lavoretti che le permettevano di uscire con gli amici a fare serata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo di Elisa e Pietro si ampli\u00f2 molto, conobbero tanta gente dell\u2019hinterland, della periferia, di altre citt\u00e0 e la loro coppia inizi\u00f2 a barcollare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro si sentiva indietro e Elisa, da parte sua, aveva conosciuto altri ragazzi in universit\u00e0 che le sembravano pi\u00f9 sensibili e affettuosi. Inizi\u00f2 a stufarsi di andare ai concerti di Pietro, il quale la lasci\u00f2 dicendole che stava diventando<\/p>\n\n\n\n<p>una snob superficiale da quattro soldi. L\u2019assenza di Pietro sconvolse parecchio Elisa, ma dentro di s\u00e9 pensava che non ne poteva davvero pi\u00f9 di lui, che era diventato spaccone e arrogante, tutt\u2019altro, rispetto al Pietro del Sempione di tanti anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa si trovava nei chiostri della statale sovrappensiero, quando una voce amica risuon\u00f2 nell\u2019aria \u201cCiao, tutto bene?\u201d Comparve Giacomo con Antonio, due suoi compagni di lettere, che aveva conosciuto durante l\u2019esame di storia contemporanea con quel luminare del professor Rumi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo e Antonio erano molto diversi ma con delle affinit\u00e0, erano due poeti, due ragazzi di periferia e avevano un animo a tratti sensibile e a tratti forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa non sapeva perch\u00e9, ma, nonostante la loro storia differente, con loro si sentiva quasi a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro era rimasto affezionato agli amici comuni di Elisa e loro a lui, per cui per Elisa divent\u00f2 pesante continuare a frequentarli, cos\u00ec inizi\u00f2 a frequentare l\u2019hinterland milanese, per lei ignoto.<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni l\u2019anziana nonna mor\u00ec di vecchiaia, provocando una grossa crisi in Elisa che le era molto legata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbe una storia prima con Giacomo e poi con Antonio, ma presto si rese conto che aveva bisogno di altro, di andarsene dall\u2019Italia che le iniziava a stare stretta.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi compagni di universit\u00e0 l\u2019annoiavano parecchio\u2026 c\u2019erano i festaioli, gli affezionati del chioschetto delle canne e i secchioni, tra cui certi amici di Giacomo e Antonio che le stavano proprio sul groppone, si sfidavano in discorsi intellettuali all\u2019ultimo sangue, per decretare chi fosse il migliore. Elisa che era cresciuta in un ambiente colto, non aveva mai visto i suoi fare questi \u201cpezzi\u201d, tent\u00f2 invano di allontanare Giacomo e Antonio da queste compagnie ma non ottenne nessun risultato, del resto si disse Elisa, non posso certo cambiare la gente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tramite Ludovica e Lorenzo ebbe notizie di Pietro, aveva abbandonato il punk per darsi all\u2019allevamento delle mucche, nella tenuta nel pavese di un suo compagno di agraria, Elisa rimase un po\u2019 stupita, ma era contenta che stesse bene.<\/p>\n\n\n\n<p>I genitori di Elisa, preoccupati per la sopraggiunta apatia della figlia, le proposero di fare un anno sabbatico: prima tappa Parigi, da amici di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa entusiasta si organizz\u00f2 per partire il prima possibile, nel giro di due settimane si ritrov\u00f2 in un paesino fuori Parigi molto accogliente, le odiate medie le avevano comunque insegnato qualcosa: il francese. Gli amici dei suoi erano delle persone molto particolari, lui avvocato di successo e lei artista, avevano tre figli, Matiew, che faceva medicina in Olanda, Cristine che faceva la fotografa a Parigi e infine Justine, la pi\u00f9 piccola, che era partita per il Portogallo, per lavorare in un circo. Cristine,<\/p>\n\n\n\n<p>port\u00f2 Elisa in giro per Parigi, si perdevano a piedi per le strade pi\u00f9 nascoste, visitarono tutti i musei, ogni luogo particolare era occasione per Cristine per cogliere qualche scatto. Elisa la seguiva e imparava che a volte il mondo appare diverso a seconda della prospettiva da cui la guardi, quel raggio di luce, quello scorcio, possono darti emozioni fortissime e uniche. La sua vita le apparve di nuovo piena di speranza, i secchioni dell\u2019universit\u00e0 erano un vago ricordo, tra una cena e l\u2019altra, il suo francese era diventato ottimo, era pronta per la sua seconda tappa: Monaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiunse Monaco a dicembre, i mercatini di Natale attirarono subito la sua attenzione, era cos\u00ec romantico. Le capit\u00f2 allora di pensare alle sue relazioni passate, certo si diceva, \u201cnon ho un carattere facile\u201d, ripens\u00f2 anche a Mario, a quanto fosse stata dura nel non volerlo mai pi\u00f9 vedere, del resto, era solo un ragazzino condizionato che le aveva mostrato quanto lei stessa potesse essere orgogliosa. A volte pensava di essere stata solo sfortunata, altre di essere lei la causa della sua solitudine, era parecchio bella, ma nonostante questo non ne imbroccava una coi ragazzi: o erano scemi o secchioni o rompipalle\u2026per\u00f2 in quel mercatino avrebbe abbassato volentieri le sue difese per abbandonarsi nuovamente a qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>A Monaco era ospite di altri amici dei suoi, Frank e Angela, per fortuna parlavano italiano, poich\u00e9 Elisa non sapeva nulla di tedesco, avevano un figlio che frequentava un corso di formazione di falegnameria. Frank invece era un artista, faceva delle opere d\u2019arte primitive, utilizzando le pietre pi\u00f9 pregiate, Angela invece era una maestra di ceramica.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa non aveva una grande manualit\u00e0, ciononostante si fece insegnare da Angela quell\u2019arte, ma non combin\u00f2 che disastri. Le venivano fuori solo opere storte e sbilenche.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 la primavera, il suo anno sabbatico stava per finire, torn\u00f2 a Milano per ripartire subito per le Azzorre, in Portogallo. Stavolta si era appoggiata ad un\u2019agenzia, \u201cavventure nel mondo\u201d che organizzava vacanze di gruppo, tra cui un interessante trekking per le isole.<\/p>\n\n\n\n<p>A Malpensa incontr\u00f2 subito Fabio, uno dei partecipanti, che era in anticipo quanto lei, si cre\u00f2 subito una confidenza inaspettata, quando gli altri arrivarono, li scambiarono subito per una coppia.<\/p>\n\n\n\n<p>I trekking erano molto lunghi, ma i paesaggi talmente mozzafiato che ci si dimenticava di camminare. Si alternavano paesaggi vulcanici a distese di verdi colme di ortensie, e le lunghe chiacchierate creavano un tempo parallelo, sospeso, rispetto al mondo che andava avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabio e Elisa vissero una magica storia d\u2019amore, li non c\u2019era nulla, solo natura incontaminata e qualche villaggio, gli altri partecipanti del gruppo erano molto allegri. Tra una risata e l\u2019altra si trovarono sull\u2019isola di Pico, dove decisero di fare wale watching. La vista delle balene dal vivo, quei codoni che escono dall\u2019acqua a pochi metri dal canotto la entusiasmarono tantissimo, non voleva pi\u00f9 tornare a Milano, non ne voleva pi\u00f9 sapere del grigio, del traffico, dell\u2019universit\u00e0 e dei vecchi amici. Li si sentiva viva, libera. Il giorno successivo, un trekking li port\u00f2 in un paesino in<\/p>\n\n\n\n<p>festa, c\u2019era la gara del torello, Fabio si lanci\u00f2 in pista e sfid\u00f2 il torello per Elisa che,<\/p>\n\n\n\n<p>emozionantissima, lo vedeva rotolare nel fango col torello che gli passava sopra. Ne usc\u00ec sano e salvo e la riabbracci\u00f2. Tutto era perfetto, Fabio era innamoratissimo di Elisa ma l\u2019ultima sera sulla spiaggia le chiese \u201cTu cosa vuoi fare da grande? Sai io lavoro in banca, tu?\u201d Elisa era poco pi\u00f9 giovane di Fabio, ma la sua vita era tutto fuorch\u00e9 definita, gli rispose \u201cio non lo so\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornarono a Milano, Fabio torn\u00f2 a Torino, promisero di scriversi ma non lo fecero mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa ora doveva pensare al suo futuro ed era gi\u00e0 in ritardo per farlo, in una societ\u00e0 che non fa sconti ai sognatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rientro a Milano fu molto deprimente, aveva solo agosto davanti per decidere cosa fare, del resto era stata in giro un anno, era in ritardo di tre, e una cosa sola le era chiara e stampata nella testa, non voleva riprendere lettere.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi genitori erano molto preoccupati, Elisa non voleva crescere ed entrare nel mondo adulto come tutti i suoi coetanei, la fecero visitare anche da uno psichiatra che le diede un piccolo dosaggio di antidepressivo per resistere alla tristezza del rientro e dell\u2019agosto solitario a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 2003, i cellulari erano gi\u00e0 comparsi da un po\u2019, ad un certo punto un messaggio di Elena squill\u00f2 nell\u2019aria, \u201cCiao Elisa come stai? Ho saputo che sei stata poco bene, passo da Milano domani sera, non indovinerai mai chi ho incontrato in montagna, Simone!! Sta finendo biologia e sta pensando ad un dottorato negli Stati Uniti, cosa ne dici di uscire a cena domani?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa si rallegr\u00f2 molto di quel messaggio, non vedeva Simone dai primi anni delle superiori, anche lui aveva fatto il liceo scientifico, ma al Volta, e poich\u00e9 era sempre stato un ragazzo diligente, era in prossimit\u00e0 di portare a termine i suoi studi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trovarono in un ristorante indiano vicino piazza Piola, avevano una vita da raccontarsi. Tra un samosa e l\u2019altro, Simone chiese a Elisa \u201cCome te la cavavi in matematica e chimica?\u201d \u201cBenone\u201d rispose Elisa, \u201cma perch\u00e9 non ti iscrivi a un triennio di biologia? Ti piacciono le balene giusto?? Poi puoi fare la magistrale in biologia marina\u201d aggiunse Simone. Elisa per poco non si strozz\u00f2 col pakora, ci pens\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>un attimo e poi rispose: \u201chai ragione!!Potrebbe essere la mia strada\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa subito ne parl\u00f2 coi suoi genitori che furono un po\u2019 perplessi, gli toccava pagare ancora 5 anni di studi, ma dopo un po\u2019 di battibecchi, pensarono di darle una seconda chances.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena apr\u00ec l\u2019universit\u00e0, Elisa si present\u00f2 in segreteria, era una nuova matricola, stava iniziando una nuova avventura, un nuovo percorso che aveva degli sbocchi pi\u00f9 sicuri di lettere e soprattutto pi\u00f9 pratici. Aveva capito di non essere portata per la letteratura n\u00e9 tantomeno per le arti, l\u2019idea di occuparsi della tutela della natura e la sua conservazione, la entusiasmava.<\/p>\n\n\n\n<p>In tre anni esatti si diplom\u00f2 al triennio e riusc\u00ec a finire nei tempi anche la magistrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbe degli ottimi risultati, a tal punto che venne chiamata in Australia per lavorare nientemeno che sulla barriera corallina a Cairns.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec conobbe un fotografo, Oreste, un po\u2019 pi\u00f9 grande di lei, si ricord\u00f2 dei begli insegnamenti di Cristina, avevano tanti argomenti di conversazione in comune, passavano le ore a raccontarsi di tutto, si sposarono ed ebbero due bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli amici del passato di Elisa erano sempre presenti nella sua vita, facevano lunghe chiamate su Skype, la tecnologia se ben usata, diventa un mezzo e non un condizionamento. A volte pensava a quel giardino, dove era cresciuta, che ormai veniva affittato per eventi esterni, pensava alla nonna, alla prozia, ai racconti, ai cugini, le veniva sempre una lacrimuccia, ma il mondo era cambiato e ora Elisa era inserita nel suo tempo, in uno dei settori pi\u00f9 importanti, la tutela dell\u2019ambiente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56184\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56184\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giardino era silente, all\u2019improvviso, una voce di bambina si diffuse nell\u2019aria\u2026 \u201cGiorgio passa la palla che faccio un tiro alla Van Basten!\u201d Due bambini, nell\u2019immenso parco della villa di famiglia, si scambiavano passaggi tentando di emulare i loro idoli, quel Milan, che li faceva sognare ad occhi aperti. 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