{"id":56171,"date":"2025-03-24T19:55:38","date_gmt":"2025-03-24T18:55:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56171"},"modified":"2025-03-31T13:59:14","modified_gmt":"2025-03-31T12:59:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-sogno-degli-antenati-di-irene-bongiovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56171","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il sogno degli antenati&#8221; di Irene Bongiovanni"},"content":{"rendered":"\n<p>Petra si trovava su una piccola imbarcazione guidata da un ometto sull\u2019ottantina, l\u2019unico che da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni conduceva, come li chiamava lui, \u201cquei pochi scellerati\u201d che desiderassero avventurarsi sull\u2019isola, misteriosa e piena di pericoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Petra era una di loro e prima di lei suo nonno Paride Carti, archeologo esperto in civilt\u00e0 antiche del pacifico, si trov\u00f2 a seguire le tracce di una civilt\u00e0 nell\u2019arcipelago di Make non lontano dalle acque di Rapa Nui, la famosa isola di Pasqua per intenderci; l\u2019arcipelago di Make era quasi completamente disabitato, fatta eccezione per una piccola popolazione di pescatori, che manteneva ancora viva l\u2019identit\u00e0, tradizioni e culti antichi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Paride aveva raccolto tutte le scoperte, ricerche e informazioni dei suoi viaggi in un diario che sped\u00ec alla sua famiglia insieme al suo fazzoletto rosso, prima di sparire nel nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Petra venne al mondo pochi giorni prima dell\u2019arrivo del diario che aveva spedito il nonno, la nonna le mise nella culla il fazzoletto rosso e conserv\u00f2 gelosamente il diario, nascondendolo alla nipote che, crescendo, era diventata sempre pi\u00f9 curiosa e i soli racconti delle avventure del nonno non bastavano pi\u00f9, tanto che voleva diventare un\u2019esploratrice come lui e, magari, venire a capo del mistero che aveva portato il nonno a non fare pi\u00f9 ritorno a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La giovane archeologa crebbe e segu\u00ec i passi del nonno ma, questi, si interrompevano ogni volta che, ripercorrendo i suoi viaggi, arrivava a quel pezzo mancante, quel fosso che interrompeva la strada\u2026il diario.<\/p>\n\n\n\n<p>Petra non riusc\u00ec mai a scoprire il nascondiglio dove lo custodiva la nonna ma, un giorno, stava seduta alla scrivania nello studio del nonno e mentre rovistava nei vari cassettini pensava a quanto avrebbe voluto conoscerlo, quanto avrebbe voluto sentire da lui quelle storie da bambina, seduta in braccio a lui appollaiato sulla poltrona, confortati dal calore del caminetto, ma questa purtroppo era solo fantasia. Risvegliandosi da questo sogno malinconico e nostalgico inizi\u00f2 a tamburellare con le dita sulla scrivania e lasciandosi trasportare da quel ritmo confuso spost\u00f2 di qualche centimetro il sottomano di pelle bordeaux. Lo sollev\u00f2 e vide il coperchio di uno scomparto nascosto, cerc\u00f2 di sollevarlo ma c\u2019era troppo poco spazio per infilarci le dita, allora cerc\u00f2 nei cassetti il righello di metallo, una volta trovato fece leva e\u2026fatta! Il coperchio si solleva rivelando, in tutto il suo fascino e mistero, un diario di pelle marrone chiuso da un nastro verde salvia, Petra era incredula, aveva quasi timore ad aprirlo ma quel timore si tramut\u00f2 in curiosit\u00e0, quella curiosit\u00e0 che per gran parte della sua vita l\u2019aveva portata a porsi tante di quelle domande su suo nonno, sulla sua scomparsa, sulle sue scoperte, proprio seduta a quella scrivania. Presa da quell\u2019uragano di emozioni del momento non riusc\u00ec a trattenere le lacrime, aveva trovato il suo pezzo mancante.<\/p>\n\n\n\n<p>Snod\u00f2 il fiocco fatto con tanta cura mentre sfilava le pantofole e si appollaiava sulla poltrona col plaid della nonna sulle gambe, immergendosi in un\u2019attenta lettura, analizzando ogni informazione, fino a che le palpebre si fecero pesanti e reclamarono un sonno profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si svegli\u00f2, Petra pens\u00f2 di aver fatto un sogno magnifico, invece no, era tutto vero!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora si alz\u00f2 dalla poltrona, inciampando nelle pantofole, per chiudere lo scomparto segreto della scrivania. Prima di far ci\u00f2, not\u00f2 che, sul fondo, c&#8217;era un altro diario con un biglietto ingiallito su cui c&#8217;era scritto:&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&#8220;La mia avventura termina con esito inaudito, ora continua tu\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Segui le stelle e troverai il cammino che porta alla civilt\u00e0 perduta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Paride C.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva lasciato un diario vuoto con la speranza che in futuro, qualcuno tra i suoi discendenti lo trovasse\u2026ma per farne cosa? Cos\u2019\u00e8 questa scoperta di cui parla? Perch\u00e9 non l\u2019ha annunciata al mondo se \u00e8 cos\u00ec importante? Erano tutte domande che le risuonavano in testa in quel momento e accrescevano in lei una forte curiosit\u00e0. Cos\u00ec decise di partire, spacciando la missione per un banale viaggio in solitaria in sud America. Seguendo le istruzioni lasciate dal nonno nel diario arriv\u00f2 in Cile e da l\u00ec prese un trabiccolo che chiamavano idrovolante che la port\u00f2 sull\u2019unica isola abitata dell\u2019arcipelago di Make.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec incontr\u00f2 l\u2019anziano signore che si offr\u00ec di accompagnarla sull\u2019isola indicata dal nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Scesa dall\u2019imbarcazione era completamente sola, su un\u2019isola apparentemente deserta e la cosa pi\u00f9 viva che vide a primo impatto era il fumo grigio che fuoriusciva dal vulcano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMagnifico!\u00bb disse tra s\u00e9 \u00ab Fase \u201cora continua tu\u201d in atto.\u00bb, \u00abOra nonno, di che stelle stai parlando? Costellazioni? Mappe astrali?\u00bb. Cominci\u00f2 a camminare verso la foresta per esplorare la zona e mentre camminava tir\u00f2 fuori il fazzoletto del nonno. Lo prese in mano per farsi forza e cominci\u00f2 ad accarezzare i piccoli rombi del ricamo legati l\u2019uno all\u2019altro da un filo sottile, not\u00f2 che erano posizionati in modo strano, irregolare, per\u00f2 tutti giravano attorno a due cerchi concentrici. Lo aveva sicuramente riportato da uno dei suoi viaggi, chiss\u00e0 quali abili mani avevano confezionato quel manufatto tanto prezioso e soprattutto cosa significavano quei ricami.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo ore di cammino sotto il sole cocente si rese conto che era il momento di trovare un riparo e soprattutto trovare un posto sicuro dove stare la notte, proprio in quel momento vide in lontananza le rovine di un villaggio, sicuramente di et\u00e0 precolombiana, forse era la scoperta di cui scriveva il nonno, ma non sembrava cos\u00ec speciale come la descriveva lui. Tra le rovine si accorse di alcune iscrizioni, sembrava un codice cifrato diverso da qualunque altro mai scoperto in archeologia, ma in qualche modo sembravano ricordargli il fazzoletto del nonno o magari era solo un\u2019impressione. Qualunque cosa fosse l\u2019avrebbe decifrata, insomma aveva molto tempo da spendere sull\u2019isola e quello le sembrava un buon inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominci\u00f2 a fare buio, cos\u00ec decise di accamparsi appena fuori dalle rovine, accese un bel fuoco, mangi\u00f2 qualcosa e poi mont\u00f2 la tenda e si mise comoda per aggiornare il diario con le nuove scoperte della giornata. Ad un tratto, quando ormai era notte fonda, le sembr\u00f2 di vedere una figura passare davanti al fuoco, un animale selvatico pens\u00f2 o la stanchezza che giocava strani scherzi, in ogni caso dopo poco si addorment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino seguente si svegli\u00f2 all\u2019alba per andare a cercare qualcosa per fare colazione che non fosse fagioli in scatola o gallette di riso, dopodich\u00e9 torn\u00f2 alle rovine e cominci\u00f2 a studiare le iscrizioni trovate il giorno prima e si rese conto che non erano affatto ci\u00f2 che aveva ipotizzato, infatti c\u2019erano alcune raffigurazioni che mostravano il vulcano con un cerchio di fumo sulla sommit\u00e0 e tanti piccoli rombi attorno che sembravano stelle. All\u2019inizio pens\u00f2 a qualcosa di mitico o appartenente a un culto religioso ma c\u2019era qualcosa che non quadrava, non erano rappresentati riti o cose del genere, ma le figure umane sembravano attraversare quei rombi sparsi sulla montagna. Quindi mise a confronto le varie incisioni e riproducendole sul diario riusc\u00ec a individuare dodici di questi varchi situati tutti intorno al vulcano. A quel punto le opzioni erano 2: o le rappresentazioni mostravano dei sacrifici offerti a qualche dio di un antico culto o il vulcano non era altro che una montagna cava alla quale in qualche modo si poteva accedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre stava riflettendo sent\u00ec un fruscio venire da un gruppo di alberi alle sue spalle, ma non vi diede troppo peso, cos\u00ec cominci\u00f2 a passeggiare tra le rovine del villaggio. Trov\u00f2 armi da fuoco antiche sotto alcune pareti crollate ma, anche armi pi\u00f9 rudimentali dei popoli autoctoni, \u00abSicuramente \u00e8 ci\u00f2 che resta degli ultimi scontri con i conquistatori\u00bb pens\u00f2 \u00abL\u2019uomo sa essere tanto geniale quanto imbecille e ottuso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non mancava molto al crepuscolo, cos\u00ec raccolse le sue cose e si diresse verso il punto dove si era accampata. Una volta arrivata si sedette accanto al fuoco e apr\u00ec la seconda scatoletta di fagioli della giornata, accompagnata dalle aridissime gallette di riso, dopotutto questo ed altro per la ricerca!<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la cena era arrivata l\u2019ora di rifugiarsi dalle zanzare e aggiornare il diario con le nuove scoperte della giornata ma, quando alz\u00f2 gli occhi dal diario, vide un\u2019ombra fuori dalla tenda e stavolta non ebbe alcun dubbio, quello era un umano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNiente panico Petra,\u00bb pens\u00f2, si fece forza, per sicurezza prese in mano il coltellino svizzero e con un movimento fulmineo apr\u00ec la cerniera della tenda e grid\u00f2 \u00abFermo l\u00e0! Sono armata!\u00bb lui con scatto felino in pochi istanti la disarm\u00f2 e la spinse contro un albero, la blocc\u00f2 con un braccio e poi, con l\u2019altra mano le teneva un grosso pugnale premuto sulla tempia. Era molto alto, muscoloso come un kouros e la pelle color cioccolato, \u00abCosa fai qui? Cosa cerchi sulla mia isola?\u00bb ringhi\u00f2 il giovane, Petra era terrorizzata ma ebbe il coraggio di chiedere \u00abChi ti ha insegnato la mia lingua?\u00bb, \u00abNon divagare\u00bb Petra sbalordita rispose \u00abIo sono un\u2019archeologa, mio nonno anche, \u00e8 stato qui 22 anni fa e non \u00e8 pi\u00f9 tornato\u00bb continu\u00f2 \u00abOra rispondimi tu, chi ti ha insegnato questa lingua?\u00bb. Il ragazzo mise a posto il pugnale ma non lasci\u00f2 la presa \u00abEsploratore, sessant&#8217;anni, aveva il nome di un eroe\u00bb Petra lo interruppe \u00abParide! E\u2019 questo il nome vero?!\u00bb il ragazzo annu\u00ec e con aria sorpresa indietreggi\u00f2 lasciandola libera. \u00abSei davvero la nipote?\u00bb, \u00abS\u00ec! Tu l\u2019hai conosciuto?\u00bb&nbsp; disse Petra. E da l\u00ec cominciarono a parlare, lui si chiamava Ariura Ka Mo\u2019eore, per gli amici Ari, principe della trib\u00f9 nascosta dei Make; le raccont\u00f2 ci\u00f2 che ricordava sul nonno ma anche lui era molto piccolo quando Paride arriv\u00f2. Apparve un giorno aprendo uno dei varchi. Ricordava che torn\u00f2 diverse volte dai Make e ogni volta portava libri e oggetti dal mondo di fuori e insegn\u00f2 loro la sua lingua. Petra rimase ad ascoltarlo fino a notte fonda, come se qualche ora prima Ari non avesse cercato di ucciderla, ma sono solo dettagli in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino seguente la port\u00f2 al villaggio nascosto, dove molti riconobbero il fazzoletto rosso del nonno e la lasciarono passare, in quei giorni le mostrarono ci\u00f2 che aveva portato, delle sue foto, e poi le loro tradizioni, la loro storia, di quando la popolazione si nascose nella montagna per sfuggire alle crudelt\u00e0 dei conquistatori e la speranza dei suoi antenati di tornare un giorno in superficie. Insomma le spiegarono ogni cosa, lei promise che avrebbe pensato a un modo per farli uscire dall\u2019isola.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 2 mesi condusse i primi abitanti di Make fuori dall\u2019isola e vedendoli cos\u00ec felici ripens\u00f2 a ci\u00f2 che gli disse Ari quando stava per partire 2 mesi prima: \u00abCe l\u2019abbiamo fatta Petra, tu volevi vedere compiuto il desiderio di tuo nonno e io, beh\u2026Il sogno degli antenati.\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56171\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56171\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Petra si trovava su una piccola imbarcazione guidata da un ometto sull\u2019ottantina, l\u2019unico che da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni conduceva, come li chiamava lui, \u201cquei pochi scellerati\u201d che desiderassero avventurarsi sull\u2019isola, misteriosa e piena di pericoli.&nbsp; 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