{"id":56104,"date":"2025-03-03T12:51:51","date_gmt":"2025-03-03T11:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56104"},"modified":"2025-03-03T12:51:52","modified_gmt":"2025-03-03T11:51:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-sacerdote-di-lucio-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56104","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il Sacerdote&#8221; di Lucio Gatto"},"content":{"rendered":"\n<p>Le campane della chiesa di Sixt &#8211; Fer- \u00e0 Cheval cominciarono a suonare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo era un ometto nerboruto con un paio di occhiali dalla montatura dorata, capelli ricci, rossi, con alcuni fili bianchi disseminati qua e l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un\u2019et\u00e0 indefinibile, compresa tra i trentacinque e i cinquanta anni.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi fedeli in quella domenica mattina erano tutti in su con gli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne contai in tutto trentuno, &nbsp;Reverendo e organista compresi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dato che ero in vena di calcoli, presi a contare gli anni, quanti ne erano passati dall\u2019ultima volta che avevo messo piede in una chiesa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaranno all\u2019incirca venti, anno pi\u00f9, anno meno \u2026\u201d dissi tra me.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa era bella, con il soffitto a volta, banchi e pavimenti di legno scuro, otto finestre con vetri colorati.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il custode ebbe preso il posto in ultima fila, il Reverendo, in tonaca nera, si alz\u00f2 e rivolse ai fedeli il benvenuto, tutti si dovevano sentire a casa propria. La sua voce era potente e nasale e non aveva bisogno di microfono.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua preghiera ringrazi\u00f2 Dio per la neve e l\u2019inverno, tutto aveva un senso nell\u2019ordine delle cose, per le stagioni che servivano a ricordare che era sempre il Signore a governare le faccende del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti&nbsp; pregarono e cantarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il Reverendo inizi\u00f2 a predicare, si accorse di me, l\u2019unico estraneo seduto in ultima fila.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci scambiammo un sorriso e per un momento temetti di venir presentato alla piccola congregazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema del sermone fu incentrato sull\u2019esaltazione, un argomento bizzarro, considerata l\u2019et\u00e0 media dei convenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Faticai parecchio a prestare attenzione distratto com\u2019ero da un turbinio di pensieri che mi stimolavano a ripercorrere tutta la mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto mi colp\u00ec. In quella chiesetta si stava veramente bene e avvertivo salire dentro di me un senso di benessere che non provavo da parecchio tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La serenit\u00e0 interiore mi fece affiorare un sorriso sulle labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ebbi finito di coccolarmi all\u2019interno di quel dolce abbraccio, sollevai lo sguardo e vidi che il Reverendo mi stava sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la benedizione, i fedeli passarono davanti al Pastore sulla porta della chiesa, complimentandosi con lui per il sermone e scambiandosi brevemente le ultime novit\u00e0 riguardanti la vita parrocchiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone in coda procedevano lente in quel rito quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Attesi in fondo a tutti e non avendo niente da fare speravo di cavarmela con un semplice saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBenvenuto\u201d mi salut\u00f2 il pastore stringendomi la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>La stretta fu cos\u00ec energica che mi ricord\u00f2 quella del mio istruttore militare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mio nome \u00e8 Marco Di Giovanni e vengo da Milano\u201d, omisi di dire tutto il rimanente e mi sentii in colpa per la prima volta dopo tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 stato bello vederla con noi stamattina\u201d esclam\u00f2 il pastore, e i suoi occhi brillarono dietro le grosse lenti. Da vicino le rughe tradivano un\u2019et\u00e0 che non poteva essere inferiore ai cinquanta.<\/p>\n\n\n\n<p>E in testa aveva pi\u00f9 riccioli grigi che biondi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 &nbsp;per caso parente di Luigi Di Giovanni?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, ma senti!<\/p>\n\n\n\n<p>Curo questo gregge da oltre quindici anni, ma non mi sembra di averti visto prima.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa piccolo venivo qui solo durante l\u2019estate. Era mio padre a portarmi, poi appena sono diventato grande ho smesso di venire e da allora sono iniziati a sommarsi i miei errori..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCommettiamo tutti degli errori, siamo esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dimmi: come sta tuo padre?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 pi\u00f9 tra noi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi dispiace. Pensa che ancora in paese le persone pi\u00f9 anziane ricordano l\u2019uomo, nei loro racconti,e soprattutto il partigiano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando sei arrivato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStamattina.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei solo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora devi farci compagnia a pranzo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La sua spontaneit\u00e0 e la sua irruente ospitalit\u00e0 mi fecero ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBe, ma \u2026, non mi aspettavo questo invito \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInsisto, tutte le volte che nevica mia moglie prepara stufato d\u2019agnello.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta cuocendo adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci capita cos\u00ec di rado d\u2019avere ospiti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro entrato per vedere come si era mantenuta la chiesetta dall\u2019ultima volta, ricordo che mi accompagnava Martin, la mia tata &#8230; e ho provato una forte emozione nel constatare che tutto \u00e8 rimasto identico a come lo ricordavo. \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSar\u00e0 per noi un onore\u201d esclam\u00f2 il reverendo trascinandomi verso il pulpito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi cosa fai di bello a Milano\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono un insegnante precario e \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mi interruppi perch\u00e9 una risposta pi\u00f9 completa sarebbe stata troppo complicata.<\/p>\n\n\n\n<p>E per la seconda volta nel giro di pochi minuti provai il secondo senso di colpa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE cosa ti ha portato qui in questo eden adagiato ai piedi del Monte Bianco?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 una lunga storia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSplendido! Paola ed io adoriamo le storie e se sono lunghe ancora di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci metteremo comodi a tavola e se vorrai ce la racconterai.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo entusiasmo era irresistibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 no?\u201d mi chiesi. Al cottage non avevo nulla da mangiare e tutti i negozi erano chiusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Passammo dietro al pulpito e uscimmo sul retro della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Paola stava spegnendo le luci:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi presento Marco Di Giovanni e viene da Milano\u201d esclam\u00f2 il reverendo rivolto alla moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ho convinto a rimanere a pranzo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPaola sorrise e mi strinse la mano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era una signora piacevole,&nbsp; con i capelli neri con qualche striatura grigia, tagliati corti, e dimostrava vent\u2019anni meno del marito. Se si era sentita presa alla sprovvista da un ospite inatteso, non lo lasci\u00f2 vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbi l\u2019impressione che fosse un\u2019abitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiamatemi Marco, vi prego.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE Marco sia\u201d decret\u00f2 il pastore togliendosi la tonaca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La canonica era proprio accanto alla chiesa, affacciata su una via che portava direttamente verso il ghiacciaio. Camminammo in fila indiana a causa della neve che ricopriva la maggior parte della sede stradale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni imbarazzo riguardo l\u2019invito svan\u00ec non appena entrai in casa, perch\u00e9 venni avvolto dal profumo inebriante dello stufato di agnello. Il reverendo attizz\u00f2 il fuoco nel caminetto, mentre Paola si metteva ai fornelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019angusta sala da pranzo, incuneata fra cucina e soggiorno, c\u2019era un tavolo apparecchiato per quattro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rallegrai all\u2019idea di non essere il solo invitato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono cos\u00ec felice di averti qui\u201d esclam\u00f2 il Reverendo mentre si sedeva accanto a me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvevo la sensazione che avremmo avuto un ospite oggi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuel posto per chi \u00e8?\u201d chiesi indicando il quarto coperto,<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa domenica apparecchio sempre per pi\u00f9 persone\u201d rispose Paola e non aggiunse altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci tenemmo per mano mentre il Reverendo ringraziava di nuovo il Signore per tutto quello che donava loro giorno dopo giorno, e quel semplice gesto che sapeva di un rituale antico,ebbe il dono di attivare la mia memoria e i ricordi adolescenziali legati a momenti felici iniziarono a presentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che Paola se ne usc\u00ec dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio marito mi ha detto che sei un insegnante, mi piacerebbe sapere come vive un docente in tempi tumultuosi come questi in una citt\u00e0 come Milano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Colto alla sprovvista fermai per alcuni secondi la masticazione, deglutii, bevvi un sorso d\u2019acqua e risposi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInnanzitutto cerco di sopravvivere e per quanto riguarda la mia sfera privata, in questo momento credo d\u2019aver toccato il fondo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Meravigliandomi, iniziai a parlare di me. E pi\u00f9 raccontavo, pi\u00f9 sentivo crescere dentro un inaspettato senso di benessere. Era la prima volta che mi trovavo a raccontare ad estranei la storia della mia vita e mi resi conto che&nbsp; quella sorta di confessione &nbsp;serbava dentro di s\u00e9 effetti cos\u00ec prodigiosi che ma avrei immaginato.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano quasi le tre quando mi incamminai verso la porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo e sua moglie sarebbero stati volentieri seduti a tavola o sul divano a parlare fino a sera, ma sentivo l\u2019impellente bisogno di fare due passi e quando li lasciai intenti a salutarmi con la mano dalla veranda, portai con me l\u2019impressione di conoscerli da sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Impiegai pi\u00f9 di un\u2019ora per attraversare l\u2019abitato, le vie erano strette, costeggiate da abitazioni vecchie ; per\u00f2 nulla era fuori posto, non un cane randagio, non un auto parcheggiata fuori dalle strisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Perfino la neve era pulita, ordinatamente spalata in modo che i marciapiedi fossero percorribili.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo in programma di trascorrere la mattina leggendo e scrivendo.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei piani furono cambiati da una telefonata del Reverendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei occupato?\u201d mi chiese con voce stentorea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, per la verit\u00e0, no\u201d ammisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti me ne stavo sprofondato in una poltrona di pelle sotto una trapunta davanti al caminetto, e guardavo le fiamme scoppiettare mentre sorseggiavo caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDici sul serio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo sono nella sacrestia a fare qualche lavoretto di restauro e avrei bisogno di una mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho pensato che magari ti stavi annoiando.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai, qui non ci sono molti svaghi oltre il praticare gli sport invernali e tu mi hai detto che non scii, quindi\u2026.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordai il profumo dello stufato di agnello.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne era avanzato parecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>La sacrestia stava a fianco della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec picchiettare di martello dal momento che avevo aperto la porta della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>La sacrestia era un\u2019ampia stanza dal soffitto a volta, dove si stava realizzando un\u2019opera di ristrutturazione, iniziata da chiss\u00e0 quanto tempo e destinata a durare parecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intenzione, a giudicare dai lavori gi\u00e0 effettuati, doveva essere quella di ricostruire l\u2019intonaco alle pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo si trovava su un ponticello a circa quattro metri di altezza, intento a scrostare le pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un cappello di carta di giornale in testa, le spalle ricoperte di croste di tinta e calcinaccio e un comune martello nella mano destra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Indossava una camicia di flanella e un paio di jeans, la tenuta tipica del muratore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie per essere venuto\u201d mi disse con un sorriso smagliante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi sistemare la sacrestia per qualche motivo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVorrei adoperare questo spazio per il catechismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho iniziato due anni fa, ma i fondi che abbiamo a disposizione non ci lasciano scialare, &nbsp;cos\u00ec me la devo cavare da solo. Posso consolarmi nel dire che questo lavoro mi serve per tenermi in linea.<\/p>\n\n\n\n<p>Evidentemente il Reverendo Luca non si rendeva conto che la sua linea era un bene che aveva perduto da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi pure quello che dovrei fare, ma tieni presente che ho sempre fatto tutt\u2019altro nella vita, e non mi sono mai trovato a fare lavori manuali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSu quella panca troverai una spatola, uno scalpello e un martello. Picchia con la parte che ha le due punte, quella che si adopera per levare i chiodi e fai come faccio io.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2 il reverendo picchi\u00f2 sulla parete facendo saltare pezzetti d\u2019intonaco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedi com\u2019\u00e8 semplice? Tu che sei alto stai a terra e inizia dalla parte opposta alla mia, cos\u00ec eviterai di riempirti i capelli di croste.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Andammo avanti ininterrottamente senza parlare per oltre due ore, il chiasso che facevamo in quella sacrestia era infernale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo fatto un buon lavoro e questo per merito tuo\u201d disse dopo essere sceso a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni che ci andiamo a prendere una boccata d\u2019aria pulita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rimanemmo in silenzio a contemplare il candore abbacinante del ghiacciaio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove hai imparato a fare il muratore?\u201d chiesi rompendo il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho mai imparato e non lo so fare, lo faccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace invece fare il falegname. Le porte e le finestre di casa le ho fatte io con le mie mani.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome Giuseppe il padre di Ges\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLeggi la Bibbia, Marco?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNegli ultimi tempi ho letto solo testi di storia e saggi dei pi\u00f9 noti rivoluzionari del passato: da Lenin a Mao, i quali mi hanno procurato diversi guai, ma mi sembra di avertelo gi\u00e0 detto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, ci hai aperto il tuo cuore e quello \u00e8 stato un primo passo.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque dovresti trovare anche il tempo di leggere la Bibbia, perch\u00e9 in quelle pagine ci sta scritto molto di ci\u00f2 che quotidianamente ci chiediamo senza trovare risposte soddisfacenti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu non mi conosci, non sai ancora tutto \u2026, ho fatto cose di cui mi vergogno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai uno sguardo buono e sono convito che tu sia una brava persona.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo tentato di uccidere un mio simile, un ragazzo che stava dall\u2019altra parte della barricata: un fascista.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa non lo hai ucciso, avevi l\u2019intenzione, ma Dio ha evitato che tu commettessi un peccato mortale e vi ha salvati entrambi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInizia a farsi sentire il freddo, vieni andiamo nel mio ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Riemp\u00ec due tazze di caff\u00e8 e cominci\u00f2 a esplorare i libri sugli scaffali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto \u00e8 uno splendido breviario\u201d disse sfilando un volume, lo ripul\u00ec dalla polvere e me lo porse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 uno dei miei preferiti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ne prese un altro e me lo consegn\u00f2: \u201cQuesto \u00e8 un saggio sulla Bibbia, troverai il contenuto leggermente diverso da quelli che finora hai letto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ci dilungammo in chiacchiere fino all\u2019ora di pranzo, poi ci trasferimmo in canonica a banchettare di nuovo con gli avanzi dell\u2019agnello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo sapeva ascoltare, come in gran parte sanno fare i preti, e fu grazie a quella virt\u00f9 indotta o innata che finii col mettere parzialmente a nudo me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio soggiorno a Sixt \u2013 Fer stava iniziando ad esercitare su di me benefici effetti, tanto che alla fine di ogni giorno mi sentivo meno angosciato del giorno prima. Perch\u00e9 la vita in quella comunit\u00e0 era semplice, scorreva lenta e senza complicazioni; il campanile della chiesa scandiva le ore a cui gli abitanti si adeguavano come degli scolaretti disciplinati. Rientravano nelle loro case a sera quando le campane suonavano il vespro e sul paese fino al mattino del giorno dopo calava il silenzio della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu a causa di quella vita cos\u00ec disciplinata, ma soprattutto alla mancanza di zucchero, che una sera fui costretto a mettere fuori la testa dal guscio in cui mi ero rintanato e, attraversare furtivo la strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Le luci che filtravano dalle imposte, alcuni rumori provenienti dall\u2019interno del cottage di fronte al mio, mi dettero il coraggio necessario per decidermi a schiacciare una volta per tutte il pulsante del campanello.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni istanti comparve sulla soglia una signora in et\u00e0 sinodale, che appena seppe di cosa avevo bisogno, mi invit\u00f2 ad entrare e ad attenderla seduto davanti al fuoco dove ardeva nel camino una brace scoppiettante.<\/p>\n\n\n\n<p>Susan, che viveva sola da alcuni anni da quando il suo Pierre aveva lasciato questa terra, inizi\u00f2 a parlare della sua vita e fu grazie ai suoi racconti inframmezzati di aneddoti divertenti che venni a sapere la storia del Reverendo e che Susan asseriva di custodire &nbsp;segretamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Venni cos\u00ec a sapere che Luca era diventato un pastore per uno strano gioco del destino, la vocazione, se mai c\u2019era stata, gli era venuta in seguito, sorretta anche dalla consapevolezza di non poter fare niente di meglio nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo della sua formazione spirituale gli era servito soprattutto per rendersi definitivamente conto del suo orientamento sessuale. Se prima c\u2019erano stati dei dubbi, dei momenti di incertezza, Albert, il suo maestro spirituale, glieli aveva fugati a uno a uno tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il gruppo di studio formato dagli amici pi\u00f9 fidati e da Albert, erano soliti riflettere spesso e volentieri sul concetto dell\u2019amore e la definizione salomonica alla quale giungevano il pi\u00f9 delle volte era suppergi\u00f9 questa: L\u2019amore nei confronti di un altro essere umano non \u00e8 mai da considerarsi un peccato, anche se dovesse trascendere, in alcuni casi, l\u2019aspetto pi\u00f9 completo che il termine in s\u00e9 determina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, secondo il senso comune, gli uomini di chiesa dovevano vivere la missione che erano chiamati a svolgere nel secolo in solitudine, o al massimo poteva esser concesso loro amare una donna, sposandola regolarmente, benedicendo perfino la nascita dei figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un pastore gay, con il suo rapporto di coppia vissuto alla luce del sole, non sarebbe mai stato ammissibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda umana che si trovava a vivere Luca si svolgeva sul finire degli anni Settanta; in quel periodo nella congregazione delle chiese Luterane di Ginevra, iniziarono a venire alla luce i primi casi di pedofilia e i nomi dei religiosi coinvolti furono gettati nel tritacarne mediatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Albert, che si trov\u00f2 al centro di uno scandalo gigantesco, non resse alla umiliazione e si tolse la vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu semplice per Luca ricominciare da solo, ma credette che fosse opportuno tentare di rifarsi una esistenza in un luogo pi\u00f9 appartato.<\/p>\n\n\n\n<p>A Sixt-Fer giunse in un freddo mattino di gennaio, correva l\u2019anno 1979 e aveva compiuto il suo ventinovesimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena quindici giorni prima della sua nomina, i fedeli di quella piccola comunit\u00e0 avevano dato sepoltura al vecchio pastore il Reverendo Roland.<\/p>\n\n\n\n<p>I fedeli di Sixt-Fer erano per la stragrande maggioranza anziani e questo fu per Luca il primo aspetto positivo, tenersi alla larga dalle tentazioni. Ma in un radioso mattino di luglio, quando, seduto in seconda fila vide un uomo che mai aveva visto prima, a stento giunse alla fine della funzione in un crescendo continuo di altalenanti emozioni. Nel saluto di commiato apprese da quel distinto signore di mezza et\u00e0 che si chiamava&nbsp; Alfred Stuart, che era un colonnello dell\u2019esercito inglese in pensione, che era divorziato e che aveva una figlia ventenne al seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Paola, la figlia del colonnello, nonostante la sua giovane et\u00e0 era stata dimessa da un centro specializzato in disintossicazioni da droghe e alcol ed era gi\u00e0 al suo secondo tentativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sixt-Fer divenne quindi il rifugio, l\u2019estremo tentativo per il colonnello di voltare definitivamente pagina, cambiare radicalmente la sua vita e quella di sua figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u2019operazione pi\u00f9 brillante della sua carriera, perch\u00e9 lontana dalle tentazioni delle grandi metropoli, Paola pot\u00e9 scoprire i valori fondamentali della vita, valori che quella piccola comunit\u00e0 possedeva e che sapeva donare indiscriminatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro con il Reverendo fu per entrambi determinante e appagante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate di Paola, cos\u00ec vuote e inconsistenti prima, si riempirono per incanto di contenuti, prese a dedicare sempre pi\u00f9 tempo alla vita della chiesa, a partecipare alle discussioni che il Reverendo teneva con alcuni giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca inizi\u00f2 con affidarle piccole incombenze che divennero sempre pi\u00f9 impegnative con il trascorrere del tempo. A ogni compito risolto corrispondeva una adeguata gratificazione e quella fu la chiave di svolta che la condusse verso una piena riabilitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Scomparsi definitivamente tutti gli spettri dalla sua mente, Paola inizi\u00f2 a vedere con altri occhi il Reverendo e a capire che lui era stato l\u2019artefice della sua rinascita.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio si tratt\u00f2 solo di gratitudine, poi con il passare del tempo la riconoscenza si trasform\u00f2 in amore. Cos\u00ec mentre Paola si scopriva innamorata del Reverendo, Luca fin\u00ec con l\u2019innamorarsi di suo padre, il colonnello.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56104\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56104\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le campane della chiesa di Sixt &#8211; Fer- \u00e0 Cheval cominciarono a suonare. Il Reverendo era un ometto nerboruto con un paio di occhiali dalla montatura dorata, capelli ricci, rossi, con alcuni fili bianchi disseminati qua e l\u00e0. Aveva un\u2019et\u00e0 indefinibile, compresa tra i trentacinque e i cinquanta anni. 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