{"id":5608,"date":"2011-03-19T20:12:52","date_gmt":"2011-03-19T19:12:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5608"},"modified":"2011-03-19T20:12:52","modified_gmt":"2011-03-19T19:12:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-esistenziale-di-alice-cappagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5608","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Esistenziale&#8221; di Alice Cappagli"},"content":{"rendered":"<p>Durante il servizio civile, e proprio negli gli ultimi mesi, mi hanno mandato da un non vedente.<\/p>\n<p>Le disposizioni sono di andare la mattina alle 9 e di accompagnare questo signore per una passeggiata o qualche piccola incombenza, in modo da avere quattro ore a disposizione per dargli una mano. Per\u00f2 di fatto lui non mi sopporta tutto quel tempo, e a un certo punto, una volta tornati a casa, mi dice ogni volta: \u00abmi pare che sia tardi, probabilmente \u00e8 l&#8217;ora che tu vada\u00bb.Quindi \u00e8 chiaro che mi vuole congedare per essere libero di restare da solo con i suoi pensieri. All&#8217;inizio mi sembrava strano, perch\u00e9 ero convinto che per uno nelle sue condizioni sarebbe stata una fortuna avere un po&#8217; di compagnia, per\u00f2 poi con il tempo mi sono reso conto che forse sbagliamo a fare valutazioni sulle necessit\u00e0 degli altri.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato cos\u00ec di passare delle mezze giornate con lui: si chiama Ugo, \u00e8 un pensionato, vive solo perch\u00e9 il figlio unico lavora all&#8217;estero e la moglie \u00e8 morta dieci anni fa. Inutile dire che la situazione non \u00e8 delle migliori, tuttavia non avrei mai immaginato che questa considerazione potesse diventare pi\u00f9 opinabile che banale. A stare con Ugo ho imparato che si pu\u00f2 vedere il mondo senza doverlo necessariamente guardare, come pure ho imparato che ogni particolare fa un rumore o che ogni cambiamento ha un odore. Ho anche imparato che ogni cosa pu\u00f2 essere descritta, e che le parole sono potenti come i fatti, perch\u00e9 ad esse corrisponde una realt\u00e0. Prima non ci facevo gran che caso, d&#8217;altra parte di parole se ne sentono tante, buttate l\u00e0 insieme agli sguardi, ai gesti, ai sorrisi, alla musica, buona o cattiva che sia. Sembrano contorni, e invece \u00e8 il piatto forte a mancare, cos\u00ec si sostituiscono al vuoto e lo rappresentano.<\/p>\n<p>Quando suono il campanello a casa di Ugo, sento annaspare un po&#8217; dietro la porta, in modo maldestro, poi lui apre apparendo nella sua giacca da casa a volte messa alla rovescia, e apre senza chiedere mai chi \u00e8, anche se \u00e8 imprudente. Io glie l&#8217; ho detto, ma lui risponde sempre \u00absapevo che dovevi essere te\u00bb, come se non dubitasse mai di quello che deve accadere cos\u00ec come non dubita di quello che \u00e8 accaduto. La radio \u00e8 accesa, e immagino che la ascolti a ore a giudicare dalla quantit\u00e0 di pile che mi fa comprare. Ascolta notizie su notizie, commenti, musica classica, a volte letture di qualche libro, per lo pi\u00f9 si tratta dei grandi romanzieri russi, roba che a me pare pesantissima.<\/p>\n<p>\u00abTi dispiace leggermi i titoli del giornale che mi hanno portato ieri?\u00bb, lui non considera mai scaduto un quotidiano, probabilmente perch\u00e9 ha una concezione diversa del tempo: mi chiede le cose con titubanza, quasi come se temesse di essere troppo esigente. Ma in pochi giorni ho capito che in realt\u00e0 teme pi\u00f9 i miei errori di lettura che i miei eventuali rifiuti. A volte mi corregge, ma pi\u00f9 spesso fa una smorfia che secondo me significa che sono inconsapevole e grezzo come il legno di Geppetto.<\/p>\n<p>La casa \u00e8 cosparsa di libri e tazzine, cassette registrate e indumenti. Mi ha detto che una volta ci vedeva, abbastanza per studiare e per insegnare storia, ha letto finch\u00e9 ha potuto e poi, da una ventina d&#8217;anni, \u00e8 sopraggiunto il &#8216;buio totale&#8217;, come dice lui.. Ma non vuole cedere, si arrangia con una domestica, con qualche vecchio amico, e preferisce andare in giro senza bastone, ma con l&#8217;ombrello. Anche se c&#8217;\u00e8 un sole che spacca le pietre. Di prendersi un cane non se ne parla nemmeno, non gli leggerebbe nulla, sostiene che al limite \u00e8 meglio un ragazzotto della periferia come me che almeno ha tentato di iscriversi a scienze politiche, senza andare oltre il quarto esame.<\/p>\n<p>\u00abMa come fai a reggerlo?\u00bb, dice la mia ragazza.<\/p>\n<p>Lo reggo eccome, d&#8217;altra parte con i giovani ci sa fare visto che alla fine era il suo mestiere. Si tratta semplicemente di capire come fa lui a vedere il mondo. E sicuramente lo vede, anche se io non so spiegare come.<\/p>\n<p>Ieri mattina ha messo la mano fuori dalla finestra (lo fa sempre prima di uscire per avere un&#8217;idea della temperatura), poi ha detto che avrebbe piovuto in giornata. Non gli avevo dato peso per\u00f2 ha piovuto per davvero, anche se la luce era quella di una giornata sana, tant&#8217;\u00e8 che mi ero provato a descriverla:<\/p>\n<p>\u00abIl cielo \u00e8 lattiginoso, no?\u00bb, mi aveva chiesto Ugo.<\/p>\n<p>\u00abNon saprei, c&#8217;\u00e8 il sole, non \u00e8 tantissimo per\u00f2 scalda e poi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo capito. Il negozio di fronte ha la tenda arrotolata?\u00bb, ha chiesto.<\/p>\n<p>\u00abSi\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa si vede l&#8217;ombra del tiglio? E&#8217; netta o indistinta?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPoco, l&#8217;ombra non si vede tanto, \u00e8 come sfocata\u00bb, mi sembrava di essere un libro stampato.<\/p>\n<p>\u00abPiover\u00e0\u00bb, ha concluso con sicurezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec siamo usciti con l&#8217;ombrello come d&#8217;altra parte succede in ogni caso, per\u00f2 si \u00e8 anche voluto mettere l&#8217;impermeabile: \u00abperch\u00e9 non si sa mai\u00bb, ha aggiunto, e ci siamo incamminati lentamente, un po&#8217; ondeggiando, verso i giardini di Porta Venezia. Lui abita in quella zona di Milano, all&#8217;ultimo piano di un vecchio palazzo, a volte passiamo nei pressi dell&#8217; Istituto dei ciechi ma lui non lo cita mai quando mi vuole descrivere l&#8217;itinerario. Come se fosse un luogo nascosto alla sua mente.<\/p>\n<p>\u00abSai\u00bb, mi ha detto, \u00ab\u00e8 stata mia moglie a insistere perch\u00e9 venissimo qua a Milano anche se lei era di Pisa e io di Viareggio. Secondo mia moglie a Milano avrebbero trovato un rimedio per la mia vista, perch\u00e9 credeva che nelle grandi citt\u00e0 come questa ci potessero essere pi\u00f9 specialisti all&#8217;avanguardia, e tante novit\u00e0. Invece non si poteva fare nulla neanche qui&#8230;stai attento al traffico, a questo incrocio non si fermano, si sente che accelerano\u00bb.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come faccia Ugo a distinguere cos\u00ec bene i punti in cui si pu\u00f2 attraversare senza rischiare la pelle, per\u00f2 io mi sono accorto di quanto sia difficile portare in giro un cieco in una citt\u00e0 programmata per ingrassare gli ingranaggi dell&#8217;economia.<\/p>\n<p>Fra le moto e le macchine spiaggiate sui marciapiedi, gli escrementi, i pali che segnalano divieti disattesi, la gente che corre con l&#8217;auricolare, non c&#8217;\u00e8 mai spazio per me e Ugo. Tutti hanno una m\u00e8ta sempre troppo lontana, un corpo sempre troppo pi\u00f9 voluminoso del nostro, delle esigenze infinitamente pi\u00f9 inderogabili delle nostre, un cane sempre pi\u00f9 commovente e scusabile di un vecchio con l&#8217;ombrello. Ugo mi prende il gomito e mi segue come fa un mercantile attaccato a un rimorchiatore, reagisce sempre un po&#8217; dopo di me, per cui sono diventato bravo ad anticiparlo per cercare di non farlo inciampare. Ma \u00e8 difficile in questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec andare al parco diventa un sollievo per tutti e due e l\u00ec finalmente non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno di urlare per sovrastare il traffico. Ci sediamo su una panchina come due naufraghi che hanno superato Scilla e Cariddi e aspettiamo che torni il fiato, che le narici possano dimenticare l&#8217;odore degli scarichi.<\/p>\n<p>\u00abHai fatto caso che quando siamo sulle strisce accelerano per non rischiare di dover aspettare?\u00bbQuesto \u00e8 un suo tema ricorrente.<\/p>\n<p>\u00abSi\u00bb, rispondo io sospirando, non riesco mai a trovare qualche parola intelligente.<\/p>\n<p>\u00abSecondo me sta arrivando la primavera\u00bb, ha aggiunto Ugo. Io stavo giusto pensando che faceva assai pi\u00f9 freddo di una settimana prima.<\/p>\n<p>\u00abGuarda un po&#8217; se riesci a vedere qualche segno della primavera. Io sento cantare un uccellino che la volta scorsa non c&#8217;era, senti come \u00e8 allegro!\u00bb, e ha sorriso divertito.<\/p>\n<p>Io guardavo invece le sue scarpe impolverate, perch\u00e9 non solleva bene i piedi quando mi segue titubando, forse \u00e8 timoroso di essere condotto in prossimit\u00e0 di qualche trabocchetto del selciato, ma no perch\u00e9 non si fida di me, semplicemente non si fida della citt\u00e0. Fosse a Viareggio probabilmente si fiderebbe.<\/p>\n<p>Siamo rimasti l\u00ec come in una bolla di tempo, protetti dal verde, fagocitati dalla calma del parco, finch\u00e9 ho trovato una risposta:<\/p>\n<p>\u00abSi, \u00e8 vero\u00bb, ho detto, \u00abc&#8217;\u00e8 qualche minuscola gemma su un ramo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSai che albero potrebbe essere?\u00bb<\/p>\n<p>Ma io non me ne intendo, e sono rimasto solo a contemplare il ramo chiedendomi come mai Ugo ci avesse azzeccato anche con la primavera. Lui invece se ne stava l\u00ec serio e concentrato ad ascoltare, o meglio ad auscultare: come fa il medico che mi ausculta i polmoni quando vado a farmi vedere dopo un mese che tossisco. Il dottore poi dice che \u00e8 l&#8217;inquinamento, invece Ugo ausculta e dice:<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 ancora il barbone che rufola nel cestino? Sento un vago odore di rifiuti\u00bb.<\/p>\n<p>Lontano c&#8217;era un uomo giovane con una lunga barba che esaminava con cura quello che cavava fuori da un contenitore verde attaccato al palo, una quantit\u00e0 incredibile di piccole cose recuperabili compresi panini sbocconcellati.<\/p>\n<p>\u00abSi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abChe ha trovato?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUna banana marcia, ma pare che gli piaccia\u00bb.<\/p>\n<p>Ugo \u00e8 stato in silenzio per un po&#8217;, e poi ha tirato fuori il suo vecchio portamonete.<\/p>\n<p>\u00abGuarda quanto c&#8217;\u00e8 qui dentro..\u00bb, mi ha detto intanto che tastava le monete perplesso.<\/p>\n<p>Probabilmente qualcuno gli aveva messo i soldi contati per un giornale, l&#8217;ennesimo da leggere magari dopo una settimana o un mese, e forse un caff\u00e8. Qualcuno che lo conosce poco perch\u00e9 Ugo sa distinguere le monete.<\/p>\n<p>\u00abGuarda un po&#8217;\u00bb, ha ripetuto, \u00abc&#8217;\u00e8 poca roba qui..\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSi, dipende, non abbiamo nulla da comprare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl giornale?\u00bb ha chiesto.<\/p>\n<p>\u00abSi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Ha riflettuto un altro po&#8217;, tanto eravamo sospesi nella bolla di tempo e il mondo non ci contaminava:<\/p>\n<p>io, Ugo, e il barbone che gustava con soddisfazione la banana macerata dall&#8217;umido.<\/p>\n<p>\u00abDagli una moneta, bada che sia una un po&#8217; pesante..\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE il caff\u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMe lo sapresti fare? A casa ho quello solubile. Ti aspetto qua. Bada di non farglielo pesare..\u00bb<\/p>\n<p>Appena sono tornato da Ugo aveva gi\u00e0 aperto l&#8217;ombrello: iniziava a cadere qualche goccia di pioggia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il servizio civile, e proprio negli gli ultimi mesi, mi hanno mandato da un non vedente. 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