{"id":56057,"date":"2025-02-25T12:46:11","date_gmt":"2025-02-25T11:46:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56057"},"modified":"2025-02-25T12:46:12","modified_gmt":"2025-02-25T11:46:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-spinta-di-loredana-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56057","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La spinta&#8221; di Loredana De Luca"},"content":{"rendered":"\n<p>Era un piccolo appartamento quello dove Marzia trascorse l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza.<br>La stanza dei ragazzi, quella che divideva con i suoi due fratelli, era la pi\u00f9 spaziosa. Aveva una porta finestra che dava su un balconcino dal quale si poteva vedere il cortile, uno spazio lungo e stretto a cui si accedeva da un cancello sempre aperto. Il cortile terminava con un\u2019aiuola, un fazzoletto di verde posto su un terrapieno bordato di mattoncini di travertino. Era Nino, l\u2019inquilino del primo piano, che si prendeva cura delle piante. E lo faceva con zelo, anzi con amore. Di tanto in tanto si affacciava per sorvegliare che nessuno le danneggiasse. A ogni rumore si avvicinava alla finestra per vedere, non visto, chi fosse a transitare nel cortile.<br>Avranno avuto lei sedici anni e Lucio diciassette, o forse erano gi\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 grandi, quando Vittorio cominci\u00f2 a frequentare Lucio. Arrivava in motorino ogni pomeriggio a chiamarlo e insieme scomparivano fra le imprecazioni di Nino che, a quell\u2019ora, si concedeva un sonnellino pomeridiano.<br>Quando Lucio tornava a casa, era inutile chiedergli come avesse passato il pomeriggio:<br>&#8211; Le solite cose, era la sua risposta. A quelle parole accadeva che la madre si spazientisse.<br>&#8211; E quali sarebbero \u2018ste solite cose?<br>&#8211; A ma\u2019, le solite cose! Parliamo, uno fa una battuta, un altro racconta una barzelletta e ci facciamo una risata.<br>&#8211; E se invece di farti una risata tu studiassi un po\u2019?<br>&#8211; A ma\u2019, sta\u2019 tranquilla. Va tutto bene.<br>&#8211; Se va tutto bene studiando come studi tu, allora la scuola possono anche chiuderla, concludeva sconsolata la madre.<br>Marzia era convinta che almeno una parte del pomeriggio la trascorresse in piazzetta. Era Greta, la sua compagna di banco, che la informava su Lucio e i suoi passatempi.La piazzetta era il luogo di ritrovo della comitiva di Vittorio, di cui ormai faceva parte anche Lucio. Si davano appuntamento l\u00ec e poi non si muovevano pi\u00f9. Fino a sera, quando facevano ritorno a casa.<br>Quello era tutto il loro mondo. Avrebbero potuto girare tutta la citt\u00e0 e visitarne anche i pi\u00f9 remoti angoli nel tempo che invece trascorsero l\u00ec, in piazzetta, quella primavera.<br>I primi ad arrivare al consueto appuntamento del pomeriggio erano Lucio e Vittorio, poi Greta. Era lei il vero <em>boss<\/em> del gruppo. Su di lei avevano messo gli occhi tutti e due appena l\u2019avevano conosciuta. Lei aveva preferito Lucio a Vittorio, ma di certo non per amore. Chi avesse creduto, ammirando il suo angelico visino dai lineamenti armoniosi, la sua lunga capigliatura bionda, che fosse una dolce e docile fanciulla, avrebbe dovuto ben presto cambiare idea.<br>Si ritrovavano l\u00e0, quasi ogni giorno, in largo anticipo, ma non era difficile per loro trovare il modo per passare il tempo in attesa dell\u2019arrivo degli amici. Avevano ideato varie tecniche per estorcere denaro alle persone che a loro apparivano ingenue e sprovvedute. Se Vittorio aveva solo funzioni da gregario, Lucio era l\u2019esecutore infallibile delle piccole truffe ideate da Greta, la mente della <em>gang<\/em>, che si divertiva a mettere alla prova la freddezza dei suoi due complici.<br>Per Marzia, e per i suoi fratelli, i pomeriggi trascorrevano sempre uguali. Mentre Lucio aspettava che arrivasse Vittorio col motorino, Marzia si metteva a studiare e Roberto, il pi\u00f9 piccolo di casa, faceva i compiti accanto a lei.Talvolta, lei si allontanava dai libri e si distendeva sul letto. Non doveva decidere a cosa pensare. I pensieri venivano da soli. Si affollavano, finch\u00e9 uno vinceva su tutti.<br>Non riusciva a togliersi dalla testa il pensiero di Lucio fuori casa. Stando a quel che le diceva Greta, erano davvero le solite cose quel che faceva, come ripeteva lui alla madre.<br>Qualche volta, Roberto le si avvicinava:<br>&#8211; Che fai?<br>&#8211; Niente.<br>&#8211; Non ti annoi a fare niente?<br>&#8211; No, i pensieri mi tengono compagnia.<br>&#8211; I pensieri?<br>&#8211; S\u00ec. Tu non hai pensieri?<br>&#8211; No. Non lo so. Forse sono troppo piccolo per avere pensieri.<br>Come Roberto sembrava ingenuo a Marzia, cos\u00ec Marzia sembrava ingenua a Greta.<br>Una mattina, arrivando a scuola, senza troppi preamboli Greta la invit\u00f2 a uscire il pomeriggio. Era stato Vittorio a insistere perch\u00e9 Marzia si unisse a loro. Il gruppo sarebbe stato comunque esiguo, ma almeno ci sarebbe stata una ragazza in pi\u00f9. All\u2019ultimo momento poi si aggiunse Ambra, un&#8217;amica di Greta.<br>Il programma non era il solito bivacco in piazzetta. Elio, il fratello di Vittorio, aveva proposto di andare al cinema a vedere un film appena uscito.<br>Greta, naturalmente, era stata la prima dire s\u00ec. E di certo non perch\u00e9 amasse il cinema; piuttosto le interessava Elio. Questo era ci\u00f2 che sospettava Marzia.<br>Senza sapere il perch\u00e9, accett\u00f2 l&#8217;invito di Greta. Forse fu la curiosit\u00e0 a portarla quel pomeriggio in piazzetta.<br>Lucio era andato, come sempre, con Vittorio, mentre &nbsp;Marzia era rimasta a casa ad aspettare Greta e la sua amica. Erano gi\u00e0 tutti sul luogo dell\u2019appuntamento, quando arrivarono le tre ragazze. Marzia camminava un passo indietro alle altre due. Forse per questo o forse perch\u00e9 gi\u00e0 di lontano la sua immagine era stata bocciata, Lucio non si cur\u00f2 di presentarla agli altri.<br>Rincasando prov\u00f2 il desiderio di non incontrare nessuno prima di chiudersi in camera sua. Solo la piccola <em>abat-jour<\/em> di Roberto era accesa.<br>&#8211; Stavo per spegnere. \u00c8 tardi. Mi metto subito a dormire.<br>&#8211; Continua a leggere, se vuoi. Domani \u00e8 domenica.<br>Lo baci\u00f2 sulla fronte.<br>&#8211; Lucio?<br>&#8211; Adesso torna.<br>Marzia si distese sul letto.<br>Nella sua testa cominciarono a vorticare le immagini del pomeriggio appena trascorso; sentiva ancora le risate di Lucio e Vittorio, rivedeva le due amiche camminare sottobraccio e poi Vittorio introdursi fra loro due prendendole entrambe a braccetto, rivedeva Lucio intrufolarsi tra Vittorio e Greta, sciogliere la loro unione e allontanarsi con lei.<br>Ciao, sono Elio.<br>Quelle poche parole le risuonavano nella mente. Le aveva sentite poco prima pronunciate da Elio e ora continuava a sentirle. Ancora e ancora.<br>Era rimasta in disparte durante il tragitto dalla piazzetta al cinema e sicuramente sarebbe accaduto lo stesso anche al ritorno, se Elio non si fosse fatto avanti.<br>Ciao, sono Elio.<br>Di tutto quello che si erano detti lungo la strada non avrebbe saputo ripetere neppure una parola, ma quel saluto non la lasciava.<br>La domenica pass\u00f2 cos\u00ec come era passata la sera del giorno precedente. Marzia se ne stava distesa sul letto senza far niente.<br>&#8211; Stai male? Le chiese Roberto.&nbsp;<br>&#8211; No, per\u00f2 sono un po\u2019 stanca.<br>&#8211; Ti stanno tenendo compagnia i pensieri?<br>&#8211; S\u00ec.<br>&#8211; Allora non serve che ti tengo compagnia io?<br>&#8211; Avvicinati.<br>Prese il suo viso tra le mani, lo baci\u00f2 sulla fronte e lo strinse a s\u00e9.<br>Dopo quel sabato al cinema, Greta fu sempre meno solerte nei suoi aggiornamenti su Lucio. D\u2019altra parte, Marzia non metteva pi\u00f9 Lucio al centro dei suoi pensieri. Tuttavia, le pareva che tutto fosse uguale a prima. Niente era mutato. Niente, tranne Greta.<br>Un giorno, all\u2019uscita di scuola, Greta la salut\u00f2 sprezzante: &#8211; Vai, vai, che c\u2019\u00e8 il tuo innamorato.<br>Solo allora Marzia scorse Elio sull\u2019altro lato della strada. Che lui fosse l\u00ec per lei, era un\u2019idea folle. O forse no.<br>&#8211; Ho pensato che si potrebbe andare al cinema un\u2019altra volta. Se ti va\u2026<br>Si accordarono per incontrarsi il sabato pomeriggio.<br>Rincas\u00f2 senza dire parola. Poi, come sempre, si mise a studiare.<br>Pass\u00f2 tutta la settimana con la testa china sui libri.<br>Finch\u00e9 arriv\u00f2 il sabato.<br>Cominciarono a camminare in silenzio. Furono solo pochi, interminabili, minuti, o forse solo alcuni secondi, in cui Marzia sent\u00ec le lacrime premere e il cuore scoppiare. I pensieri l\u2019avevano inseguita e trovata quasi subito. Ma fu solo un istante e la voce di Elio plac\u00f2 lo scompiglio del silenzio. Anche le loro voci erano timide e schive. Camminavano affiancati. Di tanto in tanto i loro occhi si incontravano. Allora Marzia tornava a guardare davanti a s\u00e9 col capo chino cos\u00ec che i capelli le facevano schermo al viso. Elio, invece, non distoglieva lo sguardo. Continuava a fissarla, finch\u00e9 lei non si voltava di nuovo. C\u2019era qualcosa di speciale in quel movimento flessuoso, elegante, ma spontaneo. Forse era l\u2019andirivieni dei suoi riccioli bruni che, ondeggiando, ora nascondevano ora rivelavano la bellezza di quegli occhi misteriosi ad averlo stregato. O il suono della sua voce. O la gentilezza dei suoi modi. &nbsp;<br>&#8211; Ti va davvero di vedere quel film?<br>&#8211; Di che parli, Elio? Quale film?<br>La prese per mano e continuarono a camminare fino a sera.<br>Si sentiva leggera rientrando a casa, era una strana sensazione, nuova e inaspettata, quasi un\u2019ebbrezza.<br>Lucio non era ancora tornato e Roberto bighellonava tra la cucina e la camera.<br>&#8211; Sei felice?<br>&#8211; Perch\u00e9 questa domanda?<br>&#8211; Hai gli occhi felici.<br>&#8211; Vieni qua, gli disse lei sedendosi sul letto. Roberto si avvicin\u00f2 guardingo. Lei gli fece cenno di sedersi.<br>&#8211; Tu sei l\u2019unico che mi capisce.<br>&#8211; Allora vuol dire che sei felice!<br>&#8211; E che tu sei la creatura pi\u00f9 meravigliosa su questa terra! Vuoi sapere perch\u00e9 sono felice?<br>&#8211; S\u00ec, disse lui timidamente, come se fosse cosciente di violare cos\u00ec la riservatezza di sua sorella.<br>&#8211; Sono uscita con Elio. Dovevamo andare al cinema, ma poi abbiamo cambiato idea e abbiamo fatto una lunghissima passeggiata.<br>&#8211; Lui ti piace.<br>&#8211; S\u00ec.<br>Cominci\u00f2 ad aspettare il sabato e anche quella settimana fu interminabile.<br>Si salutarono con un abbraccio fugace. Poi Marzia ruppe il silenzio.<br>&#8211; C\u2019\u00e8 qualcosa che non va?<br>&#8211; S\u00ec, o forse no. Sono confuso. Ci sono tante cose che tu non sai.<br>&#8211; Anche io potrei dirti qualcosa che tu non sai, pronunci\u00f2 queste parole con lo sguardo fisso su di lui. Poi, abbass\u00f2 gli occhi:<br>&#8211; Elio, ho pensato sempre a te in questi giorni e ho contato le ore che ancora mi separavano da te.<br>La stretta delle sue braccia la fece tacere.<br>Quando arriv\u00f2 a scuola, il luned\u00ec successivo, Greta l\u2019affront\u00f2:<br>&#8211; Allora, ti sei messa con Elio.<br>&#8211; Non sono affari tuoi.<br>&#8211; E invece ti sbagli. Ne parliamo dopo.<br>Quando si ritrovarono in strada, Greta le rovesci\u00f2 addosso tutta la sua verit\u00e0.<br>&#8211; Vuoi sembrare una santarellina. Ti credi onesta e innocente, ma non lo sei. Siamo tutti arrivisti, cosa credi: di fare eccezione? Anche tu vuoi piazzarti sul gradino pi\u00f9 alto, ma hai commesso un grave errore: sei partita da zero e con una sola mossa vuoi dare scacco a tutti. Hai sbagliato strategia. Impara da tuo fratello, piuttosto. Impara l\u2019umilt\u00e0. Mettiti in coda e aspetta il tuo turno.<br>Marzia era sgomenta. Un mondo di menzogna, invidia, ipocrisia, le si spalancava davanti. &nbsp;<br>&#8211; Non parli?<br>&#8211; Lasciami stare.<br>&#8211; E tu lascia stare Elio.<br>Marzia non le rispose. Greta era furente. Quel silenzio ingigantiva la sua rabbia. La segu\u00ec fino a casa. Quando ebbe varcato il cancello, Marzia si volt\u00f2:<br>&#8211; Va\u2019 via, disse e continu\u00f2 a camminare.<br>&#8211; No.<br>&#8211; Vattene!<br>&#8211; No, ripet\u00e9 Greta avvicinandosi a Marzia.<br>&#8211; Non mi fai paura.<br>&#8211; Non ti faccio paura? disse e con un gesto rabbioso la colp\u00ec alla spalla. Marzia barcoll\u00f2, perse l\u2019equilibrio e cadde all\u2019indietro sul gradino ai bordi dell\u2019aiuola. Il rumore fu sordo e cupo. Greta tacque. Marzia rimase immobile, la testa poggiata sul gradino, le braccia abbandonate lungo il corpo. &nbsp;<br>Una macchia rossa le incornici\u00f2 il capo, mentre un sottile rivolo di sangue le ricamava il volto e il collo.<br>Sul balconcino, anche Roberto era immobile, e taceva.<br>Trascorsero pochi, interminabili secondi in un silenzio irreale. Poi si ud\u00ec il rumore dei passi di Greta che fuggiva via correndo. E le grida di Nino che accorreva urlando:<br>&#8211; Dio onnipotente! L\u2019ha ammazzata! L\u2019ho vista io! \u00c8 stata lei, la biondina che sta col fratello! Chiamate l\u2019ambulanza! Salvatela! Madonna santissima, salvate quella povera ragazza!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56057\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56057\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un piccolo appartamento quello dove Marzia trascorse l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza.La stanza dei ragazzi, quella che divideva con i suoi due fratelli, era la pi\u00f9 spaziosa. 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