{"id":55983,"date":"2025-02-13T11:35:53","date_gmt":"2025-02-13T10:35:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55983"},"modified":"2025-02-13T11:35:54","modified_gmt":"2025-02-13T10:35:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-acquari-di-antonello-rocco-davenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55983","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Acquari&#8221; di Antonello Rocco D&#8217;Avenia"},"content":{"rendered":"\n<p>Immobile, si lasciava trascinare dalla scala mobile tra la folla dell\u2019aeroporto Enrico Mattei di Pisticci. Quel giorno vi era l\u2019inaugurazione di quella struttura aeroportuale, e il suo volo, partito da Nantes che era ancora buio, alle sei e quarantanove era il primo che toccava terra. Ad attendere quel momento, insieme alle prime luci dell\u2019alba, c\u2019erano sindaci, prefetto, vescovo e Presidente di Regione. Max era lucano e per la prima volta poteva tornare a casa in aereo. Due automezzi speciali antincendio lanciavano per l\u2019occasione festose arcate d\u2019acqua su quel velivolo che primo fra tutti toccava la lunga pista d\u2019atterraggio. Il taglio del nastro tricolore mostrava la coesione delle Istituzioni, gi\u00e0 strette in posa per la foto, fianco a fianco, con delle forbici in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Max aveva partecipato a quelle celebrazioni da passeggero, in modo casuale, e mentre provava a sgusciare tra la folla per trovare l\u2019uscita, sent\u00ec il bisogno di fumare. Ma la calca per quel giorno cos\u00ec atteso creava un viavai di curiosi, fotografi e giornalisti che gli impediva di raggiungere la porta a vetri scorrevole che lo separava dall\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Indossava un abito chiaro, color panna, ma troppo largo per la sua taglia, cos\u00ec anzich\u00e9 dargli eleganza, lo faceva sembrare un po&#8217; goffo. Una camicia scura dava un po&#8217; di colore alla sua figura. Aveva trentasei anni e una corporatura magra e secca. I capelli, folti e ondulati castano chiaro, gli donavano un certo fascino, cos\u00ec come gli occhi, che affondavano in una profondit\u00e0 di sguardo che a prima vista nessuno avrebbe detto. Le pupille si muovevano velocemente al ritmo dei pensieri. Indossava occhiali da sole neri curvi senza montatura e camminava con un Barbour nero appoggiato sul braccio che lo aiutava a prendere spazio tra tutta quella folla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci mise una mezz\u2019ora buona per divincolarsi da quella ressa di cronisti e curiosi. A costeggiare l\u2019uscita, un ampio acquario di pesci tropicali. Costruito con forme squadrate rettangolari, era incastonato all\u2019interno di un muro. Un cornicione dorato lucido, lo impreziosiva in modo <em>kitsch<\/em>. Quella struttura d\u2019acqua marina godeva di una maestosit\u00e0 che chiunque, uscendo, non poteva che ammirarlo. Max si sofferm\u00f2 a guardarlo per alcuni minuti chiedendosi quanti litri fosse. Era imponente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente varc\u00f2 l\u2019uscita cerc\u00f2 con lo sguardo l\u2019area dedicata ai fumatori. Il sole ancora freddo di gennaio incominciava adesso ad alzarsi. Stringendosi nel Barbour che aveva indossato, si avvicin\u00f2 lentamente al grosso posacenere nero, accerchiato da altri fumatori che si ammassavano intorno come fosse un totem. Prima di estrarre la sigaretta si ferm\u00f2 a guardarsi intorno, lo colp\u00ec la grafica di un cartellone pubblicitario, che enorme enfatizzava un amaro che a fiumi si riversava in un mare ghiacciato, poi osserv\u00f2 la navetta di turisti asiatici che accumulavano alla rinfusa valigie proprio nel mezzo dell\u2019andirivieni delle autovetture.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 fuori la sigaretta con un gesto ricercato, battendo con due dita sul pacchetto morbido. Fece rigirare la sigaretta tra le dita e se la port\u00f2 alla bocca stringendola tra il pollice e l\u2019anulare. In fondo non aveva fretta, poteva godersi il momento. Dalla tasca tir\u00f2 via la custodia delle cuffiette bluetooth per ascoltare un po&#8217; di musica. Con calma prese il cellulare e fece partire la playlist <em>sailing in the summertime<\/em> dove selezionava canzoni del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Al suo fianco si avvicin\u00f2 un ragazzo alto dalla schiena dritta, capelli castano scuro, sguardo sveglio, avr\u00e0 avuto 26 anni. Anche lui accese una sigaretta, ma con fare deciso e veloce. Mentre fumava, guardava fisso il cellulare e pareva concentrato come assorto in una delicata operazione bancaria. A differenza sua, era vestito molto bene. Gli guard\u00f2 il polso, aveva un orologio in oro rosa, che ragion\u00f2 gli sar\u00e0 costato poco meno di trentamila euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin\u00ec di fumare in fretta e cerc\u00f2 lo stallo per prendere l\u2019autobus che lo portasse nel centro storico del piccolo paese lucano di Pisticci. Guardando i quattro monitor appesi al muro cap\u00ec che il suo autobus era allo stallo 19. Giunse all\u2019area di sosta del Terminal a passo lento notando che il mezzo era gi\u00e0 l\u00ec, pieno di viaggiatori che spintonavano per entrare. Quando sal\u00ec, si sedette ai primi posti, alle spalle dell\u2019autista, gli unici posti liberi. Passarono pochi minuti quando su l\u2019autobus sal\u00ec anche il ragazzo che aveva scrutato poco prima. Si sedette al suo fianco. Due minuti dopo, l\u2019autobus part\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Come il giovane prese posto, Max tir\u00f2 gi\u00f9 le maniche della giacca per coprire il suo orologio dozzinale. Con sguardi furtivi prov\u00f2 a rileggere con attenzione l\u2019eleganza curata del ragazzo. Questi aveva un abito blu che per manifattura era decisamente pi\u00f9 costoso del suo. Le scarpe erano di modello derby nere decisamente di gran gusto. La camicia era a righe bianche e azzurre, finissima. La cravatta non gli piaceva, ma ormai si era messo in discussione e alla prima occasione si promise ne avrebbe comprata una simile, non della stessa stoffa, ma della stessa fantasia s\u00ec. Si fidava a pelle di quel giovane che sapeva il fatto suo e nonostante l\u2019et\u00e0 doveva saperne pi\u00f9 di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo si sent\u00ec osservato, si mosse come infastidito, ma poi si rivolse verso Max, e chiese: \u201cScusi, \u00e8 mai stato a piazza Mercato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, tra l\u2019altro \u00e8 la mia fermata\u201d rispose Max.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh ottimo, devo andare al <em>Vanity hotel<\/em>. Lo conosce?\u201d disse il ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi \u00e8 un hotel due stelle, poche stanze, ma molto curato. Un po&#8217; nascosto, \u00e8 dentro un palazzo storico, non ha insegne se non all\u2019ingresso del piano. Comunque se ha l\u2019indirizzo non pu\u00f2 sbagliare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo si limit\u00f2 a ringraziare senza dire altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Restarono in silenzio finch\u00e9 non arrivarono a Piazza Mercato. Scesero insieme. \u201cAndiamo nella stessa direzione. L\u2019accompagno al <em>Vanity hotel <\/em>se le va, \u00e8 di strada per me.\u201d disse Max al ragazzo che annu\u00ec con la testa. E provando ad approfondire la conoscenza, Max continu\u00f2: \u201cChe ci fa qui?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVendo acquari\u201d rispose il ragazzo \u201cHa visto quell\u2019enorme acquario dell\u2019aeroporto? L\u2019ho realizzato e curato io, pensi \u00e8 grande 4000 galloni d\u2019acqua. C\u2019ho messo pi\u00f9 di sei mesi per completarlo. \u00c8 unico nel suo genere. E ora il <em>Vanity hotel<\/em> vuole creare qualcosa di simile, ma pi\u00f9 contenuto. Sa, \u00e8 un hotel in ristrutturazione, vuole investire. Ha grandi progetti. Sono qui per fare un sopralluogo. Per fare un acquario cos\u00ec, serve vedere bene gli spazi. A me non piace improvvisare, sono un professionista nel mio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn acquario, che storia assurda, non me l\u2019aspettavo. Ma grande quanto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh non so\u201d rispose il ragazzo \u201cVediamo, sar\u00e0 grande quanto un intero muro, per\u00f2 bisogna vedere gli spazi, glielo l\u2019ho detto, le misure, gli angoli, gli oggetti intorno, mica s\u2019improvvisa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cWow, un acquario grande quanto un muro intero\u201d ripet\u00e9 Max, e poi continu\u00f2 \u201cDa ragazzo avevo in casa, proprio all\u2019ingresso, un piccolo acquario marino. Avevo un pesce pagliaccio. Ma il mio acquario era davvero piccolo, insomma, non era l\u2019ideale per un pesce di mare. Voglio dire, un pesce di mare ha bisogno del mare o almeno di un acquario grande quanto un muro. Scusi, ma 4000 galloni a quanti litri corrispondono?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo non rispose, ma prese una sigaretta dal pacchetto che aveva in tasca e con un movimento rapido l\u2019accese e inizi\u00f2 a fumare camminando. Sbuffando nicotina riprese il suo discorso: \u201cSa, in realt\u00e0 il <em>Vanity <\/em>ha chiesto due acquari, uno marino per metterci diverse variet\u00e0 di anemoni e un altro di acqua dolce per pesci fluviali sudamericani. Apprezzo la loro scelta, e non perch\u00e9 sono di parte, insomma questo \u00e8 il mio mestiere certo, ma se un giorno viaggiando tornassi qui e dovessi scegliere un hotel, sicuramente sceglierei il <em>Vanity<\/em> perch\u00e9 ha un arredamento, intendo un design, di questo tipo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Max si ferm\u00f2 dal dire altro perch\u00e9 si accorse che erano arrivati davanti al palazzo cinquecentesco dove al terzo piano c\u2019era il <em>Vanity hotel.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo e il ragazzo si guardarono come per salutarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi chiamo Alex\u201d disse il ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo Max\u201d &#8211; \u201cE abito alla fine della via, dove c\u2019\u00e8 il ristorante <em>Il gabbiano<\/em>. Sentiamoci perch\u00e9 anche io cerco un acquario per me, qualcosa di sostenibile. Sono anni che vorrei rimetterne uno a casa, si prenda il mio numero e ne riparliamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo annu\u00ec, prese il numero e si conged\u00f2 velocemente. Max si avvi\u00f2 verso casa ripensando a quell\u2019incontro, e chiedendosi chiss\u00e0 a quanti litri corrispondessero 4000 galloni d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto davanti al ristorante <em>Il gabbiano,<\/em> si ferm\u00f2. Era un posto chic, stellato, non aveva mai osato entrarci perch\u00e9 immaginava fosse troppo caro per le sue possibilit\u00e0. Ci passava davanti ogni giorno, ma solo ora, in quel momento, not\u00f2 che dall\u2019ampia vetrata s\u2019intravedeva, oltre i tavoli, un acquario dai vetri sporchi dove astici ammassati gli uni su gli altri, con le chele legate, formavano una pila di povere creature destinate alla mattanza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55983\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55983\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immobile, si lasciava trascinare dalla scala mobile tra la folla dell\u2019aeroporto Enrico Mattei di Pisticci. Quel giorno vi era l\u2019inaugurazione di quella struttura aeroportuale, e il suo volo, partito da Nantes che era ancora buio, alle sei e quarantanove era il primo che toccava terra. Ad attendere quel momento, insieme alle prime luci dell\u2019alba, c\u2019erano [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_55983\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55983\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":34592,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-55983","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55983"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/34592"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55983"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55983\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55985,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55983\/revisions\/55985"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}