{"id":55936,"date":"2025-01-31T16:57:35","date_gmt":"2025-01-31T15:57:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55936"},"modified":"2025-01-31T16:57:37","modified_gmt":"2025-01-31T15:57:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-lassedio-di-vienna-di-corrado-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55936","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;L&#8217;assedio di Vienna&#8221; di Corrado Liberi"},"content":{"rendered":"\n<p>La vicenda che mi accingo a narrare avvenne durante l\u2019assedio di Vienna che l\u2019esercito di Solimano il Magnifico, Sultano dell\u2019impero Ottomano, port\u00f2 a quella citt\u00e0 e che dur\u00f2 dal settembre all\u2019ottobre del 1529.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le guerre di quel tempo venivano condotte con altri mezzi che non quelli attuali, il che non vuol dire che fossero meno cruente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli scontri fra le truppe duravano dall\u2019alba al tramonto ed allo scendere della notte il campo di battaglia veniva popolato da ombre alla ricerca dei feriti e per dare sepoltura ai morti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questi assedi potevano durare anche mesi, sino a quando o gli assediati si arrendevano vinti dalla fame e dalle malattie o gli assedianti, sfiduciati per l\u2019inutilit\u00e0 dei tentativi o perch\u00e9 sferzati dalle intemperie, abbandonavano il campo, magari per riprovarci dopo qualche tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cos\u00ec avvenne nel 1529: i turchi, stremati dalle forti piogge e dalla neve, tolsero l\u2019assedio per ridiscendere la penisola balcanica diretti ad Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quel tipo di guerra aveva un\u2019altra particolarit\u00e0: le truppe erano sostanzialmente mercenarie e la loro partecipazione veniva pagata con la libert\u00e0 di saccheggiare, catturare prigionieri, stuprare donne. Alla fine della guerra i vincitori tornavano carichi del saccheggio, di donne e uomini da vendere al mercato degli schiavi. Particolare interesse avevano i prigionieri di nobili ascendenze perch\u00e9 il prezzo del riscatto poteva costituire veramente una fortuna per chi li avesse catturati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per onest\u00e0 verso il lettore devo dire che il racconto che segue ha trovato spunto da un libro che trattava di quell\u2019assedio: il resto della vicenda \u00e8 frutto della mia fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel 1526 le truppe di Solimano il Magnifico, dopo aver conquistato l\u2019allora Ungheria meridionale, si erano avvicinate alquanto pericolosamente a quelli che erano i confini del Granducato d\u2019Austria, parte orientale del Sacro Romano Impero sotto il regno di Carlo V, affidato al fratello Ferdinando I d\u2019Asburgo Arciduca d\u2019Austria.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel 1527 Solimano intraprese una nuova campagna di guerra dirigendosi verso l\u2019Austria. Nel maggio del 1529 i turchi, con una forza di 300.000 uomini, mossero verso Vienna e l\u20198 settembre conquistarono Buda. A questo punto Vienna era veramente in pericolo non potendo contare sulle armate di Carlo V a sua volta impegnato contro la Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante fosse ben nota la ferocia degli ottomani e ci si rendesse conto che solo con un miracolo Vienna avrebbe potuto essere salvata, la vita in citt\u00e0 non era mutata; come se si volesse esorcizzare il pericolo o per incoscienza, la vita, particolarmente della nobilt\u00e0, conosceva feste, balli, ricevimenti. Insomma anche se tutto non era pi\u00f9 come prima tutto rimaneva come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I protagonisti della nostra vicenda erano due giovani ventenni di nobilissime casate: lui, Joseph d\u2019Asburgo-Lorena, apparteneva alla famiglia dell\u2019Arciduca Ferdinando I; lei, Sophie von Kunigl, era una discendente dei Grandi dell\u2019Impero. Da tempo i due erano stati destinati al matrimonio, come soleva all\u2019epoca, per rendere pi\u00f9 solida la casata degli Asburgo ma, a differenza di tanti matrimoni della nobilt\u00e0, il loro sarebbe stato un vero matrimonio d\u2019amore. Compagni di giochi, si erano frequentati sin da piccoli e l\u2019affetto tra loro era nato naturalmente, tant\u2019\u00e8 che solo dopo aver conosciuto il sentimento tra i due i rispettivi parenti pensarono all\u2019unione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vedendoli, si poteva dire che la natura si fosse dilettata, tanto erano belli, estroversi. Tutta la corte ne era attratta e lo stesso Carlo V, incontrandoli, ne era rimasto ammirato promettendo che sarebbe stato presente alle nozze.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La giovent\u00f9 li portava ad amare la natura, a fare lunghe passeggiate lungo il Danubio e spesso a navigare sul fiume insieme ai loro coetanei. Queste abitudini non vennero meno neppure con l\u2019avvicinarsi delle armate turche dopo la caduta di Buda.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava non si rendessero conto della gravit\u00e0 del momento; eppure il pericolo doveva essere conosciuto almeno da Joseph che con la sua compagnia di fanti aveva il compito di pattugliare le alture attorno alla citt\u00e0 per osservare l\u2019avanzata dei turchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si sa: da sempre la forza della giovent\u00f9 non \u00e8 confortata dall\u2019esperienza e la voglia di vivere prevale sulla percezione dei pericoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso la met\u00e0 di settembre del 1529 le prime pattuglie dei turchi giunsero in vista di Vienna e le porte della citt\u00e0 vennero chiuse. Dopo qualche giorno Vienna veniva circondata e sottoposta agli attacchi e la vita dei cittadini cambi\u00f2 totalmente condizionando anche quella dei giovani, impegnati attivamente nella difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciarono gli assalti alle mura e i tentativi di aprirvi una breccia e le sortite dei difensori per allentare la pressione. Erano lotte corpo a corpo, con una crudelt\u00e0, una ferocia impressionante dove non si facevano prigionieri ma si cercava solo di diminuire il numero degli avversari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad autunno avanzato il sole calava presto e il campo di battaglia veniva coperto da una coltre di buio; a quel punto iniziava la misericordiosa opera di soccorrere i feriti e dare sepoltura ai morti. Il triste incarico era lasciato agli inabili alla battaglia sorvegliati da alcune pattuglie.<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri due giovani avevano abbandonato le loro abitudini ma il desiderio di incontrarsi era ancora pi\u00f9 forte, reso tale dalla incertezza del futuro e dagli impegni di lui che limitavano le possibilit\u00e0 di incontri. Se il solo pensiero di sapersi ancora vivi sollevava l\u2019animo di entrambi, il desiderio di stringersi l\u2019uno l\u2019altro non poteva essere soddisfatto con gli occhi. Volevano ritrovare quella intimit\u00e0, sia pure per un solo istante, al momento negata.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, accompagnandosi a quelli che uscivano per recuperare i feriti ed i morti, Sophie e Joseph abbandonarono la citt\u00e0 inoltrandosi verso il Danubio. Di loro non si seppe pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Le famiglie, anche per il disordine che regnava in citt\u00e0 a causa dell\u2019assedio, solo con alquanto ritardo si accorsero delle loro assenze. Dopo alcuni giorni ci fu chi ricord\u00f2 di averli visti uscire dalle mura. Si sper\u00f2 che si fossero allontanati per sfuggire all\u2019assedio ma questo per Joseph voleva dire diserzione, assolutamente impensabile per il carattere ed il coraggio che aveva mostrato nelle azioni di guerra, per cui si prefer\u00ec credere che, volendo aiutare il recupero dei feriti, fossero stati catturati dai turchi; non che fosse il minore dei mali, ma almeno si poteva pensarli ancora in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>I familiari dei ragazzi liberarono un prigioniero turco con l\u2019incarico di riferire al Gran Visir Pargali Ibrahim Pasci\u00e0 che avrebbero pagato qualsiasi riscatto per la loro liberazione. Il Gran Visir restitu\u00ec un prigioniero austriaco perch\u00e9 riferisse che quei ragazzi non erano tra i prigionieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si usava all\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>I parenti dei ragazzi trovarono conforto in quel messaggio, ritenendolo veritiero, perch\u00e9 non era pensabile che il comandante dell\u2019esercito turco potesse mentire, anche perch\u00e9 avrebbe avuto l\u2019opportunit\u00e0 di ottenere una notevole somma per il riscatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando alla fine di ottobre l\u2019esercito turco tolse l\u2019assedio e riprese la strada del ritorno verso Istanbul, vennero fatte ricerche in tutto il territorio dell\u2019Austria e dell\u2019Ungheria, senza trascurare i pi\u00f9 piccoli villaggi. Dei ragazzi nessuna traccia. Si pens\u00f2, nell\u2019ipotesi pi\u00f9 dolorosa, che fossero stati uccisi ed i loro corpi gettati nel Danubio.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il trascorrere del tempo il dolore delle famiglie divenne una pena costante che premeva sui loro cuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose, in realt\u00e0, erano andate diversamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si erano allontanati di un centinaio di metri dalle mura quando furono catturati da una pattuglia di giannizzeri che immediatamente li condussero nell\u2019accampamento consegnandoli al loro comandante. Questi, considerandoli di sua appartenenza, li trattenne alcuni giorni all\u2019interno delle proprie tende.<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia, tuttavia, non pot\u00e9 rimanere segreta a lungo finch\u00e9 giunse alle orecchie del Gran Visir che chiamato quel comandante gli ordin\u00f2 di consegnarglieli.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla loro vista Pargali rimase ammaliato dalla bellezza della ragazza e pens\u00f2 di farne dono al Sultano in segno di amicizia e di riconoscenza mentre dal ragazzo si poteva trarre un ottimo riscatto. Tuttavia due cose lo impedivano: aveva negato la loro cattura; la restituzione del ragazzo era impossibile perch\u00e9 questi avrebbe riferito che la ragazza era stata trattenuta. Prefer\u00ec quindi trattenere i due ben custoditi e sulla loro sorte avrebbe deciso giunto ad Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena giunto ad Istanbul si present\u00f2 a Solimano, suo amico di infanzia e cognato avendone sposato la sorella, e, quasi per scusarsi del cattivo esito della spedizione, gli consegn\u00f2 Sophie. Il Sultano apprezz\u00f2 molto il dono e la ragazza fu scelta quale preferita del suo harem.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo fu trattenuto da Pargali che lo prese al suo servizio e poi, avendone conosciute l\u2019intelligenza e le capacit\u00e0, lo nomin\u00f2 primo segretario. Questo incarico, oltre a consentirgli di circolare liberamente per la citt\u00e0, lo port\u00f2 a conoscere e frequentare importanti personaggi, e cosa che nel seguito gli fu di notevole aiuto, mercanti genovesi e veneziani che avevano in Istanbul il loro centro dei commerci.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, su incarico del Gran Visir, il ragazzo, che aveva assunto il nome arabo \u201cAbn Alsham\u201d (figlio del sole) per la sua bellezza, si recava al palazzo del Sultano e gli era di gran dolore sapere di essere cos\u00ec vicino a Sophie e non poterla vedere, parlarle, sapere come stava, chiederle perdono per averle distrutto la vita nel portarla in quella maledetta passeggiata. E di nessun sollievo era il fatto che lo aveva chiesto proprio lei; lui, conoscendo i pericoli che potevano correre, si sarebbe dovuto opporre. Il pensiero pi\u00f9 opprimente, da cui non poteva distogliersi, non era il fatto di averla persa ma che era in condizione di schiavit\u00f9 sessuale a vita. Ed ogni volta che entrava nel Topkapi lo sguardo andava sempre all\u2019harem sperando di poterla vedere, cosa impossibile, ma che almeno lei potesse riconoscerlo anche se bardato alla turca.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa situazione era per Joseph un dolore, una pena che non lo abbandonavano mai e per questo era sempre cupo e pensieroso. Questo suo atteggiamento fu notato dalla moglie di Pargali, Hatice Sultan, che ne chiese il motivo. Pargali, greco di nascita, da bambino rapito e portato in Anatolia dal padre di Solimano, e che ben capiva il dolore di Joseph, narr\u00f2 ad Hatice l\u2019intera vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna, colpita dall\u2019umanit\u00e0 della vicenda, specie in quanto donna, un giorno prese da parte Joseph e gli chiese di Sophie. Il ragazzo espresse il suo dolore, la colpa per non avere evitato il rischio, le preoccupazioni sulle condizioni fisiche e lo stato di prostrazione in cui doveva trovarsi la ragazza, ridotta in schiavit\u00f9, e quale tipo di schiavit\u00f9, per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Hatice fu colpita dal racconto e dal dolore del ragazzo e gli promise di tentare di fargli avere qualche notizia, anche se la vita nell\u2019harem era controllata dalla terribile Roxelana, la moglie ufficiale di Solimano.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa riusc\u00ec a sapere: Sophie stava bene in salute, aveva un buon rapporto con le altre donne dell\u2019harem. Evit\u00f2 di riferire delle pratiche sessuali alle quali aveva dovuto sottostare all\u2019ingresso nell\u2019harem e dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Hatice, per cercare di risollevare un poco l\u2019umore del ragazzo, ogni tanto gli dava qualche informazione, in parte frutto della sua fantasia per non creare sospetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno Joseph chiese ad Hatice se fosse stato possibile entrare nell\u2019harem come eunuco. La donna disse che non esisteva alcuna possibilit\u00e0: primo perch\u00e9 lui non era castrato e l\u2019operazione se era possibile per i bambini per gli adulti voleva dire andare incontro quasi certamente alla morte. Poi la carica di eunuco richiedeva la fiducia assoluta del Sultano, e se si fossero conosciute le intenzioni lui e la ragazza sarebbero stati uccisi. Il ragazzo per\u00f2 insisteva; diceva che conosceva bene Sophie, che anche per lei era meglio la morte che continuare a vivere nell\u2019harem.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto insistette che alla fine Hatice ne parl\u00f2 con Pargali. Questi rimprover\u00f2 la moglie per la confidenza data ad uno schiavo, poi le rappresent\u00f2 le difficolt\u00e0 ed infine i rischi che loro stessi avrebbero corso se qualcosa non fosse andata nel verso giusto: i due ragazzi sarebbero stati uccisi poi sia lei, nonostante fosse sorella del Sultano, sia lui, che era il suo pi\u00f9 vicino consigliere e suo amico di infanzia, avrebbero subito la stessa sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>Pargali chiam\u00f2 Joseph e tent\u00f2 di dissuaderlo dal proposito. Gli disse che l\u2019azione che voleva compiere era considerata alto tradimento e che lo avrebbe portato al patibolo, perch\u00e9 questo era il sistema per assicurare l\u2019assoluta fedelt\u00e0 al Sultano; non esistevano pene pi\u00f9 o meno gravi e tentare di portare via dall\u2019harem del Sultano una concubina o introdursi nell\u2019harem stesso era un delitto di offesa alla maest\u00e0 del sovrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alle insistenze di Joseph, che avrebbe comunque tentato il rapimento, Pargali si trovava dinanzi ad un bivio: uccidere il ragazzo o tentare di aiutarlo. La prima soluzione lo inorridiva, era stato schiavo lui stesso, e i sentimenti di Joseph erano umanamente comprensibili. E poi avrebbe dovuto rendere conto ad Hatice dell\u2019omicidio. Quindi perch\u00e9 non tentare di aiutarlo assumendo tutte le precauzioni per non risultare coinvolto?<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo problema era quello della castrazione, perch\u00e9 senza l\u2019impotenza era impensabile tentare. L\u2019operazione doveva essere fatta da un chirurgo esperto, per le notevoli difficolt\u00e0 e, ancora pi\u00f9 importante, trovare una persona estremamente riservata perch\u00e9 la notizia della castrazione di un adulto sarebbe stata comunque sospetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Pargali, ricorrendo alle sue amicizie greche, riusc\u00ec a trovare un chirurgo che, in un paesino della Grecia oper\u00f2 Joseph. L\u2019intervento, doloroso in misura assolutamente inimmaginabile, lo port\u00f2 vicino alla morte, ma nessun sacrificio era troppo grande per la liberazione di Sophie. La forte fibra del ragazzo ebbe il sopravvento e dopo circa un mese il ragazzo pot\u00e9 tornare ad Istanbul rimanendo in attesa che si presentasse l\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni mesi dopo l\u2019eunuco ufficiale fu colpito da una strana malattia della pelle e venne subito allontanato perch\u00e9 pericoloso per la carnagione delle concubine.<\/p>\n\n\n\n<p>Hatice non si fece sfuggire l\u2019occasione e convinse Pargali, reticente, a proporre la sostituzione con Joseph.<\/p>\n\n\n\n<p>Hatice, da par suo, trov\u00f2 il modo di esaltare la sensibilit\u00e0 e la fedelt\u00e0 del giovane con Roxelana, sottolineando che privarsene, sia pure con dispiacere, era per il bene del ragazzo che meritava molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 che loro potevano offrire.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Pargali il problema non si pose, anzi: il Sultano, su suggerimento di Roxelana, gli chiese di privarsi del giovane. Pargali, mostrando stupore, disse che fare a meno di Joseph gli avrebbe creato qualche problema, per le sue capacit\u00e0 di trattare i rapporti con i rappresentanti delle nazioni amiche e con i mercanti italiani. Comunque sarebbe stato ben lieto di concederlo al servizio del Sultano che se ne sarebbe potuto avvalere anche per gli affari del governo. Migliore presentazione non poteva esserci.<\/p>\n\n\n\n<p>La nomina richiedeva l\u2019accertamento della incapacit\u00e0 di avere rapporti sessuali. Ai medici Joseph disse che la sua castrazione avvenne a causa di un colpo di lancia ricevuto nella difesa di Vienna e che le recenti cicatrici erano relative ad un intervento per eliminare una infezione. I chirurghi attestarono che il ragazzo era idoneo all\u2019incarico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare che dall\u2019incontro tra i due ragazzi potessero emergere sospetti sulla loro conoscenza, e portarli alla morte, Hatice si premur\u00f2, nel modo pi\u00f9 accorto, di preannunciare a Sophie l\u2019arrivo di Joseph in sostituzione del vecchio eunuco. La spiegazione del perch\u00e9 fosse possibile addolor\u00f2 profondamente la ragazza ma accrebbe in lei l\u2019amore per il sacrificio al quale Joseph si era sottoposto per esserle vicino e vegliare su lei. Non pens\u00f2 minimamente alle conseguenze della mutilazione, troppa era la gioia di poterlo riavere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo piacque al Sultano, che pens\u00f2 di utilizzarlo anche per l\u2019esperienza avuta con Pargali, e a Roxelana che vide nel giovane l\u2019opportunit\u00e0 di una nuova vitalit\u00e0 che avrebbe reso pi\u00f9 lieta l\u2019esistenza nell\u2019Harem.<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo incontro i due ragazzi si limitarono a guardarsi, lei confondendosi con le altre concubine attratte dalla bellezza di Joseph, lui accettando i gridolini e di essere vezzeggiato da tutte le donne, specie le pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorreva stare molto attenti perch\u00e9 la vita all\u2019interno dell\u2019harem aveva regole ferree, tutto girava attorno alla kahya kaden, la concubina che ne aveva la responsabilit\u00e0. L\u2019eunuco era invece il responsabile della custodia dell\u2019harem. Di conseguenza tra la kahya kaden e l\u2019eunuco c\u2019era un rapporto di reciproca confidenza ma, al contempo, un conflitto di interessi che li poneva in contrasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i due ragazzi era difficile potersi parlare, comunque trovarono il modo di incontrarsi fugacemente, a volte lungo i corridoi, evitando di restare soli nelle stanze, poche parole quante ne bastavano per sentirsi vicini; n\u00e9 lei n\u00e9 lui accennarono mai a quanto era successo dopo la separazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo Joseph aveva cominciato a svolgere incarichi di fiducia per il Sultano; la sua conoscenza delle diverse lingue europee era fondamentale per trattare gli affari con gli Stati e i mercanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse cos\u00ec oltre un anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno Sophie gli disse che era incinta e che stava per essere trasferita in un\u2019ala del palazzo destinata a chi deve partorire un figlio del Sultano; l\u2019accesso a quel luogo era consentito solo al Sultano e sorvegliato dai giannizzeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph cap\u00ec che con la nascita del figlio del Sultano avrebbe dovuto dire addio a Sophie. Era sua volont\u00e0 di liberarsi della schiavit\u00f9 e sposare Sophie ma questo doveva accadere prima della nascita del bambino, quindi entro non pi\u00f9 di tre mesi. Ma cosa e come organizzare, chi poteva aiutarlo? A Pargali non era opportuno chiedere: l\u2019aveva aiutato in passato e se era entrato nell\u2019harem lo doveva a lui, ma far evadere una concubina del Sultano era una cosa molto diversa. Forse era bene non fargli conoscere nulla perch\u00e9 poteva darsi che questa volta lo avrebbe ostacolato. Parlarne ad Hatice meno che mai: era stata lei che aveva fatto in modo di introdurlo nell\u2019harem ma la fuga era un atto talmente assurdo, inconcepibile per la societ\u00e0 araba. C\u2019erano state delle guerre per molto meno. E poi era la sorella del Sultano e tanto bastava per capire che nessun aiuto poteva venirgliene: non avrebbe mai recato offesa al fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi dunque poteva aiutarlo? Ma prima di pensare a come far uscire Sophie dall\u2019harem era indispensabile trovare il modo di scappare da Istanbul. La destinazione doveva essere Vienna, dove avrebbero trovato sicura protezione. Percorrere la penisola balcanica era impensabile, sia per la lunga distanza sia per i pericoli ai quali sarebbero andati incontro attraversando paesi alleati dei turchi. E poi, non avevano soldi per il mangiare: quindi impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico modo era tentare via mare, ma a chi chiederlo? Chi si sarebbe voluto esporre alle eventuali ritorsioni? Per i mercanti c\u2019era il rischio di vedersi interdetti i mercati della citt\u00e0. Il passaggio su una nave: ma di quale paese? Di chi fidarsi? C\u2019era il rischio di essere traditi, e sarebbe stata la certezza della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>A Joseph venne in mente di verificare quali tra i mercanti veneziani e genovesi poteva aiutarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli incarichi che svolgeva per conto del Sultano c\u2019era quello di esaminare le licenze per le importazioni e le esportazioni. E le sollecitazioni che riceveva per queste concessioni erano tante. Cerc\u00f2 un aggancio tra chi aveva maggiori interessi e quali tra i vascelli genovesi e veneziani erano quelli che con maggiore frequenza attraccavano ad Istanbul. Poich\u00e9 erano in maggioranza della Serenissima, l\u00ec si sarebbero potute presentare le migliori occasioni. Cerc\u00f2 quindi un contatto. Pens\u00f2 che un accordo poteva anche essere agevolato dalla somma che di certo la sua famiglia e quella di Sophie avrebbero versato per ricompensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfittando di una richiesta di favori fatta da tal Contarini, rappresentate di uno dei maggiori mercanti veneziani, Joseph gli chiese se poteva concedere un passaggio sino a Venezia per una giovane coppia che voleva rientrare in patria. Il Contarini disse che non ci sarebbero stati problemi e che entro quel mese avrebbe attraccato un vascello proveniente da Venezia per ripartire immediatamente, non appena caricate le mercanzie; per Venezia senza sostare ad Ancona, come soleva fare la gran parte dei vascelli, che all\u2019epoca era alleata di Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la possibilit\u00e0 di lasciare Istanbul era assicurata restava il problema pi\u00f9 difficile: come fare uscire Sophie dalla zona dell\u2019harem, la pi\u00f9 sorvegliata, e quando: di giorno, di notte?<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva oramai esclusa la possibilit\u00e0 di ricorrere a Pargali e ad Hatice, ed a lui quella parte dell\u2019harem era interdetta, anche se eunuco responsabile dell\u2019harem. Cercare una complicit\u00e0 era impossibile: nessuno avrebbe rischiato la propria vita per liberare una concubina del Sultano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stava convincendo della irrazionalit\u00e0 del progetto quando, assolutamente inaspettata le venne offerta la soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre ricordare che Roxelana, di origini polacche, era stata prima schiava poi preferita e infine, dopo aver partorito un figlio maschio, moglie del Sultano. Era donna ambiziosa ed infida che era riuscita a catturare prima la benevolenza poi la fiducia di Solimano ed aveva una notevole influenza su lui. Ma Roxelana conosceva il suo uomo e sapeva che un\u2019altra donna, usando bellezza e fascino, poteva scalzarla, specie se, come lei, avesse partorito un figlio maschio che poteva diventare un altro possibile erede al trono, in concorrenza con suo figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena seppe che Sophie era incinta e che era la preferita del Sultano, cominci\u00f2 a pensare come potersi disfare della ragazza, prendendo tutte le accortezze per evitare che si risalisse a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione cadde su Joseph: era viennese come la ragazza, catturato da poco tempo quindi con il desiderio di fuggire dalla schiavit\u00f9; se fosse stato catturato chi avrebbe creduto alle sue parole? Se poi entrambi fossero stati catturati sarebbero stati eliminati e cos\u00ec il suo scopo veniva raggiunto senza danni.<\/p>\n\n\n\n<p>Presa questa decisione fece venire Joseph nelle sue stanze, senza che ci\u00f2 potesse destare sospetti in quanto era normale che si interessasse della conduzione dell\u2019harem. Dopo alcuni convenevoli, tanto per aprire il discorso, gli disse che capiva la pena di Sophie, essendo stata ella stessa una schiava. Comprendeva che la ragazza anelasse la libert\u00e0 e voleva quindi fare quello che a lei non era riuscito: fuggire dall\u2019harem. Era una sorta di vittoria per s\u00e9 stessa piuttosto che un atto di generosit\u00e0; almeno cos\u00ec disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, sapeva sia le difficolt\u00e0 che avrebbero incontrato e che, se rischiavano la vita, la libert\u00e0 aveva sempre un prezzo. Da parte sua avrebbe fatto tutto il possibile per la riuscita dell\u2019impresa: lei l\u2019avrebbe fatta uscire dal Topkapi, lui avrebbe dovuto pensare a farle lasciare Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph riusc\u00ec a dissimulare lo stupore e la gioia: era la soluzione, unica e irripetibile e bisognava correre i rischi. Mosse alcuni dubbi: accenn\u00f2 alla responsabilit\u00e0, ai rischi ma, alla fine, dopo altre assicurazioni sulla riuscita dalla fuga dall\u2019harem si disse disponibile e in attesa di disposizioni. Nel frattempo lui avrebbe cercato la possibilit\u00e0 per lasciare Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena possibile and\u00f2 ad incontrare Contarini perch\u00e9 gli facesse sapere, con un certo anticipo, il giorno e l\u2019ora dell\u2019imbarco con assoluta certezza. Il giorno dopo Joseph seppe che un brigantino sarebbe arrivato entro dieci giorni e ripartito il successivo ai primi venti dell\u2019alba. La certezza, per\u00f2, poteva averla solo al momento dell\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph fece in modo di incontrarsi con Roxelana che assicur\u00f2 che tutto era pronto. Lui avrebbe dovuto attendere la ragazza, prima delle luci dell\u2019alba, all\u2019esterno della porticina sul parco Gulhane. Una barca li avrebbe traghettati dall\u2019altra parte del Corno d\u2019Oro all\u2019attracco dei vascelli. Gli disse di evitare ogni contatto con la ragazza. Quanto a lui, poteva decidere se restare o fuggire; se fosse rimasto nessuno avrebbe saputo della sua partecipazione alla fuga.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph trascorse i giorni che mancavano in una attesa spasmodica e nel terrore che il piano fosse tutto un inganno. Andava ogni giorno al porto, evitando di incontrare il Contarini, limitandosi a vedere se ci fosse traccia della bandiera della Serenissima.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di fuggire insieme a Sophie era stato il primo pensiero; poi ne erano sopravvenuti altri. Lui era oramai un castrato, che cosa poteva offrire alla ragazza: il suo amore? Sarebbe stato sufficiente? E se lei, giovane, avesse voluto un altro figlio, avere dei rapporti intimi? Sophie si sarebbe potuta stancare di un rapporto imperfetto. E poi, sarebbe stato possibile nascondere la sua mutilazione, e per quanto. Come si sarebbe giustificata la presenza di quel figlio che doveva nascere? Quella disavventura, di cui si sentiva colpevole, poteva distruggere la vita di Sophie; se fosse tornata da sola sarebbe stata trattata come una concubina, una donna perduta, e la sua vita sarebbe divenuta impossibile. Ma poi, chi poteva assicurare che una donna, giovane, sola e bella sarebbe riuscita a tornare a Vienna? Non avrebbe incontrato dei malviventi che l\u2019avrebbero sottoposta a torture quali non aveva ricevuto dai turchi? Contarini poteva garantire l\u2019arrivo a Venezia ma da l\u00ec a Vienna? E non era allora necessario che lui l\u2019accompagnasse, per poi lasciarla, alle porte di Vienna e lui scomparire per sempre?<\/p>\n\n\n\n<p>La sua testa era tutto un tramestio di idee: si decideva ora per l\u2019una che abbandonava per un\u2019altra e poi un\u2019altra ancora; tutte erano possibili ma nessuna offriva certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina camminando lungo il porto Contarini gli and\u00f2 incontro e gli disse: \u201cil vascello sta entrando in porto e domani mattina, alle prime luci dell\u2019alba riparte per Venezia. Fatti trovare con quelle persone all\u2019attracco un\u2019ora prima dell\u2019alba\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph entr\u00f2 in abulia; voleva correre al palazzo ma dovette frenare le sue gambe per non destare sospetti. Voleva incontrare la moglie del Sultano al pi\u00f9 presto ma non poteva violare le regole. Era teso come la corda di un arco. Aveva paura che, ora che tutto era a posto qualcosa avrebbe potuto far saltare il piano. Camminava per le stanze dell\u2019harem senza una meta quando sarebbe stato meglio fermarsi e calmarsi. Aveva paura di non incontrare in tempo Roxelana.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse cos\u00ec la gran parte del giorno; pi\u00f9 di una volta dovette sedersi per non cadere, tanto gli girava la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera era sopraggiunta ed oramai Joseph si era convinto che la fuga era impossibile, quando, in un fruscio di sete Roxelana passandogli accanto gli sussurr\u00f2: \u201calle tre di questa notte all\u2019esterno della porticina del parco Gulhane e poi sulla riva vicino al ponte Galata\u201d e scomparve.<\/p>\n\n\n\n<p>Travolto dalla gioia usc\u00ec dal palazzo prima della chiusura delle porte, e cominci\u00f2 la lunga attesa rannicchiato tra i cespugli sotto le mura a ridosso della porticina.<\/p>\n\n\n\n<p>Calmatosi un poco, si chiese: come faceva Roxelana a sapere che era arrivato il vascello e l\u2019ora dell\u2019imbarco? Non ne aveva parlato con nessuno, o meglio solo con il Contarini. Qualcuno poteva averlo seguito. Ma Roxelana non poteva uscire dal palazzo quindi almeno un\u2019altra persona era a conoscenza del piano. Di certo Contarini aveva dato la notizia dell\u2019arrivo del vascello e della partenza anche ad altri. E allora? E quest\u2019altra persona non poteva avere informato anche il Sultano? In tal caso Sophie e lui erano perduti. Ma forse il piano di Roxelana era solo quello di eliminare Sophie mettendone a parte il Sultano?<\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva perso; per la seconda volta, metteva a rischio la vita di Sophie. Come aveva potuto credere a tanto? Aveva dimenticato la perfidia della moglie del Sultano: come poteva Roxelana, che aveva costretto Solimano a strangolare il figlio avuto da un\u2019altra concubina per nominare il proprio figlio erede al trono, nutrire una qualche piet\u00e0 per una concubina? Avrebbe potuto farla uccidere e far sparire il corpo. Ma allora perch\u00e9 coinvolgerlo nel piano?<\/p>\n\n\n\n<p>Accucciato in un cespuglio trascorse circa sette ore fissando quella porticina. Sentiva le voci ed i passi delle sentinelle all\u2019interno delle mura e si chiedeva come Sophie avrebbe potuto aprire la porticina senza essere vista dalle guardie. Oramai vagava in una irrazionalit\u00e0 senza fine: stava anche pensando di consegnarsi alle guardie rendendo vana la fuga cos\u00ec salvando la vita di Sophie sacrificando la propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre era preda di tanti pensieri, la porticina si apr\u00ec appena un poco ed una esile ombra ne usc\u00ec mentre la porta si richiudeva alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Balz\u00f2 fuori dal nascondiglio, cinse per le spalle quell\u2019ombra e quasi trascinandola la port\u00f2 alla riva del Corno d\u2019Oro. Senza mai parlarle la condusse verso una barca dove un uomo era in attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ombra era protetta da un velo nero che le copriva tutto il corpo. Nell\u2019attraversamento del mare non si scambiarono una parola n\u00e9 si guardarono mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunti all\u2019altra riva c\u2019era ad attenderli Contarini che li guid\u00f2 al brigantino consegnandoli al capitano. Furono immediatamente condotti nell\u2019alloggio del comandante.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto era andato alla perfezione ma Joseph ancora si chiedeva se non fosse tutto un tranello e la persona che lui aveva condotto alla nave non fosse Sophie. Si sedettero e, con apprensione, Joseph scost\u00f2 il velo che copriva il volto dell\u2019ombra che non fu pi\u00f9 tale: nella luce fioca di una lanterna gli apparve il bellissimo volto di Sophie e tutte le ansie scomparvero nell\u2019abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oramai i dubbi che lo avevano prostrato scomparvero e rassicur\u00f2 Sophie. Cominciarono allora, quasi in un sussurro, a raccontarsi le vicende occorse loro; lei non gli chiese della castrazione, lui della gravidanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle prime luci dell\u2019alba il vascello lasci\u00f2 gli ormeggi e dopo un paio di ore avevano superato lo stretto dei Dardanelli e sopraffatti dalla tensione, oramai liberi, si addormentarono abbracciati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni giorni di navigazione giunsero a Venezia e, dismessi i panni orientali, vennero accompagnati dall\u2019Ambasciatore d\u2019Austria che, dopo averli accolti con affetto, provvide che quanto prima rientrassero a Vienna, anche per evitare che l\u2019Ambasciatore del Sultano venisse a conoscenza della vicenda, cosa che avrebbe potuto creare non poco danno al commercio della Serenissima.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accoglienza delle famiglie e degli amici fu quanto di pi\u00f9 gioioso si pu\u00f2 immaginare e, per dare riconoscimento ufficiale alla gravidanza, vennero celebrate le nozze.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno seppe mai tutto delle disavventure occorse e il figlio, considerato dove era stato concepito, scherzando veniva chiamato \u201cil sultano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi anni dopo giunse la notizia che Pargali Ibrahim Pasci\u00e0 era stato giustiziato perch\u00e9 si era attribuito un titolo che comprendeva la parola Sultano. Secondo altre fonti, invece, Solimano aveva appreso che Pargali, approfittando della sua carica e dell\u2019affetto del Sultano, aveva commesso un gravissimo atto di lesa maest\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sophie e Joseph capirono.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55936\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55936\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda che mi accingo a narrare avvenne durante l\u2019assedio di Vienna che l\u2019esercito di Solimano il Magnifico, Sultano dell\u2019impero Ottomano, port\u00f2 a quella citt\u00e0 e che dur\u00f2 dal settembre all\u2019ottobre del 1529. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 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