{"id":55913,"date":"2025-01-31T16:53:13","date_gmt":"2025-01-31T15:53:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55913"},"modified":"2025-01-31T16:53:14","modified_gmt":"2025-01-31T15:53:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-i-due-gemelli-di-corrado-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55913","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;I due gemelli&#8221; di Corrado Liberi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>I giudici, gli avvocati, gli investigatori, la gente comune tutti dicono: non esiste un omicidio perfetto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La storia che vi racconto dimostrer\u00e0 il contrario<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>UNO<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Erano due gemelli maschi assolutamente omozigoti, come ebbero a confermare i diversi medici che li esaminarono per la eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento: l\u2019uno la replica dell\u2019altro. Alla nascita lo stesso peso, uguale il colore degli occhi, nel seguito si constat\u00f2 la stessa voce, assolutamente identica la dentatura e, a completamento, la medesima voglia color vinaccia appena sopra il pube: stesso diametro, intensit\u00e0 di colore. A rendere ove mai possibile la singolarit\u00e0, la madre li volle chiamare come i nonni: Giovanni e Giuseppe, cos\u00ec che neppure dalle iniziali dei nomi sarebbe stato possibile distinguerli. Persino negli orari fisiologici erano uguali, che per i primi anni costitu\u00ec un problema organizzativo. Ovviamente identici anche nei gusti sia nel mangiare che nel vestire.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I bambini mostrarono notevole precocit\u00e0 e coscienza della particolarit\u00e0 che utilizzavano nei giochi, il primo dei quali fu quello di rispondere insieme alla chiamata di uno solo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A scuola gli insegnanti per evitare confusioni prima li misero in banchi diversi, poi in classi differenti, ma il loro gioco preferito di confondere le persone e i compagni continu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poich\u00e9 il loro modo di agire avrebbe potuto creare qualche problema nel seguito, furono sottoposti all\u2019analisi delle reazioni cerebrali; il risultato fu sbalorditivo: erano l\u2019uno il clone dell\u2019altro. Si constat\u00f2 che erano dotati di un coefficiente di intelligenza assai superiore alla norma, il che consent\u00ec loro di ottenere ottimi risultati scolastici, laureandosi in ingegneria informatica con il massimo dei voti. Per questo furono immediatamente assunti da due diverse aziende del settore, nella stessa citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Compresero che avrebbero potuto trarre vantaggio da questa situazione e cominciarono a scambiarsi le informazioni sui progetti delle rispettive societ\u00e0, vantaggi che si concretizzarono in una veloce progressione di carriera ed economici in virt\u00f9 del reciproco spionaggio industriale: era un gioco senza n\u00e9 vinti n\u00e9 vincitori.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per uno di quegli strani casi quando una macchina perfetta mostra all\u2019improvviso tutta la sua fragilit\u00e0, la loro complicit\u00e0 rischi\u00f2 di essere scoperta. Causa involontaria fu una certa Liza, una impiegata della societ\u00e0 con la quale Giovanni ogni tanto andava e cena e dopocena.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I due fratelli, per nascondere la loro parentela, avevano preso alloggio in due differenti quartieri ai lati opposti della citt\u00e0, piuttosto vicini ai rispettivi luoghi di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un giorno che Giovanni aveva invitato a cena una conoscente, quella tal Liza gli chiese di incontrarlo perch\u00e9 aveva urgenza di parlargli di un fatto estremamente importante che poteva avere conseguenze sulla sua carriera. Giovanni, non volendo rinunciare all\u2019appuntamento ma anche conoscere cosa aveva da dirgli Liza di tanto importante, chiese a Giuseppe di andare lui a cena con la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giuseppe si present\u00f2 quindi all\u2019appuntamento con Liza, andarono a cena in un ristorante dove n\u00e9 lui n\u00e9 il fratello erano mai stati; poi condusse la ragazza nella propria abitazione che, non essendo quella di Giovanni, provoc\u00f2 la curiosit\u00e0 di Liza. Giuseppe rispose che quello era l\u2019appartamento di un amico, perch\u00e9 nel suo stavano facendo dei lavori. Quella sera Liza non disse nulla su quanto preannunciato per cui l\u2019incontro ebbe termine quasi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo Liza, incontrando Giovanni gli chiese di quali lavori si trattasse e quello, non sapendo cosa il fratello le avesse raccontato, rimase nel vago. La ragazza, gli disse che era opportuno incontrarsi per parlare di quei gravi fatti che aveva preannunciato. Alle insistenze di Giovanni Liza gli disse che in Azienda correvano voci sulla fedelt\u00e0 di alcuni dirigenti. Giovanni chiam\u00f2 subito il fratello riferendogli quanto aveva appena appreso e giunsero alla conclusione che era opportuno chiudere il rapporto con la ragazza. Questa, sospettando che Giovanni avesse un\u2019altra relazione, all\u2019uscita dall\u2019ufficio lo segu\u00ec sino all\u2019abitazione. Lo vide entrare e, quando rassicurata stava allontanandosi, lo vide rientrare vestito in modo differente. Rest\u00f2 interdetta e decise di attendere. Dopo un poco vide uscire quello che distinse, solo dall\u2019abbigliamento, quale Giovanni, accompagnato da un clone, che era poi Giuseppe. Decise quindi di seguirli per voler capire. Se nel buio delle strade il volto del clone non si distingueva bene, allorch\u00e9 i due entrarono nel ristorante, in piena luce, rimase di sasso: le uniche differenza tra i due erano i vestiti. Decise quindi che l\u2019indomani Giovanni avrebbe dovuto chiarire.<\/p>\n\n\n\n<p>DUE<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il giorno dopo, infatti, Liza entr\u00f2 nell\u2019ufficio di Giovanni raccontando quanto aveva visto la sera precedente: le due persone uguali, e chiese chiarimenti collegando anche quanto avvenuto due giorni prima. Giovanni tent\u00f2 di calmarla e le promise che all\u2019uscita dal lavoro avrebbe saputo tutto. Chiam\u00f2 poi Giuseppe e convennero che dovevano evitare che il loro segreto venisse conosciuto. Infatti non tanto per la ragazza si dovevano preoccupare ma per le loro posizioni nelle rispettive aziende: se la cosa si fosse conosciuta sarebbe emerso lo scambio di informazioni e le conseguenze non solo economiche ma anche professionali sarebbero state gravissime; lavoravano in aziende multinazionali e per loro nel mondo non ci sarebbe stato pi\u00f9 posto. Bisognava quindi eliminare il pericolo. La ragazza, infatti, avrebbe potuto parlare e loro non potevano assolutamente consentirlo. Pensarono di tacitare in qualche misura la ragazza ma il rischio di subire continui ricatti era sempre possibile per cui, con quella freddezza che aveva sempre caratterizzato la loro vita, decisero che l\u2019unica soluzione era quella di eliminarla, assumendo tutte le precauzioni per non essere scoperti. Quindi Giovanni, come d\u2019accordo, invit\u00f2 Liza a seguirlo dopo l\u2019ufficio nel suo appartamento per il chiarimento. L\u00ec giunti, con incredibile freddezza la strangol\u00f2, con la stessa semplicit\u00e0 di un professionista. Giuseppe invece, come convenuto, compr\u00f2 da un rigattiere un abito da donna; poi, d\u2019accordo con Giovanni e spacciandosi per tale, invit\u00f2 a cena una amica del fratello, cos\u00ec precostituendogli un alibi. Dopo cena raggiunse Giovanni, che nel frattempo aveva completamente spogliato la ragazza e ne aveva indossato gli abiti e la biancheria intima. Poi i due, in abiti femminili, andarono in un parco vicino all\u2019abitazione di Giovanni, frequentato da prostitute, e finsero di litigare facendosi notare. Poi, separatamente, tornarono nell\u2019abitazione, rivestirono il cadavere della ragazza con i suoi abiti, attesero alcune ore e, verso le tre caricarono il corpo nella macchina per poi scaricarlo in un cespuglio in quello stesso parco senza la borsa e altri elementi che potessero immediatamente identificarla. Per un ulteriore elemento di copertura Giuseppe aveva continuato ad indossare abiti femminili per essere scambiati per una coppia.<\/p>\n\n\n\n<p>TRE<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il corpo di Liza venne rinvenuto al mattino da un ragazzo. I giornali pubblicarono la notizia della scoperta presumendo trattarsi di una prostituta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In ufficio l\u2019assenza di Liza fu subito notata. Giovanni, quale suo capo, dette disposizioni per la ricerca. Non riuscendo a trovarla a casa le colleghe ne chiesero notizie ai parenti, che vivevano in un\u2019altra citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel frattempo, il Capo della squadra omicidi della Questura, senza un motivo, tendeva ad escludere che si trattasse di una prostituta, comunque, se lo fosse stata, non era tra le frequentatrici di quel parco. Interrogate alcune di quelle, una rifer\u00ec di un litigio avvenuto la sera prima tra due donne e le parve di riconoscere, dai vestiti, una delle due litiganti. L\u2019autopsia escluse lo stupro e la presenza di segni di un rapporto recente e accert\u00f2 che la morte era avvenuta per strangolamento non oltre 10 ore prima del rinvenimento quindi tra le 22 e le 24 ad opera quasi certamente di un professionista, tanta era la forza che era stata impressa per il soffocamento. Inoltre nel luogo del rinvenimento non c\u2019erano le bench\u00e9 minime tracce di lotta per cui la ragazza era stata uccisa altrove e poi trasportata l\u00ec. Venne poi esaminato il posto dove, secondo le prostitute, era avvenuto il litigio tra le due donne la sera prima ed effettivamente furono trovate impronte di scarpe da donna piuttosto profonde che furono attribuite alla lotta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo qualche giorno, poich\u00e9 i parenti di Liza non erano in grado di fornire notizie, l\u2019azienda segnal\u00f2 la scomparsa alla polizia che, collegando il ritrovamento del cadavere con la descrizione della ragazza, invit\u00f2 le colleghe per il riconoscimento. La morte della ragazza, come questa era avvenuta ed il luogo del ritrovamento fu doloroso per i parenti e per tutti i colleghi di ufficio: era conosciuta persona seria, aliena da frequentazioni al di fuori dall\u2019ambiente di lavoro, non fidanzati n\u00e9 amanti. La polizia interrog\u00f2 tutti coloro che avevano avuto rapporti recenti. Venne sentito anche Giovanni che disse di averla invitata a cena qualche sera prima, come del resto faceva a turno con tutte le sue segretarie, non essendo sposato e non volendo cenare da solo. Inoltre, la sera dell\u2019omicidio aveva cenato con una sua conoscenza. I due fatti furono confermati pienamente e Giovanni venne escluso tra i possibili sospettati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019inchiesta and\u00f2 avanti per circa un anno senza alcun risultato per cui venne archiviata. Tuttavia il Capo della Omicidi non era convinto, non solo per il principio che un omicidio deve avere un colpevole, ma perch\u00e9 alcune cose non apparivano logiche: la mancanza dei documenti personali e di una borsa, usata di solito dalle donne. Non era infatti possibile che la ragazza andasse in giro senza documenti, soldi, chiavi di casa specie se lontana dalla propria abitazione. Poi se la borsa fosse stata presa da un ladro certamente avrebbe preso i soldi e forse le chiavi di casa ma avrebbe di certo lasciata la borsa perch\u00e9 costituiva prova del furto. Si chiedeva poi dove andasse, attorno alle 22 da sola in un quartiere lontano dalla propria abitazione: tutto ci\u00f2 sembrava confermare che era stata uccisa altrove e che il corpo era poi stato abbandonato l\u00ec. A questo punto il Giudice, non essendo stati raccolti neppure elementi circostanziali nei confronti di qualcuno, aveva valutato opportuno chiudere le indagini.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In effetti la borsa di Liza con i documenti ed il portafoglio era stata dimenticata nell\u2019appartamento di Giovanni. Se ne accorse qualche tempo dopo la donna delle pulizie che la consegn\u00f2 a Giovanni che, casualmente e per sua fortuna, era presente cos\u00ec che la donna non ebbe modo di aprirla. Giovanni le disse che era stata dimenticata la sera prima da una sua conoscente che la stava cercando. Un paio di giorni dopo i due fratelli, di sera, la gettarono nel fiume da un ponte nella periferia della citt\u00e0, dove la corrente era pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>QUATTRO<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Qualche tempo dopo la Societ\u00e0 decise di trasferire Giovanni nella propria sede in California. Giuseppe rest\u00f2 in Italia. Di conseguenza tra i due fratelli venne meno ogni occasione di complicit\u00e0; non solo: i rapporti tra i due si fecero sempre pi\u00f9 rari sia per la distanza sia perch\u00e9 nel frattempo Giovanni si era sposato con la figlia del Presidente della Societ\u00e0 ed aveva preso la cittadinanza statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oltre dieci anni dall\u2019omicidio, a monte della citt\u00e0 il fiume venne sbarrato da una diga per una centrale idroelettrica diminuendone la portata. Nel corso di lavori per la pulizia del letto del fiume fu rinvenuta la borsa della ragazza. Sebbene il ritrovamento della borsa non costituisse alcun nuovo elemento per l\u2019individuazione del colpevole, il Capo della Omicidi ottenne dal Giudice il permesso di riaprire le indagini per riesaminare tutte le prove gi\u00e0 acquisite e per la ricerca di eventuali altre, anche in relazione allo sviluppo delle tecniche investigative nel frattempo intervenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Capo della Omicidi sin dall\u2019inizio aveva avuto la sensazione che il litigio tra le due donne avvenuto nel parco qualche ora prima del rinvenimento del corpo non fosse stata che una comparsata fatta per inserire un elemento di disturbo nelle indagini. Infatti le orme delle scarpe lasciate sul terreno della lite apparivano pi\u00f9 profonde rispetto al peso della ragazza; era quindi ipotizzabile che non di donne si trattasse ma di uomini. Tuttavia non poteva essere considerata una prova in quanto non si poteva escludere che si trattasse di due donne robuste. Ma il fatto che convinse il Giudice a riaprire le indagini fu che dal riesame dell\u2019abbigliamento intimo della ragazza venne trovato un DNA maschile, insieme a quello della ragazza, scoperta resa possibile proprio grazie all\u2019evoluzione degli strumenti investigativi. Il Giudice concord\u00f2 con il Capo della Omicidi che almeno questo dovevano ai familiari della ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In effetti le nuove prove potevano lasciar intendere che l\u2019uomo che aveva indossato i vestiti della ragazza prima l\u2019aveva uccisa poi con un complice, uomo o donna che fosse, avevano fatto la messa in scena della litigata per crearsi un alibi o quanto meno per confondere gli investigatori. Poi l\u2019assassino, o gli assassini, era rientrato nella casa dove era avvenuto l\u2019omicidio, l\u2019aveva rivestita e trasportata nel luogo dove era stata rinvenuta. Questo avrebbe significato sicuramente la presenza di un complice e che il cadavere era stato trasportato in auto nel parco perch\u00e9, anche se di notte, fare il percorso a piedi, non si sa quanto lungo, presentava certamente rischi di essere scoperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ricostruzione mancava di elementi di certezza sul luogo dell\u2019uccisione e sulla distanza dal parco. Si poteva per\u00f2 pensare che il parco fosse stato scelto perch\u00e9 pi\u00f9 vicino al luogo dell\u2019omicidio, ma era solo una supposizione perch\u00e9 la citt\u00e0 era grande e che comunque doveva essere stata utilizzata un\u2019auto, quindi limitare la ricerca del luogo del delitto ad una zona prossima a quel parco poteva risultare anche negativa per le indagini.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da questo ragionamento il Capo della Omicidi tracci\u00f2 alcuni elementi come linea di indagine: l\u2019omicida era un uomo, trascur\u00f2 la possibilit\u00e0 del professionista perch\u00e9 la vita della ragazza non dava adito ad omicidio su commissione; certamente un uomo determinato nel compiere il fatto, tanta era la forza impressa nel soffocamento; la presenza di un complice, quasi sicuramente uomo tenuto conto dello spessore delle orme delle scarpe; inoltre il fatto che i tacchi delle scarpe erano penetrati molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 rispetto alla pianta, lasciava intendere che si trattava di persone abituate a poggiare la pianta ed il tallone insieme, quindi maschi; la distanza dal parco, seppure non molto significativa in quanto, scontato che il cadavere era stato trasportato con un\u2019auto, in effetti anche l\u2019ipotesi di abbandonarlo il pi\u00f9 lontano possibile dal luogo del delitto per confondere le indagini era altrettanto valida.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Seguendo questa linea ricostruttiva, andando per esclusione in base ai riferimenti conosciuti, le indagini si concentrarono, chiss\u00e0 per quale oscuro motivo, su Giovanni: uomo; conosceva bene la ragazza; la relativa vicinanza al parco. C\u2019era un solo problema: la sera dell\u2019omicidio era a cena con una sua conoscente; alibi confermato. E poi un ostacolo insuperabile: non poteva essere interrogato sia perch\u00e9 era negli USA (e non c\u2019erano fondi per una trasferta) e poi era cittadino degli Stati Uniti, quindi l\u2019esigenza di una rogatoria, che non sarebbe stata concessa vista la irrilevanza della tesi e la inesistenza di prove circostanziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si vollero nuovamente ascoltare le colleghe di Liza sui rapporti con Giovanni: tutte confermarono che era una persona estremamente corretta, molto gentile che ogni tanto invitava a turno una di loro, che non aveva mai tentato un approccio e che nessuna aveva mai avuto sentore di un rapporto di tipo diverso con Liza. Del resto, aggiunsero, se l\u2019azienda avesse conosciuto l\u2019esistenza di rapporti sentimentali, sarebbero stati presi seri provvedimenti nei suoi confronti. Si interrog\u00f2 nuovamente la donna che aveva fornito l\u2019alibi per quella sera e che, nonostante il tempo trascorso ricord\u00f2 che erano andati a cena e poi l\u2019aveva accompagnata a casa in taxi all\u2019incirca alle ventitr\u00e9. Il Capo della Omicidi volle ricalcolare i tempi: dopo aver accompagnato la ragazza, Giovanni avrebbe dovuto ricontattare Liza, ucciderla, non certamente a casa di lei, andare al parco. Non c\u2019era coincidenza con l\u2019ora della morte. A meno che, pens\u00f2 sempre il Capo della Omicidi, Liza non fosse stata uccisa da un complice che poi avrebbe atteso il rientro di Giovanni per tutto il resto: mascherata, scena nel parco, rientro a casa, vestizione della ragazza, trasporto al parco. No, era troppo anche per lui e senza uno straccio di prova.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I risultati delle ulteriori indagini vennero consegnati al Giudice che, osservando che il tempo poteva essere stato meglio utilizzato, conferm\u00f2 la precedente archiviazione. <sup><br><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>CINQUE<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Qualche tempo dopo su un giornale apparve la foto di un congresso di informatica tenutosi in citt\u00e0. Il Capo della Omicidi gli dette una occhiata indifferente ma, prima strabuzzo gli occhi, poi fece un salto sulla poltrona e urlando a gran voce al suo Vice gli mostr\u00f2 la foto chiedendogli se riconosceva qualcuno. Questi guard\u00f2 con calma, poi disse che gli ricordava un poco la persona che avevano sospettato essere l\u2019assassino della Liza. Il Capo chiam\u00f2 immediatamente l\u2019organizzazione del congresso che gli precis\u00f2 che il cognome era lo stesso ma il nome diverso, che non veniva dagli USA, che era italiano e alle dipendenze di una societ\u00e0 svizzera con una sede in quella citt\u00e0. Segu\u00ec un momento di sconforto, forte almeno quanto la gioia provata per l\u2019occasione di un nuovo possibile elemento di indagine.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il suo Vice, pi\u00f9 riflessivo, propose: accertiamo se sono parenti, e se s\u00ec, se erano entrambi in citt\u00e0 all\u2019epoca del delitto. Si trattava di acquisire informazioni per cui non era necessaria alcuna autorizzazione del Giudice e non ci sarebbe voluto molto tempo per avere le risposte. Poi, continu\u00f2, se gli esiti fossero stati positivi, si sarebbe potuto chiedere al Giudice un ulteriore supplemento di indagine. Era proprio il termine ulteriore che preoccupava il Capo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La risposta giunse quasi subito: s\u00ec erano fratelli, gemelli; oltre al fratello risultava anche lui presente in citt\u00e0 al tempo del delitto. Il Capo della Omicidi and\u00f2 subito dal Giudice sostenendo che nelle precedenti indagini era stato tutto sbagliato e che l\u2019omicida non era Giovanni ma suo fratello Giuseppe. Il Giudice lo guard\u00f2 strano, poi gli chiese da dove era uscito fuori questo fratello, come mai in tutto questi anni non se ne erano accorti, eppure non si era mai mosso dalla citt\u00e0; che non bastava per farne subito un sospettato se non un colpevole; che quelle che aveva portato non erano n\u00e9 indizi n\u00e9 prove circostanziali; che non avrebbe mai consentito una caccia alle streghe; &nbsp;che non era giusto riaprire il dolore dei parenti della vittima; che se non era capace di fare il suo mestiere desse le dimissioni; che la riapertura ufficiale delle indagini sarebbe finita sui giornali e che lui non voleva giocarsi la carriera per gli spiriti di rivalsa di un funzionario di polizia incapace; che avrebbe fatto meglio di dedicarsi a tutti quegli altri reati che attendevano ancora la conclusione. Non soggiunse che se era rimasto Vice Questore forse un perch\u00e9 c\u2019era. Concluse che lui non avrebbe mai autorizzato la riapertura delle indagini, che se voleva svolgere delle ricerche per proprio conto non glielo poteva vietare ma che se fosse arrivata qualche denuncia a suo carico, anche per molestie, avrebbe chiesto al Questore di sollevarlo da ogni incarico e aperto un fascicolo contro di lui. Al colloquio era presente il Vice Capo al quale il Giudice chiese di farlo ragionare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uscito dall\u2019ufficio del Giudice il Capo della Omicidi ripeteva tra s\u00e9 a mezza bocca, sufficiente perch\u00e9 il suo Vice lo udisse: eppure \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 questa la soluzione; \u00e8 chiaro, non capisco perch\u00e9 il Giudice non se ne convinca. Non \u00e8 stato quello che sinora abbiamo indagato ma suo fratello, sono uguali, questa uguaglianza ci ha confuso, anche se non conosciamo il collegamento con Liza: forse l\u2019ha conosciuta tramite il fratello. Bisognerebbe accertare dove abitava all\u2019epoca del delitto, se i tempi stimati nella ricostruzione sono giusti. Ma poi chi potrebbe averlo aiutato, perch\u00e9 abbiamo visto che una sola persona non avrebbe potuto trasportare il corpo; suo fratello no perch\u00e9 abbiamo appurato che aveva un alibi di ferro. Se non troviamo il complice non abbiamo niente in mano e io verr\u00f2 messo in congedo anticipato, almeno finirebbe questa mia ossessione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il suo Vice gli fece osservare che intestardirsi su una tesi rivelatasi pi\u00f9 volte fallace non portava da nessuna parte. L\u2019unico modo era ripercorrere l\u2019indagine sin dall\u2019inizio sulla base degli elementi raccolti, che era tutto quello di cui si disponeva. Il Capo convenne.<\/p>\n\n\n\n<p>SEI<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il giorno dopo ripresero il fascicolo dell\u2019indagine e cominciarono ad esaminarlo come se fosse stata la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La ragazza lavorava nella stessa azienda di Giovanni e non era emerso alcun collegamento del fratello con Liza; Giovanni avrebbe potuto averla presentata a Giuseppe, ma non c\u2019era alcun elemento per poterlo sostenere. Giuseppe avrebbe potuto conoscerla altrimenti, ma questo non aveva alcun senso se non fosse stato provato, e prove al momento non c\u2019erano. Inoltre risultava che Giuseppe da quando era arrivato in citt\u00e0 aveva sempre abitato nello stesso appartamento, lontano dalla casa della ragazza e dal parco dove era stato rinvenuto il cadavere. Impossibile poi sostenere che l\u2019omicidio fosse stato compiuto dai due fratelli perch\u00e9 l\u2019alibi di Giovanni lo escludeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla rilettura dei documenti nessun nuovo elemento. Qualcosa forse sarebbe potuto emergere se fosse stato possibile interrogare Giuseppe o acquisire il suo DNA, ma questo era impossibile: non c\u2019erano elementi per una simile richiesta e il Giudice non solo non l\u2019avrebbe consentito ma l\u2019avrebbe esonerato a forza dalle indagini. Erano ad un punto morto, per ironia della sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il suo Vice gli disse che, perso per perso, dovevano rischiare grosso se volevano giungere ad una soluzione. Cio\u00e8, chiese il Capo? Troviamo il modo di ottenere il DNA di Giuseppe, rispose il Vice. S\u00ec, e poi che ne facciamo? Formalmente niente, rispose il Vice, per\u00f2 possiamo orientare le indagini su Giuseppe. D\u2019accordo, rispose il Capo, ma come lo prendiamo. Non possiamo certo invitarlo in ufficio e chiederglielo; non possiamo perch\u00e9 l\u2019indagine non \u00e8 stata riaperta e se quello va dal Giudice noi due diventeremmo ex poliziotti. Evidente che no, disse il Vice. Accertiamoci se fuma, in quel caso basterebbe raccogliere un mozzicone. E che facciamo, disse il Capo, lo pediniamo e poi come i barboni raccogliamo le cicche? Possiamo fare in modo diverso, propose il Vice: lo seguiamo, se entra in un bar e prende un caff\u00e8 prendiamo la tazzina. Mi sembra che stiamo fantasticando, intervenne il Capo, non siamo n\u00e9 l\u2019FBI n\u00e9 la CIA e neppure nei telefilm polizieschi, quelli prima di tutto sono telefilm e poi non siamo americani. Noi dobbiamo seguire le regole, prosegu\u00ec il Capo, che nel caso non ci consentono tutto questo. Allora \u00e8 inutile parlare di ulteriori indagini, disse il Vice, finiamola qui che \u00e8 meglio per tutti. Beh, replic\u00f2 il Capo che si era visto annullare ogni possibilit\u00e0 di indagine, per\u00f2 una cosa potremmo fare: cominciamo a seguirlo con molta discrezione, studiamo le sue abitudini, la sua storia, vediamo se riusciamo a ricostruire i suoi movimenti all\u2019epoca dell\u2019omicidio, e se riusciamo a prendere questo benedetto DNA, per quanto ci possa servire. E poi, l\u2019interruppe il Vice, se alla fine non arriviamo a nulla e magari a dover convenire che l\u2019omicidio \u00e8 stato commesso da altri? Beh, rispose il Capo, allora ci mettiamo, ci metto una pietra sopra e me ne vado in congedo e mi godo la pensione. Poi, riprendendosi, allora al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si decise, all\u2019oscuro del Questore, di servirsi di alcuni agenti della Sezione per studiare Giuseppe: le sue abitudini, le frequentazioni, il passato, l\u2019acquisizione di elementi oggettivi, primo tra i quali il DNA. Si venne a sapere che appena giunto in citt\u00e0 prese alloggio nell\u2019appartamento ancora occupato. Non gli si conoscevano particolari amicizie e frequentazioni femminili tranne l\u2019attuale moglie. Sul lavoro, con i dipendenti il comportamento era sempre corretto, ineccepibile. Era persona tenuta in ottima considerazione per le notevoli capacit\u00e0 professionali. Da tempo la Societ\u00e0 avrebbe voluto trasferirlo presso la sede in Svizzera ma era opinione comune che la sua resistenza, relativa agli studi dei figli, non sarebbe durata a lungo. Era poi in ottimi rapporti con il presidente del Tribunale, i pi\u00f9 importanti Studi legali della citt\u00e0 per rapporti di lavoro e con esponenti del mondo imprenditoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La notizia del probabile prossimo trasferimento in Svizzera determin\u00f2 l\u2019accelerazione delle indagini, per evitare che divenisse irraggiungibile come il fratello. Ottenere una estradizione dalla Svizzera per reati comuni sarebbe stata possibile solo se confortata da prove documentali, ineccepibili, insomma pi\u00f9 realiste del re. Le notizie relative alle frequentazioni imposero la massima attenzione e cautela: un errore sarebbe stato fatale per tutti, primo il Questore. Il Capo della Omicidi cominci\u00f2 a perdere l\u2019entusiasmo iniziale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La gran parte delle persone ascoltate non conosceva l\u2019esistenza di un fratello ma il Capo pens\u00f2 che essendo gemelli, per giunta omozigoti, avendo caratteristiche fisiche molto simili probabilmente la gente non era stata in grado di distinguerli.<\/p>\n\n\n\n<p>SETTE<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acquisizione del DNA fu piuttosto problematica: non fumava per cui venne meno una grossa opportunit\u00e0. Entrare nel luogo di lavoro impossibile senza un motivo e senza destare sospetti. Una agente gli si avvicin\u00f2 in un bar e riusc\u00ec a prendere la tazzina da cui Giuseppe aveva bevuto il caff\u00e8, lasciando tra l\u2019altro senza parole il barista: una ladra di tazzine! Trionfante la consegn\u00f2 al Capo chiedendo anche un premio. Dopo alcuni giorni risult\u00f2 che il DNA sulla tazzina non era sovrapponibile a quello rilevato nel vestito: era stata presa la tazzina sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A questo punto il Capo riun\u00ec la squadra dicendo che se non si fosse trovato il DNA esistevano solo due possibilit\u00e0: arrestarlo per una infrazione al codice della strada o chiudere tutto. Uno degli investigatori si permise di dire che la prima possibilit\u00e0 non esisteva in quanto il sospettato viaggiava sempre con autista nella macchina della Societ\u00e0 e poi non risultava avesse la patente. Il Vice osserv\u00f2 che questa ultima notizia riduceva ancora di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di colpevolezza perch\u00e9 veniva meno l\u2019ipotesi del trasporto in auto del cadavere sino al parco.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Passarono altri giorni, nei quali il Capo della Omicidi andava scrivendo e riscrivendo la lettera di dimissioni, quando la agente che aveva portato la tazzina sbagliata entr\u00f2 nell\u2019ufficio dicendogli che si presentava un\u2019altra possibilit\u00e0. Ostinatamente aveva continuato a frequentare il bar dove Giuseppe andava a prendere il caff\u00e8 entrando in confidenza con il barista al quale aveva detto di essere in cerca di lavoro. Il giorno precedente il barista le aveva detto che c\u2019era la possibilit\u00e0 di sostituire, per alcuni giorni, un cameriere malato. La ragazza, per non lasciarsi sfuggire l\u2019occasione aveva subito accettato. Poi di corsa dal Capo per il consenso. Disse che questa volta l\u2019opportunit\u00e0 non le sarebbe sfuggita. Al Capo la cosa non parve vera. Il Giudice sarebbe stato messo al corrente a cose fatte: poi avrebbe deciso lui cosa farne. Il giorno successivo la ragazza si impossess\u00f2 della tazzina che venne subito portata alla Scientifica per verificare se il DNA era quello rilevato nei vestiti di Liza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Avutane la certezza il Capo della Omicidi si rec\u00f2 dal Procuratore che lo accompagn\u00f2 dal Giudice. Costui lo stette ad ascoltare poi, dopo un lungo respiro gli fece osservare che i due fratelli erano gemelli omozigoti e che quindi avevano lo stesso DNA e siccome non poteva accusare due persone dello stesso reato a lui la scelta avendo presente che quello che era in America, che conosceva l\u2019uccisa, che abitava vicino al famoso parco, aveva dimostrato l\u2019impossibilit\u00e0 di avere compiuto il delitto, mentre Giuseppe, non conosceva la ragazza, abitava lontano dal parco, e la ricostruzione dei tempi non lo ponevano nel luogo e nel momento dell\u2019uccisione e, infine, non possedeva n\u00e9 auto n\u00e9 era patentato. Per cui, concluse il Procuratore, tutto sembrerebbe escluderlo Gi\u00e0, disse il Giudice, sembra proprio che debba essere escluso. Per\u00f2, prosegu\u00ec il Giudice con l\u2019aria della massima comprensione per quel poveretto e quasi per dargli un contentino, potremmo convocarlo come persona informata sui fatti, il che \u00e8 in perfetta contraddizione trattandosi di prove circostanziali, dicendo che vogliamo acquisire eventuali ulteriori notizie sui rapporti intercorsi tra suo fratello e l\u2019uccisa.<\/p>\n\n\n\n<p>OTTO<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo il Capo della Omicidi telefon\u00f2 personalmente a Giuseppe esponendogli l\u2019esigenza di avere informazioni personali sul fratello e chiedendogli se preferiva che andasse lui al suo ufficio o raggiungerlo in Questura, anche per un rispetto della persona trattandosi di cose riservate.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giuseppe venne accolto con riguardo e fatto accomodare nel salotto del Questore, poi il Capo della Omicidi disse che erano emersi nuovi fatti in merito alla uccisione di Liza sui quali era necessario avere chiarimenti. Gli chiese se sapeva qualcosa dei rapporti tra il fratello e la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giuseppe mostr\u00f2 stupore. Inizialmente disse di non rammentare molto, anzi quasi nulla essendo passati tanti anni. Del fatto non parl\u00f2 mai con il fratello in primo luogo perch\u00e9 all\u2019epoca erano alle dipendenze di due aziende tra loro concorrenti e quindi ciascuno legato a patto di riservatezza che impegnava entrambi a non parlare di lavoro per cui avevano deciso di limitare i contatti a casi eccezionali ad evitare che potessero nascere equivoci che potevano determinare anche il licenziamento oltre al pagamento di una forte penale. Quindi, pur avendo sicuramente avuto notizia del fatto per sua notoriet\u00e0, non aveva avuto necessit\u00e0 di parlarne con il fratello. Alla domanda se avesse mai frequentato l\u2019appartamento del fratello rispose che poteva essere successo solo appena giunto in citt\u00e0 ma che certamente suo fratello non era mai entrato nel suo. Del resto all\u2019epoca il lavoro era assai pesante per entrambi per cui non c\u2019erano occasioni. I loro incontri, seppure rari, avvenivano nei ristoranti, essendo entrambi scapoli e con poca voglia di cucinare. Alla domanda se ricordava come avesse trascorso la sera e la notte del giorno del delitto rispose, un poco perplesso, che non poteva ricordare con precisione, ma che assai spesso cenava con la fidanzata, sua attuale moglie, che poi accompagnava a casa. Talvolta dopo la cena andavano al cinema. E poi soggiunse che potevano chiedere a sua moglie che, forse avrebbe potuto ricordare qualcosa. Chiese poi se avessero chiesto a suo fratello che avrebbe potuto dare qualche notizia di aiuto. Se volete, prosegu\u00ec, posso scrivergli. No, disse il Capo della Omicidi, se lei ci fornisce il suo indirizzo possiamo farlo direttamente noi. Comunque, concluse, la ringrazio per la sua cortesia; le notizie che ci dato sono state interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uscito che fu Giuseppe il Vice, che aveva assistito in silenzio, disse che o non sapeva realmente nulla o sa tutto ed \u00e8 molto furbo. Allo stato, comunque, non abbiamo concluso nulla e penso che sentire la moglie sarebbe non solo inutile ma ci esporrebbe troppo. Inoltre, per saperne qualcosa, dovrebbe essere stata sua complice e questo \u00e8 ancora meno credibile. Pensi un po\u2019, lui e lei strangolano la ragazza poi lui indossa i vestiti di Liza poi vanno a un parco lontano e mettono in piedi la sceneggiata, poi tornano a casa la rivestono ritornano al parco e abbandonano il corpo. E poi un piccolissimo particolare che annulla tutte le supposizioni: non ha la macchina e non ha mai avuto la patente. No, non regge. E il Capo, in un disperato tentativo disse: e il DNA. Si ricordi, rispose il Vice, che ha un fratello, gemelli omozigoti e quindi con lo stesso DNA. Gi\u00e0, replic\u00f2 il Capo ma quello prima ha un alibi che abbiamo dato per certo dopo il secondo interrogatorio dell\u2019amica, e poi non lo possiamo sentire perch\u00e9 e cittadino USA e con gli elementi, che non abbiamo, nessuna rogatoria sar\u00e0 possibile. E allora non ci rimane che una cosa, disse il Vice: scriviamo a Giovanni e gli chiediamo come mai il suo DNA \u00e8 stato trovato nella biancheria di Liza. Potrebbe non rispondere, ma potrebbe farlo perch\u00e9 noi abbiamo interrogato il fratello, per alleggerirne la posizione, che lui non sa quale sia. Si pu\u00f2 sentire cosa ne pensano il Procuratore ed il Giudice. I due non ne vollero sapere di avallare la richiesta che fu inviata a Giovanni precisando che era una richiesta informale alla quale era libero di rispondere o no.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo alcuni mesi giunse una dichiarazione, giurata dinanzi al Console italiano negli USA, nella quale Giovanni, allegando il suo DNA, precisava che alcuni giorni prima che fosse uccisa aveva fatto con Liza un gioco erotico nel quale si erano scambiati i vestiti e gli indumenti intimi. Escludeva in modo categorico che il fratello Giuseppe avesse mai conosciuto la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Giudice chiam\u00f2 il Capo della Omicidi e, in presenza del Procuratore, gli intim\u00f2 di presentargli richiesta ufficiale di chiusura delle indagini. Poi, uscito il Capo, chiam\u00f2 il Questore e gli consigli\u00f2 vivamente di metterlo in malattia a causa di un forte esaurimento nervoso e di sollevarlo da ogni incarico per la onorabilit\u00e0 di tutti i funzionari di polizia e della magistratura.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E il caso della ragazza uccisa nel parco fu seppellito tra quelli insoluti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il giorno dopo il Capo della Omicidi tir\u00f2 fuori dal cassetto della scrivania la lettera di dimissioni con effetto immediato e and\u00f2 a presentarla al Questore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55913\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55913\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giudici, gli avvocati, gli investigatori, la gente comune tutti dicono: non esiste un omicidio perfetto. 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