{"id":55838,"date":"2025-01-20T11:14:32","date_gmt":"2025-01-20T10:14:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55838"},"modified":"2025-01-20T11:14:33","modified_gmt":"2025-01-20T10:14:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-coro-di-roberto-ghidorsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55838","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il coro&#8221; di Roberto Ghidorsi"},"content":{"rendered":"\n<p>Un coro, di voci bianche. In una piccola chiesa di paese, la sera di una settimana prima di Natale. Sono una ventina di bambini, composti su due file, i maschi dietro, sono i contralti, le femmine davanti: i soprani. Sono disposti in un cerchio, davanti all\u2019altare, cos\u00ec il nostro sguardo pu\u00f2 liberamente girarci intorno, durante tutta l\u2019esecuzione del brano. \u00c8 una musica di un giovane compositore, composta su una poesia di Pascoli. L\u2019organo comincia a suonare le note dell\u2019introduzione, che servono a intonare e a guidare il canto dei ragazzi, anche lui rotondo, ripetitivo, cadenzato sul breve e semplice testo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un marciapiede, in un grande sottopasso di una grande citt\u00e0. La stessa sera. C\u2019\u00e8 un grosso fagotto. Una coperta che avvolge un\u2019altra coperta, sopra un cartone che \u00e8 stato appoggiato sul marciapiede, nel ristretto spazio tra un pilastro e il successivo della lunga galleria. Il fagotto nasconde un uomo, che dorme. \u00c8 solo, non ha pi\u00f9 nessuno che pu\u00f2 prendersi cura di lui. Tecnicamente \u00e8 orfano. Di tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Met\u00e0 dei ragazzi ha iniziato a cantare, i rimanenti sono ancora immobili e impettiti nel loro maglione nero, i colletti bianchi delle camicie, le braccia distese lungo i fianchi, le mani appoggiate ai pantaloni scuri. Non ci guardano, mentre con il nostro sguardo cominciamo a girare loro intorno, lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lenta fiocca, fiocca la neve. Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fuori dal sottopasso sta piovendo. Una pioggia sottile, ma intensa. Le auto la trascinano all\u2019interno della galleria, con i loro pneumatici, con i parabrezza, con i tergicristalli che vi oscillano sopra. Lasciano scie di bagnato sempre pi\u00f9 larghe, pi\u00f9 scure.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta fiocca, fiocca la neve. Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un istante prima che noi leviamo gli occhi verso l\u2019alto, verso la volta a crociera che copre l\u2019abside della piccola chiesa, anche l\u2019altra met\u00e0 dei ragazzi inizia a cantare. \u00c8 la linea melodica del brano, che si appoggia sulla precedente armonia di base, ma le si mantiene distinta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Senti: una zana dondola pian piano&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Verde, la volta in pietra costruita all\u2019interno dell\u2019incrocio tra due costoloni, anch\u2019essi in pietra. Un verde scuro, di muschio, di sottobosco, che volutamente \u00e8 stato messo a contrastare con i rossi, gli arancioni e gli ocra delle scene affrescate sulla faccia dell\u2019arco che prospetta sulla corta navata dei fedeli. Sono tante scene, in sequenza: una presentazione al Tempio, un\u2019Assunzione, una Nativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8230;un bimbo piange, il piccol dito in bocca&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se, all\u2019aperto, la citt\u00e0 avvolta dal buio \u00e8 silenziosa, tutto sommato, sotto le campate di quei grossi e alti pilastri in cemento, illuminati da diverse file di luci arancioni e fioche, il frastuono \u00e8 assordante. Per tutta la galleria rimbombano, rimbalzando sulle pareti, contro la volta, le vibrazioni delle auto che si inseguono, i rumori dei motori che accelerano per non perdere il semaforo posizionato in corrispondenza dell\u2019uscita l\u00e0 in fondo, squarciano i timpani i colpi di clacson che intimano al veicolo che precede di non azzardarsi a rallentare, perch\u00e9 tra due secondi diventer\u00e0 giallo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8230; canta una vecchia, il mento sulla mano&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro movimento circolare intorno al cerchio dei ragazzi e il canto che stanno intonando le loro bocche sono diventati tutt\u2019uno. Cominciamo a sentirci anche noi avvolti in quella spirale che ci solleva, verso l\u2019alto. Non solo metaforicamente: cominciamo a vedere pi\u00f9 da vicino le file di dottori della chiesa, di angeli e arcangeli che seguono, uno sopra l\u2019altro, le linee dei costoloni; i medaglioni con le Madonne in trono e i Cristo benedicenti che ci osservano, col loro medievale e ieratico sguardo, da lass\u00f9. E noi giriamo, giriamo, giriamo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8230; La vecchia canta: intorno al tuo lettino&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La melodia \u00e8 diventata ipnotica. \u00c8 un mantra che si ripete, continuo, quasi monocorde, ma dentro un meraviglioso impasto di voci, sottili, leggere. Acute e meno acute. Quasi perfette.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il freddo \u00e8 diventato una foresta di pugnali, sono tutti riusciti a perforare quelle coperte lerce e a infilzarsi nei piedi, nei fianchi, nel petto e nella gola dell\u2019uomo. Dell\u2019orfano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8230; c\u2019\u00e8 rose e gigli, tutto un bel giardino&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche i gas di scarico, micidiali cocktail di ossido di carbonio e altri veleni vari, hanno invaso la poca aria contenuta all\u2019interno del fagotto, e ne hanno preso il posto. Gli orecchi dell\u2019uomo non ne possono pi\u00f9 di quei rumori violenti, delle vibrazioni basse che continuano a scuoterlo e del freddo che li sta martellando di dolore, fin dentro la testa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 un cuscino, solo il risvolto delle coperte, che lui si \u00e8 cacciato a forza sotto il capo, tra il cartone e il cappuccio del giaccone che indossa. E poi sotto le scarpe, le gambe, le braccia, per non lasciar spiragli al freddo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8230;Nel bel giardino il bimbo s\u2019addormenta&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ora siamo sopra il coro, continuiamo a girargli intorno, ci abbassiamo, vediamo in sequenza tutti quei bei visi sereni, felici, gioiosi. Quelle bocche che sono state bene educate a modulare i suoni; li emettono potenti, poi pi\u00f9 moderati, poi lievissimi, seguendo i movimenti delle mani del maestro che li dirige. I busti rigidi, dritti. Le braccia lungo i fianchi. I colletti bianchi che sbucano dai colli a V dei maglioni neri e incorniciano i loro visi di preadolescenti. Belli, puliti, pettinati, giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; <em>S\u2019addormenta&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il fagotto \u00e8 sempre l\u00ec. Steso sul cartone tra due dei tanti pilastri che reggono la volta del sottopasso. Lo intravediamo solo tra il passaggio di un\u2019auto e quella successiva, perch\u00e9 \u00e8 proprio sul marciapiede centrale, quindi \u00e8 quasi impossibile, per il nostro sguardo, avvicinarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sembra stia muovendosi ancora. Sussultando, piano. Ma poco, molto poco. \u00c8 quasi impercettibile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ora il suono dell\u2019organo si interrompe. Proseguono solo le voci, tutte insieme, senza canto. Solo sussurrate, nel silenzio totale della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Lenta, lenta fiocca la neve&#8230;)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 sussurrate. Un soffio, appena appena udibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il movimento del fagotto si \u00e8 fermato. Ora \u00e8 immobile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lenta, lenta. Fiocca la neve.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 un racconto di fantasia. Liberamente ispirato a una partitura per coro, <\/em>La neve, di <em>Andrea Venturini (2008), a sua volta composta su una poesia, <\/em>L\u2019orfano, di <em>Giovanni Pascoli (<\/em>1891); realmente ascoltato in quella piccola chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55838\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55838\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un coro, di voci bianche. 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