{"id":558,"date":"2009-02-04T19:23:27","date_gmt":"2009-02-04T18:23:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=558"},"modified":"2009-02-04T19:23:27","modified_gmt":"2009-02-04T18:23:27","slug":"la-vita-e-nei-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=558","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La vita \u00e8 nei sensi&#8221; di Martino Sgobba"},"content":{"rendered":"<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">LA VISTA<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro si era frantumato e ritrovato nell\u2019esistenza di Giulia durante le prove di uno spettacolo teatrale. Lui scrittore notturno e distratto giornalista, con una penna e un\u2019agenda stanche da troppo tempo. Lei era sul palco. Sola. Sul confine del buio. Sul confine della luce. Sussurrava, implorava, piangeva, scagliava grida, parlava ad un desiderio fuggito lasciandole pietre e vetri sotto i piedi. Tagliava il palcoscenico nello sguardo del solitario spettatore. Era un corpo danzante con gesti di lacerato stupore, ricoperto di deserta bellezza da una<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>flessuosa, dolente bianca veste di seta. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro vedeva la danza. Le parole correvano a fermargli le palpebre. La luce e il buio bruciavano i suoi occhi. Un fragore di pianto gli apparve improvviso e poi un lamento lo costrinse a leggere sul volto di Giulia il dolore dell\u2019abbandono, sul ventre il rimpianto del piacere, nei passi il silenzio della speranza.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">La donna era distesa, su un fianco, offriva la schiena e la carne delle gambe. Mauro non ascoltava le parole gettate sulla scena, ma le scrutava come se fossero immagini, una dopo l\u2019altra, ora lentamente, ora freneticamente. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia si gir\u00f2, ma il buio le nascose il viso. Altre parole rotolarono fino alla soglia del palco e si fermarono, in piena luce. L\u2019uomo le fiss\u00f2, fessur\u00f2 le pupille, attese che venissero rigare gli occhi.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Al termine della prova, l\u2019attrice ascolt\u00f2 il regista e senza fretta ritorn\u00f2 nella realt\u00e0. Lo spettatore rimase seduto. Cieco. Poi entr\u00f2 nel camerino e chiese alla protagonista cosa avesse pensato mentre recitava e la risposta arriv\u00f2 prima che la domanda finisse: \u201cA nulla. Fuggivo dai tuoi occhi, ma li ritrovavo sempre dentro di me a rubarmi il dolore. Ora che hai portato luce nel mio buio, continua a scavare l\u00e0 dove resta oscurit\u00e0 e io sar\u00f2 sempre sul confine, in attesa, nell\u2019ombra\u201d. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">IL GUSTO<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro le aveva scelte con cura. Una per una, fino a contarne nove. Ciascuna forgiata diversamente:<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">fredda come il brivido della lama, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">soffice come un petalo di rosa, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">forte come una morsa di acciaio, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">dolce come una carezza fra i capelli, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">buia come un ferita notturna,<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">luminosa come un sorriso di saziet\u00e0, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">cattiva come un colpo di frusta, <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">avida come vita appena nata,<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">ruvida come un frutto acerbo. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le avrebbe donate a Giulia, che era nuda, sul tappeto, nel riverbero del camino. Mise la prima sulla fronte, la seconda e la terza sulle palpebre, la quarta sulle labbra, la quinta e la sesta sui seni, la settima e l\u2019ottava fra le dita, la nona sulla soglia del fiore.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Cominci\u00f2 a suggerle: dalla fronte, poi dagli occhi, poi dalla bocca, poi dai capezzoli, poi dalle mani, infine dalla schiusa cicatrice. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quando le ebbe tutte raccolte, le morse, le mastic\u00f2, le frantum\u00f2, le ricompose, le ordin\u00f2, le leg\u00f2 con fili di gemito. Assapor\u00f2 il fremito del freddo, la seta della rosa, la durezza dell\u2019acciaio, il tepore concavo dei palmi, il rosso della ferita, il bianco della luce, lo sfregio della carne, la goccia del latte, la spina dei rovi. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le nascose in gola e inizi\u00f2 a percorrere con baci e con carezze il corpo nudo dell\u2019amante. Giulia lo accoglieva tranquilla, come pozza d\u2019acqua che subito avvolge la stilla cadente dalla roccia e cos\u00ec l\u2019altra ancora e ancora l\u2019altra, in una immobilit\u00e0 che protegge e uccide. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro la rovistava, la scuoteva, la percuoteva, la dondolava. Ne forzava ogni accesso, con le dita, con la lingua, con gli occhi, con le parole. Ma trattenendo sempre in gola il suo tesoro, spingendolo verso il cuore, per mantenerlo al sicuro. Giulia era aperta e lo abbracciava, ma era ancora acqua di lieve respiro e appena sibilata da venti timidi. Aspettava la bufera e sorrideva. Ad un tratto, offr\u00ec la bocca e il turgore molle del sesso. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro trabocc\u00f2 il respiro in Giulia e sulla sua lingua poggi\u00f2 nove lettere: D-E-S-I-D-E-R-I-O. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le gustarono a lungo. Amarono il sapore dell\u2019obliquo, dell\u2019informe, della linea barocca, del filo di fuoco, della bava d\u2019unguento, del disordine, di ci\u00f2 che si muta e non scompare. Continuarono a mangiarsi; quando insalivarono i cuori, gli occhi si chiusero di saziet\u00e0.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">IL TATTO<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia attese che Mauro dormisse per farne specchio. Prese a sfiorarlo senza toccarlo. Cercava l\u2019orma che gli aveva voluto donare.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">La passione l\u2019aveva travolta, ma una parte di s\u00e9, la pi\u00f9 fragile, si era difesa come un petalo di gelsomino che si sottrae ai colpi della pioggia e alla sorpresa del vento. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Raccolta in quel velo bianco, baciando i suoi baci, si era posata sul suo petto e, soffio dopo soffio, nascosta nella tempesta, anche sulle labbra, sugli occhi, sulla fronte, nelle mani. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia ora cercava se stessa nelle impronte sopravvissute al desiderio. Dov\u2019erano? Perse? Non accolte? Eccole! Tracce per dita silenziose, per passi senza peso, per labbra di miele.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Si osserv\u00f2 a lungo sul corpo di Mauro: c\u2019era ancora e lo sarebbe stata per sempre. Aveva temuto di essere distrutta da quella parola: DESIDERIO. Le lettere le erano entrate dentro, sfondando ogni difesa, sfigurando ogni forma, forzando il suo rantolo. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia aveva sospettato di essere soltanto sabbia sempre nuova sotto i colpi dell\u2019onda, soltanto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>un diverso volto per l\u2019antica e sempre uguale cerimonia, soltanto un futuro ricordo per un altro frammento di nostalgia da raccontare. Invece era l\u00ec. Il suo viso era inciso in Mauro. Poteva sentire il disegno del proprio sorriso, accarezzandolo con gli occhi. Poteva leggere il proprio nome, appoggiando le mani cieche su quelle dell\u2019amante.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019UDITO<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le parole passeggiavano con Giulia e Mauro, faticavano a salire per il sentiero e guardavano in alto, cercando il laghetto dove fermarsi a riposare. Le domande, le risposte, i silenzi, le considerazioni si confondevano con il fruscio dei rami dei pini, ma ogni bisbiglio era raccolto e ricambiato, come un bacio denso di consuetudine sempre nuova.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Da quanto tempo, Giulia e Mauro si ascoltavano? I giorni erano passati. Le loro voci erano diventate lunghi discorsi, brevi frasi, gioco di ciarle, pianti, urla, sussurri, gemiti e poi sempre carezze. Mauro sapeva raccontare come chi, parlando, gi\u00e0 regala alle dita e agli occhi una storia da scrivere e da immaginare. Giulia sapeva raccontare come chi, parlando, gi\u00e0 riempie di emozione la brocca che porter\u00e0 via l\u2019arsura dalle labbra. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Avevano imparato ad andare oltre la voce, verso la spina delle idee e la rosa del cuore. Avevano imparato a custodire ciascuno la voce dell\u2019altro ed a intrecciarle in una sola avventura.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019acqua li rifletteva e, piena di sole, taceva. Giulia e Mauro erano in silenzio e sentivano la loro musica. Arrivava da lontano, a cerchi concentrici, come un bolero. Sapevano di avere ancora giorni da attraversare, ma ora capivano di aver raggiunto la meta, di aver confuso i loro suoni. Si regalarono un bacioparola.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">In discesa, il cammino tratteneva il fiato e le parole si distanziavano, ma non si perdevano. Pass\u00f2 una moto e sollev\u00f2 terra e rumore. Giulia e Mauro riapparvero senza grani di polvere addosso e continuarono a distillare parole dal silenzio. Le loro mani si toccarono, si videro, si assaporarono, si odorarono, si dissero segreti.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019ODORATO<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia non ha indossato un fiore quando \u00e8 morta. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Se avesse voluto, con l\u2019ultimo sospiro si sarebbe cosparsa di gelsomino. I bianchi petali gi\u00e0 bussavano alla finestra. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Di quale essenza vestire la morte quando bussa ad una porta di legno rugato dal tempo, ma ancora pieno di umori e di nuovi germogli?<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Giulia si \u00e8 assentata. Nulla da vedere, da sentire, da gustare, da odorare, da toccare. Il corpo di Giulia non \u00e8 Giulia. Giulia \u00e8 altrove. Altrove deve andare chi la vuole incontrare: in un ricordo, in una parola che continua a sorridere, in un passo che si ostina a non far rumore, in una rosa respirata lentamente.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro \u00e8 solo in casa. Quando gli ultimi amici saranno andati via, sar\u00e0 la solitudine a fargli compagnia. Ora rigira fra le mani una sciarpa, di seta azzurra, piccola quanto bastava a dar mistero al collo e ai seni. Era il segnale dell\u2019amore. Profumata sempre dello stesso fiore, la seta segnava il sentiero da percorrere per raggiungere la radura. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro bacia quel velo e, d\u2019improvviso, Giulia \u00e8 l\u00ec. La respira fino a perdere il fiato. Mauro piange e, dopo la carezza della seta, le lacrime hanno aroma di lavanda. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mauro corre nella stanza dell\u2019amore. Percuote e svuota i cassetti. Ogni stoffa \u00e8 attraversata da un lamento e il profumo di Giulia \u00e8 scaraventato ovunque e poi raccolto nella culla delle mani. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"NormalParagraphStyle\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00c8 sera. Mauro ha rimesso in ordine e Giulia \u00e8 tranquilla\u2026 nascosta fra le vesti, ha un foulard fra le dita.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Mauro ha le mani perse nelle tasche, le labbra aride, gli occhi chiusi,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ma Giulia \u00e8 l\u00ec\u2026 antico sussurro di fiori di arancio. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><strong><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_558\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"558\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VISTA Mauro si era frantumato e ritrovato nell\u2019esistenza di Giulia durante le prove di uno spettacolo teatrale. Lui scrittore notturno e distratto giornalista, con una penna e un\u2019agenda stanche da troppo tempo. Lei era sul palco. Sola. Sul confine del buio. Sul confine della luce. Sussurrava, implorava, piangeva, scagliava grida, parlava ad un desiderio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_558\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"558\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":153,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-558","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/558"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}