{"id":55785,"date":"2025-01-13T16:14:38","date_gmt":"2025-01-13T15:14:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55785"},"modified":"2025-01-13T16:14:40","modified_gmt":"2025-01-13T15:14:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-entrata-chiusa-di-claudio-righenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55785","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Entrata chiusa&#8221; di Claudio Righenzi"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci sono solo due modi per vivere la tua vita. Uno \u00e8 come se niente \u00e8 un miracolo. L\u2019altro \u00e8 come se tutto \u00e8 un miracolo.<br>(Albert Einstein)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE lei cosa ci fa qui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019ha visto arrivare, perch\u00e9 ha gli occhi chiusi e la mente perduta in un altrove, seduto sotto la pensilina alla fermata degli autobus. Una nebbiolina leggera che sale dal terreno avvolge quel luogo in un velo malinconico. Guarda e non lo riconosce, ma quella voce risveglia in lui sensazioni lontane che stenta a concretizzare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sconosciuto \u00e8 piccolino, secco come un albero in inverno e le rughe sul viso color del deserto gli conferiscono un aspetto triste. Solo gli occhi di carbone guizzano vividi e trasmettono la voglia di comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignor Caleb, non si ricorda di me?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Sentir pronunciare il suo nome gli fa strizzare gli occhi per mettere a fuoco quel viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, mi pare\u2026lavorava da noi, giusto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEsatto, sono io, Amir, rammenta? Lavoravo in archivio, nella sua banca, qualche anno fa. A quel tempo lei era gi\u00e0 direttore, molto in carriera e ogni tanto scendeva gi\u00f9 da noi, al meno uno, a cercare un dossier che le serviva. Era diverso dagli altri, lei, era gentile e si interessava a noi e al nostro lavoro. Per lei non eravamo diversi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Certo che no, stava per rispondere, visto che non ha mai considerato i palestinesi con l\u2019atteggiamento di superiorit\u00e0 che riscontrava in molti suoi colleghi, ma l\u2019altro non gli ha lasciato il tempo di replicare e ha proseguito: \u00abNon mi aspettavo di trovarla qui, a quest\u2019ora. Sta aspettando anche lei il suo, vero? Non si sa mai a che ora passano questi benedetti autobus. Quando alla fine ne vedi arrivare uno, ti accorgi che non \u00e8 il tuo numero. \u00c8 da&nbsp; tanto che aspetta?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo so,\u00bb riflette a voce alta, \u00abcredo di essermi appisolato. Non so nemmeno da quanto tempo sono qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo sono arrivato da poco e lei era gi\u00e0 qui.\u00bb Amir si \u00e8 seduto di fianco e lo osserva come attraverso una lente d\u2019ingrandimento. La mente di Caleb ricomincia a collegare le sinapsi e il film si riavvolge. Lo vede scorrere nitido davanti ai suoi occhi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 il finale non gli piace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incalzare di Amir sposta la sua attenzione su un tema che non vorrebbe affrontare. Non adesso, non in questo luogo. \u00abState facendo un carneficina, laggi\u00f9. Non riuscite proprio a trovare una soluzione pacifica, vero?\u00bb L\u2019arabo spara dritto al cuore, come un cecchino provetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 solo colpa nostra,\u00bb l\u2019appartenenza e la testimonianza armano la risposta di Caleb, \u00abavete iniziato voi. La strage del 7 ottobre non poteva restare impunita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa le donne e i bambini? I vecchi, che colpe hanno?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer l\u2019operazione <em>Alluvione Al-Aqsa<\/em>, come la chiamate voi, sono morti 1200 israeliani, militari e civili: gente che lavorava nei kibbutz o si divertiva, come quei ragazzi del <em>rave party<\/em>, oppure svolgeva il proprio compito di soldato, a protezione del territorio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPeccato che quel territorio sarebbe nostro e voi lo occupate illegalmente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrebbe replicare che la storia non \u00e8 cos\u00ec semplice da raccontare, ma Amir non sta zitto: \u00abE distruggere Gaza e tutti i suoi abitanti fa parte di quel concetto di protezione del territorio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGaza non \u00e8 altro che un grande campo di addestramento per i fanatici di Hamas: non si poteva continuare a far finta di non vedere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>A Caleb fa un po\u2019 effetto trovarsi a difendere la posizione del governo. Dal primo momento, non ne \u00e8 mai stato pienamente convinto: troppi lati oscuri non lo convincono, ma, di fronte alla provocazione di Amir, si sente in dovere di difendere la sua gente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abComunque potremmo stare qui a discuterne per ore e non ci troveremmo mai d\u2019accordo.\u00bb La lucida razionalit\u00e0 del palestinese lo spiazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abHai ragione Amir, purtroppo \u00e8 cos\u00ec\u2026 da troppi anni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, signor Caleb, da troppi e la favola dei due popoli, delle due nazioni? Quante volte ne abbiamo sentito parlare e siamo sempre al punto di partenza. Non saremo certo noi due, con i nostri discorsi a trovare una soluzione. Adesso poi\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Replica che a lui piace confrontarsi con quelli come lui, che ha molti amici arabo-israeliani e anche palestinesi e si \u00e8 sempre trovato bene con tutti. Non ha mai avuto problemi, convinto che la convivenza fosse possibile fin da quando era uno studente e, al liceo, si impegnava nel movimento. Fare politica a quei tempi non era facile, quando la guerra dei sei giorni aveva cambiato la geografia del territorio e la politica era entrata nella scuola e nelle discussioni, dopo il dramma della guerra con gli arabi. Era uno dei pi\u00f9 attivi, nelle assemblee e gli piaceva fare politica: aveva carisma e i compagni intravedevano in lui un futuro leader del partito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al giorno in cui si era innamorato.<\/p>\n\n\n\n<p>La nebbia, diventata pi\u00f9 densa, impedisce di scorgere cosa c\u2019\u00e8 intorno e il tetto della pensilina sembra volare su un mare lattiginoso. Il volto di Amir si avvicina per guardare Caleb negli occhi e, muto, lo invita a continuare il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Esther era la ragazza pi\u00f9 bella del quartiere, di una bellezza austera, che lo intimidiva. Era troppo bella, troppo elegante per lui e Caleb si limitava ad osservarla da lontano, incapace di trovare il coraggio di fermarla. Fu lei a fare il primo passo, un sabato pomeriggio all\u2019uscita dalla funzione, sui gradini della sinagoga. Era appena rientrato da due anni di servizio militare e, persi di vista i vecchi amici, era ancora spaesato: la vita del quartiere era continuata senza di lui e faticava a ritrovare i contatti. Se ne stava in disparte, vicino all\u2019uscita, quando gli si avvicin\u00f2 con un sorriso radioso, per presentarsi. La stretta della sua mano trasmise una sensazione di benessere che non aveva mai provato. Dopo qualche giorno, durante una passeggiata al parco, si diedero il primo bacio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per un paio d\u2019anni vissero un amore senza limiti e lei era tutto il suo mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incanto fin\u00ec quando Esther part\u00ec con la sua famiglia per assistere alle gare delle Olimpiadi di Monaco. Ci\u00f2 che accadde durante quei tragici giorni cambi\u00f2 la loro vita. Esther non era nei pressi della palazzina dell\u2019attacco dei terroristi, ma in un hotel lontano e non fu coinvolta nella strage, per\u00f2 tutti i cittadini israeliani furono fatti evacuare in fretta, per evitare altri rischi. Quei fatti drammatici la turbarono a tal punto che, al rientro, si chiuse in un silenzio drammatico. Disse che il suo cuore si era spento e non volle pi\u00f9 continuare la loro relazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE non l\u2019ha mai pi\u00f9 rivista?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il rumore di un autobus che si allontana copre la risposta di Caleb che si agita, saltando in piedi d\u2019istinto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEro perso nel racconto, Amir e non ho visto che numero fosse: \u00e8 sbucato dalla nebbia all\u2019improvviso ed \u00e8 ripartito subito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon era il nostro, tranquillo, noi dobbiamo aspettare ancora. Intanto continui a raccontarmi la sua vita, signor Caleb, mi piace ascoltarla.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abHo rincontrato Esther per caso, qualche anno dopo, mentre usciva da casa dei suoi genitori, non lontano da dove abitavo. Ci sedemmo al tavolino di un bar e iniziammo a chiacchierare. Mi raccont\u00f2 che aveva sposato il giovane erede di una delle famiglie pi\u00f9 ricche della citt\u00e0 e aveva una bambina di pochi mesi, che aveva chiamata Sarah. Ricordo che pensai con tenerezza a quanto mi sarebbe piaciuto avere una figlia con quel nome. Disse di essere felice del suo matrimonio e della sua vita, ma gli occhi esprimevano il contrario. Non ebbi il coraggio di dirle che la pensavo ancora ogni giorno: allora il concetto di famiglia era sacro e chi ero io per poterla distruggere?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE lei, si \u00e8 fatto una famiglia poi?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla bcca di Amir esce il fumo della condensa nell\u2019aria fredda scesa con le ombre della sera. Nessun autobus si \u00e8 pi\u00f9 palesato e l\u2019attesa dei due uomini sembra sospesa in una stasi senza tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, non mi sono fatto nessuna famiglia, io, ho sposato il mio lavoro.\u00bb&nbsp; Gli occhi tristi non esprimono ci\u00f2 che le parole dicono. \u00abHo avuto molto successo, ho scalato la gerarchia e sono stato un uomo potente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE ricco\u2026\u00bb conclude Amir, con un sorriso sarcastico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, forse. Finch\u00e9 mi sono accorto di aver corso tutta la vita per raggiungere\u2026che cosa, poi? Non lo so nemmeno io.\u00bb Le rughe sulla fronte sono ancora pi\u00f9 profonde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quando ha smesso di correre, signor Caleb?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abQuella mattina, proprio davanti all\u2019entrata della mia banca. Ho sentito un boato e mi sono sentito sollevare. L\u2019aria era piena di fumo e di urla. Mi guardavo intorno e non capivo. Poi mi sono visto a terra, accanto a una donna piena di sangue e non capivo. Quando \u00e8 scesa la nebbia, non so come, mi sono trovato seduto qui. E tu, Amir? Come ci sei arrivato?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo ero quella bomba, signor Caleb. Non potevo pi\u00f9 restare a guardare, dovevo fare qualcosa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il viso di Amir si riempie di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa forse il mio autobus non arriver\u00e0 mai e l\u2019entrata, per me, rester\u00e0 chiusa.\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55785\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55785\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono solo due modi per vivere la tua vita. 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