{"id":55711,"date":"2025-01-06T19:22:24","date_gmt":"2025-01-06T18:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55711"},"modified":"2025-01-06T19:22:26","modified_gmt":"2025-01-06T18:22:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-positano-di-mario-penzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55711","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Positano&#8221; di Mario Penzo"},"content":{"rendered":"\n<p>Io e mio padre arrivammo a Positano in torpedone nel&nbsp;&nbsp; tardo pomeriggio di un giorno di inizio estate del 1964, il sole stava calando e si rifletteva caldo e luminoso sulle case abbarbicate alla montagna formando zone d&#8217;ombra o di luce a seconda del colore degli intonaci, dell&#8217;angolatura dei giardini o dei terrazzi e della ricca e variopinta vegetazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;la valigia, seppur piccola mi pesava come un macigno, perch\u00e9 io li non ci sarei voluto andare e l&#8217;idea di passare anche solo un breve periodo a casa di una vecchia signora sconosciuta, vedova \u2026\u2026e per giunta Contessa, fra persone che non conoscevo ed in un luogo che mi era estraneo, non mi andava proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 vero, ci sarebbero stati il mare che ho sempre amato, la libert\u00e0 con un po\u2019 di soldi in tasca, l\u2019assenza di mio padre che poteva essere una occasione per diciamo \u2026\u2026 esplorare le notti di quella calda estate ma&nbsp;&nbsp; al momento questo non era sufficiente a stemperare il mio malumore. Avevo lasciato Venezia, la capanna alla spiaggia delle 4 Fontane al Lido, tutti i miei amici, ero davvero incazzato e nemmeno il primo viaggio in aereo della mia vita, da Venezia a Roma era riuscito a cambiarmi l\u2019umore.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo per\u00f2 era quello che dicevo e solo un po pensavo, in realt\u00e0 sentivo dentro di me una strana eccitazione, un prurito mai provato, una voglia prepotente di tuffarmi dentro qualcosa di pi\u00f9 grande di me.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il viaggio in aeroplano , un quadrimotore&nbsp; ad elica Alitalia che poteva contenere si e no una quarantina&nbsp; di persone ,la permanenza in Hotel&nbsp; a Roma nei pressi di Piazza della Repubblica ( che mio padre si ostinava a chiamare col vecchio nome di Pazza Esedra)&nbsp; , la possibilit\u00e0 di esplorare da solo, mio padre aveva impegni di lavoro,&nbsp; quella Citt\u00e0 sconosciuta e meravigliosa&nbsp; , la&nbsp; scoperta di&nbsp; angoli infinitamente belli, il trascorrere mattinate intere a Campo dei fiori quando c\u2019erano davvero i fiori&nbsp; seduto al tavolo di un bar dove&nbsp; davanti a me passava met\u00e0 del mondo&nbsp; ,&nbsp; o a Santa Maria di Trastevere dove passava l\u2019altra met\u00e0, mi avevano dato&nbsp; per la prima volta nella vita&nbsp; la consapevolezza&nbsp; di quanto bello fosse il mondo e di quante cose avrei potuto vedere&nbsp; e amare, a Positano dalla Contessa per\u00f2 continuavo a dire di non volerci andare.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;arrivo trovammo ad attenderci&nbsp; un vecchietto&nbsp; o almeno a me sembrava vecchio anche se probabilmente non superava la cinquantina, indossava una&nbsp;&nbsp; canottiera di un colore&nbsp; indefinito , pantaloncini corti&nbsp; di tela blu , era a piedi nudi, abbronzato e con la pelle che sembrava quella degli elefanti che avevo visto al circo , salut\u00f2&nbsp;&nbsp; mio padre con un inchino&nbsp;&nbsp; farfugliando , insieme al suo nome&nbsp;&nbsp; \u201cUccio \u201c qualche parola di benvenuto&nbsp; e&nbsp; mi tolse&nbsp; energicamente&nbsp; di mano la valigia : Prego seguitemi, faccio strada ma facciamo in fretta che devo andare in mare&nbsp; a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Positano era sotto di noi, la luce del sole che attraversava le strade, i giardini ed i terrazzi era quasi accecante ed io passo dopo passo cominciai a rivedere&nbsp;&nbsp; la situazione in un\u2019altra ottica, continuavo ad essere incazzato con mio padre perch\u00e9 non capivo il motivo per il quale aveva deciso di portarmi con se in questo viaggio invece di lasciarmi tranquillamente al Lido, in spiaggia nella mia adorata capanna numero 33 ma capivo per\u00f2 che la mia incazzatura si stava sciogliendo come neve al sole al cospetto di tanta bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento mi sfuggiva il perch\u00e9 di quel viaggio ma, come al solito, avrei capito solo anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una estate in famiglia, dopo che nei primi mesi dell&#8217;anno se ne erano andati prima lo zio Pici e poi la nonna Carlotta non sarebbe stata per me il massimo e mio padre aveva deciso di portarmi con lui proprio per togliermi da quella atmosfera di dolore che regnava in casa nostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto molto semplice ma non per un adolescente!!<\/p>\n\n\n\n<p>Positano, quei colori, quegli odori e quel sole accecante ci impiegarono pochi minuti ad abbagliarmi gli occhi ed il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 montagna ed a poche centinaia di metri dal mare c&#8217;era la casa di Donna Amalia Contessa di&#8230;non ricordo cosa, buona amica di mio padre vedovo anche lui gi\u00e0 da molti anni. \u201cMa che bello guaglione, come ti sei fatto grande&#8230;a zia&#8230;&#8230;.fatti vedere!!!\u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Alta, non cos\u00ec vecchia come avevo pensato, profumatissima elegante, aveva le giuste misure da padrona di casa, quando ti abbracciava e immergevi la faccia fra i suoi seni ti sembrava di tuffarti fra due cuscini accoglienti e profumati e, se non fosse stato per il dolore che il medaglione con la foto del defunto Conte marito mi procurava all\u2019orecchio sarei rimasto l\u00e0 in mezzo per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Segno del destino? Non lo so !! ma da quel giorno se penso a come deve essere il corpo di donna la prima cosa che mi viene in mente sono quei due cuscini accoglienti e rassicuranti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTrasite!!!..trasite&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Concettaaa, vieni a prendere i bagagli e porta&nbsp; una limonata fresca a questo&nbsp; guaglione, ti faremo vedere la tua stanza e vedrai che qui ti troverai bene.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre si chiuse nello studio con Donna Amalia ed io rimasi solo con Concetta in quella enorme casa che da una parte abbracciava la montagna, dall\u2019altra guardava il mare e mi infondeva sicurezza. Il giorno seguente partendo&nbsp; e prima di salire sulla macchina che lo avrebbe portato all\u2019 aeroporto di Napoli mi consegn\u00f2 una busta che conteneva del denaro e Donna Amalia, con due parole, pose un ulteriore e fondamentale tassello alla mia allora precaria conoscenza del bel mondo spiegandomi che io sarei stato suo ospite e che i soldi che mio padre mi aveva dato, nella buona societ\u00e0 si chiamavano, \u201cargent de poche\u201d che significava denaro per le piccole spese.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la prima volta che rimanevo da solo lontano da casa e calcolato ad occhio e croce l\u2019ammontare dell\u2019 argent de poche che spuntava dalla busta capii che non me la sarei passata poi tanto male, in fondo pensai che il vecchio, a lasciarmi a Positano avesse&nbsp; fatto proprio una bella pensata&nbsp; e ,mentre la &nbsp;Lancia Flaminia che portava mio &nbsp;padre &nbsp;chiss\u00e0 dove &nbsp;si allontanava, con la voglia di avventura, con l\u2019incoscienza dei miei 17 anni e con Uccio sempre&nbsp; appiccicato alle costole mi incamminai &nbsp;per la discesa che portava prima a casa della Contessa Amalia per la cena, poi al mare e poi chiss\u00e0\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Mitico Uccio, mite malandato e silenzioso, Uccio che ha tentato senza risultato di insegnarmi a catturare i polipi con le mani, che mi ha presentato le ragazze che si potevano avvicinare, che mi ha segnalato quelle irraggiungibili e che in fine mi ha indicato in gran segreto i personaggi del paese che erano stati incaricati da Donna Amalia, seppur con discrezione, di sorvegliarmi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In poco tempo, con il suo aiuto diventai informatissimo sui fatti del paese, appresi, i segreti, i vizi, i nomi dei cornuti, quelli delle signore e signorine \u2026diciamo leggere, i nomi di chi pescava bene, i nomi di quelli dei quali mi sarei potuto fidare, i nomi dei commercianti ladri e di quelli bravi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Signur\u00ec, per Pasquale Scardillo fornaio, io mi butto nel fuoco \u2026.diceva!!!!!!<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao Uccio, ovunque tu sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella prima sera a Positano, dopo cena, andai nella mia camera con l\u2019intenzione di cambiarmi per uscire ed iniziare alla grande la mia avventura ma, la stanchezza del viaggio e le emozioni che avevo provato mi giocarono un brutto scherzo facendomi addormentare quasi subito sul piccolo divano davanti ad una finestra dalla quale entravano una brezza fresca, il profumo dei fiori, il chiacchierio della strada ed il rumore del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Fui svegliato verso le due di notte dalla musica che proveniva dalla spiaggia dove si scorgevano piccoli fal\u00f2 e gruppi di persone che sembravano divertirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un p\u00f2 di rimpianto per non essere li ma ripromettendomi che ci sarei andato la sera successiva mi spostai dal divano al grande letto, sistemai la zanzariera e mi addormentai quasi subito. In quel momento ero un piccolo Re e lo sapevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una luce accecante ed una sconosciuta mi svegliarono:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cSignorino Mario la colazione \u00e8 pronta e Donna Amalia vi sta aspettando!!!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non era la voce di Concetta, la cameriera che avevo conosciuto il giorno prima ma una voce pi\u00f9 squillante energica fresca e giovanile, aprii gli occhi e vidi di fronte a me una giovane donna con un sorriso smagliante e due occhi scuri e profondi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono Assuntina Signorino la governante di casa e vi consiglio di non far attendere troppo Donna Amalia perch\u00e9 \u201cchilla\u201d sembra buona ma \u00e8 meglio non farla incazzare perch\u00e9 non tiene molta pazienza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAssuntina, per favore, non mi chiamare signorino \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E come vi devo chiamare?<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio nome \u00e8 Mario\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso signorino, donna Amalia mi ha detto di chiamarla signorino perch\u00e9 gli uomini, anche quelli giovani come lei se gli dai la confidenza poi se la prendono tutta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ok va bene signorino !!!!! ma allora anche io ti chiamer\u00f2 signorina\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Noo\u2026 Signorino Mario io sono signora, sono sposata e tengo pure due gemelli&nbsp;&nbsp; di tre anni Ciro e Amelio,<\/p>\n\n\n\n<p>allora ti chiamer\u00f2 Signora,<\/p>\n\n\n\n<p>Assuntina arross\u00ec, appoggi\u00f2 lievemente la mano sulla mia spalla e se ne and\u00f2 di corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Minuti 9 e secondi 3 \u2026\u2026ero a tavola lavato e pettinato, Donna Amalia mi ispezion\u00f2 come un Sergente di giornata fa con le reclute, la salutai e mi avventai sulla colazione che faceva bella mostra sul tavolo della terrazza, era il mio inizio, entravo nel mondo e lo facevo con entusiasmo, curiosit\u00e0 ed una voglia matta di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Di quella mia breve vacanza , di Donna Amalia e della sua cortesia e complicit\u00e0, di Uccio&nbsp; ,&nbsp; di&nbsp; Concetta, della pesca con&nbsp; la lampara ,delle serate in riva al mare con altri ragazzi e ragazze, delle prime volte in cui il mio cuore batte&#8217; all&#8217;impazzata, degli occhi di Assuntina pieni di promesse mai mantenute , del sarto che in tre ore ti confezionava su misura un paio di pantaloni di gabardine di cotone&nbsp; per 500 Lire, del calzolaio che ti faceva i sandali \u201c alla schiava \u201csu misura in 20 minuti ,del ristorante&nbsp; Chez Blak sul mare in fondo alla scalinata a destra , sempre pieno di stranieri di tutte le nazionalit\u00e0 che scendevano dalle loro barche per cenare , del&nbsp; figlio&nbsp;&nbsp; cinquantenne di Donna Amalia, nulla facente che dell\u2019Italia conosceva solo le localit\u00e0 dove c\u2019era un Casin\u00f2 , grande cruccio <a>d<\/a>ella madre &nbsp;che pur di non andare a lavorare negli USA nella azienda della famiglia del padre, si era iscritto al Partito Comunista&nbsp; per farsi rifiutare il visto di ingesso dagli americani (allora la politica estera funzionava cos\u00ec),&nbsp;&nbsp; dei profumi&nbsp; di quel&nbsp; giardino ,&nbsp; dei&nbsp; tanti volti&nbsp; delle persone che conobbi&nbsp; e della loro gentilezza , dei grandi amori&nbsp; solo immaginati o sognati che duravano per un caldo pomeriggio&nbsp; conservo ancora un ricordo vivissimo, a volte allegro pi\u00f9 spesso ,col passare degli anni struggente&nbsp; e malinconico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A Positano ci sono tornato molte altre&nbsp; volte, ho rivisto luoghi, ogni volta&nbsp; ho riprovato vecchie sensazioni ed&nbsp; emozioni, mi \u00e8 perfino parso di riconoscere volti e persone&nbsp; ma mi \u00e8 sempre mancato il coraggio di chiedere informazioni su coloro&nbsp; che ho conosciuto e che ancor oggi occupano uno spazio nel mio cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho preferito conservare intatto il ricordo ed ho&nbsp; rifiutato, come spesso \u00e8 capitato nella mia vita di scambiarlo con la realt\u00e0; una realt\u00e0 che temevo &nbsp;sarebbe stata pi\u00f9 dura, pi\u00f9 dolorosa, pi\u00f9 triste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5cdc27541bcadddac33300206eccc4a7\">Di quelle persone, di quella casa, del profumo dei fiori, di tutti coloro che ho conosciuto, frequentato e perch\u00e9 no, anche in qualche modo amato non mi resta che un dolce e intimo ricordo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55711\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55711\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io e mio padre arrivammo a Positano in torpedone nel&nbsp;&nbsp; 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