{"id":55662,"date":"2024-12-27T19:35:16","date_gmt":"2024-12-27T18:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55662"},"modified":"2024-12-27T19:35:17","modified_gmt":"2024-12-27T18:35:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-nicolas-il-bambino-del-treno-di-oreste-toma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55662","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Nicolas, il bambino del treno&#8221; di Oreste Toma"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p>Era salito sul treno alla stazione di Foggia, intorno alle 16, una carrozza a salone unico con corridoio centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sedile davanti al mio era libero. Mentre si arrampicava sul posto proprio di fronte a me, aiutai la giovane madre a sistemare la valigia sul portapacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Avr\u00e0 avuto quattro anni, di sicuro non arrivava a cinque.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la domenica del 20 giugno 2004, il 17 era morta mia madre, ero sceso da Modena per l\u2019ultimo saluto. La telefonata era arrivata proprio la mattina della seconda prova scritta della maturit\u00e0, durante il compito di Topografia, e avevo lasciato i miei studenti nel panico.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientravo, viaggiavo gi\u00e0 da quattro ore, ero salito alla stazione di Lecce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuanti anni hai?\u00bb gli chiesi, quando si fu sistemato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino guard\u00f2 la madre. \u00abRispondi al signore!\u00bb gli disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza guardarmi, alz\u00f2 il palmo della mano destra e mi mostr\u00f2 le cinque dita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA dicembre\u00bb precis\u00f2 lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE come ti chiami?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Riguard\u00f2 la madre infastidito e questa volta non rispose al suo invito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai dimenticato il tuo nome?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi diede di sfuggita uno sguardo arrabbiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNicolas\u00bb intervenne la madre. \u00abSi chiama Nicolas\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 glielo hai detto?\u00bb la rimprover\u00f2 a denti stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spostai verso il finestrino e ripresi a leggere il libro di Marquez:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lei gli domand\u00f2 in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l\u2019amore poteva tutto. \u00ab\u00c8 vero\u00bb le rispose lui \u00abma farai bene a non crederci\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fuori il mare, a pochi metri dalla linea ferroviaria, luccicava come un diamante.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi che Nicolas stava mangiando un tramezzino con la mortadella, la testa abbassata sul petto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 buono?\u00bb gli chiesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbass\u00f2 la testa ancora di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 buono?\u00bb richiesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl signore ti ha chiesto se \u00e8 buono. Perch\u00e9 non rispondi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec\u00bb mugugn\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ebbe finito, si alz\u00f2 in piedi sul sedile e cominci\u00f2 a passare in rassegna i passeggeri della carrozza, li segnava col dito indice come se li contasse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai contare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFino a venti\u00bb rispose la madre. \u00abAdesso mettiti seduto: se viene il controllore ci fa la multa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 e cominci\u00f2 a contare anche i viaggiatori alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi ho detto di sederti!\u00bb gli intim\u00f2 la madre, cercando di tirarlo gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente da fare, rimase in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo una volta\u00bb dissi rivolgendomi a lei \u00abfui beccato in piedi sul sedile dal controllore. Ferm\u00f2 il treno, mi fece scendere e mi port\u00f2 in prigione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mise a sedere e mi guard\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi?\u00bb mi chiese. Era la prima volta che mi rivolgeva la parola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi chiusero in una cella e mi lasciarono solo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE tu che cosa hai fatto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo cominciato a piangere forte, invocando la mia mamma\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi sono entrati cinque carcerieri, tutti armati di coltelli e di spade, e hanno cominciato a riempirmi di calci e di pugni. \u201cStai zitto!\u201d mi dicevano. \u201cDovevi dare prima retta alla mamma. Adesso \u00e8 troppo tardi!\u201d\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE tu poi che cosa hai fatto?\u00bb Scese dal sedile e si mise in piedi di fronte a me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa potevo fare? Ero tutto un dolore e li supplicavo di lasciarmi stare. \u201cChe cosa vi ho fatto?\u201d dicevo, cercando di parare i colpi. \u201cLasciatemi stare, per favore!\u201d&nbsp; Ma quelli continuavano a massacrarmi senza piet\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Era dispiaciuto, deluso, emozionato. Aveva gesti di stizza nei miei confronti, non accettava che io rimanessi inerme di fronte a tante prepotenze.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE se quelli prendevano poi i coltelli e ti tagliavano tutte le braccia e le gambe, con tutto il sangue che usciva come una fontana dal tuo corpo, tu poi che cosa avresti fatto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvrei implorato piet\u00e0. \u201cLasciatemi, non lo faccio pi\u00f9\u201d avrei detto. Piet\u00e0!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci stava, non sopportava che io subissi senza reagire. Era fremente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE se quelli poi volevano ucciderti completamente e volevano lasciarti morto tutto insanguinato sul pavimento e non farti pi\u00f9 respirare, tu in questo caso che cosa avresti fatto?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a>\u00abBeeeh! Alloooora!\u00bb <\/a>dissi io con enfasi \u00abA questo punto farei un macello! Ruberei la spada di uno e zac! gli taglierei la testa\u00bb e facevo il rumore mentre questa rotolava sul pavimento. \u00abE quando si fosse avvicinato il secondo, zac! staccherei anche la sua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Indietreggi\u00f2 sbalordito, come un esaltato. Era rapito, sembrava in estasi. Risal\u00ec sul sedile e rimase in piedi, a guardarmi con la bocca aperta e a godersi dall\u2019alto le cinque teste che via via facevo rotolare sul pavimento. &nbsp;\u201cZac, zac, zac!\u201d Si toccava tra le gambe, l\u2019emozione era troppo forte: era lui stesso che si vendicava di tutti i soprusi che il controllore gli avrebbe inflitto se lo avesse trovato in piedi sul sedile del treno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSci\u00e0h!\u201d e facevo il movimento con la mano per tagliare il collo e \u201cpatap\u00f9m\u201d a imitare il rumore della testa staccata quando arrivava al suolo. \u201cSci\u00e0h\u2026patap\u00f9m!\u201d <a>\u201cSci\u00e0h\u2026patap\u00f9n!\u201d<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Era troppo eccitato, mi guardava con grande ammirazione, come se fossi Zorro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec che si stava facendo addosso per l\u2019emozione e cerc\u00f2 di impedirlo con le mani, ma non ci riusc\u00ec e alla fine si lasci\u00f2 andare e la moll\u00f2 liberamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuarda cosa hai combinato!\u00bb lo rimprover\u00f2 la madre. Ma lui non si scompose, continuava a guardami con la bocca aperta e le mani sulla patta. Lei lo prese in braccio e con un ricambio lo port\u00f2 in bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra proprio partito!\u00bb comment\u00f2 un giovane passeggero del comparto adiacente al nostro al di l\u00e0 del corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra come se stesse lui nella cella della prigione a tagliare le teste\u00bb disse la sua vicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cinque minuti riapparve correndo nel corridoio, mi si mise di fronte e mi guard\u00f2 in silenzio. Arriv\u00f2 la madre e lo mise a sedere: \u00abCerca di calmarti\u00bb gli disse \u00abe lascia stare in pace il signore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rimisi a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019erano lampi e tuoni remoti all\u2019orizzonte, il cielo era incappucciato, e il mare aspro&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il marchese lo segnal\u00f2 con l\u2019indice. \u00abEccolo l\u00ec\u00bb disse. \u00abVedrai il mare dalle finestre a ogni ora\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe viene il controllore e mi trova in piedi sul sedile, che cosa mi fa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Feci finta di non sentire e continuai a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui scese e mi tocc\u00f2 un ginocchio: \u00abSe viene il controllore e ti porta in prigione, tu poi che fai?\u00bb mi chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTorna a sedere!\u00bb gli ordin\u00f2 la mamma. Le feci cenno di lasciarlo stare. Mezza carrozza assisteva divertita alle sue manovre, i viaggiatori pi\u00f9 lontani si erano messi in piedi per vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe poi un altro controllore ti fa scendere dal treno e ti chiude nella cella e comincia a darti schiaffi e pugni molto forti, tu poi che fai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cosa posso fare? Mi metto a piangere e gli dico di smetterla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si arrabbi\u00f2 e gli spettatori risero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE se poi arrivano altre cinque guardie e cominciano a farti le ferite su tutto il corpo col pugnale, tu allora che fai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u201dVoglio la mia mamma!\u201d mi metto a gridare\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Batt\u00e9 stizzito il pugno sulla sua gamba: \u00abE se alla fine vedi tutto il sangue che ti esce e ti accorgi che stai per morire, che fai, continui ancora a piangere?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeeeh! Alloooora!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si gir\u00f2 di scatto e si arrampic\u00f2 sul sedile, la madre lo lasci\u00f2 fare, divertita anche lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllooora, rubo la sciabola di una guardia e comincio a staccare teste, a una a una. \u201cSci\u00e0h\u2026patap\u00f9n!\u201d &nbsp;\u201cSci\u00e0h\u2026patap\u00f9n!\u201d &nbsp;\u201cSci\u00e0h\u2026patap\u00f9n!\u201d\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Respirava a fatica, con affanno, sopraffatto dall\u2019emozione, e il finale fu come quello della prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando fu portato di nuovo per la sostituzione delle bagnate con un paio di mutandine asciutte, ne approfittai per andare in carrozza ristorante e li lasciai tutti a commentare e a ridere piacevolmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo alle porte di Pescara, ho sperato che scendessero in questa citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi attardai mezz\u2019ora. Quando tornai, erano ancora l\u00ec. Appena mi vide comparire sulla porta, si alz\u00f2 ad aspettarmi. Gli passai accanto e proseguii.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove vai?\u00bb mi chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA fare la pip\u00ec\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVengo con te\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStai l\u00ec, torno subito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Seppi che scendevano anche loro a Modena, per andare poi a Maranello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMio pap\u00e0 lavora alla Ferrari. E quando sar\u00f2 grande far\u00f2 anch\u2019io il pilota di formula uno\u00bb. Ripeteva probabilmente le parole di suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe il controllore non ti chiude in prigione per il resto della tua vita!\u00bb gli dissi come un cretino.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si lasci\u00f2 sfuggire l\u2019occasione: a Recanati, proprio a quattro passi dal mare, cominciai a piangere e a invocare la mamma e ad Ancona avevo finito di staccare con la spada dieci teste, le aveva portate lui a dieci, per prolungare l\u2019orgasmo, suo e di tutto il vagone, che partecipava insieme a lui alla esilarante sceneggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando fu portato in bagno per il terzo cambio di biancheria, mi recai di nuovo alla carrozza ristorante, deciso a rimanervi fino a Modena. Ero stanco, e la colpa era solo mia. Avevo giocato con un bambino e fatto divertire una ventina di persone, dimenticando che solo due giorni prima avevo assistito alla sepoltura di mia madre, l\u2019avevo trovata gi\u00e0 composta nella bara. Non avevo avuto il tempo neanche di salutarla per bene, e la avevo lasciata al cimitero ancora senza lapide e senza fotografia. E facevo il pagliaccio in treno.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla stazione di Bologna venne a trovarmi una delegazione di spettatori, tre giovani studenti universitari, erano saliti come me a Lecce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSta facendo il pazzo!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChiede a tutti dove stai, se per caso ti abbiamo visto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVuole venire a cercarti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrai nel vagone alle porte di Modena, il treno cominciava a rallentare. Si illumin\u00f2 quando mi vide e incominci\u00f2 a saltellare, mi venne incontro e mi abbracci\u00f2 le gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Aiutai la madre a tirare gi\u00f9 la valigia, presi il mio borsone e gli feci una carezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDobbiamo scendere?\u00bb mi chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci cenno di s\u00ec con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi abbracci\u00f2 e mi prese per mano. Gliela tolsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi aspetto sul marciapiede\u00bb gli dissi. E mi avviai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scesi per primo e imboccai subito il sottopassaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il treno ripart\u00ec, lo vidi che mi cercava come un disperato tra la folla dei passeggeri, sua madre faceva fatica a trattenerlo. Era sul marciapiede del terzo binario, l\u2019orologio segnava le 21 e 33.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal marciapiede del primo: \u00abNicolas!\u00bb lo chiamai a gran voce, agitando la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi individu\u00f2 subito: \u00abCome faccio?\u00bb grid\u00f2. Se non lo avesse trattenuto la madre, si sarebbe lanciato attraverso i binari.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando vidi che andavano verso il sottopassaggio, lui davanti veloce che la trascinava per un braccio, lasciai la stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avr\u00e0 cercato, avr\u00e0 pianto. Chiss\u00e0, nel tempo, che cosa avr\u00e0 pensato di me!<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stato una canaglia: lo avevo rapito, portato in un mondo incantato, e abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi dovrebbe avere 24 anni, 25 a dicembre.&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55662\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55662\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era salito sul treno alla stazione di Foggia, intorno alle 16, una carrozza a salone unico con corridoio centrale. Il sedile davanti al mio era libero. Mentre si arrampicava sul posto proprio di fronte a me, aiutai la giovane madre a sistemare la valigia sul portapacchi. Avr\u00e0 avuto quattro anni, di sicuro non arrivava a [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_55662\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55662\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21479,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-55662","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55662"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21479"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55662"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55662\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55666,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55662\/revisions\/55666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}