{"id":55600,"date":"2024-12-11T20:00:16","date_gmt":"2024-12-11T19:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55600"},"modified":"2024-12-11T20:00:18","modified_gmt":"2024-12-11T19:00:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-maledetto-se-di-jacques-martinet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55600","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Maledetto S\u00e9&#8221; di Jacques Martinet"},"content":{"rendered":"\n<p>Si svegli\u00f2 nel cuore della notte e non fu a causa di un brutto sogno. Accese l\u2019abat-jour sul comodino e strizz\u00f2 gli occhi, infastidito dalla luce gialla. Cerc\u00f2 di levarsi un po\u2019 di stanchezza di dosso stropicciandosi la faccia con le mani, stava dormendo profondamente ma\u2026 Un altro rumore, proveniente dalla cucina. Inizi\u00f2 a preoccuparsi. Si alz\u00f2 e fece per infilarsi la vestaglia, ma questa non era come sempre adagiata sulla sedia accanto all\u2019armadio. Un altro colpo lo fece precipitare in cucina, cos\u00ec com\u2019era, con il mutandone blu a quadri. Se lo ritrov\u00f2 l\u00ec, in piedi mentre rovistava nel suo frigorifero, con indosso la sua inconfondibile vestaglia a motivi tribali, per giunta aperta. Era un vecchio. Aveva l\u2019aria dismessa, i pochi capelli grigi arruffati e la barba incolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase impalato a fissare quell\u2019estraneo nella sua dimora, fino a quando non trov\u00f2 il coraggio di urlare un timido \u201cChi sei!\u201d. L\u2019intruso si gir\u00f2 di scatto e la vestaglia aperta lasciava intravedere il suo corpo, nudo e avvizzito. La carne aveva ceduto alle leggi della gravit\u00e0 e le rughe si propagavano per tutto il corpo, persino su di un pene che sembrava aver battuto ritirata da un pezzo. Il vecchio sussult\u00f2 dallo spavento e lui si gir\u00f2 pur di non vedere quell\u2019orribile corpo consumato dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Vuoi forse farmi morire d\u2019infarto proprio adesso?<\/p>\n\n\n\n<p>Disse l\u2019intruso con aria divertita richiudendosi la vestaglia. E come se nulla fosse successo chiuse il frigo e inizi\u00f2 a rovistare nei cassetti sopra i fornelli della cucina, mentre lui se ne stava l\u00ec impalato a fissarlo senza fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dove tieni le scrocchie? Proprio non me lo ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dimmi chi sei e cosa vuoi o chiamo subito la polizia. Disse con voce autoritaria agitando un poco la mano per darsi un tono. Ma non ci riusc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>-Alex, abbiamo tempo per queste cose, ora dimmi dove tieni le scrocchie e poi parleremo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Dimmi subito chi sei! E che ci fai in casa mia!<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio scoppi\u00f2 in una risata rauca, rozza e sporca. Una risata da fumatore accanito giunto al crepuscolo. Alz\u00f2 le mani al cielo e disse &#8211; d\u2019accordo d\u2019accordo\u2026- la vestaglia si apr\u00ec di nuovo e fece per coprirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ti dir\u00f2 chi sono. Io sono tutto ci\u00f2 che sei stato, tutto ci\u00f2 che sei e quello che sarai. Io sono il tuo pensiero, i tuoi ricordi e le tue dimenticanze. Io sono una tua conseguenza e tu un mio riflesso. Io sono te Alex, ecco chi sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui per un attimo rest\u00f2 impalato incapace persino di pensare, sconvolto da ci\u00f2 che stava accadendo, ma stranamente non era spaventato da quel vecchio che frugava nei suoi cassetti con indosso solo la sua vestaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>-Tu sei un vecchio pazzo! E adesso spiegherai alla polizia come sei riuscito ad entrare. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec dicendo si avvicin\u00f2 al telefono in soggiorno e alz\u00f2 la cornetta, ma il vecchio scoppi\u00f2 ancora in quella risata inquietante.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sul serio Alex vuoi chiamare la polizia? Guarda come sei ridotto. Lasciatelo dire hai un aspetto di merda, ma quanti anni hai? Sembri pi\u00f9 vecchio di me.- Accenn\u00f2 di nuovo la sua risata e poi continu\u00f2. &#8211; Dammi retta siediti, dimmi dove sono le scrocchie e parliamone.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>-Come fai a sapere il mio nome? Disse posando la cornetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio fece risentire la sua fastidiosa risata e poi rispose in tutta calma.<\/p>\n\n\n\n<p>-Questo lo saprei anche se non fossimo la stessa persona. C\u2019\u00e8 il tuo nome sul campanello, sei l\u2019unico stronzo che ha deciso di mettere il suo nome per esteso. Lo fai sempre, anche quando devi firmare qualche documento dove basta solo la sigla, tu firmi per intero. Non so dirti il perch\u00e9, ma so dirti che lo fai perch\u00e9 lo facevo anche io. E noi siamo la stessa cosa. Quindi adesso calmati e dimmi dove sono quelle cazzo di scrocchie che ci piacciono tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel vecchio arrogante aveva passato il limite. L\u2019uomo apr\u00ec il cassetto accanto ai fornelli e tir\u00f2 fuori un coltello da cucina tanto affilato da poter tagliare la densa atmosfera che si era creata in quella casa. Il vecchio rise di nuovo, questa volta pi\u00f9 intensamente arrivando a tossire e a tirar su il catarro.<\/p>\n\n\n\n<p>-Posa quell\u2019affare Alex, non puoi che farti del male da solo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ah s\u00ec? Perch\u00e9 noi siamo la stessa cosa, non \u00e8 cos\u00ec vecchio matto?<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio era in piedi appoggiato al bancone della cucina ed era molto tranquillo, nonostante una lama appuntita puntasse verso le sue budella.<\/p>\n\n\n\n<p>-Te lo prover\u00f2, scrivi su un pezzo di carta qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>-Io chiamo la polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>-Alex in nome di Emma, la nostra amata madre, fallo!<\/p>\n\n\n\n<p>Sentire il nome di sua madre lo pietrific\u00f2 e tutto a un tratto la rabbia che sgorgava in lui svan\u00ec. Dall\u2019anta del frigorifero stacc\u00f2 la lavagnetta bianca con attaccato il pennarello e scrisse, senza farsi vedere e senza lasciare il coltello:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo sognato mia moglie, nel solito granaio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio s\u2019incup\u00ec per la prima volta,&nbsp; il suo ghigno sfacciato scomparve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>-Era bellissima\u2026 anche quel giorno, in quel maledetto granaio. E tu ce l\u2019hai ancora con lei, e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 dolorosa, non \u00e8 cos\u00ec? Non tormentarti con le domande, non esiste risposta che pu\u00f2 darti sollievo. Solo il tempo, devi confidare in lui.\u00a0 Arriverai a dimenticartene, ti scorderai di tutto Alex e allora sarai di nuovo felice, proprio come lo sono io. E ora dimmi, dove sono le scrocchie?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;All\u2019uomo cadde il coltello dalle mani, aveva l&#8217;espressione di uno che ha appena smarrito se stesso. Si chin\u00f2 a raccogliere la lama e con un braccio indic\u00f2 la dispensa sopra il lavello.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ecco dove le mettevamo! <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio tir\u00f2 fuori dalla dispensa un sacchetto di plastica con dentro chicchi di mais tostati. Apr\u00ec la busta e se ne infil\u00f2 una manciata in bocca. I chicchi iniziarono a distruggersi tra i suoi denti e un suono scrocchiante inizi\u00f2 fastidiosamente a propagarsi nella stanza. Si sedette sul divano e mise i piedi sul tavolino invitandolo con un cenno della mano a sedersi accanto a lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">I due uomini sedettero uno accanto all\u2019altro, come una cosa sola divisa dal tempo. L&#8217;uomo rigirava il coltello tra le mani e pensava. Non si riconosceva in nessun tratto di quel vecchio: il viso, le mani, persino la risata, non c&#8217;era traccia di lui. Adesso che gli era vicino poteva sentirne la puzza, un odore d\u2019incuria, di usato, di vecchio. Lui non aveva nessuna intenzione di dimenticarsi del suo passato, di sua moglie, solo per smettere di soffrire. Si chiedeva se mai fosse stato davvero lui quell\u2019uomo arrogante e schifoso, come diamine c&#8217;era diventato. Il vecchio scoppi\u00f2 nell&#8217;ennesima risata.<\/p>\n\n\n\n<p>-La cosa resta cosa, \u00e8 chi che si trasforma, Alex.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quelle parole guardava quell\u2019ospite sgradito svaccato sul suo divano con ancor pi\u00f9 disprezzo, se ne stava l\u00ec divertito, mentre mangiava le sue scrocchie, nudo e con indosso solo la sua vestaglia. A un tratto not\u00f2 qualcosa che prima l\u2019orrore della vista di quel vecchio corpo nudo gli aveva tenuto nascosto. Dalla vestaglia semiaperta vide una cicatrice immensa, proprio sopra la milza. Gli chiese cosa fosse successo e se doveva aspettarsi qualcosa. Il vecchio con la sua spocchia rispose: &#8211; Questa \u00e8 opera tua.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"letter-spacing:0.3px\">Non aggiunse altro, continu\u00f2 a divorare quei chicchi di mais come se i suoi denti fossero pi\u00f9 robusti di quelli di un ragazzino. Ogni tanto ne sputava qualche pezzo sul tappeto, tra una manciata e l\u2019altra tirava su il catarro con il naso. Provava un gran ribrezzo per quella persona che gli era accanto e pens\u00f2 che se si fosse liberato di quell\u2019orribile personaggio forse non lo sarebbe mai diventato. Cos\u00ec con tutta la forza che aveva in corpo piant\u00f2 il coltello nelle budella del vecchio.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"letter-spacing:0.3px\">Si svegli\u00f2 nel bel mezzo del giorno e non fu a causa di un brutto sogno. Aveva un tubo ficcato in gola, era sdraiato con le gambe leggermente alzate e indossava la sua vestaglia tribale. L&#8217;astratto rumore del suo cuore era scandito da un macchinario. Era in una camera d\u2019ospedale, solo e con le tende tirate. Avvert\u00ec una forte fitta allo stomaco, scost\u00f2 l\u2019amata vestaglia e vide delle bende insanguinate. Con mano tremante sollev\u00f2 le bende e scorse un\u2019immensa cicatrice, tale e quale a quella del vecchio. Appoggi\u00f2 la testa sul cuscino e scoppio in una risata rozza, sporca, catarrosa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55600\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55600\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si svegli\u00f2 nel cuore della notte e non fu a causa di un brutto sogno. 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