{"id":55554,"date":"2024-11-26T20:22:46","date_gmt":"2024-11-26T19:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55554"},"modified":"2024-11-26T20:23:20","modified_gmt":"2024-11-26T19:23:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-una-donna-sola-di-lucio-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55554","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Una donna sola&#8221; di Lucio Gatto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Le gocce cadevano sospinte dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p>I ciottoli battuti e slavati uscivano dal terriccio con vari colori come un rozzo mosaico, mentre i lastricati dei marciapiedi riflettevano la doppia fila delle luci del corso, fino a porta Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche da questa parte di citt\u00e0 non s\u2019incontrava anima viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Buie le finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dominava quel silenzio gravido di sonno che \u00e8 proprio delle ultime ore della notte in cui perfino i malati riposano e si assopiscono i moribondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei e l\u2019acqua erano una cosa sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Al rumore della pioggia si mescolava il frignio dell\u2019acqua che scendendo dal cielo, &nbsp;traboccava dalle grondaie e si riversava sulla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era rivelata un\u2019idea di merda accettare l\u2019invito di trascorrere il fine settimana a Milano da Francesca, perch\u00e9&nbsp; appena aveva incrociato il suo sguardo aveva visto una persona completamente diversa da quella che aveva conosciuta qualche anno prima e con la quale aveva condiviso gli ultimi due anni di accademia. Francesca si prodig\u00f2 in ogni modo per metterla a proprio agio evitando di parlare della professione, e dei problemi che aveva dovuto affrontare dopo l\u2019incidente; ma questo voler far finta che non fosse accaduto nulla di rilevante finirono per renderla inquieta e ancora pi\u00f9 convinta di farla finita una volta per tutte. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si accost\u00f2 al parapetto, fiss\u00f2 nuovamente lo sguardo nel biancheggiamento turbolento dell\u2019acqua che rimbalzando tra le arcate che sostengono il ponte emetteva l\u2019ululato di una bestia feroce.<\/p>\n\n\n\n<p>Discese di corsa la stradina che rasenta il fiume e quando fu sotto, scorse un qualcosa che poteva fare al caso suo. Si tolse la borsa che teneva a tracolla, e dopo alcuni tentativi andati a vuoto riusc\u00ec finalmente ad agganciare il manico ad un pezzo di metallo che fuoriusciva dal parapetto del ponte.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi guard\u00f2 gi\u00f9. Il Naviglio stava per&nbsp; accoglierla quando un miagolio appena appena percepibile la distrasse dal suo proponimento; torn\u00f2 sui suoi passi, e si mise a individuare da dove provenisse, poi si chin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Raccolse un batuffolo di pelo tremante, lo accarezz\u00f2 poi disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai mandato a puttane il mio piano, cazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei proprio messo male \u2026, tutto pelo e ossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Va bene, ti rimetter\u00f2 i sesto e poi la far\u00f2 finita una volta per tutte. \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>1)<\/p>\n\n\n\n<p>Un bel po\u2019 di tempo dopo, mentre il riso era sul fuoco, Marta prese a riordinare senza troppa voglia l\u2019appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Mangi\u00f2 in fretta sfogliando il quotidiano del mattino, c\u2019era un articolo sull\u2019ennesimo sbarco di clandestini a Lampedusa; solo una rapida occhiata, e pass\u00f2 alla pagina successiva.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 a sedersi sul divano del soggiorno con un bicchiere di Coca in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Leo comparve, arrot\u00f2 le unghie sulla sponda e and\u00f2 ad acciambellarsi sulle sue gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre affondava le dita nel pelo di Leo, ripens\u00f2 a tutte le persone che aveva incontrato negli ultimi giorni; non voleva pensare al nuovo lavoro, ma come capitava spesso le immagini si sovrapponevano l\u2019una all\u2019altra, insieme a frasi e volti. Cerc\u00f2 di distrarsi facendo zapping tra i canali televisivi ma non trov\u00f2 nulla che la interessasse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono sposata con il mio nuovo lavoro, mi porto a casa le indagini, tutto il resto sembra non avere importanza.\u201d Esclam\u00f2 tra s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se amava ci\u00f2 che faceva, sarebbe arrivato un giorno in cui tutto le sarebbe sembrato se non senza senso, sicuramente meno importante. Il lavoro: quei fascicoli, quella tensione, non avrebbe avuto alcun peso di fronte al bisogno di amore e contatto che aveva represso.<\/p>\n\n\n\n<p>Temeva quel giorno. Quando il cielo si sarebbe capovolto e la motivazione avrebbe raggiunto lo zero.<\/p>\n\n\n\n<p>E il vuoto pronto ad accoglierla.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa peggiore era che non aveva voglia di reagire.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna passione; non amava pattinare, n\u00e9 passeggiare, nessun particolare interesse per la lettura o il teatro, il bowling o la pittura, tutto quello che la gente faceva cos\u00ec facilmente e volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvertiva soltanto che avrebbe voluto fare qualcosa oltre a lavorare di giorno e bere Coca la sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non usciva mai, come avrebbe potuto incontrare persone di un certo tipo?<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua vita al primo posto c\u2019era sempre stato il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte la lunga parentesi riabilitativa dall\u2019alcool.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dal primo giorno che aveva superato la soglia della <em>Lucchese Investigazioni<\/em>, ubicata in un elegante palazzo in stile Liberty sulla circonvallazione, le era sembrato di essere ritornata per certi versi a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era il casino dei colleghi che entravano e uscivano dai vari uffici, il via vai continuo per i corridoi, l\u2019odore di fumo e di caff\u00e8. Ma nonostante mancasse tutto questo, avvert\u00ec subito l\u2019odore delle scartoffie, delle pratiche che stazionavano da tempo sulla scrivania del capo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capo, il noto dottor Poletti, non era in sede, aveva un leggero ritardo; cos\u00ec le fu detto da una buffa segretaria dall\u2019impressionante somiglianza con la <em>Signora in Giallo<\/em>, che la preg\u00f2 di accomodarsi nel suo ufficio. Cos\u00ec dopo un po\u2019 che si trovava l\u00ec, e aver posta l\u2019attenzione sugli oggetti che arredavano la stanza del capo, giunse alla conclusione che il Poletti si era affidato totalmente alla grande distribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019IKEA deteneva senza ombra di dubbio il primato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mentre l\u2019eccitazione iniziale stava lentamente scemando, lasciando distese desolate all\u2019interno della sua mente, pian piano venne riempita soprattutto da immagini ed emozioni di un recentissimo passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019uomo che aveva rimorchiato la sera precedente al pub, in verit\u00e0, non ricordava niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano fatto sesso, quello lo ricordava benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma altri aspetti di lui, com\u2019era il suo volto, il timbro della sua voce o alcuni particolari, non li rammentava affatto. Ricordava solo il sesso di quell\u2019uomo, che aveva definito, dopo le prime battute, <em>niente male<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se n\u2019era andato prima che lei si svegliasse, verso le dieci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel letto era rimasto l\u2019odore di quel tipo e dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>E lei distesa, che pensava a Edoardo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019entrata in ufficio del Poletti, preceduta dalla voce della <em>Signora in Giallo<\/em>, scacciarono di colpo tutte le immagini dalla sua mente, salvandola dalla depressione nella quale stava precipitando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono felice di vederla, dottoressa Ciabattari, sapevo che non mi avrebbe deluso.<\/p>\n\n\n\n<p>A me piace andare subito al sodo: quando intende iniziare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVisto che non ho niente da fare e che mi sono alzata dal letto per venire qua, se a lei va bene \u2026, subito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBenissimo, non avrei sperato in niente di meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Venga che le faccio vedere il suo ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa parte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo con quella vecchia pratica fra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Poletti si era affacciato un paio di volte per chiedere se aveva bisogno di qualcosa; l\u2019ultima volta era entrato nell\u2019ufficio e le aveva lasciato un mazzo di chiavi, dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevo vedere un mio collega \u2026 e non rientrer\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ti servissero per chiudere; comunque sono le tue.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sollevato impercettibilmente il capo, abbozzato un sorriso accompagnato da un lieve brontolio che avrebbe dovuto significare in qualche modo un saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle carte leggermente ingiallite, polverose in alcune parti, popolate da minuscoli insetti che correvano a rintanarsi tra le pieghe o nei bordi, zeppe di annotazioni da lei vergate a penna a pi\u00e8 di pagina, il suo commento critico nell\u2019ultima \u2026, le fecero perdere la cognizione del tempo, costringendola a rivivere situazioni e momenti che credeva perduti per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il telefono che prese a squillare prepotentemente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo aver riagganciato con un gesto di stizza, si guard\u00f2 alcuni istanti intorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Prese dall\u2019armadietto la pistola di ordinanza e si precipit\u00f2 fuori dall\u2019ufficio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla Banca Commerciale, nel quartiere di Sant\u2019Anna, c\u2019era una rapina in corso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019inseguimento a forte velocit\u00e0&nbsp; sui viali della circonvallazione del veicolo guidato dai rapinatori, la macchina dei malviventi che tampona un mezzo commerciale, alcuni attimi dopo il frastuono, il buio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse gli occhi, inspir\u00f2 e respir\u00f2 profondamente un paio di volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2 in tutti i modi di cacciare via gli spettri dalla sua mente, ma l\u2019immagine di quel vecchietto sulle strisce pedonali l\u2019avrebbe tormentata per il resto dei suoi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inchiesta a suo carico, le analisi del sangue, il ritiro della patente, la sospensione dal servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 attorno, non era nell\u2019ufficio della questura.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava pur sempre di un nuovo lavoro e di una nuova avventura, quello era l\u2019unico elemento certo sul quale concentrarsi e ripartire, il resto lo avrebbe fatto il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ricord\u00f2 i consigli del terapeuta del centro, di non far passare molto tempo dal visitare criticamente i fatti pi\u00f9 recenti accaduti del vivere quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec inizi\u00f2 a fare \u2026 e finalmente le immagini apparvero e ci si aggrapp\u00f2 come un naufrago allo scoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvresti potuto lasciare un biglietto , Luca.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Riemerso il nome di colui che aveva rimorchiato la sera precedente, sistem\u00f2 la gonna e la maglietta, si rec\u00f2 nel bagno, si chiuse dentro, e si guard\u00f2 nello specchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMai pi\u00f9 un Luca.\u201d Esclam\u00f2 ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette sulla tazza e chiuse gli occhi per non piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 tanta malinconia, perch\u00e9 tanta tristezza, ora, proprio ora, che stava per incontrare Edoardo?<\/p>\n\n\n\n<p>Era forse paura? Quella che aveva visto anche in lui e aveva cercato di cacciare inutilmente?<\/p>\n\n\n\n<p>Lei aveva preso l\u2019iniziativa, Edoardo l\u2019aveva seguita.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo aveva apprezzato la sua intraprendenza e allo stesso tempo l\u2019aveva osteggiata passivamente, diviso com\u2019era fra la sua storia e il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa fottuta paura che aveva provato in quarta elementare quando a uno spettacolo di fine anno le avevano fatto recitare la parte di una talpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrando sul palcoscenico era inciampata, si era ripresa, ma non aveva potuto evitare le risate del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019applauso finale, nel chinarsi troppo le era caduto il copricapo e mentre cercava di riprenderlo, aveva guardato il pubblico ridente e aveva visto suo padre che applaudiva entusiasta, con il viso rosso quanto il suo e lo sguardo fisso su di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento tutti gli altri, insegnanti e genitori, erano diventati una massa sfuocata e ostile, lei distingueva solo suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mise da parte quei pensieri decisa ad allontanare in tutti i modi la malinconia che stava inesorabilmente salendo. Si sciacqu\u00f2 il viso, sistem\u00f2 alla bene meglio il trucco e si prepar\u00f2 mentalmente ad uscire dal bagno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Signora in Giallo<\/em>, poteva aver sentito qualcosa, non voleva per nessuna ragione al mondo dare un\u2019immagine cos\u00ec disperata di s\u00e9, almeno non il primo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero del padre l\u2019accompagn\u00f2 durante il viaggio e quelle immagini tenere si sovrapposero a quelle strazianti, indicibili, del cancro che divorava le ultime parti rimaste sane del suo corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando giunse a destinazione, rimase sola nel cortile a meditare sul da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non l\u2019avesse conosciuta, avrebbe potuto pensare di non essere gradita, ma ora sapeva che Viola era quella di sempre, che in quei due anni passati non era cambiato niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Era tornata come tornano i vecchi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo non si era ancora fatto vivo e Viola non aveva speso una parola su di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Intu\u00ec che doveva essere in mare; and\u00f2 sul retro della casa per poterlo vedere o sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si vedevano da tre settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Come l\u2019avrebbe accolta?<\/p>\n\n\n\n<p>Si tolse la leggera giacca estiva e lasci\u00f2 che il vento le portasse il mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il verso degli uccelli.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricordi lievi.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggeri, legati all\u2019estate passata a quando lo aveva visto per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse Edoardo stava pulendo i pesci.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel suono stridulo dei gabbiani lo certificava.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 ad osservare la casa di Viola e ne rimase attratta, come se la stesse vedendo per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un palazzo di legno per principi e principesse incappati nelle reti della vita, salvati e sanati, forse, dal male del vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mani di Edoardo sui remi che fendevano la superficie dell\u2019acqua, il gioco dei muscoli delle spalle sotto la maglietta slavata. Quando erano sulla barca, lei poteva finalmente osservarlo senza che lui provasse imbarazzo o distogliesse lo sguardo. Irradiava energia e al tempo stesso felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo ventre era diventato piatto e muscoloso, le mani forti di un contadino, di un rematore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla barca parlava pi\u00f9 del solito, chiacchierava con disinvoltura, come avrebbe voluto facesse anche a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la vide seduta sulla panca in una posa languida, Viola non seppe cosa pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche lei rimaneva l\u00ec molte volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un buon posto per pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva solo una cosa: Edoardo abitava con lei da pi\u00f9 di due anni, stavano bene insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui le semplificava la vita, andava a fare la spesa, si occupava dei problemi pratici, dava un significato agli anni che le rimanevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Amava sentirlo muoversi al mattino, i suoi passi sulla scala quando tornava con la legna da ardere o caricava l\u2019orologio a pendolo. Un giorno avrebbe ereditato tutti i suoi beni, tranne l\u2019orologio, che voleva lasciare al figlio di un suo cugino dell\u2019isola del Giglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo era diventato il figlio che non aveva mai avuto e lei minacciava tutto questo, sin dalla prima volta che aveva varcato la soglia di quella casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, ce n\u2019erano state di donne ricoverate in quella struttura, obbligate a risiederci per diverso tempo, e mai Edoardo aveva guardato una donna come aveva guardato lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei aveva fatto pressione su di lui, affinch\u00e9 si trasferisse pi\u00f9 vicino a Lucca.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta aveva lasciato la casa da tre settimane e Viola aveva finalmente trovato la tranquillit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso era tornata, stava appoggiata al muro della parete della casa, con il suo corpo giovane e attraente, come avrebbe potuto resistere Edoardo questa volta?<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva a detestarla, anche perch\u00e9 si era dimostrata corretta nei suoi confronti e aveva notato l\u2019influenza positiva che aveva su Edoardo, come appariva pi\u00f9 felice ora e pi\u00f9 aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Apparve all\u2019improvviso da dietro l\u2019angolo della casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019aveva vista ma aveva notato la macchina e guardato verso la finestra della cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pass\u00f2 una mano sui capelli, si aggiust\u00f2 la camicia in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>In una mano portava un secchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta lo chiam\u00f2, lui la vide, ma non fece alcun movimento per avvicinarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao\u201d, disse soltanto e pos\u00f2 il secchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guadarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si avvicin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBenvenuta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non era cambiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 bello che tu sia qui.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marta annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Era abbronzato, i capelli erano pi\u00f9 lunghi del solito e il suo sorriso timido come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sarebbe innamorata di quel mezzo contadino sciupato, avanti&nbsp; con gli anni, se lo avesse incontrato per la prima volta?<\/p>\n\n\n\n<p>Lui abbozz\u00f2 un sorriso, consapevole del suo sguardo, e fece un gesto che sembrava dire: <em>\u00e8 tutto qua.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lei doveva lasciar defluire le emozioni, soppesare bene le parole, nelle tre settimane appena trascorse c\u2019era soprattutto quella notte che aveva rimorchiato quel tizio e che ora stava complicando il quadro.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avviarono fianco a fianco, in silenzio, in direzione del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fermarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrebbe voluto toccarlo, ma esitava.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo riprese a camminare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non scelse il solito sentiero, ma quello che conduceva alla vecchia rimessa per le barche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome va?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBene.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbracciami, pens\u00f2 lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuarono a camminare sulla spiaggia fino al nuovo pontile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi ricordi quante risate?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 stato uno dei periodi pi\u00f9 belli della mia vita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei contenta del nuovo lavoro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, anche se mi ha portato lontana da qui e da te; devo ammettere che mi sta dando molta soddisfazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta and\u00f2 a sedersi sull\u2019estremit\u00e0 del pontile, lasciando penzolare le gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi amavo, potevo restare qui con te.\u201d disse improvvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa sono fuggita, mi sono lasciata sedurre dalla prospettiva di svolgere la mia vecchia professione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Capt\u00f2 l\u2019inquietudine di Edoardo ma continu\u00f2 senza timore.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso doveva tirar fuori tutti i pensieri che aveva represso<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi sembrava tutto deprimente, negli ultimi tempi ridevamo poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Capisci cosa voglio dire?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non voleva ferirlo o bloccarlo, voleva che lui parlasse, di lei, cos\u00ec come aveva fatto riferimento alla costruzione del pontile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu mi hai dato molto, con te sono diventata pi\u00f9 ricca, ho imparato a vedere le cose in maniera diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Capisco che tu non voglia lasciare Pescia Romana. Avrei voluto che tu scegliessi me e che ti trasferissi vicino alla mia citt\u00e0, volevo incontrare i tuoi figli e che tu ricominciassi a vivere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi amo\u201d la interruppe lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu come se il pontile si fosse messo a dondolare spinto da un vento che nella realt\u00e0 non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo si sedette al suo fianco, le mise un braccio intorno alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripet\u00e9 quelle parole diverse volte<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasero seduti a guardare le onde del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo pensato di andarmene da qui\u201d disse Edoardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa sarebbe un brutto colpo per Viola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo so, se devo mettere un po\u2019 d\u2019ordine nella mia vita, devo riavvicinarmi di pi\u00f9 ai miei figli e a te.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Appoggi\u00f2 la testa sulla sua spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio riprovarci con te\u201d disse Edoardo sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse possiamo farcela.<\/p>\n\n\n\n<p>Due ex alcolisti che gettano lo sguardo sul futuro, non male vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPossiamo farcela.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>2)<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo,la domenica, inizi\u00f2 con un senso di nausea.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta si svegli\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo dormiva ancora, quando lei si alz\u00f2 e si vest\u00ec per uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una mattina bellissima.<\/p>\n\n\n\n<p>I gabbiani la salutarono con un gracchiare cos\u00ec forte che non udiva da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva fatto che pochi passi quando arriv\u00f2 il primo conato di vomito.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente sent\u00ec che nel suo stomaco era in atto una rivoluzione e corse sul retro della casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando fu dietro l\u2019angolo, all\u2019altezza della fontana, arriv\u00f2 il secondo attacco di vomito.<\/p>\n\n\n\n<p>Gocce di sudore freddo comparvero sulla fronte e non ebbe neppure il tempo di pensare che arriv\u00f2 il terzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chin\u00f2 in avanti e fiss\u00f2 il terreno disgustata.<\/p>\n\n\n\n<p>Immerse la mano nell\u2019acqua della fonte e se la pass\u00f2 sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>La nausea andava e veniva.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sciacqu\u00f2, nella mente c\u2019era tanta confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente avevano bevuto la sera precedente, cosa che si erano ripromessi di non fare mai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Per degli ex alcolisti riprendere a bere, anche per una volta sola, pu\u00f2 essere l\u2019inizio di un nuovo calvario, sprofondare nella parte pi\u00f9 remota dell\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo si era alzato di scatto, svuotata la bottiglia di grappa nel lavandino, tornato a letto senza dire una parola, senza commentare l\u2019accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Al pensiero dell\u2019acquavite ingurgitata s\u2019impaur\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sentito parlare degli effetti negativi che poteva l\u2019alcol impuro distillato in casa sul fegato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei rimase ferma per qualche minuto, poi si inumid\u00ec nuovamente il viso e si sciacqu\u00f2 la bocca con l\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSperiamo che non mi abbia visto Viola\u201d pens\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva freddo e inve\u00ec contro se stessa per la leggerezza commessa, poi contro il suo corpo, che gli aveva rovinato la magnifica mattinata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uccelli non si curavano della sua sofferenza, il vento continuava a sibilare, insinuandosi fra i cespugli fino a raggiungere il mare e il sole era caldo a dispetto dell\u2019ora mattutina.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta continuava a rabbrividire.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo pens\u00f2 di andare in riva al mare, ma poi esit\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Se fosse tornata in camera a prendere una maglia c\u2019era il rischio che Edoardo si svegliasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ramment\u00f2 che Viola teneva diverse giacche e scialli attaccati all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Cammin\u00f2 cautamente nella ghiaia del cortile,apr\u00ec la porta, scelse uno scialle rosso e lo mise sulle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare era quasi piatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo una sottile striscia di nebbia rimaneva sospesa nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciava a sentirsi meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>La vista dell\u2019acqua, la calma del mattino, le fecero venire le lacrime agli occhi dalla commozione.<\/p>\n\n\n\n<p>I brividi lasciarono il posto a un calore che saliva in tutto il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Percep\u00ec un debole profumo di timo, in lontananza udiva il verso dei gabbiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta sapeva che presto sarebbero arrivati, forse attirati dalla sua figura.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase completamente immobile con gli occhi chiusi, con la mano che accarezzava la sabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 col pensiero alla notte passata con Edoardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato timido, taciturno come al solito.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta aveva immaginato che sarebbe stato pi\u00f9 loquace, che avrebbero parlato dei rispettivi pensieri, progetti per il futuro, ma lui l\u2019aveva solo guardata con uno sguardo pieno d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi avevano fatto sesso come prima, intensamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei amava il suo torace, il suo sguardo e le parole tenere che bisbigliava.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte appena trascorsa non era stata un illusione, era Edoardo che voleva e nessun\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2 d\u2019immaginare di lavorare in quel tratto di Maremma e come sarebbe stata la convivenza con Edoardo, avrebbe avuto quell\u2019incantevole tratto di mare, i pascoli e il pollaio, ma sarebbe riuscita a sopportare quella quiete e quella vita a lungo?<\/p>\n\n\n\n<p>Per Edoardo non era un problema, era cresciuto a Orbetello, mentre lei invece era fuggita da Castrovillari per andare a studiare in una grande citt\u00e0, Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucca all\u2019inizio le era stata stretta, ma successivamente aveva imparato ad apprezzare le sue caratteristiche singolari: la qualit\u00e0 della vita, la bellezza, la sua felice posizione geografica.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase sulla spiaggia per pi\u00f9 di un\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun attacco di nausea, al contrario una fame crescente che la fece alzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Come aveva previsto erano arrivati i gabbiani e rimanevano appollaiati sugli scogli, starnazzando &nbsp;come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase a Pescia Romana fino alla domenica sera, facendo con Edoardo lunghe passeggiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Concordarono di telefonarsi durante la settimana, forse avrebbe potuto raggiungerlo per il prossimo weekend. Finirono per non decidere niente, entrambi sapevano che finita l\u2019estate sarebbero arrivate le difficolt\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>3)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevo evitare nella maniera pi\u00f9 assoluta la noia, facile a dirsi\u201d esclam\u00f2 tra s\u00e9 mentre usciva dallo studio del dottor Zanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli strizzacervelli amavano liquidare con queste parole il colloquio e il barbuto dottore non faceva eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Facile per loro, che dio li fulmini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nonostante si sforzasse di ricordare andando a ritroso nel tempo, agli anni della sua giovinezza, ebbene, aveva sempre trovato difficolt\u00e0 a rapportarsi con gli altri e in un certo senso a trovare un preciso posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La giornata era iniziata bene, aveva lavorato con una certa soddisfazione e in alcuni momenti aveva addirittura sfiorato l\u2019euforia. Poi c\u2019era stata quella telefonata con Edoardo e quel poco di buon umore che fino a quel momento l\u2019aveva accompagnata si era disciolto come neve al sole.<\/p>\n\n\n\n<p>La conversazione si era conclusa in una manciata di minuti, pi\u00f9 che sufficienti per capire, soprattutto dal tono della sua voce, dalla pochezza delle parole pronunciate, dall\u2019assenza totale della passione, che non era in cima alla lista dei suoi pensieri<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec dall\u2019ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole stava per tramontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora l\u2019incombere dello spettro della notte sudi lei.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019angoscia che cresce a dismisura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta sola.<\/p>\n\n\n\n<p>A fare i conti con se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza nessuna possibilit\u00e0 d\u2019aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Far finta di nulla, non era certo il modo di risolvere i problemi, insistere nel cullare per l\u2019ennesima volta il sogno d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trov\u00f2 a percorrere la circonvallazione guidando a passo d\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria era tiepida.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente era per strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 a provare invidia.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta si svegli\u00f2 di soprassalto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orologio segnava le 6:05.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 ricadere la testa sul cuscino.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancava ancora mezz\u2019ora prima che la sveglia suonasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lenzuolo le si incollava alle gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Gett\u00f2 il piumone al lato, ma si pent\u00ec perch\u00e9 aveva iniziato subito a rabbrividire.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec il vento che scuoteva le persiane e si disse che sarebbe stato un altro giorno orribile.<\/p>\n\n\n\n<p>Si copr\u00ec nuovamente mettendosi in posizione fetale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sogno che l\u2019aveva svegliata cos\u00ec bruscamente non era molto di pi\u00f9 di una tenue foschia nella sua mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2 di riagguantare le immagini ma non ci fu nulla da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase distesa nel letto e mise inconsciamente una mano sul ventre.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo accarezz\u00f2 lentamente, come per calmarsi, o forse per calmare l\u2019essere che stava crescendo dentro di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>La sveglia suon\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La spense con un movimento brusco.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2 dal letto e and\u00f2 a farsi una doccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre si insaponava si chiese se la gravidanza avesse influito sulla consapevolezza che aveva del proprio corpo. Non se n\u2019era mai curata troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo aveva studiato allo specchio, controllato i segni dell\u2019et\u00e0, ma sapeva d\u2019avere un corpo ben proporzionato. Un bel seno, gambe e sedere non esagerati, ma neppure troppo magri.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva che gli uomini che la guardavano la apprezzavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella maniera un po\u2019 goffa Edoardo le aveva detto che era molto bella.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lei non avrebbe cresciuto la vita che teneva in grembo con lui, che ne era il padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Non gli avrebbe detto nulla e avrebbe continuato a vivere la sua vita a Lucca.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva di fare la cosa giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo era troppo diverso da lei e dal mondo nel quale lei desiderava vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo amava vivere l\u00e0 dove esistono ampi orizzonti, ma nonostante ci risiedesse da sempre, era riuscito a farli diventare limitati e stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare un limite insuperabile che mai avrebbe attraversato per scoprire veramente lei.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55554\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55554\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le gocce cadevano sospinte dal vento. I ciottoli battuti e slavati uscivano dal terriccio con vari colori come un rozzo mosaico, mentre i lastricati dei marciapiedi riflettevano la doppia fila delle luci del corso, fino a porta Venezia. Anche da questa parte di citt\u00e0 non s\u2019incontrava anima viva. Buie le finestre. Dominava quel silenzio gravido [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_55554\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55554\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":34495,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-55554","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55554"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/34495"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55554"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55561,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55554\/revisions\/55561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}