{"id":5541,"date":"2011-03-16T17:16:24","date_gmt":"2011-03-16T16:16:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5541"},"modified":"2011-03-16T17:16:24","modified_gmt":"2011-03-16T16:16:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-bastava-chiedere-cinque-minuti-prima-di-peter-loich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5541","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Bastava chiedere (cinque minuti prima)&#8221; di Peter Loich"},"content":{"rendered":"<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di <\/em><em>Genova-Un venerd\u00ec . Ora indefinita.<\/em><\/p>\n<p>Note ossessive, fastidioso rimbombo di corde pizzicate con violenza da dita maldestre e grasse come wurstel, alla fine del giro<em> un bel chitarrista della minchia: <\/em>ecco la giostra che c\u2019ha in\u00a0 testa Mirco mentre si sorbisce <em>quello schifo di hard rock anni \u201980, <\/em>perch\u00e9 a Mirco il metallico fa vera <em>anguscia<\/em>. E poi quelli che stanno suonando sono un\u2019orrenda copia di una vecchia band decisamente meno <em>merdosa <\/em>di chi c\u2019ha l\u00ec davanti.<\/p>\n<p>Pensare che li ha ingaggiati per fare musica dal vivo nel suo bar! Perch\u00e9 nel suo locale si fa buona musica il venerd\u00ec sera, ci tiene Mirco al suo <em>music bar<\/em>, c\u2019ha investito una barcata di <em>palanche.<\/em><\/p>\n<p>&lt;&lt;Fanculo Enrico!&gt;&gt;, digrigna tra i denti Mirco Siliprandi.\u00a0 S\u00ec, <em>fanculo <\/em>a\u00a0 Enrico Massa, il suo socio, che glieli aveva caldamente consigliati. E aveva anche insistito Enrico, gli aveva talmente fracassato il <em>belino<\/em> che aveva dovuto cedere. &lt;&lt;Alla gente piacciono ancora gli AC\/DC&gt;&gt;<em>,<\/em> gli aveva detto Enrico, l\u2019esperto di musica, che ora \u00e8 seduto al tavolo vicino a lui; c\u2019ha un sorrisetto ebete che gli taglia la faccia da parte a parte Enrico. Si vede che li apprezza, muove la testa avanti e indietro, <em>&lt;&lt;<\/em>manco a ritmo, lo stronzo&#8230;&gt;&gt;<em>, <\/em>si fa sfuggire Mirco tra i denti, mentre lo controlla con la coda dell\u2019occhio<em>.<\/em><\/p>\n<p>&lt;&lt;Certo che piacciono ancora gli AC\/DC ai giovani&gt;&gt;, aveva ammesso Mirco quando aveva accettato di prenderli; ma \u2019sti qua non sono gli AC\/DC, pensa adesso sempre pi\u00f9 incazzato, fanno vomitare, sarebbe da spaccargli la testa con la finta Fender che quel coglione ossigenato del chitarrista si fa rimbalzare sul pacco asfissiato dai pantaloni di pelle aderenti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si era preso Enrico come socio, perch\u00e9? Forse perch\u00e9 gli aveva voluto bene, come a un fratello. Lui, che c\u2019ha il cuore ibernato, bene a qualcuno! Tutto da ridere. Aveva avuto questa debolezza. &lt;&lt;Basta, niente pi\u00f9 debolezze&gt;&gt;, si impone Mirco. Ci sarebbe stato tempo per provare affetto per qualcuno, aveva solo trent\u2019anni Mirco, avrebbe trovato tempo anche lui per farsi fregare.<\/p>\n<p><em>Fanculo a\u00a0 Enrico e alle debolezze!<\/em><\/p>\n<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di <\/em><em>Genova-Un venerd\u00ec . Ora indefinita. <\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 1 minuto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Non ci sono clienti a quell\u2019ora nel bar, \u00e8 presto, fuori comanda ancora la luce del sole; il tramonto porter\u00e0 vita l\u00ec dentro, e meno male, si consola Mirco, cos\u00ec nessuno sentir\u00e0 quello scempio, &lt;&lt;perch\u00e9 quelli qua dentro non ci suonano pi\u00f9!&gt;&gt;, impreca con una smorfia di disgusto<em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cHell bells<\/em>\u201d, le campane dell\u2019inferno, \u00e8 il titolo del pezzo che ora stanno straziando quei tre deficienti; ma ancora per poco perch\u00e9 Mirco con un urlo squarcia il cono di suoni che esce dalla bocca di un0\u00a0scalcinato Marshall da\u00a0100 watt.&lt;&lt;Le campane, cazzo! Le campane!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Mirco balza in piedi e scaraventa a dieci metri di distanza la puttana seduta sulle sue ginocchia, perch\u00e9 Mirco \u00e8 sempre circondato da puttane. Mirco ci fa il grano con le puttane. Anche sua madre fa la puttana.<\/p>\n<p><em>Sua madre \u00e8 una delle sue puttane.<\/em><\/p>\n<p><em>&lt;&lt;<\/em>Quali campane, Mirco?&gt;&gt;, chiede Enrico travolto dall\u2019onda d\u2019urto. &lt;&lt;Di quali cazzo di campane parli?!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Mirco non risponde, forse non ha nemmeno sentito le parole di Enrico, sui suoi timpani adesso bussano le carotidi impazzite; c\u2019ha lo sguardo impallato Mirco, dritto su quelli che prima suonavano. Perch\u00e9 finalmente hanno smesso, hanno capito che dovevano smettere. Avrebbero evitato dei guai se avessero smesso, hanno pensato.\u00a0 Ma non sar\u00e0 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Mirco \u00e8 diventato una furia, la bocca schiumata, si accorge appena della goccia di sudore che dalla fronte, con coraggio, si \u00e8 lasciata cadere sulla manica della camicia di lino azzurro, fresca di stiratura. In un altro momento quella macchia lo avrebbe fatto agitare come un muggine intrappolato in una nassa; sarebbe corso in bagno\u00a0 a lavarla via per evitare che gli lasciasse un ricordo indelebile, un bell\u2019alone bianco. Li odia gli aloni bianchi lui, gli ricordano suo zio, quel bastardo di suo zio, che si portava sempre dietro delle chiazze puzzolenti sotto l\u2019ascella, che poi asciutte si trasformavano in cerchi bianchi concentrici; ce l\u2019ha stampati sulla retina quegli aloni Mirco, da pi\u00f9 di vent\u2019anni si sono attaccati ai neuroni e sono rimasti l\u00ec a ricordargli quel bastardo di suo zio, quello che quando erano soli gli infilava la mano dentro ai pantaloni e lo minacciava di non dirlo a nessuno altrimenti avrebbe fatto la stessa cosa anche a sua sorella. Sua sorella non la doveva toccare&#8230;no, non la doveva toccare.\u00a0<\/p>\n<p>Quel bastardo di suo zio, con <em>quegli aloni<\/em> che non volevano pi\u00f9 andarsene dalla sua testa&#8230;<\/p>\n<p>Ma poi un giorno Mirco ce l\u2019aveva fatta a mandarli via <em>quegli aloni, <\/em>non c\u2019erano volute medicine, niente neurolettici sciogli cervello; era bastata una mazza da baseball, quella che proprio suo zio gli aveva portato da un viaggio negli Stati Uniti, perch\u00e9 Mirco era appassionato di baseball, il calcio lo odiava, come il metallico. Con quel legno nervoso e lucido gli aveva sfondato il cranio \u201call\u2019altezza della regione temporale sinistra\u201d, cos\u00ec aveva scritto il medico legale sul referto; un tonfo sordo seguito da uno schizzo di sangue, ora c\u2019ha quello Mirco di ricordo al posto di <em>quegli aloni.<\/em><\/p>\n<p>Poi suo zio l\u2019avevano ritrovato a Pr\u00e8, in fondo ad un vicolo strettissimo, dove ci s\u2019infilano a svuotare la vescica quelli che\u00a0sono andati a <em>bagasce; <\/em>suo zio l\u2019aveva ritrovato una puttana, con la faccia nel piscio, dentro il suo piscio.<\/p>\n<p>Suo zio l\u2019aveva ritrovato sua madre.<\/p>\n<p><em>Fanculo anche allo zio!<\/em><\/p>\n<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di Genova- Un venerd\u00ec . Ora indefinita.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 2\u00a0 minuti.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0Sbraita adesso Mirco Siliprandi, ha ripreso il controllo di s\u00e9 e della situazione. Si sente solo la sua voce nel locale, saette che tagliano il silenzio le sue parole. &lt;&lt;Rivoltateli come un calzino questi scemi!&gt;&gt;. Spara quell\u2019ordine come un missile terra-aria Mirco e quelli cui \u00e8 rivolto si materializzano dal nulla, <em>forse erano nascosti sotto il tavolo<\/em>, pensano i tre disgraziati mentre cercano di capire cosa sta succedendo; no \u2013si dicono- non ci potevano stare sotto il tavolo, troppo grossi, potrebbero benissimo fare i <em>camalli<\/em> al porto.<\/p>\n<p>E bastano meno di cinquanta secondi ai due scagnozzi <em>cerebroprivi<\/em> comandati da Mirco per spiaccicare sulle tavole del palco quelli del complesso, perquisirli senza trovare armi, frantumargli nella schiena gli strumenti da due lire, perch\u00e9 avevano rotto i coglioni anche a loro con quel lamento da gatto scuoiato vivo per farsi un collo di pelo, sollevarne di peso i resti macinati e trascinarli nel retro locale.<\/p>\n<p>Di nuovo silenzio, solo fiato per respirare esce dalla bocca di Enrico; aspetta, \u00e8 teso anche lui, ora. Azzarda un reclamo Enrico, anche se sa che il suo socio quando \u00e8 in quello stato diventa molto pericoloso. Pericoloso per tutti, pure per lui. &lt;&lt;Mi vuoi spiegare cosa cazzo sta succedendo?&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Vieni con me!&gt;&gt;, gli risponde Mirco indicandogli di seguirlo nel retro del locale. Mirco si\u00a0 mette a percorrere velocemente il breve corridoio semibuio che conduce al suo ufficio. Enrico gli va appresso come un cagnolino; si odono solo i passi soffocati dalla moquette scura che ricopre tutto, pareti comprese. Con una manata Mirco spalanca una porta perfettamente mimetizzata, un fascio di luce li investe, Enrico socchiude gli occhi infastidito; l\u2019ufficio \u00e8 illuminato a giorno in violento contrasto con il resto del locale, volutamente avvolto dalle tenebre.<\/p>\n<p>Mirco gira intorno alla scrivania e accende il monitor del pc che ci sta sopra; precedute da un avviso acustico prendono corpo le immagini della videocamera a circuito chiuso collegata alla stanza dove i soliti tre disgraziati sono in balia dei due <em>cerebroprivi. <\/em>Sorride compiaciuto Mirco nel vedere i suoi gorilla prenderli a calci nel culo ed incrinare loro anche le vertebre sacrali, le uniche rimaste intatte.<\/p>\n<p>Enrico invece non ride, non ne ha nessuna voglia, \u00e8 sempre pi\u00f9 preoccupato. &lt;&lt;Allora, me lo vuoi dire cosa c\u2019\u00e8 o no?&gt;&gt;, insiste.<\/p>\n<p>Mirco si sfila dalla tasca il cellulare, scorre il men\u00f9, clicca su messaggi\u00a0 e mostra il display al socio; la risposta \u00e8 l\u00ec.<\/p>\n<p>Inequivocabile.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di Genova-Un venerd\u00ec . Ora indefinita.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 3 minuti.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0&lt;&lt;Quando le campane smetteranno di suonare per te si apriranno le porte dell\u2019inferno&#8230;&gt;&gt; Con un\u2019espressione da ebete Enrico legge a voce alta il testo dell\u2019SMS ricevuto da Mirco poche ore prima.<\/p>\n<p>Sempre come un ebete fa eco alla secca conclusione di Mirco. &lt;&lt;Le campane dell\u2019inferno? Quelle della canzone?&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Gi\u00e0, non hai capito?&gt;&gt;, fa Mirco sempre pi\u00f9 invelenito. \u201cB<em>elin, possibile che non c\u2019arrivi \u2018sto scemo!\u201d.\u00a0 <\/em>Sta per dirglielo, ormai non si trattiene pi\u00f9, i nervi sono saltati del tutto. Ma poi non lo fa, lo spia, \u201c<em>forse c\u2019\u00e8, c\u2019arriva da solo\u201d, <\/em>si dice Mirco.<\/p>\n<p>Finalmente \u00a0il solito ebete prova <em>da solo<\/em> la conclusione. &lt;&lt;Non sar\u00e0 mica un messaggio subliminale?&gt;&gt;.<em> <\/em><\/p>\n<p>E l\u2019ebete, sempre lui,\u00a0 viene investito dalla furia di Mirco. &lt;&lt;Subliminale un cazzo! E\u2019 opera di quel bastardo di Andrea Tonelli! Vuole farmi le scarpe, fottersi il mio harem, bastardo!&gt;&gt;<\/p>\n<p><em>E chi non vorrebbe fottersi l\u2019harem di Mirco?<\/em><\/p>\n<p>Enrico fa un giro su se stesso prima di parlare, alla fine c\u2019\u00e8 arrivato, davvero. &lt;&lt;Vorresti dirmi che Tonelli vuole farti fuori e prendere il tuo posto?&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Mirco gli fa un cenno di assenso.&lt;&lt;Certo, gli sar\u00e0 arrivata la voce che mi voglio ritirare dagli affari, cedere le mie ragazze e occuparmi solo del bar; ha pensato bene di non perdere tempo e di beccarsi tutto a costo zero&gt;&gt;, spiega mentre cerca disperatamente una sigaretta tra i pacchetti vuoti sparsi sulla scrivania. Mirco prova a ritrovare la calma, cercando di accendere il cerino al primo colpo. Gli riesce e se ne compiace manifestando un debole sorriso.<\/p>\n<p>&lt;&lt;E secondo te avrebbe mandato quei tre l\u00ec per fare il lavoro?&gt;&gt;, domanda Enrico indicando il monitor ancora vivo d\u2019immagini.<\/p>\n<p>Mirco fa un lungo tiro, ci sta cercando l\u2019ispirazione in quel tiro, se lo fa arrivare al cervello perch\u00e9 i suoi neuroni necessitano di una dose supplementare di nicotina per poter produrre una risposta. E la nicotina fa egregiamente il suo lavoro; il cervello si rilassa, le parole escono ben distanziate, non rischiano pi\u00f9 di tamponarsi. &lt;&lt;No, non lo credo affatto. Questo \u00e8 stato solo un avvertimento; della serie, togliti dalle palle da solo o ci penso io a convincerti &gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Della serie&gt;&gt; aggiunge Enrico serio &lt;&lt;ti posso colpire dove, come e quando voglio&#8230;ardito l\u2019amico!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Proprio ardito, il mio amico&#8230;<em>&gt;&gt;<\/em>, sentenzia Mirco ormai di nuovo padrone dei suoi nervi.<\/p>\n<p><em>Fanculo agli amici!<\/em><\/p>\n<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di <\/em><em>Genova-Un venerd\u00ec. Ora indefinita.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 4 minuti<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Mirco si lascia andare sulla poltrona, piacevole il contatto con la morbida Frau; Enrico lo osserva invidioso, lui non ce l\u2019ha la poltrona di pelle Frau, lui non c\u2019ha nemmeno l\u2019ufficio a dire il vero, \u00e8 un socio di minoranza. Ma un giorno ce l\u2019avr\u00e0 pure lui un ufficio cos\u00ec, sicuro.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Prima di ammazzarlo come un cane, gli chieder\u00f2 se ha scelto personalmente quel cesso di canzone come colonna sonora del mio funerale&gt;&gt;, dice Mirco buttando fuori il fumo rumorosamente. &lt;&lt; Beh, se gli piace tanto, la potr\u00e0 utilizzare lui, bastardo!&gt;&gt;, conclude con una risata violenta.<\/p>\n<p>Enrico sembra non ascoltare, \u00e8 rimasto di spalle, il capo chino, perso nel suo mondo. Almeno cos\u00ec sembra.<\/p>\n<p>Si volta lentamente Enrico, alza lo sguardo, filtra un\u2019altra luce dai suoi occhi. E anche le sue parole suonano diverse. &lt;&lt;Mi spiace non sia di tuo gradimento&#8230; l\u2019ho scelta io&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Una metamorfosi completa quella di Enrico, del fu ebete Enrico, Enrico che ora stringe una Glock, mai stata ebete una Glock. C\u2019ha il cuore in gola Enrico, non credeva di farcela, e invece ce l\u2019ha fatta, \u00e8 stato pi\u00f9 facile del previsto. \u201c<em>Non \u00e8 cos\u00ec furbo Mirco, anzi \u00e8 proprio un coglione!\u201d, <\/em>\u00e8 convinto di questo Enrico. Si sente sicuro Enrico dietro la Glock nera, troppo sicuro e distratto Enrico, che non si accorge della Tomcat nella mano di Mirco, la piccola Tomcat, leggera ma dello stesso calibro della Glock; \u00e8 argento vivo la Tomcat, non \u00e8 nera come la Glock, e non \u00e8 poi cos\u00ec ebete nemmeno la Tomcat, fa male anche lei.<\/p>\n<p>E\u2019 pi\u00f9 veloce la Tomcat della Glock, pi\u00f9 veloce la mano di Mirco. Troppo, troppo lenta la mano di Enrico.<\/p>\n<p><em>Peccato per Enrico<\/em>.<\/p>\n<p><em>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di Genova-Un venerd\u00ec. Ora indefinita.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 5 minuti<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0Vibra il cellulare nella mano di Mirco, ha preso il posto della Tomcat rovente che ora dorme sul tavolo. E\u2019 rimasta fredda invece la Glock vicino al corpo di Enrico ancora caldo.<\/p>\n<p><em>TONELLI&#8230;TONELLI&#8230;<\/em>lampeggia il display.<\/p>\n<p>\u00a0Mirco ringrazia Tonelli per la soffiata e per l\u2019idea avuta di far girare la voce che erano in guerra tra loro. &lt;&lt;Figurati Mirco, prima di crepare mi restituirai il favore!&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Impiccati Andrea!&gt;&gt;, gli risponde Mirco mentre si riprende la sigaretta che aveva appoggiato un attimo sul portacenere; non l\u2019aveva spenta perch\u00e9 sapeva che se la sarebbe finita.<\/p>\n<p><em>Purtroppo per Enrico<\/em>.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Cos\u00ec faremo piazza pulita di quelle serpi che ci stanno intorno&gt;&gt;, commenta Tonelli.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Non mi hai ancora detto come hai fatto a scoprire che uno dei miei\u00a0 era disposto a farmi la pelle&gt;&gt;, chiede Mirco dondolandosi sulla poltrona dove era tornato ad accomodarsi. Perch\u00e9 per sparare a Enrico si era dovuto alzare.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Oh, \u00e8 stato facile: ho messo una bella taglia sulla tua testa e in men che non si dica si sono presentati in una decina!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Minchia! Sto simpatico a molti&#8230;&gt;&gt;, risponde avvilito Mirco.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Tranquillo, l\u2019unico realmente disposto a spararti \u00e8 stato lui. Gli fornito l\u2019arma e un cellulare sicuri&#8230;sicuri, sicuri un cazzo! &gt;&gt;, ride Tonelli. &lt;&lt;La Glock gli sarebbe esplosa in faccia e del cellulare ti ho passato il numero! Sono stato bravo, no?&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Mirco alza gli occhi al cielo. &lt;&lt;Ti ho gi\u00e0 ringraziato, non tirarla tanto alla lunga&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Diciamo che in cambio vorrei un trattamento di riguardo: se sei sempre intenzionato a lasciare\u00a0 e se non hai ancora trovato a chi passare la mano, sono disposto a fare un\u2019offerta per la tua mandria di puttane!&gt;&gt;, gli propone Tonelli. &lt;&lt;E mi tengo anche tua madre, la pi\u00f9 zoccola di tutte!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Mirco si stira e sbadiglia sguaiatamente, tanto nessuno lo vede. &lt;&lt;Gi\u00e0, devo giusto pensare a proteggere la mia mammina; non vorrei finisse in mani sbagliate&#8230;&gt;&gt; Poi si ferma per una frazione di secondo, allunga lo sguardo su Enrico, che si sta raffreddando. &lt;&lt;In effetti lo avevo anche trovato, il tipo. Ma poi c\u2019ho ripensato. No, niente da fare, non vi libererete di me!&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Ho capito. Nemici come prima, Mirco. Stammi bene&gt;&gt;. Non si dicono altro, chiudono contemporaneamente la comunicazione. Poi Mirco si alza lentamente, gira intorno alla scrivania e si avvicina al cadavere; comincia ad essere distante da quel corpo Mirco, comincia ad essere solo un corpo ingombrante quello per lui. C\u2019ha un ultimo pensiero per quel corpo che prima aveva un nome.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Te l\u2019avrei ceduta la mia scuderia, mamma compresa&#8230;bastava solo chiedere!&gt;&gt;.<\/p>\n<p><em>\u00a0Enrico, bastava chiedere!<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5541\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5541\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sweet Music Bar-in un caruggio del centro storico di Genova-Un venerd\u00ec . Ora indefinita. Note ossessive, fastidioso rimbombo di corde pizzicate con violenza da dita maldestre e grasse come wurstel, alla fine del giro un bel chitarrista della minchia: ecco la giostra che c\u2019ha in\u00a0 testa Mirco mentre si sorbisce quello schifo di hard rock [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5541\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5541\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":387,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5541","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5541"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/387"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5541"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5545,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5541\/revisions\/5545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}