{"id":55377,"date":"2024-10-27T19:59:08","date_gmt":"2024-10-27T18:59:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55377"},"modified":"2024-10-27T19:59:09","modified_gmt":"2024-10-27T18:59:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-bastardo-milanista-di-stefano-acquario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=55377","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Bastardo milanista&#8221; di Stefano Acquario"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:8px\">&#8211; Bastardo milanista!<\/p>\n\n\n\n<p>-Eh?<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:10px\">-Bastardo milanista!<\/p>\n\n\n\n<p>-Cosa? &#8211; urlo al ragazzo che si trova all\u2019altra estremit\u00e0 del piazzale degli autobus.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo comincia a correre verso di me, gridando qualcosa che non capisco. Secondo le leggi della prospettiva si ingrandisce sempre di pi\u00f9 e riesco a misurarne a occhio le dimensioni, intorno ai due metri.&nbsp; Sembra arrabbiato e ora capisco cosa sta dicendo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:16px\">-Bastardo milanista! Bastardo milanista!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>-Bastardo milanista! &#8211; e mi d\u00e0 un calcio sul fianco sinistro. Tenta di colpirmi con altri calci che riesco a evitare. Comincia allora a tirare dei pugni ma sbracciando in modo scomposto. E impreciso, per mia fortuna. Indietreggio, continuando a tenere in una mano la mia valigetta di plastica, rossa e nera, e nell\u2019altra il biglietto dell\u2019autobus. Non capisco. Vorrei dirgli \u201cma sei matto?\u201d ma dalla mia bocca non esce nulla. Mi colpisce alla tempia. \u00c8 doloroso, sento il cervello spostarsi dentro la scatola cranica. Allora scappo, e lui dietro a me. Corro verso la casetta di legno dell\u2019ATAC e mi rifugio dentro, passando in mezzo a due autisti corpulenti.<\/p>\n\n\n\n<p>-Quello ce l\u2019ha con me- dico per giustificarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il picchiatore arriva subito dopo e sposta i due ciccioni davanti all\u2019 ingresso come delle tende, che riescono soltanto a trattenerlo dall\u2019entrare interamente nel gabbiotto. Allora stende il braccio e mi afferra il collo, che sta tutto nella sua mano.<\/p>\n\n\n\n<p>-Bastardo milanista! &#8211; e mi schiaccia contro la parete.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riesco a respirare, il nero \u00e8 entrato nei miei occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>La figurina della squadra del Milan \u00e8 nella mano dell\u2019altro bambino e me la offre in cambio di quella di Mazzola, in fin dei conti gli sembra uno scambio equo. Rispondo al tifoso interista che non mi interessa, \u00e8 un doppione. E poi la pagina del Milan nel mio album \u00e8 completa. Tutte le figurine e le facce dei calciatori rossoneri sono al loro posto, con quelle foto che sembrano colorate successivamente come i vecchi film in bianco e nero. Anche la pagina della Juventus, la mia squadra, \u00e8 completa. \u00c8 quella che ho finito per prima e non capisco perch\u00e9 l\u2019altro bambino insista. Lo scambio di figurine \u00e8 un buon momento della vita in collegio. Dopo la scuola al mattino e i compiti del pomeriggio, facciamo merenda al piano sotterraneo dove si trovano gli armadietti con alcune cibarie lasciate dai parenti dei bambini, anche se alcuni sono orfani e la merenda gliela passano le suore. Mia madre mi mette spesso nel cestino dell\u2019armadietto delle banane che per\u00f2 dopo pochi giorni sono nere fuori e dentro, e mi fanno molta impressione. A volte ci danno una fetta di pane con dello zucchero sopra ed \u00e8 un gioco divertente sentire sotto i denti lo scrocchiare di quello strano cibo che a noi sembra molto prezioso. Ci lasciano in cortile per tutto il restante pomeriggio e quelle sono le ore migliori. Non ci sono palle per giocare a calcio ma c\u2019\u00e8 il calciobalilla e quando suor Paola ci porta la pallina \u00e8 uno scoppio di entusiasmo generale. Ci sono anche i giochi con i materiali naturali come quello della <em>Mamma e dei Figli<\/em>, fatto con i sassi della ghiaia del giardino. Si prende una pietra pi\u00f9 grossa, la mamma, e alcuni sassolini che sono i figli, si lancia in aria la Mamma e prima che ricada nella mano si afferra un figlio. Poi si lanciano la madre e il primogenito e si cerca di prendere un altro figlioletto. E cos\u00ec via, fino a quando non \u00e8 pi\u00f9 possibile lanciare la madre e tutti quei figli senza farne cadere qualcuno. I giochi pi\u00f9 preziosi che fanno di te un campione o una schiappa sono per\u00f2 quelli con le figurine. Le figurine si possono scambiare soltanto se ne hai un numero adeguato e cio\u00e8 hai doppioni per l\u2019uso, quindi la priorit\u00e0 \u00e8 vincerne il maggior numero possibile. E\u2019 vietato tenere in collegio l\u2019album delle figurine e altri oggetti personali, a parte la biancheria e gli asciugamani che sono personali, con un numero cucito in un angolo per distinguerli da quelli degli altri. Il mio numero \u00e8 il sette. Comunque, le pagine dell\u2019album che ho a casa me le ricordo a memoria. I modi per vincere altre figurine sono vari, come farle cadere dall\u2019alto e quella che si posa sopra una o pi\u00f9 figurine le vince tutte, o lanciarle verso un muro con quella che si avvicina di pi\u00f9 alla parete e prende le altre. Questo \u00e8 l\u2019intervallo di pace e allegria moderata tra quelle mura di Moncalieri. Tutto il resto \u00e8 un continuo ricacciare dentro di s\u00e9 la tristezza delle giornate trascorse in quel luogo. I momenti pi\u00f9 difficili sono al mattino e alla sera. I miei genitori possono scegliere di riportarmi in collegio la domenica sera o il luned\u00ec mattina. All\u2019inizio della settimana quella che prevale \u00e8 la preoccupazione di arrivare a lezione gi\u00e0 iniziata, ma la maestra Annamaria \u00e8 sempre molto comprensiva e affettuosa nei miei confronti. Questa ansia mattutina \u00e8 compensata ampiamente dalla seconda notte, quella che riesco a strappare nella mia licenza dal carcere del fine settimana. Quella notte supplementare la trascorro felice ma sempre con la sensazione di fare qualcosa di illecito. Quando invece mi riportano in prigione all\u2019imbrunire, il peso del distacco da mia madre si fa insopportabile. Non capisco. Lei mi tiene per mano e mi da in consegna alla suora che, facendomi camminare davanti a s\u00e9, quasi mi spinge dentro l\u2019edificio. Le luci basse per risparmiare del refettorio a cena precedono la quasi oscurit\u00e0 della camerata dove decine di lettini in metallo ci aspettano per dormire tra le loro sbarre. C\u2019\u00e8 soltanto una lampadina al centro dello stanzone e alcuni letti sono al di l\u00e0 della parte coperta dalla luce. Quando vado a dormire provo pena per quei bambini che vivono nel buio. Vorrei aiutarli ma ho paura e rimango nella mia area protetta se pur da un flebile chiarore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto anche una serata pu\u00f2 essere bella: \u00e8 la serata del cinema. Al piano sotterraneo c\u2019\u00e8 una sala proiezione. I film di avventura sono i miei preferiti ma quello che mi ha dato un qualcosa di simile alla speranza, oltre a tante fantasie, \u00e8 stato un film su due sorelle. Le due gemelle si incontrano per caso in un campo estivo, figlie di genitori divorziati e separate da piccole, ognuna ignara dell\u2019esistenza dell\u2019altra. Decidono di scambiarsi nel ritornare dai rispettivi genitori, a loro insaputa, riuscendo alla fine a farli rimettere insieme. Dio, che felicit\u00e0 mi ha dato quel film. La sera sono andato a dormire, immaginandomi di avere un fratello gemello. No, non per scambiarci, ma per sentirmi in quella grande stanza meno solo in mezzo a tutti quei bambini soli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta ho organizzato con altri bambini una fuga dall\u2019Istituto. Per diversi giorni ne abbiamo parlato in refettorio e in cortile. In realt\u00e0 era un piano molto semplice. Dovevamo alzarci di nascosto nella notte e dovevamo uscire dal collegio. Non c\u2019era una meta precisa, soltanto un dentro e un fuori rispetto a quel luogo dove eravamo tenuti in ostaggio, per motivi che non comprendevamo o che comunque non ci avevano detto. Tutto era pronto. Eravamo d\u2019accordo che avremmo aspettato che suor Paola spegnesse la luce della sua stanza, la cui porta si apriva sulla nostra camerata, e poco dopo avremmo strisciato come soldati in missione segreta fuori dallo stanzone. Poi avremmo raggiunto il cancello dell\u2019Istituto e, una volta scavalcato, saremmo scappati verso non si sa dove. La sera prima della Grande Fuga, quando siamo saliti al piano di sopra per dormire, abbiamo trovato suor Paola fuori dalla porta del dormitorio e dentro di esso un\u2019altra suora con un piccolo frustino in mano. All\u2019ingresso la serva di Nostro Signore chiedeva a ognuno di noi chi avesse avuto l\u2019idea della fuga ma nessuno lo sapeva, anche perch\u00e9 era stato un pensiero spontaneo e collettivo.&nbsp; Ci hanno fatti sfilare uno alla volta, prima di andare ai nostri letti da ospedale, e ci hanno dato un colpo sulle gambe, sotto il sedere, dove brucia di pi\u00f9. Alla sculacciata ero quasi abituato con mia madre ma l\u2019umiliazione del piano fallito fu molto forte.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bastardo milanista bacia la Madonna! &#8211; il colosso mi ha liberato il collo ma continua a tenermi premuto contro la parete. Ho riacquistato la vista e adesso vedo le sue pupille a puntina che stanno guardando attraverso di me.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bacia la Madonna!!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accorgo con la coda dell\u2019occhio che c\u2019\u00e8 un ritratto della madre di Ges\u00f9 appeso poco sopra la mia testa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma dai- mi schernisco.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bacia la Madonna! bacia la Madonna!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E bacia questa Madonna &#8211; mi invita implorante un autista che non riesce pi\u00f9 a trattenere l\u2019ariete.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzo il viso e mando un bacio a Maria Vergine. Il ragazzo si divincola con facilit\u00e0 dai due guardiani e riappare con il suo testone dentro il casotto attraverso il finestrino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Picchiami! Picchiami!<\/p>\n\n\n\n<p>Gli do uno schiaffetto sul viso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pi\u00f9 forte pi\u00f9 forte!<\/p>\n\n\n\n<p>Carico il palmo della mano per dare pi\u00f9 forza ma il capoccione scompare. Intravedo attraverso il finestrino un ragazzo, sembra un nano che d\u00e0 una carezza sul viso a un gigante che continua a dire \u201cpi\u00f9 forte pi\u00f9 forte\u201d ma quasi sottovoce. Prende quella grossa mano e lo porta via come un bambino, mormorando affettuoso \u201c\u00e8 tutto a posto Achille, tutto a posto. Vieni con me, ti porto a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Compaiono altri autisti, forse stavano al bar. Mentre lascio il casotto e vado verso l\u2019autobus appena arrivato al capolinea, li sento parlare tra di loro su cosa debbano fare con questi schifosi drogati.<\/p>\n\n\n\n<p>Salgo sull\u2019autobus vuoto e mi siedo in una delle ultime fila. Metto la cartellina sul sedile accanto e appoggio la testa al finestrino, che comincia a vibrare per l\u2019accensione dell\u2019autobus. Chiudo gli occhi e mi godo sulla guancia il calore del vetro esposto al tiepido sole invernale. Mentre sto per addormentarmi ripenso a quella foto che fece mia madre, quando mi venne a prendere alla fine dell\u2019anno scolastico. Mi liberava dopo tre anni di prigionia. Io corro per questo vialetto che viene dal cortile fin quasi all\u2019uscita dell\u2019istituto. La foto mi prende a mezz\u2019aria, i capelli sollevati e un grande sorriso sul viso. Sullo sfondo, pi\u00f9 indietro, ai margini del viale c\u2019\u00e8 un bambino immobile, in piedi, che mi guarda ma di cui non vedo bene i lineamenti del viso. La foto \u00e8 sfuocata. Ogni volta che penso a quella foto mi sento in colpa per quel bambino rimasto l\u00ec dentro, mentre io sono libero, senza una spiegazione per nessuno dei due.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo a non capire, ma va bene lo stesso.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_55377\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"55377\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Bastardo milanista! -Eh? -Bastardo milanista! -Cosa? &#8211; urlo al ragazzo che si trova all\u2019altra estremit\u00e0 del piazzale degli autobus. 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