{"id":5525,"date":"2011-03-15T16:58:35","date_gmt":"2011-03-15T15:58:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5525"},"modified":"2011-03-15T16:58:35","modified_gmt":"2011-03-15T15:58:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-come-un-giorno-di-novembre-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5525","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Come un giorno di novembre&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p>Novembre 1990<\/p>\n<p>Dalla finestra della sala, guarda Marco allontanarsi nella pioggerella autunnale, gi\u00f9 sul marciapiede illuminato dalla luce fioca dei lampioni. Ha ancora sulle labbra il suo sapore. Hanno fatto l\u2019amore, poi lui se n\u2019\u00e8 andato. Forse, questo \u00e8 il loro destino: amarsi, e subito perdersi.<\/p>\n<p>Successe anche vent\u2019anni prima, quando nacque Serena. Paola, allora, era alle prime esperienze amorose. Un mese, si accorse che le mestruazioni tardavano ad arrivare. C\u2019era rimasta fregata subito, si disse, e poi sapeva benissimo che tipo era il suo ragazzo. Bello, ribelle, ma guardandolo non con gli occhi dell\u2019amore, era soltanto un vagabondo. Di mettere su famiglia con lui, non c\u2019era neanche da parlarne. Sarebbe stato un fallimento sicuro. Capiva sin troppo chiaramente che qualora fosse stato costretto a sobbarcarsi la responsabilit\u00e0 di un figlio, tempo qualche mese sarebbero arrivati ad odiarsi. Poi lei lo amava davvero, e non voleva metterlo nei guai. Avrebbe deciso lui, e soltanto lui, se affrontare le sue responsabilit\u00e0: si sarebbe rifatto vivo dopo vent\u2019anni, per informarla che, in fondo, non l\u2019aveva mai dimenticata. Paola, ai tempi, non disse mai ai suoi genitori con chi aveva concepito la bambina. Alle domande di suo padre e di sua madre fece sempre scena muta, come uno studente poco preparato ad una interrogazione. Solo che uno studente poco preparato rischia al massimo un \u201cquattro\u201d in pagella: lei, invece, per quel \u201cpeccato di giovent\u00f9\u201d si becc\u00f2 da genitori, parenti e conoscenti l\u2019appellativo di \u201cputtana\u201d. Sapeva che non avrebbe potuto contare sull\u2019aiuto di nessuno per mantenere e crescere la bambina, ma questo non le importava granch\u00e9. Aveva salute, intraprendenza e buona volont\u00e0. Si ritenne anche fortunata per il fatto che suo padre non le avesse messo le mani addosso. Nel conto da pagare, aveva messo pure questo. Dapprima, and\u00f2 ad abitare insieme ad una amica, Vincenza, che aveva conosciuto al liceo, e si manteneva lavorando in nero come cameriera in una pizzeria. Lavor\u00f2 fino all\u2019ottavo mese di gravidanza, e ricominci\u00f2 a lavorare neanche quindici giorni dopo il parto. Quando dette alla luce la bimba, le stettero vicini Vincenza e i suoi genitori, che erano giovani e di idee assai aperte per l\u2019epoca. I soldi, per\u00f2, ora che le bocche da sfamare erano diventate due, scarseggiavano drammaticamente, ma non si perse d\u2019animo, e in breve riusc\u00ec a farsi assumere come operaia in una ditta di pulizie assai nota in citt\u00e0. Un lavoro pi\u00f9 faticoso di quello da cameriera, ma meglio retribuito e in regola, e, soprattutto, adesso guadagnava abbastanza per provvedere a se stessa e a Serena. Poco tempo dopo, le fu assegnato un alloggio popolare, cos\u00ec pot\u00e9 non approfittare oltre dell\u2019ospitalit\u00e0 di Vincenza. Era una casetta trasandata di tre stanze: camera, bagno e cucina, ma l\u2019arred\u00f2 con mobili nuovi, seppure economici, e alla fine la trasform\u00f2 in un alloggetto decoroso, dove abit\u00f2 per pi\u00f9 di dieci anni. Lavorava molto, e facendo attenzione alle spese riusciva pure a mettere qualche soldo da parte. Con Serena il rapporto era buono, anche se a mano a mano che cresceva, la bimba domandava sempre pi\u00f9 spesso del padre, incalzata da una maestra petulante e bacchettona che proprio non sopportava di avere in classe una bambina che al tempo in cui bambina era lei, sarebbe stata bollata come figlia di \u201cnn\u201d. Una volta, stanca delle insistenze di Serena su suo padre, Paola and\u00f2 a scuola e affront\u00f2 la maestra a brutto muso. L\u2019alterco fin\u00ec con un \u201csi faccia gli affari suoi\u201d, che all\u2019epoca era cosa assai irriguardosa da dire ad una maestra. L\u2019anno dopo, iscrisse Serena ad un\u2019altra scuola elementare, pi\u00f9 lontana da casa, ma con personale meno benpensante. La bimba e la tranquillit\u00e0 familiare ne trassero indubbio giovamento, seppure la vecchia maestra, ormai, avesse insinuato nella mente di Serena un tarlo insanabile che le faceva pensare che la sua famiglia composta solo dalla mamma fosse di parecchio inferiore a quelle \u201cnormali\u201d, fatte di mamma, pap\u00e0, nonni, zii e via discorrendo. Ma fu il millenovecentottantadue, l\u2019anno che dette una vera svolta alla vita di Paola, perch\u00e9, proprio quell\u2019anno, vinse qualcosa come trecento milioni di lire al Totocalcio. Con cento milioni divent\u00f2 socia per un terzo della ditta di pulizie, con altri cento o poco pi\u00f9 acquist\u00f2 la bella casa dove vive tuttora, in un quartiere residenziale, mentre i soldi rimanenti andarono a rinforzare il conto in banca, che ormai non era pi\u00f9 cos\u00ec esiguo. Da allora, risolto il problema economico, Serena divent\u00f2 sempre pi\u00f9 il centro focale di tutta la sua vita.<\/p>\n<p>Ora, alla soglia dei vent\u2019anni, \u00e8 una ragazza davvero carina, e i ragazzi la corteggiano spesso, ma a Paola \u00e8 evidente che a sua figlia i maschi interessano soltanto per il sesso. Per il resto, li disprezza. Il fantasma del padre cattivo che ha abbandonato lei e la mamma, \u00e8 una presenza ingombrante nella sua personalit\u00e0, e tanto l\u2019aveva cercato, quel padre cattivo, al tempo che la vecchia maestra la faceva sentire drammaticamente diminuita per questa mancanza, tanto ora si augura di non incontrarlo mai, per tutta la vita.<\/p>\n<p>Paola, in tutti questi anni, aveva avuto un paio di amicizie maschili intime, ma si era sempre ben guardata dal farlo intuire a Serena, perch\u00e9 non era certa di come lei avrebbe preso la cosa. E poi, anche Paola degli uomini non si fidava. L\u2019attraevano, secondo natura, ma non provava pi\u00f9 per loro un vero coinvolgimento affettivo. Le ferite del passato lasciano il segno, e, come recita il detto: \u201cchi si \u00e8 scottato con l\u2019acqua calda, ha paura anche di quella fredda\u201d. La sua, comunque, era stata una vita tutto sommato tranquilla, dopo il terremoto della prima giovent\u00f9.\u00a0<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 Marco, dopo tanti anni, si\u00a0 \u00e8 di nuovo interessato a me? si domanda spesso, da quando lui si \u00e8 riavvicinato. \u201cPerch\u00e9 certamente ha bisogno di qualcuno che lo mantenga. Perch\u00e9 sono la ripudiata ideale,\u201d si risponde ogni volta a tutta prima. \u201cNon gli ho mai rotto le scatole. Non le ho mai rotte a nessuno. Mi sono sempre arrangiata da sola.\u201d E\u2019 vero. Per\u00f2 Marco le ha detto di non averla mai dimenticata, e il bello \u00e8 che pure Paola ha scoperto di non averlo dimenticato affatto, al punto che farebbe anche la pazzia di riprovarci, con quel bel quarantenne, ora come allora sfaccendato e squattrinato. \u201cMa Serena come reagirebbe trovandosi faccia a\u00a0 faccia con il padre una volta tanto cercato, e, dopo, nell\u2019adolescenza, altrettanto detestato?\u201d si domanda torturandosi la mente ogni giorno, cercando una soluzione per gli incontri stranamente clandestini col suo ragazzo di una volta, che ora le fanno provare un vago senso di vergogna. Conosce abbastanza sua figlia da scommettere che esploderebbe in un sonoro \u201cvaffa\u201d, e questo non vuole che succeda. Ha parlato di questo con Marco, dopo che avevano fatto l\u2019amore, quando ancora erano distesi sul letto matrimoniale dove per tanti anni aveva dormito da sola. Lui le ha risposto che non potrebbe dar torto a quella figlia mai vista, qualora reagisse cos\u00ec, poi si \u00e8 rivestito, e dopo aver baciato Paola davanti la porta d\u2019ingresso, e averle detto che tra qualche giorno le telefoner\u00e0, \u00e8 entrato nell\u2019ascensore ed \u00e8 andato via. Cos\u00ec, a lei non \u00e8 rimasto che affacciarsi alla finestra della sala per guardarlo allontanarsi, tre piani sotto, sul marciapiede battuto dalla pioggerella autunnale. Si domanda che cosa le riserver\u00e0 il futuro, e, soprattutto, se per sua figlia, alle soglie del duemila, le cose saranno pi\u00f9 facili di come sono state per lei, che in un modo o nell\u2019altro ha sempre dovuto scontrarsi con il giudizio di qualcuno: un tempo aveva affrontato il disprezzo di genitori e parenti, ora teme quello di Serena. \u201cPensieri un po\u2019 sciocchi e inutili,\u201d si dice, appena dopo averli formulati, e\u00a0 paragona la sua vita a questa giornata di novembre. Trova che le assomiglia dannatamente: romantica, a suo modo bella, forse. Come un rimpianto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5525\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5525\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Novembre 1990 Dalla finestra della sala, guarda Marco allontanarsi nella pioggerella autunnale, gi\u00f9 sul marciapiede illuminato dalla luce fioca dei lampioni. 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