{"id":5498,"date":"2011-03-13T18:06:32","date_gmt":"2011-03-13T17:06:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5498"},"modified":"2011-03-13T18:06:32","modified_gmt":"2011-03-13T17:06:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-il-topo-che-voleva-volare-di-giuliana-ricci-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5498","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Il topo che voleva volare&#8221; di Giuliana Ricci (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un topo che voleva imparare a volare, ma ogni tentativo che aveva fatto, era fallito miseramente. Non restava che un&#8217;unica possibilit\u00e0: andare in cerca del castello dove viveva la fata dei desideri. Questa era una fata molto riservata che non svelava la propria esistenza a tutti quelli che la chiamavano, ma solo a quelli che meritavano veramente i suoi incantesimi. Nerino, questo era il nome del topo, avrebbe dovuto percorrere tanta strada e, una volta arrivato, forse, non sarebbe riuscito neanche a vedere la fata. Tuttavia decise che valeva la pena tentare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si diceva che il castello sorgesse dietro le colline, nel mezzo di un parco antico che a sua volta era circondato da un bosco. In pochi lo avevano cercato e di quei pochi, che avessero avuto fortuna o meno, nessuno era tornato. Cammina, cammina, Nerino super\u00f2 le colline e, con grande coraggio, attravers\u00f2 il bosco diretto verso il parco. Quando arriv\u00f2, per\u00f2, ebbe una grande delusione: il castello che una volta vi sorgeva in mezzo, doveva essere crollato da tempo. Solo qualche vecchio muro appariva, sparso qua e l\u00e0, tra le folte erbe selvatiche.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stanco si lasci\u00f2 cadere sull&#8217;erba, al riparo di due cipressi, e osservava la luce del cielo incupirsi quando le nuvole passavano contro il sole. Rimase cos\u00ec a lungo, sdraiato, senza quasi muoversi e pian piano s&#8217;abbandon\u00f2 al sonno. Dopo essersi riposato, avrebbe ripreso la strada di casa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un fruscio di foglie lo trasse dal sonno e, quando apr\u00ec gli occhi, vide un gatto bianco sopra un muro che lo fissava con uno sguardo astuto e interessato. Nerino fece subito per scappare ma il gatto lo ferm\u00f2:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma come, non mi riconosci? &#8211; disse con una voce piena di lusinghe.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi sei? &#8211; domand\u00f2 a sua volta Nerino mentre cauto indietreggiava allontanandosi dal gatto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono la fata dei desideri.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pensavo tu fossi diversa!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io posso avere molte forme! &#8211; spieg\u00f2 il gatto &#8211;\u00a0 Questa l&#8217;ho scelta per vedere se hai coraggio e meriti la mia attenzione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nerino, quindi, non fugg\u00ec anche se dalla paura tremava come una foglia sbattuta dal vento.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sentiamo! Qual&#8217;\u00e8 il tuo desiderio? &#8211; riprese a parlare il gatto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io desidero tanto poter volare.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Posso farlo! Ma tu cosa mi dai in cambio? &#8211; domand\u00f2, allora, il gatto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualsiasi cosa tu chieda. &#8211; rispose Nerino che preso dall&#8217;emozione dimentic\u00f2 ogni prudenza.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Affare fatto! Io voglio la luce dei tuoi occhi cos\u00ec che riesca a vedere bene anche nell&#8217;oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tanto grande era il desiderio di Nerino che accett\u00f2 subito e cos\u00ec si ritrov\u00f2 ad essere quasi cieco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ora devi dirmi come posso fare per volare. &#8211; disse Nerino.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vai laggi\u00f9, dove c&#8217;\u00e8 quel mucchietto di roba vecchia. Troverai della stoffa e del fil di ferro. Costruisci due ali e sali in cima al cipresso. A quel punto appoggia le ali sopra il dorso e\u00a0 lanciati nell&#8217;aria. Vedrai che volerai. &#8211; gli spieg\u00f2 il gatto leccandosi soddisfatto una zampa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nerino and\u00f2 dove gli aveva indicato il gatto. Trov\u00f2 un sacco di roba bizzarra e polverosa ma anche inutile ad eccezione di un ombrello nero tutto rotto. Us\u00f2 la stoffa e le stecche di quell&#8217;oggetto per costruire un paio d&#8217;ali che non erano proprio il massimo dell&#8217;eleganza ma purch\u00e9 gli consentissero di volare andavano bene ugualmente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Terminato il lavoro sal\u00ec veloce sopra uno dei cipressi e, senza essere colto neanche per un solo istante dall&#8217;ombra del sospetto, appoggi\u00f2 le ali sul dorso e si lanci\u00f2 nell&#8217;aria. Ovviamente le ali, non essendo collegate al dorso ma solo appoggiate, si staccarono volando per conto proprio e Nerino precipit\u00f2 disastrosamente a terra. Si ritrov\u00f2 con il naso schiacciato contro il terreno prima ancora di riuscire a gridare aiuto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Povero sciocco! &#8211; disse a quel punto il gatto avvicinandosi al topo &#8211;\u00a0 Pensavi davvero di riuscire a volare il quel modo? E hai creduto sul serio che io potessi essere la fata dei desideri?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Purtroppo! &#8211; rispose Nerino con un fil di voce.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sai quanti giorni sono che sto aspettando la fata in questo parco? Un&#8217;infinit\u00e0. Sono quasi morto di fame. &#8211; continu\u00f2 il gatto &#8211;\u00a0 Poi, arrivi tu e pensi di poterla vedere subito. Povero illuso! Meriti proprio la fine che ti far\u00f2 fare: adesso ti catturer\u00f2 e ti manger\u00f2 in un sol boccone.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A quelle parole Nerino si spavent\u00f2 tanto mai che, anche se mezzo stordito e quasi cieco, corse a perdifiato pur di sfuggire al gatto. Gir\u00f2 velocemente intorno alle pietre, percorse il prato a zig zag, finch\u00e9 non riusc\u00ec ad infilarsi in un buco in cui il gatto non poteva entrare. Purtroppo si ritrov\u00f2 prigioniero perch\u00e9 il gatto rimase imperterrito a sorvegliare l&#8217;ingresso del rifugio di Nerino e non moll\u00f2 la presa per tutto il giorno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le ore scorrevano lente e pian piano arriv\u00f2 la notte. Sul vecchio parco scintillava la tenue luce delle stelle ma all&#8217;improvviso cominciarono a passare cerchi luminosi sull&#8217;erba e sui petali chiari dei fiori. Sembravano giungere direttamente dalla luna, scendevano gi\u00f9 per la collina e attraversavano gli alberi del bosco fino al vecchio parco. Il gatto pens\u00f2 che fosse l&#8217;effetto della sua nuova vista ma guardandosi intorno si accorse che qualcosa di strano stava accadendo: il parco brillava di nuovi magici colori ed era illuminato a festa come se attendesse qualcuno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In seguito, sia il gatto che il topo udirono dei passi leggeri far scricchiolare le foglie e i piccoli rami secchi sul sentiero che una volta portava al castello. Udirono anche il fruscio di un lungo abito e un battito delicato di ali che mosse l&#8217;aria. Il gatto, spaventato, moll\u00f2 l&#8217;assedio al topo e and\u00f2 a nascondersi dietro una roccia dove poteva spiare la nuova presenza senza essere visto. Fu allora che dopo tanti giorni riusc\u00ec a vederla! Era la fata dei desideri: una fanciulla bellissima con i capelli d&#8217;argento e un abito blu trapuntato di stelle.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La fata and\u00f2 da Nerino e lo prese tra le sue braccia accarezzandogli il musetto che era rimasto schiacciato dopo la caduta. Poi raccolse le due ali che il topo aveva costruito e le appoggi\u00f2 su un muretto accanto al povero animale ingannato. A quel punto si diresse verso il gatto che, sperando di non essere visto, si era rannicchiato su se stesso e stava immobile come se fosse caduto in un sonno profondo. Le mani della fata, per\u00f2, caute e silenziose lo raggiunsero e lo sollevarono. Il gatto trattenne il respiro per lo spavento: sapeva che la fata non avrebbe esaudito nessun suo desiderio ma lo avrebbe punito per ci\u00f2 che aveva fatto al topo. Infatti, gli strapp\u00f2 alcuni dei suoi preziosi baffi:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Hai fatto un patto con il topo. Lui lo ha rispettato e tu adesso devi dargli la possibilit\u00e0 di volare. &#8211; disse la fata mentre legava i baffi insieme per farne un filo molto forte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi la fata torn\u00f2 da Nerino e, mentre gli cantava una bella canzoncina, gli leg\u00f2 le ali intorno al corpo con il filo appena fatto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prova a sbattere le ali. &#8211; gli sugger\u00ec la fata appena ebbe terminato il lavoro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nerino fece vibrare le sue ali scure nell&#8217;aria e sent\u00ec che erano salde e forti. Quelle ali potevano sostenerlo e farlo volare velocemente ma, essendo cieco, aveva paura di andare a sbattere contro gli alberi, le case e gli altri uccelli. Allora la fata gli diede un piccolo bacio sugli occhi e Nerino d&#8217;improvviso divenne capace di avvertire tutto quello che gli si trovava davanti e di poterlo evitare senza problemi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Finalmente Nerino spicc\u00f2 il suo primo volo! Incredulo e felice, vol\u00f2 alto nel cielo verso il chiaro disco della luna. Poi torn\u00f2 indietro e fece un paio di piroette sopra il gatto, cantando le parole che gli aveva insegnato la fata:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non sono pi\u00f9 topo e neanche uccello,<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ma grazie ai tuoi baffi son pipistrello.<\/p>\n<p>Il gatto guard\u00f2 il topo volante indispettito. Adesso non sarebbe pi\u00f9 riuscito a mettere le zampe su quella preda che, per di pi\u00f9, poteva volare grazie ai suoi baffi. Non avrebbe mai dimenticato una simile lezione, come nessun&#8217;altro gatto lo avrebbe fatto in futuro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E, per chi non crede che questa storia sia vera \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 provi ad avvicinarsi ad un gatto<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e a toccargli i baffi in qualche maniera.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5498\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5498\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un topo che voleva imparare a volare, ma ogni tentativo che aveva fatto, era fallito miseramente. Non restava che un&#8217;unica possibilit\u00e0: andare in cerca del castello dove viveva la fata dei desideri. Questa era una fata molto riservata che non svelava la propria esistenza a tutti quelli che la chiamavano, ma solo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5498\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5498\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":749,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5498","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5498"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/749"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5498"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5505,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5498\/revisions\/5505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}