{"id":5496,"date":"2011-03-13T18:05:11","date_gmt":"2011-03-13T17:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5496"},"modified":"2011-03-13T18:05:11","modified_gmt":"2011-03-13T17:05:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-una-lacrima-di-luna-di-giuliana-ricci-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5496","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Una lacrima di luna&#8221; di Giuliana Ricci (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Si racconta che, tanto tempo fa, la luna era prigioniera della notte e passava ore infelici nel buio del cielo notturno, senza avere neanche la compagnia delle stelle. La rugiada, che al mattino si trovava sull&#8217;erba, erano le lacrime che la luna aveva pianto durante tutta la notte. Il sole le asciugava commosso, senza sapere a chi appartenessero.<\/p>\n<p>Una mattina il sole non riusc\u00ec a far evaporare tutta la rugiada e, sotto un filo d&#8217;erba rimase una goccia che asciugandosi sulla terra si trasform\u00f2 in una bellissima gemma. Molti uomini e donne si misero alla ricerca di questa pietra preziosa, ma per molto tempo nessuno riusc\u00ec mai a trovarla.<\/p>\n<p>Era stato un pomeriggio disastroso! La pioggia era venuta gi\u00f9 a catinelle da un cielo coperto da nuvole scure e tirava un vento forte e freddo. La strada era ridotta in pessime condizioni, tutta fangosa, con solchi profondi e grosse buche che impedivano il cammino alle ruote del carretto di Felice.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Felice era un giovane e povero contadino ma, come faceva capire il suo nome, era sempre di buon umore e non si perdeva mai d&#8217;animo di fronte alle difficolt\u00e0. Il tempo di quel giorno, per\u00f2, stava mettendo a dura prova anche il suo carattere. Cerc\u00f2 ostinatamente di proseguire verso casa, anche se gli dispiaceva per la fatica che il suo povero mulo, chiamato Spino per il suo pelo ispido, era costretto a fare. Allora scese dal carretto e si mise a camminare di fianco al mulo:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dobbiamo farci forza, amico mio, se vogliamo arrivare a casa! &#8211;\u00a0 disse Felice ma proprio in quel momento una ruota del carro si ruppe.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Felice osserv\u00f2 il danno: con i pochi attrezzi che aveva, ci sarebbero volute delle ore per la riparazione e stava calando la notte. Non potevano restare allo scoperto perch\u00e9 a quel tempo la luna era nascosta nel buio e le stelle non esistevano. La notte, quindi, era veramente oscura e paurosa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Felice si guard\u00f2 intorno e in lontananza vide un piccolo gruppo di case. La luce che filtrava dalle imposte faceva presagire la possibilit\u00e0 di trovare un riparo caldo e accogliente, per lui e Spino. Allora, entrambi si prodigarono per tirare il carretto al lato della strada e nasconderlo dietro un grosso cespuglio. Poi Felice liber\u00f2 Spino dal giogo e insieme s&#8217;incamminarono verso le case.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Uscirono dalla strada principale e cominciarono a salire lungo un viottolo. Girarono a sinistra, poi girarono a destra, dopo percorsero un semicerchio e alla fine si trovarono a girare in tondo. Tutte le abitazioni sembravano sparite e loro finivano per trovarsi sempre di fronte alla stessa casa: un\u00a0 rudere abbandonato, buio e freddo. Che non vi abitasse nessuno era ovvio: il comignolo non fumava, dalle finestre non filtrava nessuna luce, la staccionata era quasi tutta rotta e la soglia della porta era invasa da rampicanti ed erbacce. Allora, Felice s&#8217;azzard\u00f2 ad aprire la porta che cedette subito sotto la spinta della sua mano ed entr\u00f2 in una piccola stanza dove c&#8217;era un tavolo, una credenza e un bel caminetto. Felice ne approfitt\u00f2 per accendere un bel fuoco, poi gett\u00f2 il proprio mantello a terra e si sdrai\u00f2 stretto stretto a Spino davanti al caminetto. I due si asciugarono e si scaldarono ben contenti di poter riposare in quel giaciglio di fortuna e subito caddero in un sonno profondo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Quando Felice si svegli\u00f2, la mattina dopo, un sole sfolgorante entrava nella stanza. Si alz\u00f2 dal suo giaciglio e and\u00f2 alla finestra: con sua grande sorpresa vide che la strada che aveva percorso la sera prima non c&#8217;era pi\u00f9 e al posto della staccionata c&#8217;era una distesa d&#8217;erba scintillante di rugiada. Corse subito fuori e fece il giro della casa ma trov\u00f2 solo prati, alberi e cespugli incolti. Nel cercare di capirci qualcosa, si mise ad esplorare quei campi e i suoi passi lo condussero verso l&#8217;argine di un torrente. Si arrest\u00f2 su una striscia di fango e sassolini per guardarsi intorno: non c&#8217;era traccia d&#8217;anima viva, mai in vita sua si era ritrovato cos\u00ec solo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Quando rientr\u00f2 nella casa, Spino si era svegliato anche se continuava a starsene pigramente sdraiato davanti al fuoco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che strano posto per una casa! &#8211; esclam\u00f2 Felice parlando tra s\u00e9 e s\u00e9 &#8211;\u00a0 Ed il paesaggio mi sembra cos\u00ec diverso da ieri sera.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; diverso veramente. &#8211; afferm\u00f2 una voce.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi ha parlato? &#8211; domand\u00f2 Felice trasalendo dalla sorpresa.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io, Spino. Ti sembra che ci sia qualcun&#8217;altro in questa stanza?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu, da quando parli? &#8211; chiese Felice sempre pi\u00f9 incredulo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da stanotte, quando tutte le cose sono cambiate per magia.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Felice, a quel punto pi\u00f9 spaventato che mai, fugg\u00ec a gambe levate dalla casa e pensando di non essersi ancora ripreso dal torpore del sonno fece un tuffo nell&#8217;acqua gelida del torrente. L&#8217;effetto del freddo avrebbe svegliato e riportato alla ragione chiunque.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Dopo il bagno, si sdrai\u00f2 al sole sulla spiaggia calda e, tenendo gli occhi chiusi, ripeteva a se stesso che si era trattato solo di un sogno. Brutto quanto si voleva ma pur sempre un sogno. Solo che, quando decise di riaprire gli occhi, vide il lungo muso di Spino chino su di lui.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La vuoi smettere di fare lo sciocco? &#8211; gli domand\u00f2 il mulo &#8211;\u00a0 Che differenza fa, per te, se parlo o se raglio?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuna. &#8211; rispose confuso Felice perch\u00e9 lui aveva sempre parlato con Spino ma non era abituato a sentirsi rispondere.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Almeno potremmo fare un po&#8217; di conversazione e tenerci compagnia. &#8211; aggiunse Spino.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, certo. &#8211; conferm\u00f2 Felice pensando che in effetti, poter parlare con il suo mulo, non gli dispiaceva affatto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora alzati che dobbiamo cercare un modo per tornare indietro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Cominciarono a camminare tra i ciottoli della spiaggia seguendo il percorso del torrente. Ma le sorprese non erano finite: in una piccola radura s&#8217;imbatterono in una statua tutta di marmo bianco che raffigurava la pi\u00f9 bella fanciulla che Felice avesse mai visto. Tra le candide mani, scolpite con grande abilit\u00e0, brillava una gemma perfetta ma il volto della ragazza non era felice e due grosse lacrime scendevano dai suoi occhi. Felice sarebbe rimasto ad ammirarla a bocca aperta ma, sollecitato da Spino, continu\u00f2 a cercare il posto dove avevano nascosto il carretto. Camminarono tutta la mattina senza ottenere risultati e alla fine stanchi tornarono alla casa abbandonata per poter riposare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Quasi non credettero ai loro occhi! Quando entrando trovarono il fuoco che scoppiettava allegramente nel camino e la tavola completamente apparecchiata. La tovaglia e i tovaglioli erano fatti con una tela di ragno molto spessa, morbida e riccamente elaborata. Al centro c&#8217;era una zucca svuotata che conteneva acqua come una brocca e due zucche pi\u00f9 piccole facevano da bicchieri. Al posto dei piatti c&#8217;erano delle grandi foglie e sopra vi stava un bel mucchio di frittelle fumanti con salsa di mirtilli e fragoline di bosco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi domando chi possa essere stato. &#8211; disse Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non ne ho la pi\u00f9 pallida idea, ma questo profumo mi piace. &#8211; rispose Spino.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E se fosse una trappola?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora sar\u00f2 ben contento di caderci dentro. &#8211; afferm\u00f2 Spino gettandosi sulle frittelle. &#8211;\u00a0 Posso mangiare anche le tue?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Felice scosse la testa davanti a quel mulo testardo e si mise a sedere davanti al fuoco in silenzio. Nei suoi pensieri non c&#8217;era la fame, non c&#8217;erano la strada e il carretto, ma l&#8217;immagine della statua della fanciulla.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel pomeriggio tornarono alle loro ricerche ma ogni tentativo di trovare la strada e il carretto fu vano. Ad un certo punto il cielo si fece nuvoloso, prese a cadere una pioggia fitta e tuoni sempre pi\u00f9 minacciosi si udivano brontolare nel cielo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sta arrivando una tempesta! &#8211; disse Spino \u2013 E poi si \u00e8 fatto tardi.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu speri di trovare un&#8217;altra tavola imbandita per ingozzarti di frittelle. &#8211; lo rimprover\u00f2 Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infatti! Quindi, con o senza di te, io rientro in quella casa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Trovarono ancora frittelle profumate e fumanti. Questa volta anche Felice ne assaggi\u00f2 qualcuna ma, come era successo il giorno, pensava a quella povera statua e stava male al solo pensiero che sarebbe rimasta fuori durante la notte e con un tempaccio del genere. All&#8217;improvviso decise di uscire per portarla in casa e inform\u00f2 Spino delle sue intenzioni. A Spino, fra un po&#8217;, and\u00f2 di traverso una frittella:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fuori di notte! Non se ne parla proprio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non credo che riuscir\u00f2 a prendere sonno fino a che non avr\u00f2 fatto questa cosa e posso farcela anche da solo! &#8211; disse risoluto Felice avvicinandosi alla porta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Spino tir\u00f2 un sospiro di rassegnazione: uscire di notte era l&#8217;ultima delle sue intenzioni ma di fronte all&#8217;ostinazione di Felice, decise di accompagnarlo. Per fortuna erano i muli ad essere testardi!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La pioggia cadeva ancora sottile e regnava l&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 completa. Spino non riusciva a far smettere i suoi denti di battere dalla paura, ma non si lament\u00f2. Grazie alla luce di una lampada attraversarono il prato e, trovata la spiaggia di sassolini, seguirono il corso del torrente fino alla radura.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con una corda Felice leg\u00f2 la statua al dorso del mulo e insieme la trascinarono verso la casa. Fu una bella fatica: quando rientrarono la lampada era quasi esaurita, il lucignolo stava buttando fumo e loro due erano completamente fradici. Felice trascin\u00f2 la statua vicino al fuoco perch\u00e9 si asciugasse. Poi, come la sera prima stese il mantello a terra e fece sdraiare Spino accanto a lui.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La mattina dopo, Felice si svegli\u00f2 nuovamente con il sole che filtrava dalle imposte. Si stropicci\u00f2 gli occhi e vide un topo. Non c&#8217;erano dubbi era proprio un grosso topo che durante la notte si era messo a dormire tra lui e Spino. Subito balz\u00f2 in piedi gridando e prese una vecchia scopa per cacciarlo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ehi! Ti sembra questo il modo di trattare il padrone di casa? &#8211; domand\u00f2 offeso il topo &#8211;\u00a0 Vi ho ospitato e sfamato. E voi? In cambio volete portare via mia figlia. Bel ringraziamento!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quale figlia? Io non capisco! &#8211; domand\u00f2 Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La statua. &#8211; indic\u00f2 il topo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La statua! &#8211; esclamarono Spino e Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sedetevi con calma. &#8211; li invit\u00f2, allora, il topo \u2013\u00a0 Sar\u00e0 bene che vi spieghi tutto e dall&#8217;inizio. Tanto tempo fa qui c&#8217;era un castello di cui io ero il re e dove vivevo contento con mia moglie e mia figlia. Mia figlia si chiamava Alba perch\u00e9 era tanto bella quanto lo \u00e8 la luce che spunta dopo la notte. Io e mia moglie avevamo cercato di darle una buona educazione ma, non avendo mai avuto il coraggio di negarle niente, l&#8217;avevamo viziata: Alba non riusciva a comprendere quanto potessero essere importanti i desideri degli altri ed era insensibile all&#8217;infelicit\u00e0 altrui. Un mattino, dalla finestra della sua camera vide in giardino luccicare qualcosa fra l&#8217;erba: era la famosa lacrima della luna. Una gemma che tutti fino a quel momento avevano cercato senza trovare. Alba corse subito in giardino a prenderla, ma ahim\u00e8, capit\u00f2 cos\u00ec la sua sventura.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quale sventura pot\u00e9 mai capitarle? &#8211; domand\u00f2 Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Essendo di primo mattino il sole non aveva ancora asciugato il pianto della luna che si stendeva su tutto il prato come un&#8217;abbondante rugiada. Alba, per arrivare a prendere la gemma, si bagn\u00f2 tutto il vestito e le scarpette di seta. Indispettita, offese la luna per quelle lacrime. Non pens\u00f2 alla sofferenza della luna prigioniera di un cielo notturno e neanche al fatto che la gemma che teneva tra le sue mani era il frutto di quel dolore. La luna la maled\u00ec trasformandola in una statua piangente che sarebbe rimasta all&#8217;aperto ogni notte per condividere cos\u00ec lo stesso suo triste destino. Subito dopo il castello fu tramutato in questa vecchia casa, tutti gli uomini del reame furono trasformati in topi e le donne in ragni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Proprio mentre Felice ascoltava questa storia, un ragno si stacc\u00f2 dalla propria ragnatela sul soffitto e si cal\u00f2 fin davanti ai suoi occhi:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tu puoi sciogliere questo incantesimo. &#8211; lo supplic\u00f2 con una vocina gentile &#8211;\u00a0 Se farai qualcosa per rendere felice la luna, anche mia figlia sar\u00e0 libera.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma io non ho idea di cosa fare. &#8211; si lament\u00f2 Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prendi la gemma dalle mani di mia figlia e appoggiala sulla fronte di Spino, il resto si compir\u00e0 da s\u00e9.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Felice fece come gli aveva detto la regina ragno e la gemma rimase incastonata sulla fronte di Spino. In men che non si dica, il mulo si trasform\u00f2 in un bellissimo cavallo bianco e spieg\u00f2, ai lati del corpo, due grandi ali che gli avrebbero permesso di volare alto nel cielo. Allora Felice ebbe un&#8217;idea: sal\u00ec in groppa a Spino e si fece accompagnare dal sole. Lass\u00f9 c&#8217;era tanta luce e, sicuramente, il sole\u00a0 avrebbe accettato di regalarne un poco alla luna.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il sole, infatti, fu ben contento di aiutare Felice e leg\u00f2 uno dei suoi raggi alle ali di Spino, affinch\u00e9 volando incontro alla notte, potessero portarlo alla luna. Nel buio, per\u00f2, era difficile trovare la luna ma Felice e Spino non si diedero per vinti. Fortuna volle che vi andassero a sbattere contro:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ohi! Ohi! &#8211; si lament\u00f2 il mulo &#8211;\u00a0 Mi sa che l&#8217;abbiamo trovata.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credo proprio di si! &#8211; rispose Felice &#8211;\u00a0 Presto libera il raggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Magiche scintille si levarono nell&#8217;aria e rivestirono il terreno sotto i loro piedi di luce d&#8217;argento. Nel cielo comparve il disco luminoso della luna e grazie al suo chiarore Spino e Felice non ebbero problemi a ritrovare la casa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando rientrarono trovarono che la statua si era trasformata in una bellissima fanciulla ma tutto il resto era rimasto immutato. La fanciulla piangeva in preda alla tristezza per aver condannato i suoi genitori e l&#8217;intero castello a quella vita. Spino commosso le si avvicin\u00f2 e le disse che doveva avere pazienza: forse non tutte le cose cambiavano con la stessa velocit\u00e0, forse alcune avrebbero richiesto tutta la notte. Tutti e tre, allora, si sedettero sotto il disco della luna ad aspettare e a sognare come sarebbe mutato l&#8217;aspetto di quel luogo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La luce del giorno, per\u00f2, mise fine alle loro fantasie. Non solo non era cambiato niente durante quella notte ma anche nei giorni successivi non successe altro. Inoltre, dopo le prime notti, la luna cominci\u00f2 a diventare sempre pi\u00f9 piccola finch\u00e9 non si ridusse ad uno spicchio luminoso nel cielo notturno. Alla fine scomparve del tutto e la notte torn\u00f2 terribilmente buia come lo era sempre stata.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La luna \u00e8 sparita! &#8211; sospir\u00f2 Felice.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io credo di sapere il perch\u00e9! &#8211; afferm\u00f2 Alba. &#8211;\u00a0 La luna non brillava di luce propria ma rifletteva il raggio del sole. Quando il raggio si \u00e8 esaurito, \u00e8 tornata scura come prima. Non briller\u00e0 di nuovo se il sole non le doner\u00e0 un raggio tutte le volte che lei lo avr\u00e0 consumato.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco, perch\u00e9 l&#8217;incantesimo non \u00e8 stata annullato del tutto. &#8211; disse Spino.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non solo! &#8211; riprese Alba \u2013 In questi giorni la luna non \u00e8 mai stata veramente felice: solo una delle sue facce era illuminata e l&#8217;altra vagava ancora nel buio del cielo notturno.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; vero! &#8211; ammise Felice \u2013 Cosa possiamo fare?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tocca a me fare qualcosa! &#8211; afferm\u00f2 Alba &#8211;\u00a0 Puoi prestarmi Spino? Devo raggiungere il sole.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La mattina presto Alba part\u00ec a cavallo di Spino e Felice li osserv\u00f2 finch\u00e9 non scomparvero nella grande palla infuocata del sole. Un attimo dopo vide le gocce di rugiada alzarsi luminose dall&#8217;erba e volare verso l&#8217;alto, cos\u00ec tanto da sparire completamente al suo sguardo. Poi, per il resto della giornata non accadde pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Scese la notte e Alba ancora non era tornata ma una luce argentea illuminava tutto il giardino. Felice usc\u00ec di casa e vide il disco luminoso della luna che, per\u00f2, non era pi\u00f9 sola: intorno a lei brillavano le gocce di rugiada che il sole aveva trasportato verso il cielo la mattina stessa e che erano diventate bellissime stelle. Anche la faccia scura della luna adesso aveva i suoi piccoli soli e sorrideva felice.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D&#8217;improvviso il topo si trasform\u00f2 in un re, il ragno nella regina e la vecchia casa divenne uno stupendo castello colmo di gente che sorrideva, cantava e festeggiava la fine dell&#8217;incantesimo. Poco dopo nel cielo apparve Spino con Alba che pot\u00e9 finalmente riabbracciare i suoi genitori. Non pass\u00f2 molto tempo ancora che nuovi festeggiamenti si tennero al castello per il matrimonio di Felice e di Alba. Spino spiegando le sue bianche ali li port\u00f2 in viaggio di nozze e tutti vissero per sempre felici e contenti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da quella notte la luna riceve sempre un raggio di sole e continua a piangere, ma lacrime di gioia. Il sole del mattino ancora raccoglie quelle lacrime e le trasforma in nuove stelle. Nessuno cerca pi\u00f9 la pietra della luna e nessuno sa se sia veramente esistita. Ogni tanto, per\u00f2, qualcuno dice di aver visto nel cielo un bellissimo cavallo bianco volare dal sole alla luna portando un raggio di luce.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5496\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5496\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si racconta che, tanto tempo fa, la luna era prigioniera della notte e passava ore infelici nel buio del cielo notturno, senza avere neanche la compagnia delle stelle. La rugiada, che al mattino si trovava sull&#8217;erba, erano le lacrime che la luna aveva pianto durante tutta la notte. Il sole le asciugava commosso, senza sapere [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5496\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5496\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":749,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5496","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5496"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/749"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5496"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5504,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5496\/revisions\/5504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}