{"id":54952,"date":"2024-05-31T19:10:33","date_gmt":"2024-05-31T18:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54952"},"modified":"2024-05-31T19:10:34","modified_gmt":"2024-05-31T18:10:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-non-dire-mai-di-maria-grazia-piastri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54952","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Non dire &#8220;mai&#8221;&#8221; di Maria Grazia Piastri"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sedeva, tranquilla, al banco. Come dai tempi dell\u2019universit\u00e0,&nbsp; si trovava di nuovo in aula da studentessa, e non da professoressa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era laureata in filosofia, giovanissima.&nbsp; E subito dopo ebbe la fortuna di avere la cattedra in un liceo, vicino a dove abitava con i genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva raggiunto il suo sogno pi\u00f9 grande: quello di insegnare, ma pensava che, intellettivamente, doveva&nbsp; rimanere in allenamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Le era sempre piaciuto guardare verso nuovi orizzonti, conoscere realt\u00e0 e culture diverse. Decise, insieme ad altre colleghe, di iscriversi all\u2019Istituto di Teologia. La scienza delle religioni l\u2019aveva sempre affascinata, poi, pensava, magari quello studio le avrebbe permesso di recuperare il suo credo, finora vacillante. La sua mente libera&nbsp; e critica non aveva mai voluto assoggettarsi a dettami stabiliti dall\u2019alto o imposti dalla famiglia. Cresima, Comunione\u2026 e nel proseguo, una vita rigorosamente in parrocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordava le penose lezioni di catechismo quando era&nbsp; bambina, e le penose confessioni a cui era costretta: \u201cHo risposto male a mamma e pap\u00e0. Ho detto una bugia\u201d\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo i 5 anni del liceo, si era iscritta all\u2019universit\u00e0; la sua facolt\u00e0 era quella che pi\u00f9 di altre mostrava i postumi della ribellione sessantottina. Quando vi entr\u00f2 per la prima volta lesse le scritte sui muri. Le lesse e rilesse nei giorni seguenti, e le fece sue. Conobbe studenti che parlavano di liberazione dall\u2019oppressore, della libert\u00e0 di ogni popolo, di padroni e di proletariato. Mai di fede\u2026 E se ne distacc\u00f2, senza neppure accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p>Conobbe il loro leader, il ragazzo biondo con l\u2019eskimo, l\u2019affabulatore affascinante che la travolse con le sue elucubrazioni, con i suoi baci, con i suoi abbracci\u2026 per poi abbandonarla, lasciandola nella solitudine e nel suo primo grande dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Layla era una ragazza forte, forte e determinata. S\u2019immerse esclusivamente nello studio e si ritrov\u00f2 con una laurea, conseguita con il massimo dei voti. Di l\u00ec a poco, l\u2019abilitazione, il ruolo e la cattedra al liceo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le era sempre piaciuto insegnare, ci metteva tutta la sua passione; i suoi studenti lo percepivano e avevano con lei un buonissimo rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Svanito nel nulla il ragazzo con l\u2019eskimo; svanite nel nulla le amiche femministe che manifestavano per il diritto all\u2019aborto e al divorzio, adesso mogli e madri felici; svaniti nel nulla gli amici che inneggiavano al popolo contro la supremazia della borghesia, adesso banchieri o avvocati o notai.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei insegnava ed era felice. Era riuscita, grazie anche all\u2019aiuto dei genitori, a fare un mutuo e comprarsi un piccolo appartamento, anch\u2019esso vicino a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Usciva sempre di corsa, a piedi, con l\u2019immancabile valigetta, colma di libri, e il sorriso sulle labbra. Tornava stanca ma il sorriso e il saluto per i conoscenti che incontrava non mancavano mai.<\/p>\n\n\n\n<p>IL pomeriggio trascorreva veloce tra le riunioni, la preparazione delle lezioni, la correzione dei compiti e qualche ripetizione a studenti svogliati e demotivati. La sera indossava il comodo pigiama con le buffe faccette di Mickey Mouse, le pantofole, il piatto della cena sul piccolo tavolino davanti al divano e la televisione accesa, che spengeva presto perch\u00e9 il sonno l\u2019assaliva. Non le mancava niente, o almeno di questo era convinta.<\/p>\n\n\n\n<p>La telefonata di una collega:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Ci iscriviamo ad un corso all\u2019Istituto di Teologia. Devi venire anche tu. Chi l\u2019ha fatto ha detto &nbsp;che \u00e8 molto interessante\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec per l\u00ec la pigrizia, gli impegni. Poi il desiderio di&nbsp; allargare le sue conoscenze. Si decise. Riaffiorarono alla mente le lezioni dei catechismo della sua infanzia, le confessioni attraverso le grate, le ipocrisie di un monsignore che volle allestire un baldacchino al centro dell\u2019altare per far presa sui fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI fedeli non sono attratti dalla magnificenza, bens\u00ec dalle parole, dalla predicazione vera, sentita mirata. Sono attratti dal Verbo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Layla che non riusciva mai a stare zitta e non esprimere ad alta voce ci\u00f2 che pensava. Layla che non sopportava le imposizioni. Layla che non sopportava la doppiezza delle persone. Layla che a poco a poco fu allontanata dalla vita parrocchiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Layla che non rimpianse nulla, se non quella blanda fede imposta, che si era smarrita nei meandri della falsit\u00e0. Ma, senza saperlo, era ancora alla ricerca di una rinnovata spiritualit\u00e0 o di un nuovo credo.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese il telefono:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, vengo anch\u2019io. Iscrivete anche me\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E un sabato pomeriggio quattro giovani insegnanti trentenni si avviarono in macchina verso una nuova avventura di studio, di una maggiore preparazione, di una pi\u00f9 approfondita cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Sedeva, tranquilla, al banco. Si sentiva, stranamente, pi\u00f9 giovane ritrovandosi anche con laureandi. Scambiava due chiacchiere con le amiche, nell\u2019attesa che iniziasse la prima lezione del corso. L\u2019aula era stracolma di rinnovati studenti e studentesse, come loro.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apr\u00ec e tutti gli sguardi furono rivolti al professore appena entrato. Si sedette alla cattedra, vi&nbsp; pos\u00f2 un registro e alcuni libri e si present\u00f2. Sul volto non un sorriso, ma una ferma autorevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Layla continu\u00f2 a fissarlo, inconsapevolmente. Non sapeva che da quel momento la sua placida esistenza sarebbe stata sconquassata da quella presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il professore inizi\u00f2 ad argomentare sulla sua materia. Nell\u2019aula, un assoluto silenzio se non le sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p>La giovane, come gli altri, ascoltava attentamente,&nbsp; ma non capiva se era pi\u00f9 attratta da lui o dalle sue spiegazioni. Quando usc\u00ec dopo un rapido saluto, il silenzio fu rotto da un brusio, di scambi di opinioni appena sibilati. Aleggiava un che di ammirazione, di stupore per quanto avevano ascoltato, per come era stato esposto. Fuori dall\u2019aula, ci fu uno scambio pi\u00f9 deciso, pi\u00f9 sonoro; una voce unanime:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSeguir\u00f2 sicuramente queste lezioni. Molto interessanti e bravissimo il professore\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Layla trascorse la domenica come in trance. Inizi\u00f2 un\u2019altra settimana di scuola ma questa volta faceva il conto alla rovescia per abbreviare il tempo ed essere di nuovo a sabato. E puntuale, venne.<\/p>\n\n\n\n<p>Le amiche la guardavano:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Tutto bene? Sei strana\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa no, tutto bene, Sono solo un po\u2019 stanca. Magari se guido, rimango pi\u00f9 attenta\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Prese il posto dell\u2019<em>autista<\/em> e si sent\u00ec esonerata dalla conversazione e dall\u2019altrui attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima lezione era con un altro professore, essendo un diverso argomento. L\u2019aula era semivuota. E l\u2019ora pareva non finire mai.&nbsp; Torn\u00f2 il ricordo dell\u2019 anziano prete della parrocchia, che ripeteva sempre:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cObbedite sempre alla mamma e al pap\u00e0, bambini. Mi raccomando. Non dite parolacce. Non abbiate pensieri cattivi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali pensieri cattivi dovevano avere i bambini? Questi sono esclusivi dei grandi, con l\u2019animo gi\u00e0 imbrattato dalle delusioni, da incontri sbagliati, da avvenimenti negativi, da una marcia societ\u00e0, dalla pena a volte di vivere. Ma i bambini\u2026 loro sono ancora puri, con sogni lievi, e veri. I bambini!<\/p>\n\n\n\n<p>Layla, prima di confessarsi, si scriveva su un foglietto i peccatucci, e chiss\u00e0 se erano originali o non originali; erano la sua lista della spesa, li vendeva per avere in cambio l\u2019assoluzione&nbsp; e potersi sentire di nuovo una bambina buona. E con qualche preghiera biascicata la sera, in ginocchio sul tappeto, se le sarebbe cavata. Mah, quante erano? Cinque Ave Maria&nbsp; e cinque Padre Nostro, oppure quattro Ave Maria e sei Padre Nostro? Se sbaglio e non vengo assolta? Va beh, ne dico dieci e dieci \u2013 pensava la bambina \u2013 e andr\u00e0 sicuramente bene. Il Signore continuer\u00e0 a guardare anche verso di me.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo pensava con un nascosto sorriso, ascoltando la tediosa lezione. Faceva finta di ascoltare ma la noia l\u2019agguantava e la trascinava altrove. Si riscosse dal torpore al termine dell\u2019ora. Con uno scatto, si diresse, con le colleghe, nell\u2019aula accanto, gi\u00e0 gremita di ascoltatori. Riusc\u00ec ad accaparrarsi un banco in terza fila. Quando lo vide entrare, con il solito sguardo serio, il cuore dette un balzo. Come a una ragazzina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che stupida che sono\u201d, pens\u00f2 imbarazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vide togliersi il cappotto, la sciarpa\u2026, questa volta aveva un abbigliamento diverso. Il particolare che subito not\u00f2 la tenne&nbsp; incollata alla sua incredulit\u00e0. Sotto il colletto della camicia azzurra, spiccava un colletto bianco, ovverosia il collarino ecclesiastico dell\u2019abito talare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec confusa, ebbe un attimo di smarrimento di fronte all\u2019evidenza. Riaffior\u00f2 in lei la razionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeglio cos\u00ec \u2013 pens\u00f2 \u2013 che cosa mi aspettavo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E cerc\u00f2 di immergersi nell\u2019ascolto. L\u2019ora vol\u00f2 e un istintivo senso di rammarico la colse quando il prof si alz\u00f2, indoss\u00f2 il cappotto e fu ingoiato nel corridoio, tra un nugolo di laureandi.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase immobile, sulla soglia dell\u2019aula. Lo guardava allontanarsi, ma quando lui si gir\u00f2 indietro quasi attratto da quegli occhi che non smettevano di fissarlo, ebbe di nuovo un sobbalzo del cuore. Sent\u00ec le guance infiammarsi. Si vergogn\u00f2 di se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientr\u00f2 velocemente, raccolse con gesti nervosi la borsa, il libro e il quaderno per gli appunti. Si avvi\u00f2 con le altre verso l\u2019uscita dell\u2019 Istituto. L\u2019invest\u00ec una folata d\u2019aria gelida e un improvviso acquazzone.&nbsp; Niente rispetto alla tempesta che aveva dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegu\u00ec la vita di sempre: la scuola, le lezioni, i compiti, la cena frugale davanti alla tv, il pigiama da adolescente, il panino trangugiato al ritorno da scuola, i volti e i problemi dei suoi studenti\u2026 tutto come prima. Ma niente era pi\u00f9 come prima. E Layla lo sentiva che qualcosa era cambiato per sempre nella sua placida esistenza. Era una mareggiata&nbsp; che finora aveva appena sfiorato la sua spiaggia dorata e ordinata, ma che ben presto sarebbe diventata uno tsunami.<\/p>\n\n\n\n<p>Il venerd\u00ec successivo, telefon\u00f2 ad una collega:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon vengo domani. Ho ancora un terribile mal di testa. Temo di essermi influenzata\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il giorno dopo, alle 15.00 esatte, era sul portone di casa ad aspettare che la venissero a prendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra lezione noiosa con l\u2019anziano prelato, altra lezione con \u201clui\u201d. Ne colse un\u2019occhiata fugace e ci\u00f2 che prov\u00f2 in quell\u2019istante fu un\u2019emozione nuova, mai provata prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2 per avvicinarsi alla cattedra e firmare la presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVolevi chiedermi qualcosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La voce\u2026 era di una profonda tenerezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo no. Volevo solo firmare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La sua usciva a stento e la mano le tremava. Ne usc\u00ec uno scarabocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorn\u00f2 al banco,&nbsp; seguita dal suo sguardo e da un lieve sorriso divertito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si decise ad abbandonare il corso. Per rispetto, per onest\u00e0 verso se stessa e per riacquistare tranquillit\u00e0. Rischiava di rimanere invischiata in un sentimento, un sentimento impossibile, che&nbsp; MAI avrebbe pensato di provare.<\/p>\n\n\n\n<p>Voleva riprendere il suo tran tran, mettendo fine a quell\u2019insolita esperienza. Le amiche non ne capirono la motivazione e insistettero perch\u00e9 non abbandonasse il corso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa scuola mi assorbe troppo. Sono davvero stanca.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa dai, trovavi cos\u00ec interessanti le lezioni&nbsp; del professore Guglielmi. Ormai ti sei iscritta, hai pagato la quota.&nbsp; Concludi l\u2019anno, e a settembre prenderai la decisione di proseguire oppure smettere\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non seppe opporsi. Non seppe o non volle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed anche quel sabato si ritrov\u00f2, seduta al primo banco, immersa nell\u2019ascolto ma anche in qualcosa a cui era difficile dare una spiegazione. Difficile e doloroso.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorsero veloci i mesi. Venne giugno, con i mille impegni scolastici da affrontare. Ma alle lezioni di teologia non avrebbe pi\u00f9 potuto rinunciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli ultimi sabati. Presto sarebbero terminati per ricominciare, volendo, a settembre per il secondo anno dei tre previsti per il conseguimento della laurea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caldo si faceva sentire, le finestre erano spalancate, ne entrava appena una lieve brezza. Gli allievi in abiti estivi, \u201clui\u201d con la camicia azzurra e il colletto bianco, che non si era pi\u00f9 tolto. Portava anche una piccola croce di legno, appesa al taschino.<\/p>\n\n\n\n<p>Presto lo avrebbe salutato e per tutta l\u2019estate sarebbe stata tranquilla. Magari, non si sarebbe neppure ricordata del professore, magari a settembre non sarebbe pi\u00f9 tornata, magari\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti uscivano, dopo aver firmato. Anche Layla stava per farlo quando lo vide scendere dalla cattedra ed avvicinarsi al suo banco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi volevo chiedere\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 indietro, incerta se si stesse rivolgendo proprio a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi volevo chiedere se ti interessava partecipare ad un viaggio\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn viaggio?\u201d, replic\u00f2 con voce stentorea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, un viaggio!\u201d E sorrise, un sorriso aperto e cordiale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn viaggio in Terra Santa, a luglio. Ci sono ancora posti, anche se pochi. Vuoi venire?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei aspettava l\u2019estate per stare tranquilla, per dimenticarlo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole non vennero, poi balbett\u00f2 qualcosa senza neppure ricordarne il senso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, ci pensi e il prossimo sabato mi darai una risposta\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La mareggiata era diventata uno tsunami.<\/p>\n\n\n\n<p>Venne presto il \u201cprossimo sabato\u201d. Aspettava impaziente di veder aprire la porta, lui che entrava e lei che diceva \u201cS\u00ec s\u00ec, vengo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apr\u00ec ma la persona che entr\u00f2 la fece sbiancare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u201dMi dispiace ma oggi far\u00f2 io lezione. Il professor Guglielmi \u00e8 stato trattenuto a Roma per impegni\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Una ridda di emozioni, di sentimenti, di delusione, di speranze, di attese le mulinavano dentro durante quell\u2019ora interminabile. Il cuore le scoppiava dentro, ne sentiva i rintocchi impazziti. La mente vacillava, si allontanava, ritornava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBenissimo.&nbsp; E\u2019 un segno. Aspetter\u00f2 l\u2019estate per dimenticare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si convinse che era la svolta &nbsp;giusta ad una assurda situazione. Cerc\u00f2 di far parlare la sua pacata ragionevolezza, che non l\u2019aveva mai abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanton\u00f2 in un angolo una sconosciuta delusione e dette di nuovo un senso alla sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019era ancora un sabato da affrontare, l\u2019ultimo. Avrebbe saputo rinunciare all\u2019invito? Si sentiva irremovibile sulla decisione presa, tuttavia &nbsp;preg\u00f2 in cuor suo di veder apparire sulla soglia&nbsp; l\u2019insegnante che l\u2019aveva sostituito la volta&nbsp; precedente. Ci\u00f2 non avvenne.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 con il suo solito sguardo magnetico, a cui era impossibile sottrarsi, con l\u2019eloquio forbito che tutti affascinava.<\/p>\n\n\n\n<p>La ignor\u00f2 per tutto il tempo della lezione, e lei non sapeva se esserne felice o rammaricata.<\/p>\n\n\n\n<p>Si conged\u00f2 con l\u2019augurio di trascorrere una serena estate e con un \u201cci rivediamo a settembre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre le amiche l\u2019aspettavano in corridoio, Layla si attard\u00f2 a cercare i libri sotto il banco, la borsa, le chiavi della macchina\u2026 lo avrebbe poi salutato con un cenno per scomparire definitivamente dalla sua vita. Stava per uscire quando lui la ferm\u00f2 con la domanda che non avrebbe voluto sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi hai pensato? Hai preso una decisione?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Senza rendersene conto, lo guard\u00f2 fisso negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, certo che ci ho pensato. Verr\u00f2 molto volentieri\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non conosceva nessuno dei partecipanti e l\u2019unico viaggio pi\u00f9 lungo che aveva fatto era stato fino a Milano, con un\u2019amica, a vedere una mostra al Palazzo Reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si prepar\u00f2, prepar\u00f2 la valigia con un entusiasmo nuovo, diverso, incredibile. L\u2019avvolgeva come una calda coperta nelle fredde sere&nbsp; invernali, come una carezza del sole, l\u2019armonia di una musica, la bellezza di un tramonto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019aeroporto salut\u00f2 l\u2019amico-collega che si era offerto di accompagnarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un viaggio indimenticabile. Quindici giorni immersi nell\u2019incanto di atmosfere particolari. Paesaggi mozzafiato, reperti archeologici meravigliosi, luoghi di culto dove era impossibile non ritrovare la propria anima. Gli attimi di contemplazione in solitudine e le risate insieme la sera in albergo.&nbsp; E lui sempre presente, la sua complicit\u00e0, la sua ironia, la sua allegria, la sua magnificenza nel raccontare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sovrastando l\u2019Italia, guardandola dal cerchio dell\u2019obl\u00f2, Layla pens\u00f2 che il viaggio stava per finire ma&nbsp; niente e nessuno ne avrebbe cancellato il ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019aereporto, &nbsp;abbracci, scambi di indirizzi e promesse di rivedersi ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri viaggi ci furono. Mete sconosciute, dal fascino particolare e indimenticabile. Spar\u00ec il \u201cdon\u201d davanti al nome. CI fu amicizia, profonda stima, lunghi colloqui, scambi di idee. E qualcosa di sottile, un\u2019alchimia, un filo rosso che oscillava e legava l\u2019uno all\u2019altra. Mai spezzato, mai confessato.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi fu il caso, o il caos, ad allontanarli, cos\u00ec come li aveva fatti incontrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si era definitivamente trasferito a Roma, dove alternava i suoi impegni di teologo a quelli di scrittore e giornalista. Lei aveva continuato la vita da insegnante, sposandosi con l\u2019amico-collega. Non aveva preso la laurea in Teologia &nbsp;ma i viaggi intrapresi le avevano insegnato molto ma molto di pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>Non si era fatta pi\u00f9 sentire, troppe distanze ormai. Chiedeva sue notizie ad amici comuni, che erano rimasti in contatto telefonico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricevette una telefonata, la voce era accorata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai saputo di don Gabriele? Sta molto male. Gli hanno diagnosticato un tumore. Non si sa se si salver\u00e0\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Layla non rispose, sent\u00ec una mano gelida stringerle il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto? Mi senti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, scusami. Che brutta notizia mi stai dando. Mi dispiace tantissimo. Tienimi informata, mi raccomando\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Parole consuete di rammarico, mentre dentro un\u2019emozione esplodeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Per diversi mesi fu dilaniata dall\u2019indecisione di chiamarlo. Ma&nbsp; le sembrava indelicato farsi sentire proprio adesso che stava male. O forse proprio per questo sarebbe stato giusto renderlo&nbsp; consapevole che, nonostante il silenzio, lei c\u2019era sempre stata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inverno aveva appena lasciato il posto ad una dolce primavera.&nbsp; La Pasqua era imminente e, con la festa, la voglia di abbandonare gli impegni per ritrovarsi in famiglia. Layla e il marito sarebbero andati a casa della sorella, che abitava in una vicina citt\u00e0. Non avevano avuto figli ed erano attaccatissimi ai nipoti. Come loro agli zii, non passava sera senza che li chiamassero. Con Layla avevano un particolare feeling, adoravano la zia cinquantenne&nbsp; con il sorriso ancora di bimba. E la voglia di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ogni tanto, era assalita da un ricordo. Che si trovasse a casa, cenando insieme, mentre faceva lezione, o leggeva un libro, o guardava un tramonto. Bastava un nome, una musica, un\u2019atmosfera. Era felice con suo marito, lo amava e lo stimava; erano in perfetta sintonia. Ma c\u2019era un tarlo nel cuore di Layla. Un tarlo segreto, che non aveva mai raccontato a nessuno. Troppo intimo, doveva rimanere soltanto suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno si decise. Era sabato, dedita alle pulizie di casa. Stava spolverando la libreria quando l\u2019occhio le cadde su un libro, uno dei tanti. Ma questo era \u201cil\u201d libro, perch\u00e9 l\u2019autore era Gabriele Guglielmi. E c\u2019era una dedica. I ricordi riaffiorarono&nbsp; improvvisi, come un\u2019ondata bianca e lieve, come un soffio di primavera, come petali sfogliati dal vento\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOggi lo chiamo\u201d, pens\u00f2 decisa. Ma come sempre,&nbsp; presa dagli impegni, si dimentic\u00f2 della promessa fatta a se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, mentre preparava cena aspettando il marito, sent\u00ec il cellulare risuonare pi\u00f9 volte. Erano senz\u2019altro messaggi di colleghi, o amici, o nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLi legger\u00f2 con calma, pi\u00f9 tardi\u201d.&nbsp; Vi dette una scorsa. Uno in particolare attrasse la sua attenzione. Era dell\u2019amica che puntualmente le dava notizie di don Gabriele. Che strana coincidenza. Proprio oggi aveva pensato&nbsp; di chiamarlo e anche stavolta il proposito era sfumato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa domani lo chiamo. Speriamo stia meglio\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lesse il messaggio, scarne parole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 pi\u00f9 tra noi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Spense il telefono. Non voleva sentire nessuno, non voleva essere chiamata, non voleva leggere nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Domani avrebbe ripreso a vivere, ma con la consapevolezza della sua eterna assenza. Era tornato al cospetto del suo Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo sarebbe stato ancora pi\u00f9 imperfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non sarebbe stata pi\u00f9 la stessa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54952\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54952\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sedeva, tranquilla, al banco. Come dai tempi dell\u2019universit\u00e0,&nbsp; si trovava di nuovo in aula da studentessa, e non da professoressa. Si era laureata in filosofia, giovanissima.&nbsp; E subito dopo ebbe la fortuna di avere la cattedra in un liceo, vicino a dove abitava con i genitori. Aveva raggiunto il suo sogno pi\u00f9 grande: quello di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54952\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54952\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28188,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-54952","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54952"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28188"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54952"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54954,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54952\/revisions\/54954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}