{"id":54947,"date":"2024-05-31T23:05:06","date_gmt":"2024-05-31T22:05:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54947"},"modified":"2024-05-31T23:05:08","modified_gmt":"2024-05-31T22:05:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-tutto-cio-che-brilla-di-sara-romanato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54947","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Tutto ci\u00f2 che brilla&#8221; di Sara Romanato"},"content":{"rendered":"\n<p>Il giorno che si accorsero che del Signor Fontebasso non era rimasto pi\u00f9 nulla, era stata la Signora Martini del primo piano a dare l\u2019allarme a causa della forte puzza che proveniva dall\u2019androne del palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il condominio dove viveva la Signora Martini era un imponente palazzo in stile liberty nel centro di Roma. Lei diceva che somigliasse in tutto e per tutto all\u2019antico Select Hotel di via del Tritone anche se, in realt\u00e0, le differenze erano molteplici. Tuttavia, che fosse un palazzo in stile liberty era vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Signor Fontebasso era andato ad abitare nel palazzo della Signora Martini qualche settimana prima e lei lo aveva notato fin dal giorno in cui era iniziato il trasloco verso l\u2019appartamento, interno quattordici, al terzo piano. La Signora Martini, vedova e casalinga da tutta una vita, lo aveva incontrato per caso sulle scale mentre portava un pesante scatolone. Gli aveva anche chiesto cosa contenesse di interessante e da l\u00ec era iniziata la loro relazione di vicinato. Lui aveva risposto che era un appassionato lettore di gialli e che ne possedeva tantissimi cos\u00ec, nel trasloco, doveva portare su per le scale tutti gli scatoloni contenenti i suoi libri.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini, tuttavia, non ebbe mai il piacere di intravederne uno e lo avrebbe detto come prima cosa agli inquirenti il giorno dell\u2019arrivo della polizia nell\u2019appartamento interno quattordici.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi conosciuti, la Signora Martini aveva raccontato del nuovo vicino di casa al figlio Paolo che, come ogni giorno nella pausa pranzo, andava a mangiare a casa della madre che gli preparava sempre un pasto caldo. Paolo Martini era un banchiere e lavorava nel centro della capitale. Era scapolo e viveva in una casa di campagna appena fuori le porte di Roma, a Tivoli. Tuttavia, era pi\u00f9 il tempo che trascorreva al lavoro o a casa della madre di quello che passava in campagna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai, Paolo, abbiamo un nuovo vicino: il Signor Fontebasso\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh s\u00ec, mamma?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, mi ha detto che legge molto ed \u00e8 appassionato di gialli. Chiss\u00e0 quanti libri avr\u00e0. Ne ho parlato anche con Iva. Sai Iva? Ci siamo trovate sul balcone.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo annuiva mentre ingurgitava i suoi bucatini all\u2019amatriciana. Fatti col guanciale, eh, diceva sempre la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abInsomma, Iva dice che dovrebbe lavorare in un ufficio qui in centro perch\u00e9 lo vede uscire tutte le mattine poco prima delle otto\u00bb disse la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi, avete scoperto altro?\u00bb chiese Paolo fissando il vuoto oltre le ampie finestre sul cielo azzurro nell\u2019autunno romano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScoperto! Cosa dici! Non siamo mica due investigatori, io e Iva!\u00bb rispose la madre coprendosi la bocca imbarazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamento dei Signori Martini era lussuoso e ricco di pezzi d\u2019arte e di antiquariato. Il defunto padre di Paolo era un orafo molto apprezzato anche se, a lui, non erano mai interessati la fama e il successo. Si divertiva lavorando l\u2019oro come fosse un qualsiasi altro materiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano passate poche settimane dall\u2019arrivo del Signor Fontebasso nel palazzo liberty che Iva si accorse di aver perso il suo bracciale d\u2019oro. Quella mattina era uscita a prendere il caff\u00e8 con la Signora Martini e, di ritorno, avevano incrociato l\u2019inquilino dell\u2019interno quattordici nell\u2019androne buio, mentre erano fisse col volto a terra alla ricerca del bracciale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerso qualcosa?\u00bb chiese Fontebasso alle due sagome piegate con le mani che tastavano il pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh! Buongiorno, Signor Fontebasso\u00bb, esord\u00ec la Signora Martini, \u00abforse lei ha occhi pi\u00f9 buoni dei nostri. Vede, Iva ha perso il suo bracciale d\u2019oro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFatemi dare un\u2019occhiata!\u00bb rispose lui inforcando gli occhiali dalla spessa montatura nera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pavimento dell\u2019ingresso del palazzo in stile libery era di un grigio molto scuro e la superficie irregolare rendeva difficile scorgere gli oggetti smarriti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCom\u2019era questo bracciale?\u00bb chiese il Signor Fontebasso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh, molto sottile. Davvero molto sottile. Sa, non \u00e8 che in famiglia si navighi nell\u2019oro\u00bb rispose Iva.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui abbass\u00f2 di colpo lo sguardo a terra e si mise a cercare senza risultato. Poi allarg\u00f2 le braccia e scosse il capo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra devo proprio lasciarvi, signore. Far\u00f2 tardi al lavoro\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon dimentichi la borsa\u00bb aggiunse rivolto alla Signora Martini, congedandosi in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stato gentile ad averci provato\u00bb raccont\u00f2, poi, la Signora Martini a Paolo in pausa pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIva potrebbe anche averlo perso per strada\u00bb aggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo annu\u00ec col capo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno seguente, la Signora Martini, rientrando nel palazzo, vide un luccichio provenire da sopra la linea delle cassette della posta. La cassetta di Iva era due cassette pi\u00f9 in l\u00e0 della sua e, giusto al di sopra, un qualcosa brillava pur essendoci poca luce nell\u2019ingresso. La Signora Martini si avvicin\u00f2 e, come prima cosa, apr\u00ec la sua cassetta della posta che era vuota e, dopo averla richiusa a chiave, spost\u00f2 lo sguardo verso quella di Iva. Dalla serratura spuntava l\u2019angolo di un pezzo di carta e, appoggiato sopra, c\u2019era il sottile braccialetto d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini lo prese e lo port\u00f2 di corsa su per le scale in direzione della porta dell\u2019appartamento di Iva. Suon\u00f2 pi\u00f9 volte il campanello ma nessuno venne ad aprire. Pens\u00f2 cos\u00ec di tenere lei il bracciale e di riprovare a contattare Iva nel pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in casa e appoggi\u00f2 il bracciale su un piattino di ceramica decorato d\u2019oro che teneva all\u2019ingresso sopra un piccolo mobiletto, stretto e alto, di legno scuro. Poi and\u00f2 in cucina a preparare il pranzo per Paolo che sarebbe arrivato alla solita ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sent\u00ec il campanello suonare a mezzogiorno, prima di andare ad aprire, si affacci\u00f2 sul balconcino che confinava con quello di Iva per vedere se fosse rientrata. Si affacci\u00f2 di lato guardando verso l\u2019interno dell\u2019appartamento dell\u2019amica ma, sebbene fosse aperto, non vi era nessun movimento. Poi si avvi\u00f2 svelta ad aprire il portone a Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignor Fontebasso! \u00c8 lei! Pensavo fosse arrivato mio figlio Paolo\u00bb disse aprendo la porta dell\u2019appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi scusi Signora Martini. Non volevo spaventarla. Volevo solo sapere se Iva \u00e8 tornata in possesso del suo braccialetto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuardi, l\u2019ho trovato io sopra le cassette della posta e l\u2019ho portato\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini si interruppe bruscamente quando vide che, sul piattino di ceramica decorato all\u2019ingresso, del braccialetto della sua amica Iva non vi era pi\u00f9 traccia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh! Dio del cielo! Era l\u00ec un momento fa\u00bb esclam\u00f2 portandosi le mani alla bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE non \u00e8 entrato nessuno eccetto lei in casa mia questa mattina\u00bb aggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon vorr\u00e0 mica dire\u00bb inizi\u00f2 il Signor Fontebasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lo sguardo della Signora Martini da solo bast\u00f2 a far capire cosa stesse pensando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo non ho preso nulla!\u00bb disse il Signor Fontebasso alzando le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto! Certo!\u00bb disse lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn oggetto prezioso fa gola a tutti! Anche quando pu\u00f2 costare un grosso dispiacere per altri!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Signor Fontebasso apr\u00ec le mani di fronte alla Signora Martini a testimonianza della sua innocenza ma lei stava gi\u00e0 richiudendo la porta del suo appartamento con gli occhi socchiusi e il mento sollevato verso l\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPaolo, caro. Quel vicino \u00e8 un ladro! Sono sicura che abbia lui il bracciale di Iva!\u00bb disse poco dopo al figlio giunto per il solito pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, non puoi esserne certa!\u00bb replic\u00f2 lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEccome se posso!\u00bb aveva detto lei indicandosi con la mano al petto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuon Dio! Non \u00e8 entrato nessuno qui dentro e io l\u2019avevo lasciato l\u00ec all\u2019ingresso\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNe sei proprio sicura?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon mi prenderai mica per matta? Ho qualche anno in pi\u00f9 di te ma il mio cervello funziona ancora bene!\u00bb esclam\u00f2 la Signora Martini con disappunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo non disse pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE cosa facciamo adesso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa facciamo? Cosa farai, vuoi dire!\u00bb rispose Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco, bravo! Mai dare una mano a tua madre!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ho detto questo, mamma! Parlane con Iva, vedrai che capir\u00e0!\u00bb disse Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini si zitt\u00ec e oscill\u00f2 appena il capo. L\u2019idea di attendere Iva non era cos\u00ec sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera il campanello suon\u00f2 che erano da poco passate le sette. La Signora Martini si alz\u00f2 dalla poltrona Frau sulla quale amava trascorrere i pomeriggi guardando i programmi di variet\u00e0 in tiv\u00f9 e and\u00f2 ad aprire. Prima di prendere il corridoio che l\u2019avrebbe condotta all\u2019ingresso fece una tappa sul balcone per vedere se Iva fosse in casa. Affacciandosi vide che era tutto spento tranne una flebile lucina che proveniva, forse, dalla cucina o dal bagno. Sempre pi\u00f9 confusa and\u00f2 ad aprire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIva! Santo cielo! Mi hai fatto spaventare!\u00bb esclam\u00f2 vedendo l\u2019amica e tirandola dentro casa per il braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa ti prende?\u00bb chiese lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNulla! \u00c8 che non ti ho vista tutto il giorno e poi\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo trovato questo nella cassetta delle lettere. Dice che il mio braccialetto \u00e8 qui da te. L\u2019hai scritto tu?\u00bb disse mostrando il biglietto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQui da me?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini sbianc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, in effetti era qui ma poi&#8230; Non ho scritto nulla, io.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva ad articolare la frase. Come faceva l\u2019autore del biglietto a sapere che lei lo avrebbe trovato per prima e portato in casa?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ti giustificare. Se ti piaceva cos\u00ec tanto, potevi chiedermelo! Te lo avrei prestato!\u00bb disse Iva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa no! Cos\u2019hai capito! Io non volevo il tuo bracciale, Iva! L\u2019ho portato in casa per non lasciarlo l\u00ec, sulle cassette della posta, sotto gli occhi di tutti\u00bb disse la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE dov\u2019\u00e8 adesso?\u00bb chiese Iva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo so\u00bb disse la Signora Martini sospirando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019unica persona che ho incontrato dopo averlo preso \u00e8 quel tipo dell\u2019interno quattordici. Mi ha suonato il campanello non so nemmeno per quale motivo e il braccialetto \u00e8 sparito. Secondo me c\u2019entra qualcosa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto che, con tutto l\u2019oro che ti ha lasciato tuo marito, proprio il mio misero braccialetto dovevi prenderti?\u00bb chiese Iva sollevando le spalle come onde di un mare agitato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo. No!\u00bb disse la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo me ne torno a casa\u00bb disse Iva reggendo ancora in mano il biglietto trovato nella buca della posta.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini chiuse la porta e si infuri\u00f2 talmente tanto che dopo pochi minuti era al terzo piano attaccata al campanello dell\u2019interno numero quattordici.<\/p>\n\n\n\n<p>Suon\u00f2 e risuon\u00f2 senza avere risposta ma si accorse che, rispetto al pianerottolo del primo piano dove abitavano lei e Iva, in quello aleggiava un forte fetore di marcio.<\/p>\n\n\n\n<p>Col naso irritato dalla puzza, la Signora Martini scese le scale che la riportarono al suo appartamento e si decise a risolvere la questione, una volta per tutte, l\u2019indomani.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse la notte tra incubi e risvegli notturni. Il pensiero di Iva e di quello che, di certo, stava pensando di lei la tormentava.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente, come prima cosa, sal\u00ec le scale diretta all\u2019appartamento del Signor Fontebasso e prov\u00f2 di nuovo a suonare il campanello. Nessuno apr\u00ec e il puzzo di marcio era triplicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tappandosi il naso, la Signora Martini aveva suonato il campanello di Iva ma, nemmeno lei era in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne torn\u00f2 nel suo sfavillante appartamento e, dopo poco, suon\u00f2 il campanello Nevia, la signora che si occupava delle faccende domestiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOk, Nevia. Stammi bene a sentire. Se trovi un braccialetto d\u2019oro molto sottile, non pensare nemmeno di ficcartelo in tasca. Portamelo subito e ti ricompenser\u00f2 con un altro braccialetto dei miei. Intesi?\u00bb intim\u00f2 alla domestica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nevia annu\u00ec e aggrott\u00f2 le sopracciglia non appena la Signora Martini si fu allontanata.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso mezzogiorno la Signora Martini si affacci\u00f2 al balconcino per vedere se Iva fosse in casa e la intravide camminare lungo il corridoio che tagliava a met\u00e0 l\u2019appartamento. Si affrett\u00f2 a uscire di casa per suonare il campanello di Iva ma nessuno apr\u00ec. Eppure, le pareva di averla vista.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra basta! Chiamo la polizia!\u00bb disse a Paolo non appena si fosse levato la giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, ancora con questa storia! Iva ti perdoner\u00e0!\u00bb rispose lui alzando gli occhi al cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE la puzza che c\u2019\u00e8 al terzo piano?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi saranno dimenticati di gettare l\u2019immondizia\u00bb disse Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo. C\u2019\u00e8 qualcosa di strano! Quel Fontebasso\u2026ce l\u2019ha lui il bracciale di Iva!\u00bb disse la Signora Martini precipitandosi al telefono per chiamare la polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arriv\u00f2 la polizia la Signora Martini attendeva sul pianerottolo del primo piano. Indossava un pantalone bianco dal taglio sartoriale e un maglioncino di cachemire sottilissimo e vaporoso. Al collo, alle orecchie e ai polsi luccicavano gioielli d\u2019oro imponenti e massicci.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi sopra!\u00bb disse indicando i piani superiori quando i due poliziotti, uno pi\u00f9 giovane e l\u2019altro pi\u00f9 attempato, passarono dinnanzi a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena salirono la prima rampa di scale del palazzo liberty, la Signora Martini li segu\u00ec rimanendo indietro solo di pochi gradini.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiunsero il pianerottolo del terzo piano e gli agenti iniziarono a suonare il campanello dell\u2019interno numero quattordici e, in seguito, a bussare alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sapevo che c\u2019era qualcosa di strano\u00bb, disse la Signora Martini da dietro, \u00abse Iva fosse qui lo vedrebbe che non sono stata io a prendere il suo braccialetto!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBraccialetto?\u00bb chiese uno degli agenti incuriosito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, vede. La mia amica Iva dell\u2019interno quattro, al primo piano come me, ha perso un braccialetto. Crediamo entrambe sia stato il signore che vive qui dentro ad averlo preso!\u00bb disse impettita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto odore \u00e8 nauseabondo!\u00bb esclam\u00f2 il poliziotto pi\u00f9 giovane. \u00abSar\u00e0 meglio forzare la serratura!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il poliziotto pi\u00f9 anziano prese un arnese dalla cintura che reggeva anche la sua pistola e inizi\u00f2 a forzare il portone dell\u2019interno quattordici. Essendo un palazzo molto antico e a cui erano stati fatti pochi restauri, sia all\u2019interno che all\u2019esterno, il portone dell\u2019appartamento del Signor Fontebasso non ci mise molto a cedere.<\/p>\n\n\n\n<p>La scena che si present\u00f2 davanti agli occhi della Signora Martini fu a dir poco agghiacciante. L\u2019appartamento era completamente vuoto sebbene, poche settimane prima, avesse visto il Signor Fontebasso andare su e gi\u00f9 per le scale con gli scatoloni e l\u2019odore forte e acre che proveniva dall\u2019interno sembrava talmente denso da schiaffeggiare i volti dei tre malcapitati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora, stia qui. Entriamo noi!\u00bb disse il poliziotto pi\u00f9 esperto.<\/p>\n\n\n\n<p>I due si addentrarono lungo il corridoio disabitato e scomparvero nell\u2019ultima stanza in fondo a destra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sono finiti tutti quei libri gialli\u00bb sussurr\u00f2 la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo i poliziotti riemersero con un biglietto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora Martini, il biglietto recita di guardare in casa sua per trovare il bracciale della Signora Iva\u00bb disse il poliziotto pi\u00f9 giovane.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa come in casa mia!\u00bb esclam\u00f2 lei aggrottando le sopracciglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa dove viene questo fetore? Ci sar\u00e0 un morto l\u00ec dentro!\u00bb afferm\u00f2 allibita, indicando agli agenti l\u2019interno dell\u2019appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNessun cadavere, Signora. Qualcuno deve essersi dimenticato un bel po\u2019 di cibo fuori dal frigorifero. Purtroppo!\u00bb ammise il poliziotto pi\u00f9 esperto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSentite, qui dentro ci abitava il Signor Fontebasso. L\u2019ho visto traslocare e portare su decine di scatoloni contenenti libri gialli\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora, come vede non ci sono libri qui dentro e il Signor Fontebasso, come dice lei, se se n\u2019\u00e8 andato ha solo dimenticato di portarsi via la spesa!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra, vuole farci strada verso il suo appartamento?\u00bb chiese il pi\u00f9 giovane.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Martini non rispose e inizi\u00f2 a scendere le scale battendo i tacchi sottili delle sue d\u00e9collet\u00e9 sulla scala di marmo. Apr\u00ec la porta e, dentro casa, vide Iva e Paolo che sembravano attendere qualcuno nell\u2019ingresso. Il volto di Iva era sconvolto mentre Paolo era animato da una quieta compostezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, ecco il braccialetto di Iva. Era in camera tua\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli agenti rimasero fuori dalla porta a osservare la scena sull\u2019attenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa, come ha fatto\u2026\u00bb inizi\u00f2 a dire la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abClotilde, non serve che tu aggiunga nulla\u00bb disse Iva guardando il volto della vicina di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPaolo mi ha detto tutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa?\u00bb chiese la Signora Martini con occhi sbarrati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ti preoccupare, Clotilde. Io sar\u00f2 sempre tua amica e questa cosa che hai fatto non peser\u00e0 mai sul nostro rapporto\u00bb disse Iva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa state dicendo? Paolo, vuoi spiegarmi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo fece un passo in avanti verso la madre cingendole le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedrai che starai meglio. Il Dottor Felicetti sar\u00e0 qui tra poco e ti curer\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi curer\u00e0? Ma voi siete pazzi!\u00bb url\u00f2 la Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli agenti, vedendo che non c\u2019era pi\u00f9 alcuna emergenza in corso, si congedarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Iva e Paolo prepararono una tazza di t\u00e8 alla Signora Martini mentre aspettavano il medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Clotilde non aveva pi\u00f9 il coraggio di parlare. Era seduta sulla poltrona Frau e fissava il tavolino basso davanti a lei. D\u2019un tratto si accorse di una chiave impigliata nel centrino di pizzo. Non poteva essere sua perch\u00e9 lei le teneva sempre in un unico mazzo sul mobile stretto e alto all\u2019ingresso. Allung\u00f2 la mano e la prese per comprendere di che chiave si trattasse. In quel momento suon\u00f2 il campanello e il Dottor Felicetti fece il suo ingresso in soggiorno iniziando a conversare con Paolo e Iva di pazienti affetti da perdita della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Clotilde fece finta di niente e si mise in tasca la chiave.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolt\u00f2 il medico che le diceva di non preoccuparsi e che le avrebbe prescritto la cura adatta a ridurre il pi\u00f9 possibile il presentarsi della malattia. Iva e Paolo le dicevano all\u2019unisono che i suoi comportamenti non sarebbero stati giudicati e che non doveva prenderla a cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTe la senti di rimanere da sola?\u00bb chiese Paolo non appena gli altri furono usciti dall\u2019appartamento della Signora Martini.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei fece cenno di s\u00ec e lo abbracci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi aspetto domani con i bucatini all\u2019amatriciana. Va bene, Paolino?\u00bb gli disse e lo chiam\u00f2 come quando era bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui sorrise e si diresse verso le scale del palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Clotilde chiuse la porta, prese la chiave dalla tasca e la inser\u00ec nella toppa, la ruot\u00f2 e fece scattare la serratura. Poi si volt\u00f2. Il suo mazzo era al solito posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche ora pi\u00f9 tardi, in piena notte, Clotilde sal\u00ec le scale del palazzo fino al pianerottolo del terzo piano. La porta d\u2019ingresso dell\u2019appartamento all\u2019interno quattordici era socchiusa. Clotilde spinse leggermente la maniglia e le cerniere si mossero in un lamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro tirava un leggero venticello. Le finestre dovevano essere state lasciate aperte dopo la rimozione del cibo avariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Clotilde fece altri passi che la portarono in quella che doveva essere stata la cucina del Signor Fontebasso. Dei mobili era rimasto solo lo stampo sui muri tranne una piccola credenza a due ante. La apr\u00ec con un nodo in gola che le faceva sempre pi\u00f9 male. Appiccicata alla base di legno del ripiano giaceva una fotografia. Clotilde si spost\u00f2 verso la finestra aperta affinch\u00e9 i raggi lunari illuminassero l\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPaolino!\u00bb disse Clotilde in un soffio.<\/p>\n\n\n\n<p>A fianco a lui, il Signor Fontebasso. Erano in un luogo brullo e soleggiato che le ricordava l\u2019entroterra sardo. Dietro la foto una scritta leggera e impercettibile recitava: -Tutto ci\u00f2 che brilla!-<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argentea luce notturna non riusc\u00ec a nascondere a Clotilde la calligrafia dei biglietti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54947\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54947\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno che si accorsero che del Signor Fontebasso non era rimasto pi\u00f9 nulla, era stata la Signora Martini del primo piano a dare l\u2019allarme a causa della forte puzza che proveniva dall\u2019androne del palazzo. Il condominio dove viveva la Signora Martini era un imponente palazzo in stile liberty nel centro di Roma. 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