{"id":54895,"date":"2024-05-31T17:01:26","date_gmt":"2024-05-31T16:01:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54895"},"modified":"2024-05-31T17:01:28","modified_gmt":"2024-05-31T16:01:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-lo-specchio-di-marco-ligabue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54895","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Lo specchio&#8221; di Marco Ligabue"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<p>S\u00ec, la Carla qualche libert\u00e0 se la prendeva. Di tanto in tanto, e sotto sotto non le dispiaceva, che c&#8217;era di male. Da quando il marito era morto e l&#8217;aveva lasciata tutto sommato ancora abbastanza giovane, faceva la donna di servizio presso dei signori, una bella casa di campagna, come quella che sarebbe piaciuta tanto a lei e che insieme a Filippo avevano sempre sognato. I soldi per\u00f2 non bastavano mai, poi di questi tempi. E non era certo una spendacciona. Tutto cominci\u00f2 cos\u00ec, quasi per caso, insomma, non proprio quella volta l\u00ec, ma l\u00ec le pass\u00f2 per la mente.<\/p>\n<p>Una volta pulendo quel bel bagno signorile, tutta sola, i padroni erano usciti, mentre strusciava le capit\u00f2 di rimirarsi nel grande specchio, a casa ne aveva solo uno piccino picci\u00f2, dove ci si vedeva a pezzetti, un occhio, la bocca, il naso. Le sovvenne quando c&#8217;era Filippo, che gli piaceva guardarla quando si spogliava. E lei ci stava a farsi rimirare, si rivedeva attraverso i suoi occhi, la riempiva di soddisfazione. Poi venne la guerra e lui se ne era andato per non tornare mai pi\u00f9. Ricevette una lettera semplice semplice, dove alla fine, tra tante parole inutili, si diceva che era \u201ceroicamente caduto a difesa dell&#8217;onore patrio\u201d. Perch\u00e9 poi la patria questo benedetto onore fosse dovuta andare a cercarselo dalle parti della Grecia era un mistero. Girala come vuoi, ma la morte non la stemperi mai. Gli rimase solo il dolore, quello che ti mangia dentro per anni prima di saziarsi e, tra le tante, non aveva pi\u00f9 avuto modo di riprovare quell&#8217;emozione l\u00ec.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 certe cose vengano in mente, pens\u00f2 \u00ab\u00e8 un mistero\u00bb. Il tempo passato, lo stato d&#8217;animo, l&#8217;occasione, chiss\u00e0. Fatto sta che tra il lusco e il brusco si spogli\u00f2 nuda, ma proprio tutta, e cominci\u00f2 a guardarsi, con attenzione e soddisfazione. Era ancora belloccia e soda, rotonda nei posti giusti, qualche ciccetta qua e l\u00e0, si sa, ma poche e di quelle che non stonano, anzi. Si rigirava, meglio dire si contorceva, per vedersi tutta, faceva le smorfiette col viso, come certe attrici. Magari avesse avuto del rossetto, \u00abte lo facevo vedere io\u00bb. Pens\u00f2 quasi di farsi un bel bagno nella vasca, come faceva la signora quando l&#8217;aiutava. Non a pezzi come gli toccava fare a casa, al massimo nella tinozza, quando si poteva, e anche l\u00ec in piedi o in ginocchioni, perch\u00e9 era piccola e c&#8217;entrava a quella maniera. Quanto tempo era passato, \u00ab&#8217;un lo so nemmen io\u00bb si diceva, la testa gli viaggiava a mille e vai a sapere te dov&#8217;era finita.<\/p>\n<p>Il botto improvviso del portone di gi\u00f9 che si chiudeva gli fece venire uno stranguglione di quelli che ti riportano subito coi piedi in terra, ma senza sapere che farci con quei piedi. Lo spavento era troppo e non gli riusciva di pensare a nulla, si sentiva in trappola, altre uscite non ce n&#8217;erano e nemmeno dove acquattarsi per nascondersi. E poi era tutta nuda, i vestiti sparsi in terra. Fece per chinarsi a raccoglierli, cercando di pensare a cosa poteva dire se la beccavano. La porta del bagno, solo socchiusa, nemmeno tanto, si spalanc\u00f2 e il padrone si affacci\u00f2 dentro. Era tornato di corsa perch\u00e9 si era accorto di non avere pi\u00f9 la spilla d&#8217;oro sul gilet, un regalo del padre, aveva paura d&#8217;averla persa. Rimase pietrificato, immobile, senza un gemito. Carla cerc\u00f2 di coprirsi alla meglio col grembiule che aveva raccolto, ma dire coprirsi \u00e8 tanto. S&#8217;era preparata al peggio, qualunque peggio, dalla canata al peggio peggio, di storie di abusi di padroni sulle serve ne circolavano a sufficienza. Il signor Fernando, proprietario terriero, sulla sessantina ardita, ancora prestante nonostante gli anni lo avessero segnato, invece cadde in ginocchio con le braccia spalancate, lo sguardo rivolto al cielo. Sembrava quel Santo folgorato sulla via di quel posto, Carla non aveva mai avuto tanta memoria per le storie che raccontava il prete. Strusciando sui ginocchi gli si avvicin\u00f2, balbettava qualcosa, non si capiva se rideva o piangeva.<\/p>\n<p>Accost\u00f2 la testa alla sua natura, ansimante quasi volesse respirarne il profumo, e inizi\u00f2 a piangere, un pianto sommesso, timido, inteneriva pi\u00f9 che spaventare. Sar\u00e0 stata una serva, avr\u00e0 avuto anche poca memoria, ma non era scema. Le balen\u00f2 davanti agli occhi l&#8217;immagine della moglie, ormai imbolsita, pure se aveva poco pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni e nemmeno doveva essere stata brutta, appesantita fuor di maniera, con una buzza che aumentava continuamente rimpinzata di cibo, l&#8217;unica soddisfazione che ora le rimaneva. Certe cose non la interessavano pi\u00f9, ormai aveva dato, cinque figli e chiss\u00e0 quante gravidanze si vede erano abbastanza. Fu un istante e quasi senza pensare Carla lo tir\u00f2 su, piano piano, e lo accolse tra le sue braccia, ne ebbe quasi piet\u00e0, intuendo tutto quello. Pens\u00f2 di regalargli qualcosa che desse un senso a quella desolazione. Non fu eccezionale, ma le diede soddisfazione, quasi si sentisse una benefattrice o una crocerossina, non sapeva. Fu ricompensata bene. Un po\u2019 perch\u00e9 se lo meritava, un po&#8217; forse, lo pens\u00f2, anche perch\u00e9 se ne stesse zitta. Da quel giorno, qualche volta col signore, qualche volta con altri, quando le faceva voglia si lasciava andare.<\/p>\n<p>Un giorno and\u00f2 trovare un&#8217;amica di un paese vicino che l&#8217;aveva cercata. Erano state bimbe assieme, poi, cresciute, la Giuliana, si era sposata e aveva seguito il marito. Era tanto che non si vedevano e di storie da raccontarsi ne ebbero, anche se la pi\u00f9 importante era che la Giuliana si era malamente storta una caviglia lavorando, proprio ora che doveva impersonare la Madonna nella processione che si faceva ogni anno in paese. Ma il percorso, tutto poggi e buche, non era pensabile che lo facesse col piede in quelle condizioni. In paese s&#8217;era offerta la moglie del notaro, un donnone che a vederla nella parte della Vergine immacolata ci voleva parecchia fantasia. E il prete non sapeva come fare a dirgli di no. Cos\u00ec le era venuto in mente di chiamare lei, che era di fuori, poche gelosie, e poi qualche altra scusa si trovava. Oltretutto era anche belloccia e questo non guastava. Sarebbe stata proprio una bella Madonna. La Giuliana chiaramente non la sapeva tutta tutta, altrimenti al massimo le chiedeva di fare la parte della Maddalena. Il prete fece un po&#8217; di storie, ma alla fine fu d&#8217;accordo, tanto non sopportava di vedersi quel donnone in processione. E poi il sor notaro gli stava proprio qui, con tutte quelle simpatie che aveva avuto per quella gentaccia con la camicia nera. In pi\u00f9 forse ce la faceva, non dico a non scontentare nessuno, \u00abtanto qui da noi non li accontenti mai tutti\u00bb, ma forse a discutere di meno con qualche motivo in pi\u00f9 da dare, non ultimo evitare l&#8217;infarto alla matrona sulla pettata che portava alla chiesa. Coi guanti, per carit\u00e0, perch\u00e9 con certa gente bisogna fare attenzione. Tanto, anche se adesso la camicia nera non la portavano pi\u00f9, erano sempre gli stessi di prima. Altrimenti rischi che i guanti se li levino loro e in genere son dolori. Neanche tanto immaginari, non si facevano certo problemi a prendersela anche ora con un povero curato.<\/p>\n<p>Per il s\u00ec e per il no alla fine tocc\u00f2 alla Carla. Il giorno della processione era proprio bella, c&#8217;era voluta quasi un&#8217;ora per prepararla, tutta bianca e azzurra coi bordini dorati, sembrava proprio la Madonna del quadro vicino all&#8217;altare. Poco dietro la seguiva Giuseppe, Antonio si chiamava, anche lui vestito di tutto punto. Un bell&#8217;uomo, capelli ricci, baffi e barba torno torno al viso, occhi gentili. L&#8217;aveva notato subito, appena glielo avevano presentato. E anche lui mi sa che l&#8217;aveva notata, non gli levava gli occhi di dosso e, pensava lei, gli avrebbe levato volentieri anche qualcos&#8217;altro per vederla meglio. Sempre educato, per\u00f2.<\/p>\n<p>Dopo quella volta cominciarono a frequentarsi, lui andava su e gi\u00f9 col furgoncino da un paese all&#8217;altro e ogni tanto si fermava a trovarla. Vediti oggi, vediti domani, per\u00f2 non si batteva chiodo, nel senso letterale del termine. Era proprio il caso di dirlo, perch\u00e9 Antonio trasportava falegnameria, quella della bottega dove lavorava. In paese non gli c&#8217;era voluta certo troppa fantasia a fargli fare San Giuseppe. Poi era belloccio e il resto era venuto da s\u00e9. Per\u00f2 chiodi niente. Educato va bene, ma \u00absar\u00e0 parecchio timido\u00bb pensava la Carla, anche se in verit\u00e0 non gli pareva proprio. Dopo un po&#8217; di tempo che la solfa andava avanti e anche lei non batteva pi\u00f9 chiodo, perch\u00e9 nella cosa ci sperava e non voleva certo piantar casini proprio adesso, si decise a prendere l&#8217;iniziativa. Era un giorno d&#8217;estate, il primo pomeriggio, faceva un caldo che si moriva, non si muoveva foglia, sentivi solo qualche insetto disperato alla ricerca di qualcosa, forse della ragnatela che l&#8217;aspettava al varco. Il tempo era come fermo, sospeso. Lui venne a cercarla a casa e di andare a fare un giretto non se ne parlava, \u00abnemmen dipinti\u00bb. La Carla sapeva che forse Antonio sarebbe passato, o almeno ci sperava, e si era messa uno spolverino di quelli di cencio, al ginocchio e senza maniche, abbottonato davanti con un po&#8217; di scollo, niente di esagerato, ma di quelli che fanno vedere bene l&#8217;infossatura del seno, quella che ti fa immaginare tutto il resto. E sotto, ma proprio sotto, niente di niente, come mamma l&#8217;aveva fatta. Si potrebbe definire un omicidio premeditato, se solo Carla avesse saputo quello che la parola voleva dire. Magari avrebbe capito meglio un discorso sulle ragnatele. Diciamo semplicemente che la carne \u00e8 debole e questo \u00e8 quanto. In ogni caso, almeno sarebbe stata pi\u00f9 fresca, con tutta quell&#8217;arietta tra le gambe. Gli ricordava quando era piccina, che andava parecchio senza mutande.<\/p>\n<p>Alla fine arriv\u00f2 e lo invit\u00f2 a entrare per bere un po&#8217; d&#8217;acqua fresca con limone e miele, la faceva leggera leggera e dissetava parecchio, d&#8217;estate la faceva spesso. E il signor Fernando, con tutte le terre che aveva, miele e limoni non gliene faceva mancare mai, anche lui capirete ci si dissetava volentieri. Era un po&#8217; di tempo che non stava bene, pover&#8217;uomo, ma della sua Carlina non si dimenticava mai. Pensare che era anche riuscito a non essere uno dei soliti rompiscatole insistenti. Nella penombra della cucina faceva pi\u00f9 fresco, si erano seduti al tavolo e avevano bevuto, parlato, ribevuto e riparlato. E ancora niente. Anche un cieco avrebbe capito che la Carla sotto non c&#8217;aveva niente. \u00c8 vero che faceva caldo, per\u00f2 &#8230;. . Si alzo, and\u00f2 verso l&#8217;acquaio, si apr\u00ec i tre bottoni, belli grossi, ma solo tre erano, esal\u00f2 un \u00abfa un caldo che si more\u00bb si volt\u00f2 e si diresse verso il tavolo. La poca luce della penombra, nella sua intimit\u00e0, esaltava ancor di pi\u00f9 quel che si intravedeva e meno male che Antonio aveva finito di bere senn\u00f2 ci si strozzava. Le braccia appena appena distese con le palme delle mani aperte in avanti, la bocca socchiusa e lo sguardo malandrino di Carla poi non lasciavano dubbi. Socchiuse un attimo gli occhi, aspettando, sperando, di essere travolta. E in effetti sent\u00ec un tramestio di seggiola che si spostava. Poi pi\u00f9 niente. Dopo qualche secondo riapr\u00ec gli occhi. Non ci poteva credere. Anche questo era in ginocchio, con gli occhi spalancati, la mascella aperta che gli sembrava cascata, le mani invece ce l&#8217;aveva giunte, pareva avesse visto, appunto, la Madonna. Muto come un pesce. \u00abSe comincio a fare quest&#8217;effetto agli uomini, peggio che andar di buio\u00bb si disse. Prese coraggio e gli si avvicin\u00f2, con due dita gli sollev\u00f2 garbatamente il mento e accenn\u00f2 \u00abi\u2019che c&#8217;e&#8217; Antonio, &#8216;un mi dire che ti spavento\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNo, no, \u00e8 che &#8230;&#8230;, che &#8230;&#8230;, &#8216;un so come dirtelo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE te provaci a dirmelo, i&#8217;che sar\u00e0 mai \u2026\u2026.\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 che &#8230;.. , che &#8230;.., insomma &#8230;&#8230; , mi vergogno un po&#8217; &#8230;&#8230;. , un omo della mi&#8217; et\u00e0 &#8230;.., a trentott&#8217;anni ancora &#8216;un l&#8217;ho mai fatto, ecco\u00bb.<\/p>\n<p>La Carla non sapeva se ridere o piangere. Non che gli dispiacesse fare la crocerossina, pero&#8217; &#8230;&#8230; . Tant\u2019\u00e8 che gli venne fuori, un po&#8217; malizioso, \u00abMa la mammina te l&#8217;ha raccontata la storia delle farfalline, vero?\u00bb, anche se lo disse con quel tono gentile che si usa coi bambini, celando cos\u00ec quella vena impercettibile di risentimento che l&#8217;aveva attraversata, come quando aspetti tanto una cosa, la sospiri, e poi non viene come te la sognavi. Quando ti svegli, si sa, la serenit\u00e0 ne esce un po&#8217; ammaccata. Si lasci\u00f2 guidare dall&#8217;istinto e fu la cosa migliore, perch\u00e9 altrimenti avrebbe ottenuto l&#8217;effetto opposto, e rischiare di sciupare tutto proprio non le andava. Lo tir\u00f2 su, prese le sue mani, le apr\u00ec e se le mise sulle mele, aveva sempre avuto un fondo schiena degno di nota, sodo e ritto avrebbe risvegliato un morto, ed era sicura che avrebbe fatto effetto. E cos\u00ec fu. Le mani, prima incerte, cominciarono a muoversi sempre pi\u00f9 sciolte, il resto venne da s\u00e9. Fatto sta che Antonio in breve si mise decisamente a recuperare il tempo perduto. L&#8217;andava a trovare fitto, e via con le danze. Da dire che somigliavano sempre pi\u00f9 a un ballo di fine anno, piuttosto che a un giro di valzer. Al lavoro lo richiamarono pi\u00f9 di una volta, perch\u00e9 spariva a giornate intere, magari per consegnare un comodino \u00abe nemmen lontano\u00bb. A forza di ballare va da s\u00e9 che la Carla rimase incinta. Si sposarono al paese di lui e il prete ne fu ben felice, anche se si raccomand\u00f2 che se gli veniva maschio non gli passasse per la testa di chiamarlo Ges\u00f9, \u00abve lo dico, &#8216;un si sa mai, vi frullassero idee strane, visti i precedenti\u00bb. Sull&#8217;eventualit\u00e0 di Maria, fosse stata femmina, invece non disse nulla. Tornarono nella casa di lui e dopo la funzione fecero una bella festa sull&#8217;aia. Fu l\u00ec che a un certo punto videro arrivare un camioncino con due operai. Appena scesi cominciarono a tramestare a un trespolo che stava nella parte dietro e a scaricare un aggeggio grande e impacchettato che non si capiva. Carla e Antonio si avvicinarono incuriositi, \u00ab i&#8217; che pol&#8217;essere ?\u00bb. Messo in terra appoggiato a un albero il pacchettone, uno degli operai disse \u00abQuesto lo manda il Sor Fernando\u00bb, con la S detta bella maiuscola. La Carla non mise tempo in mezzo e cominci\u00f2 a scartare e Antonio dietro. Quando la carta fin\u00ec, e ce n&#8217;era tanta, rimasero tutti a bocca aperta. Era uno specchio, bello, grande grande, di vetro molato, di quelli che ci si vede da capo ai piedi, con una cornice di legno lavorato come quella dei signori. Carla non ci poteva credere, si mise a ridere felice, a pi\u00f9 non posso, anche se nessuno cap\u00ec mai davvero perch\u00e9.<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54895\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54895\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\u00ec, la Carla qualche libert\u00e0 se la prendeva. 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