{"id":54825,"date":"2024-05-30T18:14:25","date_gmt":"2024-05-30T17:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54825"},"modified":"2024-05-30T18:14:26","modified_gmt":"2024-05-30T17:14:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-finche-il-vento-non-rimise-le-cose-in-ordine-di-giacomo-marchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54825","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Finch\u00e9 il vento non rimise le cose in ordine&#8221; di Giacomo Marchi"},"content":{"rendered":"\n<p>Li ricordo &#8211; e ammetto l\u2019inesattezza del verbo, dato che non li ho mai realmente visti in quella posizione &#8211; appoggiati alla battagliola del piroscafo arenato a contemplare la foschia luminosa di un tramonto caraibico, ma pur nell\u2019imprecisione del verbo questa rimane la mia sensazione: li ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse per via del minuzioso e indimenticabile racconto che me ne fece la protagonista, Mina, seduti uno accanto all\u2019altra durante quel volo sopra all\u2019atlantico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon il dovuto rispetto, signora: non le nego che io stia facendo un certo sforzo a crederle.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa \u00e8 tutto vero, giovanotto. \u00c8 tutto <em>jodidamente <\/em>vero\u201d, disse passandosi il dorso della mano destra sotto all\u2019occhio, come a rimuovere qualcosa di liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano fuggiti dalla casa di riposo. Ma qui sarebbe lei a correggermi, visto che tecnicamente fu un allontanamento attraverso un cancello socchiuso, in un afoso fine pomeriggio di marzo del 1968.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che gli inservienti li abbiano cercati per giorni. L\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine fu reputato inopportuno dalla direzione, per non erodere il gi\u00e0 basso apprezzamento di cui godeva l\u2019<em>Hospicio del Caribe<\/em> e in virt\u00f9 del fatto che dell\u2019ultima visita ricevuta da quei due vecchi nessuno conservava memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrido ancora a immaginarli per mano, sgambettanti nel torrido e polveroso vento della sera, con l\u2019anca di Tino a reclamare una evasione lenta e lo svolazz\u00eco del vestito di Mina in intralcio di fuga.<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso, appoggiata alla battagliola di quel piroscafo arenato, Mina abbassava lo sguardo verso l\u2019orologio al polso senza trovarcelo, e sorrideva tra s\u00e9, guardando Tino assorto nella luce del tramonto e pensando a quando il capitano li avrebbe chiamati, loro, unici passeggeri rimasti a bordo, per la cena.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019umidit\u00e0 dell\u2019aria era richiamo di zanzare: a vederli da lontano parevano due vecchi pazzi che si riempissero di schiaffi a vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFammela vedere ancora\u201d, disse Tino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAncora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, per l\u2019ultima volta\u201d, insistette.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 questione di ultima o non ultima. E\u2019 che l\u2019hai vista dieci minuti fa\u201d, disse aprendo una pagina di rivista piegata in quattro. Una torre obliqua campeggiava in un prato sotto a un cielo nuvoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 bellissima\u201d, disse lui. \u201cE\u2019 incredibile che stia in piedi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, questo lo vedrai coi tuoi occhi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi stiamo andando, Tino\u201d, disse sospirando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDavvero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo deciso che sar\u00e0 il <em>nostro<\/em> viaggio, come un viaggio di nozze, non ricordi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE quando ci sposiamo?\u201d, disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stava <em>non<\/em> sposando con un cleptomane affetto da demenza senile col quale era fuggita come un\u2019adolescente irrequieta da una casa di riposo, e adesso stavano percorrendo il rio pi\u00f9 lungo della Colombia, ma il piroscafo che avevano preso di gran fretta perch\u00e9 inseguiti, si era arenato di l\u00ec a poche decine di chilometri per la grande siccit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, la storia era semplice, dopotutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Semplice e inconcepibile ai miei orecchi di giovane chirurgo in viaggio di ritorno dall\u2019America all\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi conoscemmo all&#8217;<em>Hospicio<\/em>. Era adorabile. Mi regalava ogni giorno qualcosa\u201d, disse stringendo tra le mani la tazza di t\u00e8 bollente e guardando fuori dal finestrino, almeno diecimila metri pi\u00f9 in basso, sotto alle nubi, il vasto niente oceanico che stavamo sorvolando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE s\u00ec, capitava che mi regalasse due volte lo stesso oggetto. Magari lo stesso bracciale, o lo stesso foulard. Si figuri. Io poi lo mettevo di notte sul bancone della segreteria, cos\u00ec che il proprietario potesse riprenderselo. Ma quando mi portava le rose! Ossignore! Quando mi portava le rose mi faceva sciogliere. Lei regala mai fiori alla sua fidanzata? Dovrebbe, sa? Io, con quelle rose, mi innamorai. <em>Perdidamente<\/em>, giovanotto. <em>Perdidamente<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE poi che \u00e8 successo? Dopo che il piroscafo si \u00e8 arenato, voglio dire?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei fece un sospiro accarezzando la scatola di cartone che teneva in grembo e che aveva gentilmente rifiutato di consegnare alla hostess, poi mi guard\u00f2, e incontrai quegli occhi verdi, incastonati su un ovale perfettamente maltrattato dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo rimasti soli, noi e il capitano: noi non avevamo altro posto dove andare, e lui aveva una barca sotto i piedi che non voleva saperne di muoversi. Santiddio, mica poteva lasciarla l\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Disse che se ne erano scesi tutti, sbarcati a Vijagual quando il Rio Magdalena inizi\u00f2 a divenire rivolo e lo strid\u00eco della chiglia sulla ghiaia impressionava le signore ingioiellate.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo loro due rimasero a bordo, perch\u00e9 quello era l\u2019unico posto in cui a nessuno sarebbe mai venuto in mente di cercarli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedrete, ha messo pioggia. Ripartiremo presto\u201d, sentenzi\u00f2 il capitano mescendo liquore al termine della cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ultimo bicchiere di anisetta, data la buonanotte al capitano, mentre percorrevano sbadigliando i pochi passi che li separavano dalla cabina, sotto una luna piena rivestita da un alone di umidit\u00e0 che non voleva saperne di tramutarsi in pioggia, immersi nel frinire di milioni di cicale proveniente dalla vegetazione rinsecchita della riva, lei disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTino\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe c\u2019\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019orologio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh!\u201d, disse infilandosi una mano in tasca. \u201cTieni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTino\u201d, sbott\u00f2, \u201cma questo \u00e8 l\u2019orologio del capitano!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, s\u00ec? Scusa\u2026\u201d, disse frugando ancora e dandole quello giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mina scosse la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tralascio i coriandoli di storia che, pur contribuendo a costruire nella mia mente il meraviglioso film di questi due vecchi che gelosamente conserver\u00f2 per tutta la vita, poco aggiungerebbero al fluire della narrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale e definitivo fu invece \u2013 e questo mi richiede tuttora uno sforzo di immaginazione \u2013 il momento in cui due uomini armati abbordarono il piroscafo \u2013 pirati, li chiam\u00f2 il capitano &#8211; e convertirono la rabbia per la scoperta del ponte disabitato in una furia devastante che rovist\u00f2 ogni angolo del natante in cerca di preziosi e denari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEbbe un coraggio da leone, sa?\u201d, mi disse Tina appena l\u2019aeroplano usc\u00ec da una turbolenza e fu di nuovo possibile il dialogo. \u201cInizi\u00f2 a sbattere il bastone in testa a quello che mi aveva strappato la collana e spinta a terra.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Disse che il pirata reag\u00ec sparando un colpo di pistola e ferendolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tino stette tre giorni e tre notti febbricitante nel letto, mentre la pioggia iniziava a cadere, con sempre maggior vigore, gonfiando di nuovo l\u2019alveo pietroso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo non so perch\u00e9 le sto raccontando tutto questo, giovanotto\u201d, mi disse con le lacrime agli occhi, \u201cnon lo so proprio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba della terza notte, nell\u2019umidit\u00e0 soffocante, madido di sudore, Tino pronunci\u00f2 due parole che n\u00e9 Mina n\u00e9 il capitano riuscirono a comprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicinarono il pi\u00f9 possibile e restarono in attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSposami\u201d, disse impercettibilmente, con gli occhi ancora chiusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lesto il capitano si tir\u00f2 gi\u00f9 le maniche e si infil\u00f2 la giacca, chiudendo anche l\u2019ultimo bottone.<\/p>\n\n\n\n<p>Mina si pettin\u00f2 alla bell\u2019e meglio e dette una rassettata anche ai capelli unti e sparuti del suo futuro sposo.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a>Il capitano si invent\u00f2 qualche frase di rito attingendo ad arcaiche reminiscenze di matrimoni, ma non si affranc\u00f2 dal vezzo di pensare che il discorso fosse uscito in foggia decorosa, visto il contesto emergenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il capitano usc\u00ec dalla cabina per prendere una bottiglia di rum e due bicchieri, immaginando di bere giusto un goccetto in delega del marito legittimo, ma quando rientr\u00f2 non c\u2019era pi\u00f9 niente da festeggiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo un soffio di mistral, un garrito di pappagallo. Una puntura di zanzara.<\/p>\n\n\n\n<p>Poca cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era stato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aereo ebbe una nuova turbolenza. Mina chiuse gli occhi e appoggi\u00f2 la testa al sedile. Le si disegn\u00f2 un delicato accenno di sorriso sul viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le chiesi cosa avrebbe fatto ora, se stava andando da qualche parente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho pi\u00f9 nessuno, adesso\u201d, disse dispiegando il foglio della rivista.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai quella torre. Sorrisi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 molto lontano da dove atterriamo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, da Parigi saranno almeno mille chilometri.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si fece seria: \u201cMi avevano detto meno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Intuii, o almeno credetti di intuire, un ostacolo economico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco\u201d, dissi, \u201cper me \u00e8 praticamente di strada. Non sarebbe un problema accompagnarla.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sorrise con gli occhi gonfi di pianto recente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiovanotto, lei \u00e8 il miglior bugiardo che abbia mai incontrato nella mia vita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Seduti a un tavolo del caff\u00e8 guardavamo la maestosa inclinazione di quel marmo prendersi gioco delle leggi della fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedi?\u201d, disse battendo il palmo della mano sulla scatola di cartone, \u201cci credi adesso che sta in piedi, vecchio zuccone?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado\u201d, mi disse prendendo la scatola.<\/p>\n\n\n\n<p>Scompar\u00ec dentro alla torre.<\/p>\n\n\n\n<p>Me la immaginai stramazzata al suolo dopo poche decine di gradini ma, dopo una interminabile attesa, la vidi lass\u00f9, affacciata nel punto pi\u00f9 alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alz\u00f2 la mano secca verso di me.<\/p>\n\n\n\n<p>Contraccambiai il saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Armeggi\u00f2 con la scatola, poi una nuvola bianca la avvolse per pochi secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 il vento non rimise le cose in ordine.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54825\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54825\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Li ricordo &#8211; e ammetto l\u2019inesattezza del verbo, dato che non li ho mai realmente visti in quella posizione &#8211; appoggiati alla battagliola del piroscafo arenato a contemplare la foschia luminosa di un tramonto caraibico, ma pur nell\u2019imprecisione del verbo questa rimane la mia sensazione: li ricordo. 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