{"id":54798,"date":"2024-05-30T18:07:27","date_gmt":"2024-05-30T17:07:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54798"},"modified":"2024-05-30T18:07:28","modified_gmt":"2024-05-30T17:07:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-bottiglia-di-campari-di-gabriele-bitterman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54798","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La bottiglia di Campari&#8221; di Gabriele Bitterman"},"content":{"rendered":"\n<p>La bottiglia di Campari mi osservava dall\u2019alto dello scaffale in cui si trovava. O forse ero io ad osservarla dal basso, accasciato malinconicamente per terra. Malinconicamente: un eufemismo.<br>Era mezza vuota. O mezza piena.<br>Guardandola mi domandavo proprio questo: \u00e8 mezza piena o mezza vuota? Domanda antica, di quelle che sono vecchie perch\u00e9 una risposta forse non la hanno. Io per\u00f2 ero sicuro fosse mezza vuota: l\u2019avevo bevuta, svuotata per met\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo con la testa appoggiata sull\u2019armadio del minuscolo salone di casa mia che fungeva anche da ingresso. Scomodo. Presi un cuscino allungando la mano pi\u00f9 che potevo verso il divano e lo misi dietro la testa. Leggermente pi\u00f9 comodo. Le sigarette erano sul tavolo e dovetti alzarmi per prenderle rendendo inutile la fatica che avevo fatto per prendere il cuscino.<\/p>\n\n\n\n<p>La bottiglia di Campari osservava questo pietoso spettacolo probabilmente chiedendosi anche lei,<br>\u00c8 mezzo pieno o mezzo vuoto?,<br>desiderando girarsi dall\u2019altra parte.<br>Sarebbe stato un comportamento singolare per una bottiglia di vetro, ma quella non era una bottiglia qualunque. Era l\u2019ultima cosa che avevo bevuto prima di smettere di bere.<br>Per dieci anni l\u2019alcol aveva rovinato la mia vita, anche se forse non \u00e8 vero.<br>Dare la colpa all\u2019alcol o ai miei genitori oppure alle sfortune che ho avuto nella vita, \u00e8 pi\u00f9 facile che dare la colpa a me stesso per aver assecondato le circostanze che mi portano ad essere un alcolizzato. C\u2019\u00e8 sempre tempo per darsi la colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Bevevo perch\u00e9 non ero in grado di far tacere in altro modo il tumulto demoniaco che nella mia testa urlava di morire, che ero inutile, che facevo schifo, che nessuno mi amava n\u00e9 tantomeno mi avrebbe mai amato. In verit\u00e0: mi urla di morire sono inutile faccio schifo nessuno mi ama n\u00e9 mi amer\u00e0. Anche adesso, sdraiato sotto il severo sguardo della bottiglia di Campari. Pazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tumulto demoniaco \u00e8 come lo aveva definito il prete da cui i miei genitori mi avevano portato quando avevo 17 anni. Gi\u00e0 a quell\u2019et\u00e0 bevevo un po\u2019 troppo ed ero indisciplinato, ma soprattutto mi cacciavo sempre nei guai. Ero arrabbiato, con tutti e tutto data l\u2019et\u00e0, ma soprattutto con me stesso e i miei genitori. Loro sono quello che si pu\u00f2 definire dei bigotti cattolici retrogradi. Io sono la punizione secolare per la loro bigotteria: un figlio frocio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapevo cosa sarebbe successo se gli avessi confessato cosa mi piaceva, o sarebbe piaciuto fare; sapevo che non avrebbe portato a niente di utile. Eppure, lo feci lo stesso, in segno di sfida e di sdegno verso le stupidaggini cristiane che cercavano di farmi ingoiare da quando ero bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo in salotto. Li avevo fatti sedere davanti a me mentre io ero rimasto in piedi. Mia madre era preoccupatissima, sentiva che avrei detto qualcosa che avrebbe fatto infuriare mio padre<br>Mamma pap\u00e0 io sono gay.<br>Mia madre strizz\u00f2 gli occhi con pollice e indice, forse a trattenere le lacrime o per paura delle conseguenze di quella dichiarazione scandalosa. Mio padre ci sorprese. Mi guard\u00f2 per qualche secondo, si alz\u00f2 in piedi e pronunci\u00f2 come un colpo di gran cassa,<br>No,<br>ma senza urlare, pacato. Poi usc\u00ec di casa.<br>Mi portarono dal prete e io li lasciai fare perch\u00e9 mi divertivo a prenderli in giro facendogli credere che credevo. Ovviamente tutto il mio disagio, la droga, la violenza su di me e sugli altri, passavano in secondo piano ed erano tutti frutto della mia omosessualit\u00e0. Cos\u00ec li convinse il prete: un demone \u00e8 entrato dentro di me usando la mia omosessualit\u00e0 come accesso. Curata l\u2019omosessualit\u00e0, il demone non avrebbe pi\u00f9 avuto spazio dentro me e il mio disagio sarebbe scomparso. Nessuno sembrava rendersi conto di quanto tutto questo suonasse gay: il demone che mi entra dentro e viola la mia anima per rendermi impuro. Faceva ridere, ma ero anche preoccupato che mi avrebbero sottoposto a qualche esorcismo legato da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<p>La settimana dopo dissi ai miei genitori che non avevo pi\u00f9 intenzione di vivere con loro, che me ne andavo dai nonni e che avrei preso il prima possibile una casa per non essere pi\u00f9 di peso a nessuno. Questa volta mia madre pianse copiosamente e tent\u00f2 di convincere mio padre a dissuadermi, senza mai provarci lei. Lui invece mi disse,<br>Credo sia meglio per tutti che tu vada,<br>poi rivolto a mia madre,<br>Come padre ho fatto abbastanza danni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la maturit\u00e0 presi la patente per guidare furgoni e riuscii ad andare via da casa dei miei nonni. <br>Ero finalmente da solo. Potevo finalmente vivere la vita come desideravo senza sentirmi dire cosa dovevo e non dovevo fare. Portavo ragazzi a casa mia e mi ci svegliavo accanto il giorno dopo disgustato al pensiero di farmi toccare di nuovo. Li svegliavo e li cacciavo via ancora con gli occhi appiccicati. A volte riuscivo a portarmi anche delle ragazze, provavo a non essere solo gay, e riuscivo anche l\u00ec per l\u00ec. Poi la mattina, dopo averle cacciata e senza pi\u00f9 l\u2019alcol in circolo, vomitavo per la vergogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero libero s\u00ec, libero di essere chi volevo. Ma invece di diventare chi volevo essere, tutto quello da cui ero fuggito mi raggiunse di nuovo e l\u2019euforia di essere grande, adulto, responsabile, divenne un maledizione, un inganno.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi a bere e a fare sesso in maniera incontrollata con persone e in situazioni che mi disgustavano. Quando mi ritrovavo senza alcool e senza soldi per comprarlo univo le due cose: trovavo qualcuno completamente ubriaco disposto a fare sesso con me, pi\u00f9 per l\u2019alcol che speravo fosse nello sperma che per il piacere dell\u2019atto. Lavoravo solo per saziare la mia fame di disprezzo: alcolizzato, vomitavo addosso al mondo, desiderando che il mondo ricambiasse. Ero andato via per stare da solo. C\u2019ero riuscito.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, avevo 25 anni, venni svegliato dal telefono che squillava. Disidratato e con la testa dolorante, risposi confuso senza guardare lo schermo. Era mia madre. La voce rotta, genuflessa, non disse neanche \u201cciao\u201d,<br>Tuo padre ha avuto un ictus,<br>ci fu una pausa che ricordo bene, sapevo cosa stava per dire e cercavo di capire se ero sveglio o no,<br>\u00c8 morto poco fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Andai al funerale anche se non volevo. Non piansi, non parlai con nessuno, non dissi nulla. Ero ubriaco e cercai in tutti i modi di nasconderlo, non perch\u00e9 rispettassi il contesto, ma per il timore di dovermi vergognare.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche settimana dopo, durante un raro e breve momento di lucidit\u00e0, quella morte mi colp\u00ec all\u2019improvviso: se avessi continuato in quella maniera, anche io sarei morto a breve. Sarebbe stato un funerale senza nessuno, mezzo vuoto. Qualche vecchio amico che si domandava come fosse possibile che quel bambino che avevano conosciuto fosse finito cos\u00ec; una madre delusa dal figlio, forse disgustata, ma pur sempre la madre, quindi piangente, distrutta; forse un amante, un fidanzato. Sentii un enorme vuoto davanti a questa immagine, ci cascai dentro, rimbalzando in mezzo a tutti loro che sembravano cos\u00ec pieni, reali, mentre io assomigliavo pi\u00f9 ad un buco senza pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci provai.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovai una psicoterapeuta, Giorgia. Piano piano mi convinse a prendere altre contromisure: degli psicofarmaci, gli Alcolisti Anonimi. Preso dall\u2019euforia del momento stavo meglio, mi sentivo rinato, o che stavo rinascendo, finalmente in grado di capire cosa volevo quando me ne ero andato di casa a 17 anni. A volte pensavo di chiamare mia madre, parlarci; oppure di andare alla tomba di mio padre per dire qualcosa, anche se non sapevo cosa. Quando ci pensavo mi arrabbiavo e cercavo subito di dimenticarmene.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, l\u2019euforia pass\u00f2 e ripresi a bere. Non quanto prima: andavo su e gi\u00f9. Bevevo ma andavo comunque agli Alcolisti Anonimi; smettevo di andare da Giorgia perch\u00e9 mi sembrava volesse anche lei incasellarmi come aveva fatto la mia famiglia, ma poi tornavo dopo una brutta serata o di nuovo per lo spavento della morte. Non riuscivo a trovare un punto fisso che mi inchiodasse ad una sicurezza, per questo oscillavo. Un quadro con un solo chiodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, mentre parlavo a Giorgia del \u201ctumulto demoniaco\u201d nella mia testa, mi fece una domanda<br>Sicuro che quella voce sia tua?<br>In un attimo, come per magia, mi divisi in due e vidi dall\u2019altra parte il demone di cui il prete parlava. Ma non era un demone. Ero io, io arrabbiato, io disgustato, io pieno di vergogna, io abbandonato, io alcolizzato, io in tutto il mio maestoso malessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Migliorai molto. Avevo qualche ricaduta, ma leggera, qualche birra o poco pi\u00f9. Niente pi\u00f9 litri e litri di alcol, niente pi\u00f9 sesso fuori controllo, niente pi\u00f9 rabbia. Avevo addirittura un principio di relazione stabile che non andava benissimo, ma c\u2019era. Questo ragazzo mi amava, io invece no. Forse \u00e8 per questo che era cos\u00ec determinato ad aiutarmi a concludere definitivamente questo ciclo di distruzione e rinascita in cui ero intrappolato. Lo era fin troppo, sapevo che lo faceva per amore, ma questo mi rendeva solo pi\u00f9 arrabbiato. Per\u00f2 grazie a lui quasi non bevevo pi\u00f9, fungeva da controllore. Fino al giorno della bottiglia di Campari.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante un litigio mi aveva dato dell\u2019alcolizzato. Sentendoglielo dire volevo ammazzarlo, ma non ci volle molto che passai a voler ammazzare me. Il tumulto demoniaco nella mia testa comincio a cantare in coro, cos\u00ec andai a comprare la bottiglia di Campari.<br>Bevvi in un solo sorso met\u00e0 bottiglia, a stomaco vuoto e aggiungendo subito dopo un numero imprecisato di gocce di Lexotan.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi svegliai il giorno dopo, per terra, in un parco. I vestiti sporchi di sangue e fango e forse qualcos\u2019altro. Accanto a me un pezzo di vetro che probabilmente avevo usato per decorare le mie braccia con tagli verticali di diverse dimensioni. Mi sentivo calmo e dopo aver raccolto la bottiglia di Campari mezza vuota, mi diressi verso l\u2019ospedale pi\u00f9 vicino. Quando mi chiesero se volessi chiamare qualcuno diedi il numero di Giorgia e fui molto contento quando la vidi entrare nella stanza,<br>Che hai fatto?,<br>disse cercando di mantenere la calma professionale,<br>Quello,<br>indicai la bottiglia di Campari,<br>Met\u00e0, un sorso solo,<br>E l\u2019altra met\u00e0?,<br>perplesso indicai di nuovo la bottiglia,<br>\u00c8 ancora l\u00e0,<br>Bene,<br>mi sorrise,<br>Facciamola rimanere mezza piena.<br>Quella \u00e8 stata l\u2019ultima volta che ho bevuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec stavo con la testa appoggiata scomodamente sul cuscino appoggiato sull\u2019armadio e la sigaretta che grattava piacevolmente i miei polmoni. Mi alzai e andai verso lo scaffale. Erano anni che quella bottiglia era l\u00e0, non toccata, piena di polvere. La bottiglia di Campari mi guardava giudicante dall\u2019alto dello scaffale, il suo monito chiarissimo, scritto a caratteri vuoti nella sua met\u00e0 mancante.<br>Affaticato, resistevo. Poi il mio demone parl\u00f2.<br>Ero solo come un cane abbandonato, con me c\u2019era solo la bottiglia di Campari mezza vuota. Ed io come quella met\u00e0. Vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese la bottiglia di Campari con entrambe le mani, impolverandosele. Gli scivol\u00f2 sull\u2019alluce. Bestemmi\u00f2 e la raccolse. Levato il tappo avvicin\u00f2 il naso e inebriato mormor\u00f2 qualcosa come,<br>Solo come un cane&#8230; fammi compagnia&#8230; sono un frocio di merda che non vale cazzo&#8230; voglio morire&#8230;<br>Parlava tra s\u00e9 e s\u00e9, piagnucolando. Si rovesci\u00f2 addosso tutti gli insulti che conosceva come se stesse ripetendo qualcosa che qualcuno gli suggeriva attraverso delle cuffie. Infil\u00f2 il dito dentro la bottiglia e la rovesci\u00f2 quel tanto che bastava per bagnarlo. Guard\u00f2 il dito bagnato dal liquido rossastro e lo port\u00f2 verso la bocca. La voce che suggeriva insulti attraverso le cuffie cambi\u00f2,<br>Sicuro che quella voce sia tua?<br>Alz\u00f2 la bottiglia sopra la testa e con il Campari che gli sgorgava in faccia colp\u00ec il tavolo. La bottiglia and\u00f2 in pezzi, alcuni si conficcarono nella mano e sul braccio, qualche scheggia si appiccic\u00f2 sulla faccia sporca di liquore.<br>Tante piccole gocce circondavano i suoi occhi,<br>Perch\u00e9 nessuno mi vuole aiutare?, perch\u00e9 nessuno sa chi sono?, sono solo come una cane abbandonato.<br>Il moncherino della bottiglia puntava il suo polso. Lo poggi\u00f2 sulla pelle, la faccia tutta stretta verso il centro. Un attimo di silenzio. Un colpo secco, ma pi\u00f9 in alto. Un taglietto, niente di grave. Aprii gli occhi e lo vide. Ebbe un fremito di paura e la bottiglia cadde frantumandosi.<br>Seduto in una pozza di Campari e vetri pensava ad alta voce,<br>Non voglio pi\u00f9 vivere&#8230;. non voglio pi\u00f9 vivere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento sent\u00ec la serratura scattare e la porta aprirsi. Salt\u00f2 in piedi afferrando lo Scottex per asciugare le lacrime miste al Campari,<br>Eii sono uscito prima da lavoro oggi cos\u00ec riusciamo ad andare al mare a fare le foto al tramonto.<br>Voleva rendersi presentabile, guardabile. Lo prese il terrore che il suo fidanzato vedendolo lo avrebbe guardato deluso, avrebbe poggiato sul tavolo le chiavi che recentemente aveva fatto fare per lui e sarebbe andato via senza girarsi.<br>Url\u00f2 un \u201cciao\u201d piatto, mentre tenendosi spalle alla porta strofinava i capelli con la carta. Il fidanzato gir\u00f2 l\u2019angolo che separava l\u2019ingresso dal tavolo<br>Sei pron\u2026che hai fatto?,<br>gli scivolarono le chiavi di mano mentre posava delle buste della spesa sul divano,<br>Niente niente la bottiglia di Campari \u00e8 cascata dallo scaffale, ha preso il tavolo ed \u00e8 esplosa e&#8230;<br>Ma ti sei fatto male al braccio!,<br>No tranquillo tranquillo non \u00e8 nulla,<br>Non \u00e8 nulla un cazzo stai sanguinando.<br>Prese lo Scottex e gli tampon\u00f2 il braccio dandogli un bacio sul naso, poi sulla bocca. Un sospiro di sollievo pass\u00f2 in mezzo al suo sorriso,<br>Certo che sei proprio uno scemo! Come hai fatto a far cadere la bottiglia?<br>Si invent\u00f2 una bugia: stava giocando a lanciare in aria una delle palline da giocoliere e per sbaglio aveva colpito la bottiglia di Campari.<br>Il silenzio afferr\u00f2 la stanza. Il fidanzato lo guardava con la testa inclinata, incredulo dell\u2019assurdit\u00e0 che aveva appena sentito,<br>Ora poggia le chiavi sul tavolo e mi lascia,<br>pensava guardando per terra con la mani dietro il collo.<br>Il fidanzato si gir\u00f2, raccolse le chiavi e le pos\u00f2 sul tavolo,<br>Mannaggia! La bottiglia di Campari! Era un cimelio importante, il trofeo della tua vittoria<br>disse sorridendogli, poi aggiunse ridendo,<br>Cos\u00ec smetti di rompere se \u00e8 mezza piena o mezza vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardava incredulo le chiavi. Non capiva perch\u00e9 lui fosse ancora l\u00e0 con lui. Si sentiva umiliato, ingrato della sua presenza, del suo rimanere l\u00e0. Poi lui gli fece cenno di tenere la carta che tamponava la ferita e con un cenno della testa indic\u00f2 il bagno,<br>Dai vatti a lavare cos\u00ec usciamo, io intanto metto a posto questo casino, ch\u00e9 nonostante questa bottiglia fosse mezza vuota ha sporcato tutto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54798\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54798\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bottiglia di Campari mi osservava dall\u2019alto dello scaffale in cui si trovava. O forse ero io ad osservarla dal basso, accasciato malinconicamente per terra. Malinconicamente: un eufemismo.Era mezza vuota. O mezza piena.Guardandola mi domandavo proprio questo: \u00e8 mezza piena o mezza vuota? Domanda antica, di quelle che sono vecchie perch\u00e9 una risposta forse non [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54798\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54798\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":29115,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-54798","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54798"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/29115"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54798"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54854,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54798\/revisions\/54854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}