{"id":5471,"date":"2011-03-10T16:25:47","date_gmt":"2011-03-10T15:25:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5471"},"modified":"2011-03-10T16:25:47","modified_gmt":"2011-03-10T15:25:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-ci-vuole-un-seme-di-nicoletta-molinari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5471","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Ci vuole un seme&#8221; di Nicoletta Molinari"},"content":{"rendered":"<p>Ho delle storie da raccontare. Non sono uno scrittore, non di quelli che s\u2019inventano le cose e fanno i fuochi d\u2019artificio con i colpi di scena, i finali e le morti improvvise. Non che non ce ne siano nelle storie che racconto, ma non me li invento e se qualcuno muore non ci posso fare niente. Non amo la fantasia come diversivo alla schiacciante quadratura quotidiana delle ventiquattro ore su ventiquattro, perch\u00e9 non se ne esce dalla perfetta geometria della vita se non in posizione orizzontale. Poi uno pu\u00f2 farci tanti geroglifici nel suo quadrato chiuso, ma da l\u00ec non esce. Ed \u00e8 l\u00ec che prendo le mie storie, storie di gente che crede di essere libera e scorrazza per quei pochi metri quadrati che il Creatore ci ha dato finendo con lo sbattere le ali di qua e di l\u00e0 senza andare in nessun posto.<\/p>\n<p>Cristo santo, svegliamoci! Siamo uomini in scatola\u2026e qualcuno, ogni tanto, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 abile di noi, apre il coperchio e ne mangia uno o pi\u00f9 d\u2019uno, insieme alla sua casetta e all\u2019alberello vicino a casa, magari mentre \u00e8 fuori a far pisciare il cane. Magari manger\u00e0 anche il cane.<\/p>\n<p>E\u2019 come la nostra scatola delle sardine o dei pelati. E s\u00ec, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 da scommetterci che c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che frega un altro e lo mette in sugosi condimenti finch\u00e9 arriva il momento buono per aprire la scatola, tirarlo fuori e cucinarlo affinch\u00e9 diventi qualcos\u2019altro, qualcosa che, l\u2019essere in scatola, non aveva previsto.<\/p>\n<p>E se gli esseri viventi, umani e non, alla loro morte fossero tirati fuori dal mondo belli e pronti da mangiare?\u00a0 Ci chiediamo sempre che fine si fa, dopo. Ma \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Questo fatto di stare chiusi a lungo nelle scatole del creatore non \u00e8 stata un grande idea, diciamocelo, e, a volte, la gente ha delle reazioni strane.<\/p>\n<p>Non sempre s\u2019intende, anzi pi\u00f9 spesso accade che uno si convinca che, nella sua scatola valga la pena di restarci e di farci dentro ci\u00f2 che un essere umano pu\u00f2 fare di interessante, la qual cosa varia da individuo a individuo, \u00e8 chiaro, ma limitiamoci a considerare quelli che ritengono interessante crescere, lavorare, accoppiarsi, fare figli, accendere un mutuo e andare in vacanza in posti rilassanti in altre scatole del pianeta.<\/p>\n<p>A volte, per\u00f2, pi\u00f9 raramente per fortuna, si genera un\u2019anomalia.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso ho fatto seminare il prato affinch\u00e9 diventasse un bel prato all\u2019inglese. Purtroppo il giardiniere era un deficiente e dalla solcatura del terreno alla semina ha fatto trascorrere due mesi: <em>a me la gente che mi mette fretta mi d\u00e0 fastidio e poi non riesco pi\u00f9 a fare il lavoro. <\/em>Insomma che nel solco, intanto, si era infilato un seme del cazzo, di quelli che volano nell\u2019aria e se trovano terreno fertile attecchiscono come l\u2019ambrosia; cos\u00ec tutta la mia bella erbetta nuova a maggio \u00e8 stata letteralmente travolta dall\u2019infestazione del giavone, una lattuga schifosa che adesso ha radici profonde trenta centimetri grazie alla sapiente solcatura di un deficiente.<\/p>\n<p>Quando in una scatola avviene un\u2019anomalia \u00e8 pericoloso per tutti e pu\u00f2 produrre un rovinoso effetto a catena. Morale basta un seme a rovinare una comunit\u00e0, soprattutto se c\u2019\u00e8 terreno fertile.<\/p>\n<p>Il seme del cazzo, in questo caso, era un ufficiale dell\u2019esercito in pensione; questo si seppe in questura, quando il padre di Pino gli salt\u00f2 addosso per ucciderlo.<\/p>\n<p>Tutto era successo una domenica pomeriggio e Pino, che aveva cinque anni, non sopportava l\u2019idea di seguire sua sorella al cinema dei preti insieme al gruppo delle sue amichette cretine. Non gli interessavano le risatine, i gridolini e i saltelli di entusiasmo idiota nel tragitto fino al cinema mentre si truccavano freneticamente a vicenda con lo stesso ombretto azzurro che saltava fuori magicamente solo la domenica pomeriggio, per strada.<\/p>\n<p>La mamma aveva intonato la solita tiritera: <em>Tu stai attaccato a tua sorella<\/em>; poi, rivolgendosi a Cris: <em>e tu non lo perdere di vista, hai capito bene?<\/em><\/p>\n<p>Indossava i soliti calzoni corti, azzurri, mentre le bretelle nere con i fiorellini arancio e la camicia bianca erano d\u2019obbligo solo la domenica. Usc\u00ec in quel modo, anche se, al ritorno, qualcosa era definitivamente mutato.<\/p>\n<p>Il percorso da coprire non era molto e, al cinema, ci si poteva arrivare a piedi in dieci minuti. Per andare in chiesa si saliva una scalinata, mentre per il cinema, proprio di fianco, si scendeva dal piano strada fino ai sotterranei.<\/p>\n<p>Quando le ragazzine si sedettero cinguettarono pi\u00f9 sonoramente del solito per assicurarsi che i ragazzi presenti le notassero. C\u2019erano adolescenti e c\u2019erano bambini accompagnati dai genitori, cos\u00ec quando l\u2019anziano signore si sedette accanto a Pino, Cris vide che era solo.<\/p>\n<p>Lui sorrise a entrambi, ma pi\u00f9 a Pino al quale diede un buffetto sulla guancia: <em>che simpatico che sei, sei qui con la tua sorellina?<\/em> <em>E<\/em> <em>come ti chiami?<\/em><\/p>\n<p>L\u2019uomo aveva fitti capelli a spazzola, bianchissimi, e una voce morbida come quella del lupo nella parte della nonna di cappuccetto rosso. Aveva anche un impermeabile beige che si mise sulle gambe.<\/p>\n<p>Nella mezz\u2019ora che precedette l\u2019inizio della proiezione s\u2019interess\u00f2 molto a Pino: gli chiese quanti anni aveva e se gli piaceva andare al cinema. Disse che anche a lui piaceva il cinema e che aveva un nipotino proprio della sua et\u00e0, anzi avrebbe proprio potuto proprio essere il suo nonnino.<\/p>\n<p><em>Io il nonnino non ce l\u2019ho<\/em>, disse il piccolo, <em>e non ho neanche il pap\u00e0<\/em>, <em>che \u00e8 andato via di casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Stai zitto<\/em>, disse Cris.<\/p>\n<p>Il vecchio si offr\u00ec di pagare il gelato a lei e a tutte le sue amiche, ma Cris decise di alzarsi e di far spostare tutti nella fila dietro.<\/p>\n<p><em>E tu vuoi spostarti? <\/em>Disse l\u2019uomo rivolto a Pino. <em>Non vuoi stare qui con il tuo nonnino? Anzi, non sono poi tanto vecchio e potrei essere quasi come il tuo pap\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Andiamo, <\/em>insisteva Cris.<\/p>\n<p><em>Se resti a farmi compagnia ti compro il gelato. <\/em>Incalzava il vecchio<em>.<\/em><\/p>\n<p>Pino non voleva offenderlo e non vedeva niente di male in quel signore gentile che si prendeva cura di lui, cos\u00ec s\u2019impunt\u00f2 come il pi\u00f9 tenace dei muli e, infine,\u00a0 Cris lo moll\u00f2 l\u00ec e arretr\u00f2 di una fila con le sue amiche.<\/p>\n<p>Il vecchio mand\u00f2 una delle ragazze a comprare il gelato per\u00a0 tutte e, mentre le fortunate ragazzine leccavano beate l\u2019inaspettato regalo, si spensero le luci e inizi\u00f2 la proiezione.<\/p>\n<p>Pino non riusciva mai a capire granch\u00e9 di quei film che la mamma lo mandava a vedere insieme a Cris, tranne una volta che avevano proiettato la storia di Bruce Lee e lui poi aveva dato calci ai muri, alle sedie e anche a sua sorella per una settimana finch\u00e9 suo padre al telefono, sollecitato dalla mamma, gli aveva fatto la ramanzina.<\/p>\n<p><em>Hai freddo?<\/em> Gli chiese il vecchio. Al suo diniego, l\u2019uomo pose comunque l\u2019impermeabile per met\u00e0 sulle gambe di Pino e per l\u2019altra met\u00e0 sulle sue.<\/p>\n<p>L\u2019uomo parlava sottovoce ma continuamente e questo non permetteva a Pino di seguire il film perch\u00e9 gli poneva domande alle quali doveva rispondere.<\/p>\n<p><em>Adesso ti faccio sentire una cosa<\/em>, <em>metti la manina sotto l\u2019impermeabile.<\/em> Gli prese la mano e la condusse verso il suo ventre appoggiandola su una cosa caldissima e liscia. Poi gli mosse la mano avanti e indietro pi\u00f9 volte. <em>Stringi<\/em>, sospir\u00f2, <em>non lasciare la mano aperta. <\/em>Quando fece un sibilo lungo e sordo con la voce, a Pino sembr\u00f2 il verso che faceva\u00a0 la mamma quando gli voleva intimare il silenzio, solo che la mamma lo guardava dritto negli occhi e soffiava, mentre il vecchio, lo osserv\u00f2, teneva gli occhi chiusi e aspirava con i denti stretti.<\/p>\n<p>Sollev\u00f2 la mano del bambino estraendola da sotto l\u2019impermeabile e se la port\u00f2 sotto il naso.<\/p>\n<p><em>Senti anche tu<\/em>, gli disse rendendogli la mano, <em>annusa<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019ufficiale dell\u2019esercito in pensione mosse la sua mano sotto l\u2019impermeabile fino alle gambe di Pino e lo massaggi\u00f2 delicatamente nell\u2019incavo, poi sbotton\u00f2 i calzoncini e infil\u00f2 la mano nelle mutandine toccandogli le parti intime. Si mosse avanti e indietro, ma con sole tre dita poich\u00e9 bastavano a fasciare il piccolo membro come un guanto.<\/p>\n<p>Il vecchio estrasse la mano e la annus\u00f2, poi se la pass\u00f2 tra i capelli sfregando con vigore e annus\u00f2 ancora.<\/p>\n<p><em>Sent\u00ec<\/em>, sussurr\u00f2 al bambino mettendogli la mano sotto il naso, <em>annusa tu ora, senti che buon odore\u2026 ti piace?<\/em><\/p>\n<p>Il piccolo annus\u00f2 e non sent\u00ec nulla ma non voleva dispiacerlo e annu\u00ec con la testa. Il vecchio parve contento e frizion\u00f2 le dita umide prima sui capelli di Pino, poi di nuovo sui suoi.<\/p>\n<p><em>Adesso vieni in braccio<\/em>, gli disse, <em>anche il tuo pap\u00e0 ti prende braccio vero?<\/em> Lo afferr\u00f2 sotto le ascelle e lo colloc\u00f2 a sedere sopra di lui, entrambi con le gambe coperte dall\u2019impermeabile.<\/p>\n<p>Quando si riaccesero le luci Pino era di nuovo al suo posto con i pantaloncini perfettamente abbottonati. Il vecchio si alz\u00f2 dandogli un nuovo buffetto sulla guancia: <em>Che ti voglio cos\u00ec tanto \u00a0bene \u00e8 un segreto tra di noi, siamo d\u2019accordo?<\/em><\/p>\n<p>Salut\u00f2 con un leggero inchino del capo all\u2019indirizzo delle ragazze e usc\u00ec.<\/p>\n<p><em>Sei un cretino!<\/em> Disse Cris a suo fratello mentre tornavano a casa. <em>Se ti dico di venire con me devi farlo, adesso lo dico alla mamma!<\/em><\/p>\n<p>La mamma si fece dire tutto, ma proprio tutto e anche la Polizia non ebbe dubbi sul fatto che il bambino fosse stato seviziato in un cinema di preti una domenica pomeriggio.<\/p>\n<p>Una pattuglia in borghese si mischi\u00f2 al pubblico per un po\u2019 di domeniche, finch\u00e9 colsero il vecchio in procinto di molestare una ragazzina e lo arrestarono.<\/p>\n<p>Al bambino un po\u2019 dispiacque, del resto suo padre non c\u2019era mai mentre il vecchio si era preso cura di lui e aveva detto di volergli bene.<\/p>\n<p>Il tempo passa e l\u2019erba cresce.<\/p>\n<p>Andrea aveva da poco fatto la Prima Comunione e frequentava l\u2019oratorio. Inoltre leggeva in chiesa la domenica, cos\u00ec <em>il don<\/em> lo teneva d\u2019occhio, che fosse un buon cristiano insomma.<\/p>\n<p>Veramente si preoccupava di tutti i suoi ragazzi con la stessa solerzia, per evitare che qualcosa gli potesse sfuggire e qualche mela matura del suo giardino potesse rotolare lontano.<\/p>\n<p>Andrea termin\u00f2 il suo sincero elenco di peccati e attese. Non riusciva a vedere il prete attraverso i forellini del confessionale, e cos\u00ec non vide la goccia di sudore che stava imperlando la fronte del sacerdote, n\u00e9 la ruga che si accentuava in mezzo agli archi sopracciliari. Lo sent\u00ec che si raschiava appena la gola e, infine, una voce roca e lenta come la discesa della pece, lo raggiunse: <em>Figliolo, non devi vergognarti perch\u00e9 quello che provi \u00e8 normale alla tua et\u00e0 e non \u00e8 sempre peccato, dipende. Vieni da me in canonica pi\u00f9 tardi, che ne parliamo approfonditamente. E ora vai Andrea, ego te absolvo, recita un Pater e due Ave. <\/em><\/p>\n<p><em>Si, don Pino.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5471\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5471\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho delle storie da raccontare. Non sono uno scrittore, non di quelli che s\u2019inventano le cose e fanno i fuochi d\u2019artificio con i colpi di scena, i finali e le morti improvvise. Non che non ce ne siano nelle storie che racconto, ma non me li invento e se qualcuno muore non ci posso fare [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5471\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5471\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1514,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5471","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5471"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1514"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5471"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5479,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5471\/revisions\/5479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}