{"id":54703,"date":"2024-05-29T19:00:38","date_gmt":"2024-05-29T18:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54703"},"modified":"2024-05-29T19:00:39","modified_gmt":"2024-05-29T18:00:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-severo-e-serena-di-valeria-elena-vallino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54703","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Severo e Serena&#8221; di Valeria Elena Vallino"},"content":{"rendered":"\n<p>Un po\u2019 di anni fa, Severo, di nome e di fatto, era il vigile pi\u00f9 temuto di tutta Como. Era temuto e rispettato anche dai suoi colleghi e faceva tremare le nuove reclute quando le redarguiva, poich\u00e9, a suo avviso, si facevano impietosire troppo dalle scuse degli automobilisti negligenti. Placida Cant\u00f9, una paffuta e sorridente signora di mezza et\u00e0, era il comandante di quella stazione dei vigili ed era anche un\u2019ex compagna di scuola di Severo. Placida, conoscendolo da sempre, lo trattava bonariamente, senza prenderlo troppo sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno arriv\u00f2 una giovane vigilessa appena entrata in servizio, piena di buona volont\u00e0 e nessuna esperienza. \u201cBuongiorno, sono Gaia Borghi\u201d. \u201cCara, ben arrivata!\u201d le disse Placida con calore e un largo sorriso, \u201cGli altri colleghi sono tutti gi\u00e0 fuori, ma intanto ti presento il collega Frigerio\u201d. Severo le lanci\u00f2 una rapida occhiata e fece un lieve cenno con la testa, borbottando un \u201cBuongiorno\u201d, che sapeva di temporale. Era di pessimo umore perch\u00e9 si sarebbe dovuto occupare di Gaia. Chiuse la sua agenda, si alz\u00f2 e invit\u00f2 Gaia a seguirlo con un gelido \u201cAndiamo!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre pedalavano nel centro Severo, come un falco, controllava che ogni auto o furgone parcheggiato avesse il permesso ben esposto ed era gi\u00e0 nero perch\u00e9, dopo venti minuti, non aveva ancora staccato la prima multa della giornata. Gaia lo seguiva e not\u00f2 che Severo a malapena le rivolgeva la parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso met\u00e0 mattina Severo trov\u00f2 un furgoncino senza permesso e per un attimo fu tutto contento, in due minuti scrisse la multa e la fiss\u00f2 trionfante sotto il tergicristallo. Gaia, vedendolo meno accigliato, ne approfitt\u00f2 per provare ad attaccare bottone e gli chiese qual era il posto in cui era pi\u00f9 difficile fare le multe. Negli occhi di Severo pass\u00f2 come un\u2019ombra e rispose a mezza voce \u201cVilla Geno!\u201d. Gaia era perplessa, ma non sapeva che l\u00ec, tanti anni prima, Severo, che era un giovane vigile zelante, per l\u2019unica volta in tutta la carriera, non aveva fatto la multa a una ragazza, nonostante questa non avesse pagato il parcheggio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014<\/em><em>&#8211;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In un pomeriggio di marzo, sotto il primo sole tiepido di primavera, un giovane Severo pedalava sul lungolago verso Villa Geno. <\/em><em>T<\/em><em>utti sembravano felici di quella bella giornata. In fondo alla passeggiata, poco prima <\/em><em>dell<\/em><em>a villa, una ragazza era sdraiata sull\u2019ultima panchina. Si era tolta le scarpe e sembrava stesse dormendo. I capelli biondi, a tratti, erano mossi dalla brezza leggera e, a ogni increspatura del lago, la chioma dorata vibrava. Severo, che aveva lasciato la bici poco prima, pass\u00f2 di fianco alla ragazza osservandola con uno strano mal di pancia e divent\u00f2 rosso come un peperone quando quella socchiuse gli occhi e lo vide che la stava fissando. Colto alla sprovvista si diede subito un contegno e prosegu\u00ec impettito. La ragazza lo segu\u00ec con lo sguardo e quando si ricord\u00f2 che non aveva pagato il parcheggio si tir\u00f2 su come una molla, si infil\u00f2 veloce le scarpe e corse verso Severo, che, come un radar, aveva gi\u00e0 notato il talloncino mancante e stava tirando fuori dalla borsa il blocchetto per le multe e la penna. \u201cMi scusi, guardi, la macchina \u00e8 mia, ho scordato di pagare, ma provvedo subito!\u201d. Severo rimase interdetto. Normalmente detestava le scuse dei contravventori e le liquidava ripetendo \u201cCerto, la prossima volta star\u00e0 pi\u00f9 attento\u201d. Severo guard\u00f2 la ragazza negli occhi e di nuovo sent\u00ec il mal di pancia di poco prima. Dato che lui non apriva bocca, la ragazza riprese a parlare \u201cPiacere, Serena\u201d. Severo prese la mano che quella gli offriva e rispose meccanicamente \u201cPiacere Severo\u201d. A sentire quel nome a Serena scapp\u00f2 un sorriso ironico, che lei cerc\u00f2 subito di dissimulare e disse \u201cVia, anche se lei si chiama Severo, sar\u00e0 clemente con me?\u201d. Severo, che non credeva a se stesso, abbozz\u00f2 un sorriso sbilenco e disse \u201cChe non succeda pi\u00f9!\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Da quel giorno aveva rivisto Serena parecchie volte e ogni volta avrebbe voluto fermarsi a parlare con lei, a contare i denti bianchi del suo sorriso, a osservare l\u2019ondeggiare dei suoi capelli al vento, a guardare con lei i battelli passare sull\u2019acqua. Ma Severo non si fermava mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I<\/em><em>n un giorno ventoso, a Como venne varata la riproduzione di un antico vascello a vela. Gi\u00e0 mentre la gente saliva a bordo per fare il giro inaugurale, qualche vecchio pescatore aveva guardato con preoccupazione l\u2019acqua increspata e le nuvole troppo veloci nel cielo azzurrissimo. Quel giorno Severo aveva il compito di controllare che nessuno entrasse in macchina sul Lungolago. Quando ormai il vascello era quasi al completo Severo vide arrivare di corsa Serena, la quale lo riconobbe, gli rivolse un sorriso eccitato e gli lanci\u00f2 un \u201cBuongiorno Severo! Tu non vieni sul vascello?\u201d. Severo avrebbe voluto correre con lei e salire a bordo, ma pot\u00e9 solo dirle, <\/em><em>stupito di se<\/em><em> stesso \u201cOra non posso, ma ti aspetter\u00f2 al ritorno\u201d e lei, con un sorriso, gli disse \u201cCi conto Severo, a pi\u00f9 tardi!\u201d e spar\u00ec in mezzo ai turisti, sul vascello che stava infine mollando gli ormeggi. Serena si era innamorata di Severo e tornava sempre sulla stessa panchina, sperando di vederlo passare. Gli lanciava qualche rapida occhiata ma non aveva mai avuto il coraggio di rivolgergli la parola fino a quel giorno. La frase e la stessa voce di Severo nel risponderle, le avevano fatto capire che i suoi sentimenti non erano a senso unico, quindi sal\u00ec euforica sul vascello e godette della folata che le invest\u00ec il viso e le sciolse la coda, con la quale aveva fermato i capelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019equipaggio del vascello si dava da fare per regolare le vele, ma fu chiaro fin da subito che il vento era troppo forte e dopo appena due minuti di navigazione, l\u2019atmosfera, tra i passeggeri, era meno allegra e molto pi\u00f9 preoccupata. Solo Serena sembrava non farci caso, persa nei suoi pensieri. Tra Como e Blevio le folate si fecero pi\u00f9 forti e all\u2019improvviso il vascello si trov\u00f2 di traverso al vento, il motore d\u2019emergenza non part\u00ec al primo colpo e in un attimo il vascello cominci\u00f2 a imbarcare acqua. Nel panico generale un bambino sfugg\u00ec alle braccia di sua madre e cadde nel lago. Serena, che era l\u00ec di fianco, non ci pens\u00f2 un attimo e si butto, raggiungendo subito il bimbo terrorizzato. La corrente era forte, il vascello si allontanava e i vestiti bagnati la tiravano gi\u00f9, ma Serena in qualche modo riusc\u00ec a portare in salvo il bambino, che si aggrapp\u00f2 piangendo forte per lo spavento alle braccia della mamma. Tutti erano commossi dal lieto fine di quella disavventura e nessuno not\u00f2 che Serena, presa dalla corrente, stava annaspando nel tentativo di avvicinarsi al vascello e portarsi in salvo. Quando si accorsero di lei le lanciarono una cima, ma era troppo corta e Serena non riusc\u00ec ad afferrarla. I vestiti erano sempre pi\u00f9 pesanti, la corrente la portava sempre pi\u00f9 lontano e sempre pi\u00f9 gi\u00f9 e in pochi minuti, sotto gli sguardi terrorizzati dei passeggeri sempre pi\u00f9 lontani, Serena anneg\u00f2, con la bocca aperta e lo sguardo al cielo azzurro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel frattempo il vascello si stava piegando sempre di pi\u00f9 e l\u2019equipaggio cal\u00f2 velocemente le scialuppe di salvataggio e port\u00f2 in salvo tutti i turisti. Dalla riva, nello sgomento generale, videro il vascello inabissarsi velocemente e sparire sotto la superficie blu increspata di bianco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giorno dopo i giornali parlavano di tragedia prevedibile, di errore umano, di giovane eroica vittima\u2026 Severo non si capacitava del fatto che ci\u00f2 che era successo fosse reale. Un attimo prima aveva sentito il profumo di Serena che gli passava di fianco correndo e dieci minuti dopo era tutto cancellato, inghiottito dal lago.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Furono ingaggiate squadre di sommozzatori per recuperare il corpo di Serena e anche Severo si immerse, ma nessuno la trov\u00f2 e dopo due settimane le ricerche furono sospese. Severo invece non smise di immergersi. Ogni giorno, quando finiva il turno di lavoro, si infilava la muta, indossava la maschera, prendeva lo zaino con la bombola e si inabissava sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Durante un\u2019immersione, una sera di quasi un anno dopo, Severo per la prima volta credette di vedere qualcosa e rimase quasi paralizzato dall\u2019emozione quando vide Serena nuotargli incontro, con i capelli mossi dalla corrente e il suo sorriso di perla. Serena gli fece cenno di seguirla e Severo la segu\u00ec incredulo. In profondit\u00e0, dove solo la pila <\/em><em>gli <\/em><em>permetteva di vedere qualcosa, Serena all\u2019improvviso si ferm\u00f2 e gli indic\u00f2 con la mano la carcassa del vascello, che non era mai stato recuperato. Poco dopo Severo dovette tornare in superficie perch\u00e9 stava finendo l\u2019ossigeno, ma da quel momento torn\u00f2 tutti i giorni ad immergersi nello stesso punto e tutti i giorni rivedeva Serena e insieme nuotavano e si parlavano con lo sguardo. Ma a Severo non bastava. Lui avrebbe voluto abbracciarla e baciar<\/em><em>la<\/em><em>, ma quando provava a toccarla, la sua mano incontrava solo acqua e lei lo guardava coi suoi occhioni che si erano fatti, col tempo, malinconici. Finalmente una sera Severo prese una soluzione estrema. Decise di buttarsi nel lago perch\u00e9 voleva annegare anche lui per poter raggiungere Serena e stare per sempre con lei. Ma in quel momento passava un pescatore che stava calando le reti e recuper\u00f2 Severo, che, portato in salvo, toss\u00ec un bel po\u2019 e pianse disperato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Passato un po\u2019 di tempo Severo volle riprovare a immergersi, ma non trov\u00f2 pi\u00f9 Serena. Un giorno, nel punto in cui la incontrava sempre, una grossa trota iridea nuotava lentamente come se lo stesse aspettando. Incuriosito dallo strano comportamento del pesce, Severo lo segu\u00ec e questo lo port\u00f2 verso il vascello, che era sdraiato sul fondo. Ad un tratto la trota si ferm\u00f2 e poi cominci\u00f2 a nuotare in tondo. Severo non capiva, poi vide uno zainetto rosso, attaccato con un nodo alla balaustra del vascello. Era ricoperto di alghe ma Severo riconobbe lo zainetto che aveva visto sulla schiena di Serena che correva verso l\u2019imbarco, il giorno in cui era annegata. Lo prese e la trota guizz\u00f2 via. Tornato in superficie Severo, con mani tremanti, tagli\u00f2 la tela dello zaino, la cui cerniera era bloccata e trov\u00f2 un taccuino infilato in una busta di plastica. Serena lo portava sempre con s\u00e9 perch\u00e9 le piaceva annotare le cose che la colpivano di pi\u00f9 e prima di imbarcarsi sul vascello, per timore che <\/em><em>si bagnasse<\/em><em>, aveva avvolto il taccuino in una busta di plastica ermetica. Severo era incredulo e quella notte non dorm\u00ec. In quel taccuino Serena aveva annotato tutti i loro incontri, la cronaca dei suoi sentimenti e l\u2019ultimo appunto era relativo alla promessa che Severo le aveva fatto prima dell\u2019imbarco e che lei aveva scritto pochi attimi prima di annegare. Severo pianse tutte le sue lacrime, ma era felice perch\u00e9 finalmente aveva la prova che Serena lo aveva amato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Da quel giorno Severo non si era mai pi\u00f9 immerso, n\u00e9 si era pi\u00f9 innamorato e, con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, si era indurito a tal punto da essere diventato il vigile pi\u00f9 temuto di tutta Como.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014<\/p>\n\n\n\n<p>Gaia intu\u00ec che Severo non era sempre stato il vigile burbero che tutti conoscevano. Bevvero un caff\u00e8 e Gaia cominci\u00f2 a parlare del motivo per cui aveva deciso di fare la vigilessa e per un attimo fece il nome di sua madre, Serena. Severo, che fino a quel momento aveva ascoltato distrattamente, si raddrizz\u00f2 sulla sedia e cominci\u00f2 a osservare Gaia, la quale nel frattempo continuava a parlare \u201c\u2026mia madre era una ragazza madre, sa, e, non so se si ricorda di quell\u2019incidente, venticinque anni fa, in cui mor\u00ec Serena Borghi\u2026era lei. Io avevo solo tre anni\u2026\u201d Severo non sentiva pi\u00f9 niente, guardava Gaia, i suoi capelli biondi nascosti dal cappello, i suoi occhi umidi e i denti di perla. I lineamenti di Severo si fecero all\u2019improvviso pi\u00f9 morbidi, gli occhi, asciutti da tanto tempo, gli si riempirono di lacrime e mormor\u00f2 commosso \u201cGaia\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno Severo divent\u00f2 il vigile pi\u00f9 gentile di tutta Como e si prese cura di Gaia, come se fosse stata sua figlia. Spesso andavano insieme a passeggio e si sedevano sull\u2019ultima panchina, prima di Villa Geno. Nella bella stagione Gaia si levava le scarpe e chiudeva gli occhi, lasciando i capelli sciolti a danzare nella brezza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po\u2019 di anni fa, Severo, di nome e di fatto, era il vigile pi\u00f9 temuto di tutta Como. 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