{"id":54651,"date":"2024-05-28T17:28:42","date_gmt":"2024-05-28T16:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54651"},"modified":"2024-05-28T17:32:20","modified_gmt":"2024-05-28T16:32:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-saverio-di-rita-anna-maria-stella-fantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54651","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Saverio&#8221; di Rita Anna Maria Stella Fantini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi aveva chiesto di accompagnarla in Umbria, &nbsp;perch\u00e9 nel pomeriggio avrebbe avuto delle prove musicali per lo spettacolo della sera. Lei era parte dell\u2019organico di un coro lirico e, &nbsp;all\u2019imbrunire, la Boheme avrebbe trascinato gli animi nella poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi affrettai nell\u2019uscire anticipatamente dal mio lavoro e passai a requisire Tom, il cane di famiglia: un jack russell con degli occhi pieni di buone speranze per tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quello sguardo lo avrei voluto trovare nell\u2019uomo dei miei desideri: era languido, ma penetrante e pronto ad arrendersi &nbsp;per amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avviluppai in un traffico sequestratore, dove ognuno si organizzava a trascorrere, nel proprio abitacolo, quel tempo alienato, ma tanto comodo per ovattarsi dallo stress. Tutti in fila, a piccoli passi, &nbsp;verso la meta nichilista del caos.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiunsi Stella fuori da una sala di doppiaggio, perch\u00e9 &nbsp;attuava un po\u2019 di sano dualismo lavorativo, &nbsp;alternando la lirica al riversaggio vocale dei film stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Attesi un po\u2019 il suo arrivo e&nbsp; quei minuti si tramutarono in un connubio d\u2019amore con Tom: mentre controllavo l\u2019uscita di mia figlia dal portone a specchi, allungavo le labbra lateralmente per baciare quel concentrato d\u2019amore e peli che si lasciava sedurre dai miei baci strapazzanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 come il vento, soffiando nella macchina la sua presenza e si accomod\u00f2 scansando, senza cortesia, qualsiasi cosa ostacolasse il suo agio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Mamma, sbrigati! Siamo in ritardo e fra meno di 3 ore inizieremo le prove!\u201d mi naccherell\u00f2 nell\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentivo sempre magnificamente sfruttata, sapevo che mi sarei piegata ad ogni suo volere, protestando si, ma solo per testimoniare la mia esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>2)&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziammo a viaggiare e, mentre mia figlia Stella studiava la partitura ad alta voce e Tom sonnecchiava sul sedile posteriore, mi presi la libert\u00e0 di meditare per proprio conto, senza rivelare a nessuno i salti di sinapsi dei miei pensieri che a zigzag rallegravano quell\u2019inizio di pomeriggio .<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle 3 ore furono facili: fui una madre funzionale e non mi preoccupai d\u2019altro: starle vicino, senza parlarle e pensare ai fatti miei, &nbsp;per me era un\u2019apoteosi di piacere tenero, discreto. Potevo nascondermi sotto i suoi importanti programmi giornalieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivammo nella piazza del paese alle 5 scarse: Agosto regalava una luce bellissima che metteva l\u2019euforia di sapere che di tempo ce ne era veramente tanto, prima che si chiudesse il giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Stella si dilegu\u00f2 senza che avessi la possibilit\u00e0 di chiederle &nbsp;dove avrei alloggiato per la notte, ma allontanandosi, come un riverbero, mi chiocci\u00f2:\u201d Ah, mamma, guarda che ti ho prenotato una stanza in un bel hotel. Io dormir\u00f2 con i miei colleghi in un altro albergo. Ti mando l\u2019indirizzo dell\u2019hotel e a breve ti dir\u00f2 dove e a che ora si svolger\u00e0 l\u2019evento musicale!\u201d Dopo 5 minuti mi arriv\u00f2 il tutto e cercai di districarmi fra viuzze medievali e sensi unici per raggiungere,&nbsp; al pi\u00f9 presto, &nbsp;una doccia che avrebbe dovuto rianimarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi persi e m\u2019innervosii, ma giunsi infine alla meta.<\/p>\n\n\n\n<p>La doccia fu rapida, &nbsp;dopo che &nbsp;mi accorsi che mancavano sapone e shampoo e, con un po\u2019 d\u2019acqua, &nbsp;mi rinvenni da quel sopore sottile che mi leccava la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec essenziale, scesi nella reception e convintami che avrei raggiunto il posto a piedi, chiesi informazioni per la famosa piazza musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentivo bella, mia e completa di quel tempo vacanziero ed insensato che mi si presentava davanti: regalo inaspettato di una figlia inconsapevole.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Uscii dalla reception, intontita da una informazione poco chiara, &nbsp;mi diressi sotto un<\/p>\n\n\n\n<p>pergolato, indecisa sul da farsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivasti tu: &nbsp;vidi da lontano la tua presenza claudicante e mi ricordai di averti intravisto qualche minuto prima, lungo un corridoio della struttura alberghiera, in cui parlavi con un inserviente .<\/p>\n\n\n\n<p>Dondolavi e fendevi l\u2019aria quasi a spostarla e mi ricordasti il pendolo dell\u2019orologio a muro di mio zio,&nbsp; che andava avanti ed indietro senza sosta.<\/p>\n\n\n\n<p>3)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti venni incontro in cerca di una ulteriore spiegazione sul luogo che dovevo raggiungere e &nbsp;magicamente ti offristi ad accompagnarmi: lavoravi presso una galleria d\u2019arte, venivi da fuori ed eri ospite, presso il mio stesso hotel, del proprietario della piccola pinacoteca che dovevi raggiungere . Stava &nbsp;in prossimit\u00e0 della piazza dove si sarebbe svolto l\u2019evento &nbsp;e aggiungesti che avresti lavorato fino a tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Caricasti nella tua&nbsp; macchina anche il mio cane,&nbsp; che spandeva peli ovunque, ed il trasportino dell\u2019adorata bestiola, &nbsp;perch\u00e9 il \u201cpeloso\u201d era reduce da un intervento alla schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro viaggio dur\u00f2 7, 8 minuti, fosti loquace e comunicativo al limite del confidenziale, rivelandomi delle faccende private di un tuo amico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi venne voglia di rivederti perch\u00e9 eri un uomo che parlava al femminile.&nbsp; Si, &nbsp;avevo avuto la dolce sensazione di parlare con una donna molto virile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu, per\u00f2, mi scaricasti come un sacco umano di cui ti volevi liberare per proseguire il tuo lavoro. Rassegnata, pensai che la mia et\u00e0 non mi permetteva pi\u00f9 di sperare in disinvolti approcci amorosi e che la trasparenza, in questo caso, &nbsp;non riguardava una qualit\u00e0 dell\u2019anima, ma una distrazione crudele, di sguardi maschili, al mio passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ripresi in un batter d\u2019occhio: quel residuo di giornata tutta per me non la dovevo sprecare e, con cane e trasportino a seguito, mi diressi in cerca di un buon caff\u00e8 e tante visioni inutili e fragranti con cui riempire quel tempo prima dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto mi venisti in mente: tu, uomo sbilenco, con tutto quel fascino sbrigativo e mi meravigliavo nel pensare che, quel qualcosa che non funzionava perfettamente nel tuo corpo, non era un ostacolo per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano diversi anni che non mi piaceva un uomo e pensavo di aver perso irrimediabilmente quel gridolino interno,&nbsp; pieno di voluttuosit\u00e0 ed erotismo,&nbsp; all\u2019apparire di un maschio.<\/p>\n\n\n\n<p>Stentavo a confessarmi che tutto questo si era risvegliato con te: un uomo che mi prefigurava &nbsp;un ipotetico rapporto interpersonale &nbsp;difficile da gestire.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci uno sbuffo risolutorio di non curanza e ripresi a giocare con quella giornata che ormai stava spegnendo la sua luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 8 di sera mi ritrovai conquistata da tutta quella gente che cominciava ad affluire in quell\u2019immensa piazza piena di Boheme.<\/p>\n\n\n\n<p>Stella mi omaggi\u00f2 di un biglietto e presi posto, con accanto il sacro cane.<\/p>\n\n\n\n<p>4)<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre ore di spettacolo ne uscimmo assiderati: il clima cambi\u00f2 repentinamente e fummo colti da un freddo che mi fece desiderare di tornare presto in hotel.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspettai di rivedere mia figlia per l\u2019agognato passaggio, ma \u201cla fanciulla\u201d, saputo che vi era stato un signore che si era offerto nell\u2019accompagnarmi all\u2019evento e che stava a due passi da l\u00ec, pens\u00f2 bene di sollecitarmi a verificare se la galleria d\u2019arte fosse stata ancora aperta e, dopo una rapida sbirciatina assertiva in direzione,a richiedergli il passaggio di ritorno. Piccolo particolare: &nbsp;lui alloggiava nel mio stesso hotel e lei, scaricata l\u2019\u201danziana madre\u201d, avrebbe raggiunto i suoi amici a cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Stella, quindi, mi mand\u00f2 allo sbaraglio e confesso che, grazie a lei, caddero quei soffici pudori che m\u2019impedivano di essere una donna anche alla mia et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavi fuori della galleria e&nbsp; &nbsp;parlavi con un tizio mentre tutto intorno a te si dissolveva: pezzi di scene teatrali che evaporavano insieme a &nbsp;tanta umanit\u00e0 rincasata. Mi ti piantai davanti e &nbsp;ti chiesi nuovamente un passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rispondesti gentilmente, offrendoti per il passaggio, ma trovai un tantino insolente, ma anche divertente, la tua susseguente proposta di cenare con te :\u201d L\u2019accompagno se cener\u00e0 con me: ci sono dei distributori di merendine in albergo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si amplific\u00f2 un risveglio istantaneo di quella femmina selvaggia che ero stata un tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a muovermi veloce verso la tua macchina, nel buio di quella notte, cos\u00ec veloce da distanziare volutamente la tua andatura, rivelatrice di ipotetici e futuri problemi &nbsp;fra me e te.<\/p>\n\n\n\n<p>Si, perch\u00e9 un po\u2019, quel tuo camminare, complicava quella inafferrabile ed inattesa beatitudine che mi stavi regalando.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrammo in macchina e dai tuoi discorsi ricordai che tu parlavi al femminile: che gioia per un cervello abituato ad assecondare i racconti ottusi ed unilaterali di certi uomini!<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivammo in hotel, c\u2019era un silenzio tombale e, dopo aver sbancato il distributore delle merendine, &nbsp;ci sedemmo sotto il &nbsp;pergolato a ridosso dell\u2019hotel e tutto il mondo scomparve: parlammo ore senza ricordare cosa fosse &nbsp;il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>I tuoi occhi bruciavano in quella oscurit\u00e0 naturale, dove tutta la natura intorno aveva orchestrato un baccanale infinito di sguardi vogliosi.<\/p>\n\n\n\n<p>5)<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che credevo fosse ormai da ricercare in libri di poesia d\u2019amore, si stava spogliando e svelando davanti ai miei occhi? C\u2019era una nudit\u00e0 di anime che sconvolse tutte quelle fastidiose impalcature di rinforzo della mia mente vecchia \u00a0e razionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Fui tua in un amplesso di pensieri segreti e andammo oltre l\u2019erotismo, &nbsp;senza sfiorarci con un dito.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu fosti mio senza passato e futuro e quel presente mi divor\u00f2 la mente.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fui vinta: mi arresi a tutto quello che mi stavi donando.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;All\u2019improvviso mi volli svegliare per paura e, &nbsp;con pudore, &nbsp;ti dissi che era ora di andare a dormire, anche perch\u00e9 non ricordavo cosa avrebbe dovuto fare una donna abituata ad essere una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Volesti darmi il numero del &nbsp;tuo cellulare, ma io risposi dandoti il mio, nella speranza che avessi fatto tu la prima mossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena giunta in camera, mi arriv\u00f2&nbsp; un messaggio ammiccante, ma feci finta di niente: ti risposi laconicamente e con un ritardo che sapeva di disinteresse, anche se il cuore aveva cominciato a galoppare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo ripartii per Roma, ma tu fosti avaro di ulteriori messaggi: pensai che la tua difficile vita ti aveva insegnato a non fare passi falsi con una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo che segu\u00ec serv\u00ec per innamorarmi di te, per telefonarti con una scusa e tentare oltre il possibile di trattenerti, in una qualsiasi maniera.<\/p>\n\n\n\n<p>Abitavi in un\u2019altra citt\u00e0 e&nbsp; fu splendido passare giornate intere al telefono con te ed aspettare la sera per ritelefonarci e rimanere 3 o 4 ore a parlare senza che le parole fossero parole, ma mezzi per raggiungerci. Ogni tanto , per\u00f2 avevo la sensazione, che eri disposto, con disinvoltura, a sparire senza un perch\u00e9 e a farmi soffrire come a quindici anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella&nbsp; prima volta ci vedemmo solo in un\u2019altra occasione: ti raggiunsi e passammo una notte a ridere e ad annusarci, per scoprire all\u2019alba che non ci sarebbe mai pi\u00f9 stata un\u2019altra sovrana volta. Sapevo che a breve mi avresti cacciato a malo modo da quella tana piena di trofei.<\/p>\n\n\n\n<p>T\u2019immaginai &nbsp;ululare alla luna, contento di avere, nella tana, una nuova preda. Si, per te, era importante leccarti le zampe che avevano toccato le mie carni lacerate e sai perch\u00e9? Perch\u00e9 eri un perverso e carismatico seduttore, nonostante quell\u2019impedimento fisico, pronto a farmi espiare le pesanti crocifissioni che avevi dovuto stazionare in giro per la tua vita. <\/p>\n\n\n\n<p>6)<\/p>\n\n\n\n<p>Lo capii troppo tardi, ero gi\u00e0 avvelenata e cominciai a vomitarti e a desiderare, subito dopo,&nbsp; che riapparissi. Non fu facile perch\u00e9 la prima immagine di te non voleva cancellarsi, quell\u2019immagine che mi aveva rapito. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Decisi di andarmene e di non girarmi pi\u00f9 indietro e di indossare definitivamente le vesti della signora con un gran passato,&nbsp; pieno di rimembranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Provasti a chiamarmi ed io non risposi &nbsp;dilaniandomi il cervello. C\u2019era poco da scherzare con te: la tua vita passata ti aveva reso inafferrabile e crudele.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Si, fosti tanto crudele e senza un motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A fatica rientrai in quella noiosa, ma concreta serenit\u00e0 che mi ero imbastita da anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci volle un po\u2019, ma ci riuscii: decisi di dimenticarti. I grandi dolori passati mi aveva indicato la strada da percorrere in certe occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Fosti un idiota e mi raccontai che te ne saresti pentito di aver perso tutto quel bellissimo nutrimento d\u2019amore che ti davo&nbsp; e forse avresti anche pianto, sempre se le tue lacrime fossero &nbsp;state lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao Saverio, non resterai neanche un bel ricordo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54651\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54651\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi aveva chiesto di accompagnarla in Umbria, &nbsp;perch\u00e9 nel pomeriggio avrebbe avuto delle prove musicali per lo spettacolo della sera. Lei era parte dell\u2019organico di un coro lirico e, &nbsp;all\u2019imbrunire, la Boheme avrebbe trascinato gli animi nella poesia. Mi affrettai nell\u2019uscire anticipatamente dal mio lavoro e passai a requisire Tom, il cane di famiglia: un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54651\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54651\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28847,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-54651","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54651"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28847"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54651"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54658,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54651\/revisions\/54658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}