{"id":54599,"date":"2024-05-29T10:22:29","date_gmt":"2024-05-29T09:22:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54599"},"modified":"2024-05-29T10:22:30","modified_gmt":"2024-05-29T09:22:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-festa-a-sorpresa-di-francesco-minervini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54599","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Festa a sorpresa&#8221; di Francesco Minervini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Arturo Roppo non aveva mai fatto una vera festa in occasione del suo compleanno, un po&#8217; per il suo carattere, un po&#8217; forse per una consuetudine familiare che non \u00e8 che attribuisse poca importanza ai compleanni, ma li festeggiava con molta semplicit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Questa ricorrenza Arturo l&#8217;aveva sempre celebrata in casa, con i genitori e la sorella Elvira: un regalino, una torta fatta in casa e via. Questo modo di fare era proseguito anche dopo il matrimonio, quando ricordava l\u2019anniversario della sua nascita con la moglie Rita e il figlio Vincenzo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">A causa di questa consolidata abitudine Arturo, giunto ormai alla soglia dei sessant&#8217;anni, non aveva alcun particolare ricordo di qualcuno dei suoi compleanni, a partire da quelli dell&#8217;infanzia: tutti praticamente uguali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">E cos\u00ec si apprestava a celebrare o meglio sarebbe dire \u201cattraversare\u201d anche il giorno del suo sessantesimo compleanno con quella solita semplicit\u00e0 che aveva contrassegnato tutti i compleanni precedenti, inclusi quelli che di solito tutti considerano importanti, come quello della maggiore et\u00e0 e quelli con cifra tonda dei venti trenta quaranta cinquanta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Qualcuno per\u00f2 aveva ben pensato che quella volta non l&#8217;avrebbe passata liscia. E no! I suoi amici erano ben determinati a far s\u00ec che quel compleanno Arturo se lo sarebbe dovuto ricordare per tutta la vita e avevano deciso perci\u00f2 di organizzargli una festa a sorpresa. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Tutti furono d\u2019accordo che il luogo della festa sarebbe stato l&#8217;abitazione dove Arturo viveva con la moglie, una villetta appena fuori citt\u00e0, una zona isolata ma silenziosa, una graziosa costruzione su due livelli con una tavernetta, una casa non lussuosa ma molto comoda, circondata da un giardino che loro stessi curavano.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">L&#8217;ideatore e organizzatore della festa era Gino Barletti, il suo migliore amico, un compagno di scuola con il quale aveva sempre conservato negli anni un forte rapporto di amicizia, un vincolo quasi fraterno rimasto inalterato nel tempo pur col mutare delle rispettive situazioni lavorative e familiari.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Secondo il piano d\u2019azione, Gino sarebbe entrato di soppiatto dall\u2019ingresso posteriore della villetta ed avrebbe fatto esplodere un bengala per dare il segnale dell\u2019inizio del festeggiamento. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019ora x era fissata per le ventuno, quando ormai sarebbe stato completamente buio; allo scoccare di quell\u2019ora i benevoli congiurati avrebbero preso posizione armati di panini, focacce, dolci e soprattutto tante bottiglie di spumante. Andrea, il musicista della comitiva, avrebbe anche imbracciato la sua chitarra con la quale allietare la serata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Alle ventuno spaccate Gino s\u2019introdusse nella villa dalla parte posteriore cos\u00ec come convenuto, facendosi un po\u2019 di luce con la torcia del suo cellulare e impugnando il bengala. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Il silenzio della notte fu spezzato da un colpo; gli amici, proiettatisi nel giardino, rimasero paralizzati: il corpo di Gino giaceva a terra esanime mentre un rivolo di sangue tracciava un rosso percorso. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Alla vista dell\u2019amico riverso al suolo Arturo lanci\u00f2 un urlo disperato, un NOOOO lunghissimo e straziante, ripetuto pi\u00f9 volte mentre si dava violenti colpi alle tempie. Quell\u2019urlo di Arturo alla vista del corpo non era dovuto soltanto alla perdita tragica dell&#8217;amico. Quel NOOOO gridato in modo sovrumano aveva un\u2019altra spiegazione: il colpo di pistola che aveva tolto la vita a Gino era stato sparato proprio da lui, Arturo, il suo migliore amico.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Al processo Arturo fu prosciolto perch\u00e9 la legge gli consentiva di fare fuoco contro un ladro introdottosi in casa sua; pur non trattandosi di un malintenzionato, lui aveva avuto la percezione che tale fosse e tanto bastava per proscioglierlo da qualsiasi responsabilit\u00e0 penale: legittima difesa putativa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Pur prosciolto, Arturo visse mesi di tormento implacabile.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">A nulla poterono valere l\u2019affettuosa vicinanza della moglie, la solidariet\u00e0 degli amici. Dichiarato innocente dalla legge, non si sentiva per niente tale. Il suo pensiero assillante era che esisteva anche un\u2019altra legge, superiore, che prescriveva \u201cnon uccidere\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">&lt;&lt; Ma caro, devi farti forza adesso. Quante volte devo ripeterlo che non hai colpa. Hai sparato per paura. Purtroppo viviamo in tempi brutti, che fanno paura&gt;&gt;. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">&lt;&lt;Gi\u00e0, la maledetta paura che ci fa perdere la ragione. La paura che mi ha trasformato nell\u2019assassino di una persona, del mio migliore amico. La paura, anche se uno non ce l\u2019ha, gliela fanno venire, come \u00e8 successo a me, e mi ha indotto a comprare una pistola, maledetto sia quel giorno. Ma possiamo essere schiavi della paura? Dove arriveremo? Spareremo per strada se qualcuno tenta di rubarci la bicicletta?&gt;&gt;<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Arriv\u00f2 il giorno in cui Gino, di alcuni mesi pi\u00f9 giovane di Arturo, avrebbe compiuto sessant\u2019anni e ci\u00f2 accrebbe, se possibile, la sua prostrazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">Nel tardo pomeriggio, senza informare nessuno, si rec\u00f2 al cimitero. <\/span><\/span><span style=\"font-size: large\">Nonostante il traffico intenso riusc\u00ec ad arrivare poco prima della chiusura, raggiunse il campo dieci e s\u2019inginocchi\u00f2 davanti alla tomba del suo pi\u00f9 caro amico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">&lt;&lt;Perdonami Gino, perdonami tu se puoi, perch\u00e9 io non riuscir\u00f2 mai a perdonarmi&gt;&gt; sussurr\u00f2 fra i singhiozzi. &lt;&lt; Ecco, oggi ho organizzato io una festa a sorpresa per il tuo compleanno&gt;&gt; aggiunse sottovoce mentre tirava fuori da una borsa un vassoio di dolcetti di mandorla dei quali Gino era ghiotto. Dispose sulla tomba, come fosse il tavolo della festa, una tovaglietta di carta, i dolcetti, poi i bicchieri, quindi prese una bottiglia di spumante e la stapp\u00f2 versandone met\u00e0 del contenuto sulla tomba e bevendo l\u2019altra met\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">&lt;&lt;Hai visto, Gino? Stasera festeggiamo insieme i tuoi sessant\u2019anni, noi due, da vecchi e buoni amici! Una festa solo per noi!&gt;&gt;<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Quella notte Rita fece inutilmente il giro di tutti gli ospedali, e altrettanto inutilmente telefon\u00f2 agli amici: Arturo non si era ritirato a casa, il che che non era mai successo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Il mattino dopo, un addetto alle pulizie del cimitero scopr\u00ec nel campo dieci, sdraiato su una tomba, un corpo inanimato che stringeva ancora in mano una pistola. Un rivolo di sangue raggrumito sembrava collegare il capo di Arturo Roppo alle lettere bronzee di Luigi Barletti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54599\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54599\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arturo Roppo non aveva mai fatto una vera festa in occasione del suo compleanno, un po&#8217; per il suo carattere, un po&#8217; forse per una consuetudine familiare che non \u00e8 che attribuisse poca importanza ai compleanni, ma li festeggiava con molta semplicit\u00e0. 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